Isidoro Azzario

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1884-?

Isidoro Azzario, nato a Pinerolo il 20 maggio 1884, capostazione. Militante comunista dal 1921, è arrestato a Cuneo nel giugno 1923 e nello stesso anno, a causa delle idee politiche, perde il lavoro presso le ferrovie. Liberato nell'attesa del processo, si da alla latitanza. Partecipa alla vita politica nazionale e internazionale del Partito comunista firmando mozioni e partecipando a congressi in Francia e a Mosca e poi si rifugia a Panama ove è arrestato nel 1927. Durante il viaggio verso l'Italia, l'ex ferroviere subisce dure torture che ne minano l'equilibrio psicofisico. In Italia, il Tribunale speciale inizialmente lo inserisce nel gruppo dei comunisti giudicati nel "processone" istruito per i membri del Comitato Centrale del Partito Comunista d'Italia, il cui dibattimento si svolse nel maggio 1928 (vedi sentenza del TSDS n. 54 del 4 giugno 1928). Azzario però, in quanto ammalato, vide stralciata la sua posizione e fu processato a parte, nell'ottobre, insieme al deputato Fabrizio Maffi. La durissima condanna, 10 anni, trascorse fra confino e manicomi criminali. Nel 1943 è a Germignaga e nel dopoguerra è riassunto nelle Ferrovie come capostazione di Luino.

ist.resistenza Cuneo


 

Azzario Isidoro (Anselmi)

Pinerolo (Torino 1884-?

Capostazione delle Ferrovie italiane, nel 1921 portò l'adesione dei ferrovieri comunisti al congresso di fondazione del Pcid'I, divenendo direttore dell'organo sindacale di partito 'Il sindacato rosso' pubblicato fino al 1925. Eletto nel comitato centrale del partito, nel 1924 si recò a Mosca in veste di membro della delegazione italiana al V congresso dell'IC.

Arrestato a Cuneo nel giugno del 1923, poco dopo fu licenziato per motivi politici, assieme ad altri 47mila ferrovieri. Nella lotta interna che si sviluppò nel partito, si schierò con il centro gramsciano. Andò in esilio a Mosca e poi a Panama, da dove nel 1927 fu estradato in Italia. Durante il viaggio di ritorno per mare fu sottoposto a crudeli sevizie che turbarono il suo stato mentale. Fu condannato dal tribunale speciale a 10 anni che trascorse fra carceri e manicomi criminali. Confinato alle Tremiti, nel 1933 sfollò a Germignaga (Va). Riassunto nelle ferrovie in seguito al decreto di riabilitazione dei licenziati politici, riprese la carica di capostazione a Luino. Eletto segretario della locale sezione dello SFI, sostenne le posizioni dei ferrovieri anarchici e denunciò la permanenza all'interno dello SFI di disposizioni ereditate dal sindacato fascista. 

Comunismo e revisionismo: testimonianze di un rivoluzionario Di BrunoFortichiari- pg.206


numero de Il sindacato rosso  - pdf


 

II congresso PCI
Comitato Centrale: Bordiga, Isidoro Azzario, Vittorio Flecchia, Fortichiari, Leopoldo Gasparini, Gennari, Ennio Gnudi, Gramsci, Grieco, Marabini, Repossi, Sessa, Terracini, Palmiro Togliatti, Giuseppe Berti (Fgcd'I); nel marzo 1923 cooptazione di Antonio Graziadei e Angelo Tasca.
Comitato Esecutivo: Bordiga, Fortichiari, Grieco, Repossi, Terracini; nel marzo 1923 cooptazione di: Mauro Scoccimarro, Togliatti. CE dimissionario nel marzo 1923 e sostituito nel luglio 1923 con Fortichiari, Scoccimarro, Tasca, Togliatti, Giuseppe Vota; in autunno dimissioni di Fortichiari sostituito da Gennari

(5/11-5/12) Al Quarto Congresso dell’IC, la “questione italiana” diviene il problema della formazione di un “partito comunista unificato”, con la fusione del nuovo PSI (massimalisti + terzini) col PCd’I. La delegazione italiana era composta da Bordiga, Tasca, Azzario, Bombacci, Gennari, Graziadei, Marabini, Mauro Scoccimarro, Pietro Tresso, D’Onofrio, Longo, Carretto, Germanetto, Camilla Ravera, Peluso, Natangelo, Arcuno, Vota, Lunedei, Giulianini, Presutti, Gorelli, Chiarini. Gramsci si trovava già a Mosca. Il Quarto Congresso decise “la fusione immediata del partito comunista e del partito socilaista italiano”; e designò un comitato organizzativo per realizzarla, composto da Bordiga e Tasca, per i comunisti, Serrati e Maffi per i socialisti, Zinoviev per l’esecutivo dell’IC, fissando come limite il 15 febbraio 1923.

            

Sentenza n. 115 del 10-10-1928 Pres. Saporiti- Rel. Buccafurri

Già stralciati dal "processone" (vedi 54/28) sono processati Fabrizio Maffi, deputato, come membro del Comitato direttivo del PCI, e Isidoro Azzario* estradato dalla Columbia, per aver fatto parte del CC del Partito prima del ]926. (Cospirazione, propaganda comunista).

Azzario Isidoro, Pinerolo (To) 20-5-1884, capostazione

10 - -

Maffi Fabrizio, S. Zenone (Pv) 2-10-1868, medico

assolto -

* Durante il viaggio di estradizione, sulla nave "Leme", Azzario venne sottoposto a torture che: lo resero fuori di senno. È deceduto in una clinica


http://www.ecn.org/ponte/classici/castrucci.php
3 Il caso di Isidoro Azzario � emblematico.

Nato a Pinerolo nel 1884. Capostazione delle ferrovie, nel 1921 portò l'adesione dei ferrovieri comunisti al congresso di fondazione del PCdI, divenendo direttore dell'organo sindacale di partito 'Il Sindacato Rosso', pubblicato fino al 1925; eletto nel Comitato Centrale del Partito, in autunno si recò a Mosca in veste di membro della delegazione italiana al V° congresso dell'Internazionale comunista. Arrestato a Cuneo nel giugno del 1923, liberato in attesa di processo, si rese latitante. Al processo gli venne proposta una pena di 14 mesi, non confermata grazie alla efficace famosa autodifesa di Bordiga, che permise l'assoluzione di tutti gli imputati, eccetto uno condannato a quattro mesi. Licenziato politico nel '23 assieme ad altri 47.000 ferrovieri. Nella lotta interna che i sviluppò nel partito, restò con altri inizialmente 'in posizione neutra, indecisi fra l'obbedienza a Mosca e la personale convinzione di sinistra'; successivamente scelse di schierarsi con il centro gramsciano; firmatario alla riunione del c.c. del 18 aprile 1924 della mozione di centro, al congresso di Lione del 1926 pronunciò un deciso intervento contro la sinistra di Bordiga. Successivamente si recò a Mosca, indi a Panama; qui nel 1927 venne arrestato e tradotto in Italia.

Durante il tragitto di ritorno via mare, trovò un barattolo di vernice e scrisse w il comunismo, abbasso il fascismo, a morte il capitalismo: per punizione, venne legato, buttato in mare e trascinato per molte ore. Questo episodio, unito a sevizie subite in precedenza, ne minarono la salute mentale. Ciò non bastò ad evitargli la condanna del Tribunale Speciale a 10 anni, divisi tra carceri e manicomi criminali. Confinato alle Tremiti, dove era attivo il nucleo di trotzkisti già espulsi dal PCI, nel 1943 sfollò a Germignaga. Riassunto nelle ferrovie in seguito al decreto di riabilitazione verso i licenziati politici, Azzario riprese la qualifica di capostazione a Luino, e venne eletto segretario della locale sezione dello SFI; iniziò a collaborare con l'IN MARCIA!' e con la corrente anarchica dello SFI; anch'egli, come Castrucci, prese a cuore la battaglia contro i privilegi degli epurati fascisti rispetto ai licenziati politici. I dirigenti dello SFI lo identificarono come anarchico, il PCI di Varese lo accomunò invece agli internazionalisti di Battaglia Comunista, tentando di isolarlo.

Delegato a rappresentare i ferrovieri luinesi al 1° congresso nazionale SFI che si svolge a Firenze dal 3 al 10 marzo 1946, Azzario, nel corso dei lavori, aderì ad una mozione di protesta presentata dai macchinisti anarchici sulle modalità attuate nello sciopero di gennaio. Nel suo intervento contestò il fatto che siano ancora in vigore all'interno dello SFI alcune disposizioni ereditate dall'Associazione Nazionale Ferrovieri Fascisti: bisogna diffidare della collaborazione, che nasconde l'insidia della reazione. In tal senso presentò un ordine del giorno (respinto) dove propose di sostituire, come metodo di lotta, l'occupazione delle fabbriche allo sciopero.

Dopo il 1943, la storiografia ufficiale e stalinista relegò Azzario nell'oblio: le vicende successive al 1943 sono state descritte in Cronache Rivoluzionarie in Provincia di Varese, a cura dell'Archivio

....altre notizie

Immediatamente dopo il crollo del fascismo si ripropone la questione della riassunzione e della ricostruzione di carriera per i licenziati politici del '22-'23. Mentre al nord si combatte, nel territorio controllato dagli Alleati il 6 gennaio 1944 viene emanato il decreto che riabilita i ferrovieri vittime della repressione fascista negli anni '20. E' l'inizio di una vicenda che, per oltre un quinquennio, si trascinerà creando situazioni paradossali.

Gli esonerati vengono sottoposti ad interminabili trafile burocratiche da parte delle Commissioni Paritetiche, dove spesso figurano gli stessi funzionari del vecchio regime. L'IN MARCIA!, soprattutto con gli articoli di Castrucci, diviene interprete della denuncia sulle mancate epurazioni dei funzionari e del lamento dei licenziati, che inviano fiumi di corrispondenze denunciando i ritardi nelle riassunzioni e nelle regolarizzazioni; in questa sua battaglia Castrucci è affiancato non a caso da vecchi dirigenti dello SFI ante - guerra3. Ma la riassunzione dei licenziati politici crea parallelamente non pochi problemi negli impianti, dove si va consolidando una crescente ostilità da parte dei giovani verso i riassunti, in quanto le ricostruzioni di carriera determinano i cosiddetti 'scavalchi' nelle graduatorie da parte dei riassunti rispetto ai più giovani. Si va formando, in sostanza, un vero e proprio problema di rottura generazionale: Castrucci se ne accorge, e per questo rivolge continui appelli ai giovani invitandoli all'unità sindacale.

Ma rispetto ai primi anni del secolo, oltre a quello lavorativo, anche il contesto politico è radicalmente diverso.

La presenza organizzata dei partiti della sinistra parlamentare tra i ferrovieri e i macchinisti, soprattutto i giovani, è notevole, mentre i rivoluzionari rappresentano una minoranza.

I partiti della ricostruzione e dell'unità nazionale sono al governo con la DC , ed impongono i propri uomini a dirigere le strutture sindacali onde controllare e contenere il più possibile le rivendicazioni operaie. Il PCI avvia nel paese una massiccia e sistematica campagna di attacchi e calunnie contro bordighisti e trotzkisti, così come contro la CGL rossa del sud.

In un simile contesto, un giornale come l'IN MARCIA!, redatto da un personaggio carismatico quale Castrucci e portavoce di una categoria tradizionalmente 'irrequieta', rappresenta un potenziale pericolo per la linea interclassista che contraddistingue il PCI.