SCUOLA DELL'INFANZIA E RIFORMA DEI CICLI
Sollecitate da un documento CISL rivolto alla propria segreteria provinciale, contenente diversi spunti interessanti, avvertiamo l'esigenza di allargare il dibattito sull'argomento. In passato come Sindacato di Base abbiamo espresso una posizione chiara e preoccupata sull'impostazione generale della Riforma dei Cicli; ora cogliamo l'opportunità per articolare meglio il nostro parere sulla scuola dell'Infanzia nella quale per altro lavoriamo.
La prima operazione utile nell'analisi di questa Riforma è individuarne la CHIAVE INTERPRETATIVA: per quale motivo la scuola. dell'infanzia è messa ai margini della Riforma (tranne qualche principio generale buono come spunto per dei progetti FO)? Perché la professionalità diffusa delle insegnanti viene umiliata al punto che con la riforma universitaria basterà il primo dei tre livelli di laurea? Come mai non è prevista l'estensione di questo ordine di scuola su tutto il territorio nazionale a carico dello Stato? Qual è il senso di questa che appare come una sostanziale negazione? A quale obiettivo si punta? Come conciliare ciò con l'attuazione dei Nuovi Orientamenti '91, più volte citati?
Prima di rispondere diciamo per inciso che in qualche modo c'è da tirare un respiro di sollievo per essere escluse da un marchingegno che negli altri ordini di scuola crea per ora, più disorientamento che altro, produce la famosa onda anomala e una drastica riduzione del personale...
Ma la risposta è:questa riforma punta a spingere la scuola. dell'infanzia in territorio di gestione MISTO PUBBLICO-PRIVATO, CON LA PREVISIONE DI METTERNE UNA BELLA, GROSSA FETTA IN MANO AI PRIVATI. Si è preferito finanziare consistentemente le scuole private attuali e future piuttosto che estendere la scuola pubblica su tutto il territorio nazionale, per avere in cambio il MASSIMO DI FLESSIBILITA': di orari, di personale, di strutture, di numero dei bambini. Flessibilità sul versante contrattuale significa: bassi stipendi, aumento dei carichi di lavoro, riduzione dei diritti, aumento della precarietà.
La concorrenza pubbliche-private innescherà meccanismi competitivi su tutto, peggiorando pesantemente le condizioni di qualità della scuola e di lavoro delle insegnanti. Le statali dovranno assomigliare sempre di più alle private, vere e proprie aziende di servizi, dalle quali dovrà uscire un PRODOTTO; poiché l'idea del prodotto-bambino fa sussultare chiunque, ecco inventato il prodotto Carta dei Servizi o Piano dell'Offerta Formativa o Piano di Valutazione della Scuola, che dir si voglia. Ciò che si "vende" è un documento, una dichiarazione d'intenti, non è necessario che a questo corrisponda una PRATICA. Le insegnanti trascorreranno (in parte già lo fanno) buona parte del loro tempo a produrre "documenti di vendita". I bambini e le bambine? Ammassati/e in 28 in aule che ne possono contenere molti di meno, con sempre meno giochi e materiali a disposizione. Già, i finanziamenti sono decurtati perché i soldi a disposizione vengono impiegati per finanziare le scuole private.
UNA SONTUOSA APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO LIBERISTA APPLICATO ALLA SCUOLA.
Una sola parola per sintetizzare le conseguenze di questa operazione: DEGRADO.
E allora veniamo al nocciolo della questione: in realtà la S. dell'Infanzia è perfettamente INSERITA nel quadro più generale voluto dalla Riforma dei Cicli.
E le insegnanti? E la loro professionalità? Possono andare a quel paese, d'ora in poi "ce ne sarà" solo per qualcuno, chi riesce (o vuole farlo) a sgomitare entrando nell'area ristretta delle "privilegiate" che decidono per le altre.
La visione della professionalità insegnante che noi fortemente rivendichiamo è diversa da quella che traspare dal documento CISL. Noi crediamo nella professionalità DIFFUSA, COOPERATIVA e SOLIDALE, crediamo nel lavoro di gruppo in termini democratici per svolgere un lavoro così elevato e complesso come quello di rapportarsi a bimbi e bimbe dai 3 ai 6 anni, un'età fondamentale. Il vero incentivo a migliorasi è lavorare bene e in armonia, NON CREDIAMO NELLE ARTIFICIALI SPINTE MERITOCRATICHE CHE DISTRUGGONO IL TESSUTO COLLABORATIVO DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA, e premiano invece l'individualismo e l'arrivismo, due "qualità" professionalmente sterili, funzionali però alla NUOVA SCUOLA-AZIENDA.
Un gruppo di insegnanti della scuola dell'Infanzia di ALP-CUB-COBAS di Pinerolo