INDICE
INTRODUZIONE
I. GLI ANTECEDENTI IN EUROPA
I.1. Gli utopisti
I.1.1. Il socialismo utopico e le città giardino
I.1.2. I due modelli "preurbanistici" di F. Choay
I.2. Sviluppo industriale e consenso sociale
I.3. Esempi di villaggi operai in Europa
I.4. Le esposizioni universali
Documentazione allegata
II. VILLAGGI OPERAI IN ITALIA
II.1. Le origini
II.1.1. Introduzione
II.1.2. La stabilizzazione della manodopera
II.2. Le teorie
II.2.1. La manualistica
II.2.2. Lingegnere igienista
II.2.3. Il "modello" di villaggio operaio
II.3. Gli elementi di un villaggio operaio
II.3.1. Tipi di insediamento
II.3.1.1. Un villaggio artificiale che sembri naturale
II.3.1.2. La morfologia
II.3.1.3. Strumenti che consentono il riconoscimento del villaggio operaio
II.3.2. Tipi edilizi
II.3.2.1. La casa operaia
Gli edifici
Lorto
II.3.2.2 I servizi sociali
I bagni pubblici
La scuola
La chiesa
Il cimitero
Le opere assistenziali
La socialità guidata
II.3.2.3 La fabbrica e il tempo
II.3.2.4 Il "castello"
II.4. Esempi italiani
II.4.1. Crespi dAdda
II.4.2. Leumann
II.4.3. Schio
II.4.3.1. Alessandro Rossi
Documentazione allegata
III. IL PATERNALISMO A VILLAR PEROSA
III.1. Il paternalismo
III.2. Giovanni Agnelli
III.2.1. Gli Agnelli e Villar Perosa
III.2.2. Giovanni Agnelli e il fascismo
III.2.3. Il paternalismo di Giovanni Agnelli
III.3. Filantropia o funzionalismo produttivo?
Documentazione allegata
IV. IL VILLAGGIO OPERAIO DI VILLAR PEROSA
IV.1. Villar Perosa
IV.1.1. Configurazione geografica
IV.1.2. Cenni storici
IV.1.3. Landamento demografico
IV.2. La Riv
IV.2.1. Localizzazione industriale in Val Chisone
IV.2.2. Nascita e sviluppo della Riv
IV.2.3. Il taylorismo
IV.3. Il villaggio operaio
IV.3.1. Le case operaie
Il villaggio operaio "Giovanni Agnelli"
Il villaggio per impiegati "Edoardo Agnelli"
Le palazzine per i capi
IV.3.2. Gli edifici ed i servizi pubblici
Il municipio e lala comunale
Il convitto
Il refettorio
Il magazzino cooperativo
Il dopolavoro e i bagni pubblici
La stazione, lufficio postale e la farmacia
La chiesa di SantAniceto
Il cimitero
Lambulatorio
La casa del fascio
Gli alberghi
Il campo sportivo
Il teatro
I rifugi antiaerei
Le scuole
IV.3.3. Lurbanizzazione primaria e le infrastrutture
IV.3.4. Villa Agnelli
Documentazione allegata
BIBLIOGRAFIA
INTRODUZIONE
Il modello di villaggio operaio ottocentesco nasce in Europa successivamente allo sviluppo industriale.
Lindustrializzazione ha provocato, fin dal suo apparire, degradazioni irreversibili nella città tradizionale, diventata luogo della miseria e sfruttamento del proletariato, possibile centro di agitazione sociale e rivolta.
Per dare una risposta al problema nascono le diverse teorie utopistiche che immaginano e descrivono comunità esemplari, senza distinzioni di classe, con un rapporto equilibrato tra città e campagna, fra produzione agricola e produzione industriale. Intanto sulla casa operaia si sviluppa tutta una serie di studi e nuove professioni, un nuovo terreno per indagini che proseguiranno nel secolo successivo.
Nella realtà sono gli stessi imprenditori a costruire villaggi operai in prossimità delle proprie fabbriche, prendendo a prestito le idee utopistiche e includendole nel proprio sistema di produzione. Il padrone, tramite il villaggio operaio, offre alloperaio il benessere, loperaio in cambio offre al padrone tutta le sua vita.
Il villaggio operaio è una tipica espressione del paternalismo industriale in un momento di passaggio dal mondo preindustriale alla totale funzionalità del sistema di fabbrica. Linsediamento è spesso progettato e costruito come un tutto unico e omogeneo, e in esso si rispecchia in modo estremamente fedele lideologia dominante.
Nel villaggio operaio le forme e i rapporti di spazi sono leggibili come una sorta di manifesto, di dichiarazione di principi; e in questo senso devono essere individuati e letti gli edifici che compongono linsediamento - tipo.
In Italia le realizzazioni di villaggi operai si hanno a partire dalla seconda metà dellottocento, più tardi che nel resto dEuropa.
Nonostante ci siano insediamenti italiani analoghi, più noti ed importanti, la scelta è caduta sul villaggio operaio di Villar Perosa perché è il paese in cui vivo e sul quale non esistono specifiche ricerche.
Villar Perosa è un piccolo centro in provincia di Torino. Qui allinizio dellultimo secolo lindustriale Giovanni Agnelli ha fondato una fabbrica di cuscinetti, la Riv, e costruito, con successivi ampliamenti, un vero e proprio villaggio operaio che comprende tutti gli edifici e i servizi utili alla vita quotidiana dei villaresi cresciuti di numero insieme allo sviluppo della fabbrica. La presenza della Riv e della famiglia Agnelli ha man mano inciso sullintero territorio rendendo sempre più stretto il legame tra Agnelli, Riv e popolazione.
Si spiega in questo modo la curiosità che mi ha spinto a cercare di saperne di più sui motivi e sui modi delledificazione del paese, ed insieme a domandarmi quali analogie ci fossero con gli altri esempi di villaggi operai italiani di poco precedenti e già ampiamente studiati.
Di conseguenza ho utilizzato come termini di raffronto i villaggi operai di Crespi dAdda, Leumann e Schio, che con Villar Perosa presentano molte analogie.
Non ho invece preso in considerazione le realizzazioni di Ivrea in quanto prevalentemente successive e con implicazioni territoriali di gran lunga maggiori.
La ricerca sconta la carenza di studi specifici sul villaggio e la difficoltà a reperire materiale di archivio, che negli anni è andato in gran parte perduto.
I pochi disegni originali sono stati recuperati per lo più dallarchivio della fabbrica, e solo in parte (per le opere di urbanizzazione e gli edifici che hanno subito variazioni nel dopoguerra) dallarchivio storico comunale.
E invece stato possibile avere copia dei disegni originali del villaggio dallarchivio privato dello Studio degli ingg. Giay di Torino, ai quali va un ringraziamento particolare, insieme al personale dello studio tecnico Riv, per la disponibilità dimostrata, e al prof. Pio Luigi Brusasco per la pazienza che ha avuto in questi anni.
Alessandra Godino