1 maggio a Perosa davanti alla Manifattura
 

il cammino del gambero - link e varie letture

 

http://www.alpcub.com/forum/luis.html  Luigi Fenoglio

(...)Dopo grandi lotte e la sconfitta sulle pensioni, molti di noi avvertirono che si apriva per il sindacato un periodo molto difficile, da un lato vi erano diffuse posizioni in favore della necessità di fare degli arretramenti e difenderci nel piccolo dei nostri luoghi di lavoro e dall’altro la voglia di alcuni di reagire contrattaccando e cambiando la direzione sindacale.

Nel Pinerolese molti lavoratori scelsero la seconda ipotesi. Non così fu nella maggior parte dei territori dell’intero paese, i lavoratori erano si scontenti e fu molto alto il NO espresso nel referendum  sulle pensioni (35.5% - nel Pinerolese il  67%), tuttavia poche sono state le esperienze simili alla nostra.(...)

 

 vedi  http://www.alpcub.com/forummag.htm

un forum, inizialmente sul nostro lavoro, con riflessioni sul ruolo di alpcub nella nostra zona e all'interno del sindacato di base italiano, sui rapporti con i lavoratori aderenti ad altre organizzazioni.

https://people.unica.it/giulianamandich/files/2018/05/stratificazione-sociale.pdf

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/istat-scomparsi-borghesia-e-operai-ecco-nuove-classi-sociali-1398129.html

https://www.raiplay.it/video/2018/12/Geostorie-Cina-41d4c1e1-534b-4bb1-baf3-69f476c21d04.html  Cina: il prossimo impero?

 

https://milanointernazionale.files.wordpress.com/2009/03/scioperi.pdf   Ilario Salucci Un secolo di scioperi. Note di lettura. maggio 2008
 

 nel primo paragrafo (pag. 2) vengono esaminati i dati relativi agli scioperi in Italia, dal 1880 ad oggi, facendo alcuni approfondimenti sui periodi più recenti e confrontando il livello di conflittualità italiano con quello di altri paesi. Nel secondo paragrafo (pag. 11) si cerca di dare una “spiegazione” agli scioperi italiani, seguendo un importante studio di Franzosi, ma alla fine ci sarà il problema di “spiegare” il 1969-70. Per questo il terzo paragrafo (pag. 15)

 

https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/home

La storia del movimento operaio italiano nei suoi eventi quotidiani. Dalle prime embrionali forme di organizzazione alla precarizzazione del lavoro attraverso quasi due secoli di lotte, guerre, fascismo, democrazia. Dalle società di mutuo soccorso al sindacato moderno. Dalla conquista dei diritti alla precarizzazione del lavoro.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Scioperi_nell%27Italia_repubblicana

Questa pagina elenca i maggiori e più significativi scioperi sindacali nell'Italia del dopoguerra

http://www.archiviolavoro.it/sites/www.archiviolavoro.it/files/progetti/files/Sindacato_pillole.pdf

Significato della parola sindacato; Definizione di sindacato; Società di Mutuo soccorso; Cooperative; Leghe di resistenza; Camere del lavoro; Federazioni di mestiere; Nascita della CgdL; il biennio rosso, il fascismo e lo scioglimento delle Camere del lavoro; la Resistenza e gli scioperi del 1943-1944; il Lavoro nella Costituzione, la scissione sindacale, le conquiste e l'autunno caldo; lo Statuto dei Lavoratori...

 

https://www.fondazionedivittorio.it/sites/default/files/content-attachment/Le%20esperienze%20dei%20consigli%20di%20fabbrica%20nel%201919.pdf

avviso convegno 19 novembre 2019

La classe sa quando e come muoversi anche se i sindacati maggiori sono compromessi e un partito che guidi i lavoratori nella lotta politica è di là da venire.

La difesa delle fabbriche contro la loro chiusura o come momento di lotta contrattuale ha una lunga tradizione in Italia e nel territorio.  Rinchiudersi nelle fabbriche è però un errore se manca la capacità di agire sul territorio, di darsi un’organizzazione più vasta e matura.

C’è troppa gente che ha tutto l’interesse a farci salire sui tetti a dieci

per volta invece che permetterci di scendere in piazza a milioni.

alcuni  ricordi storici:

Nel 1920 la lotta e l’occupazione della Mazzonis di Pralafera  www.alpcub.com/valpellice/pralafera_eco_arghittu.pdf

Nel 1920 l’occupazione della Fiat. di Torino    www.alpcub.com/Filo_rosso/puntata7_filorosso.pdf

Nella Liberazione dal nazifascismo la difesa delle fabbriche torinesi da

parte degli operai e dei partigiani. http://www.alpcub.com/25a10.html

La lotta dei cotonifici del Val Susa nel 1960-61  http://www.alpcub.com/motturacvs.html

La nuova occupazione della Mazzonis di Pralafera nel 1965 per impedirne

la chiusura.  e  www.alpcub.com/valpellice/Pralafera_occupata_careglio.pdf

L’occupazione della Beloit a gennaio del 1965 per 10 giorni. http://www.alpcub.com/beloit_italia_tibaldo.htm

 L’occupazione per 2 mesi delle miniere nel 1966 e poi nel ‘67, alla Talco & Grafite. http://www.alpcub.com/lotta_dei_minatori_e_comitato_difesa_miniere.htm

Il blocco dei cancelli per 35 giorni alla Fiat di Torino nel 1980. http://www.alpcub.com/fiat80.html

 

 Il presidio per 6 mesi alla MVP (FIAT) di Villar Perosa nell’84 contro la chiusura, con l’ottenimento di nuove produzioni (nacque la Boge)

 

https://www.wikilabour.it/Rappresentanze%20Sindacali.ashx

http://vocidallestero.it/2016/11/20/il-paziente-italiano-lanalisi-di-heiner-flassbeck-sulle-ragioni-della-crisi-economica-in-italia/

L’economista tedesco analizza con la consueta lucidità tutti i fattori economici che hanno portato al declino italiano, mettendo in evidenza il ruolo cruciale svolto dalla “concorrenza sleale” tedesca e dai vincoli politici ed economici dell’Unione monetaria nel declino del nostro Paese.

Di Heiner Flassbeck, 29.07.2016

 

da http://digiur.uniurb.it/gest/wp-content/uploads/2013/11/Breve-storia-del-movimento-sindacale-nel-secondo-dopoguerra-1944-1995.pdf

SOMMARIO: 1. Gli anni Quaranta: la sofferta gestazione delle organizzazioni sindacali. - 2. Gli anni Cinquanta: la fase della divisione. - 3. I grandi fermenti degli anni Sessanta. - 4. Gli anni Settanta: la resistibile ascesa dell’unità sindacale di fronte alla crisi economica. - 5. Gli anni Ottanta e Novanta: il sindacato tra istituzionalizzazione e nuove strategie

 

 il 1969

commento a un dibattito del gennaio 1970 a Pinerolo:

  http://www.alpcub.com/cronachegiornale_indesit1.pdf 

 

1972 nasce la Federazione cgil cisl uil

(...)

Dopo una ulteriore battuta di arresto coincisa con il varo del governo di centro-destra ANDREOTTI-MALAGODI del 1972, finalmente il 24 luglio dello stesso anno i tre consigli generali unitari ratificarono la nascita della Federazione CGIL-CISL-UIL. In realtà, il patto federativo era una soluzione di ripiego rispetto alla scelta dell’unità organica, ma costituiva probabilmente anche l’unica strada percorribile. Il patto riconosceva i consigli dei delegati come struttura negoziale aziendale della Federazione; per altro verso, vietava alle categorie di procedere autonomamente sulla strada dell’unità, ma il divieto venne aggirato dai metalmeccanici che, pur mantenendo in vita le proprie sigle (FIOM, FIM, UILM), unificarono sedi e dirigenze nella Federazione lavoratori metalmeccanici (FLM). (...)

 

 

          l''EUR 1978

http://www.sindacalmente.org/content/scalfari-lama-camusso-la-scelta-delleur-sindacato-italiano-1212

Eugenio Scalfari sollecita e sprona dalle colonne di  “La Repubblica”, di domenica 29 gennaio 2012, Susanna Camusso a seguire le orme di Luciano Lama, ricordando le coraggiose scelte della Federazione Cisl-Cgil-Uil dell’Eur, nel 1978,  ed il ruolo esercitato per quella svolta da Luciano Lama, leader della Cgil

L'intervista di E.Scalfari a Luciano Lama_1978

(...)

E.S.: “Lei pensa che l’accettazione della linea sindacale che state proponendo sia legata, da parte della base operaia, a una determinata formula politica?”
L.L.: “Certamente la proposta d’un governo socialmente e politicamente rappresentativo faciliterebbe l’approvazione della nostra linea. Le ragioni sono evidenti. Ma la nostra decisione prescinde completamente dal tipo di formula di governo che finirà per essere adottato. La Federazione sindacale ha preso le sue decisioni al buio rispetto alle soluzioni politiche ed è impegnata a portarle avanti quale che sia lo sbocco politico della crisi”.

E.S.: “Vuol dire che le soluzioni politiche vi sono indifferenti?”
L.L.: “Nient’affatto. Ma vuol dire che ci sono obiettivi ancora più importanti che superano la fedeltà di partito. L’obiettivo di dar lavoro ai giovani è d’immensa portata. Una società che lascia i giovani senza sbocco è condannata. Debbo dire che la disoccupazione giovanile c’è ormai in tutti i paesi a capitalismo avanzato, in Francia, in Germania, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti. Non è un fatto soltanto italiano. Ma da noi si manifesta con un’intensità maggiore che altrove.”

E.S.: “Se il problema è di tutti i paesi capitalistici, vorrebbe dire che il capitalismo non è più in grado di risolvere il problema degli sbocchi. Allora come si concilia questa decadenza del capitalismo con l’ipotesi d’una ripresa dello sviluppo economico in Italia, senza la quale lei non vede soluzioni ai nostri malanni? Ha capito la domanda?”
L.L.: “Ho capito benissimo. Effettivamente il capitalismo mostra segni di declino. Ma questi sono problemi di tendenza a lungo termine, sui quali non siamo chiamati a discutere, per lo meno in questa sede. Io sono convinto che il capitalismo sia in fase declinante. Ma ciò non significa affatto che nel periodo medio non possa ancora sostenere intense fasi di sviluppo. L’Italia ha avuto un’intensa fase di sviluppo per tutto il periodo 1950-1963. A mio avviso può averne un’altra. Ripeto: è proprio per collaborare a quest’obiettivo e utilizzarlo per riassorbire la disoccupazione che noi chiamiamo la classe operaia ad un programma di sacrifici. Naturalmente, tutte le categorie e tutti i gruppi sociali debbono fare altrettanto.”

E.S.: “Cioè vuoi dire che il sindacato propone un grande programma di solidarietà nazionale?”
L.L.: “È esattamente questo che proponiamo”.   (...)

 

 

pg.134

la lotta Fiat 1980: l'attacco ai consigli di fabbrica e l'espulsione di delegati, donne, invalidi, assenteisti, anziani e operai combattivi

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13

 1983 -la concertazione


Poco dopo, in conseguenza dello scandalo della loggia P2, per la prima volta dal 1945 la guida del governo veniva assunta da un laico, Giovanni SPADOLINI, il quale si propose come obiettivo prioritario il contenimento dell’inflazione attraverso l’introduzione di una politica dei redditi, vale a dire di compressione dei salari. Per raggiungere questo scopo era però necessario coinvolgere direttamente le parti sociali in un negoziato nel quale i sacrifici salariali potessero essere compensati con altri benefici. Prese così avvio la stagione della concertazione sociale: una prassi, ampiamente consolidata nelle socialdemocrazie nordeuropee, mediante la quale governo, sindacati ed imprenditori si scambiano reciprocamente concessioni in vista del perseguimento di obiettivi di stabilità economica. La prima grande intesa triangolare - che prese il nome di accordo SCOTTI, dal ministro del lavoro dell’epoca - fu siglata il 22 gennaio 1983 e, accanto al contenimento del costo del lavoro, prevedeva strumenti per la disciplina dell’imposizione fiscale, del mercato del lavoro ecc. L’esperimento fu tentato nuovamente l’anno successivo dal nuovo governo a guida socialista, con una ancor maggiore ampiezza di contenuti (in particolare, interventi a sostegno dell’occupazione). Ma l’accordo del 14 febbraio 1984 (c.d. di S. Valentino) prevedeva anche una riduzione degli effetti della c.d. scala mobile, vale a dire del meccanismo che consentiva l’adeguamento automatico dei salari al potere di acquisto della moneta e che con l’accordo interconfederale del 21 gennaio 1975 era stato regolato in base al principio del punto unico di contingenza. Questo punto dell’accordo incontrò la netta opposizione della componente maggioritaria della CGIL (quella comunista), ma il Presidente del Consiglio Bettino CRAXI, forte del consenso delle altre istanze sindacali, decise di darvi attuazione mediante un decreto legge (poi convertito nella l. 12.6.1984 n. 219), successivamente ritenuto costituzionalmente legittimo dalla Corte costituzionale. Nei fatti, la vicenda segnò la fine della Federazione unitaria e la spaccatura si acuì ancor di più in seguito al referendum abrogativo proposto nei confronti del decreto da Democrazia proletaria con l’appoggio del PCI: con il 54,3% dei no, il 9 giugno 1985 l’elettorato si espresse a favore della scelta governativa. (...)

 

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da 'Restaurazione Italiana'-estratto- III - Vent'anni dopo- intervista di Gabriele Polo a Sabattini  (2000)

 

pg.134

la lotta Fiat 1980: l'attacco ai consigli di fabbrica e l'espulsione di delegati, donne, invalidi, assenteisti, anziani e operai combattivi

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Riforma della contrattazione-1993

Rappresentanze sindacali.

Le parti, al fine di una regolamentazione del sistema di relazioni industriali e contrattuali, concordano quanto segue:

 a) Le organizzazioni sindacali dei lavoratori stipulanti il presente protocollo riconoscono come rappresentanza sindacale aziendale unitaria nelle singole unità produttive quella disciplinata dall’ intesa quadro tra Cgil, Cisl e Uil sulle Rappresentanze sindacali unitarie, sottoscritta in data 1° marzo 1991. Al fine di assicurare il necessario raccordo tra le organizzazioni stipulanti i contratti nazionali e le rappresentanze aziendali delle deleghe assegnate dai contratti medesimi la composizione delle rappresentanze deriva per 2/3 da elezione da parte di lavoratori e per 1/3 da designazione o elezione da parte di organizzazioni stipulanti il Ccnl, che hanno presentato liste, in proporzione ai voti ottenuti. (...)

 

pg. 150

la grande fase di ristrutturazione

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http://www.alpcub.com/forum/luis.html  Luigi Fenoglio

Il processo di accumulazione di capitale ha messo a frutto le enormi potenzialità di controllo e anche di pianificazione economica indotte dalla rivoluzione informatica. Le imprese produttive sono diventate transnazionali segmentando la progettazione, la produzione, ed i servizi di post vendita sull’intero pianeta, i possessori di capitali finanziari hanno goduto di un periodo eccezionale di alti profitti sui mercati delle monete e degli strumenti finanziari, per via dell’indebitamento planetario indotto dall’estensione dell’industrializzazione forzata a tutto il mondo propagandata dagli strumenti di dominio del capitale.

http://www.alpcub.com/gallino_sumi_2007.pdf

 Il titolo di questo intervento potrebbe essere letto: le trasformazioni del lavoro nell’economia globale producono molta precarizzazione, molti casi di lavoro precario, ossia lavoro instabile, lavori con contratti molto brevi ed altre forme di incertezza dell’occupazione. Manca un termine a questo titolo (già abbastanza lungo così) ed è la parola ( il concetto di ) ”flessibilità”. La precarizzazione è, per certi aspetti, una conseguenza ( talvolta non voluta in molti casi, invece, si)della flessibilità del lavoro che è una caratteristica del mondo “globalizzato” propria di tutti i Paesi industriali, compresi quelli “emergenti”, “ in via di sviluppo” e simili. Quindi per capire la precarizzazione bisogna partire dai fattori che determinano, nel mondo globalizzato, la grande domanda di flessibilità del lavoro.

 

Come reagire alla crescente frammentazione dei lavoratori?

 

(G.P. :"Un grandissimo meccanismo selettivo. Eppure dà a ciascuno l'illusione di essere l'uno su mille che ce la fa.")

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http://www.alpcub.com/accordo_sulla_rappresentanza.htm

http://www.sindacalmente.org/content/finalmente-laccordo-interconfederale-rappresentanza 30 maggio 2013

Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto il 30 maggio 2013 un accordo (allegato) sulla rappresentanza sindacale e sulle modalità per dare efficacia agli accordi sottoscritti. Un accordo da anni inseguito, due anni fa sembrava fatta con la firma del protocollo del 28 giugno 2011 (allegato). La rottura sindacale alla Fiat, la fuoriuscita dalla Confindustria riniviarono l’ultimo passo. Finalmente è arrivato, un risultato importante e certamente storico. Alcuni commentatori sottolineano che con questa intesa “ non ci saranno più accordi separati” il che non è vero: questi saranno ancora possibili ma dovrà essere certificata la rappresentanza maggioritaria di chi siede al tavolo del negoziato e poi la validazione del 50% + 1 dei lavoratori interessati.  (SINDACALMENTE.org)

 

dicembre 2014- il nuovo art.18

https://www.pmi.it/economia/lavoro/approfondimenti/92465/licenziamento-quando-possibile-art-18.html

 

Presidio dell''Alp-Cub che, con il 44,5 % dei consensi delle ultime elezioni, non può partecipare al rinnovo delle rsu alla Tekfor. Video Prodotto da Radio Beckwith Evangelica per RIFORMA.IT--ott 2014

 video rbe https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=6fOJnVhpXYo Villar Perosa/Tekfor

 

Ambedue le formazioni confederali, dei lavoratori e degli imprenditori sono le une specchio delle altre, condividendo gloria e dolori (adesso più questi ultimi). Ne è controprova l’ultimo grande accordo che Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto nel marzo del 2018, il Patto della fabbrica.

https://www.confindustria.it/home/patto-per-la-fabbrica

 

 una versione locale :

https://www.rassegna.it/articoli/cgil-cisl-uil-torino-siglato-patto-per-il-lavoro nel Pinerolese- set 19

 

https://www.sindacalmente.org/content/lavoro-italia-si-ritorna-ai-numeri-del-2008-ma-sono-meno-le-ore-lavorate-e-pagate

Lavoro, in Italia si sbandiera un record di occupati, ma c'è un trucco! In Italia lavorano 23,3 milioni di persone. Il tasso di occupazione nella fascia d’età tra 20 e 64 anni è del 63% contro l’80% della Germania e il 73% della media dell’Unione europea. Più posti, ma più part time involontario: così le ore lavorate sono meno di 12 anni fa. E poi ...contiamo come occupato anche chi lavora un'ora al mese. Non bastano il decreto dignità e tanto meno avviare il Reddito di Cittadinanza prima del rendere operativi e efficienti i Centri per l’Impiego, come pure deliberare Quota 100 senza un reale piano di assunzioni (tourn over) con particolare attenzione per la Scuola, la Sanità e l’Assistenza. (sindacalmente.org)

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Per chi ha voglia di approfondire segnalo, oltre che la storia di alpcub sunteggiata nei quasi 900 giornalini, alcuni archivi in cui è documentata a livello locale la parabola del sindacalismo confederale e la ripetuta convergenza di questi col padronato - nel contrasto ai consigli di fabbrica, alle minoranze politiche della sinistra sindacale di Cisl e CGIL, infine ai sindacati di base. Qualsiasi sindacato nel lungo periodo deve sottostare alle leggi di mercato, alle fluttuazioni dell’accumulazione di capitale (l’unica vera variabile indipendente) pena l’essere messo fuori gioco dai lavoratori stessi. Deve costruire conflitto ma sa che a un certo punto c’è la mediazione. La mediazione dipende dai rapporti di forza che si sono creati e dal contesto generale economico e politico.

 

intervista a operaio sulla nascita di alpcub http://www.alpcub.com/intervis.htm

appunti di storia sindacale di alcune aziende:

 

:-------- (RIV-SKF,

  http://www.alpcub.com/rivtibme.htm : RIV- storia dello stabilimento di Villar Perosa-G.V.Avondo-V.Bruno- L.Tibaldo -edito da Alzani Editore- Pinerolo 1999- per concessione dell'autore e accordo con la casa editrice pubblichiamo il capitolo III LE OFFICINE RIV: IL CENTRO DELLA RAGNATELA- Lorenzo Tibaldo

(---)

COLPIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO - da http://www.alpcub.com/rivtib7.html estratto- Lorenzo Tibaldo

Il licenziamento di Tonino Chiriotti è parallelo a quello di Leopoldo Armandi. Essi rappresentavano non tanto due sigle sindacali, Cisl e Cgil, quando la determinazione di due uomini, inflessibili, quanto audaci, dediti con coraggio alla causa del movimento sindacale e stimati lavoratori.

In questi due uomini si vedrà anche la debolezza, al fianco di una paura diffusa tra gli operai per le rappresaglie, della classe operaia villarese che poche energie ha speso per difendere due militanti di punta del sindacato alla Riv.

Debolezza che metteva in luce come più di mezzo secolo di politica paternalistica aveva posto salde radice tra le maestranze.

Bisogna però fare un passo indietro per capire il licenziamento di Tonino Chiriotti. La Cisl di Chiriotti, il quale è stato eletto nella Ci alla Riv nel 1959, ha significato il tramonto della "vecchia" Cisl, nata sulla cultura e sulla politica della scissione, ha voluto dire mandare in frantumi tutta la teoria e la pratica della collaborazione aziendale, nata sulle ceneri della scissione sindacale e dell'anticomunismo quarantottesco. Le nuove leve operaio della Cisl, non solo romperanno con il passato politico della propria organizzazione, ma, partendo dalla propria cultura cattolica, intenderanno essere coerenti fino in fondo al principio evangelico "l'essere dalla parte degli ultimi".

Concezione che frantumava il vecchio modo sindacale di agire prodotto dalla Cisl , dedita all'interclassismo, alle trattative separate e alla ricomposizione aprioristica, e a tutti i costi, del conflitto; adesso si puntava all'unità sindacale, alla democrazia operaia, ai bisogni operaio, intesi adesso come classe antagonista a quella padronale. Tutto ciò metteva in crisi anche gli equilibri che si erano instaurati alla Riv tra le varie componenti sindacali, e tra queste e la Direzione aziendale. (...)

 

http://www.alpcub.com/bei43.pdf  L'azione di propaganda e intimidazione vero i militanti del Pci e della Fiom del movimento anticomunista 'Pace e libertà' alla Fiat e alla Riv di Villar Perosa nel secondo dopoguerra - da 'la beidana' n.43/Lorenzo Tibaldo

Tuttora presente e molto votato il Fali, sindacato autonomo aziendalista :

 "Aldo Erroi Insieme ad altri membri della CGIL usciti dal sindacato, trova ospitalità nelle sedi del movimento FARE COMUNITÀ della Olivetti, fabbrica che in quegli anni era all'avanguardia per quanto riguarda le relazioni aperte tra la proprietà e i dipendenti.
Nell'ottobre del 1957, insieme ad altri lavoratori della FIAT e della RIV, scrive la Dichiarazione Programmatica Dei Gruppi Indipendenti e fonda la Federazione Autonoma Lavoratori Indipendenti, di cui diventa il Segretario Generale a tempo pieno"

https://www.fali.it/la-storia.html

 

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sciopero generale Pinerolo dic1999

 

BELOIT

un altro sindacato giallo era quello che divideva negli anni '60 i lavoratori alla Beloit di Pinerolo, 

l'ALABI (Associazione Lavoratori Apolitici Beloit Italia) sindacato aziendale che sorge all'inizio del 1961.

L'ALABI raccoglie uomini vicini alla Direzione del personale e persone provenienti dai vari sindacati che si sono lasciate comprare e trova uno spazio di affermazione anche nella desindacalizzazione progressiva che si veniva verificando alla Beloit. L'ALABI non si presenta con un programma più chiaro dello schierarsi dalla parte della Direzione, non ha una linea più precisa dell'affermazione della apoliticità.

da XXVora- 7-8   Capitale e classe operaia - 2 la Beloit    31 luglio 1968 - 7,5 mB

Negli anni caldi la parte più combattiva delle maestranze Beloit si trovò sotto il tiro del PCI e poi della Fiom e della Fim; anche ALP benchè molto votata alla elezione delle RSU fu svantaggiata dalle regole elettorali e più di una volta le elezioni furono annullate o non riconosciute.

 

 

------- Fiat

/ dalla storia vasta del sindacato in Fiat- cinque flash:

 - Il 6 febbraio del ’62 viene proclamata da Fiom e Fim una giornata di lotta alla Fiat, la lotta fallisce; alle elezioni per la cosiddetta Commissione Interna FIOM CGIL e FIM CISL perdono voti a favore di UIL e gialli, quasi a dimostrare che chi propone le lotte perde consensi sul piano elettorale. Pochi mesi dopo però , è sempre utile ricordare anche questo, in seguito allo ‘svacco’ della UIL sul piano contrattuale ( accordo separato UIL-FIAT) gli stessi iscritti UIL ‘puniscono’ la loro organizzazione iniziando (si è al primo giorno della ormai storica battaglia di piazza Statuto,Torino, 1962) la distruzione della stessa sede UIL. http://www.alpcub.com/torino_piazza_statuto_1962.htm

 

Fiat: Elezioni di Commissione Interna
anni Fim Fiom Uilm Altri
% voti eletti % voti eletti % voti eletti % voti eletti
1962 15,1 29 26,9 31 32,6 61 29,9 65

http://www.mirafiori-accordielotte.org/rappresentanza/commissioni-interne/

 

 - Dagli anni Cinquanta è presente in Fiat il Sida, poi Fismic Sida

https://www.fismic.it/la-storia/

La FISMIC (denominata allora Liberi Lavoratori Democratici, poi SIDA) uscì dalla CISL, avendo l’adesione quasi totalitaria di tutti i componenti della FIM-CISL della provincia di Torino e ricevendo consensi importantissimi nelle elezioni delle Commissioni Interne da parte dei lavoratori.
Venne anche riconosciuta per anni dall’Internazionale Cristiana dei Sindacati ed esercitò un ruolo sindacale di primo piano non solo nell’industria metalmeccanica, ma anche in altri settori.

 

 - http://www.alpcub.com/storia/40mila2.pdf  il movimento dei capi e quadri Fiat guida la marcia contro lo sciopero di ottobre1980

 

 - dossier_Fiat.htm  Marchionne svela a Torino il piano Fiat 2010-2014: scorporo delle attività non automobilistiche in un'altra società quotata in borsa entro l'anno, con l'obiettivo di 6 milioni di auto Fiat-Chrysler (quasi il doppio delle attuali) e 34 nuovi modelli, ma soprattutto obbligo di «flessibilità» per i lavoratori. Altrimenti «porteremo la baracca altrove». Presidio delle tute blu a Lingotto, la Fiom: «Vogliono marginalizzare l'Italia».

 - L'accordo firmato da sindacati e Fiat, ma non dalla Fiom, il 23/12/2010 (pdf). da rassegna.it

 

-------- Stabilus,

 

Altri 77 lavoratori senza posto di lavoro. La Stabilus, multinazionale tedesca leader mondiale nella produzione di ricambi e accessori auto, chiuderà lo stabilimento di Villar Perosa. Colpita dalla crisi finanziaria americana, la Stabilus ha annunciato una sovracapacità produttiva e un piano di risanamento aziendale. Risultato: la chiusura degli stabilimenti che sono all’estero. Per i lavoratori di Villar Perosa è stato un fulmine a ciel sereno. «L’azienda ­ spiega Enrico Tron della Fim-Cisl di Pinerolo ­ funzionava bene. L’ambiente interno è sempre stato ottimo. C’erano turni a scorrimento e, se necessario, si lavorava sabato e domenica per rispettare i tempi di produzione e consegne. Oggi lo stabilimento paga colpe non sue, ma derivanti dalla situazione internazionale». lastampa-2009

Lo stesso sindacalista Cisl firmerà l'accordo 'tombale' che sancirà la chiusura della vertenza.

eco del chisone 19.1.2011

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    c.minoli

crisi della MANIFATTURA DI LEGNANO ( New Co. cot)

http://www.alpcub.com/occupazione_comunita.htm

cotone a Perosa

Manifattura Legnano di Perosa- poi NewCoCot

Il sindacato UIL ha avuto un ruolo particolare nel cotonificio, almeno a partire dagli scioperi del gruppo CVS nel 1960-61;

al momento dell'assunzione le operaie hanno - fino agli ultimi giorni dell'azienda- ricevuto dall'ufficio personale

la proposta di iscriversi alla UIL, Più di una volta, in occasione degli scioperi la UIL ha minato la possibile unità

delle lavoratrici.

 http://www.alpcub.com/prc2004.pdf / L’intervento di DP e poi del PRC sulla Manifattura di Perosa : descritto attraverso la sintesi di alcuni volantini

 (...)estratto

15.10.92 PRC SINDACATI GIALLI ALLA MANIFATTURA? I sindacalisti si sono imbestialiti per la lettera di oltre 100 operaie per togliere il mandato a trattare al sindacato. Le minacce sindacali non sono state sufficienti ( all’assemblea di lunedì c’era una ventina di capi, capetti e impiegati). Nelle assemblee di giovedì i sindacalisti hanno minacciato le operaie e attaccato il PRC. Ci stupisce che la CGIL stia al gioco della UIL; la direzione intanto non si prende nessun impegno sull’occupazione. Proponiamo di non accettare tagli del salario, chi fra gli amministratori locali è favorevole cominci a tagliare il suo stipendio.Occorre una vertenza di valle.

LOCANDINE ALPCUB>>>fine 2007-Manifattura di Perosa: Elezioni RSU e RLS. ALP/Cub ottiene un buon risultato, ma grazie all'accordo del 93 ALP/Cub con 51 voti si deve accontentare di una sola Rsu. VEDI RETRO http://www.alpcub.com/aa%20543.pdf

 


 forum alpcub tentativi di un dibattito sul sindacato

http://www.linternazionale.it/spip.php?article827  (da linternazionale.it) 2016

Italia -

Gli attacchi condotti dalla borghesia italiana contro i diritti dei lavoratori, succedutisi praticamente senza interruzione dagli anni ’80, non sarebbero stati possibili senza la collaborazione delle confederazioni sindacali, in primo luogo di Cisl, Uil e Cgil.

Gli attacchi del padronato e del governo non mancarono di provocare reazioni nella classe operaia. Ciò si verificò nel 1984, quando il governo Craxi condusse un primo attacco alla scala mobile dei salari allora in vigore in Italia, poi nel 1992, quando il governo Amato la abolì definitivamente con l’accordo delle tre confederazioni sindacali, e ancora nel 1994, quando il governo Berlusconi condusse un primo attacco contro le pensioni. Ulteriori reazioni vi furono durante gli anni 2000, quando padronato e governo presero di mira l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e la protezione contro i licenziamenti che esso comportava. In tutti questi momenti, l’atteggiamento delle confederazioni sindacali oscillò tra la collusione aperta con padronato e governo e un’opposizione di facciata che si guardava bene dall’organizzare una vera controffensiva dei lavoratori.

Nel settembre 1992, i dirigenti confederali furono fischiati dai lavoratori in tutte le città in cui tentavano di spiegare la loro scelta di accettare l’abolizione del sistema di scala mobile che proteggeva, seppur parzialmente, i salari dalle conseguenze dell’inflazione.

Fu in questa situazione che, fin dagli anni ’80, si assistette al moltiplicarsi dei “sindacati di base”. Numerosi militanti, di fronte alla politica delle confederazioni sindacali, tentarono di opporvisi tramite l’organizzazione di sindacati alternativi. In molti casi, lo poterono fare appoggiandosi alle reazioni di lavoratori decisi a far fallire gli attacchi di cui erano l’oggetto.

Dapprima, ciò avvenne in particolare nei servizi pubblici. Nacquero così il Comu (Comitato dei Macchinisti Uniti), che organizzava i macchinisti delle ferrovie dello stato, poi i Cobas, ossia i “comitati di base” della scuola pubblica, il cui esempio fu seguito in altri settori.

 

locandina 883 -6 novembre 2019  pdf