graziano
Edizione del 16 dicembre 2009- eco del Chisone

Il Piano industriale della multinazionale Oerlikon presentato a Roma
Graziano, 69 esuberi a Luserna S.G.
Lo Gioco (Fiom Cgil): «Inaccettabile» - Martedì mattina primo presidio


Sessantanove esuberi su 179 dipendenti: un "taglio" netto, quello annunciato dalla Oerlikon Graziano per lo stabilimento di Luserna S. Giovanni. Più di un terzo dei lavoratori lasciati a casa, quasi tutti operai, entro il 1º gennaio 2011.

Il Piano industriale del gruppo elvetico «per il miglioramento della competitività» è stato presentato la scorsa settimana a Roma, presso il ministero delle Attività produttive. E subito, per le forze sindacali, è parso inaccettabile. Gli esuberi complessivi, negli otto stabilimenti italiani, ammontano a 994 unità. A Cento (Ferrara) la Oerlikon prevede addirittura la chiusura.

«Non possiamo accettare una simile strategia aziendale - tuona Pino Lo Gioco (Fiom Cgil) -. Il mercato cala del 40 per cento? Allora si taglia il 40 per cento dei dipendenti. Un ragionamento troppo semplice, tutto sulle spalle dei lavoratori».

Lo Gioco non comprende come la Oerlikon Graziano non abbia valutato le possibili alternative: «La cassa integrazione straordinaria può proseguire fino a novembre 2010. Poi resterebbe un anno pieno di cassa ordinaria. Nel frattempo la crisi di mercato potrebbe essere superata».

E dire che - dopo la chiusura di uno stabilimento in Repubblica Ceca - la Oerlikon ha trasferito in Val Pellice due linee di produzione: da poco nascono qui i cambi della Fiat Panda e delle auto Opel con piattaforma Epsilon. Sembrava il preludio alla valorizzazione della sede lusernese. E invece - nel gioco della razionalizzazione - altre linee sarebbero spostate altrove (Bari?). Con tutti gli esuberi che ne conseguono.

«A Luserna S.G., i dipendenti che possono essere accompagnati alla pensione sono al massimo quattro o cinque», spiega Lo Gioco. Per tutti gli altri si spalancherebbe il baratro della disoccupazione. Possibili incentivi? «Non ne vogliamo neppure discutere. Ridimensionare così tanto uno stabilimento significa renderlo poco strategico in seno al gruppo di cui fa parte. E quindi esposto a rischi ulteriori», risponde secco il sindacalista della Fiom Cgil.

La decisione dei lavoratori - presa nel corso di un'assemblea, lunedì 14 - è quella di passare all'azione. La mattina di martedì 15, di fronte allo stabilimento Oerlikon Graziano di via I Maggio, i dipendenti hanno organizzato un primo presidio di un'ora. Braccia conserte e bandiere.

È la prima volta, dall'inizio della crisi, che un'azienda della Val Pellice annuncia un numero così alto di esuberi, anche tra i dipendenti a tempo indeterminato.



Daniele Arghittu

 

 

 

 

 

 

 

 

Edizione del 8 luglio 2009- eco del chisone

Verbale d'incontro stilato lunedì pomeriggio al ministero
Cassa straordinaria alla Graziano
Coinvolto lo stabilimento di Luserna S.G. - La Fiom: «Non si parla di esuberi»


Cassa integrazione straordinaria sì. Esuberi no. Questo è l'esito dell'incontro svoltosi lunedì 6 presso il ministero dello Sviluppo economico: sul tavolo di discussione il futuro del gruppo Oerlikon Graziano. Presenti a Roma anche tre delegati per lo stabilimento di Luserna S.G.

Pino Lo Gioco (Fiom Cgil): «L'azienda ha ottenuto di poter ricorrere alla Cig straordinaria per crisi, ma nel verbale d'incontro non si fa riferimento ad eventuali esuberi». Nei mesi scorsi, invece, si era ventilato che, negli otto stabilimenti italiani, potessero risultare di troppo 1.200 dipendenti su 2.700.

La cassa straordinaria - che segue l'abbondante utilizzo della cassa ordinaria - scatterà alla fine di ottobre. «La cosa importante, però, è che la Oerlikon Graziano si è impegnata a presentare entro la fine dell'anno il Piano industriale. Conoscere gli obiettivi dell'azienda e le strategie di rilancio sul mercato è, per noi, essenziale», commenta Lo Gioco. L'utilizzo degli ammortizzatori sociali, si auspica, sarebbe volto al superamento dell'emergenza senza pesanti interventi sull'organico. Non preluderebbe, insomma, a un doloroso disimpegno.

Già nei prossimi giorni, le rappresentanze sindacali dovrebbero incontrare l'azienda per discutere la specifica situazione lusernese: «C'è attenzione e preoccupazione - chiosa Lo Gioco -. Il quadro, però, sembra leggermente migliore rispetto alla media delle altre sedi». Lo stabilimento in Val Pellice - che occupa 189 persone, specializzate nell'assemblaggio di trasmissioni per auto - potrebbe occuparsi in futuro di una parte del processo produttivo attualmente dislocato in Repubblica Ceca (in una fabbrica destinata alla chiusura).

Nota a margine dell'incontro romano. Al ministero era presente la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, a tutela dei tre stabilimenti di Sommariva Perno, Cervere e Garessio. Dalla Provincia di Torino, invece, nessuno.

«Non siamo stati invitati dal ministero - è la laconica spiegazione dell'ufficio del presidente Antonio Saitta -, né siamo stati informati dell'appuntamento». Che abbia giocato un ruolo il colore politico della Giunta?

Daniele Arghittu

 

Oerlikon Graziano  

dopo ritmi massacranti e straordinari selvaggi:

 crisi ed esuberi !

 

A Torino come in molte città industriali del mondo la crisi si sta abbattendo con violenza sulle condizioni di esistenza delle famiglie dei lavoratori,

Alla Graziano, come in molte realtà lavorative italiane i lavoratori sono stati spremuti così tanto che padroni, banchieri, commercianti ecc.. si sono enormemente arricchiti, mentre i lavoratori hanno dovuto subire un lento declino del potere di acquisto dei salari. I lavoratori hanno prodotto di più e guadagnato di meno, e oggi sono esuberi.

Alla Graziano  tutto questo è avvenuto in modo più drastico e paradossale: fino a qualche mese fa ci sono state persino nuove assunzioni e si svolgevano migliaia di ore straordinarie.

I lavoratori hanno  dato, nessuno deve perdere il posto di lavoro, nessuno deve perdere il salario!

 

  • Nel caso di riduzione della produzione nessuno dovrà rimanere senza lavoro. Piuttosto si lavorerà meno ore settimanali a turni, ovviamente senza riduzione dello stipendio.
  • La mobilità ad altre aziende dovrà essere volontaria e solo nel caso di posti di lavoro certi, dignitosi e a parità di livello professionale e di stipendio.
  • La mobilità potrà essere accettata solo se sarà garantito il salario finché il lavoratore non avrà trovato un altro posto di lavoro, senza limiti di durata.
  • I prepensionamenti dovranno prevedere condizioni che non peggiorino il calcolo contributivo pensionistico.

La trattativa deve contenere questi inequivocabili obiettivi: la lotta e l’impegno diretto gli deve dare forza

 

A Torino  sono decine le aziende che hanno lottato e stanno lottando per difendere il posto di lavoro, alcune come la Indesit grazie alla dura lotta sono riusciti per adesso a contrastare i licenziamenti, purtroppo molte di queste, anche se svolgono lotte generose, sono isolate, per questo  serve il collegamento tra lavoratori e il collegamento solidale con i cittadini del territorio urbano, perché solo così sarà possibile mettere in campo quella forza necessaria per contrastare i  licenziamenti e costringere governi e padroni a mettere in atto risorse sufficienti a garantire un dignitoso salario per tutti i lavoratori.

 

Su questo la rete di resistenza alla crisi si sta adoperando, ma è soprattutto l’impegno diretto in prima persona di ogni lavoratore a dare forza a questa prospettiva di collegamento delle lotte.

 Riunioni: lunedì ore 21 aula 1M (politecnico) V.Boggio 71/a

 

Rete di resistenza alla crisi

nonpagheremo@gmail.com

nonpagheremo.noblogs.org

ftp c. Abruzzi,24 17-6-09


Allarme alla Graziano di Luserna S.G. per esuberi

   Edizione del 20 maggio 2009 eco del chisone

La notizia è giunta da Roma, dove la multinazionale svizzera Oerlikon - proprietaria del Gruppo Graziano - ha comunicato al ministero delle Attività produttive la presenza di 1.200 operai e oltre 180 impiegati in esubero.

Preoccupazione legittima tra i lavoratori: nello stabilimento di Luserna S. Giovanni, uno degli otto in Italia, lavorano 189 persone. «Se fossero veri i dati comunicati da Oerlikon, significherebbe che la metà degli stabilimenti dovrebbe essere chiusa - commenta Pino Lo Gioco della Fiom Cgil -. In realtà, a nostro avviso, la situazione non è quella dipinta dai vertici aziendali».

La multinazionale, che da alcuni mesi sta facendo ricorso alla cassa integrazione ordinaria, ambirebbe ad essere ammessa alla straordinaria: «Noi non siamo d'accordo - afferma Lo Gioco -. Sarebbe decisamente prematuro. Delle 52 settimane di cassa ordinaria, a Luserna S. Giovanni ne sono trascorse solo una ventina. E in altri stabilimenti italiani siamo appena alla terza».

Per Lo Gioco, insomma, sarebbe meglio aspettare l'autunno per valutare nuovi scenari, anche alla luce di possibili provvedimenti generali del Governo. «Non solo: la Oerlikon ha deciso di chiudere il suo stabilimento in Repubblica Ceca (a Cerveny Kostelec, ndr). La produzione sarà trasferita in Cina, ma l'assemblaggio sarà portato in Italia, verosimilmente proprio a Luserna S. Giovanni oppure a Bari».

La Graziano, in Val Pellice, assembla differenziali e altri materiali per automobili. Il settore più in difficoltà, invece, è la produzione per i mezzi a movimento terra o agricoli.

Daniele Arghittu