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graziano
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Oerlikon
Graziano dopo
ritmi massacranti e straordinari selvaggi: crisi
ed esuberi ! A
Torino come in molte città industriali del mondo la crisi si sta
abbattendo con violenza sulle condizioni di esistenza
delle famiglie dei lavoratori, Alla
Graziano, come in molte realtà lavorative italiane i lavoratori sono
stati spremuti così tanto che padroni, banchieri, commercianti ecc..
si sono enormemente arricchiti, mentre i lavoratori hanno dovuto subire un
lento declino del potere di acquisto dei salari. I lavoratori hanno
prodotto di più e guadagnato di meno, e oggi sono esuberi. Alla
Graziano tutto
questo è avvenuto in modo più drastico e paradossale: fino a qualche
mese fa ci sono state persino nuove assunzioni e si svolgevano migliaia di
ore straordinarie. I
lavoratori hanno dato,
nessuno deve perdere il posto di lavoro, nessuno deve perdere il salario!
La
trattativa deve contenere questi inequivocabili obiettivi: la lotta e
l’impegno diretto gli deve dare forza A
Torino sono
decine le aziende che hanno lottato e stanno lottando per difendere il
posto di lavoro, alcune come la Indesit grazie
alla dura lotta sono riusciti per adesso a contrastare i licenziamenti,
purtroppo molte di queste, anche se svolgono lotte generose, sono isolate,
per questo serve il
collegamento tra lavoratori e il collegamento solidale con i cittadini del
territorio urbano, perché solo così sarà possibile mettere in campo
quella forza necessaria per contrastare i
licenziamenti e costringere governi e padroni a mettere in atto
risorse sufficienti a garantire un dignitoso salario per tutti i
lavoratori. Su
questo la rete di resistenza alla crisi si sta adoperando, ma è
soprattutto l’impegno diretto in prima persona di ogni
lavoratore a dare forza a questa prospettiva di collegamento delle lotte. Rete
di resistenza alla crisi nonpagheremo@gmail.com nonpagheremo.noblogs.org ftp c. Abruzzi,24 17-6-09 La notizia è giunta da Roma, dove la multinazionale svizzera
Oerlikon - proprietaria del Gruppo Graziano - ha comunicato al ministero
delle Attività produttive la presenza di 1.200 operai e oltre 180
impiegati in esubero. Preoccupazione legittima tra i lavoratori: nello stabilimento di
Luserna S. Giovanni, uno degli otto in Italia, lavorano 189 persone. «Se
fossero veri i dati comunicati da Oerlikon, significherebbe che la metà
degli stabilimenti dovrebbe essere chiusa - commenta Pino Lo Gioco
della Fiom Cgil -. In realtà, a nostro avviso, la situazione non è
quella dipinta dai vertici aziendali». La multinazionale, che da alcuni mesi sta facendo ricorso alla cassa
integrazione ordinaria, ambirebbe ad essere ammessa alla straordinaria: «Noi
non siamo d'accordo - afferma Lo Gioco -. Sarebbe decisamente
prematuro. Delle 52 settimane di cassa ordinaria, a Luserna S. Giovanni
ne sono trascorse solo una ventina. E in altri stabilimenti italiani
siamo appena alla terza». Per Lo Gioco, insomma, sarebbe meglio aspettare l'autunno per
valutare nuovi scenari, anche alla luce di possibili provvedimenti
generali del Governo. «Non solo: la Oerlikon ha deciso di chiudere
il suo stabilimento in Repubblica Ceca (a Cerveny Kostelec, ndr).
La produzione sarà trasferita in Cina, ma l'assemblaggio sarà portato
in Italia, verosimilmente proprio a Luserna S. Giovanni oppure a Bari». La Graziano, in Val Pellice, assembla differenziali e altri materiali per automobili. Il settore più in difficoltà, invece, è la produzione per i mezzi a movimento terra o agricoli. Daniele Arghittu
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