| indice archivio |
good times, bad times/ diario del 2010/gennaio
Out of control
Il capitalismo corre
fiducioso verso il proprio futuro.
Buon anno a tutti
|
||||||||||
|
Giorgio Gaber- Io non mi sento italiano
archivio notizie sulle lotte in Italia: click
per approfondire crisi economica - interviste il manifesto 2009-10
|
|||||||||||
| All'uomo non capita nulla
che dalla natura non sia stato formato a sopportare.
Marco Aurelio
Abbiamo passato un 2009 terribile. In zona persa la Stabilus,90 licenziati alla Sachs, 63 esuberi alla Graziano, in forse la Newcocot ecc. Il 2010 sarà peggio? Ricordiamo l'esempio della Innse: tenere le fabbriche, difendere i macchinari, non svendere i posti di lavoro... Riponiamo tra le statuette del presepe, quella del duomo di Milano e ricordiamoci che i Berlusconi sono milioni: uno su due italiani. Coraggio http://www.comune.torino.it/bandi/20090202_bandocantieri/ da indicare ai disoccupati i bandi per cantieri di lavoro A gennaio a Stranamore alpcub organizza la proiezione del documentario: 'INNSE storia di una lotta' - 80' spezzone
Diritti senza confini. Suoni e parole con Moni Ovadia audio durante il nazismo ebrei e 'zingari' vennero discriminati e sterminati, poi gli ebrei entrarono nel mondo dei vincitori e rimasero gli 'zingari' nel mondo dei perdenti... Moni Ovadia UN ANNO DI RAZZISMO
Martedì
12 gennaio alle ore 21 all'angolo non ottuso di via Roma 11-none
ci
vediamo
"Guido
che sfidò le BR".
I
l film
di Giuseppe Ferrara interpretato da Massimo Ghini è il ritratto di un
operaio che andò incontro alla morte nel gennaio 1979 dopo aver
denunciato a viso aperto un altro operaio che distribuiva volantini
delle ...BR
all'Italsider di Genova.
Rossa
era un delegato della Fiom iscritto al Pci. La sua morte accentuò la
crisi del partito armato e scavò un fossato incolmabile fra operai e
terrorismo.
Per
chi si ricorda, per chi non sa neanche, per chi ne vuole parlare, per
chi si lascia disturbare.
Cominciamo
puntuali.
SABATO 9
GENNAIO ore 15.30
Sala della Chiesa valdese - via dei Mille 1 - Pinerolo
il comitato "Io non respingo" ti
invita a partecipare all'incontro sul tema "al
mio paese nessuno è straniero"
dedicato all'esame della legge del "pacchetto sicurezza"
e alla sua applicazione nel pinerolese
intervengono:
Marco
Bouchard, magistrato del Tribunale di Firenze
Giorgio
Canal, assessore alle politiche sociali della Città di Pinerolo
I l comitato «Io non respingo», che organizza l’incontro, raggruppa:Arci Pinerolo, ALP, Associazione per l'attuazione della Costituzione,Associazione Viottoli - Comunità di base, Caritas, CGIL Pinerolo, CISL Pinerolo, UIL Pinerolo, Concistoro della Chiesa Valdese di Pinerolo, Circolo Arci Stranamore, Circolo Ambiente e Lavoro, Circolo Arci FareNait TorrePellice, Comunisti italiani, Emergency, Gruppo Arcobaleno, Gruppo valore laicità, Legambiente Pinerolo, Partito Democratico, Presidio di Libera,Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia Libertà, Terre di Mezzo,Volontari Chiesa San Domenico
1 gennaio il link che porta al commento della Direzione Provinciale del Lavoro inerente alla Finanziaria del 2010 che reca moltissime informazioni sul lavoro, sugli incentivi al lavoro e sugli ammortizzatori sociali. http://www.dplmodena.it/massi/FINANZIARIA%202010.pdf 2 gennaio Pensioni
statali, sale l'età delle donne
Entrate in vigore le nuove norme che portano l'età
pensionabile per le dipendenti della p.a. da 60 a 61 anni, fino ad
arrivare nel 2018 a 65 anni/
|
|
Bilancio, mancherebbero 400mila euro Pochi soldi alle nuove Comunità montane |
| Quattrocentomila euro: è quanto mancherebbe
alla nuova Comunità montana del Pinerolese per far quadrare i
conti. Un'impresa improba riuscirci, visto che la legge regionale
(salvo proroghe) impone di predisporre il bilancio entro il 20
gennaio. L'ulteriore "taglio" contenuto nella Finanziaria - stimato in circa sei milioni di euro - aggrava una situazione economica già precaria. Ci si chiede davvero come le Comunità possano assolvere, con queste magre risorse, al compito di "Agenzie di sviluppo". |
| I
FORNAI A MILANO BUTTANO VIA 180 QUINTALI DI PANE Pubblicato in:: Numero655-10 |
I padroni dei forni di Milano buttano via ogni giorno 180 quintai di pane.
Il prezzo del pane a Milano e' uno dei piu' alti d'Italia. I padroni producono per i
loro profitti. Fanno ridere coloro che pensano a chi ha fame.
«Come ogni anno abbiamo condotto un’indagine insieme con Amsa, la società che
gestisce i rifiuti a Milano — racconta il presidente dell’associazione —. Abbiamo
analizzato il contenuto di un campione di sacchi della spazzatura raccolti in città.
Bene, ogni giorno a Milano si buttano tra i 130 e i 150 quintali di pane». Che poi
vuol dire 4.500 quintali al mese da aggiungere ai 750 di cui si liberano ogni sera le
panetterie. «Le stime sono realistiche. Anche se non è detto che il resto d’Italia
sprechi quanto a Milano», fa notare Sandro Castaldo dell’università Bocconi. «Detto
questo, il problema resta — aggiunge il professore —. E le soluzioni finora
sperimentate sono solo parziali ». L’unica arma in mano oggi alla distribuzione è
sviluppare sistemi di previsione della domanda talmente accurati da ridurre al minimo
gli sprechi. C’è anche chi utilizza semilavorati (baguette congelate, per esempio) da
infornare man mano che entrano i clienti. «Ma la vera soluzione sarebbe abbassare i
prezzi di vendita del pane dopo le sei del pomeriggio—conclude con una proposta Paolo
Martinello, presidente di Altroconsumo —. Così i negozi ridurrebbero l’invenduto. E
le famiglie avrebbero una strada per risparmiare».
Ai padroni dei forni non interessa l'inveduto, ma il pane che vendono e profitti che
intascano.
Se non viene eliminato il sistema di produzione capitalistico resta impossibile
risolvere questi problemi: da una parte la fame dall'altra i portafogli pieni
|
8 gennaio- affari
Il 2010 si apre con una fondamentale acquisizione: Novartis, colosso farmaceutico svizzero, ha infatti rilevato da Nestlè il 52% delle azioni di Alcon, compagnia statunitense attiva soprattutto nella distribuzione dei prodotti oftalmici, per un totale di 28,1 miliardi di dollari. In un primo momento, la stessa Novartis aveva provveduto all’acquisizione di un quarto della società per una somma superiore ai 10 miliardi di dollari; secondo Daniel Vasella, presidente del cda dell’azienda elvetica, l’acquisizione potrà generare interessanti profitti e uno sviluppo dinamico del settore. Per il momento è stato precisato che l’acquisizione non comporterà alcuna riduzione dell’organico, anzi gli impieghi economizzati verranno compensati dalla creazione di nuovi posti di lavoro. L’offerta in questione prevede un premio del 12% sulle azioni; in questo modo, Nestlè sarà in grado di accrescere i mezzi liquidi a propria disposizione, incassando oltre 38,5 miliardi di dollari.
A Nestlè gli alimenti per bebè Gerber
Gli alimenti per neonati Gerber sono passati in mano all’elvetica Nestlé
che ne ha acquistato in blocco il marchio e la relativa divisione dalla
connazionale Novartis, multinazionale farmaceutica, per .,. miliardi di
franchi svizzeri. Prospetta vantaggi in termini di sinergie tanto per
Nestlé, che rafforza così ulteriormente il proprio comparto di alimenti
per neonati, come per Gerber che entra a far parte di uno dei settori
prioritari di una realtà leader dell’alimentazione a livello mondiale.
Tra le pretendenti per l’acquisizione di Cadbury
si vociferava ci fosse anche Nestlè ma a quanto pare
non è così visto che è stato proprio il colosso svizzero a porre fine
a queste indiscrezioni negando un suo interessamento nei
confronti del colosso britannico e assicurando di non avere alcuna
intenzione di avanzare offerte per tentare una sua acquisizione.Il
disinteresse di Nestlè verso Cadbury, che farà sicuramente piacere a Kraft
Foods, è stato reso noto in occasione della comunicazione di
un’altra notizia altrettanto importante, il colosso svizzero è
infatti riuscito a raggiungere un accordo a seguito del quale acquisirà
la divisione di Kraft che si occupa della produzione di pizze surgelate.
Un’operazione di grande rilievo dal momento che la divisione che Nestlè
si prepara ad acquisire comprende marchi importantissimi negli Stati
Uniti, ossia DiGiorno, Tombstone e California
Pizza Kitchen, senza contare poi che quello delle pizze
surgelate in America rappresenta una fetta importantissima del comparto
surgelati, basti pensare che il giro di affari annuo si aggira intorno
ai circa 37 miliardi di dollari.
http://www.youtube.com/watch?v=E4s2lBAZRfs saviano La rivolta di Rosarno è la quarta rivolta degli africani in Italia contro le mafie», per questo secondo quello che dice Roberto Saviano sono più coraggiosi di noi
8 gennaio- lotte
1500 operai pagati 25 euro al giorno per lavorare nelle campagne dalle 10 alle 14 ore al giorno. Operai costretti a vivere accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica abbandonata. Lo sapevano tutti delle condizioni degli operai immigrati a Rosarno:dal presidente della Regione Calabria, i sindacati, polizia e carabinieri. Tutto era tollerato per favorire i padroni dei campi. A fare scoppiare la rivolta degli operai immigrati il ferimento di alcuni operai con colpi di fucile. La polizia e' intervenuta, ma non per cercare gli autori del ferimento. Gli operai immigrati sono stati caricati e manganellati. Gli operai non hanno nazione. Operai esprimiamo la nostra solidarietà agli operai immigrati di Rosarno.
un video della BBC di un anno fa in cui veniva denunciata la condizione di vita degli operai agricoli immigrati http://www.youtube.com/watch?v=UDTbTih7zqs
Le arance sono pagate in media 27 centesimi al chilo nelle campagne,
in calo rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione,
ma il prezzo moltiplica fino a 1,55 euro al chilo sul banco dei
consumatori con ricarichi del 474% dal campo alla tavola. È quanto
emerge da una analisi della Coldiretti, in occasione dei fatti di
Rosarno, dalla quale si evidenzia peraltro che la situazione è ancora
più grave per le arance destinate alla produzione di succo che vengono
pagate appena 3-4 centesimi al chilo anche perché manca l'obbligo di
indicare l'origine nel succo nelle bevande e viene «spacciato» come
made in Italy quello importato dal Brasile o dalla Florida.
Con una produzione che quest'anno è stimata pari a 2,3 milioni di
tonnellate, il compenso riconosciuto agli agricoltori è insostenibile -
sottolinea la Coldiretti - a causa delle distorsioni e delle
speculazioni lungo la filiera che hanno portato alla scomparsa in Italia
di oltre il 42 per cento di terreno coltivato ad agrumi negli ultimi
dieci anni con la chiusura delle imprese agricole, la perdita di
opportunità lavoro e di sviluppo del territorio.
«Va garantita la legalità per combattere inquietanti fenomeni
malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano
un'ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada
dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del
bene comune» - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio
Marini - nel sottolineare che «la situazione colpisce la componente più
debole dei lavoratori agricoli come gli immigrati, ma anche le tante
imprese oneste agricole che operano nella legaltà», costrette a
lasciare il prodotto sulle piante per colpa delle pesanti distorsione
nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola, con la perdita di
opportunità che potrebbero contribuire a ridurre il disagio sociale».
Con circa il 10% di extracomunitari sul totale dei lavoratori agricoli
nelle campagne la presenza di immigrati è una componente strutturale.
Sono 98.155 i rapporti di lavoro regolari in agricoltura identificati
come extracomunitari negli archivi Inps e appartengono a 155 diverse
nazionalità anche se a trasferirsi in Italia per lavorare in
agricoltura - sostiene la Coldiretti - sono principalmente gli albanesi
(15%), i rumeni (12%) e gli indiani (10%) che trovano occupazione
soprattutto negli allevamenti del nord per l'abilità e la cura che
garantiscono alle mucche.
Numerosi i «distretti agricoli» dove i lavoratori immigrati sono
diventati indispensabili come nel caso della raccolta delle fragole nel
Veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia-Romagna,
dell'uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana o del pomodoro in
Puglia. Si tratta di un evidente dimostrazione che - conclude la
Coldiretti - gli immigrati occupati regolarmente in agricoltura
contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola
del Paese e rappresentano una componente indispensabili per garantire i
primati del made in Italy alimentare nel mondo.
VIDEO
PARLANO GLI EXTRACOMUNITARI
dedicata al fascismo in arrivo questa scena di 'la recita' di Anghelopulos:
http://www.youtube.com/watch?v=BW9vYmtzT6w video
Il film
Una compagnia itinerante di attori, fra il ´39 e il ´52, vaga in lungo
e in largo negli abitati della Grecia, rappresentando Golfo la
pastora, un dramma pastorale del secolo scorso basato sulla storia
di Giulietta e Romeo. La storia politica greca e quella privata dei
componenti la compagnia si intrecciano in modo inestricabile, seguendo,
da un lato, gli ultimi giorni della dittatura di Metaxas, l´attacco
italiano, l´invasione tedesca, la Liberazione, la "domenica di
sangue" (3 dicembre 1944), l´arrivo degli inglesi del generale
Scolby e l´accordo di Varkiza (12 febbraio 1945), la lunga guerra
civile (1946-1949), la vittoria della destra appoggiata dagli Americani,
l´elezione del maresciallo Papagos (16 novembre 1952); e, dall´altro
lato, la vicenda familiare di Oreste, sua sorella, suo padre, sua madre
e l´amante di quest´ultima, che rievocano il nodo centrale del mito
degli Atridi: quello che vede Clitennestra, amante di Egisto, uccidere
il marito Agamennone e venire più tardi uccisa, assieme all´amante,
dal figlio Oreste istigato alla vendetta da Apollo e dalla sorella
Elettra.
la rivolta degli schiavi - Gatti/Espresso
ciao bale
9 gennaio
Visitando il blog di Franco Brunelli <http://voceribelle.ilcannocchiale.it
<http://voceribelle.ilcannocchiale.it>
> è possibile scaricare gratuitamente 2 nuovi libri del ³Progetto la
ragazza di Benin City²
Una storia per nove milioni di italiani
IO, CLIENTE DI PROSTITUTE
un libro sincero e provocatorio. In questo periodo nel quale tanti parlano
a sproposito dei "clienti" il nostro libro si aggiunge agli
altri che, nel tempo, abbiamo dedicato al problema, raccontando la nostra
esperienza e dando voce ai nostri amici e collaboratori
* * * * *
IL NUOVISSIMO LIBRO DI ISOKE AIKPITANYI
ISOKE NUOVISSIMO LIBRO DI
ISOKE.pdf
Un anno di incontri e presentazioni in giro per l¹Italia Un anno di
dichiarazioni, prese di posizione, appelli
10 gennaio
| 11 gennaio
OPERAI MAFLOW |
COMUNICATO
OGGI 10 GENNAIO 2010 ALLE ORE 18 E’ STATA INDETTA, IN VIA STRAORDINARIA, L’ASSEMBLEA
DEI LAVORATORI MAFLOW.L’URGENZA E’ STATA DETTATA DALLE ULTIME E GRAVI NOTIZIE
PERVENUTE DAL MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE.DAL PRECEDENTE INCONTRO, AVVENUTO
A ROMA, I FUNZIONARI DEL MINISTERO AVEVANO ASSUNTO, ENTRO IL 15 GENNAIO, I SEGUENTI
IMPEGNI:· CONTATTARE LA DIRIGENZA FIAT AL FINE DI RECUPERARE COMMESSE PRODUTTIVE.·
AVVIARE LE PROCEDURE DI NOMINA DEL COMITATO DEI CREDITORI, INDISPENSABILE PER AVVIARE
LA PROCEDURA DI VENDITA DEL GRUPPO MAFLOW.AD OGGI SIAMO A CONOSCENZA DEL FATTO CHE I
SUDDETTI FUNZIONARI DEL MINISTERO NON HANNO DI FATTO MANTENUTO GLI ACCORDI PRESI CON
LA NOSTRA AZIENDA. GLI OPERAI DELLA MAFLOW ABBANDONATI DALLE ISTITUZIONI E DALLA BMW
HANNO DECISO DI RIUNIRSI IN ASSEMBLEA PERMANENTE A PARTIRE DA SUBITO
CONTESTUALMENTE CINQUE OPERAI DUE DONNE E TRE UOMINI PRESIDIANO IL TETTO IN MODO
PERMANENTE.
.R.S.U.
|
12 gennaio
Il tempo del bastone e della carota 12_01_10.pdf
Con l'eleganza di un branco di cinghiali il blocco di
interessi che sostiene il TAV sta rilanciando l'iniziativa per imporre la costruzione del treno ad
alta voracità. Questi signori si sentono oggi forti, governo nazionale
e locale, grandi mezzi di comunicazione, partiti di governo e di "opposizione" si
schierano a favore di un progetto caratterizzato da un costo spaventoso e da un altrettanto spaventoso impatto ambientale.
13 gennaio
Terremoto
ad Haiti, migliaia di morti
Quattro fortissime scosse sismiche hanno colpito l'isola, uno dei Paesi più
poveri del mondo. La capitale Port-au-Prince, due milioni di abitanti, si
è trasformata in un cumulo di rovine. Il bilancio delle vittime è
pesantissimo. Sono venuti giù come cartapesta ospedali, il palazzo
presidenziale, vari ministeri, hotel di lusso, edifici per uomini
d'affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale dell'Onu è stato
quasi raso al suolo. Tra le vittime ci sarebbe anche il capo della
missione. Morto l'arcivescovo. La Farnesina: "Al momento non
risultano coinvolti italiani". Napolitano: "Sono profondamente
rattristato"
PORT-AU-PRINCE - Il paese più povero dell'intero
continente americano: è la caratteristica principale di Haiti, paese
scosso ieri sera da un fortissimo terremoto, in particolare nella capitale
Port-Au-Prince, dove vivono oltre 2,3 milioni di abitanti. Secondo il
World Factbook della Cia, la Repubblica di Haiti ha 9.035.536 abitanti,
dei quali solo il 3,4% ha speranza di superare i 64 anni di età. Il
paese, con una superficie pari a circa 27 mila chilometri quadri, si trova
a circa 80 km da Cuba. Oltre alla capitale, le altre città principali
sono Cap-Haitien e Gonaives.
Il reddito annuale pro capite è di appena 1.300 dollari, dato che pone
Haiti al 203/o posto tra i 229 paesi del mondo. Alle sue spalle tre stati
asiatici (Burma, Nepal, Afghanistan), uno dell'Oceania (Tokelau) e 22
africani (con lo Zimbabwe ultimo, con appena 200 dollari di reddito annuo
pro capite).
Haiti occupa la metà occidentale dell'isola di Hispaniola, dove
Cristoforo Colombo attraccò al termine del suo primo viaggio, nel 1492.
Il tasso di alfabetizzazione è del 45 per cento e l'aspettativa di vita,
circa 50 anni. La popolazione totale è per il 95 per cento di neri e per
il cinque per cento di mulatti e bianchi.
Il paese è spesso al centro del passaggio di uragani, che provocano morte
e distruzione. Nel 2008, se ne sono abbattuti quattro (Fay, Gustav, Hanna
e Ike), provocando 330 morti e molti dispersi in tutto il paese: il
passaggio dei quattro uragani nel giro di un mese è stato considerato
dalle autorità la principale catastrofe degli ultimi anni, prima del
terremoto di ieri.
Nonostante le cospicue esportazioni di zucchero, caffè, banane e mango,
Haiti rimane uno dei Paesi più poveri e arretrati del mondo. La
disoccupazione colpisce oltre il 60% della popolazione. Fondata nel 1749
da coloni francesi piantatori di zucchero, la capitale, Port-au-Prince, si
trova nella baia del golfo di La Gonave. Il paese, inizialmente
possedimento spagnolo, divenne colonia francese nel 17/o secolo e nel 1804
è stato la prima repubblica 'nera' ad ottenere l'indipendenza. Gli
haitiani sono cattolici per il 70 per cento e protestanti per il 23, ma
molto praticato tra le classi popolari è anche il vudù, rituale magico
semipagano.
LA STORIA CHE"LEGA" GLI USA A HAITI
14 gennaio
Alla FIAT di termini Imerese gli operai continuano a scioperare. Marchionne dichiara che la chiusura e' irreversibile. Gli operai producono troppe auto. Maroni non sa dove deportare gli operai. Scajola vuole il tavolo. I sindacalisti sono costretti a indire uno sciopero di 4 ore di tutto il gruppo FIAT per il 3 febbraio. Operai della Fiat tenteranno in tutti i modi di bloccare la vostra protesta. Operai non accettate nessun accordo che va contro i vostri interessi.
Marchionne in trincea Loris Campetti (il manifesto
di Antonio
Sciotto
FIAT
Termini paralizzata I lavoratori non cedono
Sciopero totale, mille operai a Palermo. «Intervenga
il governo»
Gli operai di Termini Imerese sono decisi: si deve ribaltare la decisione
di Sergio Marchionne - ormai definitiva, dal punto di vista della Fiat -
ed evitare la chiusura dell'impianto siciliano. Così ieri a Palermo è
stata una giornata di passione, con uno sciopero totale e almeno mille
tute blu in piazza. I lavoratori, secondo quanto ha riferito la Fiom Cgil,
hanno disertato del tutto la fabbrica, e molti pullman sono partiti dal
paese alla volta del capoluogo. Lì si è svolta una manifestazione di
fronte a Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale siciliana.
Nel pomeriggio il parlamento della regione si è riunito in seduta
straordinaria, mentre Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto alle istituzioni
locali di fare il massimo per difendere lo stabilimento e l'occupazione.
Come gli operai della Fiat, si sono fermati anche quelli che lavorano per
l'indotto, ancora più inguaiati, almeno in termini numerici: circa due
terzi delle tute blu occupate direttamente dalla casa madre sarebbero
infatti avviabili alla pensione, sempre che venisse concessa una mobilità
lunga (ma i governi in genere la concedono sempre alla Fiat); al
contrario, nelle aziende dell'ndotto l'età e l'anzianità medie sono
basse, e dunque i dipendenti di imprese come Lear Corporation, Bienne Sud,
ex Ergom sono ancora più preoccupati da un'eventuale chiusura.
Il «principe» della Fiat, l'amministratore delegato Marchionne aveva
ribadito ancora lunedì, da Detroit, che la decisione su Termini è ormai
presa: beninteso, la Fiat non parla mai di «chiusura», ma di fine della
produzione di auto a partire dal 2012. Ma i dipendenti e le popolazioni
locali fanno 2+2: la cosiddetta «riconversione», a maggior ragione se
devono essere coinvolti soggetti come la Regione e il governo che finora
hanno abbastanza «latitato», appare sempre più come una comoda ma
inafferrabile chimera.
Oggi le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm faranno il punto sulla
situazione e decideranno lo sciopero generale del gruppo: la proposta
della Fiom è di bloccare tutti gli stabilimenti Fiat per 8 ore, la Uilm
aveva proposto di farne soltanto 2. La Fim Cisl ieri si è detta d'accordo
sulla necessità di coinvolgere tutti gli stabilimenti Fiat del Paese. «Con
Fim e Uilm decideremo in modo unitario iniziative nazionali contro il
piano industriale della Fiat e la chiusura di Termini Imerese - spiega
Enzo Masini, responsabile auto Fiom sul vertice sindacale previsto oggi -
Quella di Termini non è una vertenza locale perché la fine della
fabbrica siciliana avrà gravi ripercussioni per gli impianti di Cassino,
Pomigliano, Mirafiori e per chi produce i motori». «Il piano di
Marchionne ha un impatto generale sul gruppo - aggiunge Masini - dunque
l'interesse a difendere le diverse fabbriche, a cominciare da Termini
Imerese, deve essere generale».
La Fiom siciliana chiede di bloccare gli incentivi alla Fiat, nel caso che
l'ad Marchionne non cambi idea rispetto a Termini: «Per scongiurare una
scelta drammatica per migliaia di lavoratori - dice la segretaria Giovanna
Marano - oggi chiediamo alla politica siciliana di assumere una posizione
di intransigenza con il governo nazionale perché venga bloccato il
provvedimento per la rottamazione. Davanti all'assenza di soluzioni per
Termini Imerese non si può concedere alcuna forma di incentivo statale».
All'unanimità, centrodestra e centrosinistra all'Assemblea regionale,
hanno approvato un ordine del giorno che impegna il presidente Raffaele
Lombardo a chiedere al consiglio dei ministri di affrontare la vicenda:
alla presenza del governatore, come impone l'articolo 21 dello Statuto
autonomistico quando si tratta di discutere materie che riguardano
l'isola. «Porrò la questione al Cdm come mi è stato chiesto», ha detto
Lombardo. Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, «il governo è
chiamato a riprendere il filo della matassa in mano perché dobbiamo
trovare una soluzione»; «molto pesanti» le parole di Marchionne.
video 'sciopero'- Russia 1925- Sergej M Ejzenstein
325 Mb
Russia 1912. Un operaio, accusato ingiustamente di furto da un caporeparto, s'impicca. Per protesta i suoi compagni scioperano. I padroni assoldano spie, accattoni, provocatori per incastrarli. La polizia li massacra, con le loro famiglie. Primo lungometraggio di S.M. Ejzenstejn. Basato su due principi (le masse come protagoniste; rinuncia alla tradizionale trama narrativa), è, visto oggi, un affascinante film sperimentale di laboratorio, un brogliaccio più che un'opera compiuta e organica, ricco di metafore ora folgoranti per forza plastica, ora intellettualistiche e persino ingenue. Ma attraverso la sua frammentarietà s'intravede una struttura - musicale più che narrativa - in 3 tempi. Anni dopo Ejzenstejn riconobbe - spontaneamente? - che l'opera era affetta dalla malattia infantile dell'estremismo.
15 Gennaio
Birmania
qui e’ abbastanza difficile connettersi,
bisogna andare in un internet point, avviare la procedura che e’ molto,
ma molto lenta e qualche volta non si sa bene perche’ si interrompe. Per
accelerare un po’ i tempi io scrivo a casa, metto su chiavetta, vado
all’I.p., inserisco chiavetta ecc. con tutto un andirivieni di virus.
Poi qui c’e’ corrente solo 6 ore al giorno che non sono mai fisse,
puoi averla in piena notte, al mattino…
Questa era la premessa informatica. Per il resto io faccio la mia vita
monacale salvo le ore di lezione con il consistente gruppo di ragazzi e
ragazze, 20/30 anni, acchiappatissimi e intelligenti. E’ chiaro che gli
asiatici ci mangeranno vivi, con il loro dinamismo fisico e intellettuale.
Per dirti, qui c’e’ una ragazza, 24 anni, che sa il cinese, il
giapponese e il coreano oltre ad un inglese perfetto, che pero’ sanno
tutti. Io sto molto bene con loro, che alla domenica mi rapiscono e mi
portano in giro.
Sono in un ambiente cattolico tradizionale, ma aperto, molto motivato,
alla messa cantano gloria e credo in latino, particolarmente preso dal
rapporto con i buddisti e il buddismo.
A Yangon ho tentato di andare almeno a vedere dove abita una signora che
non posso nominare, ma i militari mi hanno rispedito indietro. Sulla
situazione politica ed economica preferirei parlare poi al mio ritorno.
Per chi fosse interessato ho delle cose da dire.
Sabato vado al villaggio della casa dei bambini per cui ho raccolto i
soldi. A proposito, quelli della fondaz. Orso non erano arrivati fino alla
mia partenza, invece i tuoi si’.
Tentero’ ancora una cosa quasi impossibile, che gia’ l’altr’anno
non mi era riuscita, cioe’ di andare nella nuova capitale, centro reale
e simbolico del potere militare. Sto truschinando. Chissa’.
Claudio
Newsletter sulla
Birmania- Claudio Canal
di Primo Di Nicola
Conti fuori controllo, 1.400 dipendenti di troppo, milioni buttati per gli
show del Cavaliere, segretarie pagate come direttori. Ecco come Berlusconi
ha trasformato la presidenza del Consiglio in una reggia
Che
cosa accadrebbe se i 4 milioni di immigrati presenti in Italia
incrociassero le braccia per un giorno? Forse si capirà il primo
marzo. Quando ci sarà il primo sciopero nazionale dei lavoratori
stranieri' in Italia, organizzato su Facebook in concomitanza con quello
dei Sans Papiers in Francia. Il gruppo Fb, intitolato 'Primo marzo 2010,
24 ore senza di noi', conta oltre 20mila iscritti e si propone di
organizzare una ''grande manifestazione di protesta per far capire
all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei
migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra socieà'. Siamo
collegati e ci ispiriamo - si legge sulla descrizione del gruppo - a 'La
journe'e sans immigre's : 24h sans nous', il movimento che da qualche
mese, in Francia, sta camminando verso lo sciopero degli immigrati per il
primo marzo 2010''. Anche in Francia la manifestazione e' stata lanciata
su Facebook da una giornalista (Nadia Lamarkbi).
anno zero http://www.youtube.com/watch?v=9mDBoTD2-Rs&feature=video_response video
augias intervista Gian Antonio Stella video
17 gennaio
Cronachette NOTAV
Gli appunti che seguono non pretendono di fare un’analisi del
movimento NO TAV né della politica del governo e del padronato ma solo
fornire alcuni elementi di conoscenza sullo stato della mobilitazione
contro i carotaggi nell’area torinese. Una mobilitazione che andrà
seguita e sostenuta nelle prossime settimane.
Torino 16 gennaio 2010 ore 10 – Mercato di Corso Brunelleschi
Volantinaggio NO TAV in previsione della manifestazione che si svolgerà
il pomeriggio. La composizione sociale delle persone che frequentano il
mercato è iperproletaria, la zona è una di quelle che verrà più
massicciamente coinvolta dall’impatto dei lavori nell’area urbana, il
mercato viene metodicamente volantinato da tempo.
Colpiscono diversi fatti, molti rifiutano i volantini, molti si dichiarano
seccamente SI TAV e li rifiutano, altri, per fortuna non pochi, li
prendono, alcuni si fermano a parlare.
Emerge, con ogni evidenza, il fatto che la pressione dei media, il vasto
fronte istituzionale SI TAV, la presa di posizione persino della chiesa
torinese (al mattino il Cardinale Paletto ha invitato i politici ad
“andare avanti” nell’opera), lo schieramento del padronato, delle
associazioni e dei sindacati istituzionali sul fronte tavista non mancano
di orientare vasti settori popolari. Alcuni dei tavisti si dichiarano
“compagni” facendo riferimento, con ogni evidenza, ad una tradizione
PCI – CGIL. È evidente che guardano con simpatia al TAV sulla base di
un’idea tradizionale di sviluppo: investimenti pubblici, crescita
dell’economia, progresso, lavoro. Altri non sentono alcun bisogno di
confronto, lanciano seccamente il loro segnale e se ne vanno corrucciati.
Una, limitata, esperienza come questa dice molto sulla difficoltà, e nel
contempo sulla necessità, di portare l’esperienza del movimento NO TAV
oltre i confini della Valle di Susa, non si tratta, infatti, di
abbandonare la mobilitazione sui luoghi di maggior radicamento,
tutt’altro, ma di operare con pazienza e determinazione per allargare il
fronte.
Se, in Valle, anni di intervento, di discussione, di approfondimento hanno
determinato la crescita ed il consolidamento del movimento, non si può
pensare di “esportare” un modellino già pronto, non funzionano in
questo modo le cose, ma di sperimentare un percorso analogo nella sua
specificità sul territorio metropolitano.
Torino 16 gennaio 2010 ore 14,30 – Marcia sui luoghi dei lavori
La marcia è stata decisa nel corso di un’assemblea NO TAV tenutasi
all’università mercoledì 13 gennaio nel momento in cui la
mobilitazione contro i carotaggi sia in Valle (in particolare a Susa) sia
in piana (basta pensare al presidio alla Stazione di Collegno) è in uno
momento delicato.
Il clima, infatti, è assai pesante. Il fronte tavista, come ricordavamo,
si sta compattando e va dalla maggioranza di centro sinistra di comune,
provincia e regione a quella di centro destra nazionale passando per tutte
le articolazioni della società civile che, non dimentichiamolo, nel
lessico hegeliano è la società civile borghese.
Chi, come chi scrive, legge regolarmente, per triste necessità, “La
Stampa” non può dimenticare, leggendo i versi a me carissimi di “Elle
n’est pas morte” dedicati, appunto, al ruolo svolto dai giornalisti
nei confronti della Comune:
Les journalistes policiers,
Marchands de calomnies,
Ont répandu sur nos charniers
Leurs flots d’ignominie.
Les Maxim’ Ducamp, les Dumas
Ont vomi leur eau-forte.
Tout ça n’empêche pas Nicolas
Qu’la Commune n’est pas morte.
Tout ça n’empêche pas Nicolas
Qu’la Commune n’est pas morte!
I “giornalisti poliziotti mercanti di calunnie” appunto delirano o,
meglio, fingono di delirare, sulla mobilitazione NO TAV, alludendo a
derive del movimento che non esistono quale l’uso di “scudi umani”
costituiti da donne e bambini per porre in imbarazzo i ragazzi in blu, in
nero ed in grigio che adornano la valle e la piana o l’abuso di alcolici
in seno al movimento visto che il tipico no tavista aborigeno viene
dipinto come un vecchio con un bicchiere di vin brulé in mano.
La manifestazione è, quindi, una scommessa forte per sostenere i presidi
e per portare a Torino l’esperienza del movimento no tav. Parlando con
differenti compagni, certo non “moderati” nei giorni precedenti avevo
rilevato dubbi, perplessità, paure non infondati ma che, per fortuna ma
nonché perché la scelta era giusta e lungimirante, si sono rivelati
eccessivi.
Infatti, quando il corteo si dispiega, emerge che, se è buona,
consistente e vivace, la presenza dei comitati NO TAV della Valle di Susa,
anche da Torino sono scesi in piazza gruppi consistenti di cittadini, di
lavoratori, di militanti.
È evidente l’assenza della sinistra parlamentare e dei sindacati
istituzionali ma l’area dell’opposizione sociale con tutte le sue
contraddzioni ed i suoi limiti c’è e, soprattutto, ci sono persone non
organizzate nei vari raggruppamenti. Persone che possono essere una forza
importante per rilanciare l’iniziativa e condurla oltre i limiti
attuali.
A breve altre scadenze si daranno e sarà necessario dare il massimo
contributo possibile.
Cosimo Scarinzi
http://rbe.it/caravan/2010/01/19/la-lunga-marcia-dei-no-tav/ audio da Susa Rbe 19.1
TAV: a Susa la carica dei 1500 19.1
18 gennaio ricordi di Craxi
La verità storica dimostra come i reati compiuti da Craxi e dai protagonisti della prima Repubblica furono gravissimi, perché incisero ed incidono sulla qualità della vita degli italiani e perché mostrarono la degradazione della politica a mero strumento di arricchimento e di potere personale.
vedi file vari
la modernizzazione reazionaria - liberazione / speciale
19 gennaio
regione l'espresso i soldi agli amministratori
riforma
| 20 gennaio |
Negli anni passati i borghesi di sinistra avevano presentato l'innalzamento
dell'obbligo d'istruzione a 16 come una grande conquista.
Oggi la commissione lavoro ha fatto all'unanimita' un passo indietro.
La commissione Lavoro della Camera ha infatti approvato un emendamento del relatore,
Giuliano Cazzola, collegato alla Finanziaria, dove si legge che «l'obbligo di
istruzione (fino a 16 anni, n.d.r.) si assolve anche nei percorsi di apprendistato
per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione». Di fatto, dunque,
si potrà cominciare a lavorare come apprendisti già a 15 anni e questo varrà come se
si fosse stati in classe.
Piu' avanza la crisi, piu' aumenta la disoccupazione, piu' bambini a fare gli
operai.
I bambini ai padroni costano meno
21 gennaio
Forse mai nella storia italiana un'opera pubblica è stata inutile in modo palese
sin dall'inizio come la TAV in Val di Susa. Un'opera che costerà decine di miliardi
di euro a carico dei contribuenti, su un un tratto già servito dalla Ferrovie e
dall'autostrada, in previsioni di un incremento di trasporto merci che non ci sarà
mai, ma che anzi diminuisce.
|
video
Chi volesse approfondire può andare agli indirizzi
http://www.youtube.com/watch?v=zSoeNOUA79A
http://www.youtube.com/watch?v=0E4b5ycw44s
cos'è la tav - pdf
21 gennaio
Incrociando poi i dati di vendita con la produzione si ha un'altra
- tragica - fotografia della nostra situazione:
l'Italia è il secondo mercato europeo per acquisti di auto dopo la
Germania. Da noi infatti si vendono più di due milioni di vetture
l'anno ma se ne producono solo mezzo milione (nel 2008 erano state 659
mila e 910 mila nel 2007). Questo significa che oggi compriamo solo e
non costruiamo quasi più: i nostri volumi di produzione sono
inferiori di 7 volte ai 3,6 milioni della Germania, e la metà di
quanto si produce in Francia e soprattutto in Spagna. Ma anche questo
è strano: non si capisce che interesse ci possa essere in Italia a
vendere tante macchine se - sempre secondo le
dichiarazioni dei redditi denunciate dalle società concessionarie
d'auto - il guadagno per ogni vettura venduta è di appena
50 centesimi...
repubblica
23 gennaio
Germania
Italia
21:09 CRONACHE«Sequestro di persona aggravato»: accolte le richieste dei pm per i fatti alla Caserma Raniero dopo il Global Forum del 2001. Sentenza di primo grado dopo 6 ore di camera di consiglio. Tra i condannati (2 anni e 8 mesi) i funzionari Ciccimarra e Solimene.
repubblica
Ore 16:25 – Susa, 20mila "NO" alla Tav
Le ultime cifre parlano di 20mila manifestanti . Il
corteo sta arrivando nel centro di Susa, dove poi dovrebbe sciogliersi. A
questo punto si apre un problema politico non indifferente: i numeri di
questa manifestazione e soprattutto il fatto che hanno partecipato
migliaia di persone della valle, segnalano una difficoltà di consenso da
parte dei sostenitori della Torino-Lione proprio nell’area più
interessata dai cantieri. Domenica si attende la risposta della
contro-manifestazione a favore del supertreno che si terrà al Lingotto.
gli organizzatori dicono 40mila
Stamane al Lingotto si è tenuto l'incontro «Sì Tav»
organizzata dal sindaco Chiamparino insieme con gli onorevoli Pd Stefano
Esposito e Giorgio Merlo. Tra i promotori c’erano anche il Pdl Osvaldo
Napoli e il sottosegretario Mino Giacchino i quali hanno poi preferito
adeguarsi alle indicazioni del partito: «Non offriamo alibi al Pd». Il
Pdl e la Lega diranno la loro in una conferenza stampa nel pomeriggio.
In una Sala Gialla gremita i promotori della giornata dei sì alla Tav
hanno spiegato le loro ragioni il giorno dopo la grande manifestazione in
Val di Susa contro il progetto Torino-Lione alla quale hanno partecipato
ventimila persone. Fuori c’era solo un piccolo gruppo di antagonisti con
la scritta "I 4 della No Tav". Tre di essi sono entrati e gli
organizzatori hanno loro offerto la possibilità di parlare. «Non è una
dimostrazione muscolare quella di oggi, tanto meno un braccio di ferro -
ha detto Chiamparino - ma solo una grande occasione democratica per
illustrare un’opera di cui l’Italia ha bisogno per stare sul mercato.
Un’opera bipartisan come fu la metropolitana di Torino, che fu oggetto
degli stessi timori anche da parte degli ambientalisti e di cui invece i
torinesi possono ora godere».
«Manifestare è legittimo ma non compete agli abitanti della valle dire
se un grande progetto europeo è utile oppure no», ha commentato la
presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso riguardo alla
manifestazione "No Tav" di ieri in Val Susa. «Gli
amministratori locali - ha aggiunto - si devono invece preoccupare delle
ricadute sui loro territori massimizzando quelle positive e dimezzando
quelle negative». Confermando poi che a suo giudizio i contrari
all’opera «sono la minoranza», Bresso ha detto che la mancanza del Pdl
alla manifestazione "Si Tav" è «un segnale di paura
elettorale. Non è un fatto di fantasia che Bossi sia molto più
interessato agli investimenti sulla Lombardia che sul Piemonte e dato che
le risorse sono scarse e hanno allocazioni alternative a lui intessa che
si vada da Milano in là piuttosto che sulla tratta piemontese», ha
concluso.
25 gennaio
Oggi i giovani sopravvivono restando in famiglia. Brunetta per favorire l'uscita di casa dei giovani vuole dare 500 euro al mese. Con 500 euro al mese si muore di fame. Ma Brunetta dove vuole prendere i 500 euro al mese ? Dalle pensioni di anzianità: Meno ai genitori piu' ai figli. Così moriranno di fame genitori e figli. Il guaio in Italia e' che una persona con queste idee venga nominato ministro. Noi speriamo che l'acqua alta a Venezia raggiunga i 140 cm e ci liberi da questo ministro.

per sabato 6 febbraio,
presso il Museo del Gusto di Frossasco.
Aldo
Bonomi ed Egidio Dansero parleranno di La
costituzione di “comunità di rete” a livello territoriale – Modelli
di relazioni tra amministrazioni,
associazioni
culturali e imprese.

Primo
marzo 2010 -
ASSEMBLEA
PER INFORMARSI E DISCUTERE SU:
mobilitazione/sciopero generale dei lavoratori immigrati e italiani.
MILANO, 6 febbraio 2010 ore 15
Consiglio
di Zona 3 – via Sansovino nr. 9 (metro verde Piola, bus 92)
Interverrà Moustapha WAGNE-segretario Coordinamento Migranti Verona
In Francia e il Italia il
movimento dei lavoratori immigrati ha promosso per l'1 marzo 2010 una
giornata di mobilitazione e di sciopero generale contro lo sfruttamento
del lavoro e le condizioni di discriminazione che sopportano i
lavoratori immigrati.
Il sistema economico
capitalista è sottoposto ad crisi economica è profonda e strutturale.
che fa ricadere sui lavoratori, in particolare gli immigrati:
privatizzazioni dei servizi pubblici, tagli allo stato sociale, lavoro
precario e irregolare, cassa integrazione, licenziamenti.
In Italia, negli ultimi 15
anni, gli interventi di politica economica hanno trasferito 120miliardi
di Euro dai salari ai profitti: 7mila euro medie all'anno sono state
perse da ogni singolo lavoratore, in attività o in pensione, a favore
dei padroni italiani.
In più, il recente
“decreto sicurezza” del governo Berlusconi sanziona l'immigrato
indocumentato con il reato penale di “clandestinità”, che si
aggiunge alla legge Bossi/Fini che colpisce il lavoratore immigrato che,
quando perde il lavoro, dopo sei mesi perde anche il permesso di
soggiorno: doppiamente discriminato e sfruttato.
In
Lombardia gli immigrati sono circa 850mila (su una popolazione di
9.700mila) e lavoratori immigrati sono circa 567mila: manodopera
utilizzata e sfruttata nell'agricoltura (15mila), nell'industria
(120mila), nell'edilizia (92mila), nel commercio (40mila), nei servizi
(300mila).
La reazione disperata degli
immigrati che lavoravano a Rosarno, nel settore agro-industriale della
Calabria, è stata causata dai gravi atti di violenza cui, da tempo,
sono stati fatto oggetto, e dalla diffusa e permanente condizione di
estremo ed assoluto sfruttamento cui è sottoposta la forza-lavoro
agricola immigrata, attuato dalle imprese che operano in quel settore
produttivo, che vogliono assicurarsi, con ogni mezzo lecito ed illecito,
la massimizzazione dei loro profitti economici.
Tale reazione
è stata presa a pretesto dal Governo Berlusconi per riprendere ed
intensificare la campagna discriminatoria contro i lavoratori immigrati
(repressione, allontanamento e confinamento nei vari centri per
immigrati).
Lottiamo per la
regolarizzazione di tutti i lavoratori immigrati indocumentati, per la
cittadinanza, per l'estensione dei diritti
civili, sociali e politici agli immigrati, per la difesa dei
posti di lavoro e contro i licenziamenti, per il diritto alla casa e
all'istruzione.
Lavoratori e
lavoratrici, italiani e immigrati, uniti nella lotta comune per la
difesa e la conquista dei diritti.
NO al RAZZISMO, NO allo SFRUTTAMENTO!
CUB IMMIGRAZIONE-Sede nazionale viale Lombardia, 20 – Milano tel. 0270631804

27 gennaio sussidi
http://www.agenziapiemontelavoro.net/documenti/APL_Interventi_Monetari_Sostegno_Reddito_2009-bis.pdf
SOPRA IL LINK DOVE POTER SCARICARE IL BANDO CON I REQUISITI RICHIESTI E I MODULI DI DOMANDA PER OTTENERE I NUOVI SUSSIDI AL REDDITO.
Tra i destinatari anche i soggetti in cassa integrazione.
-----------------------------------
giornata della memoria
ebrei e palestinesi
28 gennaio
“Debellar
tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia”
Tommaso
Campanella
Associazione
Culturale PonSinMor
Web:
www.ponsinmor.info
NewsLetter
del 28.01.2010
Sostieni
il nostro lavoro di informazione: iscriviti, fai un sostegno o
collabora all’Associazione. Per comunicazioni, commenti,
collaborazione e contatti
scrivere
a pon-sin-mor@libero.it
Compagni,
amici
La
nostra Associazione da tempo porta avanti un ambizioso progetto che
intende mettere a disposizione del proletariato italiano alcuni
indispensabili strumenti culturali e scientifici e di semplice
informazione, senza dei quali è impossibile orientarsi nella
innumerabile massa di dati, notizie, che pure esistono e circolano nel
mondo mediatico, ma che, in assenza di un’organizzazione
internazionale di classe, indipendente, autonoma, riconosciuta e
autorevole, portano, nel loro insieme, alla ridondanza, alla
deformazione, all’incertezza perma-nente, di cui solo le ideologie
dominanti possono avvantaggiarsi. In ciò noi facciamo solo quel che
riteniamo il minimo indispensabile, dove siamo ed operiamo, e sappiamo
pure che sono in tanti in varie parti, non solo in Italia, a fare la
loro parte.
Abbiamo
cominciato questo lavoro in quattro gatti, in modo indipendente, con
le nostre energie, svilup-pando un piano editoriale che ha visto
pubblicare opere che nessun editore borghese avrebbe mai pubblicato:
dalle testimonianze dirette a lavori anche teorici di operai su
importanti momenti della lotta di classe in Italia, con biografie e
documenti che in se sono lo spaccato di un’epoca. Abbiamo tradotto e
soprattutto diffuso a li-vello di massa tra i lavoratori opere di
storia del movimento operaio internazionale, di analisi economica, di
scienza ed epistemologia altrimenti ignote persino alle avanguardie più
coscienti che oggi sono alle prese con il problema della
ricomposizione di una classe frammentata su scala mondiale in un
momento di crisi inedita del capitalismo, che vede le sue avanguardie
prive di un riferimento autorevole, e spesso disorientate.
Abbiamo
anche dato voce all’espressione poetica e letteraria di lavoratori
migranti, in lingua araba e italia-na, e svolto un lavoro critico di
inchiesta sociale e politica internazionale anche attraverso opere
letterarie.
Nella
nostra newsletter cerchiamo di selezionare dati, tradurre e
selezionare informazioni e ricostruzioni analitiche e teoriche
dell’attuale momento storico internazionale. In questo difficile
compito non smettiamo di chiedere contributi, traduzioni, segnalazioni
e collaborazione, specie agli Amici e compagni che conoscono le lingue
straniere.
Il
programma prosegue ed è nutrito. Da un anno stiamo cercando di
renderci autonomi, di pubblicare in proprio i nostri lavori e a tal
fine abbiamo risolto con i nostri sforzi, ossia con
l’autofinanziamento dei soci, l’intera filiera della stampa, che
ormai facciamo in proprio. Resta il problema della legatura dei testi.
E’ neces-sario disporre di una macchina brossuratrice, che, per le
nostre ridotte esigenze, costa solo 2.500 euro.
A
tal fine chiediamo agli Amici di PonSinMor, ai soci, ai simpatizzanti,
a chi ci ha già fatto pervenire incorag-giamento e simpatia, di
sottoscrivere per il nostro progetto. Lo si può fare chiedendo opere
dal catalogo (www.ponsinmor.info),
facendo sottoscrizioni anche a prescindere dalle pubblicazioni, oppure
prenotando con sottoscrizione anticipata per le opere imminenti che
qui elenchiamo:
1.
Loren Goldner, Il «socialismo in un solo paese» prima di Stalin e
le origini dell’«anti-imperialismo» rea-zionario. Il caso della
Turchia (1917-1925). Postfazione di Dino Erba (Dal Komintern
all’NKVD. La parabola della politica estera sovietica).
2.
G.V. Plechanov, Il materialismo militante. Risposte al sig.
Bogdanov. E altri scritti su Marx, Engels e il ma-terialismo. Nota
editoriale (Dante Lepore: Una polemica tra teoria della conoscenza
e pratica rivoluzionaria).
Entrambe
le opere sono pressoché complete e in parte stampate. Occorre solo la
legatura.
Le
sottoscrizioni vanno segnalate a pon-sin-mor@libero.it
I versamenti vanno indirizzati ai numeri di conti correnti e relativi IBAN che trovate al sito www.ponsinmor.info
A.
TRAMITE POSTA (BY POST):
1
- richiedendo la spedizione dei volumi contrassegno (ordering volumes
cash on delivery - Only for Italian Countrie)
Prezzo libro +€ 4,50 per spese
contrassegno)
2
- bonifico on line intestato a Lepore Dante, Codice IBAN:
IT84B0760101000000012673281
(FOR ALL COUNTRIES: BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX)
Prezzo del libro senza ulteriori spese.
3
- bollettino postale intestato a Lepore Dante, su c.c.p. n. 12673281
Prezzo del libro+ € 2,50
B.
TRAMITE BONIFICO BANCARIO (BY BANK)
Intestato
a Lepore Dante, IBAN: IT91N0306901027100000062220 (FOR ALL COUNTRIES:
BIC: BCITITMM)
Prezzo del libro senza ulteriori spese (solo per l’Italia)
Fraterni
saluti
p.
Associazione Culturale PonSinMor
Dante
Lepore
29 gennaio
asl To3

ecco un articolo inerente agli 800 milioni di euro stanziati DALLA provincia per alcuni lavoratori di serie A in CASSA INTEGRAZIONE.
http://www.provincia.torino.it/stampa/cronache/2010/num1.htm pg 5
30 gennaio
FIAT:
Epifani, per Termini Imerese è necessario esplorare tutte le possibilità
Le
lavoratrici della OMSA contro la chiusura dell'azienda
ALCOA: bloccato lo stabilimento in Veneto e l'aeroporto di Cagliari
lotte ad Haiti di Batay Ouvriye
*** Goldner. L'immensa sorpresa di ottobre - pdf - ottobre 2008
Newsletter 10 - pdf - giugno 2009
Continua lo sciopero di Pyeongtaek in Corea del Sud.
Newsletter 11 - pdf - Luglio 2009
Aggiornamenti sullo sciopero di Pyeongtaek in Corea del Sud.
Newsletter 12 - pdf - Novembre 2009
Lo sciopero della Ssangyong Motors in Corea del Sud termina nella sconfitta e nella pesante repressione.
31 gennaio


Fabrizia Ramondino 'L'isola dei bambini' - pdf
( 31 gennaio 2010 )- repubblica
dal web