|
All'uomo non capita
nulla che dalla natura non sia stato formato a sopportare.
Marco Aurelio
Abbiamo passato un 2009 terribile. In zona persa la Stabilus,90
licenziati alla Sachs, 63 esuberi alla Graziano, in forse la
Newcocot ecc.
Il 2010 sarà peggio? Ricordiamo l'esempio della Innse: tenere
le fabbriche, difendere i macchinari, non svendere i posti di
lavoro...
Riponiamo tra le statuette del presepe, quella del duomo di
Milano e ricordiamoci che i Berlusconi sono milioni: uno su due
italiani.
Coraggio
intervista a
Salvatore Ameduri- Cisl-2009
http://www.comune.torino.it/bandi/20090202_bandocantieri/
da indicare ai disoccupati i bandi per cantieri di lavoro
A febbraio (24 ?)a Stranamore alpcub organizza la proiezione
del documentario:
'INNSE storia di una lotta' - 80'
spezzone 2'
1 febbraio notav
Eravamo
intenti a scrivere le “bugie di Virano” visto che la fatidica
data del 31 gennaio è arrivata, ma ahinoi, siamo a raccontarvi
l’ennesimo attentato: ieri sera verso le 10.30 i “soliti
ignoti” hanno incendiato e completamente distrutto il presidio
di Bruzolo. Ci avevano provato già due volte: 3 settimane fa
(incendio spento dai pompieri e struttura danneggiata) e poi
questo sabato notte lasciando anche una bombola del gas aperta
vicino al fuoco, ma anche allora non gli era andata bene. Ieri
invece missione compiuta: il presidio non esiste più. Come se non
bastasse giovedì sono stati imbrattati da scritte “sì tav”
alcuni cippi di Caprie che ricordavano il sacrificio di partigiani
valsusini caduti per mano fascista.
Gesti
del genere rafforzano le nostre convinzioni: la verità delle cose
che diciamo e portiamo avanti fa sempre più paura a loro, non di
certo a noi che andremo avanti per la nostra strada più
determinati che mai.
Oggi
pomeriggio alle 18.00 assemblea al presidio di Susa per fare il
punto dopo l’attentato.
Ma veniamo alle bugie del Sig. Virano. Tale personaggio a dicembre
dell’anno scorso comunicava a giornali e tv che, nel nuovo anno,
sarebbero partiti i carotaggi, che sarebbero stati svolti tutti
alla luce del sole, che la popolazione sarebbe stata avvertita in
anticipo e informata adeguatamente; inoltre, dichiarava che entro
il 31 gennaio la maggior parte dei sondaggi sarebbe stata svolta
per poter presentare il miglior progetto preliminare alla
comunità europea, che l’osservatorio sarebbe andato avanti con
i sindaci della Valsusa e che l’unione europea poteva stare
tranquilla perché l’opposizione in Valle di Susa è orami
residuale.
Bene:
- le trivelle sono arrivate nel cuore della notte scortate da
centinaia e centinaia di uomini delle forze dell’ordine.
-
Alla popolazione che doveva essere avvertita è stata invece
nascosto fino all’ultimo secondo possibile l’arrivo della
trivella
-
Quanto all’informare siamo rimasti ai 30 minuti del 18 gennaio
al mercato di Susa dove Saitta e Borioli non sono riusciti a
convincere nessuno. Da allora il nulla.
-
In Valle sono stati svolti 2 sondaggi e mezzo (quello di Condove
non è stato finito per l’opposizione della popolazione) su 40
previsti. Allora, ci chiediamo da dove è uscito il progetto
portato alla comunità europea? Senza sondaggi, dicevano, era
impossibile farlo e invece come per magia… eccolo spuntate dal
cilindro di Virano!
-
Nell’osservatorio la stragrande maggioranza dei sindaci della
Valle di Susa non hanno nominato nessun tecnico e non lo
nomineranno fino a quando non si smetterà di parlare di
progettazione. Centralità della comunità montana, opzione zero,
utilità e costi/benefici sono i veri nodi da trattare.
-
L’opposizione in Valle di Susa è esattamente uguale al 2005:le
40 mila persone in piazza il 23 gennaio su una popolazione di 60
mila lo dimostra ampiamente. Altro che Valle pacificata
Pertanto
possiamo tranquillamente dire che il Sig. Virano, così osannato
dai politici e dai media amici, oltre che essere un bugiardo
patentato, ha anche totalmente
fallito la sua missione. E’ stato stipendiato per 4 anni con i
nostri soldi per fare un buco nell’acqua.
Noi
intanto andiamo avanti sempre più forti. I presidi, nonostante
gli attentati, si rafforzano sia nelle strutture che nella
partecipazione.
Borgone
è già stato ricostruito. Susa e S.Antonino hanno ormai strutture
chiuse e consolidate, così come Villarbasse.
Ieri
al presidio la “Trippa” di S.Antonino almeno 300 persone si
sono ritrovate per danzare, magiare e stare insieme.
E
presto anche quello di Bruzolo lo ricostruiremo.…non avete
ancora capito con chi avete a che fare.
Sarà
dura…ma sempre più per lorsignori.
Comitato no tav Spinta dal Bass – spazio sociale libertario
Takuma
01/02/2010
-------------------------
quando il
tempio diventa santuario - pdf
|
I
MANDARINI E LE OLIVE NON CADONO DAL CIELO
Pubblicato in:: Numero670-10 |
In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l´Assemblea dei lavoratori
Africani di Rosarno a Roma.
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato
i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane.
Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità. Il nostro lavoro era
sottopagato.
Lasciavamo I luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo la sera
alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre tasche.
A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a farci pagare.
Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla fatica.
Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce di tutti i
generi.
Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri sfruttatori.
Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie...prelevati, qualcuno è
sparito per sempre.
Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l´interesse di qualcuno. Abbiamo continuato
a lavorare.
Con il tempo eravamo divenuti facili bersagli. Non ne potevamo più.
Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella loro dignità umana, nel
loro orgoglio di esseri umani.
Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché siamo
invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese.
Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra esistenza.
La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che non esiste?
Le autorità e le forze dell´ordine sono arrivate e ci hanno deportati dalla città
perché non eravamo più al sicuro. Gli abitanti di Rosarno si sono messi a darci la
caccia, a linciarci, questa volta organizzati in vere e proprie squadre di caccia
all´uomo.
Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati. Molti di noi ci sono
ancora, altri sono tornati in Africa, altri sono sparpagliati nelle città del Sud.
Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un posto dove dormire, senza
I nostri bagagli e con i salari ancora non pagati nelle mani dei nostri sfruttatori.
Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo paese, le cui
autorità non vogliono né vederci né ascoltarci. I mandarini, le olive, le arance non
cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono.
Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente perché abbiamo
domandato di essere trattati come esseri umani. Non siamo venuti in Italia per fare i
turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore serve all´Italia come serve alle nostre
famiglie che hanno riposto in noi molte speranze.
Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltare le nostre
richieste: domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motive umanitari
agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi, vittime dello
sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato
senza lavoro, abbandonati e dimenticati per strada.
Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilità e ci
garantisca la possibilità di lavorare con dignità.
L´Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma
|
2 febbraio
Care amiche e cari
amici,
sono stato un mese in
Birmania/Myanmar, precisamente a Mandalay, la ex capitale
precoloniale.
Per un corso intensivo di
italiano, come credo sappiate.
Secondo gli accordi ho
portato alle due case per bambine e bambini orfani il
frutto della raccolta cui avete partecipato: complessivamente
3.500 dollari USA. Le case stanno in due diversi paesi di
campagna e il contributo consente loro di "andare
avanti" per almeno sei mesi.
In entrambe l'atmosfera e'
molto gioiosa, soprattutto in quella delle bambine. Tanto
per dire, ad un certo punto tre di loro, tra i 5 e gli 8 anni,
mi hanno "sequestrato" e mi hanno portato a fare un
giro tra le famiglie del paese. Siamo stati a zonzo
per quasi due ore allontanandoci non poco dalla
"Casa" senza che nessuno si preoccupasse:
l'integrazione tra le bambine, suore e abitanti del paese e'
molto alta. Io ho cercato di sottrarmi il piu' possibile al
ruolo del "benefattore", insistendo molto sul fatto
che ero solo il corriere.
In allegato qualche
foto in Power Point che potete avviare una volta
aperto.
Per quanto
riguarda il corso di italiano, ho ritrovato il
gruppo dello scorso anno con alcuni/e nuovi/e. La scuola si e'
arricchita del corso di coreano che si aggiunge
all'italiano e all'inglese. E' del tutto gratuita [in un paese
dove si paga anche per attraversare un ponte] .
I miei tentativi, lo
scorso anno all'ambasciata italiana di Yangon, quest'anno alla
Societa' Dante Alighieri [istituzionalmente dedita -si fa per
dire- all'insegnamento dell'italiano all'estero], di ottenere
materiale didattico o qualche altra forma di sostegno, sono
andati a vuoto. Pertanto, ancora piu' graditi i CD e DVD che mi
avete procurato e che ho lasciato in dotazione.
La mia idea, che vorrei
discutere con chi di voi fosse interessato, sarebbe quella di
provvedere la scuola di una borsa di studio annuale
che consentisse a qualcuno dei frequentanti di venire a Torino
per due o tre mesi per perfezionare la lingua. Per loro una
buona conoscenza dell'italiano e' un obiettivo molto concreto,
gli consentirebbe di diventare "guide turistiche
patentate" garantendosi un lavoro piu' che decente senza
dover entrare in qualche business gestito dagli apparati
governativi, cioe'militari.
Naturalmente sono
disponibile a incontrarmi con chi volesse aggiornamenti sulla
situazione generale del paese o sul rapporto buddismo e
società, nella forma che possiamo concordare.
Grazie,
claudio canal
333.7962720
3
febbraio
CICLO
DI CONFERENZE FORMATIVE
5°
APPUNTAMENTO
Venerdì
5 Febbraio 2010 h.
20,30
DALL’INCHIESTA
OPERAIA
DEI
QUADERNI
ROSSI
AI
NUOVI CONFLITTI DEL LAVORO
PER
UNA STORIA
DEL
MOVIMENTO OPERAIO
Relatori:
Marco
REVELLI
Sociologo
- Università Piemonte or.
Marco
SCAVINO
Storico
- Università Torino
Vittorio
RIESER
Collaboratore
dei QUADERNI ROSSI
Moderatrice
Marilde
PROVERA - Prc
Sala
Centro Incontro
C.so
Belgio, 91 – Torino
A
cura del Circolo Centro-Crocetta Prc – Torino
Info:
3891647237 – elimberti@prctorino.it
stampatoinproprioviabrindisi18torinogen.2010
|
|
Con la collaborazione
della Federazione torinese e del Comitato regionale del PRC

4 febbraio
FIAT:
BRISCOLA GOVERNO, PADRONI E SINDACATI
Alcoa, i dirigenti cacciati dalla fabbrica
di da.
ma.-
l'unità
Il giorno della tensione. I lavoratori tornano in fabbrica,
allontanano i dirigenti ma nella manifestazione di protesta
davanti alla direzione scoppiano i tafferugli e restano
contusi un sindacalista e un operaio. Sono passate le 16
quando nella fabbrica di Portovesme arrivano i lavoratori che
per 24 ore hanno manifestato a Roma sperando che
l’intervento del Governo riuscisse a far cambiare idea
all’Alcoa, l’azienda che ha deciso di spegnere gli
impianti e mandare i lavoratori in cassa integrazione. I
lavoratori e i sindacalisti chiedono ai dirigenti rimasti in
fabbrica di lasciare gli impianti. Una richiesta per rimarcare
che, come spiegano i sindacati, «gli impianti possono
lavorare anche senza l’Alcoa». Nel piazzale antistante la
direzione, situata all’interno degli impianti, ci sono 500
persone. Battono i caschetti per terra e chiedono ai dirigenti
di andare via. È questione di attimi e quella che sarebbe
dovuta essere una manifestazione simbolica rischia di
degenerare. Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil, e un
operaio vengono urtati dall’auto che cerca di fare manovra
in mezzo alla folla. «L’idea era quella di far capire che
noi vogliamo far funzionare la fabbrica anche senza Alcoa -
racconta Franco Bardi -. Si è formato un cordone attorno
all’auto dei dirigenti per evitare che la situazione
degenerasse». Nel piazzale la tensione è alle stelle. «Io e
un altro lavoratore siamo stati urtati dall’auto. Quando gli
altri si sono accorti della nostra situazione è scoppiata la
bagarre». Immediata la reazione dei sindacati. «Anche se ci
sono momenti di drammatica preoccupazione, la violenza non è
mai accettata - dice Roberto Puddu della Camera del Lavoro del
Sulcis Iglesiente - sarebbe opportuno, comunque, che tutti,
azienda, lavoratori e istituzioni avessero un comportamento più
responsabile. La situazione è davvero preoccupante».
Continua, intanto, la corsa contro il tempo dei rappresentanti
delle istituzioni (dal Governo alla regione) per evitare il
blocco degli impianti a partire dal 6 febbraio. Per domani
mattina è previsto un nuovo vertice dei rappresentanti
sindacali proprio all’Alcoa. Dall’impianto di Portovesme,
dove restano i presidi dei lavoratori, partirà la delegazione
che, domani mattina, aprirà il corteo dello sciopero generale
della Sardegna in programma a partire dalle 9 a Cagliari.
Lunedì il vertice finale a Roma tra Alcoa, Governo e
sindacati.
04 febbraio 2010- video
feb 04
- Alcoa: la cronaca della lunga giornata di attesa a Roma
dell'incontro tra governo, sindacati e vertici dell'Alcoa.
Di notte è arrivata la notizia che la multinazionale ha preso
nuovamente tempo, e sembra intenzionata a non retrocedere
dall'idea di chiudere gli stabilimenti in Italia
- Alcoa: il delegato CUB Stefano Lai, presente all'incontro al
governo, fa un resoconto della difficile trattativa
- Novaceta: le voci degli operai dal presidio della fabbrica
occupata nel magentino
Presidio -
pdf

Indice
Licenziamenti di massa e il loro potenziale di
conflitto sociale .............. 4
Officine di Bellinzona: un modello esemplare
........................................ 7
Borregaard-Attisholz presso Soletta: sconfitti
senza lotta ..................... 16
INNSE Milano: l’esperimento autogestione
......................................... 24
IVECO Suzzara (I): il fuoco di paglia della
rivolta ............................... 35
Holcim Torredonjimeno (E): Mobilitazione di
massa o presidio di
fabbrica?
................................................................................................
39
Conclusioni
...........................................................................................
49
Indicazioni delle fonti e documentazione
.............................................. 55
5 febbraio
Il primo marzo 2010 accadrà in Italia qualcosa che non era
mai avvenuto prima. “Una giornata senza di noi”, ovvero la
prima mobilitazione degli stranieri in Italia, sostenuta da
tutti quegli italiani stanchi delle molte forme di razzismo che
si contano ogni giorno nella penisola.
Non
un semplice sciopero, precisa ai nostri microfoni Daimarely
Quintero, portavoce del Comitato nazionale, ma un’iniziativa
contenitore di molte iniziative, nata in rete sulla scia
dell’analoga mobilitazione che si terrà nello stesso giorno
in Francia: La
journée sans immigrés: 24h sans nou. Molti dunque gli
appuntamenti del prossimo 1 marzo, su cui offriremo una
copertura ampia.
Un’idea che vede coinvolti “stranieri” e
“autoctoni” contro ogni forma di razzismo, con lo scopo di
far cadere in primo luogo ogni distinzione relativa alla
provenienza o allo status delle persone che vivono in Italia.
Una mobilitazione nata prima dei fatti di Rosarno,
ma che in essi vede facili profezie.
Per chi volesse avere un panorama completo della
mobilitazione sono a disposizione:
Il
blog dell’iniziativa | La
pagina Facebook | Il
canale di Peacereporter
testi e documenti
pdf dossier chiesa valdese
Paese di origine Immigrati- % donne
Romania 796.477 53,1
Albania 441.396 45,2
Marocco 403.592 42,1
Cina 170.265 47,8
Ucraina 153.998 99,9
Filippine 113.686 58,1
Tunisia 100.112 35,9
Polonia 99.389 70,0
India 91.855 40,9
Moldavia 89.424 66,4
Macedonia 89.066 43,0
Ecuador 80.070 59,4
Perù 77.629 60,2
Egitto 74.599 30,3
Sri Lanka 68.738 44,5
Senegal 67.510 21,3
Bangladesh 65.592 33,3
Serbia 57.826 45,2
Pakistan 55.371 31,0
Nigeria 44.544 55,9
Ghana 42.327 43,3
Le prime 21 comunità immigrate in Italia, residenti al 31
dicembre 2008. Fonte: Istat
Ciafaloni-migranti
pdf
6 febbraio
La Confederazione Unitaria di
Base ritiene la decisione del Comune di Torino di non rinnovare il
contratto di affitto dei locali siti nella palazzina di Via Cecchi
a
Radio Blackout
molto grave e lesiva della libertà di
espressione.
La decisione del sindaco
Sergio Chiamparino rappresenta una ritorsione nei confronti di una
radio scomoda e che molti vorrebbero vedere chiusa.
Una radio che ha sempre dato
voce ai movimenti popolari, alle lotte dei lavoratori, degli
immigrati, senza sconti denunciando quelli che sono i poteri forti
e tutti coloro i quali vogliono mettere sempre di più “le mani
sulla città”.
La Confederazione Unitaria di
Base esprime, quindi la più sentita solidarietà a tutti i
compagni della redazione di Radio Blackout e si impegna a
sostenerli nella loro azione a difesa della libertà di
espressione.
Confederazione
Unitaria di Base/Piemonte
Torino, 6 febbraio 2010
dicono che Chiamparino si faccia di coca sulla tomba di Gianni
Agnelli sognando la TAV
7
febbraio
Domenica è sempre domenica!
Auchan
E così adesso tocca anche a noi
A
partire da domenica 14 Febbraio, festa degli innamorati e degli
ipermercati, anche in corso Romania 410 le domeniche verranno
retribuite in ordinario e diventeranno obbligatorie.
Questo
è l’effetto del contratto nazionale siglato da Cisl e Uil nel
2008 e firmato anche dalla Cgil nel 2009.
Sempre d’estate e sempre in silenzio. Il silenzio dei
ladri (di reddito)…
Fino
ad ora l’integrativo torinese Auchan ci aveva protetto da questa
aberrazione, però il contratto integrativo è scaduto e, in
assenza di un suo rinnovo, vengono applicati il CCNL e
l’integrativo nazionale Auchan.
Risultato:
le domeniche di apertura diventano giorni lavorativi come gli
altri, con buona pace dei sacrifici individuali e familiari che
siamo chiamati a fare per permettere all’azienda di far crescere
il suo fatturato.
Noi
crediamo che non si debba restare fermi e in silenzio ad accettare
questo ulteriore sopruso. Per questo abbiamo proclamato un primo
sciopero di avvertimento contro l’applicazione di questa norma.
Sabato 13 sciopereremo per tre ore su ogni turno:
-
dalle
5 alle 8 per chi entra al lavoro alle cinque
-
dalle
9 alle 12 per chi entra al lavoro alle ottobre
-
dalle
16 alle 19 per chi entra al lavoro alle quindici.
L’azienda
sappia che questo è solo il primo avvertimento: se Auchan
continuerà a voler obbligarci a svendere le nostre domeniche e il
nostro tempo libero per un piatto di lenticchie, sappia che la
prossima domenica in ordinario (e obbligatoria) se la dovranno
fare i dirigenti perché proclameremo uno sciopero che impedirà
loro di tenere aperto in quella data.
Azienda
avvisata…
cub
8 febbraio
La sentenza finale è imminente dopo una lunga battaglia legale
tra il gigante petrolifero Chevron e le coraggiose popolazioni
indigene dell’Amazzonia ecuadoriana, che chiedono un
risarcimento per le tonnellate di rifiuti tossici scaricate
nella foresta pluviale.
Se Chevron sarà costretta a pagare miliardi come
risarcimento danni, sarà un grande passo avanti per chiedere
conto ai maggiori inquinatori del mondo. Messo alle strette di
fronte all’imminente sconfitta, il gigante petrolifero ha
lanciato un’aggressiva e disperata campagna di pressione
politica nel tentativo di ribaltare la sentenza.
Ma il nuovo amministratore delegato e presidente della Chevron,
John Watson, sa bene che il marchio e la reputazione della sua
società sono sotto tiro – è il momento di far salire la
tensione e creare un precedente storico che lancerà ripercussioni
nelle sale di consiglio delle compagnie in tutto il mondo! Firma
la petizione per chiedere a Watson ed alla Chevron di pagare
per ripulire il loro disastro in Ecuador, ed i nostri partner la
consegneranno direttamente a loro, ai loro azionisti ed ai media
americani -- clicca in basso per agire adesso:
http://www.avaaz.org/it/chevron_toxic_legacy/?vl
9 febbraio

giù le mani dalla Innse
video
sulla lotta vincente della Innse
Stranamore
24 febbraio 2010 ore 21
proiezione e punto della situazione con
rappresentanze di Stabilus, Indesit, Graziano, PMT, NewCocot, 0mvp
leggere
il documento sui presidi
di fabbrica
Stranamore/Alpcub
Pinerolo
0121
321729
10 febbraio
PECHINO - La Cina ha puntato il dito contro alcune
diplomazie straniere, colpevoli di aver interferito nei suoi
affari interni sul caso del processo al dissidente Liu Xiaobo.
Dopo l'udienza di mercoledì durata appena due ore, il verdetto
per il noto dissidente, che rischia 15 anni di carcere per
sovversione, è atteso per il giorno di Natale.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Jiang Yu, ha
affermato che gli appelli di alcune ambasciate per il rilascio di
Liu Xiaobo costituiscono «una grossolana ingerenza negli
affari interni cinesi». Secondo le organizzazioni per i diritti
umani, Pechino ha scelto di proposito il giorno di Natale per il
verdetto così da far passare inosservata la sentenza.
Ieri il cognato dell'imputato, Liu Hui, ha detto che
l’udienza è durata circa due ore e che il procuratore ha
accusato Liu Xiaobo di crimini gravissimi, fra questi il
principale «sovversione contro i poteri dello stato». Liu Xiaobo,
57 anni, è uno dei più importanti attivisti per i diritti umani
in Cina; era stato fermato dalla polizia un anno fa, poi portato
in un luogo sconosciuto e arrestato formalmente solo nel giugno
scorso. La colpa di Liu sarebbe stata quella di aver diffuso su
internet documenti e appelli contro il regime cinese, in
particolare di aver diffuso la Carta 08, un documento firmato da
300 personalità in cui si chiede al governo cinese di rispettare
i diritti umani, attuare riforme politiche e garantire
l`indipendenza del potere giudiziario. Il documento è stato
pubblicato in occasione dei 60 anni dalla Dichiarazione universale
dei diritti umani. Molti dei firmatari sono stati interrogati o
costretti agli arresti domiciliari.
corriere
Il testo
integrale di Carta 08, per i diritti umani in Cina
Riportiamo il documento temuto dal
governo cinese e censurato, perché chiede maggiore democrazia e
rispetto dei diritti. Cosa fare per aderire.
vedi su:
http://www.libreidee.org/2008/11/marco-revelli-gli-imprenditori-della-paura/

vedi video storia delle foibe
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=60
quaderno
FASCISMO FOIBE ESODO
pdf
10
febbraio: "giornata del ricordo”?
e
noi RICORDIAMO:
- Le
120.000 vittime civili libiche dell'esercito fascista nel 1930
durante la deportazione delle popolazioni cirenaiche.
- Le
600 tonnellate di gas asfissianti (iprite e fosgene) lanciate
dall'aviazione fascista sulla popolazione etiopica nel 1935/36,
le migliaia di civili passate per le armi dopo l'attentato
fallito a Graziani nel '37, i 310 monaci cristiani, ma di rito
copto, trucidati a Debra Lianos col plauso dei cappellani
militari e del Vaticano.
- I
bombardamenti della Croce Rossa in Etiopia, i 17.000 etiopi
deportati e sterminati nel campo di sterminio di Danane
(Somalia); i telegrammi di Mussolini a Graziani dove scriveva:
"Autorizzo
ancora una volta Vostra Eccellenza a condurre sistematicamente
politica del terrore et dello sterminio".
- L'annessione
della Slovenia del '42 con la costituzione della provincia
italiana di Lubiana e le direttive dei generali Robotti e Roatta:
"Si
ammazza troppo poco …Sgombero totalitario, dove passate
levatevi dai piedi tutta la gente che può spararci alla schiena
... Distruggere i paesi e sgombrare le popolazioni".
- I
150.000 deportati iugoslavi nei campi di sterminio di Arbe,
Palmanova, Gonars, Renicci ed altri ancora, con più di 4000
morti di fame e di stenti.
- Le
vittime iugoslave del campo di concentramento fascista di Zlatin,
gli abitanti maschi di Srbernovo spediti nei lager, le donne
seviziate dall'esercito fascista e poi gettate nelle foibe. Ed
inoltre la Risiera di S. Sabba, lager nazista di Trieste, dove
furono sterminati comunisti, ebrei e rom con la complicità
diretta degli sgherri di Mussolini.
Rivista sul "movimento reale
che abolisce lo stato di cose presente"
Supplemento alla rivista n+1
Direttore responsabile: Diego
Gabutti
Registrazione al tribunale di Torino
n. 5401 del 14 giugno 2000
Conferenza
pubblica a Venezia
Venerdì 12 febbraio,
ore 21.00
Teatro dei Frari, San Polo civico 3072
CRISI,
DISOCCUPAZIONE, PRECARIETA'
Diritto al lavoro o
libertà dal lavoro salariato?
Nella storia dell'umanità niente è stato più
insensato dell'odierno culto del lavoro: abbiamo finalmente a
disposizione i mezzi per essere liberi dalla necessità e invece
questi mezzi ci dominano, ci abbrutiscono di lavoro, ci offrono
una produttività così alta che la stragrande maggioranza della
popolazione è "in esubero" rispetto alle esigenze della
produzione. E non lavora affatto.
Chiunque non sia intossicato dall'ideologia capitalistica capisce
benissimo che la liberazione di lavoro umano operata dalle
macchine, dalla scienza e dall'organizzazione potrebbe essere un
vantaggio per tutta l'umanità, la quale non sarebbe certo
schifata se potesse dedicarsi ad attività vitali o anche
semplicemente belle e divertenti invece di essere schiavizzata
dalla necessità di accumulare sempre più Capitale.
Sembra immensamente lontano il tempo in cui gli operai scendevano
in piazza organizzando manifestazioni contro il lavoro, quando cioè
pretendevano una forte riduzione dell'orario e un salario decente
per i disoccupati; quando avevano il coraggio di sfidare
l'avversario sul suo terreno, quello preparato dallo sviluppo
generale della produttività. Lo sviluppo sociale e produttivo ci
libera dal lavoro, e quindi la nostra parola d'ordine umana e non
capitalista dovrebbe essere ancora la stessa: "La liberazione
dal tempo di lavoro è tempo di vita guadagnato. Se il capitalismo
sfrutta sempre di più un numero sempre minore di lavoratori,
gettando gli altri nella disoccupazione, ebbene, liberiamoci del
capitalismo".
Governanti, capitalisti e sindacalisti di ogni specie hanno un bel
gridare a gran voce che il lavoro è sacro, che è un diritto
sancito dalla Costituzione, che nobilita l'uomo. Quando il lavoro
viene eliminato dal moderno sistema di produzione esso non è né
sacro né maledetto, è semplicemente superfluo. Di fronte
all'operaio che si chiude nel capannone fatiscente, o che si
ammazza per dodici ore al giorno con salario tagliato per salvare
la "sua" fabbrica dalla concorrenza, c'è un mondo di
milioni di persone che non lavorano più.
Gli industriali vogliono che si lasci libera azione al mercato
affinché riduca il prezzo della forza lavoro; i sindacati la
vogliono a basso prezzo e a disponibilità illimitata per l'azione
di decreti governativi concordati con le cosiddette parti sociali.
Firmano senza battere ciglio decreti sullo sfruttamento intensivo
ed estensivo del lavoro. Si sa, le esigenze dei mercati debbono
essere soddisfatte.
Parlano e agiscono così solo a causa della tronfia sicurezza
offerta loro da una classe proletaria che, pur se provvisoriamente
corrotta con false sicurezze e ideologie del nulla, conserva
intatto il suo potenziale di lotta.
Eccoli perciò organizzare processioni e innalzare preghiere al
dio lavoro, facendosi preti di una religione che lo stesso
capitalismo si incarica di distruggere nei fatti.
Pubblichiamo
un estratto di un articolo di Notarianni scritto per peacereporter.
Viviamo
in un Paese dove la classe dirigente sghignazza tra le lenzuola
pensando a donne, bambini, uomini, che vengono sepolti sotto le
macerie di un terremoto che rade al suolo una città che loro
ricostruiranno. Viviamo in un Paese dove la classe politica si
dedica più a cercare fanciulle dai costumi facili che non ai
troppi guai che i cittadini devono affrontare ogni giorno per
sopravvivere. Viviamo in un Paese dove viene richiesto ai
cittadini stranieri un esame per poter avere il permesso di
calpestar la nostra terra. Un esame che prevede la conoscenza
della Costituzione. Peccato che chi propone questa legge non
sappia quanti siano gli articoli che la compongano. E nemmeno di
cosa parlano, gli articoli della Costituzione. Viviamo in un Paese
che spende più di 50 (cinquanta) milioni di euro al mese per fare
una guerra di occupazione. Viviamo in un Paese che per portare
aiuti spende 120 (centoventi) mila euro al giorno per mandare una
portaerei prima a fare una passerella di marketing militare in
Brasile, e solo poi a prestare soccorso ad un'altra popolazione
sepolta da un terremoto. Viviamo in un Paese in cui la gente non
solo ammira il peggio. Ma lo rende arbitro della sua vita. E non
importa se si perde il lavoro. Non importa se si perde il diritto
ad andare a scuola, ad essere curati, a vivere dignitosamente.
Rimane l'ampio consenso alla banda di delinquenti politici,
morali, costituzionali che siedono nelle poltrone rosse delle
camere.
15 febbraio
la stampa
L'Istat: nel 2009 crollo del 20,7%
ROMA
Nel 2009, le esportazioni italiane sono crollate del 20,7% e le
importazioni del 22%, rispetto al 2008. Lo comunica l’Istat,
aggiungendo che si tratta dei peggiori dati sui flussi commerciali
dal 1970, ovvero da quando esistono le serie storiche. Nel 2009 il
saldo commerciale è stato quindi negativo per 4.109 milioni di
euro, con una netta riduzione del passivo di 11.478 milioni di
euro rilevato nel 2008. Considerando il mese di dicembre 2009
rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, le esportazioni
sono diminuite dell’1,9% e le importazioni del 3%.
Su base tendenziale il saldo commerciale è risultato così
negativo per 123 milioni di euro, inferiore a quello pari a 415
milioni di euro dello stesso mese del 2008. Si tratta, fa notare
l’Istat, di dati che segnano una «ripresa» a confronto con i
precedenti. Rispetto a novembre, i dati destagionalizzati relativi
all’interscambio complessivo presentano a dicembre 2009 un
incremento sia per le esportazioni sia per le importazioni con
tassi di crescita pari rispettivamente al 4,4% e dall’1,6%.
Negli ultimi tre mesi, a confronto con il trimestre precedente, i
dati destagionalizzati mostrano una flessione dello 0,2% per le
esportazioni e una crescita del 2,4% per le importazioni.
Riguardo ai settori di attività economica, nel complesso nel
2009, rispetto all’anno precedente, per le esportazioni si
registra una flessione in tutti i raggruppamenti, particolarmente
rilevante per l’energia. Anche le importazioni segnano riduzioni
generalizzate, significative soprattutto per energia, prodotti
intermedi e beni strumentali. Per quanto concerne i minerali
energetici, nel 2009 le importazione di petrolio greggio
rappresentano l’8,2% del totale dei flussi in entrata (il 10,6%
nel 2008), mentre l’importazione di gas naturale pesano per il
5,9% (il 6% nel 2008). Nel 2009 il saldo della bilancia
commerciale al netto di petrolio greggio e gas naturale è
positivo per 36,7% miliardi di euro, in diminuzione rispetto
all’attivo di 49,9 miliardi di euro registrato nell’anno
precedente
| mar, 16 feb @
13:08 |
ThyssenKrupp.
Niente lavoro per gli operai “scomodi”
Pubblicato in:: Numero682-10 |
Dopo due anni di cassa integrazione nessun posto di lavoro (come sottoscritto in
un accordo dall’azienda) per i 25 lavoratori rimasti in cassa integrazione e
costituitisi parte civile nel processo contro la multinazionale dell’acciaio...
Un caso?
Dopo due anni trascorsi dalla strage del 6 dicembre 2007 in cui morirono 7 colleghi
di lavoro e dopo la chiusura di uno stabilimento in attivo solo per fini puramente
speculativi e di delocalizzazione delle produzioni nel sito ternano della
multinazionale, i lavoratori torinesi posti in cassa integrazione dall’azienda non
sono mai stati ricollocati.
Da evidenziare che i lavoratori in questione sono quasi tutti costituiti parte civile
nel procedimento apertosi al Palagiustizia contro l’azienda per i 7 morti del rogo
del 6 dicembre 2007.
Da questo punto di vista è palese che l’azienda ha operato una scelta precisa, ovvero
quella di non impegnarsi seriamente nella nostra ricollocazione in quanto “sgraditi”
e dando i nostri curriculum vitae ad agenzie di lavoro interinale torinesi che hanno
visto alcuni lavoratori non fare mai un colloquio di lavoro in oltre un anno e mezzo
di iscrizione, se non per lavoretti a tempo determinato di un paio di mesi e in
condizioni peggiorative rispetto alle mansioni ricoperte in precedenza.
L’azienda inoltre, per lavarsi le mani e fingere di rispettare l’accordo, che prevede
la ricollocazione o percorsi formativi di riqualificazione professionale, lo scorso
anno ci ha obbligatoriamente iscritti ad un corso di formazione professionale di
“addetto alla lavorazione su macchine utensili tradizionali (tornitore – fresatore) e
“aggiustatore meccanico con l’ausilio di macchine utensili”, senza minimamente
preoccuparsi di avviare un percorso formativo in accordo con i lavoratori, che hanno
espresso in maniera pacata e civilmente il loro dissenso a questi corsi, non
rifiutando la formazione in se, ma per il fatto che questa avveniva su macchine
dismesse negli anni ’70 e quindi di nessun aiuto per quanto riguarda una futura
ricollocazione nel settore metalmeccanico, ormai sempre più improntata allo sviluppo
tecnologico e comunque versante in un gravissimo periodo di crisi produttiva e
occupazionale. Anche in questo caso la TK ha dimostrato scarso riguardo nei confronti
dei lavoratori pensando di decidere al loro posto cosa sarà del loro futuro e ci ha
“posteggiato” in un corso non scelto e per giunta inutile.
Vita e lavoro dignitosi e in sicurezza sono nostri diritti che come tali devono
essere garantiti: chiediamo che del nostro futuro si facciano carico in primis la
ThyssenKrupp (responsabile di questa situazione) e poi le Istituzioni di questo
territorio (Comune, Provincia e Regione, responsabili della tutela dei cittadini) che
si costituiscono parte civile e sinora poco o nulla hanno fatto per trovare una
soluzione a questa situazione ormai divenuta insostenibile per tutti noi, quando
hanno risorse e mezzi per farlo!
Siamo stanchi di essere presi in giro! Questa situazione non l’abbiamo né creata né
voluta noi e non vogliamo pagarne le conseguenze!
LAVORATORI IN CASSA THYSSENKRUPP - TORINO
|
| Edizione del 17 febbraio 2010
In Val Chisone, insostenibili i costi dell'affitto
Sachs e New Co.Cot, si teme l'esodo in
altri stabilimenti
|
Settamana decisamente negativa per il
futuro industriale della Val Chisone. Minacciano di
peggiorare, infatti, le situazioni della New Co.Cot di Perosa
e della Sachs di Villar Perosa.
In entrambi i casi a peggiorare i problemi, già di per sé
gravi, innescati dalla crisi dei mercati interviene
pesantemente la sostenibilità economica dei siti dove
operano. In poche parole l'affitto dei rispettivi
stabilimenti, a detta dei responsabili delle due aziende, sono
troppo onerosi; di conseguenza, se non ci saranno interventi
di sostegno, potrebbe essere deciso lo spostamento in altra
sede. Entrambe le questioni sono state al centro di incontri
con sindacati e amministratori senza che si sia intravista
alcuna schiarita, ma vediamo di cosa si tratta.
La scorsa settimana i dirigenti della Sachs, incontrando
sindacati e amministratori della valle, hanno spiegato: «Ci
attendevamo delle risposte dalla Regione sulla possibilità di
ricevere un sostegno per l'affitto dello stabilimento,
divenuto troppo oneroso dopo la chiusura della Stabilus che
condivideva con noi parte del sito, ma purtroppo ancora nulla».
Negli stessi giorni si è diffusa la voce, per ora non
confermata, di un'ipotesi di trasferimento nei capannoni
lasciati liberi dall'Indesit a None e che da tempo la Regione
tenta di ricollocare. «Vero o non vero - afferma il
consigliere regionale Gian Piero Clement, da sempre impegnato
sui temi occupazionali della valle -, occorre che
dall'assessore Bairati arrivino presto delle risposte».
NewCo.Cot. Lunedì pomeriggio presso la Regione Piemonte si
è tenuto un incontro per esaminare la situazione
occupazionale e produttiva dello stabilimento New Co.Cot di
Perosa (ex-Manifattura di Legnano). Erano presenti
l’assessore provinciale al Lavoro Carlo Diana,
l’amministratore delegato della New Co.Cot Varasi, il
sindaco di Perosa Renzo Furlan, i rappresentanti sindacali di
Uil-Cisl-Alp e delle Rsu, e l’assessore al Lavoro della
nuova Comunità montana Denis Donzina.
Anche in questo caso l'azienda, che ha rilevato macchinari
e lavoro dopo il fallimento della Manifattura Legnano ma non
l'immobile, dichiara che i 600.000 euro richiesti dal curatore
fallimentare per l'affitto dello stabilimento non sono
sostenibili. Da qui la richiesta di un sostegno da parte della
Regione. La riunione però si è risolta con un nulla di fatto
e nessun impegno sarebbe stato preso dall'assessore Bairati.
La New Co.Cot però non intende presentare il Piano di
investimenti fino a quando non verrà trovata una soluzione
sul problema dell'affitto, per intanto si è dichiarata
disponibile a prolungare la cassa integrazione straordinaria
fino al 31 dicembre.
r.L. A.M.
|
liliana
ellena
claudio
canal
Sconfina/menti
incontri
ispirati all’intelligenza ironica e indisciplinata
di
Francesca Spano
Non
c’è modo di lenire il dolore che la sua morte ci ha
procurato.
Possiamo
però continuare a disseminare idee e a perturbare le nostre
tranquillità nel modo che abbiamo imparato da lei: tentando
accostamenti improbabili che intrecciano il quotidiano
e la politica, l'invisibile e il materiale, il
lontano e il vicino.
Conoscenze
e discussioni da scambiare in una cornice sobria e
accogliente.
venerdi'
26 FEBBRAIO, ore 21,00
claudio
canal
CARISMATICI,
PENTECOSTALI, VISIONARI: IL FUTURO DEL CRISTIANESIMO?
presso
il
circolo
FARENAIT
piazza
cavour 1
torre
pellice [to]
per
prenotare la cena:
339
8941900 fare-nait@libero.it
Info:
Liliana 333.7378558
Claudio 333.7962720

17
febbraio
COMUNICATO STAMPA
Movimento NO TAV
E’ FINITO IL BLUFF DI VIRANO
Oggi 17 febbraio 2010 le forze della polizia
del signor Virano sono venute nuovamente di notte per scortare una
trivella per i sondaggi propedeutici alla nuove linea ad alta
velocità/capacità Torino-Lyon in località Coldimosso di Susa.
Alla fine della giornata, che ha visto un
numero sempre crescente di cittadini della Valle di Susa
presidiare il sito della trivella, ci sono state numerose cariche
delle cosiddette forze dell’ordine con questo bilancio tra i
cittadini: due feriti
ricoverati all’ospedale di Susa e un ragazzo portato in prognosi
riservata alle Molinette di Torino con un grave trauma cranico.
TUTTI I FERITI SONO STATI COLPITI RIPETUTAMENTE
ALLA SCHIENA E IN TESTA MENTRE ERANO PER TERRA.
E’ questa la democrazia e il coinvolgimento
della popolazione che il faccendiere Virano sbandiera ai quattro
venti, con l’appoggio della Bresso e di Cota, uniti nel voler
distruggere quello che resta ancora di intatto nella valle di
Susa!?
Ma questa volta ha sbagliato i calcoli: oggi è
cominciata la visita di alcuni parlamentari europei invitati in
valle dal movimento NOTAV, che si protrarrà per alcuni giorni.
Oggi è stata la volta di Luigi de Magistris, presidente della
commissione europea per i controllo del bilancio comunitario (e
quindi interessata ad indagare sulla truffa TAV), nel fine
settimana arriverà il parlamentare irlandese Joe Higgins, che
terrà un’assemblea sabato sera a Bussoleno.
Queste persone sicuramente porteranno nel
Parlamento Europeo foto e documentazione su come gli abitanti
della valle di Susa e i loro amministratori si oppongono
fermamente al TAV, contrariamente a quanto asserito dalle menzogne
di Virano e dei suoi compari in affare.
NO TAV NO TRIVELLE
Susa, 17 febbraio 2010
Movimento NOTAV
Ufficio Stampa del Coordinamento dei Comitati NO TAV
18
febbraio
Reintegrata al
lavoro grazie al giudice
Causa vinta in giudizio dalla lavoratrice con il supporto
delle Consigliere di Parità della provincia di Torino
Reintegrata sul posto di lavoro, senza trasferimenti di sede e
con le medesime mansioni svolte prima del congedo per maternità.
E’ il favorevole risultato previsto dall’ordinanza del
Presidente della sezione lavoro del Tribunale di Torino,
dott. Edoardo Denaro - in data 10 febbraio - a favore di una
lavoratrice che, con il supporto della Consigliera di Parità
provinciale, aveva presentato ricorso nei confronti dell’azienda
in cui lavora.
Dal rientro alla maternità le era stato
prospettato, senza legittime motivazioni, un trasferimento da
Volpiano, sede in cui la lavoratrice aveva sempre operato, a Casale
Monferrato con differenti mansioni che non riguardavano più i ruoli
nell’ambito dell’ufficio commerciale ma “generiche mansioni di
monitoraggio”.
Il tutto per indurre la lavoratrice a una risoluzione del rapporto
di lavoro, strategia che nel 2007 era già stata adottata per
un’altra lavoratrice madre tanto da far ritenere al giudice di
trovarsi di fronte a una “…tendenza della convenuta di
evitare di avere fra il proprio personale donne legittimate a fruire
dei trattamenti dalla legge riservati alle madri”.
La lavoratrice si era rivolta nel mese di aprile 2009 alle
Consigliere di Parità della Provincia di Torino, Laura Cima e Ivana
Melli, che avevano contattato l’azienda per richiedere di porre
rimedio alla discriminazione nei confronti della lavoratrice madre.
Richiesta non accolta, che ha motivato la lavoratrice al ricorso
contro l’azienda, supportato dalla Consigliera di Parità
costituitasi in giudizio “ad adiuvandum”.
Oltre al reintegro della lavoratrice, l’azienda – un'azione
di medie dimensioni – dovrà rifondere la ricorrente e le
Consigliere di Parità delle spese di giudizio.
«Il caso di questa lavoratrice – spiegano le Consigliere
di Parità - rientra nella tipologia più frequente di
discriminazione che le donne segnalano al nostro ufficio.
Demansionamenti, cambi di sede, mancato riconoscimento delle tutele
fino ad arrivare a vero e proprio mobbing, per scoraggiare la
lavoratrice al rientro dalla maternità rappresentano la metà circa
dei casi trattati, segnale che la prassi è ancora molto diffusa e
richiede molto impegno da parte di tutti. Per questo vogliamo
pubblicizzare questa bella vittoria per far capire a molte donne che
è possibile vedere riconosciuti i propri diritti e che c’è chi
può aiutarle. L’importante è non arrendersi e subire
l’ingiusto trattamento».
http://www.consiglieraparitatorino.it/
Ecco in breve cosa sta succedendo: il Comune
di Perosa sta attuando un tentativo di smantellamento del NIDO
Pubblico progettando di darlo nelle mani di una cooperativa
privata.
La conseguenza più immediata di questo progetto sarebbe la
mobilità del personale dell’asilo. Ma non si tratta solo di
salvare qualche posto di lavoro: la privatizzazione dell’asilo
coinvolgerebbe infatti la popolazione non solo di Perosa, ma di
tutta la valle. Vediamo perché.
In poche parole è in piccolo ciò che stanno tentando di fare
Marchionne per Termini Imerese o la New Cocot per la manifattura.
Con la differenza che qui è la pubblica amministrazione ad agire
(non un privato!) e che al Nido di Perosa non manca per nulla il
lavoro: tutti sanno che per mandare i propri figli all’asilo
nido ci sono liste d’attesa, ed è così anche per il Nido di
Perosa!
E' questo il futuro che vogliamo per il nostro Nido?
La giustificazione dell’amministrazione comunale è che il nido
ha costi troppo elevati, e che affidandolo ad una cooperativa
privata si ridurrebbero i costi di gestione. Ma a ben vedere non
è così.
Si dice che l’affidamento ad una cooperativa privata sgraverebbe
il Comune da questi costi.
Peccato che il privato si prenderebbe tutti i benefici, e al
Comune resterebbero comunque costi SENZA PERO’ POTER GESTIRE IL
SERVIZIO A BENEFICIO DI TUTTI!!
L’affidamento a privati significherebbe infatti:
1. La possibilità di MODIFICARE arbitrariamente le RETTE
dell’asilo, a danno delle famiglie
2. I COSTI DI GESTIONE (riscaldamento, elettricità, etc…)
rimarrebbero comunque a carico del Comune
3. Il Comune dovrebbe erogare comunque un contributo, altrimenti
il nostro nido correrebbe il rischio di veder cambiare una
girandola di gestori (a Buriasco più di 4 gestori si sono
alternati in un solo anno per gestire il nido!).
Risultato:
+ COSTI PER LE FAMIGLIE
+ COSTI PER IL COMUNE
- BENEFICI PER IL PUBBLICO
Ma allora…. DOVE STA IL RISPARMIO ?!?
QUI STIAMO PARLANDO DI UN SERVIZIO PUBBLICO DI CUI BENEFICIANO
CENTINAIA DI FAMIGLIE DELLA VALLE!!
Un servizio SICURO, che permette alla valle di restare viva, perché
offre la possibilità alle famiglie di restare ad abitare in valle
senza doversi trasferire laddove ci sono asili pubblici!!!
Privatizzare il Nido è un atto grave e pericoloso per le
conseguenze future di Perosa e della valle. Cerchiamo
democraticamente e coraggiosamente di aiutare gli Amministratori a
non compiere un errore di cui potrebbero in futuro pentirsi.
oggi
il comitato si incontra col Presidio newcocot
Siete invitati a partecipare all'incontro
pubblico di Giovedi' 25
febbraio lo scopo e' quello di far sentire la nostra
opinione in merito alla decisione presa dagli amministratori
pubblici locali sulla riconversione del nido da pubblico a privato
presso sala centro anziani Perosa ore
21

19
febbraio
liberazione
LAVORO
Germania, Ig-Metall siglato
il rinnovo contrattuale
Il posto di lavoro prima di tutto. Dopo l'accordo
«esemplare» chiuso martedì alla Volkswagen, è la volta
dei 3,4 milioni di lavoratori del settore metallurgico ed
elettrotecnico.
Il sindacato di categoria IG-Metall
ha siglato stamattina il rinnovo contrattuale per i 700mila
lavoratori del Nordreno-Vestafalia. L'accordo prevede il
mantenimento del livello occupazionale attuale per i prossimi
dodici mesi, un aumento di stipendio e subito un bonus una
tantum in busta paga di 320 euro (120 per gli apprendisti).
Per l'aumento, in verità, ci sarà da aspettare. Solo dal
primo aprile del 2011, fra più di un anno dunque, i lavoratori
del settore vedranno crescere il salario del 2,7% per i
successivi 12 mesi.
Ma la cosa più importante è la garanzia sul mantenimento
del posto di lavoro per tutti i dipendenti che ora sono in
solidarietà, occupati a orario ridotto. L'accordo dà alle
imprese la libertà di ridurre l'orario di lavoro fino a 28 ore
settimanali, pagandone però 29,5 ai dipendenti.
Sull'accordo del Nordreno-Vestfalia saranno rinnovati, a
breve, i contratti di categoria degli altri Länder (in Germania
non ci sono contrattazioni uniche nazionali). Ci sono volute 14
ore di trattative per chiudere il “contratto pilota”. Mentre
l'intesa sulla difesa dei posti di lavoro era stata trovata
subito, le trattative si erano complicate al momento di
discutere gli aumenti. Consapevole del momento di difficiltà
del settore, l'IG-Metall puntava almeno sulla tenuta del potere
d'acquisto, con un aumento pari all'inflazione programmata.
Mai, comunque, era stata trovata tanto in fretta un'intesa
per l'industria metallurgica ed elettrotecnica, ha ricordato
oggi l'IG-Metall.
Per il presidente dell'IG-Metall Berthold Huber l'intesa è
un «buon risultato». Soddisfatta anche la Confindustria
tedesca, che con il presidente Martin Kannegießer ha definito
l'accordo «un segno importante della volontà comune di gestire
la crisi».
Matteo
Alviti
in
data:18/02/2010
E’ aperto presso l’Agenzia Piemonte Lavoro, in via Belfiore
23/c a Torino, lo sportello per presentare le domande per ottenere
il sussidio di 3.000 euro
con il quale la Regione intende sostenere il reddito delle
lavoratrici e dei lavoratori che dal 1° settembre 2008 al 31
dicembre 2009 hanno perso il lavoro e sono completamente privi di
ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria
o in deroga, indennità di mobilità o di disoccupazione ordinaria e
in deroga).
I beneficiari del contributo, per il quale la Regione ha
stanziato complessivamente 15 milioni di euro, devono essere
residenti o domiciliati in Piemonte, provenire da imprese ubicate
sul territorio regionale, avere un indicatore Isee ricalcolato pari
o inferiore a 13.000 euro (il ricalcolo viene effettuato
gratuitamente presso le sedi dei Caf convenzionati con l’Agenzia
Piemonte Lavoro) ed appartenere ad una delle seguenti categorie:
lavoratori a tempo determinato, compresi i contratti di
somministrazione, con contratto giunto a scadenza naturale o
interrotto prima della scadenza in seguito alla crisi, che
complessivamente abbiano lavorato almeno 90 giorni (anche con più
committenti) e per non più di 12 mesi; titolari di contratto di
collaborazione a progetto o di collaborazione coordinata
continuativa, che abbiano maturato un’anzianità lavorativa di
almeno 90 giorni (anche con più committenti), giunto a scadenza
naturale o interrotto prima della scadenza naturale dal committente
in seguito a crisi aziendale; lavoratori a tempo indeterminato
licenziati, che abbiano maturato un’anzianità lavorativa di
almeno 90 giorni presso la stessa azienda. Non è ammesso chi è
stato licenziato per giusta causa, per giustificato motivo
soggettivo, per mancato superamento del periodo di prova, per
superamento del periodo di comporto. Non può partecipare chi ha
dato le dimissioni volontarie, non a causa di crisi aziendale.
I moduli per la domanda si possono ritirare anche nelle sedi dei
Centri provinciali per l’impiego del Piemonte, negli uffici Urp
della Regione o scaricare da www.agenziapiemontelavoro.net
e andranno presentati all’Agenzia Piemonte Lavoro con una
raccomandata con ricevuta di ritorno inviata entro il 29 gennaio o
consegnati a mano entro il 28 gennaio 2010. Per informazioni è
attivo il numero verde 800124345. Chi percepirà il contributo sarà
inserito in azioni di politica attiva del lavoro (orientamento e
formazione professionale) predisposte in collaborazione con i Centri
per l’impiego.
“Abbiamo voluto affrontare con il massimo delle risorse
possibili una situazione difficile per tante persone – ha
affermato la presidente Mercedes Bresso durante la presentazione
della misura, tenutasi il 26 ottobre – Mancano ancora
all’appello i dati sulle partite Iva ed esiste il problema del
lavoro nero, che nella grande galassia del terziario assorbe la
maggior parte dei lavoratori ed è ancora più difficile da
individuare. Questa misura è anche un modo per avere un quadro più
chiaro sulla situazione occupazionale, per capire quanto la crisi ha
effettivamente inciso sul lavoro e poter fare previsioni per il
futuro, anche per formulare una proposta strutturata di riforma del
welfare”. “Ancora una volta – ha dichiarato l’assessore al
Lavoro e Welfare, Teresa Angela Migliasso – la Regione è in prima
fila nell’aiutare le persone che a causa della crisi hanno perso
il lavoro e con esso il reddito, le relazioni sociali, la certezza
del presente e forse la speranza del futuro. Insieme agli altri
numerosi investimenti messi in campo dalla Giunta regionale per
lavoratori e imprese, questo aiuto materiale ha un doppio
significato: il primo, molto concreto, di aiuto economico in un
momento difficile; l’altro, simbolico, ma altrettanto importante,
della vicinanza dell’istituzione regionale”.
La CUB ha organizzato una giornata di mobilitazione per
collegare i lavoratori delle diverse fabbriche in lotta di
milano e provincia. Una carovana che è partita dalla INNSE
perché con la sua lotta vittoriosa ha mostrato che è
necessario organizzarsi e resistere per non fare chiudere le
fabbriche. Nel video, le storie dei lavoratori in presidio della
Mangiarotti, Marcegallia, Lares, Metalli Preziosi, Alfra Romeo,
Eutelia, Novaceta e Maflow (in questo ordine).
20 febbraio
SPECIALI
Scuola : per sapere che cosa
sarà
Questo non è un articolo, ma è uno "strumento" per
capire che cosa sarà la scuola superiore con la riforma Gelmini. Si
tratta di "noiosi" regolamenti su gli orari dei
licei, le "confluenze" tra vecchio e nuovo, le materie.
Sono i regolamenti definitivi che dovrebbero attuare la
"riforma" delle superiori. Sono relativi ai vari ordini di
scuole e, per ognuno, precisano i nuovi indirizzi, le confluenze
degli attuali indirizzi nei nuovi, i nuovi quadri orari, il profilo
formativo dei vari indirizzi. Per chi è interessato al tema, come
insegnante, genitore, studente, politico o studioso.
Lista Documenti
21 febbraio
la stampa
-------
Due settimane di cassa integrazione, da oggi, in tutti gli stabilimenti di Fiat
Auto. Il provvedimento, che era stato annunciato dall'azienda lo scorso 26 gennaio,
riguarda 30.000 operai dei siti di Mirafiori, Termini, Sevel, Melfi, Cassino e
Pomigliano. Si fermeranno fino al al 5 marzo..
Al solito i dirigenti sindacali al soldo dei padroni hanno accettato tranquillamente
Secondo i dati dell'Unrae, l'associazione dei costruttori esteri, la raccolta degli
ordini nel mercato italiano ha subito, a gennaio e nella prima decade di febbraio, un
calo di oltre il 50% rispetto al quarto trimestre del 2009, ultimo periodo nel quale
erano in vigore gli incentivi all'auto.
Se il calo della domanda di auto continuera' la FIAT passera' ai licenziamenti.
Se trentamila vi sembran pochi
Cronaca di Torino
(Del
22/2/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 55)
TERMINATO IL VOTO DELLE DUE MOZIONI
Cgil, solo la Fiom resiste a Epifani
Sono finiti i congressi della Cgil – per la prima volta su due
mozioni contrapposte, quella del segretario Epifani e quella firmata
a livello nazionale dai segretari della Fiom Rinaldini, della
Finzione pubblica Podda e dei bancari Moccia. A Torino ha vinto
Epifani con il 65,35 per cento, la mozione di minoranza ha raggiunto
il 34,65. Plebiscitaria l’adesione al documento Rinaldini nella
Fiom con il 92,04. E’ questa l’unica categoria dove c’è stata
una vittoria di questa mozione che, a Torino, non era sostenuta dai
segretari locali di funzione pubblica e
bancari. Categorie dove è finita 80 a 20 per la minoranza tra i
pubblici e 62,6 a 37,4 tra i bancari. All’opposto c’è stato un
plebiscito – 90 a 10 - per Epifani tra i pensionati che si sono
mobilitati in massa per votare con una affluenza al voto quasi tre
volte superiore al precedente congresso. Nell’insieme, secondo i
dati diffusi dalla Camera del Lavoro, Epifani ha vinto con il 54,44%
anche tra i lavoratori attivi cogliendo buoni risultati nelle,
seppur ormai piccole, categorie dell’industria dove si è
affermata 90 a 10 tra i chimici, con il 97 a 3 tra gli edili, con il
93 a 7 tra i tessili, con il 90 a 10 negli alimentaristi. Nel
terziario il successo maggiore di Epifani è stato tra i dipendenti
del commercio della Filcams con 86,4 a 13,5 e con l’83,5 a 16,5
tra i lavoratori dei trasporti. Più corposa la presenza della
minoranza tra gli addetti alla conoscenza della Flc finita 66,6 a
33,5.
La Camera del Lavoro sottolinea che si sono tenute 2381 assemblee
congressuali nei luoghi di lavoro e 105 tra i pensionati. Lo giudica
«uno sforzo straordinario che non in tutte le categorie è stato
premiato con un aumento del numero dei votanti». E conclude: «Questa
partecipazione è la migliore risposta a chi continua a dipingere la
Cgil come una organizzazione del passato e non rappresentativa di un
mondo del lavoro in trasformazione». In Piemonte ci sono state 4952
assemblee con 107 mila partecipanti e la mozione Epifani ha ottenuto
il 71,5%. Il segretario della Fiom commenta: «Si tratta di un
grande risultato superiore alla media nazionale nella città più
metalmeccanica e con la Fiom più importante in Italia. Tra gli
attivi è finita praticamente testa a testa; il massiccio voto dei
pensionati è stato determinante per la maggioranza. Forti di questo
risultato non smobiliteremo e proseguiremo la nostra azione per
evitare il declino della Cgil».
23
febbraio

documento
pps
nucleare no grazie
cin cin
|
| 24-02-10 |
| GERMANIA:
CHIESA LUTERANA RINNOVA FIDUCIA A KAESSMANN DOPO GUIDA
UBRIACA |
| |
|
(ASCA) - Roma, 24 feb - Il
presidente della Chiesa evangelica luterana tedesca,
il vescovo Margot Kaessmann, fermata per guida in
stato di ubriachezza lo scorso sabato, ha incassato
ieri sera la 'fiducia' unanime del Consiglio dei
vescovi luterani. Lo annuncia la stessa Chiesa
evangelica in un comunicato. Una ''valutazione
definitiva'' del caso verra' effettuata durante una
nuova riunione del Consiglio gia' prevista per questa
settimana. Sottoposta al test dell'etilometro dopo
essere stata fermata per essere passata con il rosso,
l'ex vescovo di Hannover e' stata trovata con un
livello di alcol nel sangue dello 0.154, superiore al
limite consentito dello 0.05.
Kaessmann nell'ottobre 2009 e' stata la prima donna
eletta alla guida della chiesa protestante tedesca.
asp/sam/rob
Margot Kässmann, leader della
Chiesa protestante tedesca, ha rimesso l'incarico:
«È stato un grosso errore»
|
|
leggere documento
sui presidi di fabbrica -pdf
24
febbraio

25 presenze
La
difesa delle fabbriche contro la loro chiusura o come momento di
lotta contrattuale ha una lunga tradizione in Italia e nel
territorio.
Ricordo:
Nel
1919 la lotta e l’occupazione della Mazzonis di Pralafera in Val
Pellice.
Nel
1920 l’occupazione della Fiat.
Nella
Liberazione dal nazifascismo la difesa delle fabbriche torinesi da
pare degli operai e dei partigiani.
La
lotta dei cotonifici del Val Susa nel 1960-61
L’occupazione
per 2 mesi delle
miniere nel 1966 e ‘67 alla Talco& Grafite.
L’occupazione
della Beloit a gennaio del 1965 per 10 giorni.
Il
blocco dei cancelli per 35 giorni alla Fiat di Torino nel 1980.
La
lotta dei 21 giorni alla Fiat di Melfi nel 2004 ( la fabbrica
moderna dove non si doveva scioperare.)
Viviamo
in una fase del capitalismo che vede una crisi profondissima con la
classe operaia decimata e i giovani ridotti a lavori precari, senza
diritti o alla disoccupazione.
Tutto questo in presenza della
coscienza dei limiti dello sviluppo e della crisi ambientale.
Nel
1969 si affiancarono varie ipotesi: la LIBERAZIONE DAL LAVORO
SALARIATO (sinistra comunista),
la
lotta NEL LAVORO ( dei gruppi operaisti con ricordi gramsciani),
LA
LIBERAZIONE DEL LAVORO propria della tradizione socialista.
Io
credo che oggi dobbiamo riprendere le parole di Marx e mettere i
piedi per terra lasciando perdere molte illusioni del secolo scorso.
Ricordo che 80 anni fa un
economista inglese , Keynes, proponeva poche ore di lavoro
settimanale a testa per tutti nelle società più evolute.
Il
video che vedremo si conclude con l’invito a non abbandonare le
fabbriche e organizzarsi a partire dai gruppi operai più coscienti
per uscire dalla crisi a sinistra.
Io
concludo riassumendo in tre obiettivi:
difesa
delle fabbriche in modo assoluto
riforma
degli ammortizzatori sociali con estensione al pubblico impiego e
salario ai
disoccupati
riduzione
drastica dell’orario di lavoro
Piero
Baral/alpcub
-------
storia Innse - audio
80'
il presidio di fabbrica: un'arma potente
nella lotta sindacale - pdf
commenti
al video Innse- audio
46'
un ultimo intervento, non registrato, ricordava
che la specificità produttiva della Innse non è più così
marcata. Ci sono aziende che producono macchine utensili di grandi
dimensioni e aziende come la Innse esistono altrove. Le differenze
tra le fabbriche si vanno assottigliando e si può pensare a
imitarne l'esempio .
repubblica
L'organizzazione si avvale del
pericolosissimo clan Arena, per avere collaborazione e protezione.
Amministratori e dirigenti della società capogruppo hanno commesso
un grande numero di delitti
"Truffavano sull'Iva con la 'ndrangheta"
Così spuntano barche, Ferrari e gioiellerie
Un'associazione a delinquere che ha utilizzato due società
quotate in Borsa, Telecom Italia e Fastweb, per creare un danno al
Fisco di 370 milioni e, gestendo un flusso di denaro di oltre 2,2
miliardi di euro, ha creato fondi neri e ricchezze all'estero. In
parte questi soldi, sarebbero finiti in mano alla 'ndrangheta, in
particolare al clan Arena, che li avrebbe impiegati anche per
organizzare l'elezione del senatore del Pdl, Nicola Paolo Di
Girolamo. È questo lo schema che nelle 56 ordinanze di oltre 1600
pagine ha messo nero su bianco il giudice per le indagini
preliminari, Aldo Morgigni, su richiesta dei pm Giovanni
Bombardieri, Giovanni Di Leo e Francesca Passaniti. Ordinanze che
hanno disposto la misura cautelare in carcere per 52 persone e gli
arresti domiciliari per altre quattro.
-------
Dopo le truffe del G8, altri 56 arresti.
Una gigantesca rete di riciclaggio di denaro sporco con ramificazioni internazionali
per un ammontare complessivo di circa due miliardi di euro e 400 milioni di Iva
evasa.
E' questo il quadro dell'operazione Phunchard-Broker, i cui dettagli sono stati resi
noti dal procuratore della direzione distrettuale antimafia di Roma, Giancarlo
Capaldo, nel corso di una conferenza stampa insieme al procuratore nazionale
antimafia Piero Grasso. Quella emersa, stando alle parole usate dal gip
nell'ordinanza, è «una delle più colossali frodi poste in essere nella storia
nazionale». La vicenda chiama in causa in particolare Fastweb e Telecom Italia
Sparkle. Ma secondo il gip, le modalità operative di quest'ultima «pongono con solare
evidenza il problema delle responsabilità degli amministratori e dirigenti della
società capogruppo alla quale appartiene Tis, ossia Telecom Italia Spa».
La 'ndrangheta avrebbe messo il nome del senatore pdl Di Gerolamo sulle schede
bianche.
Abbiamo detto decine di volte che non esiste il capitalismo onesto e quello
disonesto.
Il capitalismo e' questo.
o.c.
25
febbraio
Grecia nel caos per lo sciopero generale di 24 ore dei lavoratori del settore
pubblico contro il progetto di riforma del sistema pensionistico avanzato dal governo
di centro-destra del premier Kostas Karamanlis. Fermi tutti i trasporti, dagli
autobus ai treni ai traghetti, chiusi anche banche, ministeri e ospedali, dove sono
garantiti solo gli interventi d'emergenza. Black out quasi totale per l'informazione:
allo sciopero aderisce infatti anche il sindacato della stampa ateniese. Tv, radio e
agenzie di stampa non trasmetteranno alcun notiziario fino a domani. La contestata
riforma mira non solo ad innalzare l'età pensionabile, ma anche ad aumentare
l'importo dei contributi pagati dai lavoratori e ad accorpare gli oltre 150 fondi
previdenziali esistenti nel Paese, riducendoli a cinque o al massimo a sette. Ad
Atene sono stati organizzati cortei di protesta lungo le principali vie cittadine che
si riuniranno davanti al Parlamento, presidiato da decine di agenti in tenuta anti
sommossa. (oc)
avviso Notav
La Storia siamo noi ... e adesso ve la raccontiamo
1989-2010 : 21 ANNI di OPPOSIZIONE POPOLARE E DEMOCRATICA AD
UN'OPERA INUTILE
| Data: |
venerdì 26 febbraio 2010
|
| Ora: |
15.00 - 19.00
|
| Luogo: |
Centro Congressi del Municipio di Rivoli
|
| Indirizzo: |
Via Dora Riparia, 2 - INGRESSO LIBERO
|
| Città/Paese: |
Rivoli, Italy
|
La Città di Torino promuove quest’anno Cantieri
di Lavoro rivolti a 350 cittadini disoccupati
di lungo periodo, per interventi sul territorio attraverso
semplici attività di pulizia o di incombenze amministrative in
affiancamento a personale comunale.
L’avvio dei cantieri, subordinato all’approvazione dei progetti
da parte della Provincia di Torino, è previsto per settembre
2010.
L'amministrazione si riserva, compatibilmente con le disponibilità
finanziarie, la possibilità di avviare ulteriori cantieri nel corso
del 2010 con inserimenti che prevedano l'avvio di disoccupati in
possesso di laurea, diploma di scuola media superiore, qualifiche
professionali e/o biennio di scuola media superiore.
In questo caso, i disoccupati da inserire nei cantieri saranno
individuati tra le riserve delle graduatorie conseguenti al presente
bando e previo colloquio di verifica dell'idoneità alle mansioni
previste dai progetti, secondo criteri stabiliti da un idoneo
provvedimento amministrativo.
Lambro, disastro incalcolabile.
A rischio un quarto dell'intero territorio nazionale
La
dichiarazione di stato d'emergenza per l'inquinamento del fiume
Lambro sarà presentata dal ministro dell'Ambiente al Consiglio dei
ministri lunedì prossimo. Ad annunciarlo è stata la stessa
Stefania Prestigiacomo che questa mattina è andata sui luoghi del
disastro per rendersi conto di persona dell'entità del danno. Nel
fiume sono finiti tra i 400 e i 500mila litri di petrolio dopo il
sabotaggio ad una raffineria che, secondo quanto spiegato dalla
Prestigiacomo, «non rientra nella direttiva
Seveso». Ora il rischio è che il petrolio possa arrivare, in
poco meno di 3 giorni, nel mare Adriatico. Per questo motivo il
ministero dell'Ambiente ha allertato anche la guardia costiera che
è presente con navi davanti la foce del Po il 'servizio
disinquinamento marino che dovrà continuare quando parte della
chiazza arriverà.nell'Adriatico. Il ministro respinge le polemiche
sulla.tempestività dei soccorsi: «Sono fatti dolosi non previsti e
non programmabili. A livello locale è stato fatto il massimo per
arginare i danni». La Prestigiacomo lancia anche un appello alla
magistratura per accertare responsabilità per fatti che non possono
essere tollerati. Sono - aggiunge - un fatto doloso gravissimo, un
vero attentato all'ambiente e alla salute dei cittadini». Intanto,
nel tratto piacentino del fiume Po, è in corso la realizzazione di
due barriere - una sul ponte provvisorio a Piacenza e l'altra sul
San Nazzaro - per tentare di bloccare l'avanzata della imponente
massa oleosa, gasolio e idrocarburi proveniente dal Lambro.
L'Agenzia regionale di protezione civile ha emanato l'allerta, con
fase di preallarme, a tutti i Comuni rivieraschi, per il divieto di
uso e prelievo delle acque. Da poco è iniziato un vertice in
prefettura a Bologna con il responsabile nazionale della Protezione
Civile, Guido Bertolaso, per affrontare l'emergenza. Nel pomeriggio
è stata convocata nella sede della Protezione civile regionale
bolognese la Commissione regionale per la previsione e la
prevenzione di grandi rischi, che riunisce i massimi esperti in
materia della comunità scientifica, per analizzare gli scenari del
fenomeno in tutti i suoi aspetti. Il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni si è impegnato a far tornare il fiume
Lambro «balneabile e limpido come una volta entro il 2015». Ancora
70 ore, quindi, e le migliaia di metri cubi di idrocarburi
fuoriusciti dall'ex raffineria della Brianza arriveranno al mare
Adriatico. Una task force sta per entrare in azione per mettere in
rete le imprese agricole presenti in modo capillare lungo il fiume
Po con l'obiettivo di tenere sotto controllo lo stato
dell'inquinamento, verificare il rispetto del divieto di utilizzare
acqua, attuare interventi di prevenzione e segnalare le situazioni
di rischio alle autorita' competenti. E' l'obiettivo della Coldiretti,
che con questo strumento entra in azione per fronteggiare
l'emergenza che si e' venuta a creare per colpa dallo sversamento
nel fiume «Una emergenza che - sottolinea la Coldiretti - mette in
pericolo un intero ecosistema di interesse agricolo, naturalistico,
ambientale ed economico e solleva delicati problemi per quanto
riguarda la perturbazione degli equilibri ambientali e idrografici
dell'area padana, dove si coltiva ed alleva un terzo del Made in
Italy alimentare.» Nel bacino del fiume Po vive una popolazione di
circa 16 milioni di abitanti. Si tratta del bacino idrografico piu'
grande d'Italia con una superficie che si estende per oltre 71.000
chilometri quadrati, un quarto dell'intero territorio nazionale,
interessando 3.200 comuni, sei regioni: Piemonte, Valle d'Aosta,
Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, e la Provincia Autonoma
di Trento. In quest'area - precisa la Coldiretti - si forma il 40%
del prodotto interno lordo, il 37% dell'industria nazionale, che
sostiene il 46% dei posti di lavoro e il 35% della produzione
agricola.
Al consiglio dei ministri di lunedì sarà
proclamato lo stato d'emergenza per l'inquinamento del fiume Lambro.
in data:25/02/2010-
liberazione
26
febbraio
incontro a Perosa con gli amministratori- 100
presenti
1h15' asilo nido
49' newcocot e asilo nido
dopo la serata del 25 febbraio
Il sindaco di Perosa Furlan ha le sue ragioni, con gli altri comuni, nel dire che non si può andare avanti col passivo attuale del nido a carico prevalentemente di Perosa. Si poteva però chiedere che il passivo che eccedeva la quota a carico dei comuni per i propri bimbi fosse coperta dalla Comunità Montana. Se non ha soldi, si chiude il nido. Meglio che dare la gestione a cooperative che prestano un pessimo servizio, vanno e vengono, sottopagano i lavoratori. La situazione di sfascio della scuola italiana e l'allegra politica del governo è il risultato del voto di metà degli italiani. Pagano i lavoratori. I sindacati confederali che hanno firmato l'accordo sul nido che tutela le lavoratrici che saranno trasferite ha fatto un pessimo servizio ai genitori che non si accontentano del 'minor male'.
Per la Newcocot, è chiaro che la stima dell'immobile e l'affitto che si paga (ma ha pagato solo due mesi) al curatore fallimentare della Legnano sono eccessivi. Il ricatto con la Regione da parte della Newcocot non è un buon segno. La cinquantina di lavoratrici silenziose presenti alla riunione saranno uscite col morale a terra. Come dice Lanza tocca a loro prendere in mano la situazione e farsi sentire: se vogliono difendere la fabbrica è ora di iniziative forti...
http://www.poiein.it/autori/D_E/DiRuscio/DiRuscio.htm
http://www.officinae.net/eclettica/?module=displaystory&edition_id=12&story_id=1002&format=html
http://www.diruscio.it/diario.html
|