DISOCCUPAZIONE GIOVANILE
- Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a febbraio è
schizzato al 28,2% con una crescita di 0,8 punti percentuali rispetto al
mese precedente e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Lo
comunica l'Istat nella stima mensile sottolineando che il tasso italiano
è superiore di 7,6 punti rispetto a quello relativo alla Ue-27 (20,6%).
Le ragioni del successo della Lega contengono una
spiegazione della sconfitta del Pd. La Lega opera sul territorio, sta in
mezzo a chi lavora, ne conosce la vita di ogni giorno, le difficoltà, le
paure e le speranze. Sta in fabbrica e nei dopolavoro, nei bar e nelle
parrocchie. Se la testa è a «Roma ladrona», i piedi sono ben piantati
nei quartieri e nei paesi. Radicamento è la parola magica, quella che a
sinistra non si è più capaci di comprendere.
Questo è il punto. Il Pd e i partiti da cui è nato sono guidati da
rentiers della politica, gente che da trent'anni amministra (e dilapida)
un patrimonio, un tempo enorme, di fiducia, di consenso e di potere. Un
patrimonio accumulato tra la Resistenza e gli anni Sessanta con le lotte
operaie e sociali, e via via disperso con una gestione sempre più lontana
dalla realtà. Valentino Parlato ha scritto che il Pd «fa politica senza
sapere dove sta». È così ed è la cosa peggiore che si possa dire di
una forza politica. È inutile girarci intorno e prendersela con Grillo:
il disastro - anche l'astensionismo - viene da qui e dall'incapacità
anche solo di immaginare di dover cambiare.
alberto
burgio su il manifesto
art.
18- Le tappe del
‘collegato lavoro’ fino alla bocciatura di Napolitano Due anni di iter parlamentare, partito con l’insediamento del
governo nella primavera del 2008 e conclusosi agli inizi di marzo di
quest’anno dopo quattro letture tra Camera e Senato. La sola CGIL da
subito a denunciarne limiti e pericoli: già due anni fa parlava di “cancellazione
del processo del lavoro”, di “deregolamentazione che smantella i
diritti dei lavoratori”, fino a intravedere quelle incostituzionalità
che trapelano dalla nota del Capo dello Stato. E a marzo di quest’anno
la svolta con l’ok
di Palazzo Madama e pochi giorni dopo, alla vigilia dello sciopero
generale della CGIL del 12 marzo, l’avviso
comune su arbitrato e controversie firmato al Ministero del Lavoro
dalle parti sociali esclusa la CGIL. Tutte
le tappe del collegato lavoro su CGIL.it dall’inizio del suo iter
parlamentare, all’approvazione in legge, fino allo stop di Napolitano e
il rinvio del testo alle Camere.
Cresce il rapporto deficit-pil rispetto al 2,7% del 2008. Solo
relativamente al quarto trimestre, l'indebitamento si
è attestato al 4,5% (2,4% nel IV trimestre 2008). Entrate giù del 2%
4 aprile
Cronaca di Torino
Del 4/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino
Pag. 63) la stampa
Più poveri e precari dopo la mobilità
Perdere il lavoro e finire in lista di mobilità è l’incubo di tutti i
lavoratori; una paura più che giustificata visto che solo poco più della
metà riesce a trovare una nuova occupazione. A aiutarli a reimpiegarsi
sono per lo più amici e conoscenti. E non basta: la maggior parte dei
nuovi lavori è instabile e le retribuzioni tendono al ribasso rispetto ai
guadagni percepiti dai lavoratori prima di essere collocati nelle liste di
mobilità. Un quadro drammatico dipinto da una ancor embrionale ricerca
dell’Ires-Cgil Lucia Morosini in collaborazione con l’Agenzia Piemonte
Lavoro. Il questionario è stato diffuso nel corso del 2009 e fotografa,
quindi, anche i primi effetti della crisi. L’indagine ha selezionato
oltre mille lavoratori e finora ha analizzato le risposte di 350: se prima
della crisi della azienda tutti avevano contratti a tempo indeterminato
successivamente, tra i 177 che sono rientrati nel mercato del lavoro, la
percentuale scende a circa il 40% rispetto al 53,1% dei contratti a tempo
determinato. E salgono gli interinali che arrivano al 7,3%. Il 5,1%
dichiara di essere diventato un autonomo, mentre il 2,3% lavora, ma senza
contratto alcuno. Tra chi guadagnava meno di mille euro al mese, la
maggioranza (il 77,2%) trovando nuova occupazione è rimasta nella
medesima condizione. Ma già tra i poco più fortunati che arrivavano a
mettere insieme tra 1000 e i 1300 euro solo la metà ha ritrovato lavoro
alle stesse cifre e il 40% riceve di meno. Anche tra i lavoratori con una
retribuzione superiore ai 1300 euro al mese quasi la metà ha visto
peggiorare la propria situazione. La ricerca poi, come sottolinea la
segretaria della Camera del Lavoro Donata Canta, sfata un luogo comune: «Praticamente
nessuno sta con le mani in mano: il 75% cerca lavoro durante il periodo di
mobilità e l’80 non ha mai rifiutato una offerta di lavoro». E per
trovarlo si fa di tutto: pubblicazione di annunci, invio di curricula,
agenzie private, Centri per l’Impiego. Ma ci si affida nella
maggioranza, amici, conoscenti e parenti. La condizione di iscritto alla
lista di mobilità è estremamente frustrante: pochi soldi, poche
prospettive, tanta ansia per il futuro, tensioni con i parenti. Una
situazione che deprime e che fa sentire molti - il 60% del campione -
sottoutilizzato e insicuro, incapace di progettare il domani. Sette su
dieci vivono nel timore di non riuscire a far fronte a spese impreviste.
Il 65,9% dice di aver dovuto rinunciare alle vacanze o a uscire con la
famiglia. La ricerca dell’Ires dimostra anche un dato negativo rispetto
alle alternative formative che vengono offerte: solo l’11% ha seguito un
corso e di questi lavoratori un quarto lo ritiene inutile; il 48% pensa di
aver imparato, ma che quelle cose con gli siano servite nel nuovo lavoro.
Solo il 26% ne sa di più e usa le nuove conoscenze per lavorare. Donata
Canta su questo tema è netta: «E’ evidente che i lavoratori vogliono
formarsi e migliorare le proprie competenze, ma è anche evidente che non
sempre i corsi danno una risposta formativa utile. Questo è tanto più
vero visto che la scolarità media è bassa e questo è un problema anche
quando il lavoro c’è». Conclude: «Servono politiche attive che
mantenessero viva la formazione durante tutta la vita lavorativa per
mettere al riparo dal rischio disoccupazione. Di fronte a questa analisi
Federico Bellono, segretario della Fiom, dice: «E’ tanto più valida la
nostra richiesta di bloccare i licenziamenti e usare tutti gli
ammortizzatori sociali possibili pur di tenere le persone al lavoro pesche
nella crisi è molto difficile ritrovare un posto e si rischia di trovarlo
peggiore». E aggiunge: «C’è è un generale problema di politiche
industriali che devono rispondere a questa situazione drammatica: quale
futuro industriale si vuole per Torino?».
Cina, salvati oltre cento minatori
intrappolati da sette giorni
Soccorritori all'opera
fuori dalla miniera
PECHINO - Oltre cento minatori sono stati trovati vivi
dopo essere rimasti intrappolati per una settimana in una miniera di
carbone inondata, nel nord della Cina. Lo ha reso noto la televisione
cinese, la Cctv, citando fonti dei soccorritori. Le speranze di trovare
ancora in vita buona parte delle 153 persone rimaste bloccate dalle
acque si erano rafforzate la notte scorsa, quando i primi nove
superstiti erano stati tratti in salvo.
Circa tremila persone tra pompieri, poliziotti e volontari hanno
lavorato freneticamente per sette per giorni per pompare l'acqua fuori
dalla miniera. Nel corso della notte, il livello è sceso in modo
sufficiente da consentire di raggiungere i lavoratori rimasti vivi.
La televisione ha diffuso le immagini del miracoloso salvataggio dopo
che per una settimana la tragedia dei 153 minatori sepolti nella miniera
di Wangjialing, nella provincia dello Shanxi, è stata al centro
dell'attenzione dell'opinione pubblica. Le fonti aggiungono che altri
dei minatori sepolti sono probabilmente ancora in vita e che in totale
90 o più delle 153 persone sepolte a causa dell'inondazione potrebbero
essere salvate.
Le condizioni degli operai estratti vivi sono buone. I medici hanno
affermato che la pressione sanguigna e la frequenza dei battiti del
cuore dei superstiti sono nella norma. Le miniere cinesi sono di
frequente teatro di incidenti. Nel 2009, secondo dati ufficiali, 2.631
persone hanno perso la vita in episodi analoghi a causa di esplosioni,
crolli e inondazioni.
(
05 aprile 2010
)
7 aprile
Almeno 25 minatori sono morti a causa di una
esplosione in una miniera di carbone in West Virginia, negli Stati Uniti.
L'incidente, il piu' grave degli ultimi ventisei anni nel settore, e'
accaduto intorno alle 16:30 ora locale (nella notte italiana) in una
miniera di proprieta' della Massey Energy situata a Montcoal, a una
cinquantina di chilometri a sud dalla capitale dello Stato, Charleston.
Sul posto hanno lavorato per ore le squadre di soccorso, tentando di
recuperare i corpi, i feriti, ma anche i quattro minatori che al momento
risultano ancora dispersi. Secondo la proprieta', all'interno della
miniera ci sono due rifugi con cibo, acqua e aria sufficiente per
sopravvivere almeno quattro giorni. Ora pero' il portavoce della Massey
Energy Performance Coal Co. ha annunciato che la missione di soccorso e'
stata interrotta. Quest'anno dodici minatori sono morti a Tallmansville,
una piccola citta' mineraria dello stesso Stato della Virginia
occidentale. La tragedia di Tallmansville, oltre che per il pesante
tributo di vittime, e' rimasta nella memoria per l'incredibile gaffe del
governatore dello stato dell'epoca, sempre Joe Manchin. Aveva annunciato
che tutti i minatori erano sani e salvi prima di dover fare marcia
indietro alcune ore piu' tardi e dire alle famiglie, che parlavano gia' di
miracolo, che i loro parenti erano morti. La Massey, il cui quartier
generale e' a Richmond, in Virginia e' il piu' importante produttore di
carbone negli Appalachi Centrali, con attivita' in West Virginia, Kentucky
e Virginia.
La FIAT ha iniziato il rilancio di Pomigliano.
Nel pomeriggio è stato siglato presso la sede dell’unione degli industriali l’accordo
tra i rappresentati della Fiat e tutti i sindacati, che prevede la mobilità per 500
operai dello stabilimento Gian Battista Vico di Pomigliano d’Arco.
Da domani fino al 31 dicembre 2011 è il tempo fissato per dare la possibilità di
maturare tutti i requisiti per usufruire della mobilità di quattro anni L’accordo
prevede la possibilità di usufruire della mobilità e degli incentivi all’esodo per
500 unità lavorative.
(Del 9/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag.
71) la stampa
PINEROLO Il giudice fa riassumere il dipendente interinale
PINEROLO
In uno scenario costellato di aziende che mettono in cassa integrazione i
propri dipendenti o - peggio ancora - di molte altre che chiudono, è di
sollievo la sentenza emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di
Pinerolo, Giuseppe Salerno.
Il magistrato pinerolese ha stabilito che, nel caso di cessione di un ramo
d'azienda che vede impiegato del personale con un contratto interinale,
ovvero quei lavoratori che vengono inviati dalle agenzie per un lavoro a
tempo determinato, la società che acquista il ramo d'azienda è tenuta ad
assumerli in pianta stabile. La vicenda riguarda la Ceva Automotive
Logistics Italia e la Fiat, che ha acquistato una parte di questa azienda.
La sentenza si riferisce al caso di un solo operaio, ma già oggi, visto
che si affronteranno altri quattro procedimenti analoghi riguardanti
sempre le stesse due società, la decisione del giudice è scontata. Una
sentenza che fa giurisprudenza e alla quale la Fiat avrà la facoltà di
fare appello, ma che riguarda circa un centinaio di lavoratori che si
trovano nelle stesse condizioni. Per leggere le motivazioni della sentenza
si dovrà aspettare un mese, è questo il termine che il giudice si è
riservato per depositarla. Quella di Pinerolo è la prima sentenza che
prende in esame nella cessione di un ramo d'azienda il futuro dei
lavoratori. Commenta Fedele Mandarano, responsabile della Camera del
lavoro della Cgil di Pinerolo: «Si tratta di una sentenza esemplare e
importante perché in questo modo il giudice ha riconosciuto l'irregolarità
dei contratti di lavoro temporaneo».
AGILE -- ex EUTELIA
COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA
!!! E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori
di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI
CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega
Accordo alla Zf. "Più felici e produttivi". L'arco
d'impiego si adatta alla vita familiare
via gli straordinari, ogni addetto presenta un piano e un software lo
combina con i bisogni aziendali
Padova, la fabbrica senza orari
l'operaio sceglie quanto lavorare
dal nostro inviato CINZIA SASSO
La Zf Marine
PADOVA - La fabbrica dove non esiste l'orario di
lavoro è un rettangolo bianco che compare in fondo a una strada bianca.
Si chiama Zf, è un'azienda metalmeccanica, con gli operai in pantaloni
blu e maglietta bianca con il logo aziendale che armeggiano in mezzo a
un frastuono infernale.
Si trova a Caselle di Selvazzano, alle porte di Padova, è il terminale
italiano di una multinazionale tedesca e produce soprattutto ingranaggi
per motori marini. Solo che gli operai, 200 su 360 dipendenti, non ci
vanno tutti dalle 8 alle 17: la produzione è continua, ma l'orario di
ognuno è a sua scelta. L'hanno chiamato "orario a menù" ed
è un miracolo che perfino il Politecnico di Milano ha studiato, la
realizzazione concreta di un sogno che sembrava irrealizzabile:
conciliare il tempo del lavoro con il tempo della vita.
Per non continuare ad affrontare i picchi di lavoro con lo
straordinario, azienda e sindacati si sono messi a un tavolo e hanno
inventato una soluzione che una ricerca europea indica come esempio da
seguire: ogni due mesi i lavoratori compilano una richiesta con le loro
preferenze sui tempi di lavoro mentre l'impresa presenta il piano sulle
necessità produttive. Un software apposito incrocia le diverse
esigenze. Quello che ne esce è l'orario di ognuno. Si può avere un
"orario di carico", che significa lavorare di più. Ma si può
scegliere anche quello di "scarico", per avere più tempo
libero. Il bilancio delle ore si fa a fine anno, tenuto conto che in
ogni settimana si dovrebbe lavorare 40 ore. Nella sala del consiglio di
fabbrica, sotto un manifesto ormai ingiallito di Luciano Lama, Luca
Bettio, delle Rsu, racconta: "Ci abbiamo guadagnato tutti. Abbiamo
abolito lo straordinario, strumento in mano ai capetti, e l'abbiamo
sostituito con un premio per la flessibilità. Così ognuno può
bilanciare la sua vita familiare con quella della fabbrica, e in tempi
di asili che chiudono e di anziani da accudire non è poco".
Così c'è chi, come Daniele Olivieri, 30 anni, addetto al montaggio,
riesce a gestire un'associazione di volontariato, la Zattera Urbana, che
si occupa di integrazione. E chi, come Daniele Agostini, al mattino può
accudire i figli, mentre la moglie è al lavoro. Renzo Soranzo, occupato
alle "isole di montaggio", racconta di un collega che nel
tempo liberato si è laureato in ingegneria. E Gianluca Badoer spiega:
"La fabbrica era una gabbia rigidissima, come nella Manchester
dell'800, noi siamo riusciti a rompere quel meccanismo e a gestire la
flessibilità in modo collettivo e con vantaggio reciproco".
L'assenteismo è diminuito, aumentata la puntualità nella consegna, così
come i margini di redditività. Marina Piazza, sociologa, sottolinea un
altro aspetto virtuoso della rivoluzione Zf: per rendere possibile
l'orario a menù, tutti hanno dovuto imparare a fare di tutto,
aumentando la professionalità di ciascuno. "È la prova - dice -
che non bisogna avere paura a cercare orizzonti più ampi, importante in
un periodo in cui si deve immaginare una nuova mappa del welfare".
Non è solo l'ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro a
suggerire l'urgenza di immaginare un nuovo equilibrio tra vita e lavoro.
Eurofound, l'agenzia della Ue per il miglioramento delle condizioni di
vita e di lavoro, conclude nel suo rapporto del 2009 che la flessibilità
è uno degli strumenti per rispondere meglio alla crisi. I Paesi più
dinamici e competitivi sono quelli che sanno innovare. Iniziando dagli
orari di lavoro.
Cronaca di Torino(Del 15/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag.
64)
L’evasione supera il miliardo- la stampa
Difficile, anzi impossibile, stabilire se in un anno i furbetti delle
tasse siano aumentati. Di sicuro gli 007 dell’Agenzia delle Entrate ne
hanno scovati di più. E hanno accertato, in tutto il Piemonte,
un’evasione fiscale di 1,14 miliardi di euro, il dieci per cento in più
rispetto all’anno precedente, quando la crisi ancora non mordeva. Non
solo, oltre a scovare più irregolarità, hanno anche recuperato buona
parte dei soldi evasi nei periodi precedenti: se nel 2008 erano riusciti a
riportare nelle casse dello Stato poco più di 500 milioni, l’anno
scorso si è arrivati a poco meno di 800 milioni, più 47 per cento. «Abbiamo
potenziato la nostra attività di contrasto a chi elude le imposte»,
spiega il direttore regionale dell’Agenzia Vincenzo Palitta. I controlli
sono cresciuti del dieci per cento, da 51 a 56 mila e hanno consentito di
scovare più irregolarità. «Abbiamo cercato di affinare sempre di più
il lavoro dei nostri funzionari: da quest’anno adottiamo tecniche
d’indagine calibrate a seconda delle tipologie di contribuenti da
controllare», rivela Palitta. «Così siamo arrivati a questi risultati».
Un’azione scientifica, in cui quasi sempre si va a colpo sicuro,
risparmiando tempo e risorse.
L’attività di contrasto si è intensificata, ma soprattutto si sono
affinati gli strumenti. Tra quelli adottati per l’accertamento
dell’evasione, il cosiddetto «redditometro» (la stima del reddito
minimo presunto sul quale calcolare l’imposta da versare) ha permesso di
scovare 2233 «finti poveri»: dichiaravano cifre da fame, mantenendo un
tenore di vita incompatibile. Altro capitolo, le indagini finanziarie:
seguendo i flussi di denaro e le movimentazioni bancarie i funzionari del
fisco hanno controllato 800 situazioni recuperando quasi 40 milioni di
euro. L’attività della task-force specializzata nelle frodi fiscali ha
permesso di recuperare molti milioni. La stretta sulle compensazioni
fiscali - tasse pagate portando in compensazione crediti fittizi,
inesistenti e non correlati a nessuna dichiarazione in merito - ha dato
parecchi frutti. Infine, sembra aver pagato anche la scelta di aprire un
apposito ufficio dedicato ai «grandi contribuenti», cioè le imprese con
un volume d’affari superiore ai cento milioni di euro.
Così, l’Agenzia è risalita a 120 milioni di euro non versati dai
cosiddetti grandi contribuenti. Oltre 250 milioni è stata la somma
accertata sulle imprese di medie dimensioni e 153 sulle persone fisiche, i
cittadini comuni. Il grosso, invece, 614 milioni di euro proviene
dall’attività di indagine sulle piccole imprese e i lavoratori
autonomi. Su questo fronte gli 007 del fisco hanno raggiunto notevoli
risultati dagli accertamenti sugli studi di settore: con meno verifiche
rispetto al 2008 hanno accertato un’evasione media ben superiore: dai
6400 euro del 2008 agli oltre 9 mila dello scorso anno. Un ultimo fronte
su cui l’Agenzia ha messo gli occhi nel 2009 è il cosiddetto «terzo
settore»: associazioni, enti non profit, organizzazioni. «Si è fatto un
censimento a livello nazionale, da cui è emerso un numero spropositato di
queste realtà», commenta Palitta. «L’associazionismo, in Italia, è
una realtà viva e fondamentale: purtroppo c’è qualcuno che ne
approfitta, apre qualche associazione fittizia e gode dei benefici fiscali».
ANDREA ROSSI
Cronaca di Torino(Del 15/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino
Pag. 65)
Donata Canta (Cgil) “Per i lavoratori e i pensionati è una tassa
in più”
I dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate per la segretaria della
Camera del Lavoro, Donata Canta, sono una conferma purtroppo non
inattesa: «Anche in Piemonte esiste l’evasione fiscale che è uno dei
veri grandi problemi di questo Paese». Ricorda che le stime individuano
in 110 miliardi l’evasione annua; una cifra enorme. Dice: «Si tratta
del doppio di quanto stimato per Francia, Germania, Gran Bretagna. Una
cifra che danneggia gravemente tutti i cittadini e in particolare
lavoratori dipendenti e pensionati, gli unici che sicuramente non
evadono». La Cgil il 12 marzo ha organizzato uno sciopero generale
proprio sul tema del fisco e Canta spiega: «Ormai la pressione fiscale
sul lavoro dipendente è arrivata al 44,4 per cento, una follia. E
lievita in questo modo perché lavoratori e pensionati pagano una tassa
in più: quella sull’evasione fiscale». Aggiunge: «E’ inutile
girarci introno: c’è chi paga anche per chi non paga o paga meno di
quello che dovrebbe». La segretaria ricorda anche un altro problema che
pesa sui bilanci: quello della mancata restituzione del fiscal drag.
Dice: «Tra il 2002 e il 2008 il fiscal drag non restituito è pari a
1182 euro per chi ha un reddito medio, si tratta di una mensilità di
stipendio che è stata persa per questa ragione». E questo accade
mentre «i redditi delle famiglie si sono ridotti pesantemente». Canta
racconta che «oggi i lavoratori sono più poveri: rispetto al 2002 nel
2010 un impiegato ha perso 2 mila euro di potere di acquisto e un
operaio 1842 e questo su redditi già molto bassi, i più bassi in
Europa». E allora la rabbia contro chi evade in tutto o in parte è
profonda: «Se tutti pagassero si potrebbero ridurre le tasse a chi le
paga sempre, si potrebbero fare politiche redistributive, si potrebbero
aiutare i consumi a crescere e questo avrebbe anche una funzione contro
la crisi».
MARINA CASSI
Apr 16
La nuova Giunta del Piemonte: il presidente
Roberto Cota comunica la composizione, otto assessori al Pdl e quattro
alla Lega
Dodici assessori, due meno della Giunta Bresso. Otto
vanno al Pdldi
cui cinque alla componente ex Forza Italia, tre sono gli ex An e
quattro sono gli assessori della Lega.
Quattro le donne in lista (nella foto da LaStampa.it). E'
questa la composizione politica della nuova Giunta regionale guidata
da Roberto
Cota.
Oggi pomeriggio provvederà a firmare i decreti di nomina degli
assessori con l’attribuzione delle relative deleghe. "Sono
contento e soddisfatto, perché la Giunta annovera persone di
grande competenza e professionalità. Mantengo l’impegno
sul ringiovanimento della squadra degli assessori, un
dato che va nella direzione di un rinnovamento delle classe politica,
come promesso in campagna elettorale. Mantengo infine il secondo
impegno, che è quello di una riduzione del numero degli
assessori, per un miglioramento dell’efficienza e della
funzionalità del governo regionale, oltre che per la riduzione dei
costi della politica", ha dichiarato Cota nella nota ufficiale.
"Ringrazio il Pdl – ha concluso il Presidente - per la
disponibilità dimostrata nel mantenere questi miei impegni presi con
gli elettori". Ecco la lista:
Presidente On. Roberto Cota Coordinamento ed
indirizzo delle politiche del Governo regionale. Rapporti con
l’Università, Conferenza Stato – Regioni, Rapporti con
l’Unione Europea, Federalismo, Semplificazione, A.R.E.S.S.,
Edilizia Sanitaria, Internazionalizzazione del Piemonte e Grandi
Eventi.
Roberto Rosso, Vice Presidente Lavoro e
formazione.
Barbara Bonino, Trasporti, infrastrutture,
mobilità e logistica.
William Casoni, Commercio e fiere, parchi e aree
protette.
Ugo Cavallera, Urbanistica e programmazione
territoriale, opere pubbliche, legale.
Caterina Ferrero, Tutela della salute e Sanità,
assistenza.
Massimo Giordano, Sviluppo economico: industria,
piccola media impresa, ricerca, innovazione, artigianato, energia,
telecomunicazioni e e-government.
Elena Maccanti, Rapporti con il Consiglio
regionale, Struttura speciale per il controllo di gestione, Polizia
locale, Enti locali, Promozione sicurezza, Partecipate, Affari
Generali.
Giovanna Quaglia, Bilancio, Programmazione,
Personale, Patrimonio, Pari opportunità.
Roberto Ravello, Ambiente, risorse idriche,
economia montana, difesa del suolo, attività estrattive e
protezione civile.
Claudio Sacchetto, Agricoltura e foreste, caccia
e pesca.
appuntamenti
PROVE
DI DECRESCITA SERENA
PINEROLO
— Giovedì'
15 aprile 2010 ore 21
a Stranamore via Bignone,89 – Pinerolo, Per la rassegna “Prove
di decrescita serena.
Incontro su «Per
un soggetto politico non elettorale».
Interviene Marco
Deriu
(Università di Parma).
PINEROLO
— Venerdì
16 aprile 2010 ore 21
a Stranamore Via Bignone,89 Per la rassegna: “Prove
di decrescita serena”.
Incontro su: «Campagna
Abiti Puliti - Guida ai vestiti solidali biologici e recuperati».
Interviene Deborah
Lucchetti
ex operaia, coordinatrice della Campagna Abiti Puliti
assemblea
annuale alpcub - 17 aprile - stranamore/Pinerolo
Il 15 congresso di
alpcub si è chiuso con l’impegno per il 1° maggio a Perosa, la fiducia
al presidente FrancoBreuza,
il rinnovo del direttivo e l’approvazione di una mozione che termina:
-si sollecita il
dibattito e l’iniziativa su:
riduzione orario a
parità di salario, con la richiesta per il momento dei contratti di
solidarietà,
cassa integrazione a
1000 euro
salario ai
disoccupati
difesa ad oltranza
della fabbriche in crisi contro l’abbandono e la speculazione..
La relazione del
presidente che si può trovare sul sito non si può sintetizzare. Come ha
detto qualcuno, ha toccato il cuore e dimostrato l’umanità sanguigna di
Franco..
C’è stato
dibattito sulla solidarietà e l’impegno per gli ultimi, che bussano
sovente alla nostra porta. Da portare avanti perché così troviamo le
motivazioni per resistere, per resistere ci va solidarietà e cultura.
Una quarantina i
presenti.
bloc notes
operaio - trasmissione quotidiana su Radio Beckwith ( 10 minuti) alle
16,all'interno di Caravan - dal 29 marzo -
raccolta trasmissioni su www.rbe.it
una
iniziativa dell’ANPI e della Associazione per la Costituzione
Etica
e Politica nella storia italiana
Piero
Gobetti nel suo e nel nostro tempo
«il
Fascismo è l’autobiografia di un popolo che rinunzia alla lotta
politica, che ha il culto dell’unanimità, che fugge l’eresia, che
sogna il trionfo della facilità, della fiducia, dell’entusiasmo»
Piero
Gobetti
ore
15.45
Salone
dei Cavalieri (ATL)
viale
Giolitti 7 – Pinerolo
incontro
pubblico
Le
mutazioni del regime politico
dal
fascismo al berlusconismo
conversazione
con Marco
Revelli
Docente
di scienza politica, vicepresidente del Cento Studi Piero Gobetti - Torino
documentario:
«Racconto
interrotto»
(1992) un film di Paolo Gobetti
--
Il gruppo 17 luglio si incontra presso l'Arci di Pinerolo. Prende il suo
nome della data di costituzione:17 luglio 2007. Si occupa di decrescita,
sostenibilità e diritti.
Se non desideri ricevere altre mail dal gruppo, invia una mail di risposta
scrivendo CANCELLAMI nell'oggetto.
L’A.D.
Fiat Marchionne arriva a Torino per presentare
il
suo “piano industriale” = migliaia di posti di lavoro in meno,
riduzione di stabilimenti e di modelli prodotti in Italia
PIU’ PROFITTI, MENO POSTI DI LAVORO
Conferma
della chiusura di Termini Imerese, progressivo svuotamento di Pomigliano,
un “colpo secco” a Torino con la riduzione di migliaia di posti di
lavoro a Mirafiori, che dal giorno successivo del summit del 21 aprile al
Lingotto viene messa in cassa integrazione per un mese: ecco
le anticipazioni della strategia Fiat per i prossimi cinque anni. Un
ennesimo “rilancio produttivo” fatto sulla pelle dei lavoratori, che
dovranno ancora una volta essere sempre “tagliati”, in numero sempre
minore a sostenere l’aumento dei ritmi di produzione, della flessibiltà
e precarietà del lavoro.
Nessun lavoratore Fiat è più al
sicuro,
perché la politica Fiat della acquisizione di nuovi mercati esteri è
chiaramente basata sul trasferimento delle produzioni, e sul mantenimento
in Italia della produzione di modelli poco più che residuali. I nuovi
modelli li andranno a fare altrove, dove la manodopera costa meno o dove i
governi pretendono che alla disponibilità di nuovi mercati corrispondano
in contropartita conseguenti investimenti produttivi.
L’Italia sembra essere considerata
un sorta di “repubblica delle banane” dove la Fiat ha preteso finanziamenti e regali per miliardi di euro da
tutti i governi senza alcuna contropartita. Anzi, si permette in
contemporanea non solo l’usuale uso sfacciato della cig, ma di
dismettere stabilimenti e licenziare
lavoratori/trici.
Contro
questo inaccettabile futuro c’è un’unica piattaforma degna di questo
nome :
oNessuno
stabilimento Fiat deve chiudere, ma per tutti gli attuali deve essere
garantito il futuro produttivo.
oDivieto di
licenziamento per tutti i lavoratori.
oSe la Fiat vuole
continuare a vendere in Italia è in Italia che deve far lavorare i nuovimodelli.
oLe produzioni
vanno ridistribuite su tutti gli stabilimenti.
FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE !
Confederazione COBAS
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(Del 20/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino
Pag. 59)
NONE Ultimi giorni per salvare la fabbrica del
cioccolato
Udienza pre fallimentare al tribunale di Pinerolo, dove è stata
affrontata la situazione di crisi dello stabilimento di cioccolato
Streglio di None. Il proprietario del marchio, Antonio Borsci, ha chiesto
al giudice di attendere alcune settimane, poiché ci sarebbero degli
imprenditori disposti a rilevare lo stabilimento, mantenendo così i 50
posti di lavoro. La prossima udienza è stata fissata per martedì 27
aprile. «Non vogliamo essere additati come coloro che sperano nel
fallimento della ditta - precisa Vincenzo Bertalmio, segretario
provinciale della Flai Cgil – ma certamente è meglio l’intervento di
un giudice che non trovarsi davanti a richieste inconsistenti di eventuali
imprenditori che si fanno avanti in un momento di crisi». E dopo il
tentativo di Borsci di ricorrere ad un fondo lussemburghese la data del 27
aprile è un ultimatum. «Da pochi giorni è scaduta la cassa integrazione
in deroga - continua Bertalmio - e l’azienda non ha presentato un piano
industriale. Se la Streglio verrà dichiarata fallita i lavoratori avranno
almeno diritto ad un anno di cassa integrazione». Ma i segnali non sono
buoni, per due volte l’azienda non si è presentata agli incontri con la
Regione. Al momento nello stabilimento lavorano soltanto una decina di
dipendenti.
A.GIA.
(Del 20/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino
Pag. 58)
PRESIDIO La Fiom: «Temiamo per il futuro di Mirafiori»
Tutta la giornata di fronte a Lingotto. La Fiom organizza domani - in
contemporanea con la presentazione del piano industriale Fiat alla comunità
finanziaria e poi al sindacato da parte di Sergio Marchionne - una non
stop a partire dalle 10 a cui partecipa anche il segretario generale
Gianni Rinaldini. E ieri i segretari del Piemonte e di Torino, Giorgio
Airaudo e Federico Bellono hanno presentato un quadro della cassa
integrazione negli stabilimenti torinesi: si va dalle 46 settimane delle
Presse di Mirafiori alle 27 delle Carrozzerie alle 36 degli Enti centrali.
Pesante la situazione alla Powertrain ex Iveco Stura con 47 settimane e
alla Cnh di San Mauro che ha esaurito la cassa ordinaria e a ottobre finirà
la straordinaria. Alla Marelli le fermate determinate dalla crisi
oscillano a seconda dei reparti tra le 30 e le 37 settimane. Dice Giorgio
Airaudo: «Marchionne presenta i numeri agli analisti, noi presentiamo i
conti delle famiglie dei lavoratori colpite dalla crisi che si sono
pesantemente impoverite a causa della cassa integrazione». E aggiunge: «Dietro
ai dati che Marchionne illustrerà, c’è la vita di migliaia di uomini e
donne che rischiano di non avere un futuro». E sul futuro di Mirafiori
esprime molte preoccupazioni: «Noi temiamo che i volumi scendano troppo.
Se in quello stabilimento arriverà solo il monovolume L0 rimarranno in
tutto due modelli e uno dei due, la Mi-To, vecchio. Si tratterebbe di
volumi, intorno alle 120-130 mila auto all’anno, più da carrozzeria che
da grande fabbrica. Il rischio è che da qui al 2015 si viva ancora di
cassa integrazione e finita quella si arrivi agli esuberi». Chiede che il
governo - «come è accaduto da mesi in tutti gli altri Paesi» - pretenda
dalla Fiat «garanzie su investimenti e occupazione». E rilancia la
proposta di fare di Mirafiori lo stabilimento capofila delle auto
ibride-elettriche.
Anche quest'anno, come nel 2009, non c'è il
decreto flussi per i lavoratori subordinati. Le richieste potranno essere
presentate solo via web tramite il sito del Viminale
Pantaleo: il sindacalese deve scomparire, se si vuole arrivare al
cuore di giovani e lavoratori.
Edizione del 21 aprile 2010
eco del chisone 21.4.10
L'accusa è concorso in bancarotta fraudolenta Moretta: Crack Neograf, sette in manette
Fallita a Pragelato la società che gestiva gli
chalet del Resort
Produceva involucri per gli alimenti, quelli con cui vengono
impacchettati i cioccolatini o le patatine, ad esempio. Dal 12
agosto 2009, la Neograf di Moretta (società del Gruppo Calandri che
solo un mese prima era passata alla Ifill, una finanziaria
mantovana) è fallita, lasciando a casa 210 dipendenti. Per quel
gigantesco crack oggi sette dirigenti sono stati arrestati. Uno solo
(Bartoccioni) è finito in carcere, gli altri sono ai domiciliari.
Oltre a questi, altri cinque sono stati coinvolti nell'inchiesta,
condotta a tempi record dalla Procura di Saluzzo.
Altro fallimento è quello che riguarda la Heuston Hospitality,
società di gestione degli chalet del lussuoso Pragelato Village
Resort. È uscita di scena lasciandosi alle spalle un buco
quantificato per ora sui 7 milioni di euro; l'udienza per la
verifica dello stato passivo è il 24 giugno.
21 aprile LA FIAT RADDOPPIA
Marchionne svela a Torino il piano Fiat 2010-2014: scorporo delle attività
non automobilistiche in un'altra società quotata in borsa entro l'anno,
con l'obiettivo di 6 milioni di auto Fiat-Chrysler (quasi il doppio delle
attuali) e 34 nuovi modelli, ma soprattutto obbligo di «flessibilità»
per i lavoratori. Altrimenti «porteremo la baracca altrove». Presidio
delle tute blu a Lingotto, la Fiom: «Vogliono marginalizzare l'Italia».
22 aprile
il post
La povertà in Giappone diventa un problema
La stima sui venti milioni di poveri era stata tenuta nascosta dal
precedente governo
L'economia del paese è in stallo e un giapponese su sei rientra
nella fascia di povertà
La povertà in Giappone continua a crescere. L’economia del paese
orientale è rimasta sostanzialmente ferma per molti anni, portando a
sensibili differenze tra gli stipendi. Secondo le ultime stime, riprese
dal New York Times, un giapponese su sei rientra nella fascia
di povertà e le ultime rilevazioni indicano 20 milioni di poveri nel
2007.
I dati hanno sorpreso i giapponesi, che non ricevevano notizie
ufficiali sul livello di povertà in Giappone da tempo. Il governo ha
candidamente ammesso di aver nascosto per anni le statistiche sui
nuovi poveri nel paese. Il problema è stato negato per quasi dieci
anni dal Partito Liberal Democratico, sconfitto nell’ultima tornata
elettorale da Yukio Hatoyama (Partito Democratico) che ha spinto per
una maggiore trasparenza della burocrazia.
La soglia di povertà è stata ricalcolata e collocata intorno a un
reddito annuo di 22mila euro per una famiglia di quattro persone. Per
gli analisti, il tasso di povertà in Giappone è raddoppiato rispetto
ai livelli calcolati negli anni Novanta, quando iniziò una grave
crisi economica legata al mercato immobiliare e al collasso dei
mercati.
Identificare con precisione l’effettivo numero di poveri non è
però facile. Autorità e assistenti sociali segnalano che i
giapponesi in ristrettezze economiche cercano di nascondere la loro
condizione, ritenuta spesso un’onta e vissuta in primo luogo come un
fallimento personale. Chi riesce cerca di svolgere più lavori, ma il
denaro non sempre è sufficiente per pagare l’affitto, le bollette o
i medicinali. Del resto, l’80% delle persone che vivono in povertà
sono “impiegati poveri”, donne e uomini con paghe basse e lavori
temporanei senza tutele.
Gli stipendi sono sufficienti per sopravvivere, ma le altre attività
sociali come uscire con gli amici o andare al cinema restano precluse. «La
povertà in una società ricca non significa vestirsi di stracci o
vivere su un pavimento sporco. Queste sono persone con cellulari,
auto, ma sono isolate dal resto della società» osserva la sociologa
Masami Iwata (Japan Women’s University, Tokyo).
Il crescente numero di poveri potrebbe portare a seri problemi nel
lungo termine. Secondo gli analisti, un’ampia porzione della
famiglie non avrà presto le risorse per offrire ai propri figli
un’istruzione di qualità, dando così vita a un «ciclo permanente
di lavori poco pagati».
Sabato
24 aprile ore 9,30 - 12,30
RACCOLTA FIRME PER I TRE REFERENDUM
PER L'ACQUA PUBBLICA
Via Duomo -
angolo Piazza Vittorio Veneto (piazza Fontana) (in caso
di pioggia non si terrà) Portici di
corso Torino - fronte Libreria Volare (in ogni caso)
Autenticatori - Assessore Riccardo Vercelli e Consigliera Egle
Possetti
Tavoli forniti da Sinistra Ecologia Libertà e Comunisti Italiani
Sedie idem
Bacheche mobili: Comunisti italiani
La raccolta viene fatta dal Comitato Acqua pubblica di Pinerolo (senza
simboli di organizzazioni aderenti)
Chi vuole dare una mano si presenti alle 9,15 al
banchetto di piazza "Fontana". (avanti all'ingresso del
comune)
Welfare: SPI CGIL,
lavoro degli anziani vale oltre 18 miliardi di euro l’anno Il
'lavoro' degli anziani e dei nonni italiani vale più di 18 miliardi
di euro l'anno. A tanto ammonta, secondo uno studio dell'IRES
per lo SPI CGIL, il valore delle attività di aiuto informale, di
sostegno ai carichi familiari dei nonni e del loro impegno in
organizzazioni di volontariato da parte delle persone anziane.
Espresso in termini economico-monetari assoluti, il valore del loro
impegno (18,3 miliardi di euro) equivale all’1,2% del Pil. Solo
per la cura dei nipoti, calcola l’istituto di ricerche della CGIL,
l'impegno dei nonni può arrivare ad essere paragonato ad un monte
retribuzioni di 13,8 miliardi di euro l'anno. Lo studio sottolinea
come a pesare siano in particolare le attività gratuite di aiuto e
cura informale degli anziani che rappresentano una dimensione di
grande rilievo, sia in assoluto sia in termini relativi ovvero
rapportati al contributo sociale di altri gruppi di età.
Telecom: nuovi
tagli, la SLC CGIL il 29 aprile a Rozzano
Contratti: siglato accordo unitario
per lavoratori edili, aumento 118 euro Firmato
il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti
delle imprese edili. L'intesa, raggiunta nella scorsa notte, è
stata siglata unitariamente da FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL con
l’ANCE. Il contratto interessa oltre 1,2 milioni di lavoratori
dipendenti, di cui 140.000 tecnici e impiegati, e circa 300.000 imprese
e prevede un aumento retributivo pari a 118 euro al terzo livello (39
euro dal 1 aprile 2010, 39 euro dal 1 gennaio 2011 e 40 euro dal 1
gennaio 2012) che per la categoria degli edili della CGIL “va oltre i
limiti imposti dall’accordo separato” sulla riforma del modello
contrattuale. Per la FILLEA, inoltre, la chiusura unitaria e i contenuti
sono una risposta seria, responsabile ed efficace alle esigenze di
incremento dei salari e dei diritti dei lavoratori. L’intesa sarà ora
sottoposta al giudizio e al voto dei lavoratori con una capillare
campagna di assemblee che si svolgeranno nelle prossime settimane
Pasoliniana
sabato e domenica 25 aprile 2010, CineTeatro
Baretti e luoghi adiacenti nel quartiere di San Salvario
ALIENITALIANI 1 Pasoliniana 24 ore di affabulazione tra il palazzo e le
lucciole
Video, interviste, film, letture, musiche
Coordinamento di Claudio Canal e Damiano Accattoli
Con la partecipazione di Ninetto Davoli, Eugenio
Cappuccio, Steve Della Casa,
i Pappazzum, Liliana Ellena, Vesna Scepanovic, Andrea Ughetto
In collaborazione con: Cineteca di Bologna, Rai
Direzione Teche, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di
Roma, Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini
EVENTO GRATUITO
Associazione Baretti
Pasolini, interprete dei mutamenti
sociali del nostro paese, è stato un protagonista assoluto della
cultura del '900, una figura complessa e luminosa, un artista
versatile e geniale, un eretico. E il fondamento della sua eretica
trasgressività è quanto ha cercato ininterrottamente di comunicare
da poeta, regista, scrittore, drammaturgo.
Il 2 Novembre 1975, all'Idroscalo di Ostia, si è consumato un
omicidio tuttora irrisolto; che il senatore a vita Giulio Andreotti,
con un po' di cinismo romanesco, commentò dichiarando che Pasolini,
la morte, "se l'è cercata". A 35 anni da quella notte, la
presenza di Pasolini nella cultura italiana resta un problema, perché
gli argomenti del rifiuto, che non mancano, sono tuttora quelli che
furono. E perché tuttora è urgente l'allarme sul progressivo
dissolvimento dello spirito pubblico lanciato da questo
intellettuale scomodo ed ineludibile.
Andremo componendo una biografia appassionata fatta di letture,
proiezioni di film e audiovisivi di archivio, interventi e programmi
radiofonici, per restituire la vitalità dell'uomo Pasolini, per
ridare luce alla fortissima e inconsueta passione conoscitiva e alla
sua analisi della mutazione antropologica italiana, così
potentemente attuale.
ALIENITALIANI vuole essere la cornice in cui racchiudere, ogni anno
a partire da quest'anno, un progetto speciale dedicato ad un
personaggio, artista o intellettuale italiano ‘eccellente' che ci
sta a cuore.
PROGRAMMA COMPLETO:
SABATO 24
APRILE
14.30
Apertura
FILM: Accattone
di Pier Paolo Pasolini. Con Franco Citti, Mario Cipriani,
Silvana Corsini (b/n, 116'). Italia 1961
15.30
Largo Saluzzo: Inizio ‘Pallapiazza',
torneo di calcio di strada aperto a tutti
5contro5 fino ai 13 anni,
3contro3 dai 14 ai 99 anni
16.30
FILM: Un mondo
d'amore di Aurelio Grimaldi. Con Arturo Paglia,
Fernando Pannullo, Gaetano Amato, Renato Cecchetto, Nina
Micalizzi, Loredana Cannata, Mario Porfito, Alessandro Di
Robilant (b/n, 88'). Italia 2002
18.15
EROS, PEDERASTIA
E POLITICA confronto con Liliana Ellena, docente di
Storia delle donne all'Universita' di Torino, e Andrea
Ughetto, traduttore, musicista
20.00
Filmati di repertorio
21.00
IO MI RICORDO:
incontro con Ninetto Davoli ed Eugenio Cappuccio condotto da
Steve Della Casa
22.30
PASSIONE SECONDO
PASOLINI "E' dunque assolutamente necessario
morire"
per Coro parlante e semovente diretto da Claudio Canal
23.30
DOCUMENTARIO: Pasolini:
Cultura e società (20') Di Carlo di Carlo
DOMENICA 25
APRILE
0.00
ANNI 70: UNA
SAXISTORIA
Storia per immagini e avvenimenti, anno per anno. di Claudio
Canal
Con Andrea Ayassot, sax soprano, e Claudio Canal
1.00
FILM: Mamma Roma
di Pier Paolo Pasolini. Con Anna Magnani, Franco Citti,
Ettore Garofalo, Lamberto Maggiorani, Silvana Corsini (b/n,
105'.) Italia 1962
3.00
FILM-DOCUMENTARIO: La
Rabbia di Pasolini di Giuseppe Bertolucci (b/n
83'). Italia 2008
4.25
FILM-DOCUMENTARIO: A
futura memoria di Ivo Micheli. Con Luigi Montefiori,
Stella Carnacina, Ninetto Davoli, Gastone Pescucci, Don
Backy, Claudia Gravi (col. 120'). Italia 1985
6.30
FILM: Edipo Re
di Pier Paolo Pasolini. Con Silvana Mangano, Franco Citti,
Carmelo Bene, Ninetto Davoli. (col. 110'). Italia 1967
8.25
FILM: Il fiore
delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini. Con
Franco Merli, Ninetto Davoli, Franco Citti. (col. 130').
Italia 1974
10.30
Largo Saluzzo: Torneo
'Pallapiazza'
10.40
FILM: Uccellacci
e Uccellini di Pier Paolo Pasolini. Con Totò,
Ninetto Davoli (b/n, 85'), Italia 1966
11.45
“Via Crucis corsara
per le vie di San Salvario”, con Vesna Scepanovic
e i gruppo musicale Pappazzum
13.00
FILM-DOCUMENTARIO: Sopralluoghi
in Palestina di Pier Paolo Pasolini (52') 1964
13.55
FILM-DOCUMENTARIO: Appunti
per un'Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini
(63') 1969
15.00
“Beauty is
difficult – Pier Paolo Pasolini ed Ezra Pound”,
di Claudio Canal.
Con Clelia Calabrò, anglista, Silvia Genta, attrice, e
Claudio Canal
16.00
Filmati di
repertorio – in collaborazione con Teche Rai
16.30
Largo Saluzzo: Merenda
in piazza (offerta da Liberamensa)
17.00
Largo Saluzzo: Lettura
integrale del Vangelo secondo Matteo
18.30
FILM: Il Vangelo
secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Con Enrique
Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Ninetto
Davoli (b/n 142') - Italia 1964
• Per il torneo di pallapiazza
(calcio a 3 o a 5) in Largo Saluzzo, contatti: Roberto Barbonese
3487277565 o Carlo Femiani 3474272385
Iscrizioni presso oratorio SS Pietro e Paolo entro Ven 23 aprile ore
11.
• Tutti gli appuntamenti sono previsti al Teatro Baretti, tranne
laddove altrimenti specificato
• Durante la manifestazione sarà presente uno spazio nel foyer
del Baretti dedicato alla la vendita di libri di e su Pasolini, in
collaborazione con la libreria Gulliver - http://www.libreriagulliver.it/
• PRP: Punto di Ristoro Permanente a base di sangria (offerta da
Liberamensa)
• In caso di pioggia la merenda in piazza verrà servita nelle
sale interne
OUTING - AZIONI DI LIBERO PENSIERO
è realizzata
CON IL SOSTEGNO DI: Compagnia di San Paolo - edizione 2009 Bando Arti
Sceniche in Compagnia
CON IL CONTRIBUTO DI: Città di Torino, Regione Piemonte, Fondazione
CRT, Sistema Teatro Torino
CON IL PATROCINIO DI:
Circoscrizione 8
CON LA COLLABORAZIONE DI:
Cineteca di Bologna, Rai Direzione Teche, Fondazione
Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma,
Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini
Il Teatro Baretti è parte del Circuito dei Teatri
Possibili
Il governo tedesco per uno stanziamento di
8,4 miliardi. Altri interventi nel 2011 e 2012. Merkel: "Accelerare
negoziato". Atene: no a tagli salariali. Standard and Poor's abbassa
la valutazione a Madrid: ora è AA con outlook negativo. E le Borse
tornano a perdere. Casa Bianca preoccupata: "Seguiamo la
situazione"
I MAGGIO: E’ ancora possibile celebrare il lavoro?da Paolo Andreoni Forlì
Il fine ultimo di questa lettera vuole rappresentare l’estrema e
disperata urgenza di svolta che sembra non appartenere ad un popolo
ormai annichilito e dimentico della propria responsabilità civile.
Un’importante tradizione filosofica, alla quale mi sento legato
indissolubilmente, considerava l’uomo nel suo concepimento dopo
l’esistenza: “L’uomo è ciò che fa “ scriveva Jean-Paul
Sartre. L’esistenza precede l’essenza, l’individuo è innanzi
tutto e ha coscienza di progettarsi verso l’avvenire. Ma questa
coscienza che dovrebbe significare: “emancipazione critica “ può
ancora pretendere una dignità relativa ad ogni soggetto pensante?
Purtroppo, ora più che mai, ritengo che la conseguenza di ogni nostra
riflessione consista nel tacito assistere alla disumana
oggettivizzazione di ogni volontà dissidente, oggettivizzazione che
mostra inevitabilmente l’elaborazione di materiali già filtrati
attraverso la matrice sociale sussistente. Ciò a sua volta implica
una certa reificazione. Risulta, quindi, evidente che il singolo non
solo viene colpito nella propria indipendenza ed autonomia di scelta,
ma si ritrova condannato a estreme limitazioni nel momento in cui
tenta la denuncia o il rifiuto. Giorno per giorno non fa che
accentuarsi il criminale autoritarismo del potere vigente a cui è
stato concesso l’implosione economica che ha gettato nella
disperazione intere famiglie. E’ ancora possibile celebrare il
lavoro quando ci viene negato ogni diritto? Le ultime stime ci
ricordano che, se prima disoccupati e cassaintegrati gridavano
simbolicamente un disagio generalizzato con vari mezzi, ora chi non ha
la possibilità di placare una situazione precaria come unica forma di
protesta utilizza il suicidio. Agli operai a poco a poco si sono
aggiunti i dirigenti delle stesse fabbriche: una scia di sangue su cui
hanno chiuso gli occhi cittadini indifferenti e naturalmente lo Stato.
Paura, sfiducia e misere salari hanno indebolito ogni espressione
dell’opinione pubblica che non riesce a trovare strategie di lotta
efficienti e concrete. Di fronte a studenti in aumento tende a
diminuire considerevolmente il personale docente che si sa è dannoso
perché permette di prendere coscienza sulla propria miseria
quotidiana. Stiamo toccando apici sempre più inquietanti e chi può
sopravvivere non fa che alienarsi, sempre di più, nella propria dose
di meschinità che gli spetta. Siamo passati da anni in cui l’utopia
poteva eventualmente dirsi tale, quando si tentava di ribaltare le
logiche interne del lavoro che riducevano gli individui a umili servi
del capitalismo, a tempi in cui la possibilità di attuare riflessioni
di tal genere si sta affievolendo dal momento che il lavoro è
divenuto un lusso per pochi. A chi a negato i diritti naturali
facendoli diventare irraggiungibili privilegi e a chi si scalda in
pubblico con parole suadenti smaltendo in privato la vergogna del
sacrificio della povera gente che non ha saputo proteggere auguro un
buon I maggio.