Il manifesto 14/12/00 - vedi inoltre sulla Fiat
Fiat, domani lo sciopero
In testa agli operai di Mirafiori la
mannaia Gm
LO. C.
Lannuncio di oltre 13 mila licenziamenti negli Stati
Uniti e in Europa, fatto due giorni fa dalla General Motors, è
caduto come un fulmine su Mirafiori e sulle altre fabbriche della
Fiat. Un fulmine a cielo tutt'altro che sereno: il contratto
integrativo non decolla per il rifiuto aprioristico della
multinazionale torinese a trattare, mentre anche in Italia
vengono annunciati esuberi a pioggia, intanto tra gli impiegati
di cui mille sarebbero di troppo, inutili alle due joint venture
Fiat-Gm.
Ma a Mirafiori temono che l'azienda non si fermerà agli
impiegati. A rischio sono soprattutto gli operai della Meccanica
che già oggi passano più tempo in cassa integrazione che a
costruire motori e cambi. E' sempre più insistente la voce
secondo cui in Italia si costruiranno i motori diesel per i due
marchi e alla Opel tedesca quelli - decisamente più numerosi - a
benzina. Le ultime indiscrezioni, poi, allargano il clima di
insicurezza ad altri settori del Gruppo torinese. Per esempio, la
nuova ammiraglia Fiat che sostituirà la Croma e la cui
costruzione era stata assegnata alle Carrozzerie di Mirafiori,
potrebbe invece essere costruita in Germania su piattaforma Opel.
E ancora, procede la vendita dei gioielli di famiglia, a partire
dalla Ferroviaria di Savigliano, proseguendo con settori sempre
più consistenti della componentistica e oggi a rischio sono la
Marelli (si parla di un'offerta di 5 mila miliardi avanzata da
una società che lavora per Ford) e la stessa Comau.
Lo sciopero che domani fermerà per quattro ore tutti i settori
della Fiat - tranne i comparti che hanno anticipato la protesta,
come gli stabilimenti di Melfi e Pratola Serra in cui l'adesione
è stata pressoché totale, o la Comau plastica - si sta dunque
caricando di nuove, importanti valenze, oltre le rivendicazioni
salariali e sull'organizione del lavoro. Innanzi tutto,
precipitano nella vertenza la questione della tutela
dell'occupazione e la richiesta di un'informazione adeguata e
contestuale sui processi di internazionalizzazione della Fiat, e
sulle conseguenze della fusione con la Gm. "L'annuncio
unilaterale di Detroit di migliaia di licenziamenti è
inaccettabile - ci dice Claudio Stacchini, segretario della
Quinta lega Fiom di Mirafiori e Rivalta - e conferma tutte le
nostre preoccupazioni. Ci saranno ripercussioni sulla Fiat che si
sta muovendo nella stessa direzione dei suoi soci americani: i 5
mila miliardi di risparmi annunciati al momento dell'accordo
vogliono farli così, con le chiusure, i licenziamenti e i
risparmi sul costo del lavoro, anzi sui salari, per esempio
rifiutando il confronto per il rinnovo del contratto integrativo.
E' preoccupante, in questo scenario cupo di smobilitazione e
arroganza, l'assenza delle istituzioni e il defilarsi delle forze
politiche, ridotte al ruolo di osservatori. Mi auguro che almeno
venga mantenuto il consiglio comunale straordinario di Torino sul
caso Fiat, previsto per il 22 dicembre".
Per tutte queste ragioni, è probabile che lo sciopero indetto
per domani nel gruppo Fiat dai sindacati dei metalmeccanici
raccolga, ancora una volta, un'adesione massiccia. Per il
contratto, e non solo.