giorno della memoria

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2014: Giorno della Memoria, per non dimenticare.

Per non dimenticare il tentativo di sterminare il popolo ebraico operato dalla borghesia tedesca con la complicità della borghesia italiana e il silenzio delle altre borghesie occidentali.

Milioni di ebrei furono massacrati. La guerra mondiale e lo sterminio degli ebrei furono gli strumenti con cui il capitalismo e le borghesie di tutto il mondo affrontarono la crisi economica.

Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa entrarono ad Auschwitz. E videro. Videro donne e uomini ‘senza capelli e senza nome’. Li videro, fermi, ‘senza più forza di ricordare’, senza pace, senza amore, rapiti di tutto. Vivi e derubati della vita, per sempre. Accanto ai superstiti, le ossa nelle fosse comuni, il gas delle docce, la cenere dei forni crematori. Alla fine la conta fu ed è quasi impronunciabile: 6 milioni di ebrei. Senza dimenticare il massacro di circa 500mila persone tra Rom e Sinti.

I borghesi di tutto il mondo continuano a massacrare i popoli: dalla Palestina, all’Afghanistan.

massacro di palestinesi a sabra et shatila

In Italia sono aperti i CIE campi di concentramento per immigrati

 

Oggi che i borghesi si preparano ad una nuova guerra per difendere il loro profitto, noi operai non dobbiamo dimenticare

intervista a Primo Levi

Un operaio


27 gennaio . Vietato dimenticare che in quattro secoli sono stati sterminati ( dagli europei !) 200 milioni di Nativi Americani . Vietato dimenticare Kulachi , Armeni , Curdi , milioni di civili Russi , Italiani , Polacchi , non tutti di religione ebraica , oppositori politici, zingari, omosessuali , portatori di tare genetiche . Vietato dimenticare l'orrore in tutte le sue forme , in ogni epoca .... eretici , donne, uccisi sul rogo .... Vietato dimenticare , che , a livelli diversi, fummo tutti silenziosi complici e fingevamo "di non sapere " ... I voli della morte in Argentina , migliaia di oppositori politici scagliati vivi dagli aerei in Oceano Atlantico ! Vietato dimenticare !   (GP)


Questo lo scrissi il primo anno della scuola serale...lo ripropongo oggi con la speranza di far venire voglia di leggere "Se questo è un uomo" a chi magari ancora non l'ha letto!

Dopo aver terminato “Se questo è un uomo”di Primo Levi, non ho voluto fare né un riassunto né una recensione.
Riassumere in due o tre pagine questo libro mi sembrava una scorrettezza, una mancata sensibilità e soprattutto un grave insulto alla “storia”. Questo testo non è un semplice libro che narra una storia qualsiasi, ma è un complesso di fatti veramente accaduti, di stati d'animo incomprensibili e immaginabili, di umiliazioni e percussioni che credo nessuno di noi possa mai dire di poter capire e immedesimarsi pienamente.
Recensire questo libro non mi passa lontanamente per la testa. Davanti a Primo Levi io non sono nessuno e nessuno, a mio parere, dovrebbe avere il diritto di giudicare o criticare uno scritto che descrive degli eventi così sconvolgenti, soprattutto raccontati da Levi, il quale ha vissuto in prima persona questi momenti terribili.
Invece ho deciso di fare un'altra cosa: scrivere le mie emozioni provate durante la lettura e far si che la volontà di Levi non muoia, cioè tenere alta la MEMORIA dei soprusi, le violenze e le umiliazioni subite dai prigionieri.“Se questo è un uomo” l'ho letto in due sere e sono stata anche molto precipitosa nel leggerlo perché in cuor mio non vedevo l'ora di finirlo, ma non perché non mi interessasse, ma perché speravo che questi infiniti dolori e violenze finissero con la fine della mia lettura.
Mi son accorta, più volte, come durante le mie pause di lettura, alzando gli occhi dalle pagine del libro, trovassi fastidiosa la luce del mio lampadario o del tramonto. Questo fatto lo spiego perché, nella mia fantasia , ho immaginato lo scenario dei fatti narrati in luoghi bui e oscuri, sporchi e torbidi, cattivi e infidi, circondati da trappole, uomini armati con visi austeri, povertà, miseria, malattie, cadaveri in decomposizione, puzzo di morte e di degenero. E tutte le volte, ho provato sollievo e gratitudine e fortuna nel trovarmi in una casa confortevole, su un divano e con l'animo tranquillo privo del terrore perenne.
Ho un immensa stima nei confronti di Levi. Il suo libro non condanna i nazisti e i fascisti. Non descrive assolutamente ciò che è avvenuto con odio o rancore nei confronti di chi ha creato volutamente tutto questo. Non credo che però questo significhi che lui perdoni coloro che hanno contribuito in questo genocidio morale e fisico, credo che lui non so con quale forza e capacità abbia voluto lasciare a noi lettori la nostra idea, il nostro giudizio, il nostro pensiero e il nostro sdegno. Lui si è messo in disparte, ha fatto da tramite, tra la sua prigionia, la sua MEMORIA e noi di adesso.
Io personalmente quando ho incominciato a leggerlo, pensavo di trovare più volte citati i nomi di Hitler o Mussolini, invece son rimasta stupita di questa mancanza, la quale penso di aver capito il motivo, cioè come dicevo prima, Levi ha preferito parlare di quello che ha vissuto e visto lui.
Mi son ancora più stupita di come lui, in una situazione di disagio, di mancanza di libertà,di cibo e acqua si sia potuto ricordare a memoria delle terzine del Canto di Ulisse di Dante.
E' straordinario e di profondo significato il capitolo 11.
Primo Levi, come ha dedotto anche Benigni e tutti coloro che l'hanno letto, ricorda l'inferno di Dante, credo che non ci sia bisogno di chiedersi come mai proprio quel canto, e proprio qui Levi vuol far capire al suo amico Pikolo che non esistono solo uomini trucidi con una cattiveria indescrivibile, ma che ci son uomini di intelligenza superiore, sommersi da un'amore nei confronti della vita e rispettosi verso il prossimo come il famosissimo Dante studiato e letto da migliaia di persone...ma soprattutto questo capitolo è importante perché Levi per un momento,si lascia trasportare dalla poesia di Dante e riesce a viaggiare con la mente nel mondo che lui ama: quel mondo pieno di amore incorniciato da uomini sensibili, profondi, con la capacità di trasmettere per generazioni il senso della vita...forse appunto il mondo appartenente ai discendenti di Dante Alighieri. Levi quindi, rammentando quel canto, ritrova ancora la forza e il coraggio di andare avanti e lottare, impedendo ai nazisti di uccidergli l'anima e impedendo loro di far morire la sua dignità di uomo.
Questo testo trasmette in parole semplici e povere , ma parole importanti e soprattutto parole chiavi, tutta la sofferenza e l'umiliazione provata e vissuta nella 2 guerra mondiale. Questo testo è un canale colmo di messaggi che ancora oggi valgono e si debbono ricordare parlandone e discutendone.
Questo testo è la testimonianza che quei fatti son realmente accaduti, ed è una bestemmia dire dopo 65 anni che i campi di concentramento non sono mai esistiti, che i tedeschi non ne avevano colpa che non potevano fare altrimenti, che in fondo Mussolini ha fatto anche cose utili come costruire gli acquedotti e che Hitler poverino era un malato mentale.
Questo testo deve esser ricordato e letto da tutti...solo così possiamo tenere tutti insieme alta e viva la MEMORIA e vietare di far finire nell'oblio tutte le vittime.

VALENTINA