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Giorgio Gaber |
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http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Gaber
Chi era Giorgio Gaber?
Giorgio Gaberscik, in arte Gaber, nasce a Milano il 25 gennaio 1939.
Dopo l'esordio come chitarrista di Adriano Celentano, all’età di
diciannove anni firma il primo contratto discografico per la Ricordi e
incide il 45 giri "Ciao ti dirò".
Gli anni sessanta lo vedono indiscusso e autorevole protagonista dello
spettacolo italiano con numerosissime incisioni discografiche e con
un’intensa attività televisiva anche nel ruolo di conduttore di
diversi programmi di grande spessore e successo; "Canzoni di
mezza sera" (1962): "Canzoniere minimo" (1963);
"Questo e quello" (1964); "Diamoci del tu" (1967)
"…E noi qui" (1970).
Sono gli anni della fortunata collaborazione con lo scrittore Umberto
Simonetta, co-autore dei suoi più importanti e popolari successi
discografici, e delle prime frequentazioni col pittore Sandro Luporini.
Ed è proprio con Luporini che Gaber, a partire dal 1970, invitato dal
Piccolo Teatro di Milano, cambia decisamente strada creando
l’inedita forma artistica del "Teatro Canzone" che porta
in scena ininterrottamente dalla stagione teatrale 1970/1971 al
1999/2000.
Appartengono a questo lungo periodo, interamente dedicato
all’attività teatrale, anche gli spettacoli di prosa ("teatro
d’evocazione"), le regie e le produzioni riferite ad altri
artisti (Ombretta Colli, Enzo Jannacci, Beppe Grillo, Arturo Brachetti),
la direzione artistica dei teatri di Venezia e la manifestazione
"Professione Comico" che fu trampolino di lancio per molti
degli attuali protagonisti della comicità italiana.
Nel 2001 a seguito della forzata interruzione dell’attività
teatrale, si dedica alla discografia con due album: "La mia
generazione ha perso" (2001) e "Io non mi sento
italiano" (pubblicato postumo nel 2003) che ottengono uno
straordinario successo di vendita e lo consacrano protagonista
d'eccellenza anche nell’ambito della canzone d’autore.
Il primo gennaio 2003 Giorgio Gaber si spegne nella sua residenza di
Camaiore (Lucca). Riposa al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano accanto
a coloro che hanno contribuito a rendere grande la metropoli
lombarda.
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