Giorgio Gaber

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Chi era Giorgio Gaber?

Giorgio Gaberscik, in arte Gaber, nasce a Milano il 25 gennaio 1939. Dopo l'esordio come chitarrista di Adriano Celentano, all’età di diciannove anni firma il primo contratto discografico per la Ricordi e incide il 45 giri "Ciao ti dirò".
 
Gli anni sessanta lo vedono indiscusso e autorevole protagonista dello spettacolo italiano con numerosissime incisioni discografiche e con un’intensa attività televisiva anche nel ruolo di conduttore di diversi programmi di grande spessore e successo; "Canzoni di mezza sera" (1962): "Canzoniere minimo" (1963); "Questo e quello" (1964); "Diamoci del tu" (1967) "…E noi qui" (1970).
Sono gli anni della fortunata collaborazione con lo scrittore Umberto Simonetta, co-autore dei suoi più importanti e popolari successi discografici, e delle prime frequentazioni col pittore Sandro Luporini.
Ed è proprio con Luporini che Gaber, a partire dal 1970, invitato dal Piccolo Teatro di Milano, cambia decisamente strada creando l’inedita forma artistica del "Teatro Canzone" che porta in scena ininterrottamente dalla stagione teatrale 1970/1971 al 1999/2000.
Appartengono a questo lungo periodo, interamente dedicato all’attività teatrale, anche gli spettacoli di prosa ("teatro d’evocazione"), le regie e le produzioni riferite ad altri artisti (Ombretta Colli, Enzo Jannacci, Beppe Grillo, Arturo Brachetti), la direzione artistica dei teatri di Venezia e la manifestazione "Professione Comico" che fu trampolino di lancio per molti degli attuali protagonisti della comicità italiana.
 
Nel 2001 a seguito della forzata interruzione dell’attività teatrale, si dedica alla discografia con due album: "La mia generazione ha perso" (2001) e "Io non mi sento italiano" (pubblicato postumo nel 2003) che ottengono uno straordinario successo di vendita e lo consacrano protagonista d'eccellenza anche nell’ambito della canzone  d’autore.
Il primo gennaio 2003 Giorgio Gaber si spegne nella sua residenza di Camaiore (Lucca). Riposa al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano accanto a coloro che hanno contribuito a rendere grande la metropoli lombarda.