Giorgio Airaudo ed Elvira Corona

registrazione prima parte Airaudo e Corona

registraziione dibattito

volantino CGIL per lo sciopero territoriale del 20 doc

 

un commento: manca una strategia, il che fare della Fiom non viene esplicitato.Ai lavoratori in lotta sparpagliata, per l'occupazione e i diritti, occorre proporre una piattaforma limitata che riunisca e condensi: riduzione dell'orario di lavoro e salario ai disoccupati, su cui lottare in modo adeguato e prolungato.

Vale quanto detto da me al 1 maggio del 2011

" La CGIL ha deciso di lottare, non è mai troppo tardi, ma la lezione dell’Egitto ci insegna, con tutte le differenze, che occorre in Italia una lotta più dura, più lunga, più partecipata e con obiettivi veramente legati agli interessi della classe operaia e dei disoccupati.

 Oggi siamo lontani da questo obiettivo, occorre ‘aspettare’ che la crisi del capitale chiarisca a molti – attendisti o ancora ‘garantiti’ – che occorre scendere in piazza e difendere ‘tutti insieme’ – a partire dagli operai- (ma chi vuole mettersi insieme agli operai?) la propria sopravvivenza immediata e futura. Occorre anche che cresca la capacità critica, la coerenza di vita personale, la ‘libertà’ dai modelli di consumo e dall’ideologia, imposti dalla classe dominante. Insomma bisogna fare la propria- difficile a farsi- rivoluzione personale.

Non è facile arrivare all’unità di lotta: i lavoratori la chiedono (almeno i più consapevoli ), ma i vertici sindacali continueranno a marciare divisi per lungo tempo se restiamo passivi e deleghiamo loro le decisioni. (Non ho mai accettato di dividere i lavoratori in base alle diverse bandiere sindacali, politiche e religiose , né di tifare per una o l’altra sigla. Ho aderito ad alpcub nel 1995 per la situazione particolare di burocratizzazione – anche nella CGIL pinerolese, – e contro l’accordo sulle pensioni.Per anni anche la CGIL pinerolese si è ‘addormentata’. So che le divisioni sindacali sono il prodotto, fra l’altro, della degenerazione inevitabile del sindacalismo moderno) .

 * E poi non basta la lotta sindacale, che si svolge nel limite della contrattazione della forza lavoro – spezzettata- con padroni e governi. Ho abbastanza esperienza per attendere il ‘giusto’ momento, senza cedere alle scorciatoie e senza più illusioni giovanili , nè subire quelle delusioni che in questi anni hanno decimato la sinistra italiana-. Non ho fretta. Chi ha fretta faccia la sua strada e provi – da solo – a cambiare il suo avvenire , come dice la propaganda padronale e di regime."

Piero Baral/alpcub  


  Appello convegno 21 aprile il nostro tempo è adesso Torino