Fuoco in fabbrica. Ancora a Biella 20/1/2001
Altro grave incidente in un'azienda
tessile. E' il secondo in dieci giorni
ALFIO GATTO - BIELLA
Ancora uno scoppio. Ancora feriti. Dieci giorni
dopo il rogo alla Pettinatura Italiana di Vigliano, dove un
operaio è morto e otto sono rimasti ustionati, ieri mattina c'è
stato un altro grave incidente all'interno di una fabbrica
tessile biellese. Alle 5.40, una esplosione nel reparto di
floccaggio elettrostatico della Sinelvo di Occhieppo Superiore ha
ferito due lavoratori marocchini. L'azienda, una della maggiori
fornitrici della casa automobilistica tedesca Bmw, produce filati
in poliammide sintetico per i sedili delle auto.
Mancavano 20 minuti alla fine del turno della notte. Un botto e
poi le fiamme hanno avvolto i due fratelli Rachid e Yousef Shimi,
di 33 e 27 anni, nati a Casablanca; il primo è ricoverato nel
reparto di rianimazione dell'ospedale degli infermi di Biella,
con una ustione di terzo grado al collo e al volto, mentre
leggermente meno preoccupanti sono le condizioni di Yousef. Per
entrambi, i medici si sono comunque riservati la prognosi; al
momento dell'incidente, nel reparto dove si fissano i fili
c'erano solo quattro operai. Alcuni testimoni hanno udito un
boato improvviso. Pochi secondi dopo sono divampate le fiamme,
che hanno distrutto tutto il reparto. Come per il rogo della
Pettinatura Italiana, è, per ora, impossibile risalire alle
cause dello scoppio. Un'ora dopo l'esplosione, la magistratura
aveva già sequestrato lo stabilimento. Per i 55 dipendenti i
sindacati presenteranno la richiesta di cassa integrazione.
Polizia, vigili del fuoco e carabinieri ieri hanno iniziato
immediatamente le perizie sui macchinari. Ma gli operai non sono
riusciti a dare spiegazioni utili per ricostruire l'incidente. Se
ad Avigliano la magistratura sta ancora verificando la sicurezza
dell'impianto a metano della Snam che alimenta la fabbrica, alla
Sinelvo l'inchiesta sembra ancora più difficile. Nel reparto di
floccaggio non si usano gas. I materiali prodotti, in gran parte
poliammide sintetico non sono infiammabili. Improbabile anche che
ci sia stato un corto circuito.
Dopo due incendi nel giro di 10 giorni, tra i lavoratori del
biellese si respira un'aria pesante. Tocca ancora ad Arvi
Massazza, segretario provinciale della Filtea-Cgil, commentare
una giornata difficile: "Gli operai sono preoccupati. Dopo
il rogo della pettinatura riceviamo decine di telefonate al
giorno. Molti non si sentono più sicuri ad andare in
fabbrica". E la paura cresce, soprattutto perché chi fa le
indagini non riesce a dare risposte. Sono passati solo 19 giorni
dall'inizio dell'anno e l'industria tessile in provincia di
Biella conta già un morto, Carlo Coletta, 49 anni, deceduto due
giorni dopo l'incendio di Vigliano, e dieci feriti gravi. Otto il
9 gennaio e due ad Occhieppo.
Rachid lavora in Italia da dieci anni e il fratello minore lo ha
raggiunto da Casablanca solo lo scorso anno; stanno nello stesso
reparto, sempre di notte, da poco più di dieci mesi. Intanto,
tre lavoratori della Pettinatura italiana sono ancora in prognosi
riservata. Pasquale Carrà, trasportato mercoledì della scorsa
settimana a Cesena non è ancora fuori pericolo. Ieri i medici
hanno eseguito la terza operazione sul suo corpo, ustionato
all'80 per cento. Ancora prognosi riservata per Marco De Bernardi
e Renzo Triban. Il prossimo 31 gennaio il biellese si fermerà
per quattro ore. E' stato infatti indetto uno sciopero generale a
favore della sicurezza, in una provincia dove dal 1999 al 2000 i
morti sul lavoro sono raddoppiati e i feriti sono passati da 2400
a 3300.