vedi di seguito Speciale elezioni in Francia
ALLA VIGILIA DEL VERTICE UE- il sole 24 ore. it
L'onda lunga del centro-destra Dopo la vittoria
di Chirac in Francia
scendono a sei (su quindici) i Paesi
governati dal centro-sinistra. E in autunno si voterà in
Germania e in Svezia.
Il trionfo del centro destra in Francia, con il
partito del presidente Jacques Chirac che da solo ha ottenuto la
maggioranza assoluta all'Assemblea nazionale, consolida l'onda
lunga della politica europea che ha iniziato una virata verso
destra, mentre le sinistre al governo perdono colpi. Fino a pochi
anni fa, i socialisti - presenti in 13 governi su 15 - potevano
vantare un assoluto dominio nell'Unione europea.
Poi, da metà 1999, il vento comincia a cambiare e alle
elezioni europee il Ppe riconquista la maggioranza relativa dei
seggi all'Europarlamento. Entro l'autunno il centro-destra
potrebbe conquistare anche Germania e Svezia, dove si voterà in
settembre. Questo nuovo rapporto di forze in Europa si esprimerà
ai massimi livelli per la prima volta al vertice Ue
di Siviglia di venerdi e sabato e forse di più ancora al pre-
vertice che il Partito popolare europeo terrà a Madrid giovedì.
Nella capitale spagnola, invitati da Josè Maria Aznar, ci
saranno oltre a Berlusconi e ai premier di Lussemburgo, Jean
Claude Juncker, e Austria, Wolfgang Schuessel, i volti 'nuovì
del centro-destra europeo, il premier portoghese Josè Manuel
Durao Barroso, l'olandese Jan Peter Bolkenende, che guiderà il
nuovo governo dell'Aja, e lo stesso Raffarin.
Il Ppe pensa ora alla prossima grande disfida con il Pse, a
Berlino in settembre. Se vincerà il governatore Csu della
Baviera Edmund Stoiber, candidato cancelliere del Ppe, la
locomotiva franco-tedesca dell'Europa sarà di nuovo targata
centro-destra. Ma già così il nuovo rapporto di forze fra
Ppe e Pse, centro-destra (di cui fanno parte anche i governi di
Irlanda e Danimarca) e centro-sinistra (il Belgio oltre a quelli
a guida socialista), cambierà molte cose in Europa: in campo
economico, in quelli della sicurezza e dell'immigrazione - dove
l'effetto delle elezioni degli ultimi mesi si fa già sentire -
ma anche della politica estera e della difesa.
La svolta politica nella Ue peserà anche sull'allargamento verso
l'Europa postcomunista e mediterranea, la grande riforma della
Convenzione, che dovrebbe portare alla prima costituzione Ue, la
nomina del successore di Romano Prodi alla guida della
Commissione di Bruxelles nel 2004. Un incarico per il quale già
si parla, ma per ora sono solo voci di corridoio, di un certo
Josè Maria Aznar.
Ecco il quadro sintetico, diffuso dall'Ansa, dei governi di
sinistra e destra in Europa.
CENTRO-SINISTRA
BELGIO - Governo di coalizione (socialisti liberali e verdi)
del premier Guy Verhostadt, al potere dal luglio 1999. Nuove
elezioni previste nel giugno 2003.
FINLANDIA - Governo di coalizione guidato dal socialdemocratico
Paavo Lipponen, al potere dal 1999. Le prossime elezioni si
svolgeranno nel marzo 2003.
GRAN BRETAGNA - Governo laburista del premier Tony Blair, capo
del New Labour, riconfermato con le elezioni del giugno 2001 che
gli hanno assegnato 167 seggi.
GERMANIA - Governo di centro-sinistra tra Spd e Verdi (la
coalizione rosso verde) guidato dal cancelliere Gerhard
Schroeder che nel 1998 ha vinto le elezioni con il 40,9%. I
Verdi hanno avuto il 6,7% . Si voterà adesso il 22 settembre.
GRECIA - Governo socialista del primo ministro Costas Simitis che
nell'aprile del 2001 ha vinto le lezioni. Il Pasok, il
partito socialista greco, è al potere quasi ininterrottamente
dal 1981.
SVEZIA - Governo socialdemocratico del premier Goran Persson dal
marzo del 1998. L'Esecutivo dipende dal sostegno di ex comunisti
e verdi, o da un gruppo di partiti di centro-destra.
CENTRO-DESTRA
AUSTRIA - Clamoroso successo del Fpoe di Joerg Haider, che, a
ottobre 1999, calamita oltre il 27% dei voti (secondo partito del
Paese), scalza i socialdemocratici del cancelliere Viktor Klima
dal potere ed entra nell'Esecutivo di Wolfgang Schussel.
DANIMARCA - Nel novembre 2001 l'opposizione di centro-destra di
Anders Fogh Rasmussen vince le elezioni e subentra al Governo ai
socialdemocratici dopo 80 anni. Nasce una coalizione liberali
conservatori che hanno la maggioranza con il sostegno della
destra del partito del popolo danese.
IRLANDA - Il partito di centro-destra Fianna Fail di Bertie
Ahern vince le elezioni il 17 maggio di questo anno e riforma la
coalizione uscente con i democratici progressisti.
LUSSEMBURGO - Da giugno 1999 governa una coalizione di centro
destra di cristiani democratici e liberali guidata dal primo
ministro Jean Claude Juncker.
OLANDA - Sulle politiche del 15 maggio scorso grava
l'assassinio del leader di estrema destra Pim Fortuyn. I
Cristiano democratici ottengono 43 seggi e la lista Fortuyn 26.
La guida del governo spetta al leader del Cda Peter Balkenende.
PORTOGALLO - Scalzati nel marzo di quest'anno i socialisti,
il governo è guidato dl leader del partito socialdemocratico
(conservatore) Jose Manuel Durao Barroso che forgia un patto di
governo con l'estrema destra di Paulo Portas.
SPAGNA - Per la seconda volta Josè Maria Aznar ha vinto le
elezioni nel marzo 2000. Dispone di 183 seggi su 350.
ITALIA - Nel maggio 2001 vittoria di Silvio Berlusconi, leader
di Forza Italia, che guida una coalizione di centro-destra
con An, Lega, Ccd e Cdu.
17 giugno 2002
SPECIALE ELEZIONI IN FRANCIA
I risultati del primo e del secondo turno
| Secondo
turno (16 giugno 2002) dati non ufficiali |
|
| Astensioni: 39% | |
| Partiti | seggi |
| UMP (Unione per maggioranza presidenziale) | 355 |
| UDF (Unione per la democrazia francese) | 29 |
| Diversi di destra | 15 |
| Partito socialista | 147 |
| Partito comunista | 21 |
| Verdi | 3 |
| Radicali di sinistra | 7 |
| Diversi di sinistra | 4 |
| FN (Fronte nazionale) | 0 |
| Polo repubblicano | 0 |
| Regionalisti | 0 |
| Elezioni per l'Assemblea nazionale (9 giugno 2002) | |
| Aventi
diritto: 40.287.271 Votanti: 26.128.018 Schede nulle o bianche: 550.083 Astensione: 35,15% |
|
| Partiti | % |
| UMP (Unione per maggioranza presidenziale) | 33,31 |
| UDF (Unione per la democrazia francese) | 4,83 |
| DL (Democrazia liberale) | 0,42 |
| RPF (Raggruppamento per la Francia) | 0,37 |
| MPF (Movimento per la Francia) | 0,79 |
| DVD (Diversi di destra) | 3,83 |
| Partito socialista | 23,94 |
| Partito comunista | 4,95 |
| Verdi | 4,47 |
| Radicali di sinistra | 1,52 |
| Diversi di sinistra | 1,17 |
| LO (Lotta operaia) | 1,19 |
| LCR (Lega comunista rivoluzionaria) | 1,25 |
| Estrema sinistra | 0,32 |
| Rivoluzionari di estrema sinistra | 0,31 |
| Polo repubblicano | 1,18 |
| Diversi ecologisti | 1,16 |
| Altri | 0,78 |
| FN (Fronte nazionale) | 11,23 |
| MNR (Movimento nazionale repubblicano) | 1,09 |
| Altri di estrema destra | 0,23 |
| CPNT (Partito dei cacciatori) | 1,65 |
17 giugno 2002
SPECIALE ELEZIONI IN FRANCIA
Il "superpresidente": gli oneri, dopo
gli onoriChirac dispone di una maggioranza schiacciante: nemmeno
de Gaulle era stato così forte nell'Assemblea nazionale.
Ma il Paese attraversa un periodo difficile, sia sotto il profilo
economico, sia sotto quello sociale e ha bisogno di stabilità
e di certezze. Adesso i cittadini vogliono risposte concrete.
di Michele Calcaterra il sole24ore.it
Come era nelle aspettative, la destra
repubblicana ha vinto, dopo le elezioni presidenziali anche
quelle legislative. Nei prossimi cinque anni, dunque, la Francia
sarà governata da un "superpresidente" rafforzato da
un Governo dello stesso colore. Una maggioranza schiacciante,
quella di Jacques Chirac e del premier Jean-Pierre Raffarin che
potranno contare sull'aiuto e il supporto dellAssemblea
nazionale, del Senato, ma anche di Regioni e Comuni. Tanto che
mai presidente, nella V Repubblica (nemmeno de Gaulle) è stato
così potente come Chirac.
Centrati i primi due risultati (presidenziali e legislative), si
apre ora un capitolo delicato e nello stesso tempo difficile.
Quello di gestire il Paese al meglio per farlo crescere, per
diminuire il garantismo dello Stato sociale, per aprirsi alle
riforme e allEuropa. Per il presidente e per il primo
ministro non sarà quindi una passeggiata. Al contrario un
percorso in salita ricco di incognite e di trabocchetti.
E dunque importante che questo Governo parta con il piede
giusto: che vari nel più breve tempo possibile la promessa
riduzione del 5% delle imposte sui redditi e immediatamente dopo
la riforma della giustizia (per rendere le pene certe) e quella
delle Forze dellordine, per contrastare laumento
della criminalità e il sentimento di insicurezza che regna nei
cittadini francesi.
La prima sessione parlamentare, a carattere straordinario durerà
un mese, ed è dunque in questi primi 30 giorni che Jean-Pierre
Raffarin dovrà lasciare il segno e marcare il territorio con il
suo imprinting. Inutile dire che lattesa è forte, in
quanto la Francia sta attraversando un periodo difficile, sia
sotto il profilo economico, sia sotto quello sociale e ha dunque
bisogno di stabilità e di certezze. Lerrore non è dunque
concesso, tanto più dopo che Jacques Chirac ha domandato di
disporre della maggioranza e maggioranza (schiacciante) gli è
stata accordata dai francesi.
Queste elezioni, come le precedenti, devono comunque fare
riflettere. Lastensionismo, che si identifica con il voto
di protesta, ha raggiunto infatti livelli record a dimostrazione
del fatto che la politica è distante dai problemi dei francesi.
Inoltre, i due partiti di maggioranza, Rpr e Ps escono battutti
dalle presidenziali da un Fronte nazionale in netta ripresa. Una
ripresa che non è stata confermata alle legsilative solo per il
fatto che con il sistema maggioritario lestrema destra è
stata pesantemente penalizzata.
Fatto sta che il 40% circa dei francesi non ha votato e che 6
milioni non sono rappresentati da una Assemblea nazionale che ha
sanzionato i partiti più piccoli e personaggi importanti come
Martine Aubry ("madrina" della legge sulle 35 ore),
Jean-Pierre Chévenement (a capo del polo repubblicano), Robert
Hue (presidente del partito comunista) Pierre Moscovici (ex
Ministro socialista per lEuropa), Dominique Voynet (ex
Ministro verde per lAmbiente) e Raymond Forni (socialista,
presidente dellassemblea nazionale). Come a dire che da
queste due tornate elettorali ne esce una Francia completamente
rivoluzionata.
17 giugno 2002