La decisione della Corte Suprema Usa dopo quattro giorni di battaglia
giuridica
Respinto il ricorso dei fondi pensione dell'Indiana. Il plauso della Casa
Bianca
Fiat-Chrysler, dopo il sì dei giudici
accordo ok, Marchionne nuovo a.d.
"Un giorno importante per l'industria automobilistica". Robert
Kidder è il presidente
Tre dei componenti del Cda verranno scelti da Torino
NEW YORK - Accordo definitivamente concluso tra Fiat e Chrysler.
Sergio Marchionne sarà l'amministratore delegato del gruppo, Robert
Kidder è stato designato presidente. Lo afferma una nota congiunta.
L'annuncio ufficiale arriva dopo il via libera della Corte Suprema. Dopo
quattro giorni di febbrili manovre legali, infatti, la Corte Suprema ha
dato oggi senza dissensi luce verde all'accordo Fiat-Chrysler,
respingendo il ricorso presentato nel fine settimana da alcuni fondi
pensione dell'Indiana.
Grazie all'alleanza con il Lingotto, ha commentato Marchionne, Chrysler
"può tornare ad essere una società forte e competitivita con una
gamma di vetture affidabile che colpiscono l'immaginazione e ispirano
fedeltà". L'a.d. ha definito quello odierno "un giorno molto
importante, non solo per Chrysler e per i suoi dipendenti, che hanno
vissuto quest'ultimo anno in un contesto pieno di incertezze, ma anche
per l'intera industria automobilistica".
Come previsto dall'accordo, si legge nella nota congiunta, Fiat fornirà
a Chrysler "la tecnologia tra le più innovative e avanzate al
mondo, le piattaforme e i propulsori per vetture piccole e medie.
Chrysler potrà così offrire una più ampia gamma di prodotti comprese
anche vetture a basso impatto ambientale, sempre più richieste dal
mercato. Chrysler potrà anche trarre beneficio dall'esperienza della
Fiat nelle ristrutturazioni aziendali e avrà accesso alla rete di
distribuzione internazionale di Fiat, in particolare in America Latina e
Russia".
Fiat, attraverso una società controllata, ha assunto una quota del 20%
in Chrysler Group. Quota che aumenterà progressivamente fino ad un
totale del 35% "subordinatamente al raggiungimento di determinati
obiettivi previsti dall'accordo". Il Lingotto non potrà ottenere
la quota di maggioranza di Chrysler fino a quando i debiti derivanti dai
finanziamenti pubblici non saranno stati interamente rimborsati.
La nuova Chrysler sarà guidata da un consiglio di amministrazione
composto da tre amministratori nominati da Fiat, tra i quali lo stesso
Marchionne in qualità di amministratore delegato, quattro nominati dal
dipartimento del Tesoro statunitense, uno dal governo canadese e uno
dall'United Auto Workers' Retiree Medical Benefits Trust.
La Casa Bianca ha applaudito alla decisione della Corte Suprema, che ha
aperto la strada al perfezionamento dell'accordo, "lieta che
l'alleanza Chrysler-Fiat possa ora andare avanti, permettendo a Chrysler
di riemergere come un produttore automobilistico competitivo ed
efficiente".