1980: i 37 giorni della
FIAT.
Cronologia
della mitica lotta che da settembre a ottobre 1980 oppose i
lavoratori FIAT alla direzione aziendale. Quella sconfitta,
avvenuta con la complicità determinante delle direzioni
sindacali CGIL, CISL e UIL, segnò l'inizio in Italia del lungo
periodo di riflusso operaio nel quale tuttora ci ritroviamo. La
cronologia è tratta dal libro "Con Marx alle porte" a
cura delle Nuove Edizioni Internazionali, scritto a più mani a
un mese di distanza dai fatti da una serie di attivisti politici
e sindacali*.
* Adriano Alessandria, Roberto alotto, Doriana Bertino, Augusto Caffaz, Angelo Caforio, Fausto Cristofari, Paolo De Luca, Piero De Montis, Liborio Gagliardi, Giuseppe Gentile, Mario Laudati, Alberto Malva, Giuseppe Martellacci, Ebe Matta, Gio Palazzo, Rocco Papandrea, Edgardo Pellegrini, Franco Ranghino, Raffaello Renzacci, Paolo Rindone.
La vigilia
Lunedì 1 Settembre 1980
Riaprono dopo le ferie
gli stabilimenti FIAT IVECO, Acciaio grandi nastri, parte di
Lingotto, la parte di Rivalla dove si fa la Delta, l'Autobianchi
di Desio. Termini Imerese lavora già del 25 Agosto. Nel solo
mese di Luglio, la FIAT ha portato avanti un programma di
licenziamenti selezionati, a pioggia, che ha colpito almeno 2.000
lavoratori.
Si riunisce a Roma la commissione Barattieri, instaurata dal
ministro Bisaglia per elaborare il piano di settore per
l'automobile.
Martedì' 2 Settembre
Riaprono tutti gli
stabilimenti siderurgici FIAT. A Rivalta, sulla linea della
Delta, aumento improvviso, non contrattato, dei carichi di
lavoro. I lavoratori rispondono con due fermate di mezz'ora.
La FLM e CGIL-CISL-UIL si incontrano a livello regionale. Dalla
riunione emerge che 47 aziende, per lo più metalmeccaniche,
hanno chiesto per Settembre/Ottobre la Cassa integrazione per
oltre 13.000 addetti.
Mercoledì 3 Settembre
Torino è attraversata da
una grande manifestazione dei lavoratori della Indesit. In testa
al corteo, le donne. Alla Indesit sono minacciati 12.000 posti di
lavoro.
I sindacati torinesi si incontrano con gli amministratori
comunali e regionali. Dalla riunione esce una richiesta alla FIAT
di investire, per reggere lo scontro con le grandi case
automobilistiche mondiali. I sindacati si dichiarano disponibili
alla mobilità interna, al blocco del turn over e al
prepensionamento. Si richiede un rapido intervento del governo
per la definizione del piano di settore, finalizzato a evitare i
licenziamenti.
Intervenendo a Bologna al festival dell'L'Unità, il sindaco di
Torino Novelli rivendica al Comune di non essere più una
dépendance della famiglia Agnelli.
Giovedì 4 Settembre
Riaprono tutti gli
stabilimenti FIAT-auto. A Cassino si chiede un immediato aumento
dei ritmi, non rispettando la decisione di Luglio, che per
ritoccare i ritmi ci sarebbe voluta, alla riapertura, una
specifica trattativa.
La dirigenza FIAT si fa ricevere da Cossiga, La Malfa, Foschi, De
Michelis. Illustra un lungo documento, di cui per ora non si sa
nulla. Nel pomeriggio Cesare Annibaldi, responsabile delle
relazioni industriali della FIAT, incontra Galli, Mattina,
Bentivogli, Veronese, Sabattini e Morese.
Ad Ariccia, convegno della CGIL sugli impiegati. Nella relazione
di Paolo Franco, autocritica per lo scarso impegno del sindacato
nei loro confronti. Il sindacato deve promuovere l'affermazione
di figure professionali più ricche "di competenza, di
spazio, di potere" e pagate meglio. Ci deve essere una
maggiore differenziazione salariale, che premi la
professionalità.
Venerdì 5 Settembre
Cesare Annibaldi annuncia
che l'esigenza, per la FIAT, sarebbe quella di licenziare 24.000
dipendenti (di cui 2.000 impiegati). Comunque è possibile
evitarlo ponendo in Cassa integrazione a zero ore, per 18 mesi
dal 1° Ottobre, questi lavoratori.
La FLM dirama una nota in cui ribadisce di essere contraria
"in queste condizioni" alla mobilità esterna, perché
essa significherebbe solo una mascheratura dei licenziamenti. E'
invece favorevole conferma a mobilità interna,
blocco del turn over, prepensionamenti, corsi di formazione per
un riequilibrio anche qualitativo degli organici.
Viene giudicata inopportuna la dichiarazione pubblica di Cesare
Del Piano (segretario confederale CISL) che si è dichiarato
favorevole alla riduzione dell'orario di lavoro.
Benvenuto, segretario generale della UIL, si dichiara favorevole
anche alla mobilità interaziendale "purché da posto a
posto".
A Cassino, per la questione dei ritmi, sciopero alla
Verniciatura. La FIAT mette "in libertà" 3.200 operai.
Comune, provincia e regione incontrano la delegazione FIAT e
dichiarano la propria soddisfazione nel sentire che l'azienda
vuole mantenere/recuperare mi ruolo di primo piano tra i
produttori mondiali. Lamentano che non vengano fornite
indicazioni sulla strategia e sui programmi del gruppo.
Sabato 6 Febbraio
Pio Galli dichiara che la
FLM non è pregiudizialmente contro la mobilità esterna. Ma
aggiunge la crisi dell'auto finirà nell'82; in
quel momento la FIAT dovrà ripartire a pieno ritmo, non
ridimensionata.
Alla segreteria CGIL-CISL-UIL emergono posizioni divergenti in
merito al documento da presentare alla prossima consultazione di
quadri sindacali (la nuova EUR). I dissensi sarebbero sullo 0,50
per cento, sull'orario di lavoro e sulla FIAT.
Benvenuto dichiara che il sindacato deve fare un salto da una
cultura di opposizione a una cultura di governo.
Lunedì 8 Settembre
Riapre la Framtek di
Settimo.
Scatta la Cassa integrazione fino al 30 Settembre, due giorni a
settimana, per 74.000 lavoratori FIAT.
All'Unione industriali di Torino cominciano gli incontri tra le
delegazioni FIAT e FLM. La FIAT lamenta grossi stock e la FLM
ritiene non attendibili i dati forniti. La FIAT afferma di dover
porre in Cassa integrazione per 15 mesi, a zero ore, 24.000
lavoratori, metà dei quali non potranno rientrare in fabbrica.
Claudio Sabattini, segretario nazionale FLM, rilancia la proposta
già resa nota dal sindacato, aggiungendo che la Cassa
integrazione dovrà essere a rotazione.
A Napoli la polizia carica un corteo di 2.000 disoccupati.
Al ministero del Bilancio, a Roma, incontro dei sindacati con il
ministro La Malfa per analizzare i termini della crisi economica.
Non emerge una linea di accordo su come affrontarla.
Il presidente della Confindustria, Merloni, si incontra con
Agnelli, Orlando, Mandelli, Mattei e altri mèmbri del direttivo
dell'organizzazione padronale. Affermano che è necessario
adottare misure impopolari per allontanare conseguenze negative
più ampie. Dicono: licenziare oggi, per avere più posti di
lavoro domani.
Martedì 9 Settembre
Al direttivo dell'Unione
industriali del Piemonte, Pininfarina afferma che la scelta per
la FIAT può essere solo la mobilità "senza distinzioni di
comodo tra interna e esterna".
Al consiglio comunale di Torino la DC propone la creazione di una
commissione regionale per la mobilità esterna e un gruppo di
lavoro a livello comunale per il reperimento di posti di lavoro.
La Malfa incontra i dirigenti della Confindustria, che chiedono
al governo di intervenire con un progetto di riforma della scala
mobile.
I 37 giorni
Mercoledì' 10 Settembre, primo giorno
Rottura delle trattative
a Torino. Annibaldi annuncia che in giornata, al massimo domani,
saranno aperte le procedure per 12/15.000 licenziamenti.
A Rivalta, al secondo turno, gli operai già in sciopero
per i ritmi bloccano la fabbrica e fanno un corteo fino
alla Indesit inneggiando a Danzica.
Alla Lancia di Chivasso il Consiglio di fabbrica proclama il
blocco e il presidio dei cancelli.
A Mirafiori gli operai delle Carrozzerie, dopo la mensa, scendono
in sciopero e bloccano i cancelli.
All'esecutivo della UIL, Raggerò Ravenna dichiara che è
impossibile la difesa dello status quo nell'occupazione.
Incontrandosi con un redattore della Repubblica, Pierre Carniti
afferma che l'apparato sindacale è conservatore, burocratico,
quindi tende a esortare alle lotte frontali. Invece la strada è
quella di gestire lo 0,50 per cento perché questo permetterà di
gestire una parte, sia pur piccola, dell'economia.
Giovedì 11 Settembre, secondo giorno
Tre ore di sciopero
proclamate dalla FLM. con assemblea.
A Lingotto passa la proposta di prolungare lo sciopero fino alla
fine del turno e di andare in corteo a Mirafiori. Il
"nazionale" Regazzi non è d'accordo e tenta
maldestramente una contro-assemblea che naufraga sul nascere. A
Mirafiori ci va un grosso corteo. Il secondo turno mantiene la
forma di lotta delle 8 ore di sciopero.
A Rivalta, scioperi di 3 ore con assemblee nei settori; corteo in
Meccanica, partecipazione eccezionale specie nella Verniciatura
(oltre il 90 per cento partecipa al corteo).
A Mirafiori, primo turno, si decide lo sciopero di 8 ore.
Assemblea alla porta 5. Parlano quelli di Mirafiori e parlano
quelli di Lingotto. Angelo Caforio, dei 61 licenziati, lancia un
appello a tutte le fabbriche italiane per l'immediata unità
della lotta contro un attacco che non è solo alla classe operaia
FIAT ma a tutta la classe operaia italiana. Secondo turno.
Presse. Si lavora mezz'ora, poi tutti in sciopero. L'eccezionale
partecipazione femminile dice già che le donne saranno tra le
protagoniste assolute di questa lotta. Un grande corteo. E qui
appare Carlo Marx. Al termine del corteo, quando si vanno a
presidiare i cancelli, Marx sarà appeso a una porta. Si
riprodurrà, si moltiplicherà, riapparirà in piccoli quadri e
in giganteschi teloni. Fino alla fine, Marx sarà alle porte con
la classe operaia in lotta.
Foschi incontra la FLM e poi la delegazione FIAT.
L'Unione industriali piemontese "scopre" che nell'area
di Torino sono 15/16.000 i posti di lavoro vacanti.
Dalla Lombardia arriva la notizia che sono scese in lotta
l'Autobianchi di Desio e la OM a Milano e a Broscia. Da Mantova,
l'annuncio di un grande corteo a Suzzara. Da Termoli, che la FIAT
si è fermata per tutto il giorno. Cosi' a Cassino e Termini
Imerese. Ferma a Modena la FIAT trattori.
Per la direzione del PCI Chiaromonte afferma che è accettabile
la mobilità, purché sotto controllo sindacale e indirizzata
alla difesa del lavoro.
Al festival bolognese dell'Unità, Lama dichiara che le proposte
del sindacato consentivano un alleggerimento di manodopera
superiore a quello chiesto dalla FIAT.
Il sindaco Novelli si dice convinto che esistono tutte le
condizioni per trovare una via d'uscita.
Venerdì 12 Settembre, terzo giorno
Quattro ore di sciopero
proclamate dalla FLM. con manifestazione davanti alla prefettura.
Lingotto. Si decide subito, all'entrata, per le 8 ore. Alcuni
lavoratori restano a discutere in fabbrica con pochi gruppi che
non vorrebbero scioperare: un forte dibattito, per convincerli
della portata dello scontro. Il secondo turno andrà in corteo
alla RAI: si chiede la diffusione, su reti nazionali e locale, di
un appello allo sciopero generale nazionale Si articolano questi
punti: no ai licenziamenti, no alla mobilità, no alla cassa
integrazione, correttezza dell'informazione, a Torino le
trattative. La RAI si lmpegna a diffondere il testo dell'appello.
Ma non lo farà.
La sera, un buon numero di lavoratori si trova spontaneamente ai
cancelli. Minacciosa uscita in gruppo, alle 23 di un folto
gruppo, inquadrato, di capi.
A Mirafiori, primo turno, organizzazione del corteo per la
manifestazione di piazza castello: tutti chiedono trattativa a
Torino. Secondo turno, la Carrozzeria continua con le modali tà
di sciopero del giorno precedente. Alle Presse un grosso corteo
interno spazza i crumiri. Ci si unisce alle Meccaniche e si va in
giro per il quartiere a popolarizzare i contenuti della lotta
A Chivasso i lavoratori della Lancia bloccano l'autostrada
Rivalta: 4 ore di sciopero e grandi cortei. Materferro: anche
qui, dopo lo sciopero, picchetti nella notte.
Notizie da fuori: a Crescenzago ha scioperato la Magneti Marelli
al 98 per cento- A sesto ha scioperato l'Ercole Marelli, che non
è FIAT. AII'Alfa Romeo di Arese il CdF ha votato un ordine del
giorno di solidarietà. Continuano le mobilitazioni e le
assemblee a Desio, a Suzzara, a Brescia.
Foschi incontra separatamente FLM e FIAT
Ottaviano Del Turco dichiara che la mobilità esterna va bene, ma
solo da posto a posto. Il cardinale Ballestrero, presidente della
CEl e arcivescovo di Torino redige un messaggio in cui auspica
una soluzione positiva della vertenza,
Dirigenti del PCI incontrano dirigenti della FLM e testimoniano
l'appoggio del partito alle richieste della federazione dei
metalmeccanici. A Pisa, l'assemblea nazionale degli studenti medi
della FGCI lamenta l'ancora insufficiente mobilitazione attorno
alla FIAT.
Sabato 13 Settembre, quarto giorno
Incontro dei quadri FIAT
del PCI con Pajetta. Pajetta dichiara che la mobilità da posto a
posto è accettabile. Per quel che riguarda le forme di lotta,
bisogna esprimere la massima forza, partecipazione,
autodisciplina. Il PCI deve essere, con questo orientamento, alla
testa delle lotte.
Agostino Marianetti incontra Giorgio Bocca e - tra l'altro - gli
dice di essere per l'autoregolamentazione dello sciopero.
Enzo Mattina dichiara che si può anche decidere la mobilità
esterna, ma solo tra 9-10 mesi, verificata la situazione del
mercato del lavoro. Questa posizione -ritiene - dovrebbe far
superare le incomprensioni tra FLM e confederazioni.
Domenica 14 Settembre, quinto giorno
Berlinguer, chiudendo il festival dell'Unità a Bologna, si dichiara favorevole al ritorno della trattativa a Torino, alla trasmissione delle trattative per radio e TV. Comunque la FIAT non ha il ruolo centrale, nel suo discorso: solo 134 righe sulle 1.500 di trascrizione sull'Unità.
Lunedì' 15 Settembre, sesto giorno
C'è la Cassa
integrazione a Mirafiori, Rivalta (esclusa la Delta), Lancia di
Chivasso, Lingotto (per 1.800), Carrozzerie, Presse, Costruzioni
stampi. Lancia San Paolo, ecc.
A Lingotto, primo turno, alcuni propongono di andare
all'articolazione della lotta. L'assemblea riconferma invece le 8
ore.
Corteo interno, blocco dei cancelli. L'assemblea del secondo
turno riconferma lo sciopero a oltranza. Vota cinque punti: 1.
Ritiro immediato dei licenziamenti; 2. No alla mobilità esterna;
3. No alla Cassa integrazione a O ore; 4. Trattative a Torino; 5.
Sciopero generale nazionale.
Corteo che va alla Stampa e ne ottiene la pubblicazione. La sera,
nuova sortita organizzata dei capi.
Manifestazione esterna alla Lancia di Chivasso, con mantenimento
dei presidi ai cancelli. Tre ore di fermata alla Delta di
Rivalta. Blocco di Fonderie e Fucine alla Teksid. Fermate alla
Meccanica 3 di Mirafiori, dove non c'è Cassa integrazione.
La Pininfarina annuncia che chiederà la mobilità esterna per
500 operai eccedenti, un quinto della manodopera.
A Pisa la Motofides (FIAT al 60 per cento) minaccia 200
licenziamenti su 1.000 dipendenti.
Dopo i nuovi incontri separati con FLM e FIAT, il ministro Foschi
dichiara che ci sono possibilità di riassorbimento della
manodopera espulsa dalla FIAT.
Benvenuto protesta: macché Danzica! Qui ci vuole più
trasparenza nelle pratiche sindacali; qui ci vogliono i
referendum tra i lavoratori!
Virginio Gallo, segretario generale Trasporti della CGIL,
annuncia che la FIAT ha fatto sbarcare, a Livorno, 10.000 auto
provenienti da Spagna e Brasile e prevede di farne arrivare altre
15.000 nei prossimi giorni.
Martedì 16 Settembre, settimo giorno
Continua la Cassa
integrazione. Rientrano però al lavoro alle Carrozzerie di
Mirafiori la 127, la Lancia di Borgo San Paolo, 500 operai della
Diesel alla Meccanica di Rivalla.
A Lingotto continua l'oltranza. Corteo nel quartiere fino a corso
Marconi. Al secando turno, corteo interno che invita i capi a
uscire. Poi blocco della stazione ferroviaria: breve discussione
con i pendolari, molti dei quali hanno già scioperato nel corso
della mattina. Perciò si decide di far passare i convogli, dopo
un breve comizio. I lavoratori, dal treno, ripartono salutando a
pugno chiuso. La sera, durante il picchettaggio, un lavoratore è
ferito a freddo da un capo, uscito furtivamente dallo
stabilimento. Quando arriva la polizia, vorrebbe arrestare alcuni
picchettanti; poi però se ne va senza effettuare fermi.
A Rivalla, alle 8,15 la dirczione mette senza lavoro i dipendenti
"causa la mancanza di rifornimenti da Lingotto". In
Verniciatura e Montaggio parte lo sciopero, fino al termine del
turno.
Alla Lancia di Chivasso, blocco totale delle merci. Tremila in
assemblea. La lotta è diretta da un comitato misto di delegati e
operai. Iniziative e comunicati sono adottati in comune dal CdF e
da questo comitato di sciopero.
A corso Marconi, sede degli uffici centrali FIAT, dove la FLM ha
proclamato uno sciopero per tutta la giornata, folto picchetto
fin dalle 4 del mattino. Molti dei picchettanti sono lavoratori
in Cassa integrazione.
A Mirafiori ['esecutivo del CdF si pronuncia per un indurimento
della lotta. In Carozzeria gli operai della 127 bloccano per otto
ore, con manifestazione e presidio ai cancelli.
Corteo interno alle Presse.
Lancia di borgo San Paolo: 4 ore di sciopero con assemblea. Ma
l'assemblea decide di prolungare l'astensione dal lavoro fino al
termine del turno. Anche a Villar Perosa i 400 dipendenti
bloccano in maniera totale.
Attivo regionale della FLM in via Porpora. Si afferma che non
importa dove si svolgono le trattative, purché siano trasparenti
e chiare ai lavoratori. Opposizione della V Lega Mirafiori.
La FIAT annuncia l'accordo con la Peugeot: insieme produrranno
"un motore rivoluzionario, per i modelli di bassa cilindrata
a consumi ridottissimi".
Alla vigilia della riunione del governo. La Malfa si pronuncia
decisamente contro l'accordo Alfa-Nissan. La FLM organizza una
delegazione operai a Roma per sostenere Massaccesi. Il gruppo
socialista alla Camera annuncia che sta lavorando a un'iniziativa
per la realizzazione di una agenzia del lavoro, per consentire la
mobilità esterna.
Mercoledì 17 Settembre, ottavo giorno
Giornata di
mobilitazione, con manifestazioni di zona presenti i segretari
della FLM, Parla Pio Galli. Enorme la partecipazione, moltissimi
giovani e donne. Gai promette lo scopero nazionale dei
metalmeccanici e che, quando ci sarà l'ipotesi di accordo i
dirigenti sindacali verranno a Torino per sottoporla a verifica
Se i lavoratori, la rifiuteranno, non si firmerà. Molti
striscioni e cartelli comunque, reclamano ancora la trattativa
pubblica a Torino.
Davanti alla Indesit, presenti anche i lavoratori di Rivalta
Darla Bentivogli. Tende soprattutto ad appoggiare chi vorrebbe la
lotta articolata che - sostenuta qui dal CdF - trova tantissime
resistenze nella base che vuole l'oltranza.
Mattina parla in piazza Crispi.
A Ivrea la manifestazione degli operai dell'Olivetti davanti
all'Unione industriali.
Altre iniziative alla Pininfarina, Ipra, ecc.
Sa Desio arriva la notizia che I'Autobianchi ha deciso il blocco
degli stock.
Pomeriggio. Assemblee in quasi tutte le situazioni. Rivalta,
Mirafiori Meccaniche e Presse passano all'articolazione (un'ora
di lavoro all'inizio e alla fine del turno).
A Lingotto comincia a circolare l'ideadi un comitato di sciopero
Si decide anche di fare un documento da portare, il giorno dopo,
alla riunione dei quadri sindacali al cinema Massimo, documento
in cui si richiede la riunione di tutti i CdF FIAT per unificare
l'iniziativa e le forme di lotta; la riunione, qualora la
segreteria provinciale non la convocasse, potrebbe essere fatta a
Lingotto o alla porta 5 di Mirafiori.
Alla Regione ['assessore del Lavoro, Alasia, tiene una
conferenza-stampa: non c'è spazio sul mercato del lavoro
torinese dice per un'estesa mobilità.
Il dirigente della Confindustria, Merloni, dichiara che la
mobilità esterna è indispensabile e che ci vuole l'agenzia del
lavoro.
Al direttivo della CGIL, Lama afferma che la consultazione dei
lavoratori non dev'essere lasciata alla spontaneità ne alla
genericità.
Giovedì 18 Settembre, nono giorno
A Mirafiori Carrozzerie
continua lo sciopero di 8 ore e cosi' a Lingotto e alla Lancia di
Chivasso, dove prosegue il presidio ai cancelli. Manifestazione
di oltre 5.000 all'Unione industriali, anche con gli operai della
Materferro.
Al pomeriggio sì mantengono le stesse forme di lotta che al
mattino. Nuovo corteo di Lingotto all'Unione industriali.
Tentativo del collettivo dell'Autonomia di dirottare la
manifestazione alla stazione centrale di Porta Nuova; non riesce.
Concitato dibattito, davanti all'Unione industriali, tra operai
della
FLM e membri del collettivo. Parecchi operai se ne vanno.
A Lingotto, nella giornata, arrivano alcuni delegati di Rivalla
che fanno pressione perché si articoli la lotta.
Riunione di quadri sindacali al cinema Massimo. Viene letta la
richiesta di Lingotto per una riunione di tutti i CdF FIAT,
sabato.
La FLM V Lega denuncia una rappresaglia padronale: un lavoratore
è stato licenziato, accusato di aver percosso un suo compagno di
lavoro.
La FLM nazionale proclama lo sciopero dei metalmeccanici per il
25. In Piemonte lo sciopero sarà generale di tutte le categorie.
Aprendo il Comitato centrale della UIL, Benvenuto auspica il voto
segreto, il referendum tra i lavoratori, un meccanismo di
"codecisione" alla tedesca per aprire la strada della
partecipazione operaia alle imprese.
Il ministro Foschi annuncia di aver elaborato un piano per la
soluzione della vertenza.
Venerdì 19 Settembre, decimo giorno
A Mirafiori assemblee con
i rappresentanti degli enti locali, al primo e secondo turno.
Continuano alle Carrozzerie le 8 ore di sciopero. 6 a Meccaniche
e Presse. Grande partecipazione ache di cittadini non operai,
alle assemblee. Il sindaco Novelli afferma che se la FIAT
manterrà i licenziamenti, il prossimo incontro con lui sarà
dentro la fabbrica. Interviene Antonio Gil, operaio della SEAT,
membro delle Comisiones obreras e militante della Liga comunista
revolucionaria, la sezione spagnola della Quarta internazionale.
Porta 1appoggio della classe operaia SEAT e sottolinea il
carattere unito della lotta operaia, che deve tradursi in
concrete azioni comuni.
Un altro militante della LCR spagnola della SEAT, Deosda do
Toledano, interviene a Lingotto in un'assemblea con gli enti
locali e le forze politiche. Tra gli altri intervengono Ferrara
per il PCI, Caiazza per DP e Caforio per la LCR. Quando prende la
parola un esponente democristiano, è subissato da fischi e
slogan Alla testa della contestazione, le donne e settori di base
del PCI.
Operai di Lingotto si recano quindi negli altri stabilimenti per
invitare rappresentanti delle diverse fabbriche al loro CdF, che
si terrà domani. Da Termini giunge la notizia che è stata
bloccata la produzione della Panda e che è in atto un presidio
ai cancelli.
Foschi annuncia che se la FIAT licenzia si dimetterà. Si discute
sulla sua bozza che però resta segreta. La FLM, dopo la
riunione, ne nega addirittura lesistenza. Torino, sera.
Assemblea generale dei quadri operai della LCR. Antonio Gil
informa che, alla proposta delle Comisiones obreras di inviare
una folta delegazione, il sindacato italiano ha risposto:
"Non occorre. Vi informeremo noi quando tutto sarà
finito".
Sabato 20 Settembre, undicesimo giorno
Lingotto Consiglio di
fabbrica aperto alla partecipazione di altre situazioni.
Introduzione e replica rituali, di un esponente della segreteria
provinciale FLM. Dibattito molto vivo tra chi vuole andare
all'articolazione e chi pone invece l'esigenza di un ulteriore
inasprimento della lotta con l'occupazione delle fabbriche Alcuni
interventi pongono il problema dell'insufficiente strategia della
FLM e lesigenza della riduzione di orario a Parità di
paga. Intervengono anche rappresentanti della Motori Avio,
dellIVECO e di Rivalla. 11 CdF si conclude con un documento
che mantiene la proposta delle 8 ore per lunedì mattina ma
rimette ulteriori decisioni al Consiglione di Mirafiori convocato
per il pomeriggio.
Cossiga autorizza la firma dell'accordo Alfa-Nissan.
Domenica 21 Settembre, dodicesimo giorno
Alla Lancia di Chivasso
prosegue il blocco totale dei cancelli. Il comitato di lotta
riceve Toledano e Gii della SEAT e Góte Kilden, dell'esecutivo
sindacale della Volvo-camion di Gòteborg, membro della sezione
svedese della Quarta Internazionale. La discussione, molto
fraterna e ben approfondita, viene trasmessa attraverso gli
altoparlanti a circa cinquecento operai e alle loro famiglie che
stanno attendendo lo spettacolo organizzato per solidarietà da
un gruppo di animazione
Intervista di Luciano Lama all'Unità: La FIAT - afferma - vuole
colpire il potere del sindacato. Lo sciopero generale appare
necessario. Le contestazioni e le polemiche di Luglio sono un
esperienza traumatica da cui trarre insegnamenti. Tutta la
strategia sindacale sarà sottoposta al giudizio della base.
Lunedì 22 Settembre, tredicesimo giorno
Prosegue la Cassa
integrazione con le stesse modalità del lunedì precedente.
A Lingotto 8 ore di sciopero su entrambi i turni. Sotto la
pioggia dopo il primo turno, corteo che fa uscire gli impiegati
dalla filiale di corso Bramante. Breve comizio agli impiegati da
parte di una giovane operaia. Poi si va alla Framtek di via
Genova invitando ad una assemblea. Ma il CdF preferisce mantenere
le forme di lotta articolate.
Alla Teksid scioperi a scacchiera bloccano la produzione di tutto
il gruppo.
A Rivalta la FIAT dichiara senza lavoro la Delta, in Verniciatura
e Lastroferratura. Il Montaggio sciopera dalle 8 alle 11 il primo
turno e dalle 16,45 in poi il secondo.
Alla Lancia di Chivasso, nonostante la Cassa integrazione
continua il presidio dei cancelli.
Alla IVECO, 3 ore di sciopero alla SOT e alla Ricambi Al secondo
turno, un corteo blocca il lungostura Lazio.
Al cinema Smeraldo, prima riunione del Consiglione di Mirafiori,
con oltre un migliaio di delegati e aperto alle altre situazioni.
Discussione interlocutoria: molti interventi sottolineano la
necessità di un adeguamento generale ai livelli più alti della
lotta e di andare verso l'occupazione delle fabbriche. Viene
presentato un documento finale che istituisce una commissione
(che comincia a discutere dell'organizzazione dell'occupazione) e
che prevede "forme estreme di lotta".
Foschi riceve i presidenti delle amministrazioni torinesi e della
regione Novelli, Maccari ed Enrietti. Poi Lama, Camiti e
Benvenuto che hanno appena incontrato Galli, Bentivogli e
Mattina. Cossiga riceve l'amministratore delegato della FIAT
Cesare Romiti.
Martedì' 23 Settembre, quattordicesimo giorno
Cassa integrazione con le
modalità del martedì precedente.
Lingotto. Al primo turno l'assemblea conferma l'oltranza.
Numeroso corteo alla stazione di Porta Nuova, con volantinaggio
ai treni e lettura di un comunicato sindacale dagli altoparlanti
deila stazione. Poi delegazione in regione dove si chiede il
rinvio di bollette della luce, del gas, del telefono e un
intervento degli enti locali per ottenere un rinvio e una
dilazione del pagamento degli affitti. Al secondo turno, corteo
che giunge ai confini di Nichelino con speakeraggi che chiedono
la solidarietà della popolazione. Volantinaggio ai negozi.
A Mirafiori il picchetto sbarra l'accesso alla fabbrica di
impiegati e dirigenti. In Carrozzeria gli operai della 127 si
riuniscono in assemblea e decidono lo sciopero fino alla fine del
turno. Alla Materferro tre ore di sciopero e blocco di corso
Orbassano. A Porosa fermata totale. Alla Lancia di borgo San
Paolo, sciopero di 8 ore. A Rivalla, 4 ore di sciopero alla Delta
in Verniciatura e al Montaggio. 60 operai della Lastroferratura
sono dichiarati senza lavoro. Lavorano invece gli impiegati. Alla
Lancia di Chivasso, dove prosegue il blocco dei cancelli, gli
operai partecipano al consiglio comunale. Alla Teksid due ore di
sciopero alle Fonderie e alle Fucine, 4 a Crescentino. AII'IVECO
due ore di sciopero ai telai, 3 a Spa Stura; nel pomeriggio
corteo alla RAI.
La FIAT annuncia il raddoppio del capitale sociale: "Con
questo - si dichiara - la famiglia Agnelli smentisce nei fatti
presunti disimpegni della FIAT",
Al direttivo CGIL-CISL-UIL proposte differenziate sulle funzioni
del sindacato nella crisi. Dissensi anche sullo 0,50 per cento.
Tutti però sono per un "ancoramento alla linea
dell'EUR".
Mercoledì 24 Settembre, quindicesimo giorno
Assemblea con le forze
politiche sulla pista a Mirafiori. A un certo punto arriva anche
un numeroso corteo da Lingotto.
Un delegato della Carrozzeria, Liberato Morcia, dice no alla
mediazione Foschi per la Cassa integrazjone a 0 ore per tremesi.
Così Marchesane, del CdF Lingotto. Poi tocca ai politici e
spesso è contestazione. L'esponente della DC (Garocchio) non
riesce a parlare. Fischi e slogan quando interviene Cicchitto,
che appare decisamente un esponente del PSI al governo e non
tanto la sinistra di quel partito. In Marco Boato non si
riconosce Lotta Continua ma il Partito Radicale, di cui è
deputato: contestato duramente anche lui. E siccome se ne esce
con un: "Ma è questa la vostra democrazia?" la dose di
fischi aumenta. Seguiti invece con interesse gli interventi per
il PCI (Minucci), per il PdUP (Castellina), per DP (Calamida),
per la LCR (Caforio). Stessa scena, più o meno, il pomeriggio.
Solo Boato rettifica: "Fischiate pure; questa è
democrazia" e anche per lui c'è qualche applauso. I
lavoratori IVECO vanno alla Stampa, bloccano via Roma, reclamano
una corretta informazione.
Organizzata dall'intercategoriale donne di Torino,
manifestazione, la sera, a Rivalta. Si sentono operatrici
sindacali e operaie sulla condizione femminile, sulla donna in
fabbrica, sulla famiglia e sulle istituzioni, su come organizzare
le donne per la manifestazione di sciopero, domani. Si decide lo
striscione "A casa non si torna". Spettacolo, con
Franca Rame.
Nel corso della giornata, sempre a Rivalta, ci sono stati vari
cortei, fino alla vicina Indesit e picchettaggi che hanno
sbarrato l'entrata impiegati.
Il direttivo delle confederazioni decide per il 2 Ottobre lo
sciopero generale nazionale di 4 ore.
La sera, il telegiornale accusa: tortissimo assenteismo
all'Alfa-sud. Punte del 40 per cento a casa. Un telegramma della
direzione alla FLM. La FLM stigmatizza gli assenteisti.
Giovedì 25 Settembre, sedicesimo giorno
Sciopero generale
nazionale dei metalmeccanici, generale di tutte le categorie in
Piemonte.
Centomila manifestanti a Torino. Le donne della FLM, del
l'Intercategoriale, del movimento femminista hanno una
vivacissima presenza. Estremamente combattive le lavoratrici
della linea CIPAS, cioè delle mense aziendali. Ampia
partecipazione dei giovani ma ancora debole quella del settore
studentesco.
Mattina, anche se spesso interrotto da slogan per lo sciopero
generale intercategoriale, per le 35 ore, per l'occupazione delle
fabbriche può concludere senza eccessiva difficoltà. Forti i
fischi, più forti slogan quando prende la parola Carniti. Le
mani si alzano per chiedere che lo sciopero generale sia di 8
ore. Chiude in fretta e furia, sotto la crescente contestazione,
specie della base del PCI e degli operai della LCR. Questi
ultimi, appena Carniti è sceso ed è stata data l'indicazione di
scioglimento del comizio, salgono sul palco e intonano, ripresi
da molti lavoratori: "Né mobilità, né
licenziamenti/occupiamo gli stabilimenti" e "Ci piace
di più un governo in tuta blu".
A Napoli manifestazione del Centro-Sud. Parlano Pio Galli e un
delegato di Mirafiori. Anche qui grossa partecipazione,
caratterizzata dalla forte presenza dei disoccupati.
Sempre a Torino, al cinema Smeraldo, riunione del Consiglione di
Mirafiori aperto alle altre situazioni. Molto accesa la
discussione. Più interventi sottolineano che la proposta Foschi
non può essere un punto di riferimento; che così com'è la
trattativa è un bluff. Si tratta di far pesare la forza operaia:
viene fori riproposta l'occupazione delle fabbriche. Morese tenta
di dimostrare che non c'è contraddizione tra la proposta Foschi
e la Cassa integrazione a rotazione. Sabattini determina col suo
intervento l'esito dell'assemblea, teorizzando che il rifiuto
della mediazione Foschi porterebbe il sindacato all'isolamento:
è necessario che, se rottura ci deve essere, sia la F IAT a
operarla.
Viene cosi' votato a maggioranza un documento che vede nella
proposta di Foschi contestata dalla maggior parte degli
interventi una base accettabile di discussione e che
riconferma "forme di lotta estreme" nel caso che la
FIAT non accetti la mediazione (a proposito di Danzica, di
trattativa pubblica e di comportamenti trasparenti: non solo
questa mozione non sarà mai pubblicata ma è praticamente
impossibile ritrovarne il testo integrale).
Sull'Unità appare un appello di operai della Lancia di Chivasso
per il coinvolgimento di tutti i giovani nella lotta. Sarà
sottoscritto da altri CdF e avrà l'adesione di FGCI, FGSI, PdUP,
DP, MLS, GIOC (giovani cattolici), LCR. La stesura finale {vedi
appendice} sarà frutto di un utile dibattito soprattutto tra i
rappresentanti della FGCI e quelli della LCR.
A Roma, conferenza-stampa della FIAT. Annibaldi e Romiti
affermano: chiedendo la mobilità esterna, chiediamo solo
l'applicazione del contratto (vedi in appendice l'art. 4); se la
FLM non ci sta, licenziamo.
Agnelli va da Cossiga. Qualche ora prima, è partita una lettera
di Agnelli ai dipendenti, per dimostrare la bontà della
mobilità esterna
La commissione Lavoro della Camera in una mozione approva come
base di accordo la proposta Foschi. Votano a favore anche Boato
(PR) e Gianni (PdUP).
Venerdì'26 Settembre, diciassettesimo giorno
A Lingotto si cominciano
a raccogliere i nominativi degli operai disposti a far parte del
servizio di vigilanza nel caso di occupazione della fabbrica, A
Rivalla numerosi cortei percorrono lo stabilimento. Uno si reca
alla palazzina e ne fa uscire gli impiegati che escono tra due
file di operai che lanciano fischi, applausi ironici, anche
qualche sputo,
All'IVECO assemblea di treore al secondo turno. Passa in
maggioranza la proposta che se Mirafiori occuperà occuperà
anche l'IVECO. Numerose prese di posizione a favore della
riduzione dell'orario.
Berlinguer parla a migliala di lavoratori a Mirafiori, a Rivalta,
e a Lingotto, alla Lancia. Al delegato Norcia, che gli chiede che
cosa farà il PCI se la fabbrica sarà occupata, risponde che vi
sarà il totale appoggio alle decisioni degli operai, con la
mobilitazione e il sostegno di tutti gli organismi di partito.
In serata. Piccoli polemizza violentemente con le dichiarazioni
di Berlinguer. Carniti le denuncia come un tentativo di
scavalcare il sindacato.
Alla FIAT di Firenze, un commando di Prima linea lancia volantini
e attacca uno striscione. L'episodio sarà fortemente
strumentalizzato per far pesare il sospetto di una "svolta
armata" della lotta in fabbrica.
Sulla Repubblica Enzo Mattina invita l'Alfasud a licenziare di
più gli assenteisti.
De Michelis firma la lettera che autorizza ta costituzione
dell'ARNA (l'Alfa/Nissan).
Sabato 27 Settembre, diciottesimo giorno
A Lingotto si riunisce
con Giatti il CdF. All'ordine del giorno è la discussione
sull'occupazione. La relazione e alcuni interventi propongono una
versione piuttosto rigida, che limita molto una vasta
partecipazione operaia. Dopo una discussione sulle implicazioni
politiche e tecniche viene proposto un comitato diviso in
commissioni politica, di vigilanza e per i contatti con la
stampa. Opposizione (di minoranza) a questa proposta; al di là
dei compiti, tecnici, il comitato potrebbe diventare la vera
direzione dell'occupazione. Questa opposizione non è presa in
considerazione; ma in realtà nei giorni successivi sarà proprio
il comitato ad assumere l'esclusiva direzione a Lingotto.
Alle 15, sul decretone, cade il governo Cossiga.
Alle 17, la FIAT annuncia la sospensione, per 3 mesi, dei
licenziamenti. Romiti parla di ricorso alla Cassa integrazione.
CGIL, CISL, UILM e FLM ritirano lo sciopero generale.
All'Alfasud sono licenziati per assenteismo 22 operai e 3
impiegati. La FLM minaccia di ritirare la copertura al CdF.
Domenica 28 Settembre, diciannovesimo giorno
In via Porpora, riunione dell'apparato torinese della FLM. Si discute la nuova situazione. C'è preoccupazione per l'insidiosità della manovra FIAT: si teme che il fronte di solidarietà si disgreghi. Parecchi propongono l'articolazione della lotta. Si decide di andare alle assemblee e di scrivere un testo di risposta alla lettera di Agnelli agli operai.
Lunedì 29 Settembre, ventesimo giorno
Cassa integrazione con le
stesse modalità degli altri lunedì.
A Lingotto, all'assemblea del primo turno, spaccatura tra CdF,
che propone di mantenere l'oltranza, e settori dell'assemblea che
sono per l'articolazione. Si decide infine di mantenere le 8 ore
fino a mercoledì, quando nelle altre situazioni ci sarà il
rientro dalla Cassa integrazione e si potrà quindi decidere una
forma di lotta unitaria. Confermata l'oltranza al secondo turno e
corteo interno. Sciopero di 8 ore alla Delta di Rivalta. La FIAT
mette a senza lavoro i pochi che non scioperano.
A Mirafiori, 8 ore di sciopero alla 127 e agli Enti centrali.
Alla Teksid, bloccate per 8 ore Fonderie. Fucine e Crescentino.
Si lavora invece ad Avigliana e a Carmagnola.
Alla Lancia di Chivasso prosegue il presidio ai cancelli.
Alla Lancia di Borgo San Paolo, sciopero fino a fine turno.
All'IVECO, dove si lavora ai Telai e alla Ricambi, treore di
sciopero articolato.
La FIAT afferma che solo a Termini Imerese, oggi, la produzione
è quasi regolare. A Desio il pretore Rambolà condanna i
picchetti all'Autobianchi, reclama la fine del blocco degli
stock. Condanna anche "mandanti e istigatori". Minaccia
l'intervento della forza pubblica.
L'ufficio personale Alfasud annuncia che i licenziamenti per
assenteismo dovrebbero diventare 500. Guarino, segretario
regionale FLM, dice che gli va bene purché quei lavoratori siano
rimpiazzati da nuovi assunti, Incontro informale di Sabattini,
Morese e Veronese a Torino con la FIAT. Decisione di riprendere
l'indomani ma nel frattempo la FIAT non dovrà annunciare la
Cassa integrazione.
Martedì 30 Settembre, ventunesimo giorno
Cassa integrazione con la
stessa modalità dei martedì precedenti.
Arriva la comunicazione che la FIAT pone in Cassa integrazione a
O ore 22.884 lavoratori fino alla fine dell'anno. In alcune
situazioni già se ne appendono gli elenchi. Vengono consegnate
le lettere o un tagliandino provvisorio.
Lingotto, primo turno: un grosso corteo recupera le difficoltà
del giorno precedente. Quando arriva la notizia della Cassa
integrazione si decide di aspettare le decisioni del Consiglione
che si deve riunire al teatro Nuovo. Sul secondo turno si
sciopererà 8 ore. Una riunione conferma il comitato già eletto.
Ha inizio il presidio.
La riunione del Consiglione era stata ritardata per l'arrivo
delle comunicazioni di Cassa integrazione. Si decide l'immediato
presidio di tutti i cancelli e si reclama lo sciopero generale
(anche la mozione di questo Consiglione è irreperibile).
Mirafiori, Carrozzerie: assemblee dentro ai cancelli, quindi
inizio del presidio. Alle Presse e alle Meccaniche il presidio
comincia al secondo turno.
A Rivalta erano proclamate 4 ore di sciopero. Se ne fanno 8.
Cortei con gli operai che sventolano le lettere di sospensione.
Inizio dei presidi.
Alla Lancia di Chivasso il presidio prosegue.
Alle Lancia di Borgo San Paolo e Verrone, sciopero di 8 ore.
Villar Porosa e Acciai scioperano per 2 ore.
All'IVECO, 3 ore di sciopero per reparto al primo turno, con il
presidio ai cancelli. La partecipazione è però modesta.
Nel pomeriggio i presidi coinvolgono anche FIAT-Avio e Energia.
A Desio, la FIAT ritira il direttore affermando che gli operai
hanno estromesso tutti gli altri dirigenti.
Chiaromonte, per il PCI, difende la proposta Foschi "già
accettata dalla FLM".
La segreteria della CGIL-CISL-UIL annuncia che se la FIAT intende
di fatto espellere migliaia di lavoratori si andrà allo sciopero
generale.
Mercoledì' 1 Ottobre, ventiduesimo giorno
A Mirafiori anche le
Meccaniche e le Presse adottano le 8 ore di sciopero, con
presidio. Assemblee di chiarificazione sulla situazione si
tengono alle Carrozzerie. Parla Gialli. Al fungo delle Meccaniche
il relatore è Balli.
A Rivalla si entra, si bloccano tutte le linee e poi tutti ai
cancelli. Un lavoratore che minaccia di lanciarsi da un'autogru
se non gli sarà revocata la Cassa integrazione viene convinto
dagli altri, dopo ore, a desistere. Assemblea con De Alessandri.
Al Centro ricerche di Orbassano inizio del blocco con presidio.
In tutte le situazioni si tengono assemblee, la determinazione
operaia di non cedere è fortissima. I presidi sono ovunque molto
folti.
Corteo all'IVECO al centro tecnico DEL. In seguito a questo
corteo, peraltro pacifico, la FIAT invierà due lettere di
licenziamento.
Assemblea a Mirafiori: Angelo Caforio denuncia il carattere di
rappresaglia della lista di Cassa integrazione e lo dimostra -
rispondendo più tardi a domande dei giornalisti - con il caso
della Verniciatura dove, su 5 delegati della Finizione 127, uno
è stato licenziato e quattro sono in Cassa integrazione; e con
l'esempio della cellula LCR Mirafiori, messa in Cassa
integrazione al 70 per cento.
Annibaldi minaccia, perché gli operai attuano i presidi: la FIAT
si rivolgerà alla magistratura! Presso Bari il pretore di
Modugno annulla però il ricorso della FIAT contro i 49 delegati,
che erano accusati per il blocco delle merci.
Gli enti locali incontrano la FIAT chiedendo il ritiro del
provvedimento unilaterale. Il presidente della regione, Enrietti,
definisce il ruolo degli amministratori come quello di
"mediatori istituzionali".
L'Avanti! se la prende con il PCI "perché è stato
trionfalista".
Giovedì' 2 Ottobre, ventitreesimo giorno
Arriva alla porta 5 di
Mirafiori il pullman dell'ATM, affittato a prezzo politico per
farne il centro di coordinamento. Un grande Marx viene dipinto e
affisso davanti alla palazzina. Assemblea con Bentivogli e
Serafino.
A Lingotto viene organizzata, nel piazzale interno delle
Carrozzerie, la mensa popolare a prezzo politico.
All'IVECO l'assemblea decide 7 ore di sciopero, 1 di lavoro e
presidio, che durerà fino all'ultimo giorno.
Continuano, dappertutto, i presidi. Mattina parla a Rivalta e
Galli a Chivasso. Galli, Mattina e Bentivogli chiedono i criteri
con cui sono state compilate le liste. Affermano che le forme di
lotta devono consentire di resistere il più a lungo possibile.
Assemblee e presidi anche alla Teksid. Dalla Materferro, corteo
per borgo San Paolo.
Arrivano notizie di blocchi e cortei da Termini lmerese, Sulmona,
Firenze, Vado Ligure.
Esce sui quotidiani la pubblicità antisciopero della FIAT.
I tipografi del Corriere della Sera impongono che ugual spazio,
in una pagina a fronte, sia dato a una contropubblicità
sindacale.
La FIAT fa un esposto alla procura perché valuti i contenuti
delle disposizioni sindacali in materia di presidi.
L'Unione industriali denuncia, in una lettera agli associati, il
comportamento illecito dei sindacati.
Per la prima volta, un gruppo di capi - tra cui il direttore -
tenta lo sfondamento di un picchetto, alla Teksid di Carmagnola.
Sono messi in fuga.
Alle Frattocchie, seminario del PCI sull'organizzazione sui
luoghi di lavoro. Assenti giustificati i lavoratori FIAT. La
relazione afferma che il PCI ha 1.140 sezioni operaie e 3.300
cellule in fabbrica.
Venerdì 3 Ottobre, ventiquattresimo giorno
Continuano i presidi,
numerosi, davanti alle fabbriche. Radio lotta, notiziario
registrato e trasmesso da auto con trombe, da oggi, al centro di
coordinamento FLM Mirafiori-Rivalta-Lingotto, annuncia che al
Centro ricerche di Orbassano continua il presidio dello
stabilimento.
Alla Materferro, mentre proseguono il blocco, i lavoratori del
primo turno organizzano una manifestazione nel quartiere di borgo
San Paolo. La FLM organizza un presidio in via Garibaldi e a
porta Palazzo, per spiegare alla popolazione la lotta dei
lavoratori FIAT.
Lucio Magri, per la direzione del PdUP, incontra i lavoratori
davanti ad alcuni stabilimenti.
Le direzioni di Chivasso e Cassino vengono ritirate dalla FIAT. A
Termini Imerese viene denunciato il CdF. I direttori di tutti gli
stabilimenti denunciano con nomi e cognomi i partecipanti ai
presidi.
Fine delle trattative separate Foschi-FIAT e Foschi-sindacato. Di
nuovo tutti attorno allo stesso tavolo.
La commissione Barattieri consegna a Bisaglia il piano auto:
prevede l'esigenza di nuovi modelli, il decongestionamento del
Nord a vantaggio di uno sviluppo nel Sud, la mobilità interna e
quella esterna e la riduzione dell'assenteismo.
Sabato 4 Ottobre, venticinquesimo giorno
In tutti gli stabilimenti
prosegue il presidio ai cancelli. Al centro di coordinamento FLM
della porta 5 arrivano messaggi di solidarietà (tra gli altri
quelli del nuovi sindacato Solidarnosc della FIAT polacca, di
8.000 delegati delle Comisiones obreras di Catalogna, della CGT e
della CFT francesi e della Federazione sindacale europea). A
Bruxelles e Waterloo i lavoratori belgi della FIAT scioperano per
solidarietà e bloccano le vetture che Agnelli ha richiamato sul
mercato italiano.
In via Garibaldi e a porta Palazzo proseguono i presidi di
informazione della città sulla lotta dei lavoratori FIAT. Anche
a
Orbassano presidio di informazione, al supermercato Conti.
Presidi molto numerosi all'IVECO.
A Lingotto, la sera, proiezione del film "Bronte" con
la partecipazione di centinaia di abitanti del quartiere.
A Chivasso, riunione del CdF con una delegazione comunale che si
impegna a sottoporre alla Giunta una proposta per ridurre del 50
per cento il prezzo della refezione scolastica e dei nidi, per la
gratuità della prescuola e del doposcuola, per dilazionare di 3
mesi il pagamento dei riscaldamenti, per stanziare un'altro fondo
di solidarietà con i lavoratori in lotta, l'ATM e lo IACP si
dichiarano disposti a confrontarsi con il sindacato per il rinvio
delle bollette; l'ENEL e la SIP dichiarano che non possono
decidere su scala torinese, che serve un'autorizzazione centrale
da Roma. Grande partecipazione di operai e cittadini alle
discussioni che si tengono per tutto il giorno alla porta 5.
II coordinamento donne FLM, l'Intercategoriale CGIL-CISL-UIL,
l'UDI, il Collettivo giuridico e il Bollettino donne cominciano
la distribuzione di un appello firmato da Camilla Ravera, Camilla
Cederna, Bianca Guidetti Serra, Natalia Aspesi, Lisa Foa, Franca
Rame, Giovanna Marini, ecc. contro l'espulsione delle donne dalla
fabbrica. Gli studenti del D'Azeglio e dell'ITIS Grugliasco
convocano per lunedì alla Camera del lavoro un'assemblea di
tutti i comitati studenteschi per organizzare la solidarietà.
La FLM torinese chiede ai quotidiani di pubblicare gratuitamente
degli annunci pubblicitari per rispondere alla pubblicità di
Agnelli.
Pajetta incontra gli operai del PCI allo Smeraldo. Dichiara che
non andrà ai presidi "per impedire altre
strumentalizzazioni".
Vittorio Merloni dichiara all'Espresso di volere una seconda
Repubblica "di tipo inglese" (cioè col re? Mah!),
All'Alfasud la FLM chiede una più severa regolamentazione del
sistema di visite fiscali.
Domenica 5 Ottobre, ventiseiesimo giorno
Presidi davanti ai
cancelli; in più parti, spettacoli.
A Volvara una squadracela fascista tenta una provocazione contro
il picchetto. E' sventata dagli operai, appoggiati anche da
numerosi lavoratori fatti giungere da Rivalta.
La FIAT fa affiggere comunicati che diffidano i lavoratori
dall'entrare, lunedì, negli stabilimenti.
La FLM da l'indicazione di entrare, all'alba, nei piazzali ma di
tenere le assemblee senza varcare le porte delle officine.
A Desio la FIAT insiste con il pretore perché faccia togliere i
presidi all'Autobianchi. Notizie di assemblea aperta all'OM di
Broscia e di blocco alla Lancia-IVECO di Bolzano.
Ai picchetti, visite da parte di una folta delegazione del PCI di
Alessandria; arriva anche Signorile del PSI; Sanlorenzo e Pugno
vanno a Lingotto.
Sempre a Lingotto, dove vengono preparati cartelli a mano che
saranno appesi ai tram, le guardie limitano l'accesso mensa
popolare che si trova all'interno dello stabilimento.
Allo stadio comunale, manifestazione degli operai delle
Carrozzerie di Mirafiori durante Juventus-Bologna, con positive
reazioni del pubblico. Dagli altoparlanti, Monzeglio della FLM
legge un comunicato.
Nella notte, rafforzamento di tutti i presidi.
Lunedì' 6 Ottobre, ventisettesimo giorno
Giornata di lotta dei
lavoratori FIAT con ingresso nei piazzali dei lavoratori posti in
Cassa integrazione. Gli stabilimenti FIAT sono fermi in tutta
Italia. A Sulmona entrano anche nei reparti i 75 messi in Cassa
integrazione.
A Mirafiori 20.000 lavoratori si affollano alla porta 5: c'è Io
sciopero di quattro ore dei metalmeccanici e molte sono le
delegazioni di altre fabbriche. Aloia ribadisce le posizioni
della FLM sulla trattativa. Novelli dichiara di non voler essere
il sindaco di chi vuole licenziare. Si legge il testo delle donne
diffuso da sabato. Dopo il comizio, i dipendenti della CIPAS e
delle altre mense (numerosissime le donne) danno vita ad un
corteo attorno a Mirafiori, per la loro vertenza aziendale.
Al pullman, prima riunione di donne, operaie e delegate, per
organizzarsi e decidere iniziative.
A Lingotto sono 5.000 lavoratori quelli che partecipano
all'assemblea del primo turno. Si allestisce una nuova mensa sul
piazzale antistante la Carrozzeria; verrà fornita di prodotti
agricoli dalle cooperative. Al secondo turno assemblea più
ridotta, con Regazzi, e gestione più rigida: viene negata la
parola ad alcuni lavoratori. A sera, proiezione del film
"Trevico/Torino".
Molte iniziative e picchetti sempre più folti alla Lancia di
Chivasso, a Rivalta, all'IVECO che ora porta lo sciopero a 8 ore
mentre il resto del comprensorio mantiene l'articolazione.
Alla Teksid di Carmagnola la FIAT sospende 8 dei lavoratori
aggrediti dai capi. In Camera del lavoro i comitati studenteschi
decidono di convocare per il prossimo sabato una manifestazione
nazionale dei giovani, a Torino. Appello di FGCI, FGSI, AGLI,
PdUP, DP e LCR. Si parteciperà anche allo sciopero generale e si
invierà una delegazione di giovani, operai e studenti, a Roma.
La federazione nazionale CGIL-CISL-UIL dichiara per venerdì 10
lo sciopero generale di 4 ore (1 per servizi e scuola) e lancia
una sottoscrizione volontaria di 5.000 lire a lavoratore, in
sostegno della lotta FIAT.
Martedì 7 Ottobre, ventottesimo giorno
Prosecuzione di tutti i
presidi.
A Lingotto la Eurest (mense) sospende alcuni lavoratori, senza
Cassa integrazione, proporzionalmente al numero dei sospesi FIAT.
Alla Ventana vengono scoperti a lavorare alcuni impiegati della
Lancia di Chivasso.
II coordinamento capi, ribattezzatesi "Comitato centrale del
coordinamento quadri e capi intermedi", emette un comunicato
"a nome di 18.000 quadri FIAT", attaccando i sindacati.
Solidarietà con la lotta FIAT di alcuni docenti del Politecnico
di Torino.
Notizie al pullman della porta 5: l'IVECO-OM di Broscia comunica
che presidia da una settimana e che ieri hanno fatto una
assemblea di 3.000 operai. Primi dati della sottoscrizione,
diffusi da Radio lotta: 4 milioni raccolti al pullman, 100
milioni stanziati dalla regione, 50 ciascuno da comune e
provincia, 10 milioni e mezzo dagli amministratori del PCI. Si
distribuisce il latte offerto da una cooperativa. Dal Belgio
perviene la notizia che i lavoratori della FIAT continuano a
bloccare 2.300 vetture chiamate in Italia.
Raggiunto raccordo per la vertenza Indesit.
Presidi sindacali alle sedi industriali della Lombardia.
Forlani incontra Lama, Camiti e Benvenuto. Poi Agnelli.
Riprende la trattativa a Roma.
Patto di alleanza tra Craxi e Longo.
Mercoledì 8 Ottobre, ventinovesimo giorno
Una e mezza di notte,
Mirafiori. Cominciano a concentrarsi folti gruppi di capi. Ronde
di picchettanti li tengono lontani.
A quasi un chilometro dallo stabilimento, vicino al Centro
sportivo FIAT, si forma un grosso concentramento. Verso le 330 BW
una cinquantina di capi tenta di forzare alla porta O, non molto
Si sorvegliata e a cancello aperto. Improwisamente la guardia
apre anche il secondo cancello, i capi fanno irruzione, i
picchettanti sono travolti ed alcuni feriti. Pochi minuti dopo
nuovo assalto questa volta alla porta 11: scontro durissimo,
diversi operai feriti ma riescono a respingere l'assalto. Altro
concentramento alla 1, dove d'improvviso viene aperto anche un
cancello di ingresso alla pista di collaudo. Ma è subito coperto
dal folto picchetto. Vola qualche sasso, i capi fuggono. In pochi
secondi, via sgombra e resta lì un pullman, vuoto: l'azienda
aveva evidentemente predisposto la ritirata.
Quasi alla stessa ora, a Rivalta. Capi ed elementi estranei alla
fabbrica (secondo la denuncia della VI Lega) attaccano a colpi di
lanciarazzi, protetti da un'improvvisa e certo non casuale
interruzione della luce e delle comunicazioni telefoniche tra le
porte. E' la porta 3: quando i capi fanno irruzione, alcuni
picchettanti restano feriti. Quando arrivano i pullman con gli
operai del primo turno, si illuminano le officine della
Lastroferratura per far credere che lì si lavora. Tre cortei
entrano nello stabilimento e si concentrano davanti al reparto;
dopo una lunga trattativa i capi, che hanno nel frattempo
consultato la direzione, escono, scortati da un cordone di
operai. Nessuna violenza, solo qualche sputo.
Fuori ai cancelli, c'è la polizia.
A Lingotto, all'arrivo del primo turno, alcuni capi cercano di
convincere gruppi di lavoratori, specie impiegati, a unirsi a
loro per sfondare. Ma alcuni picchettanti intervengono, si
formano capannelli in cui si spiega che cosa è successo a
Mirafiori e Rivalta e i motivi della lotta. L'azione dei capi
fallisce.
La FIAT mette a senza lavoro la Teksid di Avigliana.
II coordinamento capi emette un comunicato in cui si afferma di
essere tornati "alle condizioni di ieri, in cui il
terrorismo dettava legge in fabbrica e fuori".
La FIAT respinge i figli delle donne in Cassa integrazione
dall'asilo-nido.
Delia Guevara, sorella del "Che", porta ai cancelli la
solidarietà della resistenza argentina.
Radio lotta annuncia che la sottoscrizione ha raggiunto i 700
milioni. Seconda riunione, molto più affollata, di donne alla
porta 5. Discussione sul ruolo della donna in fabbrica, nella
famiglia, nella società. In via Porpora, coordinamento nazionale
delle delegate FLM.
Al teatro Nuovo, riunione degli esecutivi dei CdF che presto si
allarga fino ad essere il Consiglione; la relazione di Pio Galli
riferisce sulle trattative e ripropone il ritorno alla lotta
articolata. I presenti non sono d'accordo e lo scontro si fa
molto duro.
II documento finale viene modificato per ben tre volte, prima di
essere approvato. E vengono riconfermate le forme di lotta in
corso.
All'Alfasud si dimette il Consiglio di fabbrica.
Giovedì 9 Ottobre, trentesimo giorno
Mirafiori, verso le 4 del
mattino. Nuovo concentramento di capi segnalato a Stupinigi; li
hanno visti operai che vanno a Rivalta per i picchetti. I capi
riescono a travolgere il picchetto alla 31, ferendo alcuni
picchettanti.
Rivalta, cambio turno: circa 600 tra capi ed impiegati, in fila
per tre, danno vita a una manifestazione silenziosa fino alla
palazzina. Contrasti tra i lavoratori in sciopero, tra chi
propone un'immediata contromanifestazione per sciogliere i capi e
chi dice di lasciar fare.
Alle 22, i capi vogliono uscire, in macchina, dalla porta 23.
Lunghe trattative tra polizia e FLM, alla fine i capi escono tra
due file di lavoratori, che li insultano e percuotono le auto.
Lancia di Chivasso, 5.30: un gruppo di carabinieri staziona
davanti allo stabilimento per agevolare l'ingresso dei dirigenti.
Comunicato della FLM rivolto a quei capi che non condividono la
linea dello scontro frontale: si dissocino dalle provocazioni.
L'Unità titola in prima pagina: "Hanno provato (con scarso
successo) a contrapporre i 'capi' agli operai".
A Mirafiori e a Lingotto manifestazione di donne con Franca Rame,
come già a Rivalta. Interventi molto duri contro i
licenziamenti, con quel che vorrebbero dire per le donne e più
in generale per l'insieme della classe operaia. Oltre
ali'Intercategoriale donne CGIL-CISL-UIL e al movimento di
Torino, che hanno organizzato le scadenze, sono presenti anche
operaie e delegate della CIPAS, dell'Autobianchi di Desio e della
Borlotti di Milano.
Alla 5, nel pomeriggio, spettacolo con Ivan Della Mea. Altro
spettacolo a Rivalta. Sempre alla porta 5, dibattito FLM-consigli
di fabbnca-sindacalisti dei giornalisti: gli operai chiedono una
battaglia per ottenere dalla RAI-TV venti minuti al giorno
autogestiti dai lavoratori in lotta. Un altro spettacolo a
Lingotto e uno anche alla Lancia di Chivasso, con il collettivo
Koinè, Radio lotta annuncia che il PdUP ha versato 5 milioni e
il PSI 50.
Benvenuto fa un giro per i picchetti e verifica una forte
diffidenza nei riguardi delle confederazioni.
A Venezia, nella riunione dei parlamentari socialisti d'Europa,
Bettino Craxi afferma che è "per rinnovare il regime
politico'. L'uscita di Merloni sulla seconda Repubblica, insomma
fa qualche passo avanti.
A Tokio si firma raccordo Alfa/Nissan.
Il CIPI (comitato interministeriale per il coordinamento della
politica industriale) rinvia l'esame del piano auto per vizio
procedurale: non è stato fatto valutare al ministro per il
Mezzogiorno.
Venerdì 10 Ottobre, trentunesimo giorno
Sciopero generale
nazionale di tutte le categorie. La manifestazione a Torino si fa
alla 5 di Mirafiori per rafforzare la centralità della lotta
alla FIAT. Oltre 40.000 persone si raccolgono per l'occasione:
numerose le delegazioni di altre fabbriche le lavoratrici. i
giovani. I pensionati distribuiscono un volantino di solidarietà
con la lotta FIAT.
Apre gli interventi Falcone, del CdF delle Carrozzerie Mirafiori.
Benvenuto deve caricare molto le tinte del suo discorso di fronte
a una piazza attenta che non gli consentirebbe sgarri. Tra
l'altro afferma che nessuna ipotesi di Cassa integrazione è
accettabile, se restano le liste discriminatorie. Riporta il
colloquio con un operaio alla cui domanda, su come va a finire
aveva risposto : "Le strade sono due: o molliamo noi o molla
la FIAT"; e l'operaio aveva ribattuto: "No, compagno
Benvenuto: o molla la FIAT o la FIAT molla". Parla anche
Antonio Gil, delle Comisiones obreras della SEAT di Barcellona
ritornato a Torino in una delegazione ufficiale; spiega
l'identità della lotta nei due complessi auto. Interviene,
leggendo un lungo appello con molte firme, una docente
universitaria.
Nel pomeriggio, a Mirafiori, un cordone di polizia protegge
l'uscita dei capi, infiltratisi nello stabilimento, alta porta
14.
La FIAT annuncia che a Cassino si è costituito un comitato
"contro il blocco dei cancelli" e che esso ha inoltrato
ai carabinieri un esposto. Alla FIAT-Allis di Lecce gli operai
avevano avuto il permesso di entrare in mensa a fare l'assemblea,
perché pioveva; ora vengono denunciati per "comportamento
sconfacente". Nuove denunce a Torino contro gli operai
aggrediti dai capi, alla Teksid di Crescentino e a Rivalta.
Conferenza-stampa di Annibaldi: la FIAT non vuole penalizzare i
sindacalisti con le sospensioni e non è vero che le liste
prefigurano quelle di mobilità esterna. Non è vero che
colpiscano in particolare le donne.
Sabato 11 Ottobre, trentaduesimo giorno
Giornata di
manifestazione nazionale dei giovani in appoggio alla lotta FIAT.
Da piazza San Carlo, verso le 9, si muove un corteo di circa
25.000 giovani. Quando sfila davanti al Lingotto, entusiastica
accoglienza del picchetto. Dopo il lungo percorso, arriva alla
porta 5. Comizio con un delegato di Mirafiori, una studentessa
che riporta i contenuti su cui è stata indetta la
manifestazione, una compagna dell'lntercategoriale donne
CGIL-CISL-UIL che mette in relazione l'attacco contro il lavoro
delle donne con quello sull'aborto. Conclude Garavini, con un
intervento che concede molto a una fraseologia demagogicamente
rivoluzionaria. Al termine, Ivan Della Mea canta "O cara
moglie", una canzone sui 61 e "Bandiera rossa",
con tutti in coro. Nel pomeriggio, festa popolare ancora con
Della Mea e altri gruppi. Vari spettacoli un po' dappertutto.
Benvenuto ha diversi incontri ai picchetti. Radio lotta annuncia
che Psichiatria democratica ha sottoscritto un milione. Anche il
sindacato dei lavoratori della PS annuncia un contributo. Il
vescovo di Ivrea, mons. Bettazzi, aderisce alla sottoscrizione
dei sindacati e il cardinale Ballestrero invita a intervenire a
favore delle famiglie dei lavoratori "con ogni tipo di
contributo".
Assemblea delle donne del PCI a Torino, con impegni per un
maggior coinvolgimento delle donne non operaie della città.
Domenica 12 Ottobre, trentatreesimo giorno
Continuano i picchetti in
tutte le situazioni.
La Stampa afferma che ieri capi e clandestini hanno prodotto 85
auto. La V Lega smentisce.
Lettera aperta della FLM ai capi, con richiesta di poter
oartecipare all'assemblea convocata dal coordinamento capi e
intermedi per il giorno 14.
A Mirafiori un capo reparto muore; colto da collasso mentre cerca
di scavalcare.
Radio lotta annuncia che solo al pullman sono stati raggiunti 45
milioni di sottoscrizione; la cifra complessiva sta andando verso
i due miliardi.
Lunedì 13 Ottobre, trentaquattresimo giorno
Continuano i picchetti in
tutte le situazioni.
Gemellaggio davanti ai cancelli degli stabilimenti con compagni
che arrivano inviati dai CdF di altre città e regioni: lombardi
e toscani a Mirafiori, emiliani a Rivalta, liguri e di Novara
alla Lancia.
Lavoratori della CIPAS denunciano che un gruppetto di dirigenti
ha scassinato e fatto man bassa nella dispensa della mensa
aziendale nella Carrozzeria Mirafiori.
Mirafiori, pomeriggio, porta 23: polizia e carabinieri bloccano
le strade adiacenti, isolano la zona. Intimano al picchetto di
sgomberare l'ingresso. I lavoratori, in numero insufficiente e
impossibilitati a ricevere rinforzi, non possono opporsi. Escono
così 5-6 pullman aziendali con le tendine calate; non è
possibile capire quanti nè chi sono gli occupanti.
A Lingotto, in serata, il picchetto di via Passo Suole prende
posizione perché si organizzi una contropresenza al teatro
Nuovo, dove i capi si sono dati convegno per domani. Vanno a fare
questa proposta (lanciata, nel frattempo, da un volantino della
LCR) al cancello Carrozzerie, dove però trovano una secca
opposizione di un operatore sindacale che sostiene che la
manifestazione dei capi sarà un fallimento, che al massimo
saranno 1.500 e che comunque andare al Nuovo significherebbe lo
scontro fisico. Alcuni elementi estremisti danno una mano
all'operatore, alzando il tiro ("o si occupa il Nuovo o non
vale la pena di far niente") e facilitano l'operazione di
pompieraggio.
II coordinamento capi fa sapere alla FLM che la sua presenza non
è gradita e che i rappresentanti sindacali non saranno fatti
parlare nè entrare.
I capi si mobilitano anche a Sulmona e a Termoli, dove occupano
il consiglio comunale.
Riunioni separate a Roma di CGIL, CISL e UIL. Poi riunione
congiunta, le tre confederazioni più la FLM e il coordinamento
FIAT. I dirigenti spingono perché si passi all'articolazione ma
la risposta del coordinamento è negativa.
Forlani incontra Lama, Camiti, Benvenuto e poi Foschi.
La procura emette 300 comunicazioni giudiziarie contro operai e
delegati attivi ai picchetti.
1.218 capi e intermedi presentano alla procura, e per conoscenza
al prefetto, alla FLM e agli enti locali, un esposto contro
"la violenza dei picchetti" e richiedono ufficialmente
che si faccia un referendum per vedere quanti vogliono ritornare
al lavoro.
La proposta di Benvenuto ha trovato così un interlocutore.
La F IAT annuncia la produzione clandestina di altre 62 auto.
Martedì' 14 Ottobre, trentacinquesimo giorno
Mirafiori, porta 5.
Manifestazione dei lavoratori delle mense.
Il procuratore capo Bruno Coccia e il sostituto procuratore
Bruno Tinti emettono un'ordinanza alla PS di Torino e ai Cc della
cintura perché garantiscano gli accessi alla FIAT.
Il primo dei 300 denunciati per i picchetti è rinviato a
giudizio.
Sei licenziati a Rivalta, accusati di essersi opposti
all'aggressione dei capi.
Assemblea, al teatro Nuovo, del coordinamento capi. Il
vicesindaco socialista Biffi Gentili subissato da un mare di
fischi e urla. Non può parlare.
Fuori c'è molta gente. La giornata sarà pagata e la FIAT ha
intimato loro di venire. La maggioranza però sta a vedere. E
vede che non c'è contromanifestazione sindacale. C'è invece
l'organizzazione del corteo. Cosi' si accodano.
I capi sono stati fatti affluire da tutta Italia. In realtà non
sono più di 10-12.000 (questa anche la prima cifra ufficiale,
della prefettura). Il corteo ha un carattere decisamente
reazionario e antioperaio.
Gruppi di operai e delegati sono però per la strada. In piazza
Castello gridano slogan contro la manifestazione silenziosa che
si snoda verso via Garibaldi. Scioperanti anche davanti al
comune: verso i capi, in numero enormemente superiore, volano
monetine. Forte tensione, perché gli operai bloccano la porta. E
infine i capi, tanti e tanti di più, arrotolano gli striscioni e
se ne vanno. Lasciano a terra i cartelli e gli operai li
prendono: riverniciati e con scritte più decenti, potranno
essere riutilizzati, a partire dalla manifestazione delle donne
prevista per sabato: sono belli e robusti, soldi non ce ne sono
più: perché lasciarli sprecati?
La questura afferma che i capi erano 40.000. Questo diventerà il
numero ufficiale, anche se moltiplica per 3 o per 4 la realtà.
Radio lotta emette i suoi due ultimi comunicati: tra l'altro
annuncia un'assemblea, per le 21, al cinema Agnelli, convocata
dai consigli circoscrizionali Mirafiori Sud, Nord e Basso
Lingotto. Sottoscrizione di 300.000 lire di un gruppo di
carabinieri e poliziotti di presidio a Torino.
Nel pomeriggio, incontro FIAT-sindacati.
Alle 22,30 la segreteria della CGIL-CISL-UIL e la FLM vanno
"all'accertamento dell'ipotesi conclusiva". Tre ore di
corteo di 12.000 capi sembrano valere di più, per
Lama-Carniti-Benvenuto, di 35 giorni di lotta di oltre 100.000
operai e di milioni di lavoratori scesi in piazza al loro fianco
in tutta Italia.
Mercoledì 15 Ottobre, trentaseiesimo giorno
Già nella notte si è
diffusa la notizia dell'ipotesi di accordo.
All'alba l'apparato del PCI è mobilitato ai cancelli per
convincere i suoi militanti che bisogna accettarla. Arriva un
volantino della federazione torinese del PCI, che va in questo
senso. Ma gli operai del PCI si rifiutano di distribuirlo; lo
fanno, molto parzialmente, quelli dell'apparato della
federazione.
I picchetti diventano enormi, perché si è diffusa la voce
dell'ingiunzione della magistratura e si prevede un intervento
della polizia. Giunge anche la notizia che alla Lancia di
Verrone, protetti dai carabinieri, cento capi hanno travolto il
presidio.
Duro fronteggiamento, alle 4 del mattino, davanti alla porta 6 di
Mirafiori. Una 127 rossa della V Lega percorre i viali
diffondendo questo messaggio: "Qui Radio lotta. Invitiamo
alla calma e a non forzare i picchetti. Discutiamo".
Alle 7, quattro blindati sbucano a tutta velocità da corso
Unione sovietica e si dirigono alla porta 13. Ne scendono una
ventina di carabinieri con fucili e lacrimogeni innestati. Dopo
due minuti di teso fronteggiamento, risalgono sui blindati e
vanno a fare la stessa scena intimidatoria alla 14.
Davanti a tutti i cancelli discussioni, assemblee volanti.
Il GR2 annuncia l'arrivo a Torino dei dirigenti sindacali per
riferire al Consiglione l'ipotesi di accordo.
Pomeriggio. Cinema Smeraldo, riunione del Consiglione. La sala è
affollatissima di delegati, operatori sindacali, operai di tutte
le situazioni. Primi slogan: "Da Torino al Meridione/non
vogliamo nessun bidone" e "E' ora, è ora di cambiare/
la segreteria se ne deve andare".
La riunione comincia in ritardo. Il primo ad arrivare è Lama.
Qualche applauso ma soprattutto "Lama, Camiti, Benvenuto/il
posto di lavoro non va svenduto",
Ed è cosi' per tutta la riunione: interventi, proteste, slogan,
fischi.
Mattina, con molta difficoltà riesce a concludere l'intervento
introduttivo. Tutta la direzione sindacale è schierata per
l'accettazione dell'ipotesi. Dicono che è l'espressione dei
rapporti di forza, che negli ultimi giorni si sono evidenziate
spaccature tra i lavoratori, che si deve andare immediatamente
alla verifica delle assemblee senza passare per i Consigli.
Anche i dirigenti tradizionalmente più a sinistra sono
contestati. Molti non se la sentono neppure di intervenire
perché tutto il Consiglio è contro, tranne un paio di
interventi. Anche un operatore sindacale, d'altra parte, si
schiera con i delegati i cui interventi sono molti duri e
applauditissimi. Denunciano, nell'ipotesi di accordo, la svendita
della lotta e dei suoi contenuti, i pericoli di creare spaccature
questa volta si insanabili tra i lavoratori. Attaccano le
responsabilità dei dirigenti durante tutta la conduzione della
vertenza, il cedimento alle pressioni della FIAT, del governo,
dei mass media e infine alla manifestazione dei capi. Esigono che
il Consiglio vada alle assemblee solo dopo aver votato una
posizione.
La replica di Camiti è rissosa e arrogante, di disprezzo nei
confronti dei Consigli. Sotto le bordate di fischi e slogan, i
dirigenti sindacali abbandonano il campo proclamando "non
valido" il Consiglio.
Ma l'assemblea non si chiude affatto. I delegati restano. Rocco
Papandrea, delegato di Mirafiori, propone una mozione che rifiuta
l'ipotesi di accordo. Circa mezz'ora di interventi, poi la
mozione passa praticamente all'unanimità (uno o due contrari,
una decina di astenuti). Dopo circa 10 ore il Consiglio ha dunque
potuto esprimere la sua posizione; no all'ipotesi di accordo.
Giovedì 16 Ottobre, trentasettesimo e ultimo giorno
Si tengono le assemblee
per l'ipotesi di accordo. Segue a queste note di cronaca la
ricostruzione complessiva del voto. Lama alle Carrozzerie,
Benvenuto alle Presse e Carniti alle Meccaniche. Tutti e tre a
Mirafiori. Tensione ovunque altissima.
La maggioranza degli interventi è contro laccordo.
Sporadici quelli del tipo: "L'accordo non ci piace ma
dobbiamo gestirlo". Molto fischiati. Una parte degli operai
se ne va prima della votazione. Arrivano invece, in forze,
proprio quando si vota, capi, intermedi e impiegati crumiri. La
scena è dappertutto quasi la stessa: gli operai che assistevano
all'assemblea sono attorno all'oratore, quando si alzano le mani
per il si non le vedono, perché sono lontane, tutto intorno e
perché ci sono gli ombrelli che nascondono la visuale. In
realtà, quando vedono tutte le mani di chi sta vicino al palco
alzarsi per il no sono convinti di aver vinto.
Per questo la rabbia, lo sgomento, la convinzione di essere stati
imbrogliati al momento della proclamazione del risultato per il
Sì.
Per questo la reazione rabbiosa di alcuni, particolarmente accesa
alle Meccaniche, dove volano sassi verso l'auto in cui si è
rapidamente ritirato Camiti.
Al secondo turno, tensione ancora più alta perché gli operai
sanno come è andata al primo. Sanno anche che sono stati i capi
e i crumiri a rovesciare il risultato. Cosi in molti casi si
organizzano (per esempio, a Lingotto) per non farli partecipare
al voto. Si propone, altrove, di alzare il tesserino, per fare la
conta separata dei tesserini gialli (operai) e di quelli di
diverso colore. Con queste precauzioni, in ogni modo, si ha la
possibilità di verificare che la maggioranza netta degli operai
è contro l'accordo. (Il giorno dopo verrà replicate anche il
voto della Meccanica Mirafiori del primo turno e, poiché questa
volta voteranno solo gli operai, l'ipotesi di accordo sarà
respinta).
Dopo la conclusione delle assemblee si formano alcuni cortei (da Lingotto e da Mirafiori) che confluiscono alla porta 5. Una proposta di fare subito un'assemblea per decidere come organizzarsi viene fatta saltare da un settore estremista che sull'esasperazione del momento, riesce ad organizzare un corteo che vuole andare alla RAI. Qualcuno, poco dopo, sfascia anche una macchina della RAI, una telecamera e ferisce l'operatore.
Arrivano in forze, approfittando della stupida provocazione, polizia e carabinieri e la carica è evitata per un pelo. I delegati delle varie situazioni, gli operatori della V Lega. giunti proprio allora, e un certo numero di operai riprendono il controllo della situazione, fanno dei cordoni e concordano un percorso di corteo con la polizia: si arriva così a Lingotto, spiegando per strada ai cittadini che l'accordo è stato respinto dalle assemblee al secondo turno.
Sera. Un comunicato CGIL-CISL-UIL annuncia che l'accordo si ritiene approvato.
Sempre in serata, riunione in via Porpora dell'apparato torinese della FLM. L'apparato decide di far proprio il comunicato dei confederali. Viene indicata l'esigenza di fare assemblee e di recuperare il rapporto con i Consigli di fabbrica. Nella notte si tolgono i presidi. Solo alla porta 3 di Mirafiori a a Chivasso restano, fino all'alba, i picchetti.
Il VOTO SULL'ACCORDO |
|||||
SI% |
NO% |
||||
| Mirafiori 53.989 |
Carrozzerie | mattino | 51 |
49 |
|
| pomeriggio | 20 |
80 |
|||
| Meccaniche | mattino | 55 |
45 |
||
| pomeriggio | 45 |
55 |
|||
| Presse | mattino | 55 |
45 |
||
| pomeriggio | 5 |
95 |
|||
| Fonderie | 30 |
70 |
|||
| Rivalta 17.952 |
Rifiutato senza neanche passare ai voti perché ritenuto dal CdF assolutamente non corrispondente al mandato. | ||||
| Lancia
TO 3.000 |
45 |
55 |
|||
| Lingotto 9.995 |
mattino | 51 |
49 |
||
| pomeriggio | 5 |
95 |
|||
| Desio 4.400 |
In una assemblea ostile all'accordo i dirigenti sindacali non hanno messo ai voti l'ipotesi sostenendo che la decisione spettava agli operai di Torino. | ||||
| Cassino 10.000 |
Si vota una mozione che chiede il cambbiamento dell'accordo sui punti di mobilità esterna e sulla Cassa integrazione a zero ore, cioé sui punti fondamentali. | ||||
| OM BS 5.500 |
mattino | 20 |
80 |
||
| pomeriggio | 10 |
90 |
|||
| OM
MI 2.100 |
L'assemblea non dà parere formale sull'ipotesi di accordo, e approva con soli 6 voti contrari una mozione di "severa critica ai vertici sindacali". | ||||
| Lancia
Chivasso 8.000 |
Le assemblee non mettono ai voti l'accordo perché giudicato non corrispondente al mandato. | ||||
| Lancia
V. 800 |
Accordo approvato con il 60% dei voti a favore. | ||||
| Teksid C. | Votazione caotica, più o meno i sì e i no si equivalgono. | ||||
| Fiat
FI 1.790 |
95% contro l'accordo. | ||||
| Fiat
BA 2.700 |
Il sì prevale di stretta misura. Il CdF era contrario. | ||||
| Fiat
V.L. 1.750 |
Approva il 70% | ||||
| Fiat
Termini I. 7.200 |
Approvato a grande maggioranza. | ||||
| Materferro 1.900 |
Respinto in tutte le assemblee. | ||||
| Spa Stura (Iveco) 8.800 |
mattino | 60% contrario | |||
| pomeriggio | stretta maggioranza di sì | ||||
| Iveco Bolzano |
Accordo approvato. | ||||
| Teksid Torino |
Primo turno: approvato. Secondo e terzo: respinto. | ||||
| Teksid Avigliana |
Approvato | ||||