ASSEMBLEA GENERALE ALP/CUB 2 FEBBRAIO 2002- RELAZ. DEL PRESIDENTE

Ci accingiamo a questa scadenza importante in un clima generale molto preoccupante.

Dopo gli attentati alle torri di New York, atto terroristico e sanguinario da condannare senza giustificazioni, il disegno americano di dominio globale si concretizza giorno dopo giorno con l' appoggio dell' Europa e il via libera delle altre grandi nazioni pronte a richiedere un lauto compenso in futuro. Nessuno, nei Governi anche progressisti, ha cercato di fermare la vendetta americana che, partendo dall'Afghanistan, si sta estendo in tutto in tutto il mondo. Il " sogno americano" di assoggettare alla sua volontà 1’ intero pianeta prosegue senza oppositori. Buon profeta è stato Giulietto Chiesa che il 30 dicembre 2001 in un lungo articolo prefigurava, da buon esperto di politica estera, le gesta di George Bush primo imperatore del XXI secolo :

" In poco meno di tre mesi l'amministrazione Bush ha disegnato una Yalta asiatica, rimodellando a suo vantaggio tutti i rapporti geo-politici continentali. La nuova superguerra contro il terrorismo internazionale sta pagando ottimi dividendi. E tutto lascia intravedere che anche le fasi future della super guerra saranno accompagnate da analoghe modificazioni geo-politiche in altre aree del pianeta. Ciò varrà per l'area della Palestina, dove Israele ha cominciato, con l'appoggio di Washington, la guerra per la liquidazione dello stato palestinese, avendo in vista il rilancio del progetto di un grande stato ebraico. La liquidazione di Arafat è la via per questo disegno, che chiudera' ogni via per un negoziato. Ciò varra' per l’Iraq dove la fine di Saddam Hussein porterà all'instaurazione di un protettorato statunitense e all'installazione di basi americane, analogamente a quanto fu fatto con l'Arabia Saudita dopo la guerra del Golfo del 1991. Altrettanto vasti rimodellamenti di influenze a vantaggio degli Usa accompagneranno le previste guerre in Somalia e Sudan. Tutto lascia pensare che la nuova guerra asimmetrica e planetaria non si limiterà allo sterminio sistematico delle tentacolari propaggini della piovra di AI Qaeda. A Washington sanno che ciò non basterà a eliminare il pericolo, anche nell 'ipotesi di un successo totale delle operazioni di polizia. Infatti la tensione sociale nel pianeta già dilatatasi spasmodicamente nell'ultimo ventennio e' destinata anch 'essa a crescere di pari passo con il rilancio (in chiave keynesiana e militare} della globalizzazione americana.

E dunque si pone fin d'ora il problema della moltiplicazione di basi e presidi permanenti degli Stati Uniti in tutte le aree del pianeta in cui sarà possibile prevedere il risorgere della minaccia agli interessi economici e politici americani. "

Allo stesso modo, la grave crisi Argentina fa emergere la fragilità e pericolosità del modello economico, tutto basato sull'aspettativa e sulla speculazione finanziaria. La crisi di tale modello colpisce duramente la parte più debole della società. Nessuno sembra avere il coraggio di mettere in discussione queste scelte e chi si permette di criticare le scelte e questo sistema ""di libertà e di democrazia" viene subito indicato come fiancheggiatore del terrorismo. Nessuno ha il coraggio di proporre interventi sulle cause che alimentano questo fenomeno, come la povertà le grandi ingiustizie, la terra, l'acqua.

Tutto è finalizzato al guadagno, ad emergere, a competere, a speculare in qualsiasi situazione, su qualsiasi settore.

Mi ha impressionato la notizia data dalle tv sull'incidente aereo negli usa qualche giorno dopo l'attacco terroristico alle torri. Questo incidente, dopo le indagini di questi giorni, sembra causato dall 'utilizzo di parti di ricambio riciclate e non certificate. Lavoro molto redditizio che provoca morti. Sul sito internet di questa società americana che speculava in questo delicato settore spiccava la frase GOD BLESS AMERICA, DIO BENEDICA L'AMERICA.

Coraggiosa ci sembra invece la lettera dal Guatemala di don Piero Nota (sacerdote di Airasca) che scrive alla Comunità di S Lazzaro di Pinerolo per il Natale 2001 .

''Vogliate accettare gli auguri di Natale, in un periodo di tanta incertezza, sconcerto, terrorismo, e guerra spietata in nome della libertà. Quale libertà, perchè... .In questo periodo dopo 1 '11 settembre quanti cristiani del nord (non è un problema dei nostri paesi) hanno abbandonato Cristo, rifiutato il Vangelo, appoggiando la guerra, i massacri il terrorismo. Ma chi si ricorda dei milioni di morti in America Latina, causati dalla Cia, che ha promosso e finanziato guerre spietate contro i poveri (vero terrorismo) con la scusa che erano comunisti, soprattutto gli indigeni, come in Guatemala. State attenti, rinsavite! Non perdete la testa... ... .I nostri poveri vivono nel terrorismo che si chiama estrema miseria; solamente che non usano le armi e la violenza.. subiscono tutto per paura, per la repressione. Le torri gemelle degli USA sono solo un campanello d 'allarme: ci dicono che così non si può più continuare: aprite gli occhi e gli orizzonti, leggete i segni dei tempi.

I nostri poveri muoiono a fuoco lento per la miseria, la fame, 1 'ingiustizia, la violenza e di questo tipo di terrorismo non si parla perché scomoderebbe troppo il nostro modo di vivere. "

IN Italia

Nel nostro paese 1’ appoggio incondizionato alla politica USA da parte del Governo Berlusconi era scontata, ma anche 1’ opposizione non è stata da meno nel sostenere la guerra. La conseguenza è che le spese militari sono cresciute e cresceranno ancora e per queste i fondi si trovano sempre, a differenza dei servizi sociali dove i tagli sono ormai una costante. Questo Governo è stato molto efficace nella sua politica di destra e antioperaia.

Come dice Rossana Rossanda ''non sono bastati sei mesi di governo al galoppo perché il centro sinistra si accorgesse che Berlusconi sta demolendo un 'Italia e ne fa un 'altra... . E fa quello su cui ha ottenuto il voto di metà degli italiani... grazie anche alle decisioni dei suoi predecessori sulla legge elettorale... .Fa egregiamente gli interessi della sua parte sociale, punta sul "gene egoistico ,' delle imprese....demolendo il patto sociale che ci aveva sorretti dal 1948 a ieri.... "

 

 

 

 

UNA REPUBBLICA CONTRO IL LAVORO

Lo smantellamento del patto sociale le cui linee sono contenute nel Libro Bianco di Maroni tendono all'eliminazione del Diritto del Lavoro costruito con grandi lotte, fatica e sacrifici partendo dal presupposto che il "lavoro non è una merce" .L'eliminazione dell'art.l 8 dello Statuto dei Lavoratori è solo uno dei pezzi più evidenti di questa strategia. Ma anche 1 'eliminazione di leggi che impediscono l'appalto di manodopera, o la modifica della legislazione sulle ''cessioni di rami d' azienda'' per poter liberarsi degli esuberi con più facilità.Come se decreti, regole e anche accordi sindacali "concertati" non permettessero già oggi una flessibilità che possiamo definire selvaggia in tutti i luoghi di lavoro, non solo nelle aziende al di sotto dei 15 addetti. Non ostante questa situazione, tutti continuano a richiedere più flessibilità:

il Capo delle Stato, la Confindustria, la Banca d' Italia.

Eppure, la' dove le imprese hanno posto il problema di eccedenti, si fanno accordi sulla mobilità, centinaia di lavoratori sono assunti a termine per diverse volte e poi lasciati a casa, come quelli assunti con contratto formazione e lavoro e i lavoratori interinali.In aziende del nostro territorio, a fronte di lavoratori a zero ore, ci sono straordinari altissimi, consulenti che rientrano dopo la pensione, collaborazioni coordinate, imprese esterne, cooperative. . .Ma allora non è la ricerca di una comprensibile flessibilità indotta dalle nuove esigenze, dal mercato globale...ma è la volontà di distruzione dei diritti, dei contratti, dello Statuto dei Lavoratori.

DIRITTO DEL LAVORO ADDIO?

Scrive Mario Fezzi avvocato milanese che collabora con la CUB :

"Con la nuova Legge Delega sul mercato del lavoro collegata alla finanziaria 2002 gran parte dei diritti rischiano di scomparire definitivamente. . . . Con la Legge Delega il diritto del lavoro viene stravolto: dalla tutela del lavoro si passa all'istituzionalizzazione della precarizzazione....Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato che era stato privilegiato diviene l’eccezione, mentre la regola è rappresentata dal lavoro precario e privo di, garanzia di mantenimento. ..Il lavoro (dell'uomo) viene trattato alla stregua di una merce che si cede, si affitta, si chiama volta per volta solo quando serve, si " somministra'' . ....cancellando così norme fondamentali (per esempio quella sull'intermediazione di mano d'opera) che imponevano principi elementari di civiltà. .."

 

 

PENSIONI -TFR- FISCO

"La campagna sull'insostenibilità del sistema pensionistico pubblico è accompagnata dalla proposta di passaggio automatico del TFR ai fondi pensionistici privati( sulla quale i confederali ci stanno).L'istituzione dei fondi privati aumenta la spesa pensionistica totale a carico del lavoratore, la richiesta di riduzione delle aliquote INPS fatta da Confindustria, comporterà un peggioramento dei trattamenti pensionistici attuali. Oggi al fondo INPS concorre per 2/3 l'impresa e 1/3 il lavoratore, con i fondi privati la quota a carico del lavoratore è prevalente rispetto a quella dell' impresa.La manovra sui fondo pensione e TFR mira a spostare risorse alla previdenza integrativa svuotando quella pubblica.. Funzionale a questa operazione è il cosiddetto conflitto generazionale con la falsa prospettiva di non far pesare sulle future generazioni l' onere insopportabile di mantenere la popolazione inattiva, distogliendo i giovani dai problemi reali che determinano la loro condizione. Le diseguaglianze tra generazioni non derivano dal problema delle pensioni, bensì dalla disoccupazione, dal lavoro precario e sottopagato." (dalla relazione di Tiboni ) Anche sul fronte fiscale la proposta di modifica delle aliquote favorirà i salari più alti a scapito di quelli bassi. Per la contestata riforma della Scuola rimando ai tanti documenti espressi dal Collettivo e dal coordinamento che lavora a Pinerolo.

L’ attuale processo di globalizzazione e le scelte di destra di questo govemo sono di fatto una vera e propria dichiarazione di guerra dei ricchi contro i lavoratori, i pensionati, i poveri per il potere e la ricchezza.

Mentre sono chiare la scelte del Govemo Berlusconi manca una proposta altemativa del centro sinistra molto più impegnato sulle nomine, sulle alleanze, molto meno impegnato sui problemi concreti delle persone.

 

 

UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE

 

 

Ma non tutti si adeguano, c'è chi resiste e CI SONO SEGNALI DI NASCITA DI MOVIMENTI ALTERNATIVI AL LIBERISMO E AL CONSUMISMO EGOISTA.

Per fortuna ci sono ancora forze politiche, sindacati, associazioni, gruppi religiosi persone libere che pensano a qualcosa di diverso da un mondo mercificato.Guardiamo con molta attenzione al cosiddetto popolo dei No Global e dei Social Forum che stanno nascendo e si fanno sentire Ormai in tutte le scadenze importanti in particolare a Genova contro il G8 e contro l'intervento militare del nostro Govemo.

Questo movimento molto eterogeneo trova coesione nel rifiuto di un modello di società liberista ed egoista nel quale le multinazionali la fanno da padrone sfruttando i paesi poveri e impoverendo i lavoratori dei paesi industrializzati.Propone un modello alternativo, solidale e rispettoso delle donne e degli uomini, rispettoso delle differenze e dell' ambiente e della natura.E' un’ esperienza nuova che mette assieme persone e gruppi con esperienze molto diverse che vanno dai gruppi religiosi ai centri sociali.Dunque un panorama nuovo, una miscela può fare scaturire grandi cose, grandi speranze di cambiamento.I potenti questo 1 'hanno capito e a Genova si sono scatenati nella repressione e in atteggiamenti fascisti mai visti, anche da quelli che in questi anni hanno fatto militanza.Verso questi movimenti, a partire dal nostro territorio, noi dobbiamo avere la massima attenzione, dare tutto il contributo e il sostegno possibile.Dopo l'esperienza di questi mesi sentiamo la necessità di uno scambio di reciproche sensibilità ed esperienze. Noi, per quanto riguarda le problematiche del lavoro e dei diritti, loro, per quanto riguarda l'ambiente, gli acquisti alternativi, i nuovi modi di comunicare e di lottare, sulla non violenza, sull' obiezione, su come concepire 1’ organizzazione e la delega. Più in generale dobbiamo essere molto attenti a questa idea di sindacato globale sulla quale molti ragionano e riflettono: pezzi di Sindacato americano, Attac, la Marcia delle Donne, una parte di Sindacato di Base italiano.

L’ incontro di Porto Alegre ci auguriamo sia una reale svolta per tutti quelli che lavorano per un mondo diverso.Occorre guardare a questi movimenti come risorse con le quali lavorare, mettersi a disposizione evitando la tentazione di catechizzare o di cavalcare per averne ritorni.Dobbiamo riaffermare la nostra volontà di lavorare con spirito unitario con tutti quei soggetti di base, forze politiche e sociali, gruppi che lavorano per un mondo diverso alternativo ai valori oggi dominanti.

 

IL NOSTRO RUOLO

Che finalità può dunque avere lanostra esperienza nel percorso di costruzione del sindacato di base nel nostro paese?In questi anni, per alcuni la nostra esperienza è stata molto importante, per altri la nostra funzione si è affievolita, non avendo ìl sindacato di base raggiunto grandi dimensioni.Ma le lavoratrici e i lavoratori che in questi anni hanno potuto contare su di noi, anche solo per un piccolo problema, pensano che la nostra esperienza sia importante per loro. sanno sempre di poter contare su una compagna o un compagno che li sta a sentire e cercherà di fare qualcosa per la loro condizione.

Qualcuno potrà dire che è troppo poco in confronto ai gravi problemi generali che abbiamo davanti.

 

 

 

 

 

E' vero, è poco, ma nel nostro territorio è molto, e la nostra esperienza può anche aiutare altre esperienze; è l'esempio che qualcosa di alternativo si può fare anche in una fase di riflusso, di delega, di un tempo nel quale pare " che tanto non si cambia mai niente" .Nel Pinerolese grazie al nostro lavoro la presenza del sindacato di base comincia a farsi sentire, ALP assieme alla RdB è presente con RSU nella sanità, nel Comune di Pinerolo, in Comunità Montana Val Chisone e Germanasca.E' nato il collettivo della Cub Bancari che lavora e si ritrova con continuità e al qual abbiamo chiesto partecipare alla vita dell'ALP.

LA RIPRESA DELLE LOTTE

In questi mesi, a fronte di una situazione internazionale e nazionale pesante, con i tentativi che abbiamo prima descritto e in assenza di una proposta alternativa da parte dello schieramento di centro sinistra, sono diventate centrali le iniziative di lotta.

Anche il sindacato confederale è obbligato a rispondere con iniziative di lotta.

La nostra specificità, frutto della nostra autonomia, ci ha portato, diversamente dalle scelte della CUB, a partecipare, pur con le nostre diversità, alle lotte decise dai confederali e queste scelte ci hanno fatto discutere molto.I collettivi hanno deciso in autonomia valutando i contenuti e misurando il clima e 1’ adesione tra i lavoratori.

Tali decisioni hanno però messo in secondo piano le iniziative di lotta dichiarate dalla CUB che di conseguenza non hanno avuto grande adesione anche tra gli stessi nostri militanti e questo è un punto sul quale interrogarci e dare risposte.

Il nostro impegno deve riprendere allora per la riuscita dello sciopero Generale del 15 febbraio, dichiarato per la prima volta da tutto il sindacato di base, con i nostri contenuti e il nostro impegno a partecipare alle manifestazioni che si svolgeranno a Roma, Milano, Torino.In ogni caso è importante ribadire che non intendiamo dare nessuna delega alla Fiom o alla sinistra CGIL.Noi siamo convinti dell’importanza di lottare uniti, ma il nostro obiettivo è la costruzione di un sindacato alternativo alla concertazione che in questi anni è stata subalterna e compatibile al mercato, facendo arretrare i lavoratori e aumentando la prepotenza dei padroni.

In particolare alla FIOM, con la quale abbiamo fatto pezzi di lotte comuni nel nostro territorio, vogliamo ricordare che sulle elezioni delle RSU continua ad utilizzare, alla faccia della democrazia il 33% di posti e che gestisce il fondo Cometa assieme a Federmeccanica. Due scelte in grande contraddizione con chi dice di voler superare la concertazione.

IL COLLETTIVO DELLA SCUOLA

Nella scuola il problema si è complicato ulteriormente, in presenza di più scioperi dichiarati dagli stessi sindacati di Base che nel frattempo, invece di unificarsi, sono diventati concorrenti.Questa situazione trasferita nel collettivo Scuola ha di fatto complicato il già difficile equilibrio esistente.

Di qui la proposta di un documento discusso e approvato nel collettivo, che chiede il riconoscimento della presenza di più opzioni sindacali e che le decisioni sulle lotte, assemblee e iniziative siano decise a maggioranza e vincolanti per tutti.Questo documento pone grandi questioni che, al di la della decisione dell'Assemblea, saranno pane quotidiano non solo per il collettivo della scuola.

1 ) La convivenza tra organizzazioni di base diverse e quindi anche concorrenti è solo un'idea astratta oppure una pratica possibile? Tutti siamo convinti della necessità dell’ unità del sindacato di base per la stessa sopravvivenza di tutti, ma poi facciamo fatica a pensare e praticare un modo diverso da quello classico della ''Politica'' , di contarsi.

Chi vince egemonizza e gli altri. o subiscono o se ne vanno.Non è possibile convivere e lavorare con persone diverse ( che pure hanno Io stesso obiettivo di fondo) o pensare di vivere i1 sospetto che qualcuno tradisca o cambi squadra? Quando diciamo "un mondo diverso è possibile" questo vale sempre e solo per gli altri e quasi mai per noi?

2) Certo poi nel sindacato siamo chiamati a decidere. Allora quale modello ci permette di prendere decisioni che valgano per tutti senza privare nessuno delle proprie convinzioni, idee, pensieri e modi diversi per raggiungere lo stesso obiettivo? La votazione è un buon metodo, ma non tutti gli argomenti sono uguali.Un accordo salariale non è come decidere per la mobilità. Uno sciopero contro la guerra è più impegnativo di uno sciopero per il premio e pone problemi di coscienza che non sempre si sciolgono con una votazione.

Penso, in conclusione, che queste scelte non siano semplici ma si possono praticare se tutti vogliamo la stessa cosa e se tutti mettiamo a disposizione dei margini di discussione e non solo punti irrinunciabili. Siamo un buon gruppo di militanti ma abbiamo molta strada da fare prima di insegnare agli altri come si fa democrazia e sindacato di base. Credo però che ci siano le condizioni per fare passi in avanti. Ma dobbiamo tutti essere meno assoluti, non sempre è possibile porre delle questioni ''irrinunciabili''. Proviamoci.

AUTONOMIA

La vicenda del ricorso al Giudice contro il Ministero, il Provveditore e due Dirigenti scolastici per il diritto all’assemblea ha fatto molto discutere dentro e fuori l ‘ALP . Ci

sono state opinioni diverse, non sempre venute alla luce con chiarezza.

Vorrei dire quel che penso anche per spegnere i sussurri da "Pinerol Citadina" sentiti in queste settimane se era opportuno o no fare questo ricorso.

Sicuramente dal punto di vista del metodo dovevamo parlare direttamente ai dirigenti coinvolti, non per un problema di rispetto per l'autorità o per un passato più o meno militante, ma semplicemente perché questa vicenda mi ha insegnato che le cose si possono fare con gli stessi contenuti senza per forza rompere dei rapporti personali, ma sapendo che i dirigenti scolastici sono " controparti'' cioè soggetti che rappresentano la "parte avversa" nelle relazioni sindacali.

 

 

Questa autocritica la rivolgo a me stesso e solo a me stesso.

Anche con i lavoratori si doveva parlare.

Ma detto questo, il ricorso si doveva fare e si rifarà per quanto mi riguarda se si ripresentano simili situazioni perché l’impugnazione del Decreto del Giudice da parte anche dei Dirigenti dimostra che non esiste solo un problema di forma, ma ci sono diversità di contenuto. Il decreto del Giudice di Pinerolo sancisce, in un momento in cui lo Statuto dei Lavoratori vuole essere cancellato, un principio fondamentale e ribadisce che la Legge vale di più ogni accordo e contratto tra le parti. Infine, con i pesanti attacchi all' indipendenza della Magistratura di questi tempi dobbiamo valorizzare questi comportamenti di autonomia, anche quando non ci sono favorevoli.

LA SITUAZIONE NEL NOSTRO TERRITORIO

Dopo la chiusura della Cascami ci troviamo oggi un' ulteriore crisi in altre aziende della Val Chisone.

Alla Luzenac dopo la mobilità si incrementano i lavoratori Polacchi utilizzati per nuovi orari, mentre si trasferiscono alcune RSU in posti meno caldi. La lunga marcia verso la ''normalizzazione'' sindacale continua.

Alla SKF l'accordo sulla mobilità per 284 lavoratori tutti finalizzati alla pensione, non cancella le preoccupazioni per le sorti della OMVP e dei precisi.Molto più pesante la situazione alla Sachs (da gennaio acquisita dalla ZF).

Il piano presentato è finalizzato ad una drastica riduzione dei costi che in sintesi prevede una riduzione del 48% del personale a fronte di un incremento della produttività del 49 %°. Il problema più grave sarà proprio quello occupazionale. Il piano prevede di arrivare a 200 addetti a fronte dei 300 attuali, tenendo presente che oltre 50 lavoratori non sono stati confermati ( Cfl, a termine, interinali) e la giovane età media consente l'avvio alla pensione a poche persone.Alla PMT , ex Beloit, al contrario si scoppia di lavoro. Il clima interno è molto cambiato e si è allineato al pensare comune, mentre rimangono fuori circa 40 persone che in una lettera hanno espresso molto bene la loro "sensazione di inutilità ed incapacità.....assieme ai timori per i soldini che scarseggiano, per le prospettive..Non vogliamo sacrifici o gesti di eroismo. Chiediamo solo che tutti quanti tornino a pensare anche un poco a noi. . La maggior parte di noi sente forte il desiderio di poter condividere con voi la vita dell’ azienda.''

Alle Poste continua una situazione insostenibile per la scarsità degli organici che crea difficili condizioni di lavoro e la Direzione le affronta con provvedimenti disciplinari.Continua la terziarizzazione, la privatizzazione dei servizi, l'uso improprio delle Cooperative e dei soci lavoratori.Le conseguenze di queste scelte sono quasi sempre pagate dai lavoratori.

8

 

Particolare attenzione dovremo avere al nuovo Consorzio delle Coop. Sociali, la cui dimensione permetterà di intervenire sugli appalti con un altri peso così come per il progetto Global Service a cui sembrano orientati ormai tutti i Comuni.Le conseguenze di queste scelte sono quasi sempre pagate da chi lavora.

COME SIAMO ORGANIZZATI

Anche se ogni tanto pensiamo che il nostro lavoro sia insufficiente rispetto ai grandi problemi, abbiamo molte persone, specie le più in difficoltà, che ci cercano e il lavoro e le responsabilità aumentano giorno per giorno. Assieme all’ aumento di persone che utilizzano la nostra associazione, (situazione che dovremo regolamentare) abbiamo urgente necessità di incrementare il gruppo che lavora per ALP .Con il Caaf di base abbiamo fatto un salto importante che ci permette di gestire autonomamente un servizio che ormai è consolidato grazie ad un collettivo preparato e motivato.L'ufficio vertenze fa i primi passi ma occorre affiancare altri militanti a Dario che si è presa questa faticosa responsabilità e fare molta formazione. L’ attività vertenziale e legale è stata intensa con impugnazioni di provvedimenti che vanno dalle multe ai licenziamenti, ai fallimenti, oltre al ricorso per il diritto di assemblea citato in precedenza. Dove le lotte non siamo in grado di organizzarle o sono impraticabili, il ricorso alla Commissione di Conciliazione è l'unico strumento di difesa, in particolare per le piccole realtà, cooperative, precari, irregolari.Il licenziamento delle due operaie della AMER/Eco per giustificato motivo, dobbiamo portarlo in giudizio e con assemblee pubbliche spiegare cosa succederà se faranno saltare l’art. l 8 dello Statuto.L'informazione funziona per l'impegno di Piero, ma non sempre i collettivi la utilizzano e forniscono notizie ed elementi di dibattito.

COLLETTIVI- RSU-DIRETTIVO

Molti collettivi sono autosufficienti e fanno veramente sindacato di base. Altri sono da seguire e da fare crescere con formazione e scambi di esperienze con i gruppi più sindacalizzati ed esperti in contrattazione. In particolare, le RSU della Sachs dovranno essere seguite con molta attenzione perchè di prima nomina e soprattutto per la difficile situazione che dovranno affrontare. Si è evidenziato in questi ultimi mesi un calo di discussione più generale nei collettivi dove le RSU sono state assorbite dai problemi quotidiani anche se importanti vedi Poste, SKF , OMVP, Euroball .Il Direttivo, al contrario, ha perso smalto e partecipanti proprio in questa fase di grande movimento e di cambiamenti. Dobbiamo di nuovo rinvigorirlo e fare diventare il direttivo lo strumento previsto da lnostro statuto che prevede non è solo ''l'applicazione degli orientamenti generali espressi dall'assemblea generale" ma anche " la valutazione degli eventi esterni ed interni importanti e le decisioni conseguenti.''

 

Il tesseramento tiene in particolare dove il collettivo lavora, dà delle risposte e dove le RSU intervengono sui contenuti e sulla democrazia. Dove questo è avvenuto, ALP è apprezzata e vista come presidio prezioso nei luoghi di lavoro e sul territorio.Importanti riconoscimenti ci sono stati alla SKF , OMVP di Villar, Euroball, Sachs, Poste, Asilo Valdese, Gorla, A.G. Porta.In particolare alla A.G. Porta abbiamo portato a casa un buon accordo Aziendale anche se ci è stato posto il veto nella firma dalla Fim di Torino. Ma questo è secondario rispetto ai contenuti molto apprezzati dalle lavoratrici e dai lavoratori.Sempre in questa azienda come all'Asilo Valdese, partecipiamo alle assemblee e la quota sindacale ci viene trattenuta sulla busta paga.

BILANCIO

Il bilancio 2001 ha visto un notevole impegno in investimenti per i servizi e per rendere più razionale e fruibile la nostra sede: Fotocopiatrice computer, mobili, materiale e riviste per vertenze, nuove bandiere. Abbiamo anche investito in formazione facendo partecipare al corso sulla ‘626’ diversi militanti. Il nostro bilancio è molto positivo perchè continua il lavoro volontario di molti militanti.Con questa assemblea il nostro segretario/ cassiere ha deciso (giustamente) di terminare il suo impegno. Il suo lavoro è stato prezioso e ''giusto'' e in questi sette anni ha sempre chiuso alla lira i nostri bilanci e tutti i nostri conti. E' anche grazie a lui se continuiamo a chiudere in attivo e i nostri bilanci sono sempre stati trasparenti e puliti. Grazie Arnaldo e se l' assemblea lo deciderà passiamo il testimone a Silvia.

CONCLUSIONI

Non so quando riusciremo a costruire un Sindacato di Base sufficientemente grande; intanto vediamo noi di farlo crescere qui, facendo crescere la democrazia, il rispetto di ciascuno, la convivenza piacevole, una giusta militanza.Ognuno è geloso della sua storia, delle sue bandiere, ma ricordiamoci sempre che il sindacato è pur sempre solo uno strumento, mentre il fine far stare meglio altre persone o quantomeno aiutarle a non stare peggio. Se questo strumento serve a questo scopo, vuol dire che siamo sulla strada giusta; forse non avremo ancora fatto tanta strada ma la direzione e quella giusta. Franco ama sempre paragonare ALP ad una casa, piccola ma nostra. Apriamo la nostra casa a tutti quelli che hanno bisogno di una casa ( diversa è una locanda dove si fa sosta per un pò, si beve un bicchiere e poi si riparte). Ma usciamo anche fuori dalla nostra casa perchè rinchiudersi non ci fa andare lontano .Il tempo e la storia ci diranno se avremo anche noi contribuito a costruire quel "Mondo diverso" necessario, anzi indispensabile.