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8mag2013
eco del chisone

Ai
Lavoratori Tekfor Villar Perosa
Voglio con queste poche righe comunicare a tutti i lavoratori del
nostro stabilimento le mie dimissioni da RSU, come già annunciato
in assemblea.
I motivi sono di carattere personale e sono questi:
Il mio ruolo di Amministratore, Vice Sindaco a Pinerolo, mi richiede
un impegno a tempo più che pieno , sia fisico sia mentale.
I Comuni stanno vivendo un momento di grande criticità e molti
problemi legati alla crisi si riversano sul Comune, prima
Istituzione vicina ai cittadini;
Per svolgere al meglio il ruolo di RSU bisogna essere in fabbrica,
vivere i problemi, parlare con i lavoratori per capire le
situazioni.
Io da oltre sei mesi sono in CIG e sono venuto in fabbrica solo per
assemblee e trattative;
Di questa sostituzione ne abbiamo discusso nel collettivo di ALP.
Insieme si è ritenuto che è più opportuno rinunciare ad un po’
di esperienza, ma avere un compagno con più tempo, presente in
fabbrica e, anche più giovane, con più entusiasmo e voglia di fare
.
Il mio augurio più sincero a Salvai Fabio che mi sostituisce in
questa fase sicuramente non facile.
Ai colleghi RSU di questi mesi un ringraziamento per la bella
esperienza, fortemente unitaria, vissuta insieme.
A tutti noi lavoratori Tekfor il mio invito a rimanere uniti e
combattivi in questo difficile momento .
A presto.
Operaio Tekfor. Clement Gian Piero
29aprile2013
Villar Perosa: Tekfor, nuovi
scioperi
Ven, 26/04/2013 - 18:54eco del
chisone
Dopo le due ore di sciopero già indette mercoledì scorso sul
secondo e sul terzo turno, le assemblee di oggi della Tekfor di
Villar Perosa hanno decretato due nuove giornate di ulteriori
scioperi, domani e dopodomani, per otto ore su tutto lo
stabilimento.
L'agitazione segue la decisione dell'azienda di
applicare il ciclo continuo (che implica 21 turni settimanali,
compresi quindi anche il sabato e la domenica) per recuperare «massicci
ritardi nelle consegne ai clienti». A definirli così è
l'Amministratore delegato Roberto Peiretti che parla di un
milione settecento mila pezzi arretrati già al 9 aprile scorso.
la causa dei
ritardi, secondo l'Ad, «non è certo da imputare alle
Maestranze, ma piuttosto è da ricercarsi nei ripetuti guasti
del trasformatore della pressa Hatebur 70C». Sarebbe «a fronte
di questo e di altri imprevedibili malfunzionamenti», che la
dirigenza ha dichiarato «la necessità di avere maggior
presenza del personale sulle presse funzionanti», e l'ha
richiesta - in un primo momento su base volontaria - anche nei
fine settimana. Con scarsissimi risultati. Tanto che la nuova
turnazione è stata imposta e i lavoratori hanno risposto con le
prime due ore di sciopero, caratterizzate da un'alta adesione.
Nel suo
comunicato affisso oggi in bacheca, l'Amministratore delegato fa
appello «al senso di responsabilità di ognuno» e si dice «sorpreso»,
vista la crisi e lo stato di pre concordato in cui versa
l'azienda, che nessuno (ad eccezione di uno) abbia accettato la
nuova turnazione, «anche a fronte di un sensibile aumento di
stipendio», pretendendo invece un'ulteriore maggiorazione.
Peiretti fa anche riferimento «allo spettro del fallimento
ancora dietro l'angolo» e alla necessità «per poter andare
avanti e pagare gli stipendi» di portare a compimento
l'acquisizione in corso da parte del gruppo indiano Amtek, «mentre
noi spavaldamente - scrive ancora il dirigente Tekfor - diamo
l'immagine di una fabbrica i cui lavoratori stanno fuori da un
cancello a braccia conserte perché non vogliono lavorare con
diversi orari».
«Nello
stabilimento c'è un'arrabbiatura che va ben oltre i 20 o 21
turni» risponde Gian Piero Clement dell'Alp, nel suo ultimo
giorno come Rsu, avendo presentato le dimissioni proprio oggi.
«Tutto si può discutere - precisa ancora Clement - ma per
questo tipo di scelte occorre arrivare ad un accordo sindacale».
La sua ricostruzione della concitata vicenda sottolinea infatti
altri aspetti: «Non abbiamo detto di no, ma abbiamo chiesto un
passaggio in Unione industriale e nel frattempo di sospendere
l'applicazione della nuova turnazione. Lo sciopero nel week end
permette a chi non è d'accordo di evitarla. Poi ci aspettiamo
delle risposte lunedì. In mancanza si deciderà se riprendere
lo sciopero da martedì».
Le
maestranze imputano parte dei ritardi produttivi a errori della
dirigenza, a partire dall'applicazione della cassa integrazione,
nei mesi scorsi, anche al reparto fucine. «E anche nei giorni
in cui si è lavorato - precisa l'Rsu - ci sono stati problemi:
continui cambi di tipo dovuti a scarsa programmazione, l'olio
che manca, le matrici che durano molto meno di un tempo».
Quanto alle
sue dimissioni, Clement precisa che sono dovute a tutt'altre
motivazioni: «La situazione è sempre più complicata e
presuppone qualcuno che abbia più tempo, mentre io devo fare
anche l'assessore a Pinerolo. Qualcuno che stia davvero in
fabbrica, mentre io sono in cassa integrazione. Visto che c'è
chi è disposto a sostituirmi, penso sia giusto puntare sul suo
entusiasmo».
l.p.

audio parziale http://www.alpcub.com/valle_17apr2013.mp3
serata a a Villar con consiglio comunale aperto, registrazione
parziale
21
APR2013
Dalla lettera ai cassintegrati dal versetto 11 al versetto 18
Ed ecco che il capo del villaggio ove sorgeva il Tempio indisse
( ma solo perche’ altri glielo chiesero !!) un’assemblea da
tenersi all’ora in cui le genti potevano abbandonare il desco
serale e recarvisi.
Cosi’ non fu’ per la maggior parte delle genti venute per
lavorare che si recavano ogni giorno al Tempio che preferirono
dedicarsi a qualsiasi altra attivita' e disertarono la riunione.
Davvero interessava loro cosi’ poco delle proprie sorti ?
erano cosi’ rassegnati da pensare che nulla oramai potesse
ancora servire ? Erano costoro convinti che con l'avvento dei
mercanti venuti dal paese dei sari e dei turbanti tutto fosse
stato risolto ?
Chi invece fece la sua comparsa ( a dir la verita' inaspettata)
fu' il capo degli humani che , invitato dal capo del villaggio a
parlare, cosi' fece.
Narro' della venuta dei mercanti
e del futuro del Tempio ma nulla di cio' che disse fu una
novella nuova o inattesa per le genti cola' riunite.
Al suo intervento segui' poi quello del rappresentante del
popolo della tribu' del FALI che parlo' a nome di tutti coloro
che facevano parte di quello che era conosciuto come
"Comitato per il lavoro in Valle".
Le sue parole furono parole forti ma piene di saggezza poiche'
erano parole di verita' e le genti del popolo dell' ALP che le
ascoltarono gli furono grati.
Seguirono altri interventi in numero di due ( quello dello
scriba con il naso forato e quello del capostipite del popolo
dell' ALP) poi l'assemblea si sciolse.
Intanto nel Tempio il Faraone e i sacerdoti di piu' alto
lignaggio tornarono a parlare di 21 turni e questa volta
chiesero che la' ove si cuoce in doppia misura si avesse a fare
la stessa cosa.
Grande fu' il fermento tra le genti che sarebbero state
comandate a fare cio' che il Faraone chiedeva ( a partire dal
giorno del riposo per le genti che stampavano e dal primo giorno
della settimana per coloro che cuociono in doppia misura) e
quella parte del Tempio stava oramai diventanto una polveriera :
genti venute per lavorare che si trovavano in lotta con i
fratelli, sacerdoti che avevano il compito di governare le genti
che non si trovavano pero' piu' in accordo con le decisioni del
Faraone , sacerdoti che umiliavano, minacciavano, ricattavano i
servi della gleba ecc.
Dal Vangelo secondo Neumayer- Tekfor Villar

27mar2013 eco
Tekfor Villar Perosa: si riapre la
trattativa sul premio
Ven, 22/03/2013 - 14:49 http://www.ecodelchisone.it/news/2013-03-22/tekfor-villar-perosa-si-riapre-la-trattativa-sul-premio-13392

La trattativa sul premio di produzione potrebbe essere
riaperta, e quindi lo sciopero indetto dai lavoratori tekfor per
un'ora al giorno per tre giorni (ieri, oggi e lunedì) potrebbe
essere sospeso.
Lo ha cominicato l'Rsu dellAlp Gian Piero Clement davanti
ai portoni dello stabilimento di Villar Perosa ai
lavoratori del primo turno, usciti un'ora prima per l'agitazione
sindacale: «La direzione ci ha annunciato una convocazione per
oggi alle 16, ammettendo che nel calcolo del premio non si
possano mescolare parametri diversi. Se ci chiamerà e ci sarà
una reale prospettiva di soluzione, annulleremo lo sciopero già
dal terzo turno. Altrimenti si andrà avanti».
All'assemblea ha partecipato anche il presidente
dell'Alp Enrico Lanza: «Abbiamo tre problemi principali - ha
sostenuto il sindacalista - la crisi dilagante, l'Skf che
andrebbe richiamata alle sue responsabilità dopo la vendita al
gruppo neumayer Tekfor, e il gruppo dirigente dell'azienda, che
non è all'altezza».
l.p.
Tekfor di Villar Perosa: sciopero
per il premio
Gio, 21/03/2013 - 18:41
ecodelchisone.it- http://www.ecodelchisone.it/news/2013-03-21/tekfor-di-villar-perosa-sciopero-per-il-premio-13383
Agitazione sindacale alla Tekfor di Villar Perosa: un'ora di
sciopero per ogni turno, a partire da oggi.
La stessa iniziativa è prevista anche per domani e lunedì.
Oggetto del contendere è il premio di produzione, riconosciuto
dall'azienda in forma ridotta.
«Avevamo firmato dopo una difficile trattativa - spiega
l'Rsu dell'Alp Gian Piero Clement - ma ora scopriamo che
l'indice legato alla qualità, che pesa per il trenta per cento,
quindi per 540 euro, è cambiato. In sostanza hanno modificato
le modalità di conteggio e ci dicono che l'obiettivo non è
stato raggiunto». Di conseguenza - riferisce sempre il
rappresentante sindacale - «il premio si fermerebbe a circa 800
euro, anziché i 1.364 prospettati».
I lavoratori chiedono che vengano riconosciuti almeno
270 euro: «Quelli che avremmo ottenuto - conclude l'Rsu - con
il vecchio conteggio». Intanto si sono incontrati in Italia i
vertici di Tekfor e Amtek Auto Ltd, il gruppo indiano che ha
siglato l'accordo di acquisto della holding Neumayer Tekfor e di
tutte le sue aziende, compresi gli stabilimenti di Villar Perosa
e Avigliana.
Nell'incontro l'amministratore delegato di Tekfor
Roberto Peiretti e il presidente del gruppo Ulrich Mehlmann
hanno aggiornato John Flintham, Senior Managing Director di
Amtek group sull'avanzamento del procedimento di pre-concordato.
Poi i nuovi investitori hanno acquisito le prime informazioni su
prodotti e impianti.
«È emersa subito un'immediata sintonia», riferisce
Peiretti. «Siamo soddisfatti di questo confronto, avvenuto a
pochi giorni dalla firma dell'accordo, a manifestazione
dell'importanza che Tekfor Spa rappresenta nell'ambito
dell'acquisizione del gruppo. A breve avremo certamente
altri incontri, finalizzati all'individuazione delle
migliori sinergie atte ad acquisire quelle strategie utili per
uscire dall'attuale scenario di crisi».
«Questo - conclude l'Ad - non significa che stiamo
uscendo dall’attuale sfavorevole congiuntura economica, ma
sicuramente è un buon segno. Amtek, riconosciuto a livello
internazionale quale solido gruppo industriale, acquisisce con
Tekfor un' importanza strategica in Europa e in America e la
complementarietà dei prodotti potrà certamente offrire
degli spazi per nuove sinergie e rinnovate opportunità, in
un’ottica di continuità e, ci auguriamo, di crescita».
l.p.
Sulla Tekfor sventola bandiera indiana
LA TEKFOR diventa indiana e scongiura il rischio del fallimento.
La multinazionale tedesca con sedi ad Avigliana e Villar Perosa,
specializzata nella produzione di componenti per auto, é stata
acquistata dal gruppo Amtek. Indiscrezioni non confermate, parlano
di un investimento di circa 500 milioni di dollari per prendere
tutti i nove stabilimenti in Germania, Brasile, Usa, Messico e
Italia, comprese quindi le sedi torinesi, dove attualmente lavorano
circa 1000 dipendenti. La notizia é stata accolta positivamente dai
sindacati, anche se non c'è un futuro certo per le fabbriche
italiane: «Sicuramente si tratta di un segnale importante, perché
con questa operazione la Tekfor viene salvata da un sicuro
fallimento - spiega Marinella Baltera della Cgil - ma prima di
esultare, preferiamo vedere il piano industriale che la dirigenza
italiana dovrà presentare in tribunale entro maggio, come previsto
dal concordato preventivo».
Da tempo sono note le difficoltà della Tekfor, che nelle sedi di
Villar Perosa e Avigliana registra un deficit di circa 15 milioni,
con i lavoratori in cassa straordinaria.
Bisognerà quindi capire le reali intenzioni degli indiani, che
nei mesi scorsi avevano già visitato le due fabbriche torinesi: «Sarà
fondamentale discutere con la nuova proprietà dei problemi di
inefficienza aziendale - aggiunge la Baltera - auspichiamo che
vengano fatti nuovi investimenti, per scongiurare le ipotesi di
chiusura». L'Amtek ha 43 stabilimenti, di cui 39 in India e 4 in
Europa. É il più grande produttore di componenti integrati in
India, e una volta perfezionata l'acquisto della Tekfor, entro i
mesi di giugno-luglio, il suo fatturato salirà a quasi due miliardi
di dollari.
FABIO TANZILLI-repubblica
Vendita Neumayer-Tekfor: primi
commenti
Lun, 11/03/2013 - 11:41 eco del
chisone.it
In attesa dei commenti ufficiali da parte della dirigenza di Tekfor
S.p.A., costola italiana del Neumayer Tekfor Group
con sede a Hoffenburg, in Germania, è confermata l'e-mail con
la quale ieri il presidente e amministratore delegato del gruppo
Ulrich Mehlemann ha avvisato i dipendenti degli stabilimenti
tedesci ed esteri della proposta di acquisto firmata con il
gruppo indiano Amtek.
In riferimento alla ricerca di un acquirente del Neumayer
Tekfor group, Mehlmann spiega che «si è conclusa con successo:
oggi (la data è di domenica 10 marzo, ndr) i
rappresentanti di Neumayer Tekfor Group hanno firmato un accordo
di acquisto con Amtek Auto Ltd., New Delhi, il quale trasferisce
tutto il patrimonio della holding tedesca - in aggiunta ai
brevetti e ai beni immobili, questo include primariamente quote
nelle consociate nazionali ed estere - come parte di una
proposta di acquisto». La conclusione della transazione è
pianificata per la fine di maggio.
«Il comunicato - commenta a caldo l'Rsu Gian Piero Clement
dell'Alp, stabilimento di Villar Perosa - sembra dare molte
garanzie sugli stabilimenti e il personale tedesco. Per quanto
riguarda noi dice che nessuno stabilimento verrà chiuso».
Quindi il rappresentante sindacale esprime una prima «valutazione
positiva. Il gruppo ha soprattutto numerosi stabilimenti
indiani, più uno in Germania e tre siti in Inghiliterra.
Sembrerebbe quindi dimostrare interesse per il mercato
europeo. Bisognerà avviare un confronto stringente per
capire quale piano di ristrutturazione vogliano mettere in pista
e che intenzioni abbiano per i nostri stabilimenti italiani»,
che comprendono anche il sito di Avigliana.
Luca Prot
Villar Perosa: firmata la Cassa
straordinaria per i 585 della Tekfor
Ven, 01/03/2013 - 18:03 eco del
chisone.it
Oggi Tekfor S.p.A. ha ottenuto la firma delle Organizzazioni
sindacali (Uilm-Uil e Fali) e della Rsu sulla domanda di Cassa
integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale che verrà
presentata per i 585 dipendenti dello stabilimento di Villar
Perosa.
L'esame congiunto in Regione Piemonte è stato aggiornato a
stamattina dopo la sospensione di martedì scorso, quando le
OO.SS. e la Rsu hanno chiesto di applicare il Contratto di
Solidarietà. Richiesta respinta dall'azienda, che individua
nella Cigs per crisi aziendale l'unico strumento tecnicamente
idoneo per superare il periodo di crisi e salvaguardare i
livelli di occupazione.
Nel frattempo, nel corso delle assemblee di fabbrica
convocate ieri, la maggioranza dei lavoratori ha dato mandato ai
rappresentanti di firmare l'accordo.
Secondo il documento presentato dal capo del personale
di Tekfor Fabrizio Zanobini, i lavoratori coinvolti dalla Cigs
saranno mediamente 300, di regola con sospensione dal lavoro a
zero ore settimanali, salvo alcune punte di utilizzo che
potranno riguardare, per alcuni periodi, un numero più elevato
di lavoratori fino a coinvolgere anche l'intero organico
aziendale.
«Lunedì ci incontreremo in fabbrica con l'azienda -
anticipa l'Rsu dell'Alp Gian Piero Clement - per firmare il
verbale di accordo con i criteri di rotazione. Secondo i dati
che ci hanno fornito per il mese di marzo, la Cigs dovrebbe
riguardare circa il 27-28 per cento dei lavoratori, molto meno
del 50 circa annunciato. Già a febbraio dovremmo averne fatta
molta di più. Comunque il 10 di ogni mese è prevista una
verifica sulle liste dei lavoratori coinvolti dalla Cigs».
Per i due apprendisti attivi nell'unità produttiva
villarese, sarà chiesta la Cig in deroga. I verbali firmati
stamattina in Regione in realtà sono stati due, praticamente
identici: uno siglato dalle organizzazioni sindacali
confederali, le Rsu, l'azienda, la Regione e l'A.M.M.A., l'altro
con Alp senza la rappresentante dell'associazione di categoria.
Luca Prot
Lavoratrici e
Lavoratori Tekfor di Villar Perosa
Il 26 febbraio i sindacati territoriali e le RSU di
Villar si recheranno in Regione per
affrontare il problema della CIGS.
Le intenzioni di massima delle RSU sono quelle di non
firmare l'accordo sulla CIGS, scelta già fatta dalle RSU di
Avigliana, e riproporre i
CONTRATTI DI SOLIDARIETA'.
Pensiamo inoltre che sia utile chiedere un incontro
con il Giudice nominato dal Tribunale di Torino ( Dott.ssa Giusta)
per metterla al corrente di tutto quello che è successo e che
succede nel nostro stabilimento.
Non ci
convincono le dichiarazioni della Direzione che, a fronte di un calo di volumi del
15-20%, vorrebbe lasciare in CIGS il 50% circa della forza lavoro di
Villar. Le maestranze di Villar, pur avendo dimostrato in tutti
questi mesi disponibilità e senso del dovere, ora non hanno più
fiducia nell'attuale gruppo dirigente, dopo tutto quello che hanno
visto, sentito e subito.
Fa molta rabbia
quando si legge, (Eco del Chisone) ...”
i risultati del nostro stabilimento non sono stati
sufficienti a recuperare un livello di produttività ed efficienza
tali da garantire la redditività di Villar Perosa” …,
come se ciò fosse colpa delle lavoratrici e dei lavoratori.
Molte sono le cause della crisi del nostro
stabilimento:
Una gestione
schizofrenica dell'officina. ( Si fa molta cigo per poi accorgersi che a fine mese non sono stati prodotti i pezzi per i clienti e
allora si ricorre allo straordinario).
I magazzini
(materia prima, ricambi e il necessario per la produzione) sono
al limite minimo storico e questo produce
più danni che non il “just in time”.
Sugli
investimenti
possiamo dire che dopo le
grandi promesse iniziali di concreto è arrivata solo una
Hatebur 70 C peraltro non più nuova e con la mazza da sostituire.
Gli investimenti promessi sui forni di tempra e ad
induzione, che avrebbero portato nuovo lavoro e valore aggiunto
importante, non si sono mai
visti.
Questa situazione, oltre a non dare prospettive per
il futuro, rischia di farci perdere clienti importanti.
Sul famoso
“doppio dado” prodotto
effettivamente ad elevato valore commerciale, vogliamo ricordare che
a Villar si produce solamente il fucinato e il tornito e dopo i vari
trattamenti anticorrosione,
antisvitamento, assemblaggio, montaggio e la vendita,
vengono tutte fatte in Germania dove si fermano la gran parte
dei profitti.
In conclusione
noi pensiamo che sia molto difficile fare accordi con questo gruppo
dirigente che un giorno dice una cosa e il giorno dopo la smentisce.
Ci auguriamo di poter riprendere un rapporto serio
con chi acquisterà il gruppo.
e RSU Tekfor di
Villar Perosa
cicl.alp/cub-febbr.2013

eco del chisone.it

eco
del chisone.it
Tekfor: richiesto il pre
concordato preventivo
Lun, 28/01/2013 - 12:26
ecodelchisone.it
Il Consiglio di Amministrazione della Tekfor S.p.A.,
l'azienda del gruppo Neumayer che opera negli stabilimenti di
Villar Perosa e Avigliana, ha depositato presso il Tribunale di
Torino una richiesta di pre concordato ai sensi dell'articolo
161 della legge fallimentare. L'azienda spiega di aver preso
questa iniziativa «grazie alle novità introdotte dal Decreto
Sviluppo del 2012 e alle opportunità che questo offre al fine
di agevolare il risanamento aziendale e tutelare l'occupazione».
La notizia è stata comunicata stamattina ai lavoratori nello
stabilimento di Avigliana e nel corso della giornata
l''Amministratore delegato Roberto Peiretti incontrerà anche
quelli villaresi, nei diversi turni. I toni scelti sono stati il
più possibile rassicuranti: «Oggi Tekfor ha compiuto un passo
fondamentale al fine di dare continuità al proprio futuro». E
in un passaggio successivo Peiretti ha precisato che «la
procedura, oltre a proteggere l'azienda da eventuali azioni di
terzi o da meccanismi automatici di adeguamento previsti dalla
legge italiana, offre la possibilità di disporre di una maggior
liquidità e di un miglior flusso di cassa, a favore delle
esigenze di amministrazione corrente e di risanamento».
In sostanza, la richiesta di concordato con riserva mette
l'azienda al riparo dal fallimento, in attesa di un piano di
riassetto finanziario e industriale e di completare la vendita. «Questa
azione offre ai potenziali investitori una serie di importanti
garanzie», sostiene l'azienda. La procedura è analoga a
quella presentata a suo tempo dalla pinerolese Galup e non molto
diversa dallo "scudo protettivo" previsto dalla legge
tedesca e di cui ha usufruito nei mesi scorsi in Germania il
gruppo Neumayer cui Tekfor fa capo.
L'ordinaria amministrazione e la gestione della società
rimangono in capo all'attuale management, che avrà un tempo
limitato (tra i sessanta e i centoventi giorni, prorogabili di
altri sessanta) per formulare il piano. Quest'ultimo, spiega
Tekfor, «nei prossimi mesi dovrà essere definito e asseverato
da un esperto esterno e sottoposto all'approvazione dei
creditori o all'accordo con i principali fornitori, a seconda
della procedura utilizzata». Infine il piano stesso avrà
bisogno dell'omologazione del Tribunale per diventare operativo.
Peiretti ha chiesto «la collaborazione di tutti», per un «obiettivo
finale» che è quello «di aprire un percorso positivo verso un
definitovo risanamento di Tekfor Italia, rendendola un'azienda
solida e competitiva». I rappresentanti sindacali, da parte
loro, stanno esaminando in queste ore la comunicazione dell'Ad,
e le leggi di riferimento prima di esprimere un giudizio.
Luca Prot
"Meglio al freddo che licenziati".
Così l'azienda taglia i riscaldamenti
Alla Tekfor, azienda della Valsusa, avevano già ridotto i
compensi di manager e funzionari. Prima di tagliare la forza lavoro
hano deciso di abbassare la temperatura da 18 a 16 gradi. Sì degli
operai di FEDERICA CRAVERO e FABIO TANZILLI
TORINO - Lavorare al freddo per salvare gli stipendi. Abbassare il
termostato da 18 a 16 gradi per risparmiare sulla bolletta del gas.
È la condizione posta ai mille lavoratori impiegati nei due
stabilimenti torinesi della Tekfor Neumayer. La fonderia, di
proprietà tedesca è in crisi di liquidità.
Ed è in crisi di liquidità da quando il tribunale ha disposto
l'amministrazione controllata della casa madre per scongiurare il
fallimento e sono stati tagliati i fondi per il funzionamento delle
sedi estere. Addirittura, o per fortuna, con i 17 milioni di deficit
non può neanche licenziare parte dei lavoratori perché non ha
abbastanza soldi per pagare le liquidazioni, gli incentivi e gli
ammortizzatori sociali.
Stando così i conti non c'era denaro per pagare il salario di
gennaio e Roberto Peiretti, amministratore delegato delle sedi di
Avigliana e Villar Perosa, ha tracciato la sua revisione delle
spese, raschiando il fondo del barile. Ha ridotto del 20 per cento
lo stipendio dei dirigenti e in percentuale minore quello dei quadri
e dei funzionari. Inoltre sono state tagliate le auto aziendali di
grossa cilindrata, così come i telefoni cellulari e le consulenze
esterne.
Ma ancora non bastava. E si è arrivati alla voce del riscaldamento.
"Sono scelte drastiche che però stanno dando risultati
positivi in termini di bilancio", spiega l'ad Peiretti. Una
scelta, però, contestata. "In questi giorni è in corso una
polemica con l'azienda per questa decisione - afferma Marinella
Baltera della Fiom-Cgil - A metà dicembre era stato prospettato di
abbassare il riscaldamento e noi ci eravamo opposti". Ma la
multinazionale è andata avanti e ha girato verso il basso la
manopola del termostato. "Prima dello stop per le feste
natalizie è anche accaduto che di sabato e domenica, quando per il
ciclo continuo i lavoratori sono ridotti, l'impianto si sia fermato
del tutto - continua la Baltera - Ora vedremo cosa accadrà la
prossima settimana alla ripresa della produzione".
L'iniziativa assunta dalla direzione torinese della Tekfor è messa
sotto accusa anche dal segretario provinciale della Fiom di Torino,
Federico Bellono: "In tempi di crisi va di moda parlare di
spending review, ma l'alternativa tra riscaldamento e stipendio non
è accettabile - attacca - In questa fase più che in altre ci sono
tentativi di risparmi a tutti i costi, ma è evidente che ci sono
questioni che non possono essere oggetto di scambio".
Una di queste è, secondo il segretario Fiom, la qualità degli
ambienti di lavoro: "In anni di sindacato non è la prima volta
che si pone sul piatto dei tagli la questione della temperatura -
spiega - Dal punto di vista legale ci sono norme che regolano i
termostati, che tuttavia vengono stiracchiate. Ma soprattutto si
tratta di misure che possono essere un boomerang per l'azienda perché
in un ambiente poco salubre ci si ammala più facilmente e si
rischia di aumentare l'assenteismo".
Tuttavia i lavoratori sembrano essersi rassegnati. Bruno Allegro,
operaio delegato Rsu Uilm della sede di Avigliana, parla di
"una decisione che i dipendenti hanno accettato malvolentieri,
ma non si poteva fare altrimenti per portare a casa gli stipendi.
Quando è arrivato il grande gelo la situazione era davvero
difficile e abbiamo chiesto e ottenuto che, almeno per qualche
giorno, venisse nuovamente alzata la temperatura di pochi
gradi".
Gian Piero Clement, Rsu Alp della fabbrica di Villar Perosa,
ammette: "In questa fase gli operai preferiscono fare sacrifici
piuttosto che rimanere senza lavoro o busta paga. L'azienda sta
cercando di risparmiare su tutto, e a tutti i livelli".
Soprattutto si confida nei segnali positivi e di ripresa che
arriverebbero dalla Germania, visto che entro metà anno dovrebbe
realizzarsi l'operazione di vendita della società, che in Italia
lavora spalla a spalla con la Fiat.
(03 gennaio 2013)
eco del chisone
eco 121.121.12

eco del chisone
foto
e discorsi manifestazione di valle
IL
TERRITORIO DELLE VALLI CHISONE E GERMANASCA STA PAGANDO OLTREMISURA
LA CRISI ECONOMICA CON UNA INARRESTABILE EMORRAGIA DI POSTI DI
LAVORO ….
ORA
E' VENUTO IL MOMENTO DI SCENDERE IN CAMPO PER MANIFESTARE
PER
IL LAVORO
E
CONTRO
LA CRISI ...
DOMENICA
16 DICEMBRE 2012
DALLE
ORE 14.00 ALLE ORE 16.00
DAVANTI
ALLO STABILIMENTO TEKFOR
DI
VILLAR PEROSA
RICORDA
CHE LA CRISI NON COLPISCE SOLO LE FAMIGLIE DEI LAVORATORI LICENZIATI
O IN MOBILITA' MA IMPOVERISCE L'ECONOMIA DI TUTTO IL TERRITORIO.
COMITATO DI VALLE PER LA DIFESA DEL LAVORO
Villar Perosa: licenziati della
ditta esterna picchettano alla Tekfor
Lun, 15/10/2012 - 10:24 ECO DEL
CHISONE.IT
Altri undici lavoratori senza impiego e senza prospettive:
stamattina picchettano a Villar Perosa davanti ai cancelli della
Tekfor (ex Omvp Skf) dove da oggi non possono più entrare.
È l'ultimo taglio legato alla politica di riduzione dei costi
in corso alla Tekfor .
Non si tratta di dipendenti diretti dell'azienda del gruppo
Neumayer, ma di ex lavoratori della Karmak, l'impresa di pulizie
che ha recentemente perso l'appalto, affidato ora alla I.P.A.T.
di Torino. «Su 22 addetti - spiega l'Rsa Usb Gian Franco Suppo
- solo 11 sono stati reintegrati dalla nuova società, scelti
con molta discrezionalità. E non è stata rispettata la
procedura prevista dal contratto di riferimento».
I rappresentanti sindacali ora annunciano battaglia: «Abbiamo
intenzione di impugnare i licenziamenti» anticipa Massimiliano
Santucci della Fimca Cgil. Intanto hanno presentato una
proposta: «Entro cinque giorni sapremo cosa rispondono».
l.p.
eco del chisone
eco del chisone 3ott2012
News » Economia
Villar Perosa: crisi Tekfor in
Consiglio comunale
Gio, 27/09/2012 - 02:36eco del chisone.it
Oltre duecento lavoratori degli stabilimenti Tekfor di Villar
Perosa e Avigliana hanno assistito alla seduta del Consiglio
comunale villarese dedicata alla crisi Tekfor, alle 21 nel teatro
"Una finestra sulle valli".
Insieme al sindaco Claudio Costantino e ai consiglieri comunali
è intervenuto anche il presidente della Comunità montana del
Pinerolese Andrea Coucourde. L'ordine del giorno era stato richiesto
dal consigliere del Miv Marco Ventre.
Largo spazio è stato lasciato all'aggiornamento da parte delle
Rsu aziendali sull'incontro avvenuto in giornata con il presidente
Neumayer Tekfor, Ulrich Mehlamnn, che martedì 18 settembre ha
annunciato l'avvio - dal 14 - di una sorta di amministrazione
controllata delle società tedesche del gruppo presso il tribunale
di Offemburg, con lo scopo di trovare nuovi finanziatori per evitare
il fallimento.
Il sindacalista Alp Gianpiero Clement ha riferito le
dichiarazioni del numero uno della holding tedesca circa la
strategia ufficiale: «Non smembrare il gruppo, ma trovare un
finanziatore che ne rilevi delle quote, al limite acquisendolo del
tutto». Il piano di ristrutturazione finanziaria dovrà convincere
il tribunale entro il 14 dicembre. La risoluzione della crisi, però,
richiederà nella migliore delle ipotesi tempi più lunghi, fino
alla primavera 2013.
Numerosi, nel corso della serata, gli appelli all'unità
dell'impegno sindacale, sia tra le diverse sigle sia tra i due
stabilimenti. La giornata lavorativa è stata scandita da scioperi
di due ore in ogni turno.
l.p.
http://www.comeedove.it/mediavideo.asp?filedm=http://www.youtube.com/watch?v=dpfEsouqNdM
ilcaso-la stampa 27 settembre
antonio giaimo
A rischio 550 dipendenti e altri 370
che lavorano in un’altra azienda
del gruppo ad Avigliana
Edizione
37 del 26/09/2012 » Economia
eco del chisone
Tekfor: «Villar non è in vendita»
La dirigenza smentisce la notizia diffusa in settimana
Il responsabile delle Risorse umane Fabrizio Zanobini
smentisce la notizia diffusa in settimana dai sindacati: «Nessuno
ha messo in vendita le attività Tekfor di Avigliana e Villar
Perosa».
Ma la dirigenza stessa aspetta l'arrivo dalla Germania, mercoledì
26, del presidente del gruppo Neumayer-Tekfor Ulrich Mehlmann,
che la settimana scorsa ha avviato un procedimento di
amministrazione controllata: «In quell'occasione conosceremo
anche noi le linee guida della holding».
Intanto, per il 26, nello stabilimento di Villar Perosa, sono
previsti scioperi di due ore in ognuno dei tre turni. E il
Consiglio comunale delle 21 è stato spostato nel teatro
comunale "Una finestra sulle valli" per permettere una
partecipazione massiccia. (approfondimenti nell'edizione in
edicola)
Luca Prot
http://rbe.it/news/2012/09/24/il-futuro-della-tekfor/
audio Clement
riforma
News » Economia
Neumayer Tekfor: mobilitazione ad
Avigliana
Mer, 19/09/2012 - 12:48eco del chisone.it
È in corso una mobilitazione nello stabilimento Neumayer Tekfor di
Avigliana, del gruppo tedesco proprietario anche dell'ex Omvp Skf di
Villar Perosa.
Nel sito aviglianese, cancelli bloccati e picchettaggi
delle maestranze, dopo l'incontro di ieri in Unione industriale dove
l'azienda ha proposto il passaggio alla cassa integrazione
straordinaria. I sindacati hanno chiesto i contratti di solidarietà
temendo che si possa passare dalle zero ore agli esuberi.
Ieri il presidente del gruppo, Ulrich Mehlmann, ha
comunicato che holding e stabilimenti tedeschi hanno avviato in
Germania una procedura di amministrazione controllata presso il
tribunale di Offenburg, che prevede un tempo di tre mesi per
reperire finanziatori. Un incontro tra i vertici di Tekfor Italia e
le Rsu villaresi è previsto per domani.
Luca Prot

19set2012eco del chisone
20giu2012
eco del chisone.it
eco del chisone 24 maggio 2012

rassegna foto
Villar Perosa: maestranze Tekfor in
piazza
Gio, 17/05/2012 - 12:52
Le maestranze Tekfor (ex Omvp) stamattina hanno portato la loro
assemblea sulle strade di Villar Perosa. Praticamente tutto il
turno, circa centocinquanta lavoratori, hanno svolto volantinaggio
in strada prima di salire in municipio per incontrare parte della
Giunta comunale.
Il loro scopo era alzare il livello dell'attenzione sui problemi
che incombono sullo stabilimento, da poco acquistato dall'azienda
del gruppo tedesco Neumayer. Crisi di liquidità, ritardi nelle
consegne, voci su ingenti esuberi - ridimensionate dall'azienza
negli incontri con le sigle sindacali - e mancanza di un
amministratore delegato, dopo le dimissioni di Stefano Bruni (a
poche settimane dalla sua nomina), sono alcuni dei segnali
contraddittori che preoccupano le Rsu e i dipendenti Tekfor.
Il corteo era aperto dalla delegazione delle operaie perosine
della New Co.Cot che il 30 aprile, occupando la Comunità montana,
hanno aperto questa stagione di mobilitazioni in valle.
Luca Prot eco del
chisone
16mag2012
18 apr2012
eco del chisone
Skf, ceduto a Villar Perosa
lo storico stabilimento
Accordo con il gruppo tedesco Neumayer Tekfor. La fabbrica della Val
Chisone ha circa 550 dipendenti e un volume d'affari di 100 milioni
La Skf ha ceduto il 100% delle azioni della società italiana Officine
Meccaniche Villar Perosa, il paese d'origine della famiglia Agnelli,
specializzata nell'attività di fucinatura, al Gruppo Neumayer Tekfor.
La vendita riguarda lo stabilimento di Villar Perosa, nel Torinese,, con
circa 550 dipendenti e un volume d'affari di circa 100 milioni di euro.
.
Il gruppo Skf è fornitore mondiale di prodotti, soluzioni e servizi nel
campo di cuscinetti volventi, tenute, meccatronica, servizi e sistemi di
lubrificazione. Neumayer Tekfor è leader nell'ambito della
progettazione, dello sviluppo e della produzione di soluzioni
all'avanguardia per trasmissioni, motori, applicazioni speciali e dadi
di sicurezza, e possiede 10 stabilimenti di produzione in quattro
continenti.
"La vendita dello stabilimento di Villar Perosa - spiega Aurelio
Nervo, amministratore delegato della Skf Industrie - è in linea con la
strategia Skf tesa a dismettere la produzione di componenti che non
rientrano nel core business. Lo stabilimento di Villar, oggi fornitore
di primaria importanza del gruppo Skf, è stato il nostro primo
insediamento produttivo in Italia, e siamo soddisfatti di aver raggiunto
l'accordo con un'azienda del calibro della Neumayer Tekfor e poter
rendere vantaggiose per entrambe le società le future relazioni
commerciali". "Siamo lieti di aver perfezionato l'acquisto
dello stabilimento - sottolinea Ulrich Mehlmann, president e del Gruppo
Neumayer Tekfor - che non solo gode di un'ottima reputazione in termini
di qualità e affidabilità, ma si integra di fatto nella nostra
strategia aziendale, volta allo sviluppo di prodotti e clienti".
repub. 1feb2011
notizie eco
del chisone 10nov 2010- pdf

eco del chisone

eco 27 ott 2010eco del chisone
la stampa 19.5.2010
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Skf:
''L'euro debole? Ci aiuta a crescere'' L'ad: non posso
dire se manterremo tutti gli impianti italiani Il numero
uno Johnstone
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Colloquio ALESSANDRO ALVIANI BERLINO Il disastroso
calo dell'euro rispetto al dollaro? Tutta una questione
di prospettive. Mentre nelle cancellerie europee la
debolezza della moneta unica viene seguita con
apprensione, altrove c'e' chi osserva gli sviluppi di
questi giorni con occhi ben diversi. Ad esempio a
Schweinfurt, la citta' bavarese adagiata sul Meno in cui
il gruppo svedese SKF,
leader mondiale dei cuscinetti, ha stabilito il suo
quartier generale tedesco. «Grandi oscillazioni dei
cambi non sono mai positive, ma l'attuale debolezza
dell'euro ha un impatto importante sui nostri clienti:
quelli che esportano maggiormente in Asia e negli Usa
diventano piu' competitivi, il che si ripercuote anche
sui nostri affari», spiega a La Stampa Tom Johnstone,
presidente e amministratore delegato del gruppo, a
margine dello European Technical Press Day. Per capire
le sue parole basta dare un'occhiata all'andamento del
Dax, il principale indice tedesco: tra i titoli piu'
richiesti questa settimana a Francoforte ci sono quelli
delle societa' piu' orientate all'export, a partire dai
giganti automobilistici come Volkswagen o Bmw,
tradizionali clienti di SKF.
Il che, alla fine, dovrebbe farsi sentire sui risultati
di un secondo trimestre che si preannuncia positivo per
il gruppo svedese, presente in Italia con 11
stabilimenti, il principale dei quali ad Airasca
(Torino). Secondo Johnstone nei secondi tre mesi
dell'anno la crescita di SKF
in termini di volumi dovrebbe aggirarsi intorno al 10%
su base annua. Un lieve miglioramento e' atteso pure per
l'Europa (l'unico continente in calo nel primo
trimestre), anche se alcuni settori, come ad esempio
l'eolico, stentano a riprendersi. Ma attenzione, avverte
il manager scozzese. «Non credo si possa dire che la
crisi sia ormai alle nostre spalle e che, dopo la
tempesta, le acque si siano definitivamente calmate:
resta l'incertezza sui mercati, resta l'incertezza dei
debiti pubblici, per cui dobbiamo mantenere il focus
sulla flessibilita' delle operazioni e sul controllo dei
costi». Dopo la frenata dello scorso anno, comunque, la
societa' e' riuscita a far segnare nel primo trimestre
una crescita del 5% dei volumi. La ripartizione
geografica di questo 5% la dice lunga sul peso delle
economie emergenti per il gruppo: a inizio anno SKF
ha fatto registrare un calo del 6% in Europa, un quasi
stallo negli Usa (+1%), ma un balzo del 21% in America
Latina e del 34% in Asia, i due continenti in cui si
attendono le performance migliori anche nel secondo
trimestre. Un indizio di una delocalizzazione della
produzione, ad esempio in Cina? «No, la Cina e' il
nostro terzo mercato, ma ad oggi - spiega l'ad del
gruppo - il 60% dei prodotti che vendiamo li' e'
importato, ad esempio da Germania, Italia, Svezia e
Francia». La Cina resta pero' anche un Paese di grandi
insidie, a cominciare dal rischio contraffazioni. «Collaboriamo
molto con le autorita' cinesi» per evitare l'export di
prodotti falsi, ricorda. Di certo Johnstone non crede
che un giorno i suoi cuscinetti verranno superati per
qualita' da quelli cinesi. «Il mio obiettivo e' fare in
modo che cio' non succeda», mette in chiaro. Quanto
agli stabilimenti italiani l'ad di SKF
e' chiaro: puo' garantire che li conservera' tutti nel
lungo periodo? «Non posso garantire una cosa del
genere, non posso garantire quello che succedera' sui
mercati, quello che posso garantire e' che continueremo
a investire per assicurare la competitivita' delle
nostre produzioni». L'importante, continua, e' lavorare
con i dipendenti italiani per far si' che i prodotti
forniti abbiano «i costi migliori, non i piu' bassi» e
assicurino ai clienti un valore aggiunto. Valore
aggiunto anche sul fronte dell'ecosostenibilita': negli
ultimi anni, spiega, i prodotti «verdi», come i
cuscinetti che consentono di ridurre i consumi
energetici, sono sempre piu' richiesti. Nel frattempo il
gruppo svedese si sta gia' guardando intorno per nuove
acquisizioni. Johnstone non fa nomi, ma fa capire che si
trattera' di operazioni compiute negli stessi settori in
cui SKF e' gia' presente
(cuscinetti, tenute, meccatronica, sistemi di
lubrificazione e servizi). Niente takeover trasversali,
insomma, come quello tentato dal concorrente tedesco
Schaeffler con l'acquisto della ben piu' grande
Continental.
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Accordo
sindacale per salvare l'azienda di Avigliana in crisi- eco del chisone
17.12.09
Produzione
Tekfor passa alla Omvp
È
la stessa (Gruppo Neumayer) che avrebbe dovuto acquistare lo
stabilimento di Villar Perosa - Quali i nuovi scenari?
Un
barlume di luce si è acceso sul futuro della Omvp-Skf di Villar
Perosa. Una notizia che dovrebbe far stappare le bottiglie nella
martoriata Val Chisone, se non fosse che contemporaneamente il
problema della conservazione del lavoro si sposta in un'altra azienda:
ci riferiamo allo stabilimento della Neumayer Tekfor di Avigliana. Si
tratta di quella stessa azienda di cui, non molti mesi fa, si dava per
certo avesse acquistato la Omvp.
Oggi
le sorti dei due stabilimenti si sarebbero in parte ribaltate, anche
se in assenza di notizie ufficiali dire in che modo e con quali
prospettive è difficile.
Tutto
nasce dalla chiusura avvenuta il 4 dicembre scorso, nella sede dell'Amma
di Torino (l'associazione che riunisce le aziende del settore della
meccanica), di un accordo per la ristrutturazione e la
riorganizzazione dello stabilimento di Avigliana tra i responsabili
della Tekfor Spa e le organizzazioni sindacali di Fiom e Uilm.
Presupposto della trattativa la grave crisi produttiva che ha colpito
l'azienda, che si occupa di stampaggio di componenti per sospensioni e
cambio. Lavorazioni in parte analoghe a quelle svolte alla Omvp. I
responsabili della Tekfor per recuperare redditività hanno rivisto il
modello di business e deciso la dismissione della produzione
orizzontale a caldo dei prodotti Hatebur. «Tali
prodotti finiti di stampaggio -
si legge nel verbale di accordo - verrebbero
acquistati all'esterno, continuando a gestire con una propria
organizzazione la vendita ed il controllo di qualità degli stessi».
Ed ecco entrare in gioco la Omvp: sarebbe lei l'azienda destinata a
questa produzione, che otterrebbe la commessa garantendo un margine di
utile alla Tekfor. Di questo passaggio non si parla nel verbale, ma lo
si deduce abbastanza chiaramente quando si legge: «L'azienda
manterrà l'attività delle cernite (controlli visivi, tappeti e
metalloscopi) dei prodotti Hatebur… per cui 25 lavoratori
verranno trasferiti presso una sede decentrata di Tekfor Spa sita in
Villar Perosa». Dove
appunto opera la Omvp, che del resto già da qualche mese parte
fattura anche con il marchio Tekfor.
Questo
è quanto si può dedurre dall'esito della trattativa di Avigliana.
Conferma Marinella Baltera della Fiom: «La
logica delle cose è questa, anche se per me è difficile dire quali
saranno le ricadute sulla Omvp, non occupandomi di quell'azienda».
Resta poi da chiarire se questi fatti sottintendano la rinuncia della
Skf alla vendita della Omvp. Bisognerà inoltre capire di quali volumi
di produzione si sta parlando, se ci saranno nuovi investimenti, se
arriveranno nuovi macchinari e quali saranno le ricadute
sull'occupazione.
Purtroppo
di sicuro c'è che, in seguito a questa riorganizzazione, 160
lavoratori della Tekfor su un totale di 447 finiranno in cassa
integrazione straordinaria a zero ore.
Enrico
Tron, sindacalista Cisl, commentando l'accordo invita a stare con i
piedi per terra: «Quando
di due fabbriche se ne fa una non è mai una buona soluzione per i
lavoratori. Non credo inoltre che la Tekfor intenda installare la sede
distaccacata all'ex-Stabilus, come qualcuno spera».
100 anni RIV-SKF
/ 10 anni alpcubskf pdf

accordo
mobilità-3-07
ricerca
rsu fiom su skf-avio - pdf link


Tekfor fa parte del Gruppo Neumayer, specializzato da oltre 50 anni nella progettazione e realizzazione di componenti meccaniche di precisione per l’índustria automobilistica. Il cuore del Gruppo è lo stabilimento di Hausach, nella Foresta Nera, con una produzione annuale di 130 milioni di pezzi, una gamma di 1200 prodotti di serie, e una media di 80 tonnellate di acciaio lavorate al giorno. Altre unità produttive sono presenti in Germania, USA e Brasile. Il rinnovamento costante di prodotti, tecnologie e processi di lavorazione; l’attenzione specifica a migliorare ogni standard del lavoro, dalle attrezzature al servizio: questa è la strada che il Gruppo Neumayer ha scelto per dare a ogni prodotto di serie tutta la cura di un prodotto «tailored», e alla produzione su misura tutta l´affidabilità di quella su larga scala. Questo è lo spirito del Gruppo, lo spirito che Tekfor mette in pratica ogni giorno.
Tekfor
SpA
Azienda di Avigliana, parte del Gruppo
Neumayer. Produce componenti per l’industria automobilistica, tra cui
elementi trasmissione, bracci sospensione, bielle motore, ingranaggi
differenziale.
OMVP: La direzione applica solo in parte la sentenza del
Giudice che la obbliga a pagare gli arretrati e ripagare il quarto d'ora
indebitamente tolto. La vertenza ripassa al nostro legale
Lavoratrici
e Lavoratori TEKFOR
Siamo un gruppo di
lavoratori e rappresentanti sindacali dell’ OMVP, fabbrica
metalmeccanica di Villar Perosa, ex SKF, che e’ in procinto di passare
sotto il logo della vostra azienda con la sua componente umana di 575
persone circa.
Abbiamo ricevuto
pochissime informazioni sulla vostra azienda e crediamo non ne abbiate
ricevute di piu’ voi sulla nostra.
Pensiamo sia
utile reciprocamente incontrarci per scambiarci le informazioni
fondamentali che possono aiutarci in questa situazione.
La OMVP, parte
staccata della SKF, da una
decina di anni e’ in vendita ma fino ad oggi non c’e’ stato nessun
acquirente che abbia concluso l’affare.
Si e’ mormorato a
lungo sulla vostra azienda e della multinazionale tedesca Neumayer dalla
quale sembra dipendiate, ma i vertici SKF continuano a spergiurare che non
c’e’ nulla di fatto.
Questo ci preoccupa
perche’ le persone vivono male l’ incertezza : vendita o no ,
ristrutturazione o no , calo di produzione, CIGO e nessuna prospettiva sul
futuro.
Nel periodo,
lunghissimo, della tentata vendita abbiamo perso piu’ di 180 posti di
lavoro e con il calo produttivo dovuto alla crisi mondiale ci rendiamo
conto che la direzione prepara altri tagli impoverendo sempre piu’ la
nostra Valle e riducendo sempre piu’ la professionalita’ dei
lavoratori presenti in OMVP.
Cerchiamo sicurezza ,cosi’
come crediamo la cerchiate voi
e vogliamo dirvi che nel nostro stabilimento non e’ tutto oro quello che
luccica.
Pensiamo che unire le
forze, le conoscenze, per fare in modo di difendere il più possibile
l'occupazione, gli accordi esistenti, la dignità di tutti
i lavoratori/lavoratrici sia la cosa più giusta da fare e sia bene
farla congiuntamente.
E poi vorremmo
capire una volta per tutte se le presse Hatebur saranno spostate dal
vostro stabilimento al nostro o viceversa.
Inoltre : saremo
noi a venire in villeggiatura ad Avigliana oppure sarete voi a salire
“ai monti” tanti cari al fu avvocato Agnelli.
Incontrandoci,
sicuramente potremo capire qualcosa di piu’ di quello che ci riserva il
futuro lavorativo e quello delle nostre famiglie.
Tanti cordiali saluti
e grazie.
KAMI - RAGGIUNTO UN ACCORDO, LA DIREZIONE RITIRA LA PROCEDURA DI
LIQUIDAZIONE
>>>OMVP :
Continua l' attesa di comunicazioni
sulla vendita a Neumeyer. Intanto CIGO senza
pietà per alcuni, qualche straordinario per altri,
via la notte in Torneria, notte fissa alle Fucine
per risparmiare energia, qualche passaggio verso
TBU. I lavoratori aspettano senza troppa
preoccupazione, si direbbe ....... piuttosto che
iniziare a lottare meglio sperare nei miracoli ???
>>>SKF TBU :
provocazioni da parte di alcuni
“capetti” sui lavoratori interinali. La ferma
determinazione a far rispettare un minimo di
equità riporta la calma e la ragionevolezza nel
reparto
Von der Automatendreherei im Schwarzwald zum weltweit agierenden
Spezialisten der Umformtechnik – die Neumayer Tekfor Gruppe entwickelt
Lösungen und Produkte für den Markt von morgen.
Das starke Wachstum der Gruppe entstand insbesondere durch Erweiterung
der Wertschöpfungskette: Massivumformung, Zerspanungstechnik, Wärme- und
Oberflächenbehandlung bis hin zu einbaufertigen Einzelteilen und zur
Montage kompletter Baugruppen. Heute sind wir führend in der Herstellung
gewichtsreduzierter, leistungsstarker Komponenten sowie der systematischen
Suche nach Neuprodukten der Zukunft.
Die Entwicklungen auf dem Automobilmarkt und die steigenden Ansprüche
an Komfort, Sicherheit und Umweltschutz sorgen für hohen Innovationsdruck
und die beständige Perfektion bestehender Produkte. Entwicklungskompetenz,
Beherrschung modernster Fertigungsprozesse und Projektmanagement machen
uns zum kompetenten Partner der Automobilindustrie.
Vom frühesten Projektstadium an begleiten wir unsere Kunden: Wir
analysieren, beraten und erarbeiten zukunftsweisende Lösungen. Das Rückgrat
unserer Erfolgsgeschichte sind Forschungseinrichtungen mit modernsten
Prototypenzentren – sie schaffen den entscheidenden Wettbewerbsvorsprung:
leichter, leistungsstärker, kostengünstiger
Lettera di lavoratori della Kami
-pdf
eco
25.2.09
eco del chisone-2009
Metalmeccanici,
cassa integrazione +1.000 per cento
70 licenziamenti alla Skf
Nuova Cigs a Perosa, malumori alla Omvp
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Secondo i dati forniti lunedì dalla
Fiom nel 2008 la cassa integrazione ha fatto registrare sull'intero
territorio nazionale un incremento del 1.000 per cento nel settore
metalmeccanico contro una media del 500 per cento. L'amministratore
delegato del gruppo Fiat Marchionne, parlando all'Unione
industriale, ha invece spiegato che se il calo di vendite di auto
proseguirà con questo trend sono a rischio 70.000 posti di lavoro.
Sono cifre che non stupiscono chi lavora nella provincia di Torino,
particolarmente colpita dalla crisi del comparto auto. Tra le tante
segnalazioni di aziende in crisi questa settimana spicca la
richiesta da parte della Skf di Airasca di mobilità (leggi
licenziamenti) per 70 dipendenti. Le motivazioni sono quelle che
ormai vengono ripetute da mesi: crisi del mercato mondiale e calo di
competitività.
Giovedì 22 Giuseppe Graziano,
sindacalista della Uil, ha incontrato a Perosa un gruppo di
lavoratori della ex-Manifattura di Legnano ed i delegati Rsu,
comunicando che la proprietà ha fatto richiesta di nuova cassa
integrazione.
Secondo il verbale di accordo
stipulato il 15 scorso presso il ministero del Lavoro è stato
deciso il prosieguo della Cigs per sei mesi a decorrere dal 7
febbraio, con pagamento diretto da parte dell’Inps in favore di un
numero massimo di 334 addetti del gruppo, fino al 6 agosto prossimo.
Il provvedimento interessa 15/20 lavoratori dell'ex-Manifattura di
Perosa.
Intanto allo stabilimento della Omvp-Skf
di Villar Perosa si vive in un clima pesante in mancanza di notizie
ufficiali sul destino dello stabilimento, che secondo indiscrezioni
sarebbe già stato venduto ai tedeschi. Ha fatto discutere un
volantino anonimo di stile goliardico, diffuso anche in paese, in
cui si denuncia la svendita dello stabilimento.
A.M.
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CLEMENT E BOSSUTO (PRC): LA VAL CHISONE DEVE
VIVERE
I Consiglieri Regionale del Prc Gian Piero Clement e
Juri Bossuto (PRC) hanno partecipato sabato scorso alla manifestazione a
Villar Perosa per l'occupazione in Valle.
"Oltre un migliaio di lavoratori e cittadini ha
manifestato a Villar Perosa per difendere l'occupazione in Valle.
Praticamente tutte le fabbriche della valle stanno subendo una fase molto
critica dal punto di vista produttivo con pesanti ripercussioni sia dal
punto di vista occupazionale che da quello salariale. La Valle, per
sopravvivere, deve riuscire a mantenere il suo cuore manifatturiero: non
si vive di Olimpiadi e turismo". Leggi tutto
“La manifestazione ha chiesto con forza al Governo uno
sforzo per sostenere le attività produttive, ma soprattutto per aiutare i
lavoratori e le loro famiglie con aumenti significativi degli
ammortizzatori sociali anche per i precari, con il taglio delle tasse per
poter arrivare a fine mese e far ripartire e sostenere la domanda
interna".
"Come Regione Piemonte, con il nostro
bilancio 2009, questi due temi saranno sicuramente all’ordine del giorno
e gli sforzi per sostenere i redditi più bassi e di chi paga maggiormente
le crisi dovranno essere eccezionali".
Pinerolo, 1 Dicembre 2008
LAVORATRICI E LAVORATORI OMVP-SKF TBU
E' sicuramente ora di scioperare contro l'operato di SKF ITALIA nella gestione della vendita dello stabilimento di Villar, o vogliamo scioperare a cose fatte quando non avremo più come controparte l'azienda per cui lavoriamo dagli anni 60? Quando lo stabilimento che con il lavoro dei propri addetti ha prodotto la ricchezza necessaria per aprire tutti gli altri stabilimenti SKF italiani, non sarà più in mano SKF ma si chiamerà TEKFOR/NEUMAYER?
E' certamente necessario ribadire a tutti i soggetti interessati alla vendita OMVP(lavoratori, istituzioni, Skf) che non possiamo consentire un disimpegno di SKF,che dovrà in futuro garantire ad OMVP/TEKFOR gli attuali volumi produttivi per lo stabilimento di Airasca.
Quando abbiamo avvisato i lavoratori di un pericolo lo abbiamo sempre fatto a ragion veduta: con le iniziative sul premio SKF incontrollabile con relative perdite di salario e denuciando i rischi dovuti ai fondi pensione integrativi legati alla borsa e alla sue truffe che in questi giorni sono venute a galla....
Ricordiamo ad ogni singolo lavoratore OMVP-SKF che è impossibile salvarsi da solo, anche le più grandi banche mondiali hanno dovuto essere salvate dalla collettività. Figuramoci un lavoratore solo in balia di una multinazionale.
Non vogliamo sovvertire il mondo o il piano di vendita di OMVP alla TEKFOR/NEUMAYER, cerchiamo solo il modo più sicuro possibile per tutelare i lavoratori che in passato ci hanno dato la loro fiducia. Per questo ci preoccupa oggi la vendita accompagnata da un calo produttivo e il ricorso alla cassa integrazione.
Se poi la nostra lotta coincide con la giornata di lotta nazionale indetta dai sindacati di base a cui noi facciamo riferimento, CUB-COBAS-SdL, che finalmente insieme hanno preso l'iniziativa, va benissimo: lottare contro la precarietà, i tagli alla scuola e alla sanità, la riduzione dei diritti pensionistici e contrattuali è per noi motivo di orgoglio e piena condivisione del nostro agire sindacale.
Ma solo a patto di salvare il lavoro nel nostro stabilimento, nel nostro territorio assieme alle condizioni di vita conquistate in anni di lavoro e di lotte operaie.
Per questo, con la massima serenità e sicuri di aver adempiuto ai nostri doveri verso i lavoratori OMVP-SKF dichiariamo per VENERDI' 17 OTTOBRE 2008
8 ORE DI SCIOPERO
per tutti i turni e per tutti i reparti
Per fare sentire bene alla Direzione SKF Italia che l'operazione vendita OMVP non sta procedendo con il consenso di tutti i lavoratori di Villar Perosa, invitiamo tutti a partecipare alla lotta e alla manifestazione di Airasca davanti allo stabilimento SKF.
Ci sarà a disposizione un servizio pulman andata e ritorno con questi orari:
Perosa Argentina ore 12 piazza terzo alpini. Villar Perosa ore 12,15 stabilimento OMVP- Pinerolo ore 12,30 stabilmento Euroball.
Ritorno previsto per le ore 15.
RSU ALP/Cub OMVP – SKF Tbu ciclialpcubottobre2008
viabignone89pinerolo
In Val Chisone si teme un forte calo
occupazionale
Cosa sarà della Omvp dopo l'addio della
Skf?
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La vicenda della vendita dello storico stabilimento della Omvp
(cuscinetti) di Villar Perosa non è un problema d'immagine. Non ha
nulla a che fare con la nostalgia: la Riv, gli Agnelli, la scuola
professionale, le facce sporche degli operai al tornio, appartengono
ad un passato lontano e a cui nessuno in fondo pensa più.
La vendita della Omvp e il paventato passaggio al gruppo
Tekfor-NewMayer con sede legale in Germania, proprietaria di uno
stabilimento del tutto simile ad Avigliana, appartengono a un'altra
storia, per nulla gloriosa, che racconta di una valle, la Val
Chisone, in crisi (pensiamo a Manifattura, Luzenac, Martin, Sachs)
con livelli occupazionali in costante discesa. Oggi le domande che
si pongono le famiglie, i sindacati e gli amministratori del
territorio sono più di una: c'è ancora un futuro per questa
fabbrica? Quanti lavoratori sono destinati a fare i conti con la
mobilità e la ricerca di un nuovo lavoro? Quale sarà la tenuta del
territorio sul piano sociale? E così la Comunità montana si
prepara a chiedere interventi di tipo straordinario alla Regione e
al Governo.
Pag. 4
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Sciopero
generalepdf
SCIOPERO
SKF 17 ottobre pdf
Il 14 ottobre si è
svolto un nuovo incontro, si è constatato il peggioramento produttivo in
valle, unito ai provvedimenti annunciati per scuola ed enti pubblici. Si
è decisa per metà novembre una manifestazione unitaria e nelle settimane
seguenti un convegno sul futuro della valle.
incontro
com. montana 14-ott-08 mp3
Continua la crisi della maggiori aziende
manifatturiere della Val Chisone
C'è una valle in cassa integrazione
A casa decine di lavoratori della Omvp-Skf,
Sachs, ex-Manifattura, Stabilus
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Una valle in cassa integrazione: la frase, pur nella sua
crudezza, riassume il quadro occupazionale della Val Chisone. In
questi giorni le principali aziende della valle hanno lasciato a
casa parte dei propri dipendenti per periodi più o meno lunghi.
Ci riferiamo in particolare a Omvp-Skf (dove venerdì il
sindacato Alp ha indetto una giornata di sciopero), alla Sachs
(anch'essa di Villar Perosa) e alla ex-Manifattura di Perosa.
Anche alla Stabilus, ancora una volta di Villar Perosa, 22 addetti
sono rimasti a casa, non a causa di una crisi di mercato ma per le
conseguenze di una complicata causa civile che ha portato al
sequestro di una linea.
Questa settimana riunione straordinaria in Comunità montana a
Perosa per discutere della situazione.
|
Vanno
bene le iniziative per l'artigianato e il commercio,
ma
non dimentichiamo
di
difendere i posti di lavoro nell'industria del nostro territorio.
Alla ripresa del dopo
ferie non abbiamo solo il problema di arrivare alla fine del mese ma nelle
prossime settimane dovremo affrontare alcune situazioni molto critiche in
particolare nella Val Chisone.
Alla New Cocot che ha
preso in affitto la ex Manifattura di Perosa non ci sono i segnali
positivi che aveva espresso in Regione e si aspetta da tempo il piano
industriale per capire se ci saranno speranze per il futuro.
La Sachs ZF di Villar
Perosa dopo un breve periodo di normalità ha ripreso la cassa
integrazione straordinaria e il futuro non è roseo anche se la Direzione
Italiana, tra le poche nel territorio, è impegnata in nuovi investimenti
e formazione del personale.
La situazione più
preoccupante è però quella della OMVP lo stabilimento SKF di Villar
Perosa che da anni è in vendita e in questi giorni definirà il contratto
con una multinazionale tedesca la Neumayer.
Le nostre
preoccuapzioni sono legate ad alcuni fattori negativi:
La SKF, a differenza
della Euroball, sembra disimpegnarsi per il futuro.
La multinazionale
tedesca controlla uno stabilimento ad
Avigliana, la Tekfor, molto simile come produzione a quello di Villar e le
voci sono di ridurre ad un solo stabilimento con pesanti conseguenze
sull'occupazione complessiva che oggi
è di circa 700 addetti a Villar Perosa e di circa 500 allo
stabilimento di Avigliana.
L'insieme di queste tre
fabbriche molto significative per la Val Chisone e per il nostro
territorio é di oltre 1100 addetti e con l'indotto possiamo pensare che
almeno 1600 famiglie siano coinvolte e se consideriamo la Martin, Miniere,
Consorzio Pracatinat, Croce Verde Perosa anche loro non in buona salute,
la crisi in valle e nel pinerolese tocca quasi 2000 famiglie.
Noi ci impegneremo con
tutte le lavoratrici e i lavoratori per difendere i posti di lavoro, le
condizioni e i diritti acquisiti in tutte le realtà.
Questa situazione però
non deve essere sottovalutata in particolare dalle Istituzioni regionali,
provinciali, locali, dalle forze politiche e dai parlamentari eletti nel
territorio.
A tutti chiediamo un
impegno vero perchè da come risolveremo queste crisi
dipende il futuro occupazionale del nostro territorio.
Molti avevano scommesso
sulle olimpiadi, molti sperano nella grande distribuzione,
noi siamo convinti che senza lavoro nell'industria non c'è futuro
per nessun territorio.
Così come è stato per
la crisi della Beloit noi auspichiamo che tutto il pinerolese si mobiliti
per lasciare ai nostri figli lavoro vero e non solo precarietà.
Collettivi ALP/Cub Skf,
Omvp, New Cocot, Sachs ZF.
ALP/Cub
Associazione Lavoratori Pinerolesi
via
Bignone 89 Pinerolo
ciclinalpcubsett.08
viabignone89pinerolo

la
stampa 9.5.08
la stampa 23.1.08
Alenia e Neumayer accolgono i
lavoratori ThyssenKrupp
Due aziende già si sono fatte
avanti per assumere lavoratori della ThyssenKrupp.
Prestigiose entrambe: sono la
Alenia, la «fabbrica degli ingegneri» e la Neumayer di Avigliana.
Si tratta di un gruppo tedesco, la Neumayer Holding GmgH, con sede a
Ausach.
Ha acquistato nel 1998 dalla
Fiat la Teksid che da allora si chiama Tekfor.
Lì gia lavorano da qualche
mese una trentina di ex dipendenti della Thyssen, per lo più manutentori
e specializzati, approdati al gruppo dopo la decisione dell’azienda
siderurgica di chiudere lo stabilimento
torinese. La disponibilità delle due imprese a assumere è stata resa
nota dall’Amma di Torino che, con l’Unione industriale, sta cercando
occupazione ai lavoratori che, dopo la
tragedia del 6 dicembre, sono rimasti senza posto. Per ora sono in ferie
straordinarie e hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e la tredicesima.
Sollecitano un tavolo che dia
una definizione chiara alla loro situazione. Ciro Argentino, il delegato
della Fiom della Thyssen, accoglie la notizia della possibile
ricollocazione con un giudizio
«timidamente positivo». Dice: «Sono due aziende importanti, una poi è
del settore della Thyssen e mi sembra
un bene che finalmente qualcosa si muova. Da tempo proponiamo
un tavolo territoriale per il nostro futuro». Ma subito pone una
condizione:
«Dobbiamo capire che tipo di
lavoro ci verrà proposto, di quale qualità. Ma soprattutto deve
essere chiaro che non possiamo accettare un contratto precario. Molti di
noi hanno più di trent’anni e,
quindi, sono fuori dall’apprendistato. Io non voglio fare
l’interinale, vorrei un posto». Ma
non sono solo queste le preoccupazioni dei lavoratori dell’acciaieria
tedesca; Argentino racconta che stanno tutti
insieme lavorando a un progetto: una
associazione. Spiega che «il
modello è quello dell’associazione vittime della Eternit; ci dovremmo
stare noi e i parenti dei nostri sette compagni morti».
L’Amma utilizza Unimpiego
Confindustria, la società di ricerca del personale dell’Unione industriale,
per ricollocare gli addetti Thyssen e ricorda che con l’Inail sta
realizzando un programma formativo
sulla sicurezza che dura tre anni e prevede 130 corsi per 1300. I partecipanti
saranno oltre 2500 lavoratori. Ma l’associazione «in merito al
terribile incidente» precisa che «è
necessario attendere l'esito delle indagini in corso» e auspica che
«emergano le responsabilità di ognuno». E aggiunge: «In ogni caso va
riconosciuto che l’azienda, sin dal
principio, ha garantito il suo impegno alle famiglie sul fronte medico,
psicologico ed economico, con particolare
riguardo anche alla istruzione scolastica dei figli delle
vittime».
DISCUSSIONE IL 16/01/2008
SVOLTO IL 16/01/2008
CONCLUSO IL 16/01/2008
Atto Camera
Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01906
presentata da
MARILDE PROVERA
martedì 15 gennaio 2008 nella seduta n.266
PROVERA. - Al Ministro dello sviluppo economico.- Per sapere - premesso che:
lo stabilimento OMVP-SKF TBU, sito in Villar Perosa, Via Nazionale 26 di proprietà della multinazionale svedese SKF, in cui si producono semilavorati per cuscinetti volventi per auto e cuscinetti finiti per treni, da anni perde produzioni che vengono esternalizzate o trasferite in paesi dell'est europeo o nell'estremo oriente, mentre la multinazionale ha deciso di vendere la struttura;
i rappresentanti sindacali ritengono che buona parte di queste produzioni vengano però effettuate da ditte che operano in Piemonte perché offrono costi più bassi;
la preoccupazione dei lavoratori è che si continui a ridurre le lavorazioni a Villar Perosa e che i costi di gestione dello stabilimento siano troppo alti rispetto ai volumi rimasti, soprattutto se la produzione di cuscinetti per treni dovesse essere trasferita in quanto, attualmente, crea profitti considerevoli che aiutano a mantenere in vita lo stabilimento. Negli ultimi anni si sono persi 150 posti di lavoro circa;
attualmente 600 persone lavorano alla OMVP e 70 ai TBU -:
come si intendano valorizzare le produzioni in Piemonte che si dovrebbero ritenere più convenienti, considerando anche che l'attività si svolge nel rispetto delle leggi, dei contratti e degli standard di sicurezza italiani, e se il Governo non ritenga necessario attivare un confronto con l'Azienda al fine di accertare in quale modo e con quali produzioni si possano mantenere, nel sito di Villar Perosa, almeno gli attuali livelli occupazionali, che con i lavoratori dell'indotto (trasporti, mense, imprese di servizi) sono la fonte di reddito di circa 800 famiglie della Valle e del territorio
pinerolese.(5-01906)
Villar Perosa - OMVP
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| http://www.skf.com/portal/skf_it/home/skfitaly?contentId=150361
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I progressi tecnologici e
la costante attenzione alla qualità hanno caratterizzato
il cammino dello stabilimento. Su una superficie di
188.000 mq. (di cui 85.000 mq di area coperta) oggi sono
presenti due distinte realtà produttive ed un centro di
sviluppo tecnologico per i processi produttivi e la
qualità.
Lo stabilimento OMVP
(Officine Meccaniche Villar Perosa) appartenente alla
Automotive Division produce principalmente componenti per
cuscinetti, in particolare: anelli interni ed esterni
fucinati flangiati, anelli interni ed esterni torniti e
temprati per applicazione automobilistica, industriale ed
elettrica.
Lo stabilimento impiega
circa 700 persone per una produzione media di 500.000
anelli al giorno.
La principale tecnologia di
produzione degli anelli in OMVP è basata sul processo di
fucinatura a caldo (5 presse orizzontali automatiche
HATEBUR), successiva tornitura mediante torni a controllo
numerico (circa 150), rollatura a freddo (38 rollatrici) e
tempra (18 forni). È altresì ancora in uso la più
tradizionale tecnologia di tornitura da tubo mediante
torni plurimandrino (37 torni).
I principali clienti di
OMVP sono rappresentati da altri stabilimenti del Gruppo
SKF in Italia (Airasca, Bari, Massa), in Europa (Austria,
Inghilterra, Spagna, Francia, Germania ) ed anche in
America meridionale e Settentrionale e India. Da alcuni
anni inoltre OMVP ha rivolto la sua offerta di anelli
anche all’”Open Market” ovvero ad altre aziende
produttrici di cuscinetti; tale mercato è in continua
espansione grazie anche all’introduzione in OMVP di
macchinari che oltre alla tornitura tradizionale eseguono
operazioni di foratura, filettatura e tempra ad induzione.
L’unità produttiva TBU (Tapers
Bearing Unit) appartiene all’Industrial Division –Railways-
produce cuscinetti per applicazione ferroviaria. Tali
cuscinetti, la cui funzione è la riduzione dell’attrito
di marcia dei treni, tram e metropolitane, hanno
sostituito la vecchia tecnologia rappresentata dalle
bronzine. In tale realtà produttiva sono in attività
circa 70 dipendenti per una produzione media giornaliera
di 390 cuscinetti. Nell’ottica di una sempre maggiore
attenzione alle esigenze di affidabilità e sicurezza del
mercato ferroviario, l’unità ha sviluppato un
cuscinetto con schermo integrato e sensorizzato (Sensor
Compact TBU) soluzione tecnologicamente avanzata
rispondente a tale requisiti.
I clienti dello
stabilimento sono rappresentati dai maggiori costruttori
mondiali di treni (ALSTOM, BOMBARDIER e SIEMENS) per
quanto riguarda il cuscinetto TBU, o dalle Società che
gestiscono il trasporto su rotaie di alcuni stati europei
(TRENITALIA – SNCF – SBB - DB) per quanto concerne la
ricambistica.
La Business Area Forgings
& Rings dispone di un suo gruppo di ricerca e sviluppo
tecnologico con base nello stabilimento OMVP di Villar
Perosa: il TD&Q.
Il centro di sviluppo
tecnologico nasce nel 1995 nell'ottica di rafforzare e
concentrare le competenze sulla tornitura e rollatura a
freddo degli anelli, oltre che sui materiali, in un unico
sito e farlo divenire punto di riferimento per tutto il
mondo SKF.Oggi l'attività del Technology Development
& Quality (TD&Q) è rivolta alle aree tecnologiche
riguardanti la formatura (hot, warm e cold), la torneria,
la rollatura e il trattamento termico ed ai relativi
aspetti qualitativi. L'unità dispone di un laboratorio
per le prove relative ai processi in corso ed é
equipaggiata con i più aggiornati strumenti di
simulazione e di monitoraggio.Una parte importante delle
attività svolte riguarda la sorveglianza dello sviluppo
delle nuove tecnologie presenti sul mercato e l'avvio di
prove ed analisi comparative. Il gruppo TD&Q collabora
inoltre alle attività di ricerca e sviluppo relative alle
tecnologie di competenza con gli altri enti del gruppo SKF
ed i clienti dell'unità F&R.
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Villar Perosa - OMVP - La storia
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| http://www.skf.com/portal/skf_it/home/skfitaly?contentId=150362&lang=it
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Nel 1906 il sen. Giovanni
Agnelli – già fondatore della FIAT- costituisce la RIV,
Società per la costruzione dei cuscinetti a rotolamento e
soprattutto delle sfere – fino ad allora monopolio
dell’industria inglese e tedesca-.
Si narra che, l’occasione
della nascita di codesta azienda, fu una gara
automobilistica nazionale per la quale era prescritto che
tutti i particolari costruttivi delle automobili
partecipanti alla corsa fossero di fabbricazione italiana.
Tale vincolo per Giovanni Agnelli fu un invito a nozze!Il
primo Stabilimento venne costruito a Villar Perosa, su
un’area di 6250 mq, diventati 18.000 mq coperti tre anni
dopo, con 1152 operai e 117 impiegati, mentre l’energia
necessaria al suo funzionamento era prodotta da tre
centrali idroelettriche – Fenestrelle, Inverso Pinasca e
Villar Perosa, appositamente costruite.Considerate le
carenze strutturali dell’epoca, la RIV provvide a
costruire i villaggi operaio e quello per gli impiegati,
case per dipendenti, convitto per le operaie residenti
fuori Villar, biblioteca, bagni pubblici, farmacia,
ambulatorio, asilo, colonie per i figli dei dipendenti,
teatro e cinema, scuola professionale e tante altre
strutture dedicate alle maestranze. Durante la prima
guerra mondiale la produzione venne triplicata e i
dipendenti raddoppiati, tant’è che Villar Perosa
divenne la capitale economica della Val Chisone.
La perfezione raggiunta
nella produzione fece aumentare enormemente la richieste
di cuscinetti sia dalla rinascente industria italiana del
dopoguerra sia da tutto il mondo: così venne costruito un
nuovo stabilimento a Torino -sull’area della ex officina
RAPID- e ampliato quello di Villar Perosa. Negli anni
’30 a Villar lavoravano 4000 operai, l’area coperta
passò a 70.000 mq e la produzione annua salì a 4 milioni
di cuscinetti di tutti i tipi e dimensioni: dai pochi
millimetri di diametro per strumenti di misura fino a
cuscinetti a due corone di rulli a botte per laminatoi,
del peso di svariate tonnellate, nonchè strumenti di
misura, boccole ferroviarie, ed altri particolari per
l’industria automobilistica.
Il costante sviluppo della
produzione portò, nel 1935, ad un’ulteriore ampliamento
della fabbrica; anche la “palazzina uffici” venne
ricostruita e trasformata dall’arch. Bonadè Bottino in
quella forma “rotonda” che ancora oggi caratterizza lo
Stabilimento.Durante la seconda guerra mondiale
l’industria dei cuscinetti fu considerata
“strategica” da entrambe le parti in conflitto: il 3
gennaio 1944 un bombardamento aereo alleato distrusse
completamente lo stabilimento – tranne la
“rotonda”-. La presenza di rifugi antiaerei approntati
nelle vicinanze evitò la perdite di vite umane.
La produzione venne
decentrata con le poche macchine salvate, e dopo soli due
anni lo stabilimento venne ricostruito e riprese la sua
attività a pieno regime.
A celebrazione di un secolo
di vita, presso alcuni locali dello stabilimento, è stato
allestito il Museo della Meccanica e del Cuscinetto,
facente parte della Rete Ecomuseale della Provincia di
Torino, dove è possibile ripercorrere la storia dello
Stabilimento e la trasformazione indotta sull’economia
della valle Chisone, e l’evoluzione della meccanica in
generale e degli strumenti di misurazione.
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scheda progetto
nuova pressa omvp -pdf
e omvp_progetto2.pdf


Consigliere Regionale GIAN PIERO CLEMENT
OMVP – SKF: Incontro in Regione
La situazione è tutt’altro che rassicurante
Si è svolto venerdì 25 gennaio l’atteso incontro tra SKF-OMVP, la
Regione e gli Enti Locali.
Erano presenti: per la Regione, il VicePresidente con delega
all’industria Peveraro ed il consigliere regionale Clement; per gli
Enti Locali, il Presidente della Comunità Montana Val Chisone Coucourde
ed il Sindaco di Villar Costantino; per la SKF – OMVP, il responsabile
personale dott. Ceva e l’amministratore delegato OMVP Ing. Bentorelli.
La SKF ha illustrato le attività presenti in Val Chisone. Il settore
Avio Precisi occupa attualmente circa 500 persone e le prospettive a
breve e medio termine sono buone e sono previsti piccoli incrementi
occupazionali (+ 15/20 persone).
Anche il settore SKF – TBU (boccole ferroviarie) va bene, ci sono
circa 80 occupati.
La situazione di criticità è sostanzialmente concentrata su OMVP che
occupa ad oggi circa 630 persone. Il fatturato attuale è di circa 120
milioni di Euro annui, con un 80% su SKF ed un 20% verso l’esterno.
Mentre sulle produzioni che vanno sul mercato esterno non esistono
grandi preoccupazioni, sulla produzione acquistata da SKF esiste una
crisi di competitività sui prezzi. I prodotti che possono essere
acquistati dai produttori emergenti (Cina – Corea – India –Est
Europa) costano mediamente tra il 22%-33% in meno, soprattutto per 3
motivi: un minor costo della materia prima (acciaio), minori costi
energetici e l’Euro forte. Questi fattori, nei prossimi anni,
determineranno un forte calo dei volumi produttivi, stimato in un 25%
– 30%, con riflessi inevitabili sull’occupazione.
A fronte di questa situazione si inserisce la scelta della
multinazionale di vendere OMVP. Scelta fatta a livello internazionale su
tutte le produzioni di fucinatura e torneria, già realizzata in Francia
(2005) e Germania (2006). Restano da vendere lo stabilimento italiano e
le attività presenti in Bulgaria.
La volontà di SKF è quella di vendere, possibilmente ad un unico
gruppo, sia le attività italiane sia quelle bulgare, senza nessuna
partnership, ma garantendosi certezze di continuità sulle forniture,
sulla qualità e sui prezzi. I contatti con eventuali acquirenti sono in
fase avanzata con due cordate; ma soprattutto con una di queste si sta
arrivando alla stretta finale, o quasi.
L’azienda pensa di poter chiudere la trattativa e comunicarla
ufficialmente alle OO.SS. entro la fine di marzo. “È chiaro - dice
SKF – se la vendita non dovesse realizzarsi, il ridimensionamento
occupazionale (-25/30%) sarebbe inevitabile, anche se spalmato su
diversi anni e con il ricorso ai classici ammortizzatori sociali”.
La mia valutazione è di grande preoccupazione, anche perché questa
pesante incertezza genererà grandi criticità ed insicurezza.
Lo stabilimento di Villar Perosa, prima RIV, poi SKF, ora OMVP, ha
segnato la storia e lo sviluppo economico della nostra valle. Non
possiamo e non dobbiamo rassegnarci ad un suo ulteriore
ridimensionamento.
Il nostro territorio non può prescindere da una forte attività
manifatturiera delle nostre industrie.
Se non viene realizzata la vendita la SKF- OMVP deve assumersi l’onere
di realizzare un piano industriale di investimenti che ridia
competitività allo stabilimento partendo da quelli previsti nel PTI
(Piano Territoriale Integrato): centrale per la produzione di energia
elettrica ad olii vegetali, nuova pressa verticale.
Se invece la vendita viene realizzata devono essere sia gli Enti Locali
(Comuni, Comunità Montane, Regione), sia le Organizzazioni sindacali a
chiedere con forza al nuovo imprenditore una politica di rilancio e
diversificazione delle produzioni.
Nessuno pensi di venire a Villar, comperare il “business” e
svuotare, magari progressivamente, lo stabilimento.
La grande professionalità delle maestranze di Villar Perosa, figlia di
cento anni di storia e tradizione, può e deve essere valorizzata, per
continuare ad avere a Villar Perosa uno dei motori dello sviluppo
economico del nostro territorio.
La Regione continuerà a fare la propria parte nel seguire con
attenzione la vicenda e non va escluso un Tavolo di confronto nazionale
in caso di sviluppi negativi.
Consigliere Regionale PRC
- SE
Gian Piero Clement
Gio 29 Nov 2007
Interrogazione a risposta orale
ALFONZI
- Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dello
sviluppo economico -
Premesso che:
nello stabilimento OMVP-SKF TBU di Villar Perosa
(Torino), di proprietà della multinazionale svedese SKF, si producono
semilavorati per cuscinetti volventi per auto e cuscinetti finiti per
treni. Tale impianto, in cui lavorano circa 670 persone, da anni perde
quote di produzione, che vengono esternalizzate o trasferite in Paesi
dell’Est europeo o nell’estremo oriente, mentre sembra che la
multinazionale abbia deciso di vendere la struttura;
i rappresentanti sindacali ritengono che buona parte
di queste produzioni vengano però effettuate da ditte che operano in
Piemonte perché offrono costi più bassi;
la preoccupazione dei lavoratori è che si continui a
ridurre le lavorazioni a Villar Perosa e che i costi di gestione dello
stabilimento siano troppo alti rispetto ai volumi rimasti, soprattutto
se la produzione di cuscinetti per treni, che attualmente aiuta a
mantenere “a galla” lo stabilimento, dovesse essere trasferita
altrove, come appunto sembrerebbe. Si consideri che negli ultimi anni si
sono persi 150 posti di lavoro circa,
si chiede di sapere se quanto riportato corrispona al
vero e, in caso affermativo, se i Ministri in indirizzo non ritengano
necessario attivare un confronto con l’azienda al fine di accertare in
quale modo si possano mantenere almeno gli attuali livelli
occupazionali, che con i lavoratori dell’indotto (trasporti, mense,
imprese di servizi) sono la fonte di reddito di circa 800 famiglie della
valle e del territorio pinerolese.
(3-01094)
Il primo impegno
di ALPCUB del 2008 è
stato un'assemblea pubblica sulla situazione
in Valle il 18 gennaio
ore 18 presso
la Comunità Montana a Perosa Argentina - seguiva tre incontri nel 2007
tra amministratori, sindacati e aziende e l'unico appuntamento pubblico
promosso da forze politiche, di
AN.
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premessa1-Lanza
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premessa sulla
lotta MVP-Fiat anni 80- Lanza mp3 -6Mb
- audio
premessa sul
lavoro in valle- Lanza mp3- 4Mb
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Manifattura
-Lanza mp3 - 5Mb
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OMVP - Lanza mp3 -
10Mb
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Sachs - Lanza mp3
- 4Mb
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varie aziende -
Lanza mp3 - 5Mb
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Intervento
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Intervento
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La lotta dell'MVP
(83-84)
Le lotte che abbiamo fatto negli anni passati
sicuramente sono state un elemento importante nel mantenimento
dell'occupazione in valle. Nell'83-84 c'è stata la lotta più grande, con
l'aiuti dei sindacati, delle forze politiche e delle chiese. La Fiat aveva
deciso di trasferire le lavorazioni dello stabilimento MVP di Villar a
Firenze e c'è stata una lotta che è durata sei mesi che ha prodotto un
accordo e mantenuto quello stabilimento nel nostro territorio.Se non fosse
stato per la tenacia degli operai e del sindacato locale a livello
nazionale la direzione sindacale diceva ' questo stabilimento viene chiuso
ma nessun lavoratore perderà il posto di lavoro perchè c'è quello di
Rivalta'.
Noi invece non pensavamo solo al nostro posto di lavoro,
ma pensavamo ai nostri figli e alle loro prospettive. Così facemmo
l'accordo con la Corte e Cosso di Buriasco e con un pezzo di Fiat nacque
la Boge. Eravamo in piena spaccatura sindacale sulla scala mobile: qui si
continuò a fare una lotta unitaria. Nella nuova fabbrica vennero
lavoratori della Corte e Cosso e altri lavoratori, scelti in base alla
residenza. Questo accordo sancì la presenza di una fabbrica sul
territorio. Se non l'avessimo fatta, pensate a cosa è adesso Rivalta:
avremmo in quella zona di Villar un bel magazzino ecc.
Oggi continuiamo ad avere 200 addetti alla Sachs e 80
alla Stabilus. Le lotte non sono sono tutto ma quelle degli anni scorsi
hanno fermato una certa tendenza e mantenuto nel territorio una presenza
manifatturiera che riteniamo fiondamemtale. Enrico Lanza
riforma

riforma 21.12.01
12 /12/07incontri
in Comunità Montana a Perosa con aziende e sindacati sulla crisi
delle fabbriche -AUDIO spezzone
audio-mp3
da l'Eco del Chisone 19.12.07
Impegno di Peveraro dopo l'incontro in
Comunità montana
Omvp-Skf e Manifattura sull'agenda del
vice-presidente della Regione
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Luci ed ombre, e forse non poteva essere diversamente,
caratterizzano il risultato dell'incontro dello scorso 12 dicembre
sulla situazione di alcune industrie della Val Chisone. Alla
riunione svoltasi nella sede della Comunità montana Valli Chisone
e Germanasca erano presenti amministratori della valle (tra cui il
presidente della Comunità montana Andrea Coucourde e
l’assessore al Lavoro Viller Manfredini), il vice-presidente
della Regione con delega all’Industria Paolo Peveraro, il
presidente della Commissione Lavoro del Consiglio regionale Juri
Bossuto, il capogruppo regionale del Prc Gian Piero Clement, i
vertici di Skf-Omvp, Luzenac, Sachs, le organizzazioni sindacali
metalmeccaniche (Fim, Fiom, Uilm), Fismic, Alp e altri sindacati
di categoria in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil.
Sotto la lente d'ingrandimento c'erano le criticità di alcune
aziende a cui da tempo si guarda con preoccupazione per i motivi
che ormai tutti sappiamo. Ci riferiamo alla Manifattura e alla
Martin di Perosa, Omvp (Skf) e Sachs di Villar Perosa, Luzenac e
l'impresa di servizi Karmac.
I motivi di preoccupazione sono stati confermati senza che dai
responsabili delle aziende siano state comunicate sostanziali
novità. Non era presente, tra l'altro, alcun rappresentante della
proprietà della Manifattura di Perosa. Nessun chiarimento,
dunque, è arrivato sullo stato delle trattative per la vendita
della Manifattura di Legnano (e quindi di Perosa). Da fonti
sindacali è stata confermata l'esistenza di due possibili
acquirenti: la Newcocot di Cologno Monzese e la Felli di Bergamo.
L'assenza (non giustificata della proprietà) è stata
interpretata dai presenti come un segnale negativo. Il timore è
che non si vogliano dare garanzie sulla volontà dei futuri
proprietari di confermare il Piano industriale concordato di
recente. Per questo motivo il vice-presidente della Regione Paolo
Peveraro ha messo al primo posto sul suo taccuino degli
appuntamenti l'incontro con la proprietà, incontro che nelle
intenzioni si dovrebbe tenere prima della fine dell'anno.
Un altro impegno che si sono assunti i rappresentanti della
Regione è quello di attivare un tavolo di confronto con la
Skf-Omvp per il rilancio dello stabilimento di Villar Perosa, sia
nel caso rimanga in capo all'attuale proprietà, sia nel caso
avvenga l'annunciata vendita. A questo proposito Giampaolo
Desideri delle Relazioni esterne Skf, presente all'incontro, ha
confermato che entro il mese di marzo verrà presa una decisione
in merito. Se la vendita non si sarà concretizzata (intanto si
parla dell'interessamento di un'azienda di Avigliana), la Skf
intende porre in atto un Piano industriale con riduzione dei
costi. Occorrerà capire su quali leve intendono agire. Su Sach,
Martin e Luzenac niente di nuovo. La Rio Tinto ha comunque
confermato la messa in vendita del settore Talco, precisando
(anche con una lettera inviata al nostro giornale
dall'amministratore delegato D'Orazio) che «non è stata presa
alcuna decisione definitiva in merito» e assicurando che «indipendentemente
dal suo proprietario, la nostra attività del talco ha un
brillante futuro».
A conclusione il commento del consigliere regionale Gian Piero
Clement: «La situazione generale presenta grandi incertezze
che devono essere al più presto chiarite - afferma -. Ritengo
in quest'ambito positivi gli impegni presi dalla Regione di
incontrare i responsabili di Omvp e Manifattura».
A.Maranetto
vedi anche da Riforma 49 Incontri
in val Chisone -pdf
12 /12/07incontri
in Comunità Montana a Perosa con aziende e sindacati sulla
crisi delle fabbriche -AUDIO
spezzone audio-mp3
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estratti
dibattito distribuiti al mercato di perosa il 12.12.07 -pdf
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CLEMENT
(PRC): PREOCCUPAZIONE PER INDUSTRIE IN VAL CHISONE,
POSITIVO L’IMPEGNO DELLA REGIONE
Mercoledì 12 dicembre si è svolto presso la
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca un incontro per analizzare
le criticità di alcune industrie della Val Chsione. Presenti il
Presidente della Comunità Montana Andrea Coucourde, l’Assessore al
Lavoro Viller Manfredini, il Vice Presidente della Regione con delega
all’Industria Paolo Peveraro, il Presidente della Commissione Lavoro
del Consiglio Regionale Juri Bossuto, il Capogruppo regionale del Prc
Gian Piero Clement, i vertici di Skf-Omvp, Luzenac, Sachs, le
organizzazioni sindacali metalmeccaniche (Fim, Fiom, Uilm), Fismic, Alp
e altri sindacati di categorie in rappresentanza di Cigl, Cisl e Uil.
Manifattura di Perosa: inspiegabilmente assente la
dirigenza dell’azienda. Le incertezze derivano dalle intenzioni della
proprietà (il gruppo Roncoroni), orientata a vendere. Ci sono due
possibili acquirenti: la Newcocot di Cologno Monzese e la famiglia
bergamasca Felli, proprietaria in passato del marchio Lovable. Il futuro
sembra comunque garantito per almeno 200-220 dipendenti (quasi tutti) in
quanto la Manifattura produce in esclusiva i filati per la Lacoste ed
altre importanti camicerie europee.
SKF/OMVP: gli elementi di criticità riguardano i
volumi produttivi (l’azienda prevede un calo per il 2008 di circa il
10%). Giampaolo Desderi delle Relazioni Esterne ha confermato la
volontà dell’azienda di vendere la Omvp e tale notizia troverà
conferma o meno entro il mese di marzo. In alternativa l’azienda
prevede di attuare un piano industriale con riduzione dei costi (taglio
del personale?)
Luzenac: la multinazionale inglese Rio Tinto ha
confermato la volontà di vendere il ramo d’azienda del talco. Sono
coinvolti 80 dipendenti.
Sachs: la proprietà ha annunciato 40 esuberi sui
circa 200 dipendenti. L’azienda ha comunque buone prospettive essendo
riuscita ad attuare intelligenti politiche di diversificazione del
prodotto, producendo molti più ammortizzatori per moto (settore di
nicchia) che per le auto.
Martin: sembra che la scelta dell’azienda
sia sempre più indirizzata verso la commercializzazione di sfere di
provenienza cinese o comunque “orientali” e continua a non fare
investimenti dal punto di vista produttivo.
Karmak: occupa 190 dipendenti, è presente
come azienda di servizi in tutti gli stabilimenti Skf del nostro
territorio; i lavoratori sono molto preoccupati quindi del futuro della
Omvp e vivono anche forti condizioni di disagio soprattutto dal punto di
vista salariale
“L’incontro – commenta Gian Piero
Clement – è stato utile per avere una fotografia precisa della
situazione dell’industria in Val Chisone che, ricordiamocelo sempre,
rappresenta la vocazione principale del territorio, il primo settore
occupazionale ed è la garanzia dell’attuale livello economico per le
classi più deboli ”.
“La situazione generale – continua Clement -
presenta delle grandi incertezze che devono essere al più presto
chiarite. In tal senso ritengo positivo l’impegno della Regione che si
è data disponibile a convocare in tempi strettissimi, prima della fine
dell’anno, la proprietà della Manifattura per analizzare la
situazione e, in caso di vendita avvenuta, per verificare con il nuovo
acquirente il piano industriale”.
“Nel mese di gennaio – conclude Clement -
verrà inoltre attivato un tavolo di confronto con la Skf-Omvp. I
lavoratori hanno posto con forza, con lo sciopero del 9 novembre,
l’esigenza di avere certezze sul futuro produttivo ed occupazionale
del loro stabilimento. Questo potrà avvenire solo se partirà
immediatamente un piano industriale con forti investimenti per
rilanciare e qualificare i livelli produttivi, sia nel caso lo
stabilimento venga venduto sia rimanga nel gruppo Skf. Inoltre la
Regione valuterà le proposte di Skf rispetto ai Piani Territoriali
Integrati: eventuali finanziamenti pubblici (centrale elettrica e nuova
pressa verticale) potranno essere concessi solo se vengono garantiti
livelli occupazionali su quel sito produttivo”.
Torino, 14 Dicembre 2007
Mercoledì
12 ore 16 incontri in
Comunità Montana a Perosa con aziende e sindacati sulla crisi
delle fabbriche - spezzone audio-mp3
Da liberazione
\5.\2.07 pagina Piemonte - pdf
La
difesa dell’occupazione in valle e dei siti produttivi della Val
Chisone e Germanasca devono essere la priorità assoluta di tutti i
sindacati dei lavoratori. Sto notando che invece, per una competizione tra
i sindacati, viene messo al secondo posto questo obiettivo. Vedo troppe
dichiarazioni, troppe prese di posizione di sindacati che neanche si
parlano più fra loro dimenticando il bene primario che è quello della
difesa dell’occupazione nella valle.
Ad
esempio sulla Manifattura di Legnano di Perosa:
conosciamo i disastri finanziari del gruppo Legnano, sappiamo che
il settore tessile in Italia ha grandi difficoltà e che anche il progetto
industriale raggiunto e sottoscritto con la proprietà viene messo in
discussione e non realizzato perchè insufficiente. Si parla di un buco di
40 milioni di euro.
Quindi
non è stato neanche sufficiente dimezzare gli stabilimenti del gruppo che
da 10 sono diventati 4, e la situazione continua ad essere disastrosa.
Sappiamo che anche
con l’eventuale vendita
della manifattura di Perosa, già annunciata, il nostro obiettivo comunque
è quello di salvare l’azienda in questa valle. Noi tutti dobbiamo
lavorare su questo.
Per
le aziende metalmeccaniche dico solo che sarebbe meglio sedersi
attorno ad un tavolo una volta per tutte, tutti i sindacati dei lavoratori
di questo territorio e stabilire un percorso unitario.
Fedele
MANDARANO – CGIL 14-11-07
Occupazione:
chiesto incontro in Regione / Dalla Comunità Val Chisone
Dunque dopo
la comunicazione da parte della Rio Tinto di avere messo sul mercato la
Luzenac, in Val Chisone sono tre le aziende ufficialmente o quasi in
vendita: oltre alla società mineraria, la Omvp del Gruppo Skf e la
Manifattura di Perosa (anche se in quest'ultimo caso l'operazione non è
mai stata resa ufficiale). Da qui la preoccupazione dei sindacati sulla
tenuta del sistema produttivo in valle e la conseguente richiesta di
intervento agli amministratori locali e non, ufficializzata in un incontro
in Comunità montana avvenuto nelle settimane scorse. Dopo quella
sollecitazione i vertici della Comunità montana Valli Chisone e
Germanasca hanno chiesto ufficialmente un incontro urgente con il
vice-presidente della Giunta regionale Peveraro, per trattare in
particolare - si legge su un comunicato stampa emesso dall'ente - «la
situazione della Omvp di Villar Perosa». La Comunità montana inoltre
chiede il coinvolgimento dei consiglieri regionali, dei deputati e
senatori di zona e dichiara l'intenzione di avanzare una richiesta di
incontro con i ministri Ferrero e Damiano.
dall'Eco del Chisone
21-11-07
Il
12 dicembre ore 16 incontro
in Comunità Montana con la Regione su OMVP, Sachs, Manifattura
Legnano. prima coi sindacati e poi con le aziende .
nov 07

dall'eco del Chisone
7-11-2007
Venerdì 9 sciopero alla
OMVP, e nel territorio, dichiarato dall'ALP. Fim- Cisl , Fiom-CGIL ,
Uilm-Uilm non aderiscono, aderisce invece il Fali.

eco 14.11.07
comunicato
distribuito in OMVP e in valle
Lavoratrici
e lavoratori OMVP-TBU
È iniziata la
turnazione 6X6 con la spiegazione (tra le altre) che così si riuscirà a
piazzare i lavoratori che sono in esubero nei reparti di Torneria e T.T.
Come ALP CUB bocciamo
questa soluzione per diversi motivi:
1)
perdita di salario
2)
perdita di diritti ( ½ ora pagata per pausa mensa e valore del
pasto)
3)
perdita di PAR per ottenere le 40 ore settimanali
4)
perdita di un giorno di riposo a settimana
Non sarà il 6x6 a
risolvere i problemi occupazionali della OMVP: Troppe
produzioni sono uscite dal nostro stabilimento. Dove finiscono
queste produzioni perse? Chi fa il lavoro che fino ad oggi facevamo noi?
La risposta ufficiale è: in Estremo Oriente. Ma sarà proprio vero?
È risaputo che molte
di queste produzioni importantissime vengono effettuate da ditte esterne
con i “buoni uffici” di ex dirigenti SKF. Non sono in Asia e non c'è
neanche bisogno di cambiare regione per
trovarle. Ci stanno portando via il lavoro pezzo per pezzo e giurano che
non sia così.
Non sara' l'orario
6X6, perdere la mensa e i PAR o lavorare al freddo che salveranno il
nostro Stabilimento.
Lo
salveremo solo lottando ! Ma per che cosa ?
Per
bloccare lo spostamento delle linee (MST) e fare rientrare le lavorazioni
date all'esterno.
I dirigenti OMVP invece
di mandare fuori le produzioni pensino piuttosto a progetti per elevare il
livello tecnologico dei prodotti e imporli alla SKF Svedese, unica
soluzione seria viste le difficoltà a vendere lo stabilimento. Oppure
qualcuno ha già in mente di chiuderlo???
I parlamentari eletti
nella nostra zona sia a Roma che a Torino fanno parte della maggioranza e
quindi hanno il potere di intervenire: è' ora che lo facciano!! Non
possono pensare che ci accontentiamo di qualche incontro interlocutorio in
Regione!!! Purtroppo sappiamo che quando siamo alle strette servono gli
sforzi e l'impegno di tutti, intanto noi chiediamo:
1) STOP alle
lavorazioni date in appalto all' esterno.
2) STOP al
trasferimento di linee e macchinari a cominciare dalle rollatrici per
Bari.
3) RIENTRO a VP di
tutte le lavorazioni date a Ditte esterne in tempi passati.
4) CONTROLLI
dell'Ispettorato del Lavoro, ASL, INPS, per verificare in quali condizioni
operano i dipendenti di queste aziende.
5)
INTERVENTI dei parlamentari e ministri nativi della zona, o ex
dipendenti SKF che conoscono bene la nostra situazione.
Prepariamoci ad un
periodo duro in cui dovremo lottare per mantenere il lavoro a Villar e lo
stipendio nelle nostre tasche. Non facciamoci illusioni: nessuno ci
regalerà nulla se non ci faremo sentire dalla SKF e dall'opinione
pubblica con le nostre lotte e manifestazioni utilizzando tutte le nuove
forme di comunicazioni esistenti. Una volta a Villar c'era l'avvocato
Agnelli, poi le Olimpiadi, ora non c'è più niente, allora per farci
sentire e notare dobbiamo scegliere i luoghi visibili come la sede
centrale SKF di Airasca, la Regione Piemonte e la sede RAI a Torino, non
tralasciando di mettere al corrente i vertici della multinazionale delle
nostre iniziative.
È ora di fare sapere che se lo Stabilimento sarà abbandonato a se
stesso e con il tempo rischierà la chiusura rimarremo tutti in mezzo ad
una strada, impoverendo ulteriormente la nostra Valle.
Quindi,quando
dichiareremo le lotte, sarà per difendere le nostre condizioni di vita e
nessuno potrà più fingere di non vedere e non sentire, salvo poi
rimpiangere amaramente un atteggiamento di menefreghismo che non sarà
piu' giustificato.
SKF, dopo aver
sfruttato il territorio e i lavoratori della nostra Valle non può
lasciarli marcire in queste condizioni di assoluta incertezza sul loro
futuro. Deve dare risposte chiare, o vende lo Stabilimento o lo mette in
condizioni di avere un futuro.
Quanto a noi, così
come abbiamo richiesto l' incontro tra la Regione e l' Azienda
per ottenere finanziamenti per nuove tecnologie e risparmio
energetico, se gli avvenimenti prenderanno una piega non accettabile,
chiederemo che i soldi della Regione vengano destinati ad altre realtà
locali.
RSU e COLLETTIVO
OMVP-TBU – DIRETTIVO ALP/Cub – CUB Nazionale
ciclinalpcub ottobre 07
La
situazione industriale in valle
* Da anni tentiamo di stimolare un
dibattito sul futuro con convegni molto modesti organizzati dalla Cisl.
Gli amministratori su questi argomenti li vedo molto spaesati con
difficoltà a capire cosa sta avvenendo nel mondo del lavoro. Molti
sindaci sono in pensione e perciò fuori del mondo del lavoro.
Noi non possiamo andare avanti a oltranza
a fare 'manutenzione'. Ne abbiamo già fatta troppa- Abbiamo in valle,e
non solo, delle aziende che ormai fanno prodotti 'maturi e con poca
capacità di trasformazione e innovazione.Questo argomento va affrontato
sul serio e a fondo.
Non possiamo illuderci di poter rifare le
cose che facevamo.
- Abbiamo qualche tentativo di
innovazione , ad esempio alla Sachs di Villar Perosa. Se non parliamo
ancora di azienda decotta oggi lo dobbiamo alla capacità di poche persone
che hanno cercato di innovare passando ad esempio dagli ammortizzatori per
auto a quelli per moto - facendo anche le forcelle per moto. Pur andando
in esaurimentogli ammortizzatori per macchina, oggi la Sachs ha dei
problemi e avrà degli esuberi , ma resta in piedi. Dobbiamo far sì che
non venga trasferita e potrà forse assestarsi su 150 addetti dopo qualche
anno di mobilità e un periodo di riorganizzazione ecc.
- Sono più preoccupato per la SKF di
Villar Perosa: dove la OMVP, ( da anni e stata scorporata dal resto del
gruppo, anche se è totalmente controllata dalla SKF,) soffre per assenza
di investimenti, sia sul prodotto che nel processo, e dove se a breve non
viene venduta a qualcuno con vocazione industriale, che faccia i necessari
investimenti ( presse verticali in grado di stampare pezzi più complessi,
e inoltre stampare a semifreddo; oltre che una riorganizzazione interna
mirata ad ottimizzare le competenze) rischia di chiudere, a meno che sia
la stessa SKF a farli. Inoltre lo stabilimento senza i ribaltamenti
dei costi , sia in termini di servizi
ed altro, alla sede di
Airasca, piuttosto che a Gotenbourg, farebbe nonostante tutto ancora
utili, malgrado nel tempo il gruppo si sia organizzato per divisione di
prodotto con la conseguenza di avere dei veri doppioni che possono
generare oltre che costi a volte anche inefficienze. Rispetto alla vendita
da alcuni mesi è in Italia un manager svedese che cura una possibile
vendita. Fino a ieri avere a disposizione grandi quantità di acqua, e
energia a basso costo ( fiume Chisone, tre centrali idroelettriche poi
vendute), oggi alcuni interventi logistici
e tecnici rispetto ai processi di riutilizzo delle acque per le
fucine, nuovi generatori di aria sganciati dal resto, ci dicono che le
cose che ieri erano strategiche per fare il prodotto oggi lo sono meno.
SKF
in generale i prodotti finiti e innovativi (eolico, ecc) li fa comunque
nei paesi come Svezia o Germania, mentre investe nei paesi asiatici
sui prodotti maturi, o comunque per lo sviluppo di quei mercati, pertanto
anche lo stabilimento sia AIO che PRECISI vengono misurati sul rendimento
rispetto ai concorrenti esterni , ma anche rispetto agli altri
stabilimenti del gruppo stesso
- La Manifattura Legnano di Perosa è
sopravvissuta per ora alla crisi del gruppo. Stiamo arrivando al
capolinea. Siamo partiti dalla incapacità gestionale della proprietà
Roncoroni, investimenti assurdi e difficoltà di mercato. Abbiamo fatto
una via crucis con cassa integrazione e mobilità e infine si sono
scaricati gli oneri sullo stato. Oggi vuole vendere per disfarsi anche
della nicchia di mercato che è rimasta . Si vedrà se c'è un
compratore...Forse Perosa rimane in piedi: a che condizioni? Io penso che
la flessibilità deve avere un volto umano. Con la mobilità resta in
fabbrica una parte di lavoratrici con problemi di salute: dovranno reggere
la richiesta della direzione di far girare gli impianti su 8000 ore
l'anno. Inciderà forse sulle ferie, ma poi le macchine e le
lavoratrici reggono ritmi di questo tipo? Sarà possibile mantenere la
volontarietà su determinati turni o bisognerà ruotare tutti? Occorrerà
una bella discussione con le lavoratrici e a direzione...
- La
miniera della Rio Tinto. Le prospettive?
Oggi il valore della miniera è fatto dal giacimento attuale e da
quello che si sta ricercando nella zona (rilevato da sonde del 1964).
Altro punto forte è la professionalità dei minatori. Fra alcuni anni
altri italiani andranno in pensione. Si troverà altro talco? Resterà
solo manodopera straniera o si ha interesse in valle a ritornare a
imparare
e praticare il lavoro di miniera? Cosa dicono i comuni di montagna?
La Rio Tinto ha
intenzione di vendere le attività minerarie di talco e borati e
invece sfruttare nell’alluminio e acciaio la forte richiesta di mercato.
La vendita secondo noi deve avvenire a breve per non perdere
professionalità tecniche, deve essere un progetto industriale vero e non
finanziario. ….
E.Tron / sindacalista
Cisl) 23-10-07
Le
principali aziende manifatturiere del nostro territorio stanno quasi
tutte vivendo una situazione di incertezza dal punto di vista produttivo
che crea gravi preoccupazioni soprattutto dal punto di vista
occupazionale.
-
Indesit, con i ventilati trasferimenti di produzione in Polonia
-
PMT(ex Beloit) accordi recenti sulla mobilità e mancanza di
certezze
-
Sachs –ZF calo di volumi produttivi e richiesta di cassa
integrazione straordinaria
-
OMVP è la situazione più delicata e più importante per il numero
di occupati
-
Manifattura di Perosa- dopo la speranza di salvarsi dalla
ristrutturazione del gruppo Legnano, oggi sembra che sia in vendita a
gruppi stranieri (rischio di trasferire lavorazioni altrove)
-
Miniere – intenzione della multinazionale di uscire dal settore
del talco
Stesse
preoccupazioni anche per altre aziende sul territorio fra cui
-
Caffarel – che continua a perdere occupati e esternalizza
-
Microtecnica – si parla di un’eventuale vendita.
A
distanza di oltre un anno dall’evento Olimpico emerge che la previsione
tanto sbandierata del superamento del manifatturiero si è rivelata
completamente errata..Il nostro territorio continua ad essere, dal punto
di vista economico, generalista - con una forte predominanza del
manifatturiero.
Le
altre attività che possiamo
andare a fare sul nostro territorio (turismo, artigianato, commercio,
servizi alla persona, agricoltura ) sono interessanti ma hanno un ruolo
complementare e non di traino rispetto al futuro economico del nostro
territorio.
La
situazione che conosco meglio è l’OMVP di Villar Perosa. Ricordo alcuni
punti:
1.
Calo di volumi produttivi e quindi un calo degli occupati – è un
taglio strutturale – si sono persi oltre 150 posti di lavoro in quattro
anni.
2.
L’azienda continua a dire che vuole vendere questo sito
produttivo – a tutta una serie di condizioni ( mantenerlo collegato alla
SKF come fornitore privilegiato ecc). Viene continuamente rinviata la
vendita.
3.
Non ci sono in questa fase investimenti che garantiscano il futuro
dello stabilimento.
La
questione della vendita è delicata. Lo stabilimento non stimola grandi
appetiti, ormai ha cento anni. E’ difficile da scaldare, raffreddare, e
non è assolutamente appetibile per una sua riconversione o
urbanizzazione.La parte più appetibile è quella della fucinatura a
caldo. Chi volesse comprare dovrà investire molto e credo che questo
dissuada i compratori.
4.
Per gli investimenti l’azienda, in accordo con gli Enti Locali,
ha inserito nel piano territoriale integrato (PTI) la richiesta di
fondi pubblici per due investimenti
-
La costruzione di una centrale a olio di colza per la produzione di
energia elettrica ( ritenuto prioritario e garanzia di futuro – anche in
vista della vendita). La produzione di energia fino al 92-93 avveniva in
proprio, le centrali sono state vendute all’Energie spa, per vari anni
le condizioni di vendita hanno permesso risparmi, ora ci si trova a dove
comprare energia a prezzi di mercato. Ecco la necessità di una
costruzione di una nuova centrale ( si parla di 5-6 milioni di euro
parzialmente finanziati con fondi europei che la Regione dovrebbe girare
all’SKF).
-
Altro investimento dovrebbe essere per
una pressa verticale, si dice che è un progresso tecnologico e di
processo produttivo ( si parla di costi sui 10-15 milioni da recuperare in
parte coi finanziamenti).
L’incontro
in C. Montana del 5 novembre
dovrebbe portare a un successivo incontro in Regione con enti locali,
sindacati ed azienda per capire come affrontare questi problemi e far
uscire l’azienda dalle sue reticenze. La contribuzione da parte
dell’ente pubblico ha un senso se ci sono impegni precisi
sull’occupazione e sull’assetto proprietario.
A
luglio l’azienda era venuta in regione a esporre i suoi progetti, agli
assessori all’industria e all’ambiente. L’azienda non aveva dato
risposte precise sull’assetto proprietario, confermando l’intenzione
di vendere.
Questa
settimana ci sarà un’interpellanza parlamentare al ministro
dell’industria Bersani sulla situazione dell’OMVP per fare pressioni
pubbliche sull’azienda.
Il
nostro territorio dal punto di vista politico ha perso già alcune
occasioni per cercare di dotarsi di strumenti di pianificazione e di
intervento sulle politiche economiche ed industriali locali. Ci sono pochi
che pensano…
Quando
c’è stato il Patto territoriale 6-7 anni fa, poteva essere una buona
occasione non solo per portare a casa delle risorse ma anche per
individuare le strategie produttive e interessi particolari e specifici
del nostro territorio.
Il
Patto Territoriale era un meccanismo simile a quello attuale dei Piani
Territoriali Integrati - ci si riuniva intorno a un tavolo, si facevano
delle analisi, si decidevano gli obiettivi su cui investire rispetto alle
vocazioni del territorio.
Il
Tavolo ha funzionato finché si sono raggiunti i risultati e incassati i
soldi, poi tutto è finito lì.
Altri
territori invece si sono dotati di agenzie di sviluppo territoriale che
analizzano e seguono il territorio, si confrontano costantemente col
territorio per poi arrivare a fare delle proposte.
Nel
Pinerolese questo non c’è, non c’è nessuno che abbia dal punto di
vista politico un ruolo di indirizzo, si vive alla giornata.
Il
Progetto di Piano Territoriale Integrato presentato dal Pinerolese, fra i
40 che sono arrivati alla
Regione, si colloca agli ultimi posti.Il Progetto non è un’analisi
dettagliata del territorio con delle prospettive definite, ma una serie di
richieste messe assieme (SKF
ecc).
G.
Clement/5-10-07
INCONTRO IN REGIONE SU SITUAZIONE DELLE INDUSTRIE
IN VAL CHISONE
Si è
svolto venerdì 1 Dicembre un incontro in Regione con il Vice Presidente
della Regione con delega all’Industria Paolo Peveraro sulle criticità
di alcune industrie della Val Chisone.
L’incontro
era stato richiesto dagli enti locali e dalla organizzazioni sindacali
del nostro territorio. Erano presenti il Presidente della Comunità
Montana Valli Chisone e Germanasca Prinzio, l’Assessore al Lavoro
Coucourde, il sindaco di Perosa Laurenti, le organizzazioni sindacali
Cgil-Cisl-Uil-Alp Cub ed alcune Rsu degli stabilimenti interessati,
oltre al sottoscritto. L’attenzione è stata focalizzata su tre realtà
industriali fondamentali per la nostra valle: la Manifattura di Perosa,
l’OMVP di Villar Perosa e la Martin di Perosa. Gli enti locali e le
Oo.Ss. hanno evidenziato le criticità delle diverse situazioni.
Manifattura
di Perosa: attualmente occupa circa 250 persone, prevalentemente
donne impegnate sia sui turni settimanali sia sui turni di sabato e
domenica. Questo stabilimento fa parte della “Manifattura di
Legnano”, azienda con 9 stabilimenti, collocati prevalentemente in
Lombardia. Il gruppo è in crisi e utilizza la Cig da diversi anni; la
proprietà sta predisponendo un piano industriale che presenterà dopo
la metà di gennaio: quasi certamente saranno previste chiusure di
alcuni stabilimenti. Perosa non dovrebbe essere tra questi, si tratta di
capire l’entità dei tagli previsti e quali strumenti mettere in campo
per garantire un futuro allo stabilimento valligiano.
Stabilimento
OMVP ed Skf di Villar Perosa: occupa attualmente circa 650 persone
presso OMVP e 80 in Skf (boccole ferroviarie): le preoccupazioni nascono
dall’incertezza legata ad una possibile vendita di OMVP e ad
un’altra collocazione all’interno del Gruppo Skf del settore
boccole. E’ necessario che Skf sciolga questi dubbi, anche alla luce
dei risultati più che positivi nei bilanci degli anni passati. Bisogna
capire se Skf intende investire: solo in presenza di segni positivi in
questa direzione si potrà far luce sul futuro di questa importante
realtà produttiva.
Martin
di Perosa: attualmente conta circa 60 dipendenti. In questa fase
esiste un pesante ricorso alla Cig con il possibile esubero di 10-12
persone. Sembra che la scelta dell’azienda sia sempre più indirizzata
verso la commercializzazione di sfere di provenienza cinese o comunque
“orientali”. Il futuro quindi non è per nulla roseo.
Durante
l’incontro ho fatto presente le forti preoccupazioni degli enti
locali, delle Oo.Ss. e dei lavoratori e delle loro famiglie. Passata
l’“ubricatura” olimpica è ormai chiaro a tutti che il turismo
rappresneti una realtà importante ma complementare. Lo sviluppo
economico del territorio continua ad essere legato principalmente al
destino delle industrie. La Val Chisone non può prescindere da queste
importanti realtà industriali e vanno attivati tutti gli strumenti
perché queste aziende trovino motivi per continuare a produrre in
valle.
Il
Vice-Presidente Peveraro si è impegnato a chiedere alle aziende
interessate un incontro per capire quali possano essere le loro reali
intenzioni. Ha inoltre posto l’accento su possibili sostegni regionali
sul versante sia della ricerca sia dell’energia elettrica, problema
presente in diverse aziende e che pesa in maniera non indifferente sui
costi finali dei loro prodotti. Dopo questi incontri verrà riconvocato
il tavolo regionale.
Torino,
1 Dicembre 2006
Gian
Piero Clement,
Consigliere Regionale PRC
l'eco del chisone 12-04-07
100 anni RIV-SKF
/ 10 anni alpcubskf pdf

accordo
mobilità-3-07
ricerca
rsu fiom su skf-avio - pdf link

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