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notizie eco
del chisone 10nov 2010- pdf


eco 27 ott 2010
la stampa 19.5.2010
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Skf:
''L'euro debole? Ci aiuta a crescere'' L'ad: non posso
dire se manterremo tutti gli impianti italiani Il numero
uno Johnstone
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Colloquio ALESSANDRO ALVIANI BERLINO Il disastroso
calo dell'euro rispetto al dollaro? Tutta una questione
di prospettive. Mentre nelle cancellerie europee la
debolezza della moneta unica viene seguita con
apprensione, altrove c'e' chi osserva gli sviluppi di
questi giorni con occhi ben diversi. Ad esempio a
Schweinfurt, la citta' bavarese adagiata sul Meno in cui
il gruppo svedese SKF,
leader mondiale dei cuscinetti, ha stabilito il suo
quartier generale tedesco. «Grandi oscillazioni dei
cambi non sono mai positive, ma l'attuale debolezza
dell'euro ha un impatto importante sui nostri clienti:
quelli che esportano maggiormente in Asia e negli Usa
diventano piu' competitivi, il che si ripercuote anche
sui nostri affari», spiega a La Stampa Tom Johnstone,
presidente e amministratore delegato del gruppo, a
margine dello European Technical Press Day. Per capire
le sue parole basta dare un'occhiata all'andamento del
Dax, il principale indice tedesco: tra i titoli piu'
richiesti questa settimana a Francoforte ci sono quelli
delle societa' piu' orientate all'export, a partire dai
giganti automobilistici come Volkswagen o Bmw,
tradizionali clienti di SKF.
Il che, alla fine, dovrebbe farsi sentire sui risultati
di un secondo trimestre che si preannuncia positivo per
il gruppo svedese, presente in Italia con 11
stabilimenti, il principale dei quali ad Airasca
(Torino). Secondo Johnstone nei secondi tre mesi
dell'anno la crescita di SKF
in termini di volumi dovrebbe aggirarsi intorno al 10%
su base annua. Un lieve miglioramento e' atteso pure per
l'Europa (l'unico continente in calo nel primo
trimestre), anche se alcuni settori, come ad esempio
l'eolico, stentano a riprendersi. Ma attenzione, avverte
il manager scozzese. «Non credo si possa dire che la
crisi sia ormai alle nostre spalle e che, dopo la
tempesta, le acque si siano definitivamente calmate:
resta l'incertezza sui mercati, resta l'incertezza dei
debiti pubblici, per cui dobbiamo mantenere il focus
sulla flessibilita' delle operazioni e sul controllo dei
costi». Dopo la frenata dello scorso anno, comunque, la
societa' e' riuscita a far segnare nel primo trimestre
una crescita del 5% dei volumi. La ripartizione
geografica di questo 5% la dice lunga sul peso delle
economie emergenti per il gruppo: a inizio anno SKF
ha fatto registrare un calo del 6% in Europa, un quasi
stallo negli Usa (+1%), ma un balzo del 21% in America
Latina e del 34% in Asia, i due continenti in cui si
attendono le performance migliori anche nel secondo
trimestre. Un indizio di una delocalizzazione della
produzione, ad esempio in Cina? «No, la Cina e' il
nostro terzo mercato, ma ad oggi - spiega l'ad del
gruppo - il 60% dei prodotti che vendiamo li' e'
importato, ad esempio da Germania, Italia, Svezia e
Francia». La Cina resta pero' anche un Paese di grandi
insidie, a cominciare dal rischio contraffazioni. «Collaboriamo
molto con le autorita' cinesi» per evitare l'export di
prodotti falsi, ricorda. Di certo Johnstone non crede
che un giorno i suoi cuscinetti verranno superati per
qualita' da quelli cinesi. «Il mio obiettivo e' fare in
modo che cio' non succeda», mette in chiaro. Quanto
agli stabilimenti italiani l'ad di SKF
e' chiaro: puo' garantire che li conservera' tutti nel
lungo periodo? «Non posso garantire una cosa del
genere, non posso garantire quello che succedera' sui
mercati, quello che posso garantire e' che continueremo
a investire per assicurare la competitivita' delle
nostre produzioni». L'importante, continua, e' lavorare
con i dipendenti italiani per far si' che i prodotti
forniti abbiano «i costi migliori, non i piu' bassi» e
assicurino ai clienti un valore aggiunto. Valore
aggiunto anche sul fronte dell'ecosostenibilita': negli
ultimi anni, spiega, i prodotti «verdi», come i
cuscinetti che consentono di ridurre i consumi
energetici, sono sempre piu' richiesti. Nel frattempo il
gruppo svedese si sta gia' guardando intorno per nuove
acquisizioni. Johnstone non fa nomi, ma fa capire che si
trattera' di operazioni compiute negli stessi settori in
cui SKF e' gia' presente
(cuscinetti, tenute, meccatronica, sistemi di
lubrificazione e servizi). Niente takeover trasversali,
insomma, come quello tentato dal concorrente tedesco
Schaeffler con l'acquisto della ben piu' grande
Continental.
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Accordo
sindacale per salvare l'azienda di Avigliana in crisi- eco del chisone
17.12.09
Produzione
Tekfor passa alla Omvp
È
la stessa (Gruppo Neumayer) che avrebbe dovuto acquistare lo
stabilimento di Villar Perosa - Quali i nuovi scenari?
Un
barlume di luce si è acceso sul futuro della Omvp-Skf di Villar
Perosa. Una notizia che dovrebbe far stappare le bottiglie nella
martoriata Val Chisone, se non fosse che contemporaneamente il
problema della conservazione del lavoro si sposta in un'altra azienda:
ci riferiamo allo stabilimento della Neumayer Tekfor di Avigliana. Si
tratta di quella stessa azienda di cui, non molti mesi fa, si dava per
certo avesse acquistato la Omvp.
Oggi
le sorti dei due stabilimenti si sarebbero in parte ribaltate, anche
se in assenza di notizie ufficiali dire in che modo e con quali
prospettive è difficile.
Tutto
nasce dalla chiusura avvenuta il 4 dicembre scorso, nella sede dell'Amma
di Torino (l'associazione che riunisce le aziende del settore della
meccanica), di un accordo per la ristrutturazione e la
riorganizzazione dello stabilimento di Avigliana tra i responsabili
della Tekfor Spa e le organizzazioni sindacali di Fiom e Uilm.
Presupposto della trattativa la grave crisi produttiva che ha colpito
l'azienda, che si occupa di stampaggio di componenti per sospensioni e
cambio. Lavorazioni in parte analoghe a quelle svolte alla Omvp. I
responsabili della Tekfor per recuperare redditività hanno rivisto il
modello di business e deciso la dismissione della produzione
orizzontale a caldo dei prodotti Hatebur. «Tali
prodotti finiti di stampaggio -
si legge nel verbale di accordo - verrebbero
acquistati all'esterno, continuando a gestire con una propria
organizzazione la vendita ed il controllo di qualità degli stessi».
Ed ecco entrare in gioco la Omvp: sarebbe lei l'azienda destinata a
questa produzione, che otterrebbe la commessa garantendo un margine di
utile alla Tekfor. Di questo passaggio non si parla nel verbale, ma lo
si deduce abbastanza chiaramente quando si legge: «L'azienda
manterrà l'attività delle cernite (controlli visivi, tappeti e
metalloscopi) dei prodotti Hatebur… per cui 25 lavoratori
verranno trasferiti presso una sede decentrata di Tekfor Spa sita in
Villar Perosa». Dove
appunto opera la Omvp, che del resto già da qualche mese parte
fattura anche con il marchio Tekfor.
Questo
è quanto si può dedurre dall'esito della trattativa di Avigliana.
Conferma Marinella Baltera della Fiom: «La
logica delle cose è questa, anche se per me è difficile dire quali
saranno le ricadute sulla Omvp, non occupandomi di quell'azienda».
Resta poi da chiarire se questi fatti sottintendano la rinuncia della
Skf alla vendita della Omvp. Bisognerà inoltre capire di quali volumi
di produzione si sta parlando, se ci saranno nuovi investimenti, se
arriveranno nuovi macchinari e quali saranno le ricadute
sull'occupazione.
Purtroppo
di sicuro c'è che, in seguito a questa riorganizzazione, 160
lavoratori della Tekfor su un totale di 447 finiranno in cassa
integrazione straordinaria a zero ore.
Enrico
Tron, sindacalista Cisl, commentando l'accordo invita a stare con i
piedi per terra: «Quando
di due fabbriche se ne fa una non è mai una buona soluzione per i
lavoratori. Non credo inoltre che la Tekfor intenda installare la sede
distaccacata all'ex-Stabilus, come qualcuno spera».
100 anni RIV-SKF
/ 10 anni alpcubskf pdf

accordo
mobilità-3-07
ricerca
rsu fiom su skf-avio - pdf link


Tekfor fa parte del Gruppo Neumayer, specializzato da oltre 50 anni nella progettazione e realizzazione di componenti meccaniche di precisione per l’índustria automobilistica. Il cuore del Gruppo è lo stabilimento di Hausach, nella Foresta Nera, con una produzione annuale di 130 milioni di pezzi, una gamma di 1200 prodotti di serie, e una media di 80 tonnellate di acciaio lavorate al giorno. Altre unità produttive sono presenti in Germania, USA e Brasile. Il rinnovamento costante di prodotti, tecnologie e processi di lavorazione; l’attenzione specifica a migliorare ogni standard del lavoro, dalle attrezzature al servizio: questa è la strada che il Gruppo Neumayer ha scelto per dare a ogni prodotto di serie tutta la cura di un prodotto «tailored», e alla produzione su misura tutta l´affidabilità di quella su larga scala. Questo è lo spirito del Gruppo, lo spirito che Tekfor mette in pratica ogni giorno.
Tekfor
SpA
Azienda di Avigliana, parte del Gruppo
Neumayer. Produce componenti per l’industria automobilistica, tra cui
elementi trasmissione, bracci sospensione, bielle motore, ingranaggi
differenziale.
OMVP: La direzione applica solo in parte la sentenza del
Giudice che la obbliga a pagare gli arretrati e ripagare il quarto d'ora
indebitamente tolto. La vertenza ripassa al nostro legale
Lavoratrici
e Lavoratori TEKFOR
Siamo un gruppo di
lavoratori e rappresentanti sindacali dell’ OMVP, fabbrica
metalmeccanica di Villar Perosa, ex SKF, che e’ in procinto di passare
sotto il logo della vostra azienda con la sua componente umana di 575
persone circa.
Abbiamo ricevuto
pochissime informazioni sulla vostra azienda e crediamo non ne abbiate
ricevute di piu’ voi sulla nostra.
Pensiamo sia
utile reciprocamente incontrarci per scambiarci le informazioni
fondamentali che possono aiutarci in questa situazione.
La OMVP, parte
staccata della SKF, da una
decina di anni e’ in vendita ma fino ad oggi non c’e’ stato nessun
acquirente che abbia concluso l’affare.
Si e’ mormorato a
lungo sulla vostra azienda e della multinazionale tedesca Neumayer dalla
quale sembra dipendiate, ma i vertici SKF continuano a spergiurare che non
c’e’ nulla di fatto.
Questo ci preoccupa
perche’ le persone vivono male l’ incertezza : vendita o no ,
ristrutturazione o no , calo di produzione, CIGO e nessuna prospettiva sul
futuro.
Nel periodo,
lunghissimo, della tentata vendita abbiamo perso piu’ di 180 posti di
lavoro e con il calo produttivo dovuto alla crisi mondiale ci rendiamo
conto che la direzione prepara altri tagli impoverendo sempre piu’ la
nostra Valle e riducendo sempre piu’ la professionalita’ dei
lavoratori presenti in OMVP.
Cerchiamo sicurezza ,cosi’
come crediamo la cerchiate voi
e vogliamo dirvi che nel nostro stabilimento non e’ tutto oro quello che
luccica.
Pensiamo che unire le
forze, le conoscenze, per fare in modo di difendere il più possibile
l'occupazione, gli accordi esistenti, la dignità di tutti
i lavoratori/lavoratrici sia la cosa più giusta da fare e sia bene
farla congiuntamente.
E poi vorremmo
capire una volta per tutte se le presse Hatebur saranno spostate dal
vostro stabilimento al nostro o viceversa.
Inoltre : saremo
noi a venire in villeggiatura ad Avigliana oppure sarete voi a salire
“ai monti” tanti cari al fu avvocato Agnelli.
Incontrandoci,
sicuramente potremo capire qualcosa di piu’ di quello che ci riserva il
futuro lavorativo e quello delle nostre famiglie.
Tanti cordiali saluti
e grazie.
KAMI - RAGGIUNTO UN ACCORDO, LA DIREZIONE RITIRA LA PROCEDURA DI
LIQUIDAZIONE
>>>OMVP :
Continua l' attesa di comunicazioni
sulla vendita a Neumeyer. Intanto CIGO senza
pietà per alcuni, qualche straordinario per altri,
via la notte in Torneria, notte fissa alle Fucine
per risparmiare energia, qualche passaggio verso
TBU. I lavoratori aspettano senza troppa
preoccupazione, si direbbe ....... piuttosto che
iniziare a lottare meglio sperare nei miracoli ???
>>>SKF TBU :
provocazioni da parte di alcuni
“capetti” sui lavoratori interinali. La ferma
determinazione a far rispettare un minimo di
equità riporta la calma e la ragionevolezza nel
reparto
Von der Automatendreherei im Schwarzwald zum weltweit agierenden
Spezialisten der Umformtechnik – die Neumayer Tekfor Gruppe entwickelt
Lösungen und Produkte für den Markt von morgen.
Das starke Wachstum der Gruppe entstand insbesondere durch Erweiterung
der Wertschöpfungskette: Massivumformung, Zerspanungstechnik, Wärme- und
Oberflächenbehandlung bis hin zu einbaufertigen Einzelteilen und zur
Montage kompletter Baugruppen. Heute sind wir führend in der Herstellung
gewichtsreduzierter, leistungsstarker Komponenten sowie der systematischen
Suche nach Neuprodukten der Zukunft.
Die Entwicklungen auf dem Automobilmarkt und die steigenden Ansprüche
an Komfort, Sicherheit und Umweltschutz sorgen für hohen Innovationsdruck
und die beständige Perfektion bestehender Produkte. Entwicklungskompetenz,
Beherrschung modernster Fertigungsprozesse und Projektmanagement machen
uns zum kompetenten Partner der Automobilindustrie.
Vom frühesten Projektstadium an begleiten wir unsere Kunden: Wir
analysieren, beraten und erarbeiten zukunftsweisende Lösungen. Das Rückgrat
unserer Erfolgsgeschichte sind Forschungseinrichtungen mit modernsten
Prototypenzentren – sie schaffen den entscheidenden Wettbewerbsvorsprung:
leichter, leistungsstärker, kostengünstiger
Lettera di lavoratori della Kami
-pdf
eco
25.2.09
eco del chisone-2009
Metalmeccanici,
cassa integrazione +1.000 per cento
70 licenziamenti alla Skf
Nuova Cigs a Perosa, malumori alla Omvp
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Secondo i dati forniti lunedì dalla
Fiom nel 2008 la cassa integrazione ha fatto registrare sull'intero
territorio nazionale un incremento del 1.000 per cento nel settore
metalmeccanico contro una media del 500 per cento. L'amministratore
delegato del gruppo Fiat Marchionne, parlando all'Unione
industriale, ha invece spiegato che se il calo di vendite di auto
proseguirà con questo trend sono a rischio 70.000 posti di lavoro.
Sono cifre che non stupiscono chi lavora nella provincia di Torino,
particolarmente colpita dalla crisi del comparto auto. Tra le tante
segnalazioni di aziende in crisi questa settimana spicca la
richiesta da parte della Skf di Airasca di mobilità (leggi
licenziamenti) per 70 dipendenti. Le motivazioni sono quelle che
ormai vengono ripetute da mesi: crisi del mercato mondiale e calo di
competitività.
Giovedì 22 Giuseppe Graziano,
sindacalista della Uil, ha incontrato a Perosa un gruppo di
lavoratori della ex-Manifattura di Legnano ed i delegati Rsu,
comunicando che la proprietà ha fatto richiesta di nuova cassa
integrazione.
Secondo il verbale di accordo
stipulato il 15 scorso presso il ministero del Lavoro è stato
deciso il prosieguo della Cigs per sei mesi a decorrere dal 7
febbraio, con pagamento diretto da parte dell’Inps in favore di un
numero massimo di 334 addetti del gruppo, fino al 6 agosto prossimo.
Il provvedimento interessa 15/20 lavoratori dell'ex-Manifattura di
Perosa.
Intanto allo stabilimento della Omvp-Skf
di Villar Perosa si vive in un clima pesante in mancanza di notizie
ufficiali sul destino dello stabilimento, che secondo indiscrezioni
sarebbe già stato venduto ai tedeschi. Ha fatto discutere un
volantino anonimo di stile goliardico, diffuso anche in paese, in
cui si denuncia la svendita dello stabilimento.
A.M.
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CLEMENT E BOSSUTO (PRC): LA VAL CHISONE DEVE
VIVERE
I Consiglieri Regionale del Prc Gian Piero Clement e
Juri Bossuto (PRC) hanno partecipato sabato scorso alla manifestazione a
Villar Perosa per l'occupazione in Valle.
"Oltre un migliaio di lavoratori e cittadini ha
manifestato a Villar Perosa per difendere l'occupazione in Valle.
Praticamente tutte le fabbriche della valle stanno subendo una fase molto
critica dal punto di vista produttivo con pesanti ripercussioni sia dal
punto di vista occupazionale che da quello salariale. La Valle, per
sopravvivere, deve riuscire a mantenere il suo cuore manifatturiero: non
si vive di Olimpiadi e turismo". Leggi tutto
“La manifestazione ha chiesto con forza al Governo uno
sforzo per sostenere le attività produttive, ma soprattutto per aiutare i
lavoratori e le loro famiglie con aumenti significativi degli
ammortizzatori sociali anche per i precari, con il taglio delle tasse per
poter arrivare a fine mese e far ripartire e sostenere la domanda
interna".
"Come Regione Piemonte, con il nostro
bilancio 2009, questi due temi saranno sicuramente all’ordine del giorno
e gli sforzi per sostenere i redditi più bassi e di chi paga maggiormente
le crisi dovranno essere eccezionali".
Pinerolo, 1 Dicembre 2008
LAVORATRICI E LAVORATORI OMVP-SKF TBU
E' sicuramente ora di scioperare contro l'operato di SKF ITALIA nella gestione della vendita dello stabilimento di Villar, o vogliamo scioperare a cose fatte quando non avremo più come controparte l'azienda per cui lavoriamo dagli anni 60? Quando lo stabilimento che con il lavoro dei propri addetti ha prodotto la ricchezza necessaria per aprire tutti gli altri stabilimenti SKF italiani, non sarà più in mano SKF ma si chiamerà TEKFOR/NEUMAYER?
E' certamente necessario ribadire a tutti i soggetti interessati alla vendita OMVP(lavoratori, istituzioni, Skf) che non possiamo consentire un disimpegno di SKF,che dovrà in futuro garantire ad OMVP/TEKFOR gli attuali volumi produttivi per lo stabilimento di Airasca.
Quando abbiamo avvisato i lavoratori di un pericolo lo abbiamo sempre fatto a ragion veduta: con le iniziative sul premio SKF incontrollabile con relative perdite di salario e denuciando i rischi dovuti ai fondi pensione integrativi legati alla borsa e alla sue truffe che in questi giorni sono venute a galla....
Ricordiamo ad ogni singolo lavoratore OMVP-SKF che è impossibile salvarsi da solo, anche le più grandi banche mondiali hanno dovuto essere salvate dalla collettività. Figuramoci un lavoratore solo in balia di una multinazionale.
Non vogliamo sovvertire il mondo o il piano di vendita di OMVP alla TEKFOR/NEUMAYER, cerchiamo solo il modo più sicuro possibile per tutelare i lavoratori che in passato ci hanno dato la loro fiducia. Per questo ci preoccupa oggi la vendita accompagnata da un calo produttivo e il ricorso alla cassa integrazione.
Se poi la nostra lotta coincide con la giornata di lotta nazionale indetta dai sindacati di base a cui noi facciamo riferimento, CUB-COBAS-SdL, che finalmente insieme hanno preso l'iniziativa, va benissimo: lottare contro la precarietà, i tagli alla scuola e alla sanità, la riduzione dei diritti pensionistici e contrattuali è per noi motivo di orgoglio e piena condivisione del nostro agire sindacale.
Ma solo a patto di salvare il lavoro nel nostro stabilimento, nel nostro territorio assieme alle condizioni di vita conquistate in anni di lavoro e di lotte operaie.
Per questo, con la massima serenità e sicuri di aver adempiuto ai nostri doveri verso i lavoratori OMVP-SKF dichiariamo per VENERDI' 17 OTTOBRE 2008
8 ORE DI SCIOPERO
per tutti i turni e per tutti i reparti
Per fare sentire bene alla Direzione SKF Italia che l'operazione vendita OMVP non sta procedendo con il consenso di tutti i lavoratori di Villar Perosa, invitiamo tutti a partecipare alla lotta e alla manifestazione di Airasca davanti allo stabilimento SKF.
Ci sarà a disposizione un servizio pulman andata e ritorno con questi orari:
Perosa Argentina ore 12 piazza terzo alpini. Villar Perosa ore 12,15 stabilimento OMVP- Pinerolo ore 12,30 stabilmento Euroball.
Ritorno previsto per le ore 15.
RSU ALP/Cub OMVP – SKF Tbu ciclialpcubottobre2008
viabignone89pinerolo
In Val Chisone si teme un forte calo
occupazionale
Cosa sarà della Omvp dopo l'addio della
Skf?
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La vicenda della vendita dello storico stabilimento della Omvp
(cuscinetti) di Villar Perosa non è un problema d'immagine. Non ha
nulla a che fare con la nostalgia: la Riv, gli Agnelli, la scuola
professionale, le facce sporche degli operai al tornio, appartengono
ad un passato lontano e a cui nessuno in fondo pensa più.
La vendita della Omvp e il paventato passaggio al gruppo
Tekfor-NewMayer con sede legale in Germania, proprietaria di uno
stabilimento del tutto simile ad Avigliana, appartengono a un'altra
storia, per nulla gloriosa, che racconta di una valle, la Val
Chisone, in crisi (pensiamo a Manifattura, Luzenac, Martin, Sachs)
con livelli occupazionali in costante discesa. Oggi le domande che
si pongono le famiglie, i sindacati e gli amministratori del
territorio sono più di una: c'è ancora un futuro per questa
fabbrica? Quanti lavoratori sono destinati a fare i conti con la
mobilità e la ricerca di un nuovo lavoro? Quale sarà la tenuta del
territorio sul piano sociale? E così la Comunità montana si
prepara a chiedere interventi di tipo straordinario alla Regione e
al Governo.
Pag. 4
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Sciopero
generalepdf
SCIOPERO
SKF 17 ottobre pdf
Il 14 ottobre si è
svolto un nuovo incontro, si è constatato il peggioramento produttivo in
valle, unito ai provvedimenti annunciati per scuola ed enti pubblici. Si
è decisa per metà novembre una manifestazione unitaria e nelle settimane
seguenti un convegno sul futuro della valle.
incontro
com. montana 14-ott-08 mp3
Continua la crisi della maggiori aziende
manifatturiere della Val Chisone
C'è una valle in cassa integrazione
A casa decine di lavoratori della Omvp-Skf,
Sachs, ex-Manifattura, Stabilus
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Una valle in cassa integrazione: la frase, pur nella sua
crudezza, riassume il quadro occupazionale della Val Chisone. In
questi giorni le principali aziende della valle hanno lasciato a
casa parte dei propri dipendenti per periodi più o meno lunghi.
Ci riferiamo in particolare a Omvp-Skf (dove venerdì il
sindacato Alp ha indetto una giornata di sciopero), alla Sachs
(anch'essa di Villar Perosa) e alla ex-Manifattura di Perosa.
Anche alla Stabilus, ancora una volta di Villar Perosa, 22 addetti
sono rimasti a casa, non a causa di una crisi di mercato ma per le
conseguenze di una complicata causa civile che ha portato al
sequestro di una linea.
Questa settimana riunione straordinaria in Comunità montana a
Perosa per discutere della situazione.
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Vanno
bene le iniziative per l'artigianato e il commercio,
ma
non dimentichiamo
di
difendere i posti di lavoro nell'industria del nostro territorio.
Alla ripresa del dopo
ferie non abbiamo solo il problema di arrivare alla fine del mese ma nelle
prossime settimane dovremo affrontare alcune situazioni molto critiche in
particolare nella Val Chisone.
Alla New Cocot che ha
preso in affitto la ex Manifattura di Perosa non ci sono i segnali
positivi che aveva espresso in Regione e si aspetta da tempo il piano
industriale per capire se ci saranno speranze per il futuro.
La Sachs ZF di Villar
Perosa dopo un breve periodo di normalità ha ripreso la cassa
integrazione straordinaria e il futuro non è roseo anche se la Direzione
Italiana, tra le poche nel territorio, è impegnata in nuovi investimenti
e formazione del personale.
La situazione più
preoccupante è però quella della OMVP lo stabilimento SKF di Villar
Perosa che da anni è in vendita e in questi giorni definirà il contratto
con una multinazionale tedesca la Neumayer.
Le nostre
preoccuapzioni sono legate ad alcuni fattori negativi:
La SKF, a differenza
della Euroball, sembra disimpegnarsi per il futuro.
La multinazionale
tedesca controlla uno stabilimento ad
Avigliana, la Tekfor, molto simile come produzione a quello di Villar e le
voci sono di ridurre ad un solo stabilimento con pesanti conseguenze
sull'occupazione complessiva che oggi
è di circa 700 addetti a Villar Perosa e di circa 500 allo
stabilimento di Avigliana.
L'insieme di queste tre
fabbriche molto significative per la Val Chisone e per il nostro
territorio é di oltre 1100 addetti e con l'indotto possiamo pensare che
almeno 1600 famiglie siano coinvolte e se consideriamo la Martin, Miniere,
Consorzio Pracatinat, Croce Verde Perosa anche loro non in buona salute,
la crisi in valle e nel pinerolese tocca quasi 2000 famiglie.
Noi ci impegneremo con
tutte le lavoratrici e i lavoratori per difendere i posti di lavoro, le
condizioni e i diritti acquisiti in tutte le realtà.
Questa situazione però
non deve essere sottovalutata in particolare dalle Istituzioni regionali,
provinciali, locali, dalle forze politiche e dai parlamentari eletti nel
territorio.
A tutti chiediamo un
impegno vero perchè da come risolveremo queste crisi
dipende il futuro occupazionale del nostro territorio.
Molti avevano scommesso
sulle olimpiadi, molti sperano nella grande distribuzione,
noi siamo convinti che senza lavoro nell'industria non c'è futuro
per nessun territorio.
Così come è stato per
la crisi della Beloit noi auspichiamo che tutto il pinerolese si mobiliti
per lasciare ai nostri figli lavoro vero e non solo precarietà.
Collettivi ALP/Cub Skf,
Omvp, New Cocot, Sachs ZF.
ALP/Cub
Associazione Lavoratori Pinerolesi
via
Bignone 89 Pinerolo
ciclinalpcubsett.08
viabignone89pinerolo

la
stampa 9.5.08
la stampa 23.1.08
Alenia e Neumayer accolgono i
lavoratori ThyssenKrupp
Due aziende già si sono fatte
avanti per assumere lavoratori della ThyssenKrupp.
Prestigiose entrambe: sono la
Alenia, la «fabbrica degli ingegneri» e la Neumayer di Avigliana.
Si tratta di un gruppo tedesco, la Neumayer Holding GmgH, con sede a
Ausach.
Ha acquistato nel 1998 dalla
Fiat la Teksid che da allora si chiama Tekfor.
Lì gia lavorano da qualche
mese una trentina di ex dipendenti della Thyssen, per lo più manutentori
e specializzati, approdati al gruppo dopo la decisione dell’azienda
siderurgica di chiudere lo stabilimento
torinese. La disponibilità delle due imprese a assumere è stata resa
nota dall’Amma di Torino che, con l’Unione industriale, sta cercando
occupazione ai lavoratori che, dopo la
tragedia del 6 dicembre, sono rimasti senza posto. Per ora sono in ferie
straordinarie e hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e la tredicesima.
Sollecitano un tavolo che dia
una definizione chiara alla loro situazione. Ciro Argentino, il delegato
della Fiom della Thyssen, accoglie la notizia della possibile
ricollocazione con un giudizio
«timidamente positivo». Dice: «Sono due aziende importanti, una poi è
del settore della Thyssen e mi sembra
un bene che finalmente qualcosa si muova. Da tempo proponiamo
un tavolo territoriale per il nostro futuro». Ma subito pone una
condizione:
«Dobbiamo capire che tipo di
lavoro ci verrà proposto, di quale qualità. Ma soprattutto deve
essere chiaro che non possiamo accettare un contratto precario. Molti di
noi hanno più di trent’anni e,
quindi, sono fuori dall’apprendistato. Io non voglio fare
l’interinale, vorrei un posto». Ma
non sono solo queste le preoccupazioni dei lavoratori dell’acciaieria
tedesca; Argentino racconta che stanno tutti
insieme lavorando a un progetto: una
associazione. Spiega che «il
modello è quello dell’associazione vittime della Eternit; ci dovremmo
stare noi e i parenti dei nostri sette compagni morti».
L’Amma utilizza Unimpiego
Confindustria, la società di ricerca del personale dell’Unione industriale,
per ricollocare gli addetti Thyssen e ricorda che con l’Inail sta
realizzando un programma formativo
sulla sicurezza che dura tre anni e prevede 130 corsi per 1300. I partecipanti
saranno oltre 2500 lavoratori. Ma l’associazione «in merito al
terribile incidente» precisa che «è
necessario attendere l'esito delle indagini in corso» e auspica che
«emergano le responsabilità di ognuno». E aggiunge: «In ogni caso va
riconosciuto che l’azienda, sin dal
principio, ha garantito il suo impegno alle famiglie sul fronte medico,
psicologico ed economico, con particolare
riguardo anche alla istruzione scolastica dei figli delle
vittime».
DISCUSSIONE IL 16/01/2008
SVOLTO IL 16/01/2008
CONCLUSO IL 16/01/2008
Atto Camera
Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01906
presentata da
MARILDE PROVERA
martedì 15 gennaio 2008 nella seduta n.266
PROVERA. - Al Ministro dello sviluppo economico.- Per sapere - premesso che:
lo stabilimento OMVP-SKF TBU, sito in Villar Perosa, Via Nazionale 26 di proprietà della multinazionale svedese SKF, in cui si producono semilavorati per cuscinetti volventi per auto e cuscinetti finiti per treni, da anni perde produzioni che vengono esternalizzate o trasferite in paesi dell'est europeo o nell'estremo oriente, mentre la multinazionale ha deciso di vendere la struttura;
i rappresentanti sindacali ritengono che buona parte di queste produzioni vengano però effettuate da ditte che operano in Piemonte perché offrono costi più bassi;
la preoccupazione dei lavoratori è che si continui a ridurre le lavorazioni a Villar Perosa e che i costi di gestione dello stabilimento siano troppo alti rispetto ai volumi rimasti, soprattutto se la produzione di cuscinetti per treni dovesse essere trasferita in quanto, attualmente, crea profitti considerevoli che aiutano a mantenere in vita lo stabilimento. Negli ultimi anni si sono persi 150 posti di lavoro circa;
attualmente 600 persone lavorano alla OMVP e 70 ai TBU -:
come si intendano valorizzare le produzioni in Piemonte che si dovrebbero ritenere più convenienti, considerando anche che l'attività si svolge nel rispetto delle leggi, dei contratti e degli standard di sicurezza italiani, e se il Governo non ritenga necessario attivare un confronto con l'Azienda al fine di accertare in quale modo e con quali produzioni si possano mantenere, nel sito di Villar Perosa, almeno gli attuali livelli occupazionali, che con i lavoratori dell'indotto (trasporti, mense, imprese di servizi) sono la fonte di reddito di circa 800 famiglie della Valle e del territorio
pinerolese.(5-01906)
Villar Perosa - OMVP
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| http://www.skf.com/portal/skf_it/home/skfitaly?contentId=150361
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I progressi tecnologici e
la costante attenzione alla qualità hanno caratterizzato
il cammino dello stabilimento. Su una superficie di
188.000 mq. (di cui 85.000 mq di area coperta) oggi sono
presenti due distinte realtà produttive ed un centro di
sviluppo tecnologico per i processi produttivi e la
qualità.
Lo stabilimento OMVP
(Officine Meccaniche Villar Perosa) appartenente alla
Automotive Division produce principalmente componenti per
cuscinetti, in particolare: anelli interni ed esterni
fucinati flangiati, anelli interni ed esterni torniti e
temprati per applicazione automobilistica, industriale ed
elettrica.
Lo stabilimento impiega
circa 700 persone per una produzione media di 500.000
anelli al giorno.
La principale tecnologia di
produzione degli anelli in OMVP è basata sul processo di
fucinatura a caldo (5 presse orizzontali automatiche
HATEBUR), successiva tornitura mediante torni a controllo
numerico (circa 150), rollatura a freddo (38 rollatrici) e
tempra (18 forni). È altresì ancora in uso la più
tradizionale tecnologia di tornitura da tubo mediante
torni plurimandrino (37 torni).
I principali clienti di
OMVP sono rappresentati da altri stabilimenti del Gruppo
SKF in Italia (Airasca, Bari, Massa), in Europa (Austria,
Inghilterra, Spagna, Francia, Germania ) ed anche in
America meridionale e Settentrionale e India. Da alcuni
anni inoltre OMVP ha rivolto la sua offerta di anelli
anche all’”Open Market” ovvero ad altre aziende
produttrici di cuscinetti; tale mercato è in continua
espansione grazie anche all’introduzione in OMVP di
macchinari che oltre alla tornitura tradizionale eseguono
operazioni di foratura, filettatura e tempra ad induzione.
L’unità produttiva TBU (Tapers
Bearing Unit) appartiene all’Industrial Division –Railways-
produce cuscinetti per applicazione ferroviaria. Tali
cuscinetti, la cui funzione è la riduzione dell’attrito
di marcia dei treni, tram e metropolitane, hanno
sostituito la vecchia tecnologia rappresentata dalle
bronzine. In tale realtà produttiva sono in attività
circa 70 dipendenti per una produzione media giornaliera
di 390 cuscinetti. Nell’ottica di una sempre maggiore
attenzione alle esigenze di affidabilità e sicurezza del
mercato ferroviario, l’unità ha sviluppato un
cuscinetto con schermo integrato e sensorizzato (Sensor
Compact TBU) soluzione tecnologicamente avanzata
rispondente a tale requisiti.
I clienti dello
stabilimento sono rappresentati dai maggiori costruttori
mondiali di treni (ALSTOM, BOMBARDIER e SIEMENS) per
quanto riguarda il cuscinetto TBU, o dalle Società che
gestiscono il trasporto su rotaie di alcuni stati europei
(TRENITALIA – SNCF – SBB - DB) per quanto concerne la
ricambistica.
La Business Area Forgings
& Rings dispone di un suo gruppo di ricerca e sviluppo
tecnologico con base nello stabilimento OMVP di Villar
Perosa: il TD&Q.
Il centro di sviluppo
tecnologico nasce nel 1995 nell'ottica di rafforzare e
concentrare le competenze sulla tornitura e rollatura a
freddo degli anelli, oltre che sui materiali, in un unico
sito e farlo divenire punto di riferimento per tutto il
mondo SKF.Oggi l'attività del Technology Development
& Quality (TD&Q) è rivolta alle aree tecnologiche
riguardanti la formatura (hot, warm e cold), la torneria,
la rollatura e il trattamento termico ed ai relativi
aspetti qualitativi. L'unità dispone di un laboratorio
per le prove relative ai processi in corso ed é
equipaggiata con i più aggiornati strumenti di
simulazione e di monitoraggio.Una parte importante delle
attività svolte riguarda la sorveglianza dello sviluppo
delle nuove tecnologie presenti sul mercato e l'avvio di
prove ed analisi comparative. Il gruppo TD&Q collabora
inoltre alle attività di ricerca e sviluppo relative alle
tecnologie di competenza con gli altri enti del gruppo SKF
ed i clienti dell'unità F&R.
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Villar Perosa - OMVP - La storia
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| http://www.skf.com/portal/skf_it/home/skfitaly?contentId=150362&lang=it
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Nel 1906 il sen. Giovanni
Agnelli – già fondatore della FIAT- costituisce la RIV,
Società per la costruzione dei cuscinetti a rotolamento e
soprattutto delle sfere – fino ad allora monopolio
dell’industria inglese e tedesca-.
Si narra che, l’occasione
della nascita di codesta azienda, fu una gara
automobilistica nazionale per la quale era prescritto che
tutti i particolari costruttivi delle automobili
partecipanti alla corsa fossero di fabbricazione italiana.
Tale vincolo per Giovanni Agnelli fu un invito a nozze!Il
primo Stabilimento venne costruito a Villar Perosa, su
un’area di 6250 mq, diventati 18.000 mq coperti tre anni
dopo, con 1152 operai e 117 impiegati, mentre l’energia
necessaria al suo funzionamento era prodotta da tre
centrali idroelettriche – Fenestrelle, Inverso Pinasca e
Villar Perosa, appositamente costruite.Considerate le
carenze strutturali dell’epoca, la RIV provvide a
costruire i villaggi operaio e quello per gli impiegati,
case per dipendenti, convitto per le operaie residenti
fuori Villar, biblioteca, bagni pubblici, farmacia,
ambulatorio, asilo, colonie per i figli dei dipendenti,
teatro e cinema, scuola professionale e tante altre
strutture dedicate alle maestranze. Durante la prima
guerra mondiale la produzione venne triplicata e i
dipendenti raddoppiati, tant’è che Villar Perosa
divenne la capitale economica della Val Chisone.
La perfezione raggiunta
nella produzione fece aumentare enormemente la richieste
di cuscinetti sia dalla rinascente industria italiana del
dopoguerra sia da tutto il mondo: così venne costruito un
nuovo stabilimento a Torino -sull’area della ex officina
RAPID- e ampliato quello di Villar Perosa. Negli anni
’30 a Villar lavoravano 4000 operai, l’area coperta
passò a 70.000 mq e la produzione annua salì a 4 milioni
di cuscinetti di tutti i tipi e dimensioni: dai pochi
millimetri di diametro per strumenti di misura fino a
cuscinetti a due corone di rulli a botte per laminatoi,
del peso di svariate tonnellate, nonchè strumenti di
misura, boccole ferroviarie, ed altri particolari per
l’industria automobilistica.
Il costante sviluppo della
produzione portò, nel 1935, ad un’ulteriore ampliamento
della fabbrica; anche la “palazzina uffici” venne
ricostruita e trasformata dall’arch. Bonadè Bottino in
quella forma “rotonda” che ancora oggi caratterizza lo
Stabilimento.Durante la seconda guerra mondiale
l’industria dei cuscinetti fu considerata
“strategica” da entrambe le parti in conflitto: il 3
gennaio 1944 un bombardamento aereo alleato distrusse
completamente lo stabilimento – tranne la
“rotonda”-. La presenza di rifugi antiaerei approntati
nelle vicinanze evitò la perdite di vite umane.
La produzione venne
decentrata con le poche macchine salvate, e dopo soli due
anni lo stabilimento venne ricostruito e riprese la sua
attività a pieno regime.
A celebrazione di un secolo
di vita, presso alcuni locali dello stabilimento, è stato
allestito il Museo della Meccanica e del Cuscinetto,
facente parte della Rete Ecomuseale della Provincia di
Torino, dove è possibile ripercorrere la storia dello
Stabilimento e la trasformazione indotta sull’economia
della valle Chisone, e l’evoluzione della meccanica in
generale e degli strumenti di misurazione.
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scheda progetto
nuova pressa omvp -pdf
e omvp_progetto2.pdf


Consigliere Regionale GIAN PIERO CLEMENT
OMVP – SKF: Incontro in Regione
La situazione è tutt’altro che rassicurante
Si è svolto venerdì 25 gennaio l’atteso incontro tra SKF-OMVP, la
Regione e gli Enti Locali.
Erano presenti: per la Regione, il VicePresidente con delega
all’industria Peveraro ed il consigliere regionale Clement; per gli
Enti Locali, il Presidente della Comunità Montana Val Chisone Coucourde
ed il Sindaco di Villar Costantino; per la SKF – OMVP, il responsabile
personale dott. Ceva e l’amministratore delegato OMVP Ing. Bentorelli.
La SKF ha illustrato le attività presenti in Val Chisone. Il settore
Avio Precisi occupa attualmente circa 500 persone e le prospettive a
breve e medio termine sono buone e sono previsti piccoli incrementi
occupazionali (+ 15/20 persone).
Anche il settore SKF – TBU (boccole ferroviarie) va bene, ci sono
circa 80 occupati.
La situazione di criticità è sostanzialmente concentrata su OMVP che
occupa ad oggi circa 630 persone. Il fatturato attuale è di circa 120
milioni di Euro annui, con un 80% su SKF ed un 20% verso l’esterno.
Mentre sulle produzioni che vanno sul mercato esterno non esistono
grandi preoccupazioni, sulla produzione acquistata da SKF esiste una
crisi di competitività sui prezzi. I prodotti che possono essere
acquistati dai produttori emergenti (Cina – Corea – India –Est
Europa) costano mediamente tra il 22%-33% in meno, soprattutto per 3
motivi: un minor costo della materia prima (acciaio), minori costi
energetici e l’Euro forte. Questi fattori, nei prossimi anni,
determineranno un forte calo dei volumi produttivi, stimato in un 25%
– 30%, con riflessi inevitabili sull’occupazione.
A fronte di questa situazione si inserisce la scelta della
multinazionale di vendere OMVP. Scelta fatta a livello internazionale su
tutte le produzioni di fucinatura e torneria, già realizzata in Francia
(2005) e Germania (2006). Restano da vendere lo stabilimento italiano e
le attività presenti in Bulgaria.
La volontà di SKF è quella di vendere, possibilmente ad un unico
gruppo, sia le attività italiane sia quelle bulgare, senza nessuna
partnership, ma garantendosi certezze di continuità sulle forniture,
sulla qualità e sui prezzi. I contatti con eventuali acquirenti sono in
fase avanzata con due cordate; ma soprattutto con una di queste si sta
arrivando alla stretta finale, o quasi.
L’azienda pensa di poter chiudere la trattativa e comunicarla
ufficialmente alle OO.SS. entro la fine di marzo. “È chiaro - dice
SKF – se la vendita non dovesse realizzarsi, il ridimensionamento
occupazionale (-25/30%) sarebbe inevitabile, anche se spalmato su
diversi anni e con il ricorso ai classici ammortizzatori sociali”.
La mia valutazione è di grande preoccupazione, anche perché questa
pesante incertezza genererà grandi criticità ed insicurezza.
Lo stabilimento di Villar Perosa, prima RIV, poi SKF, ora OMVP, ha
segnato la storia e lo sviluppo economico della nostra valle. Non
possiamo e non dobbiamo rassegnarci ad un suo ulteriore
ridimensionamento.
Il nostro territorio non può prescindere da una forte attività
manifatturiera delle nostre industrie.
Se non viene realizzata la vendita la SKF- OMVP deve assumersi l’onere
di realizzare un piano industriale di investimenti che ridia
competitività allo stabilimento partendo da quelli previsti nel PTI
(Piano Territoriale Integrato): centrale per la produzione di energia
elettrica ad olii vegetali, nuova pressa verticale.
Se invece la vendita viene realizzata devono essere sia gli Enti Locali
(Comuni, Comunità Montane, Regione), sia le Organizzazioni sindacali a
chiedere con forza al nuovo imprenditore una politica di rilancio e
diversificazione delle produzioni.
Nessuno pensi di venire a Villar, comperare il “business” e
svuotare, magari progressivamente, lo stabilimento.
La grande professionalità delle maestranze di Villar Perosa, figlia di
cento anni di storia e tradizione, può e deve essere valorizzata, per
continuare ad avere a Villar Perosa uno dei motori dello sviluppo
economico del nostro territorio.
La Regione continuerà a fare la propria parte nel seguire con
attenzione la vicenda e non va escluso un Tavolo di confronto nazionale
in caso di sviluppi negativi.
Consigliere Regionale PRC
- SE
Gian Piero Clement
Gio 29 Nov 2007
Interrogazione a risposta orale
ALFONZI
- Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dello
sviluppo economico -
Premesso che:
nello stabilimento OMVP-SKF TBU di Villar Perosa
(Torino), di proprietà della multinazionale svedese SKF, si producono
semilavorati per cuscinetti volventi per auto e cuscinetti finiti per
treni. Tale impianto, in cui lavorano circa 670 persone, da anni perde
quote di produzione, che vengono esternalizzate o trasferite in Paesi
dell’Est europeo o nell’estremo oriente, mentre sembra che la
multinazionale abbia deciso di vendere la struttura;
i rappresentanti sindacali ritengono che buona parte
di queste produzioni vengano però effettuate da ditte che operano in
Piemonte perché offrono costi più bassi;
la preoccupazione dei lavoratori è che si continui a
ridurre le lavorazioni a Villar Perosa e che i costi di gestione dello
stabilimento siano troppo alti rispetto ai volumi rimasti, soprattutto
se la produzione di cuscinetti per treni, che attualmente aiuta a
mantenere “a galla” lo stabilimento, dovesse essere trasferita
altrove, come appunto sembrerebbe. Si consideri che negli ultimi anni si
sono persi 150 posti di lavoro circa,
si chiede di sapere se quanto riportato corrispona al
vero e, in caso affermativo, se i Ministri in indirizzo non ritengano
necessario attivare un confronto con l’azienda al fine di accertare in
quale modo si possano mantenere almeno gli attuali livelli
occupazionali, che con i lavoratori dell’indotto (trasporti, mense,
imprese di servizi) sono la fonte di reddito di circa 800 famiglie della
valle e del territorio pinerolese.
(3-01094)
Il primo impegno
di ALPCUB del 2008 è
stato un'assemblea pubblica sulla situazione
in Valle il 18 gennaio
ore 18 presso
la Comunità Montana a Perosa Argentina - seguiva tre incontri nel 2007
tra amministratori, sindacati e aziende e l'unico appuntamento pubblico
promosso da forze politiche, di
AN.
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premessa1-Lanza
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premessa sulla
lotta MVP-Fiat anni 80- Lanza mp3 -6Mb
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premessa sul
lavoro in valle- Lanza mp3- 4Mb
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Manifattura
-Lanza mp3 - 5Mb
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OMVP - Lanza mp3 -
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Sachs - Lanza mp3
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varie aziende -
Lanza mp3 - 5Mb
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Intervento
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Intervento
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La lotta dell'MVP
(83-84)
Le lotte che abbiamo fatto negli anni passati
sicuramente sono state un elemento importante nel mantenimento
dell'occupazione in valle. Nell'83-84 c'è stata la lotta più grande, con
l'aiuti dei sindacati, delle forze politiche e delle chiese. La Fiat aveva
deciso di trasferire le lavorazioni dello stabilimento MVP di Villar a
Firenze e c'è stata una lotta che è durata sei mesi che ha prodotto un
accordo e mantenuto quello stabilimento nel nostro territorio.Se non fosse
stato per la tenacia degli operai e del sindacato locale a livello
nazionale la direzione sindacale diceva ' questo stabilimento viene chiuso
ma nessun lavoratore perderà il posto di lavoro perchè c'è quello di
Rivalta'.
Noi invece non pensavamo solo al nostro posto di lavoro,
ma pensavamo ai nostri figli e alle loro prospettive. Così facemmo
l'accordo con la Corte e Cosso di Buriasco e con un pezzo di Fiat nacque
la Boge. Eravamo in piena spaccatura sindacale sulla scala mobile: qui si
continuò a fare una lotta unitaria. Nella nuova fabbrica vennero
lavoratori della Corte e Cosso e altri lavoratori, scelti in base alla
residenza. Questo accordo sancì la presenza di una fabbrica sul
territorio. Se non l'avessimo fatta, pensate a cosa è adesso Rivalta:
avremmo in quella zona di Villar un bel magazzino ecc.
Oggi continuiamo ad avere 200 addetti alla Sachs e 80
alla Stabilus. Le lotte non sono sono tutto ma quelle degli anni scorsi
hanno fermato una certa tendenza e mantenuto nel territorio una presenza
manifatturiera che riteniamo fiondamemtale. Enrico Lanza
riforma

riforma 21.12.01
12 /12/07incontri
in Comunità Montana a Perosa con aziende e sindacati sulla crisi
delle fabbriche -AUDIO spezzone
audio-mp3
da l'Eco del Chisone 19.12.07
Impegno di Peveraro dopo l'incontro in
Comunità montana
Omvp-Skf e Manifattura sull'agenda del
vice-presidente della Regione
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Luci ed ombre, e forse non poteva essere diversamente,
caratterizzano il risultato dell'incontro dello scorso 12 dicembre
sulla situazione di alcune industrie della Val Chisone. Alla
riunione svoltasi nella sede della Comunità montana Valli Chisone
e Germanasca erano presenti amministratori della valle (tra cui il
presidente della Comunità montana Andrea Coucourde e
l’assessore al Lavoro Viller Manfredini), il vice-presidente
della Regione con delega all’Industria Paolo Peveraro, il
presidente della Commissione Lavoro del Consiglio regionale Juri
Bossuto, il capogruppo regionale del Prc Gian Piero Clement, i
vertici di Skf-Omvp, Luzenac, Sachs, le organizzazioni sindacali
metalmeccaniche (Fim, Fiom, Uilm), Fismic, Alp e altri sindacati
di categoria in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil.
Sotto la lente d'ingrandimento c'erano le criticità di alcune
aziende a cui da tempo si guarda con preoccupazione per i motivi
che ormai tutti sappiamo. Ci riferiamo alla Manifattura e alla
Martin di Perosa, Omvp (Skf) e Sachs di Villar Perosa, Luzenac e
l'impresa di servizi Karmac.
I motivi di preoccupazione sono stati confermati senza che dai
responsabili delle aziende siano state comunicate sostanziali
novità. Non era presente, tra l'altro, alcun rappresentante della
proprietà della Manifattura di Perosa. Nessun chiarimento,
dunque, è arrivato sullo stato delle trattative per la vendita
della Manifattura di Legnano (e quindi di Perosa). Da fonti
sindacali è stata confermata l'esistenza di due possibili
acquirenti: la Newcocot di Cologno Monzese e la Felli di Bergamo.
L'assenza (non giustificata della proprietà) è stata
interpretata dai presenti come un segnale negativo. Il timore è
che non si vogliano dare garanzie sulla volontà dei futuri
proprietari di confermare il Piano industriale concordato di
recente. Per questo motivo il vice-presidente della Regione Paolo
Peveraro ha messo al primo posto sul suo taccuino degli
appuntamenti l'incontro con la proprietà, incontro che nelle
intenzioni si dovrebbe tenere prima della fine dell'anno.
Un altro impegno che si sono assunti i rappresentanti della
Regione è quello di attivare un tavolo di confronto con la
Skf-Omvp per il rilancio dello stabilimento di Villar Perosa, sia
nel caso rimanga in capo all'attuale proprietà, sia nel caso
avvenga l'annunciata vendita. A questo proposito Giampaolo
Desideri delle Relazioni esterne Skf, presente all'incontro, ha
confermato che entro il mese di marzo verrà presa una decisione
in merito. Se la vendita non si sarà concretizzata (intanto si
parla dell'interessamento di un'azienda di Avigliana), la Skf
intende porre in atto un Piano industriale con riduzione dei
costi. Occorrerà capire su quali leve intendono agire. Su Sach,
Martin e Luzenac niente di nuovo. La Rio Tinto ha comunque
confermato la messa in vendita del settore Talco, precisando
(anche con una lettera inviata al nostro giornale
dall'amministratore delegato D'Orazio) che «non è stata presa
alcuna decisione definitiva in merito» e assicurando che «indipendentemente
dal suo proprietario, la nostra attività del talco ha un
brillante futuro».
A conclusione il commento del consigliere regionale Gian Piero
Clement: «La situazione generale presenta grandi incertezze
che devono essere al più presto chiarite - afferma -. Ritengo
in quest'ambito positivi gli impegni presi dalla Regione di
incontrare i responsabili di Omvp e Manifattura».
A.Maranetto
vedi anche da Riforma 49 Incontri
in val Chisone -pdf
12 /12/07incontri
in Comunità Montana a Perosa con aziende e sindacati sulla
crisi delle fabbriche -AUDIO
spezzone audio-mp3
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estratti
dibattito distribuiti al mercato di perosa il 12.12.07 -pdf
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CLEMENT
(PRC): PREOCCUPAZIONE PER INDUSTRIE IN VAL CHISONE,
POSITIVO L’IMPEGNO DELLA REGIONE
Mercoledì 12 dicembre si è svolto presso la
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca un incontro per analizzare
le criticità di alcune industrie della Val Chsione. Presenti il
Presidente della Comunità Montana Andrea Coucourde, l’Assessore al
Lavoro Viller Manfredini, il Vice Presidente della Regione con delega
all’Industria Paolo Peveraro, il Presidente della Commissione Lavoro
del Consiglio Regionale Juri Bossuto, il Capogruppo regionale del Prc
Gian Piero Clement, i vertici di Skf-Omvp, Luzenac, Sachs, le
organizzazioni sindacali metalmeccaniche (Fim, Fiom, Uilm), Fismic, Alp
e altri sindacati di categorie in rappresentanza di Cigl, Cisl e Uil.
Manifattura di Perosa: inspiegabilmente assente la
dirigenza dell’azienda. Le incertezze derivano dalle intenzioni della
proprietà (il gruppo Roncoroni), orientata a vendere. Ci sono due
possibili acquirenti: la Newcocot di Cologno Monzese e la famiglia
bergamasca Felli, proprietaria in passato del marchio Lovable. Il futuro
sembra comunque garantito per almeno 200-220 dipendenti (quasi tutti) in
quanto la Manifattura produce in esclusiva i filati per la Lacoste ed
altre importanti camicerie europee.
SKF/OMVP: gli elementi di criticità riguardano i
volumi produttivi (l’azienda prevede un calo per il 2008 di circa il
10%). Giampaolo Desderi delle Relazioni Esterne ha confermato la
volontà dell’azienda di vendere la Omvp e tale notizia troverà
conferma o meno entro il mese di marzo. In alternativa l’azienda
prevede di attuare un piano industriale con riduzione dei costi (taglio
del personale?)
Luzenac: la multinazionale inglese Rio Tinto ha
confermato la volontà di vendere il ramo d’azienda del talco. Sono
coinvolti 80 dipendenti.
Sachs: la proprietà ha annunciato 40 esuberi sui
circa 200 dipendenti. L’azienda ha comunque buone prospettive essendo
riuscita ad attuare intelligenti politiche di diversificazione del
prodotto, producendo molti più ammortizzatori per moto (settore di
nicchia) che per le auto.
Martin: sembra che la scelta dell’azienda
sia sempre più indirizzata verso la commercializzazione di sfere di
provenienza cinese o comunque “orientali” e continua a non fare
investimenti dal punto di vista produttivo.
Karmak: occupa 190 dipendenti, è presente
come azienda di servizi in tutti gli stabilimenti Skf del nostro
territorio; i lavoratori sono molto preoccupati quindi del futuro della
Omvp e vivono anche forti condizioni di disagio soprattutto dal punto di
vista salariale
“L’incontro – commenta Gian Piero
Clement – è stato utile per avere una fotografia precisa della
situazione dell’industria in Val Chisone che, ricordiamocelo sempre,
rappresenta la vocazione principale del territorio, il primo settore
occupazionale ed è la garanzia dell’attuale livello economico per le
classi più deboli ”.
“La situazione generale – continua Clement -
presenta delle grandi incertezze che devono essere al più presto
chiarite. In tal senso ritengo positivo l’impegno della Regione che si
è data disponibile a convocare in tempi strettissimi, prima della fine
dell’anno, la proprietà della Manifattura per analizzare la
situazione e, in caso di vendita avvenuta, per verificare con il nuovo
acquirente il piano industriale”.
“Nel mese di gennaio – conclude Clement -
verrà inoltre attivato un tavolo di confronto con la Skf-Omvp. I
lavoratori hanno posto con forza, con lo sciopero del 9 novembre,
l’esigenza di avere certezze sul futuro produttivo ed occupazionale
del loro stabilimento. Questo potrà avvenire solo se partirà
immediatamente un piano industriale con forti investimenti per
rilanciare e qualificare i livelli produttivi, sia nel caso lo
stabilimento venga venduto sia rimanga nel gruppo Skf. Inoltre la
Regione valuterà le proposte di Skf rispetto ai Piani Territoriali
Integrati: eventuali finanziamenti pubblici (centrale elettrica e nuova
pressa verticale) potranno essere concessi solo se vengono garantiti
livelli occupazionali su quel sito produttivo”.
Torino, 14 Dicembre 2007
Mercoledì
12 ore 16 incontri in
Comunità Montana a Perosa con aziende e sindacati sulla crisi
delle fabbriche - spezzone audio-mp3
Da liberazione
\5.\2.07 pagina Piemonte - pdf
La
difesa dell’occupazione in valle e dei siti produttivi della Val
Chisone e Germanasca devono essere la priorità assoluta di tutti i
sindacati dei lavoratori. Sto notando che invece, per una competizione tra
i sindacati, viene messo al secondo posto questo obiettivo. Vedo troppe
dichiarazioni, troppe prese di posizione di sindacati che neanche si
parlano più fra loro dimenticando il bene primario che è quello della
difesa dell’occupazione nella valle.
Ad
esempio sulla Manifattura di Legnano di Perosa:
conosciamo i disastri finanziari del gruppo Legnano, sappiamo che
il settore tessile in Italia ha grandi difficoltà e che anche il progetto
industriale raggiunto e sottoscritto con la proprietà viene messo in
discussione e non realizzato perchè insufficiente. Si parla di un buco di
40 milioni di euro.
Quindi
non è stato neanche sufficiente dimezzare gli stabilimenti del gruppo che
da 10 sono diventati 4, e la situazione continua ad essere disastrosa.
Sappiamo che anche
con l’eventuale vendita
della manifattura di Perosa, già annunciata, il nostro obiettivo comunque
è quello di salvare l’azienda in questa valle. Noi tutti dobbiamo
lavorare su questo.
Per
le aziende metalmeccaniche dico solo che sarebbe meglio sedersi
attorno ad un tavolo una volta per tutte, tutti i sindacati dei lavoratori
di questo territorio e stabilire un percorso unitario.
Fedele
MANDARANO – CGIL 14-11-07
Occupazione:
chiesto incontro in Regione / Dalla Comunità Val Chisone
Dunque dopo
la comunicazione da parte della Rio Tinto di avere messo sul mercato la
Luzenac, in Val Chisone sono tre le aziende ufficialmente o quasi in
vendita: oltre alla società mineraria, la Omvp del Gruppo Skf e la
Manifattura di Perosa (anche se in quest'ultimo caso l'operazione non è
mai stata resa ufficiale). Da qui la preoccupazione dei sindacati sulla
tenuta del sistema produttivo in valle e la conseguente richiesta di
intervento agli amministratori locali e non, ufficializzata in un incontro
in Comunità montana avvenuto nelle settimane scorse. Dopo quella
sollecitazione i vertici della Comunità montana Valli Chisone e
Germanasca hanno chiesto ufficialmente un incontro urgente con il
vice-presidente della Giunta regionale Peveraro, per trattare in
particolare - si legge su un comunicato stampa emesso dall'ente - «la
situazione della Omvp di Villar Perosa». La Comunità montana inoltre
chiede il coinvolgimento dei consiglieri regionali, dei deputati e
senatori di zona e dichiara l'intenzione di avanzare una richiesta di
incontro con i ministri Ferrero e Damiano.
dall'Eco del Chisone
21-11-07
Il
12 dicembre ore 16 incontro
in Comunità Montana con la Regione su OMVP, Sachs, Manifattura
Legnano. prima coi sindacati e poi con le aziende .
nov 07

dall'eco del Chisone
7-11-2007
Venerdì 9 sciopero alla
OMVP, e nel territorio, dichiarato dall'ALP. Fim- Cisl , Fiom-CGIL ,
Uilm-Uilm non aderiscono, aderisce invece il Fali.

eco 14.11.07
comunicato
distribuito in OMVP e in valle
Lavoratrici
e lavoratori OMVP-TBU
È iniziata la
turnazione 6X6 con la spiegazione (tra le altre) che così si riuscirà a
piazzare i lavoratori che sono in esubero nei reparti di Torneria e T.T.
Come ALP CUB bocciamo
questa soluzione per diversi motivi:
1)
perdita di salario
2)
perdita di diritti ( ½ ora pagata per pausa mensa e valore del
pasto)
3)
perdita di PAR per ottenere le 40 ore settimanali
4)
perdita di un giorno di riposo a settimana
Non sarà il 6x6 a
risolvere i problemi occupazionali della OMVP: Troppe
produzioni sono uscite dal nostro stabilimento. Dove finiscono
queste produzioni perse? Chi fa il lavoro che fino ad oggi facevamo noi?
La risposta ufficiale è: in Estremo Oriente. Ma sarà proprio vero?
È risaputo che molte
di queste produzioni importantissime vengono effettuate da ditte esterne
con i “buoni uffici” di ex dirigenti SKF. Non sono in Asia e non c'è
neanche bisogno di cambiare regione per
trovarle. Ci stanno portando via il lavoro pezzo per pezzo e giurano che
non sia così.
Non sara' l'orario
6X6, perdere la mensa e i PAR o lavorare al freddo che salveranno il
nostro Stabilimento.
Lo
salveremo solo lottando ! Ma per che cosa ?
Per
bloccare lo spostamento delle linee (MST) e fare rientrare le lavorazioni
date all'esterno.
I dirigenti OMVP invece
di mandare fuori le produzioni pensino piuttosto a progetti per elevare il
livello tecnologico dei prodotti e imporli alla SKF Svedese, unica
soluzione seria viste le difficoltà a vendere lo stabilimento. Oppure
qualcuno ha già in mente di chiuderlo???
I parlamentari eletti
nella nostra zona sia a Roma che a Torino fanno parte della maggioranza e
quindi hanno il potere di intervenire: è' ora che lo facciano!! Non
possono pensare che ci accontentiamo di qualche incontro interlocutorio in
Regione!!! Purtroppo sappiamo che quando siamo alle strette servono gli
sforzi e l'impegno di tutti, intanto noi chiediamo:
1) STOP alle
lavorazioni date in appalto all' esterno.
2) STOP al
trasferimento di linee e macchinari a cominciare dalle rollatrici per
Bari.
3) RIENTRO a VP di
tutte le lavorazioni date a Ditte esterne in tempi passati.
4) CONTROLLI
dell'Ispettorato del Lavoro, ASL, INPS, per verificare in quali condizioni
operano i dipendenti di queste aziende.
5)
INTERVENTI dei parlamentari e ministri nativi della zona, o ex
dipendenti SKF che conoscono bene la nostra situazione.
Prepariamoci ad un
periodo duro in cui dovremo lottare per mantenere il lavoro a Villar e lo
stipendio nelle nostre tasche. Non facciamoci illusioni: nessuno ci
regalerà nulla se non ci faremo sentire dalla SKF e dall'opinione
pubblica con le nostre lotte e manifestazioni utilizzando tutte le nuove
forme di comunicazioni esistenti. Una volta a Villar c'era l'avvocato
Agnelli, poi le Olimpiadi, ora non c'è più niente, allora per farci
sentire e notare dobbiamo scegliere i luoghi visibili come la sede
centrale SKF di Airasca, la Regione Piemonte e la sede RAI a Torino, non
tralasciando di mettere al corrente i vertici della multinazionale delle
nostre iniziative.
È ora di fare sapere che se lo Stabilimento sarà abbandonato a se
stesso e con il tempo rischierà la chiusura rimarremo tutti in mezzo ad
una strada, impoverendo ulteriormente la nostra Valle.
Quindi,quando
dichiareremo le lotte, sarà per difendere le nostre condizioni di vita e
nessuno potrà più fingere di non vedere e non sentire, salvo poi
rimpiangere amaramente un atteggiamento di menefreghismo che non sarà
piu' giustificato.
SKF, dopo aver
sfruttato il territorio e i lavoratori della nostra Valle non può
lasciarli marcire in queste condizioni di assoluta incertezza sul loro
futuro. Deve dare risposte chiare, o vende lo Stabilimento o lo mette in
condizioni di avere un futuro.
Quanto a noi, così
come abbiamo richiesto l' incontro tra la Regione e l' Azienda
per ottenere finanziamenti per nuove tecnologie e risparmio
energetico, se gli avvenimenti prenderanno una piega non accettabile,
chiederemo che i soldi della Regione vengano destinati ad altre realtà
locali.
RSU e COLLETTIVO
OMVP-TBU – DIRETTIVO ALP/Cub – CUB Nazionale
ciclinalpcub ottobre 07
La
situazione industriale in valle
* Da anni tentiamo di stimolare un
dibattito sul futuro con convegni molto modesti organizzati dalla Cisl.
Gli amministratori su questi argomenti li vedo molto spaesati con
difficoltà a capire cosa sta avvenendo nel mondo del lavoro. Molti
sindaci sono in pensione e perciò fuori del mondo del lavoro.
Noi non possiamo andare avanti a oltranza
a fare 'manutenzione'. Ne abbiamo già fatta troppa- Abbiamo in valle,e
non solo, delle aziende che ormai fanno prodotti 'maturi e con poca
capacità di trasformazione e innovazione.Questo argomento va affrontato
sul serio e a fondo.
Non possiamo illuderci di poter rifare le
cose che facevamo.
- Abbiamo qualche tentativo di
innovazione , ad esempio alla Sachs di Villar Perosa. Se non parliamo
ancora di azienda decotta oggi lo dobbiamo alla capacità di poche persone
che hanno cercato di innovare passando ad esempio dagli ammortizzatori per
auto a quelli per moto - facendo anche le forcelle per moto. Pur andando
in esaurimentogli ammortizzatori per macchina, oggi la Sachs ha dei
problemi e avrà degli esuberi , ma resta in piedi. Dobbiamo far sì che
non venga trasferita e potrà forse assestarsi su 150 addetti dopo qualche
anno di mobilità e un periodo di riorganizzazione ecc.
- Sono più preoccupato per la SKF di
Villar Perosa: dove la OMVP, ( da anni e stata scorporata dal resto del
gruppo, anche se è totalmente controllata dalla SKF,) soffre per assenza
di investimenti, sia sul prodotto che nel processo, e dove se a breve non
viene venduta a qualcuno con vocazione industriale, che faccia i necessari
investimenti ( presse verticali in grado di stampare pezzi più complessi,
e inoltre stampare a semifreddo; oltre che una riorganizzazione interna
mirata ad ottimizzare le competenze) rischia di chiudere, a meno che sia
la stessa SKF a farli. Inoltre lo stabilimento senza i ribaltamenti
dei costi , sia in termini di servizi
ed altro, alla sede di
Airasca, piuttosto che a Gotenbourg, farebbe nonostante tutto ancora
utili, malgrado nel tempo il gruppo si sia organizzato per divisione di
prodotto con la conseguenza di avere dei veri doppioni che possono
generare oltre che costi a volte anche inefficienze. Rispetto alla vendita
da alcuni mesi è in Italia un manager svedese che cura una possibile
vendita. Fino a ieri avere a disposizione grandi quantità di acqua, e
energia a basso costo ( fiume Chisone, tre centrali idroelettriche poi
vendute), oggi alcuni interventi logistici
e tecnici rispetto ai processi di riutilizzo delle acque per le
fucine, nuovi generatori di aria sganciati dal resto, ci dicono che le
cose che ieri erano strategiche per fare il prodotto oggi lo sono meno.
SKF
in generale i prodotti finiti e innovativi (eolico, ecc) li fa comunque
nei paesi come Svezia o Germania, mentre investe nei paesi asiatici
sui prodotti maturi, o comunque per lo sviluppo di quei mercati, pertanto
anche lo stabilimento sia AIO che PRECISI vengono misurati sul rendimento
rispetto ai concorrenti esterni , ma anche rispetto agli altri
stabilimenti del gruppo stesso
- La Manifattura Legnano di Perosa è
sopravvissuta per ora alla crisi del gruppo. Stiamo arrivando al
capolinea. Siamo partiti dalla incapacità gestionale della proprietà
Roncoroni, investimenti assurdi e difficoltà di mercato. Abbiamo fatto
una via crucis con cassa integrazione e mobilità e infine si sono
scaricati gli oneri sullo stato. Oggi vuole vendere per disfarsi anche
della nicchia di mercato che è rimasta . Si vedrà se c'è un
compratore...Forse Perosa rimane in piedi: a che condizioni? Io penso che
la flessibilità deve avere un volto umano. Con la mobilità resta in
fabbrica una parte di lavoratrici con problemi di salute: dovranno reggere
la richiesta della direzione di far girare gli impianti su 8000 ore
l'anno. Inciderà forse sulle ferie, ma poi le macchine e le
lavoratrici reggono ritmi di questo tipo? Sarà possibile mantenere la
volontarietà su determinati turni o bisognerà ruotare tutti? Occorrerà
una bella discussione con le lavoratrici e a direzione...
- La
miniera della Rio Tinto. Le prospettive?
Oggi il valore della miniera è fatto dal giacimento attuale e da
quello che si sta ricercando nella zona (rilevato da sonde del 1964).
Altro punto forte è la professionalità dei minatori. Fra alcuni anni
altri italiani andranno in pensione. Si troverà altro talco? Resterà
solo manodopera straniera o si ha interesse in valle a ritornare a
imparare
e praticare il lavoro di miniera? Cosa dicono i comuni di montagna?
La Rio Tinto ha
intenzione di vendere le attività minerarie di talco e borati e
invece sfruttare nell’alluminio e acciaio la forte richiesta di mercato.
La vendita secondo noi deve avvenire a breve per non perdere
professionalità tecniche, deve essere un progetto industriale vero e non
finanziario. ….
E.Tron / sindacalista
Cisl) 23-10-07
Le
principali aziende manifatturiere del nostro territorio stanno quasi
tutte vivendo una situazione di incertezza dal punto di vista produttivo
che crea gravi preoccupazioni soprattutto dal punto di vista
occupazionale.
-
Indesit, con i ventilati trasferimenti di produzione in Polonia
-
PMT(ex Beloit) accordi recenti sulla mobilità e mancanza di
certezze
-
Sachs –ZF calo di volumi produttivi e richiesta di cassa
integrazione straordinaria
-
OMVP è la situazione più delicata e più importante per il numero
di occupati
-
Manifattura di Perosa- dopo la speranza di salvarsi dalla
ristrutturazione del gruppo Legnano, oggi sembra che sia in vendita a
gruppi stranieri (rischio di trasferire lavorazioni altrove)
-
Miniere – intenzione della multinazionale di uscire dal settore
del talco
Stesse
preoccupazioni anche per altre aziende sul territorio fra cui
-
Caffarel – che continua a perdere occupati e esternalizza
-
Microtecnica – si parla di un’eventuale vendita.
A
distanza di oltre un anno dall’evento Olimpico emerge che la previsione
tanto sbandierata del superamento del manifatturiero si è rivelata
completamente errata..Il nostro territorio continua ad essere, dal punto
di vista economico, generalista - con una forte predominanza del
manifatturiero.
Le
altre attività che possiamo
andare a fare sul nostro territorio (turismo, artigianato, commercio,
servizi alla persona, agricoltura ) sono interessanti ma hanno un ruolo
complementare e non di traino rispetto al futuro economico del nostro
territorio.
La
situazione che conosco meglio è l’OMVP di Villar Perosa. Ricordo alcuni
punti:
1.
Calo di volumi produttivi e quindi un calo degli occupati – è un
taglio strutturale – si sono persi oltre 150 posti di lavoro in quattro
anni.
2.
L’azienda continua a dire che vuole vendere questo sito
produttivo – a tutta una serie di condizioni ( mantenerlo collegato alla
SKF come fornitore privilegiato ecc). Viene continuamente rinviata la
vendita.
3.
Non ci sono in questa fase investimenti che garantiscano il futuro
dello stabilimento.
La
questione della vendita è delicata. Lo stabilimento non stimola grandi
appetiti, ormai ha cento anni. E’ difficile da scaldare, raffreddare, e
non è assolutamente appetibile per una sua riconversione o
urbanizzazione.La parte più appetibile è quella della fucinatura a
caldo. Chi volesse comprare dovrà investire molto e credo che questo
dissuada i compratori.
4.
Per gli investimenti l’azienda, in accordo con gli Enti Locali,
ha inserito nel piano territoriale integrato (PTI) la richiesta di
fondi pubblici per due investimenti
-
La costruzione di una centrale a olio di colza per la produzione di
energia elettrica ( ritenuto prioritario e garanzia di futuro – anche in
vista della vendita). La produzione di energia fino al 92-93 avveniva in
proprio, le centrali sono state vendute all’Energie spa, per vari anni
le condizioni di vendita hanno permesso risparmi, ora ci si trova a dove
comprare energia a prezzi di mercato. Ecco la necessità di una
costruzione di una nuova centrale ( si parla di 5-6 milioni di euro
parzialmente finanziati con fondi europei che la Regione dovrebbe girare
all’SKF).
-
Altro investimento dovrebbe essere per
una pressa verticale, si dice che è un progresso tecnologico e di
processo produttivo ( si parla di costi sui 10-15 milioni da recuperare in
parte coi finanziamenti).
L’incontro
in C. Montana del 5 novembre
dovrebbe portare a un successivo incontro in Regione con enti locali,
sindacati ed azienda per capire come affrontare questi problemi e far
uscire l’azienda dalle sue reticenze. La contribuzione da parte
dell’ente pubblico ha un senso se ci sono impegni precisi
sull’occupazione e sull’assetto proprietario.
A
luglio l’azienda era venuta in regione a esporre i suoi progetti, agli
assessori all’industria e all’ambiente. L’azienda non aveva dato
risposte precise sull’assetto proprietario, confermando l’intenzione
di vendere.
Questa
settimana ci sarà un’interpellanza parlamentare al ministro
dell’industria Bersani sulla situazione dell’OMVP per fare pressioni
pubbliche sull’azienda.
Il
nostro territorio dal punto di vista politico ha perso già alcune
occasioni per cercare di dotarsi di strumenti di pianificazione e di
intervento sulle politiche economiche ed industriali locali. Ci sono pochi
che pensano…
Quando
c’è stato il Patto territoriale 6-7 anni fa, poteva essere una buona
occasione non solo per portare a casa delle risorse ma anche per
individuare le strategie produttive e interessi particolari e specifici
del nostro territorio.
Il
Patto Territoriale era un meccanismo simile a quello attuale dei Piani
Territoriali Integrati - ci si riuniva intorno a un tavolo, si facevano
delle analisi, si decidevano gli obiettivi su cui investire rispetto alle
vocazioni del territorio.
Il
Tavolo ha funzionato finché si sono raggiunti i risultati e incassati i
soldi, poi tutto è finito lì.
Altri
territori invece si sono dotati di agenzie di sviluppo territoriale che
analizzano e seguono il territorio, si confrontano costantemente col
territorio per poi arrivare a fare delle proposte.
Nel
Pinerolese questo non c’è, non c’è nessuno che abbia dal punto di
vista politico un ruolo di indirizzo, si vive alla giornata.
Il
Progetto di Piano Territoriale Integrato presentato dal Pinerolese, fra i
40 che sono arrivati alla
Regione, si colloca agli ultimi posti.Il Progetto non è un’analisi
dettagliata del territorio con delle prospettive definite, ma una serie di
richieste messe assieme (SKF
ecc).
G.
Clement/5-10-07
INCONTRO IN REGIONE SU SITUAZIONE DELLE INDUSTRIE
IN VAL CHISONE
Si è
svolto venerdì 1 Dicembre un incontro in Regione con il Vice Presidente
della Regione con delega all’Industria Paolo Peveraro sulle criticità
di alcune industrie della Val Chisone.
L’incontro
era stato richiesto dagli enti locali e dalla organizzazioni sindacali
del nostro territorio. Erano presenti il Presidente della Comunità
Montana Valli Chisone e Germanasca Prinzio, l’Assessore al Lavoro
Coucourde, il sindaco di Perosa Laurenti, le organizzazioni sindacali
Cgil-Cisl-Uil-Alp Cub ed alcune Rsu degli stabilimenti interessati,
oltre al sottoscritto. L’attenzione è stata focalizzata su tre realtà
industriali fondamentali per la nostra valle: la Manifattura di Perosa,
l’OMVP di Villar Perosa e la Martin di Perosa. Gli enti locali e le
Oo.Ss. hanno evidenziato le criticità delle diverse situazioni.
Manifattura
di Perosa: attualmente occupa circa 250 persone, prevalentemente
donne impegnate sia sui turni settimanali sia sui turni di sabato e
domenica. Questo stabilimento fa parte della “Manifattura di
Legnano”, azienda con 9 stabilimenti, collocati prevalentemente in
Lombardia. Il gruppo è in crisi e utilizza la Cig da diversi anni; la
proprietà sta predisponendo un piano industriale che presenterà dopo
la metà di gennaio: quasi certamente saranno previste chiusure di
alcuni stabilimenti. Perosa non dovrebbe essere tra questi, si tratta di
capire l’entità dei tagli previsti e quali strumenti mettere in campo
per garantire un futuro allo stabilimento valligiano.
Stabilimento
OMVP ed Skf di Villar Perosa: occupa attualmente circa 650 persone
presso OMVP e 80 in Skf (boccole ferroviarie): le preoccupazioni nascono
dall’incertezza legata ad una possibile vendita di OMVP e ad
un’altra collocazione all’interno del Gruppo Skf del settore
boccole. E’ necessario che Skf sciolga questi dubbi, anche alla luce
dei risultati più che positivi nei bilanci degli anni passati. Bisogna
capire se Skf intende investire: solo in presenza di segni positivi in
questa direzione si potrà far luce sul futuro di questa importante
realtà produttiva.
Martin
di Perosa: attualmente conta circa 60 dipendenti. In questa fase
esiste un pesante ricorso alla Cig con il possibile esubero di 10-12
persone. Sembra che la scelta dell’azienda sia sempre più indirizzata
verso la commercializzazione di sfere di provenienza cinese o comunque
“orientali”. Il futuro quindi non è per nulla roseo.
Durante
l’incontro ho fatto presente le forti preoccupazioni degli enti
locali, delle Oo.Ss. e dei lavoratori e delle loro famiglie. Passata
l’“ubricatura” olimpica è ormai chiaro a tutti che il turismo
rappresneti una realtà importante ma complementare. Lo sviluppo
economico del territorio continua ad essere legato principalmente al
destino delle industrie. La Val Chisone non può prescindere da queste
importanti realtà industriali e vanno attivati tutti gli strumenti
perché queste aziende trovino motivi per continuare a produrre in
valle.
Il
Vice-Presidente Peveraro si è impegnato a chiedere alle aziende
interessate un incontro per capire quali possano essere le loro reali
intenzioni. Ha inoltre posto l’accento su possibili sostegni regionali
sul versante sia della ricerca sia dell’energia elettrica, problema
presente in diverse aziende e che pesa in maniera non indifferente sui
costi finali dei loro prodotti. Dopo questi incontri verrà riconvocato
il tavolo regionale.
Torino,
1 Dicembre 2006
Gian
Piero Clement,
Consigliere Regionale PRC
l'eco del chisone 12-04-07
100 anni RIV-SKF
/ 10 anni alpcubskf pdf

accordo
mobilità-3-07
ricerca
rsu fiom su skf-avio - pdf link

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