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Venerdì 7 marzo direttivo alp sulla difesa delle donne nei luoghi di lavoro

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«La donna, merce come un’altra» L’antropologo francese Marc Augé: «La prostituzione svela il vero volto dell’utilitarismo capitalista. E l’attuale tratta è figlia della globalizzazione economica» - Sognavo l’Italia, non la schiavitù 21-11-2007 Scarica l'articolo del 3 novembre 2007 dal "IL MANIFESTO" formato pdf

Provincia Torino- pari Opportunità - link

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Donne immigrate e lavoro nel miracolo economico. Il caso torinese

 

Sabato 5 aprile 2008

Convegno
Memorie disperse, memorie salvate
Donne nelle Valli Pellice, Chisone e Germanasca
1° sessione

Civica Galleria d’Arte Contemporanea “Filippo Scroppo”
Via Roberto D’Azeglio 10, Torre Pellice

Avrà luogo a Torre Pellice, il 5 aprile, il secondo convegno dell’ ArDP (Archivio delle donne in Piemonte) organizzato in collaborazione con numerosi enti, associazioni, gruppi, con il sostegno della Regione Piemonte e della Provincia di Torino. L’ArDP , associazione fondata due anni fa, ha, tra gli altri, l’obiettivo di “valorizzare materiali e documenti di interesse per la storia delle donne e creare una rete virtuale di archivi dedicati o contenenti fonti attinenti alla memoria delle donne”.
L’incontro, dal titolo “Memorie disperse, memorie salvate. Donne nelle valli Pellice, Chisone e Germanasca” dà seguito ai lavori iniziati durante il primo convegno del 25 maggio scorso, svoltosi a Torino, e avrà luogo nella Galleria d’Arte Contemporanea “Filippo Scroppo”, a partire dalle ore 9; sono poi previsti dei trasferimenti ad Angrogna e a Villar Pellice.
Al convegno primaverile seguirà una seconda sessione autunnale a Perosa Argentina sui temi del lavoro femminile, delle donne nel settore della cura e altri, partendo sempre dall’ illustrazione degli archivi e delle fonti per la storia.

Il programma della I sessione prevede:

Ore 9.00 Accoglienza e registrazione
Ore 9.15 Inizio lavori e saluti
Ore 9.30 Archivi delle donne e reti della memoria
     Liliana Ellena

Ore 10.00 I luoghi delle vite rappresentate
       Graziella Bonansea
Ore 10.30  Gli archivi di famiglia tra informazione storica e intimità
-         Valli di carte: la conservazione della memoria in un’area geografica “marginale”  Gabriella Ballesio

-         Il fondo Silvia Pons. Contenuti e metodologie di ricerca
     Maria Rosa Fabbrini
Ore 11.00 Pausa
Ore 11.15 Donne nella Resistenza
-         Frida e le altre attraverso i loro racconti

     Piera Egidi Bouchard
-         I diari di Frida negli anni di guerra
      Maria Clara Avalle Barberis
-         La ricerca storico-didattica nel laboratorio di storia di Villar Perosa

Loredana Prot
-         Testimonianze orali raccolte nelle scuole sulla Resistenza al femminile

     Sandra Pasquet
Ore 12.15 Dibattito
Ore 13.00 Pranzo presso la Foresteria Valdese - via Arnaud 34
Ore 14.00 Ritrovo di fronte alla Foresteria Valdese e partenza per la borgata Serre di Angrogna con servizio navetta
Ore 14,30 Presentazione del Museo delle donne valdesi
                Luci Ricca e Toti Rochat

Ore 15.00 Ritorno a Torre Pellice
Ore 16.00 Associazionismo femminile. Ne rimane memoria?
-         Memorie sparse: l’Unione Cristiana delle Giovani (YWCA-UCDG)

     Laura Trossarelli
-         Le Unioni femminili valdesi: verbali, documenti e tracce storiche

     Fernanda Jourdan Comba
-         Le associazioni femminili cattoliche attraverso l’Archivio Diocesano

     Michelina Geremia
0re 16.45 I campi donne nell’archivio di Agape
               Letizia Tomassone
Ore 17.00 Dibattito
Ore 17.30 Trasferimento
a Villar Pellice
Ore 18.00 Visita all’ecomuseo ‘Crumière
Ore 19.30 Buffet presso l’ecomuseo Crumière
Ore 21.00 Sala polivalente di Villar Pellice
‘I Gigli dei campi’: testi originali e scelta di documenti di Marina Jarre e Gisella Bein.
Letture di Gisella Bein e canti del gruppo corale Les Harmonies (ingresso libero  è gradita la prenotazione, entro il 2 aprile)

Il Convegno è promosso da:
Archivio delle Donne in Piemonte, Archivio donne protestanti ‘Miriam Castiglione’, Federazione femminile evangelica valdese e metodista, Gruppo Donne Valpellice
 
Archivio Diocesano di Pinerolo, Biblioteca civica “Carlo Levi”di Torre Pellice,
Comunità montana Val Pellice, Comunità montana Valli Chisone e Germanasca, Comuni di Angrogna, Perosa Argentina, Torre Pellice e Villar Pellice, Fondazione centro culturale valdese, Società di studi valdesi, Regione Piemonte, Provincia di Torino.

E’ prevista una seconda sessione il 4 ottobre 2008 a Perosa Argentina.

Chi non avesse a disposizione un mezzo per gli spostamenti in Valle è pregato di segnalarlo alla segreteria entro il 26 marzo
Per il pranzo e il buffet, offerti dall’ organizzazione, è obbligatoria la prenotazione presso la segreteria entro il 2 aprile

Per informazioni e prenotazioni:
Comunità montana Val Pellice
Laura Dani
tel. 0121 9524 212 (h. 9:00-13:00)
e-mail: ldani@valpellice.to.it

 

 

Pacchetto sicurezza-dossier

La repressione di comportamenti illegali non può tradursi in persecuzione del disagio sociale. Accanto a una giusta attività di repressione, che deve però svolgersi nel rispetto dell'art. 3 della nostra Costituzione e prevedendo le giuste garanzie per le persone più deboli, va messa in campo una attività diffusa e radicata, di mediazione sociale e accompagnamento per la risoluzione dei conflitti, che impedisca la crescita di razzismo e frammentazione sociale.

INVITO A SERATA SULLA VIOLENZA SULLE DONNE - 22 NOVEMBRE

Rassegna donne -htm

(

 (...) tratto da:

Le quote donna 50/50 nella riflessione della rivista Via Dogana (n.82)  - estratto pdf

* INVITO A SERATA SULLA VIOLENZA SULLE DONNE - 22/11/07  -pdf,  Audio Relazioni 63 Mb , 

audio Dibattito 66 Mb        Manifestazione di Roma pdf

 

*Alida Vitale (avvocato alpcub)  Consigliera regionale per le pari opportunità,

 ha presentato il libro 'Su la testa, giù le mani' contro le molestie e il mobbing

         audio mp3 relazione  48' 44 Mb : dibattito 48' 44 Mb

 

Donne e lavoro, un binomio che funziona ancora male

di Silvano Cappuccio

su Liberazione del 14/03/2008

Oggi, come dieci anni fa...

Un miliardo e duecento milioni di donne lavorano oggi nel mondo, 200 milioni in più - ovvero il 18,4% - di dieci anni fa. Ma ancora adesso il loro lavoro è pagato meno, molto meno di quello degli uomini. Il dato globale è di una differenza media del 16,5%, più accentuata in Africa e in Asia, meno in Europa, Oceania e in America Latina. In coincidenza con la giornata internazionale della donna 2008, la confederazione sindacale internazionale (Csi) ha redatto un rapporto per marcare le discriminazioni di genere nelle retribuzioni. Il dato va considerato con cautela, perché si basa sull'analisi delle fonti ufficiali, che rappresentano una realtà parziale. Di conseguenza non rappresentano le condizioni più diffuse delle donne in grandi aree del mondo come l'Africa, il Medio Oriente, l'Asia meridionale e l'America latina.
In Asia esistono i divari retributivi tra uomini e donne maggiori che nel resto del mondo: più pronunciati nelle economie in via di transizione come l'Armenia, la Georgia e il Kazakhistan e laddove le donne sono state tradizionalmente sottorappresentate nel mercato del lavoro, come in Giappone e in Corea. Dappertutto il gap va restringendosi, in termini di tendenza.
Ci sono comunque dei settori, come il manifatturiero, dove nel contesto globalizzato addirittura le distanze si sono accentuate, ad esempio nelle numerosissime fabbriche di abbigliamento in India, dove le lavoratrici hanno scarso potere contrattuale, incontrano grandi difficoltà ad ottenere degli aumenti salariali, sono esposte a frequenti situazioni ricattatorie, umilianti e di sfruttamento. In questi settori, dove sono forti le pressioni a ridurre i costi, la liberalizzazione del commercio ha avuto un impatto nettamente negativo, accentuando la femminilizzazione delle povertà e le disuguaglianze.
Negli Stati Uniti e in Canada, secondo i sindacati, permane un gap rispettivamente del 23 e del 27,5%, seppure con forti differenze secondo la natura dell'attività svolta. L'America latina presenta uno scenario diversificato, a tinte più fosche in paesi come la Colombia, il Paraguay e il Salvador. La politica liberal-conservatrice degli ultimi anni in Australia ha prodotto un ampliamento nelle differenze di retribuzione tra uomini e donne restringendo i diritti sindacali e riducendo le tutele collettive, soprattutto verso le donne. Pure in Europa, dove le tutele normative e contrattuali del lavoro sono le più forti, rimane comunque un gap del 14,5%, per lo più dovuto a sistemi di segregazione sia nei settori di attività che nei sistemi di inquadramento professionale. Le discriminazioni sono più marcate nel privato che nel pubblico e più evidenti negli ambienti di lavoro ad alta occupazione femminile come la sanità, la scuola e i servizi sociali, dove le posizioni dirigenziali sono comunque ricoperte da uomini e le donne sono spesso addette a mansioni più basse e a part-time. Paradossalmente la maggiore istruzione delle donne non si accompagna ad una riduzione del gap, anzi in alcuni casi come nel Regno Unito e in Olanda questo è maggiore per le lavoratrici maggiormente scolarizzate. La ricerca del sindacato internazionale, infine, sottolinea che le più gravi discriminazioni di genere si registrano nei paesi in cui il sindacato è debole e dove l'esercizio della libertà di organizzazione viene represso.