dibattito-terza parte

 


 

Montagna, non c'è solo neve!- Molino/Eco del chisone

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dossier accorpamento

risultato provvisorio elezioni 2009

Coucourde eletto presidente

Incontro con Regione su accorpamento comuni- Perosa 24.9.10

 

 

 

 

 

Su comunità montane gelo di Calderoli e Cota:

eco 15set10

 

Comunità, si raschia il fondo

Gli enti montani stanno spendendo i residui e navigano a vista


Le Comunità montane navigano nelle nebbie dell'incertezza: poche risorse, nessuna garanzia economica per il 2011, personale che chiede la mobilità, iper-lavoro burocratico causato dalle fusioni.
Si aspetta ancora una parola chiara dalla Regione sul loro destino. Eppure - entro l'anno, lo impone una norma contenuta in Finanziaria - i piccoli Comuni saranno obbligati a svolgere i servizi generali in modo associato, mediante convenzioni o unioni. «Solo le Comunità montane possono assolvere a questa funzione in tempi tanto rapidi e risparmiando sui costi», afferma Lido Riba, presidente dell'Uncem Piemonte.


 

Finanziaria 2010, tagli su enti locali e comunità montane, stretta su falsi invalidi e spunta una tassa sui processi

Minitassa sui processi, rincorsa ai falsi invalidi, una stretta a consiglieri provinciali, comunali e assessori nonché la possibilità per le Regioni, di sopprimere le comunità montane, che dal prossimo anno non riceveranno più un soldo dallo Stato. I tagli alla politica locale entrano in Finanziaria per volontà del ministro dell’economia Tremonti con un emendamento del governo. Questa accelerata è un anticipo del Codice delle autonomie, il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 19, che riordina le funzioni degli Enti locali e tende a eliminare i "doppioni".

Piccoli Comuni obbligati all'unione

Approvato il disegno di legge che impone la gestione associata delle funzioni generali


Due piccoli commi all'interno del disegno di legge che converte il decreto legge 78/2010: per intenderci, quello della manovra. Tanto basta per imporre ai piccoli Comuni - sotto i cinquemila abitanti oppure sotto i tremila, se appartenenti o appartenuti a una Comunità montana - di associare le funzioni fondamentali.
Da Rorà a Macello, da Perrero a Frossasco, sarà necessario convenzionarsi oppure formare un'unione di Comuni per esercitare le funzioni di amministrazione, gestione e controllo; quelle di Polizia locale e di istruzione pubblica (compresi i servizi per gli asili nido, nonché l'assistenza, la refezione e l'edilizia scolastica); quelle nel campo di viabilità e trasporti; quelle per la gestione del territorio e dell'ambiente; dulcis in fundo, quelle del settore sociale.
Il disegno di legge è stato varato in via definitiva il 29 luglio dalla Camera, dopo essere già stato approvato al Senato. Insomma: non è un'ipotesi, è realtà. Spiega Daniele Formiconi, responsabile Anci Area piccoli Comuni: «Il completamento dell’attuazione di tali disposizioni dovrà essere assicurato dai Comuni entro il termine che sarà individuato con Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ndr) entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Dl 78/2010». Risalendo il decreto legge al 31 maggio, si evince che non bisognerà attendere oltre il 1º settembre. «Con lo stesso decreto - conclude Formiconi - sarà individuato il limite demografico minimo per l’esercizio associato delle funzioni fondamentali». Dopo le ferie, insomma, bisognerà mettersi di buzzo buono con la calcolatrice per capire con chi unirsi o convenzionarsi.
Per i piccoli Comuni - e nel nostro territorio sono 48 - è alle porte una rivoluzione copernicana. Gli obiettivi sono ottimi: il contenimento della spesa pubblica e il miglioramento del servizio al cittadino. Nell'applicazione concreta, però, si rischia il caos. Come riorganizzare le piante organiche? Come risparmiare se (giustamente!) non si possono licenziare i dipendenti?
Poi, entrando nel campo delle opinioni, considerare i piccoli Comuni delle mere voci di costo significa ignorare il loro ruolo sociale. Talvolta, una parte delle funzioni vengono svolte gratuitamente da sindaci e assessori, come forma di volontariato. Imporne l'espletamento in forma associata richiederà l'impiego di personale stipendiato: siamo sicuri che si tratti di un risparmio?
Salta agli occhi una (voluta?) incongruenza: si favoriscono le unioni di Comuni e, contemporaneamente, si affossano le Comunità montane, che ne costituiscono un esempio ormai quarantennale ma che non sono citate tra le forme di associazione possibili.
Potrebbe essere solo il primo passo verso la fusione forzata.


Daniele Arghittu

Quei giochi lontanissmi ecomese gen2010