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Cronologia manifattura
IL 2 marzo 2009 la direzione ha comunicato la richiesta di 90 esuberi da mettere in cig straordinaria senza anticipo e senza rotazione- prossimo incontro il 13.
Rinnovo Rsu Manifattura- pdf gennaio 2008 Votanti 158 aventi diritto 221 valide 139 Bianche 1 Nulle 18 Cisl lista 7 voti + impiegati 4 voti + operai 34 voti= 45 Alp lista 7 voti + operai 44 voti = 51 Uil lista 1 voto + impiegati 6 voti + operai 28 voti =35 Cgil lista 2 voti + operai 6 voti = 8 Rsu: 3 Uil, 2 Cisl, 1 Alp ------------------------- LETTERA APERTA FEMCA - 30-10-2007 - pdf Comunicato Femca 16-07-07 - pdf L'incontro del 18 maggio Dibattito
L'incontro dell'8 maggio a Milano
12 giugno rinviato a data da destinarsi l'incontro sul piano. Motivo: Sconosciuti 'fatti nuovi'. A fine mese incontro con sindacati nazionali di categoria. 18 maggio incontro a Milano- il coordinamento rifiuta di sottoscrivere il piano aziendale. Si cerca un incontro a Roma per prolungare la CIG.
8 maggio- Incontro a Milano- La direzione presenta un piano che prevede di salvare solo due stabilimenti (Tinti e Perosa). Il sindacato chiede di salvarne quattro. Assemblee.Nuovo incontro il 18. Intanto a Minao si sciopera.
Proseguono gli incontri con la direzione e i rinvii della consegna del piano di produzione.Il coordinamento a Milano di aprile ritiene che ci siano i presupposti per continuare la produzione di filati in Italia. Appuntamento all'8 maggio per il piano di produzione. Incontro in Regione il 25-1. La Direzione Manifattura ha confermato l'interesse a mantenere il sito produttivo a Perosa, senza fare numeri sull'organico. Presenterà il piano al sindacato. Si salveranno 4 stabilimenti nel gruppo Legnano e Perosa è uno di questi. Ha chiesto aiuti su energia, ricerca e formazione. Problemi con la concorrenza asiatica. Margini che si stanno riducendo: ormai sul prodotto finale il 70% del costo va alla distribuzione.
Incontro in Comunità montana il 19-1-2007 con la Regione. Si sono svolti vari incontri a Milano e un incontro in regione. E' stato esaminato il settore industriale della valle in crisi nelle varie aziende. 13/10/06 appunti
incontro in C. Montana. Il sindacalista CISL Enrico Tron riassume la situazione. Negli ultimi incontri si è verificato che l’unico piano che va avanti è quello delle banche: infatti dopo la dismissione di Legnano2, Montaldo, Monterosa, Solbiate è stata ceduta anche Crespi- Cerro. Si apprende che i
pochi soldi raccolti , oltre a ripianare una parte dei debiti con le
banche, servono per pagare l’anticipo della cassa integrazione e non
vengono invece fatti investimenti. Questi motivi uniti alla mancata
realizzazione della mobilità e allo scarso seguito dei corsi di
riqualificazione, sono alla base delle difficoltà governative ad
approvare la cassa integrazione. Su pressione del ministro del Lavoro, la
soluzione per la cassa, ancora da approvare, è quella di dare la cassa
per cessata attività per gli stabilimenti dismessi e continuare la cassa
per riorganzzazione per i rimanenti. Il sindacato ritiene
la direzione non affidabile e pensa che si siano state raccontate delle
cose false. Una parte dei delegati andati a Roma non ha firmato
l’accordo. A Milano è stato comunicato che il dott. Calvi da general manager diventa responsabile per le cessioni, rispondendo alla proprietà. Viene sostituito dal dott. Casareggi. Gli interlocutori col
sindacato Neri e Maggioni il più delle volte dicono di non sapere cosa
fa la proprietà. Non sarebbe male
iniziare a guardasi attorno per comprendere un po’ meglio la situazione
tecnica, finanziaria e commerciale di Perosa per capire quale futuro può
avere. Enrico Lanza (ALPCUB) Di fronte al perdurare della crisi è ora di elevare il livello di confronto, chiedendo alla Regione di intervenire. Non è male se chiediamo di intervenire anche a politici del territorio come Clement e il ministro Ferrero. Se si arriva al tavolo
regionale bisogna mettere al centro la Manifattura e intorno la situazione
della OMVP di Villar ( terziarizzazione in arrivo) e la Sachs ZF
(CIG). Non possiamo più contare in zona su aziende in grado di
assorbire manodopera della Manifattura. Tutto questo pensando a un futuro
del nostro territorio che non può perdere l’attività manfatturiera. Giovanni Laurenti (sindaco Perosa) Ritengo necessario
sentire anche altri soggetti. Tempo fa avevamo contattato Susta alla
Regione a non abbiamo potuto completare la discussione per mancanza del
piano industriale. Sul tessile la Regione Lombardia ha mosso di più le
acque. Roberto Prinzio (presidente C.Montana) La Regione deve essere il nostro primo interlocutore, se sarà necessario arriveremo anche al Governo. Punterei l’attenzione sulla Manifattura all’interno di una valutazione complessiva sulla nostra zona. Oggi abbiamo il
dilemma : salviamoci col gruppo o cerchiamo di scorporare lo stabilimento
di Perosa– a che punto è questa questione? Tron In questo momento non siamo soddisfatti degli interlocutori del gruppo, se l’unico piano industriale è quello delle banche si può pensare che lo spezzatino continui. Il coordinamento sindacale va salvaguardato fino all’ultimo cercando invece di capire se i prodotti di Perosa hanno un futuro e un mercato. Lanza Bisogna stare uniti al
gruppo, oltretutto è l’unica condizione per continuare ad avere
ammortizzatori sociali, altrimenti si sparisce. La strada di fare da soli
la vedo alla fine, sapendo che dobbiam portare avanti insieme la politica
industriale e gli strumenti per attutire le conseguenze. Laurenti La pratica di far
cassa attuale con le cessioni mi pare destinata ad investire altrove. Quindi lo spezzatino
delle cessioni di stabilimenti continuerà. Perosa ha un futuro? In
passato si è è salvata da molte crisi. Cerchiamo quindi delle aziende
interessate ad acquisire la filatura. Prinzio Comunque vada il
ridimensionamento occupazionale ci sarà. Andrea Coucourde (Assessore C. M.) Abbiamo due ministri
del nostro territorio da
coinvolgere. Intanto cerchiamo di capire la situazione di Perosa. Prinzio Allora andiamo al tavolo regionale e poi se si vuol fare una valutazione indipendente su Perosa cercheremo di metterla in atto. PEROSA ARGENTINA UN ANNO DI CASSA INTEGRAZIONE cronologia
breve
dal 1883 al 2008: cotone a Perosa precedenti L’industria
cotoniera è nata in Italia a Intra nel 1808. Nel 1883 gli svizzeri Jenny
e Ganzoni rilevarono l’azienda tessile di Perosa dei Bolmida e
iniziarono l’attività cotoniera (400 addetti nel ‘900). Nel 1920
entra a far parte della società Abegg con
il cotonificio Valle di Susa. Nel 1922 esce Ganzoni. Nel 1947 Abegg
cede la ditta a Giulio Riva di Milano (Cotonifico Val di Susa Spa), il
gruppo cresce e negli anni Cinquanta ha 350mila fusi di filatura, 100mla
fusi di ritorcitura,4 milateali, 3 tintorie (13 stabilimenti). In questo
periodo sono in attività a Perosa 50mila fusi di filatura e 18mila di
ritorcitura con 1200-1300operai. Subentra poi il figlio Felice Riva che
porta alla rovina l’azienda, il 5 ottobre 1965 c’è il fallimento. IL
1 marzo 1966 passa alla ETI-Esercizi Tessili Ialiani spa. Restano 5 mila
lavoratori. Dal 1971 diventa Montefibre ma a ottobre cambia di nuovo
proprietà,arriva la Manifattura di Legnano – fondata nel 1903- il 1
luglio 1976. 1
luglio 1976: la Filatura di Perosa Argentina diventa Manifattura di Perosa
spa parte della Manifattura di Legnano. 10
maggio 1982: la direzione in un incontro sindacale chiede di poter
effettuare il 6x6, il sindacato si oppone e chiede il rispetto
dell’organico previsto nell’accordo dell’80 (340 persone) di fronte
agli attuali 318. Giugno: La direzione intende mettere in CIG 55 persone
se non si riduce l’orario di lavoro al 6x6. Giugno raggiunto un accordo
si prevede l’assunzione di trenta persone e l’istituzione dei turni su
sabato e domenica. 6
luglio 1983: accordo per il part time che sostituisce il 1° turno a
scorrimento iniziato a marzo 1981 e il secondo turno a scorri-mento
iniziato a settembre 1982. 19
febbraio 1984: incendio doloso. 27
giugno 1985: accordo per ripresa delle assunzioni e aumento di salario. 8
luglio: assunte 8 operaie qualificate provenienti dalla Filseta in CIG. luglio 1987:
incendio al magazzino cotoni per autocombu-stione. 30
agosto 1989: la direzione sperimenta per 4 settimane i gruppi di lavoro ai
Rings di 4 persone invece che due. 31
agosto: accordo per la CIG per 40 persone per due mesi. 14 settembre: la
direzione, ritenendo non ancora raggiunta la saturazione dei carichi di
lavoro, riduce il personale dei turni - uti-lizzando anche la CIG. Lettera
di dipendenti all’Eco del Chisone: “Adesso ogni ope-raia del reparto
filatura deve badare a 7 o 8 rings mentre in nessu-na filatura si superano
i 6 a testa”. 16
gennaio 1990: accordo sulle giornate di lavoro e di riposo programmate.
marzo
1990: sciopero, l’azienda ferma dei reparti - 13 marzo accordo
l’azienda s’impegna a rispettare le saturazioni previste a novembre
1989. Giugno-luglio: tensione per il contratto aziendale. 7-8 dicembre:
sciopero per la piattaforma aziendale. 13 dicembre: accordo, aumento del
premio annuo. l’assem-blea boccia col 63% l’accordo, la direzione nega
di avere altri sol-di, il CDF dà le dimissioni. 25
febbraio 1991: nuova votazione, segreta, a favore 68% - assenti al voto
124 30
marzo 1992: 116 lavoratori in CIG per tre mesi, 9 aprile altri 39. E’
prevista una rotazione di 60 operai ogni 7 settimane. Maggio: la
Manifattura riceve la proposta di aprire un’azienda tessile nelle
Maurienne in Francia. La proposta allettante viene lasciata cadere. 25
maggio: nuovo incendio distrugge la scorta di cotone. 9 luglio:
l’azienda di fronte alla crisi tessile e alla merce invenduta intende
investire in macchinari, abolire la mensa e il trasporto operai
congelamento di varie voci della busta paga. 18 agosto: richiesto il
licenziamento collettivo di 131 lavorato-ri, il sindacato non ci sta,
intervento dei politici. 25 settembre: assemblee, si vota si a trattare
sulla mobilità 59.4%, no 38,4%. 9 ottobre: accordo, la linea aziendale di
riduzione costi, ritirata la mobilità, tra i lavoratori si svolge un
referendum 72% di SI. 23
ottobre: Rifondazione Comunista attacca l’accordo e il sindacato.2 marzo
1993: 85 lavoratori ricorrono in Pretura contro l’accordo. 20
aprile 1994: inizia dal gruppo di dissidenti lo sciopero di un’ora per
turno a tempo indeterminato, la direzione il 21 aprile si rivolge alle
maestranze invitandole a riflettere. 17 aprile: i sindacati presentano una
proposta di calendario annuo e di fronte alla chiusura della Direzione
dichiarano scio-pero. 29
aprile: sospensione di 5 operaie per turno in quanto c’è lo sciopero,
sospensione disciplinare di due operaie (poi, licenziate , inizia lo
sciopero totale). 30 aprile: assemblea permanente in fabbrica. , 10
maggio: assemblea pubblica nel cinema di Perosa. ,11 maggio: la direzione
manda tutti i 440 dipendenti a casa. 13
maggio: 70 dipendenti scrivono una lettera all’Eco contro lo sciopero.
14 maggio: incontro all’Unione Industriale. 15 maggio: manifestazione
sindacale a Perosa Argentina. 17
maggio: ipotesi di accordo: di fronte al ritiro delle 83 de-nunce in
Pretura sull’accordo di novembre per la riduzione di sala-rio, ritirati
i due licenziamenti, calendario annuo sulle 330 giornate e 14 ore,
l’azienda non paga i salari della messa in libertà ma solo i
contributi. Le denunce non vengono ritirate, le due licenziate so-no
ancora tali, sostituzione alla direzione dello stabilimento. 19
maggio: riprende il lavoro. Giugno: la nuova direzione come gesto di
apertura e sotto richiesta delle maestranze riammette al lavoro le due
licenziate. Venerdì
8 ottobre 1993: La Pretura di Pinerolo si pronuncia in merito
alla causa promossa da 83 lavoratori della Manifattura di Perosa che
chiedevano il non riconoscimento della legittimità dell’accordo tagliasalari
firmato dal Sindacato un anno prima. Il pretore di Pinerolo, Patrizia
Visaggi, respinge le loro richieste di invalidare gli accordi stipulati lo
scorso ottobre, a seguito di una delicata vertenza che aveva visto
coinvolti 450 dipendenti della Manifattura, mettendo soprattutto in dubbio
il ruolo del sindacato. Tale azione sindacale ha però dato i suoi
risultati: ha portato al rientro di 180 lavoratori in mobilità e
all’investimento di 4 miliardi da parte dell’ Azienda. «Non è stata
in nessun modo carpita la buona fede dei lavoratori ribatte Enrico De La
Forest, avvocato dell’Azienda -. Durante i periodi di agitazione
sindacale che vi sono stati, il 71% dei lavoratori ha accolto la proposta
sindacale». 14
luglio 1994: la direzione attacca l’assenteismo. 10
febbraio 1997: assemblea per valutare l’accordo che pre-vede un premio
di assiduità, di produttività e qualità, nuova mensa. 17 marzo: ritorna
la mensa aziendale. 11 dicembre: accordo al ministero del Lavoro che
precede un piano di ristrutturazione, blocco del turnover, mobilità verso
la pensione. febbraio
1998: accordo dei turni del part time per un aumento dell’orario di
lavoro settimane da 25 a 33,6 ore e la riduzione a 6 ore per i turni
sabato-domenica. Ogni 5 settimane un sabato domenica di riposo totale.
Accordo sperimentale. Nel
2000. La mobilità è finita. Nel
2002. Elezioni Rsu. 8-10-2003.
Rinnovo premio aziendale. In novembre si è svolto un coordinamento a
Milano: pro-blemi e preoccupazioni. Sostituito l’amministratore
delegato. Il
gruppo Legnano presenta una grossa crisi finanziaria. Probabile riassetto.
In Manifattura a Perosa i dipendenti sono 290. Il gruppo Legnano ipotizza
la chiusura dello stabilimento di Cerro con 100 dipendenti. Possiede
invece un cotonificio in Egitto. A dicembre 2003 due giorni di CIG.
2004.
Continua la Cig in gennaio, specie per la Preparazione. Terminerà con
l’inizio della CIG straordinaria. Si
lavora solo 4 giorni la settimana in alcuni reparti. Fra la CIGS a
rotazione e quella a zero ore sono assenti una ottantina di dipendenti. settembre.Saltata
l'intesa tra Olcese e Manifattura di Legnano siglato a fine giugno Fine
2004-2005: Nasce il Collettivo di Valle con le operaie della Manifattura
che vede molto critica la nuova situazione. Si parla di un
ridimensionamento da 250 a 120 addetti. ALP propone uno Sciopero Generale
di Valle in occasione dello sciopero dei Metalmeccanici del 15 aprile, ma
questa proposta viene boicottata. Primo Maggio 2005:ALP/Cub
organizza una manifestazione a Perosa:
occorre riaffermare la necessità di “strumenti straordinari”,
formazione vera, un grande impegno per reindustrializzare la valle; sono
emerse due questioni 1) Il salario sociale
come forma di reddito per chi non ha il lavoro o per chi lo perde. 2)
Pensione dopo 35 anni di lavoro da ripristinare (in questi anni le aziende
hanno usano molto la mobilità per svecchiamento)
perché non si reggono i ritmi dopo questi anni di lavoro con le
condizioni attuali, e per lasciare il posto ai giovani.
13 maggio
2005: sciopero con manifestazione a Legnano, si riprende il lavoro
unitario e nella riunione del Comitato di difesa di Valle si ribadiscono i
due obbiettivi: 1) Richiesta di altri due anni di
cassa che finisce a settembre 2) Iniziative sulle Banche che
non intendono finanziare il Piano di rilancio. 27 maggio
2005: incontro in Prefettura con tutte le istituzioni Regionali dove
vengono ribaditi gli obbiettivi al Prefetto con l’impegno di coinvolgere
esponenti del Governo. 28 maggio 2005: passa il Giro d’Italia nella
nostra valle. Due presidi e le operaie della Manifattura ricordano la
situazione molto pesante della nostra Valle. 22 giugno-
sciopero 8 ore industria- manifestazione a Torino, presidio a Pinerolo di
Alp con un centinaio di lavoratori. Incontro col
ministro Maroni, segue incontro con 18 banche; se finanziano si concede
altri due anni di Cig, prevista mobilità obbligatoria per chi è
pensionabile. settembre 2005 -
firmato accordo cig Legnano- prolungata ancora per due anni - 400 esuberi
- la cisl non firma Il
gruppo Legnano comunica che vuole licenziare 600 dei 1150 dipendenti 2006-
continua la cig- attivati corsi di riqualificazione- la direzione intende
vendere i muri delle fabbriche vendita della centrale elettrica - http://www.alpcub.com/legnanocentrali.doc
fine
luglio- Nell'incontro di Milano si è saputo che è stata approvata la
cassa integrazione fino a settembre 2006. Mobilità aperta per 60 persone,
ma solo 25 hanno aderito. Sono 6 gli stabilimenti venduti, ne restano 3
tra cui Perosa. C'è stato un grande rimpasto di dirigenti. Per il futuro
ci sono problemi per il rinnovo della cassa integrazione, se prevale nel
Gruppo la scelta commerciale rispetto alla produzione. ( Ministero e Inps
non nascondono il loro disappunto). A fine anno altra apertura di Mobilità......con
il rischio che questa sia pesante per Perosa. Intanto sono aumentati i
carichi di lavoro in Ritorcitura: da 9 a 12 macchine a testa. L'obbiettivo
è di ridurre al massimo gli addetti con un reale rischio di evidenziare
sempre meglio gli eccedenti da mettere in mobilita? Il clima in azienda è
sempre più improntato alla difesa “personale” che sappiamo è la cosa
peggiore che si possa fare.... Siglato al Ministero del Lavoro
con il sindacati l’accordo che prevede ancora un anno di cassa
integrazione speciale, dal 28 settembre 2006 sino al 27 settembre 2007,
per la permettere la riorganizzazione della produzione nella parte
‘sana’ del gruppo, sono in cassa integrazione per cessata attività
gli stabilimenti di Legnano 2, Montaldo, Monterosa e Solbiate. Da
una scheda cisl:
Incontro
in c.montana 13/10/06: CISL
Enrico Tron /riassume la situazione. Negli ultimi incontri si è
verificato che l’unico piano che va avanti è quello delle banche:
infatti dopo la dismissione di Legnano2, Montaldo, Monterosa, Solbiate è
stata ceduta anche Crespi- Cerro. Si
apprende che i pochi soldi raccolti , oltre a ripianare una parte dei
debiti con le banche, servono per pagare l’anticipo della cassa
integrazione e non vengono invece fatti investimenti. Enrico
Lanza (ALPCUB) / Di fronte al
perdurare della crisi è ora di elevare il livello di confronto, chiedendo
alla Regione di intervenire. Non è male se chiediamo di intervenire anche
a politici del territorio . Non possiamo più contare in zona su aziende
in grado di assorbire manodopera della Manifattura. Roberto
Prinzio (presidente C.Montana) / La Regione deve essere il nostro primo
interlocutore, se sarà necessario arriveremo anche al Governo. Laurenti/
La pratica di far cassa attuale con le cessioni mi pare destinata ad
investire altrove. Quindi lo spezzatino delle cessioni di stabilimenti
continuerà. Perosa ha un futuro? In passato si è è salvata da molte
crisi. Cerchiamo quindi delle aziende interessate ad acquisire la
filatura. INcontro
in comunità montana con la regione il 19.1.2007
Incontro
in regione il 19.1.07la direzione conferma l’interesse per Perosa.
Chiede aiuti per energia ricerca e formazione. IN
aprile una visita di cinesi fa girare la voce che vogliono comprare. 8
maggio 2007 incontro a Milano- la direzione nel piano vuole salvare solo
Tinti e Perosa. 18
maggio 2007 a Milano il coordinamento rifiuta di firmare il piano
aziendale. IL
28 settembre 2007 incontro a Milano. La Cisl sintetizza così alcune
dichiarazioni della direzione:
IL
5 febbraio 2008 la proprietà chiede il concordato preventivo, intanto ha
dato corso alla cessione di ramo d’azienda. E’ stata scelta la New
Cocot spa. Sono
state rinnovate le Rsu della
Manifattura /Votanti 158 aventi diritto 221 valide 139 Bianche 1
Nulle 18 Cisl
lista 7 voti + impiegati 4 voti + operai 34 voti= 45 Alp lista 7 voti
+ operai 44 voti = 51 Uil
lista 1 voto + impiegati 6 voti + operai 28 voti =35 Cgil lista 2 voti +
operai 6 voti = 8 Rsu:
3 Uil, 2 Cisl, 1 Alp
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