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gennaio 2004
FIAT-ALFA:
REINTEGRATA DELEGATA SINDACALE
Dopo le cause vinte negli stabilimenti del Nord, è arrivata anche la
sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Nola che ha inchiodato
l'amministrazione dell'Alfa Romeo di Pomigliano D'Arco per condotta
antisindacale (ex articolo 28). In particolare per aver collocato in cigs
Valeria Cielo, una delegata Fiom, il 26 maggio, pochi giorni prima delle
elezioni per il rinnovo delle Rsu di fabbrica. Il giudice Arturo Pizzella
ha disposto l'immediata riammissione al lavoro della delegata,
riconoscendo l'antisindacalità del comportamento della Fiat:
"L'azienda ha omesso nella comunicazione di avvio della procedura
alle Organizzazioni Sindacali, ex articolo 1 comma 7 legge 223/91, di
precisi criteri sulla base dei quali operare la scelta dei lavoratori da
sospendere". Secondo le Rsu di Pomigliano, ora il provvedimento del
tribunale di Nola aprirà la strada ad altre tre cause in corso per le
stesse motivazioni, mentre sarebbero in molti i lavoratori pronti a
presentare ricorso alla magistratura ordinaria.
FIAT MIRAFIORI:
SI SCIOPERA http://www.ilmanifesto.it/
I 400 lavoratori di Mirafiori addetti al montaggio della produzione
Punto/Idea hanno effettuato ieri un'ora di sciopero. Lo sciopero è stato
indetto da Fim, Fiom, Uilm e Fismic. La protesta dei lavoratori è la
conseguenza delle scelte Fiat, azienda che per abbassare i costi taglia i
tempi di lavoro pregiudicando la qualità della produzione. I piazzali
sono intasati da vetture incomplete. Lo sciopero, inoltre evidenzia che il
piano di ristrutturazione della Fiat, contraddistinto dalla assenza di
investimenti per migliorare la qualità della produzione, non garantisce
la stabilità occupazionale. Infatti nell'ultima settimana di gennaio il
50% degli addetti della carrozzeria sarà posto in cig.
FIAT MIRAFIORI;
CONTINUANO GLI SCIOPERI
E' ancora la Fiom da sola ad organizzare gli scioperi contro il
peggioramento delle condizioni di lavoro e l'aumento dei carichi nella
fabbrica torinese della Fiat. Anche ieri i carrozzieri addetti alla
produzione delle vetture Punto, Idea e 166 si sono fermati per un'ora e un
gruppo di 200 operai ha dato luogo a un corteo interno.
14
febbraio 2004
FIAT
http://www.ilmanifesto.it/
All'amministratore delegato della Fiat Auto, Herbert Demel, si sono
rivolti ieri con una lettera aperta 300 operai delle Carrozzerie di
Mirafiori dove lo sciopero contro i pesantissimi ritmi di lavoro è
arrivato al 18° giorno. I lavoratori chiedono un intervento diretto dell'a.d.
e denunciano la assoluta indisponabilità della direzione dello
stabilimento (che Demel ha ereditato dalla passata gestione) ad aprire una
trattava sindacale. La protesta riguarda l'unica linea produttiva che non
è falcidiata dalla cassa integrazione, quella che sforna la Punto e la
Idea. La logica dell'azienda è quella classica: sempre meno lavoratori in
linea, sempre più spremuti.
FIAT AUTO: 2
SETTIMANE DI CIG A TERMINI E MIRAFIORI
http://www.24oreborsaonline.ilsole24ore.com/
La Fiat Auto ha comunicato alle organizzazioni sindacali il ricorso
alla Cassa integrazione per due settimane a Mirafiori (dal 15 al 28/3) per
2100 addetti alla produzione di Alfa Romeo 166, Lancia Thesis, Lancia
Lybra e Fiat Multipla. Inoltre e' stato comunicato anche il ricorso alla
Cig, sempre per due settimane (dal 22/3 al 4/4) per 1500 lavoratori nello
stabilimento di Termini Imerese dove si produce attualmente la nuova
Punto.
marzo2004
FIAT DI MELFI
http://www.gdmland.it/
Scioperano gli autotrasportatori, mancano i materiali nella fabbrica
integrata modulare e l'azienda manda a casa gli operai. Questa in sintesi
la cronaca della prima giornata di fermo dei camionisti che riforniscono
la Sata di San Nicola di Melfi. Per questa ragione sono stati mandati a
casa circa 900 dipendenti del primo turno di lavoro. Stessa situazione
anche per le tute amaranto che avrebbero dovuto iniziare l'attività
lavorativa nel pomeriggio. Un migliaio di dipendenti, secondo i dati
forniti dall'azienda, non sono proprio entrati nella fabbrica (dove si
lavora in "just in time") ed hanno fatto ritorno alle proprie
abitazioni. Anche per il terzo turno di lavoro si sono avuti gli stessi
problemi, poiché fino alla tarda serata di ieri i camion presidiavano
ancora i cancelli. I manifestanti hanno anche invaso i binari della linea
ferroviaria che costeggia lo stabilimento. "Continueremo a protestare
fino a che non ci metteranno nelle condizioni di rispettare i parametri
della sicurezza della circolazione - ha commentato il presidente della
Confartigianato regionale Trasporti Basilicata Angelo Antenori - e non
verranno incontro alle nostre esigenze economiche. Contestiamo con forza i
sistemi di bagarinaggio". La protesta degli autotrasportatori,
partita da Melfi, si sta estendendo su tutto il territorio nazionale. Fino
al prossimo 5 marzo, i camionisti terranno vivo il fermo di settore. Alla
protesta aderiscono solo i camionisti che si occupano del trasporto merci,
ma anche le bisarche non hanno potuto caricare le automobili. Ai
lavoratori Fiat sarà concessa la cassa integrazione.
FIAT
POMIGLIANO D’ARCO: INCIDENTE http://ilmattino.caltanet.it/
Quindici operai dello stabilimento addetti al versamento dell'olio
lubrificante nei motori delle vetture si sono rivolti al pronto soccorso
dell'infermeria di fabbrica accusando un violento malessere. Secondo i
responsabili del sindacato dello "Slai Cobas" gli operai
sarebbero stati intossicati mentre maneggiavano alcuni solventi.
Un’ipotesi che però secondo l’azienda non trova riscontro. Per i
responsabili della fabbrica infatti durante la normale lavorazione non si
è verificata alcuna esalazione velenosa, ma probabilmente a causare
l’incidente è stato solo un cattivo odore provocato dalla pulizia degli
impianti. Gli operai comunque, come rende noto lo stesso Slai Cobas, sono
tornati subito al lavoro dopo essere stati visitati dai sanitari.
24
marzo 2004
Scioperi e
blocchi a None e Volvera TNT: SCIOPERI E BLOCCHI
http://www.ecodelchisone.it
Il municipio di None venerdì mattina è stato occupato da
numerosissimi operai della Tnt di None-Volvera, in sciopero ormai da
quattro giorni e decisi ad un'azione dimostrativa per spostare finalmente
l’attenzione dei media e delle istituzioni locali sulla loro difficile
situazione. S'è trattato di un'occupazione pacifica e quasi concordata:
di prima mattina l’assessore al Lavoro, Mario Dell’Acqua, ha informato
telefonicamente il sindaco Domenico Bastino della decisione degli operai.
"Non abbiamo avuto nessun problema ad ospitare la dimostrazione degli
operai", spiega il primo cittadino. La Tnt intende cedere le attività
di ricevimento e di spedizione del magazzino di Volvera e None. Già a
luglio per questo motivo vi era stato uno sciopero di sette ore quando la
Tnt aveva utilizzato i dipendenti di una cooperativa per i lavori nei
magazzini. A novembre la ditta aveva prospettato al sindacato la cessione
del magazzino di Volvera che riguardava circa 80 operai: la risposta era
stata una giornata di sciopero. L’azienda intende perseguire una
drastica riduzione dei costi del lavoro, in quanto incide di meno un
lavoratore di cooperativa che non un altro regolarmente assunto a tempo
indeterminato. Il 16 marzo i lavoratori hanno deciso lo stato di
agitazione e hanno inizio gli scioperi durati fino alle 22 del 19 marzo.
La protesta si allarga anche ai blocchi stradali lungo la Statale 23 ed in
un corteo che raggiunge il Municipio di None. Alla Tnt di None e Volvera
un paio di anni fa vi erano circa 1.100 lavoratori, adesso, dopo gli
interventi di terziarizzazione, sono scesi a 800.
FIAT CASSINO A
RISCHIO CHIUSURA? http://ilmessaggero.caltanet.it/
Lo stabilimento Fiat di Cassino non chiuderà perché ha un futuro
produttivo e occupazionale garantito. Lo sostengono Fim-Cisl e Uilm dopo
la Fiom aveva avanzato l'ipotesi di chiusura o di ridimensionamento del
sito per la crisi del gruppo automobilistico. E dalla Fiat fanno sapere
che entro maggio si farà questa verifica sollecitata dai sindacati. La
Fiat smentisce l'ipotesi di nuova mobilità mentre c'è la conferma che da
settembre un migliaio di lavoratori potrebbe finire in cassa per
consentire la sostituzione degli impianti.
ALFA ROMEO DI
ARESE http://www.corriere.it/
"Uno pseudosindacato". Questo dice la Cisl di Milano dello
Sali Cobas. A esprimersi è il segretario generale di Milano, Maria Grazia
Fabrizio. Lo scontro Cisl-SlaiCobas è tutto giocato sulla crisi dell’ex
Alfa Romeo di Arese. Martedì scorso alcuni lavoratori si sono presentati
ai colloqui di lavoro organizzati dall'Associazione delle Aziende
Elettromeccaniche Italiane presso il centro dei Salesiani di Arese. Lo
SlaiCobas, però, è intervenuto e hanno di fatto bloccato i colloqui.
"Queste fantomatiche aziende elettromeccaniche prendono in giro i
lavoratori - sostiene lo Slai - hanno affermato di avere 3.000 posti di
lavoro da offrire subito in Lombardia. Non è vero. La verità è che si
spera che i lavoratori ex Alfa abbandonino l’area e accettino posti di
lavoro alla Vanna Marchi per poi dire che tutto è a posto e che la crisi
Fiat è risolta". La questione Alfa resta calda anche in vista della
giornata di venerdì. Nella mattinata di domani lo Slai - in polemica con
Fiat, Regione e sindacato confederale - manifesterà a Milano, da piazza
Cairoli a piazza del Duomo.
FIAT DI
POMIGLIANO: OPERAI "IN LIBERTA'" DOPO UNO SCIOPERO IMPROVVISO
http://ilmattino.caltanet.it/
Uno sciopero improvviso scoppiato nel reparto montaggio della fabbrica
ha scatenato le ire della Fiat che inaspettatamente ha messo in libertà
tutti i dipendenti per due turni lavorativi. Quindi per quasi tutta la
giornata, lo stabilimento dell'Alfa Romeo non ha prodotto neanche
un'automobile. Secondo i sindacati il clima che si sta instaurando in
questi giorni nello stabilimento più importante del Mezzogiorno induce a
pensare che molto probabilmente la Fiat sta pensando di disimpegnarsi
rispetto agli accordi sottoscritti con il sindacato. Il fatto stesso che
sono gia diverse volte che a fronte di uno sciopero indetto dal sindacato
questa azienda anziché confrontarsi preferisce adottare il metodo di
mettere i lavoratori in libertà questa condizione non può rappresentare
sicuramente un punto di dialogo con il sindacato. La Fiat sta tentando di
mettere i lavoratori giovani contro i meno giovani. Intanto, a Mirafiori
dal 13 al 17 aprile 3.500 lavoratori delle linee di produzione di Punto e
Idea andranno in cassa integrazione, a causa del mancato arrivo di motori
diesel dalla Polonia. Ed è ripresa, di contro, la produzione a Termini
Imerese della Punto restyling, dopo una settimana di «cassa» dovuta al
calo di richieste. Ma come è già programmato, la produzione tornerà a
fermarsi dal 26 aprile al 2 maggio.
23
aprile
FIAT MELFI:
TERZO GIORNO DI SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it
Èsempre più tesa la situazione davanti ai cancelli della Fiat Sata di
Melfi, i blocchi continuano e nuovi lavoratori si aggiungono allo
sciopero. Ieri le segreterie dei sindacati contrari alle manifestazioni -
Fim Cisl, Uilm e Fismic - hanno addirittura pensato di organizzare una
contromanifestazione per "affermare il diritto al lavoro di chi non
è d'accordo con le proteste". I segretari si sono dovuti beccare più
di un fischio da iscritti e delegati, e diverse Rsu - che avevano già
firmato un documento comune con Fiom Cgil e Cobas - hanno deciso di
tornare ai presidi accanto ai colleghi: l'assemblea è terminata dunque
con l'invito a ritrovare l'unità invece che con l'atteso "contromanifestiamo".
In effetti non è più questione di sigla, qui a Melfi si scoppia davvero
e la Fiat deve trattare. Altrimenti il lavoro non riprenderà. Gli operai
dello stabilimento "modello" della Fiat - la produttività più
alta con il salario più basso - non ce la fanno più a sopportare. Lo
spiegamento delle forze dell'ordine è quello delle grandi occasioni, i
poliziotti sono diverse decine e hanno indossato gli indumenti
antisommossa. Le dichiarazioni del governo - Sacconi e Maroni - e delle
autorità locali - il sindaco di Melfi, di Forza Italia, e il prefetto -
d'altra parte sono state tutte di un unico segno: i lavoratori creano
problemi di ordine pubblico, teniamoli sotto controllo ed evitiamo che si
degeneri. L'indotto - tutte le fabbriche che forniscono i componenti alla
casa madre - sono con gli operai Fiat. Chiedono un miglioramento delle
condizioni di lavoro, l'equiparazione salariale a tutti gli altri
stabilimenti Fiat, una turnistica più umana, con il superamento della
doppia battuta. Bisogna sapere infatti che la fabbrica di Melfi è stato
l'unico stabilimento risparmiato dalla cassa integrazione che sta
martoriando le altre fabbriche Fiat proprio per il fatto che è
convenientissimo: i 5 mila addetti lavorano con il Tmc2 - modello
velocizzato di catena di montaggio - e soprattutto - caso unico - sono
costretti a subire la cosiddetta "doppia battuta", ovvero turni
di 12 o 15 notti consecutive, una vera mazzata anche per i cavalli. Il
lavoro notturno è valutato in tutti gli altri stabilimenti Fiat il 60,5%,
qui a Melfi il 45%. "Finora ci hanno solo provocato", dice Lello
Raffo, responsabile nazionale auto Fiom. "Come è accaduto con gli
autobus inviati oggi, 100 capi che dicevano di voler andare al lavoro.
Nessuno dei lavoratori ha fatto nulla, ma i pullman hanno fatto
retromarcia senza entrare in fabbrica dicendo che erano stati i presìdi a
intimidirli".
FIAT: MELFI
FERMA ANCHE MIRAFIORI http://www.repubblica.it/
Melfi è ferma da quattro giorni. E anche lo stabilimento Fiat di
Mirafiori è bloccato. Gli operai del primo turno, quelli che arrivano
alle sei, non sono entrati in fabbrica e anche quelli dei turni successivi
rimarranno fuori: l'azienda ha comunicato ai sindacati che l'impianto
rimarrà fermo anche nel secondo e terzo turno di oggi e nel primo di
domani. Dallo stabilimento di Melfi, in Basilicata, non arrivano i
componenti. E così la produzione Fiat lentamente si sta bloccando.
24
aprile 2004
MELFI: INDOTTO
FIAT E CONSORZIO ACM http://www.ilmanifesto.it/
Melfi non è solo la Fiat Sata con i suoi 5 mila dipendenti: nella città
industriale di San Nicola, a una quindicina di chilometri dal centro
abitato, lavorano a pieno ritmo anche le 23 aziende dell'indotto,
associate nel consorzio Acm. Imprese che danno lavoro a 3 mila operai.
Forniscono i pezzi alla Sata, che si occupa di assemblaggio: dai cavi
prodotti dalla multinazionale francese Valeo (200 addetti) ai pannelli da
sportello della Johnson Control (150), dai sedili della Lear alle molle ad
elica e barre stabilizzatrici della Rejna (60 persone), fino agli
schienali per i sedili della Commer Tgs e alle scocche della Imam. Anche
gli operai dell'indotto partecipano, da lunedì scorso, ai presidi. Ma è
in corso anche una vertenza con l'Acm, una piattaforma che cammina
parallela a quella della casa madre Fiat. Le proteste delle 23 imprese Acm
sono partite prima di quelle della Fiat, e sono state quasi la scintilla
che ha acceso il fuoco. Già da settembre in agitazione per i precontratti
Fiom, le mobilitazioni si sono accelerate alla fine della settimana
scorsa, quando la Lear, la Magneti Marelli e la Arvil sono entrate in
sciopero. La Fiat ha dunque cominciato a mettere in libertà gli operai
della Sata, affermando che mancavano i pezzi a causa degli scioperi: non
essendo stata concessa la cassa integrazione, al contrario di quanto
avviene di solito, i lavoratori hanno deciso di lasciare la produzione, «ampliando»
così il nucleo di proteste iniziato dall'indotto. L'unico successo
incassato fino a oggi è il precontratto della Imca, che ha assicurato la
quattordicesima ai dipendenti. Per il resto, l'Acm è totalmente sorda.
L'ondata di cassa integrazione e mobilità, che finora nell'ambito Fiat ha
risparmiato solo la Sata, qui nell'indotto è già arrivata. Sono circa
400 gli operai in cig, spesso a rotazione, ma 15 lavoratori della ex
Pianfei, come spiega Pasquale Suozzo, della Fiom, sono già in mobilità.
Circa il 40% dei lavoratori è a rischio, soprattutto da quando molte
aziende hanno scelto di portare le produzioni in paesi come la Tunisia o
l'Algeria, dove il lavoro costa meno.
26
aprile 2004
FIAT DI MELFI:
LA POLIZIA INIZIA L'ATTACCO AL BLOCCO
La polizia ha intimato ai lavoratori Fiat - che manifestano bloccando
la strada di accesso - di consentire il passaggio di alcuni autobus,
scortati dalla polizia, con a bordo altri operai che invece intendono
entrare in fabbrica. Nelle vicinanze del blocco si sono fermati tre
autobus, mentre una decina è tornata indietro. Gli agenti dei reparti
celeri spostano fisicamente, uno ad uno, i manifestanti che sono seduti e
fanno resistenza passiva. Le persone una volta rimosse si stanno spostando
e si ricollocano alla fine del blocco. Il primo ad essere stato spostato
è stato il segretario della Fiom del potentino Giuseppe Cillis.
"Quanto sta succedendo è semplicemente una vergogna", ha detto
il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, che è tra i
manifestanti al blocco principale. E alcuni delegati spiegano: "Chi
voleva andare a lavorare era libero di farlo, ma a piedi come lo facciamo
noi tutti i giorni: sui tre autobus che chiedono di passare ci sono non più
di 40 persone, e comunque nessuno avrebbe impedito loro di passare in
sicurezza".
FIAT DI
POMIGLIANO http://www.corriere.it/
Sono 5122 i dipendenti Fiat in servizio a Pomigliano d’Arco, e se si
aggiungono quelli dell’indotto si arriva a circa 9000 persone. Da oggi
per tutti, o almeno per quelli in servizio in alcuni turni, potrebbe
scattare la cassa integrazione perché lo stabilimento dove vengono
prodotte ogni giorno 820 vetture tra Alfa 147, 156 e Gt spider, quasi
sicuramente dovrà sospendere - totalmente o parzialmente - l’attività.
Le problematiche della fabbrica sono molte. La UILM, che concerta con la
direzione la pace sociale, teme che le lotte a Melfi e le ripercuzzioni
sulla produzione anche a Pomigliano, unitamente alla forte repsenza dello
Slai Cobas, producano una ripresa del conflitto. Intanto la Fiom sta
preparando lo sciopero di mercoledì (quattro ore, come in tutti gli altri
stabilimenti). Anche lo Slai Cobas è pronto allo sciopero. Quello che
avverrà da mercoledì in poi, invece, è tutto legato agli sviluppi della
situazione a Melfi.
ULTIM'ORA:
CARICHE E FERITI A MELFI http://www.kataweb.it/
La polizia ha caricato i manifestanti che bloccano l'entrata principale
dell'area industriale di Melfi. I manifestanti hanno messo le mani in
alto. Secondo testimoni ci sono feriti. Tra cui il coordinatore della
segreteria nazionale della Fiom, settore auto, Lello Raffo, che è stato
colpito in testa e a un braccio e la vicequestore Amalia Di Ruocco ferita
alla testa da una pietra lanciata dai manifestanti. Alla fine sono entrati
in fabbrica i due autobus con i dipendenti Fiat. L'intenzione degli agenti
era quella di aprire un varco nel picchetto per permettere il passaggio di
tre autobus con lavoratori che intendono lavorare. La situazione è molto
tesa. "Quanto sta succedendo in questi momenti a Melfi è
semplicemente una vergogna", aveva dichiarato il segretario generale
della Fiom, Gianni Rinaldini, che è tra i manifestanti al blocco
principale. Per protestare sulla situazione a Malfi, la Fiom ha proclamato
quattro ore di sciopero mercoledì 28 aprile per tutto il settore. Lo
sciopero di domani di quattro ore alla Fiat e alle aziende dell' indotto
automobilistico è stato revocato. In Basilicata mercoledì lo sciopero
sarà di otto ore e riguarderà tutte le categorie ad eccezione di quelle
vincolate alla legge sul preavviso del diritto di sciopero.
Un vero e proprio atto di servilismo nei confronti della Fiat. Così il
segretario della Fiom, Gianni Rinaldini ha definito la carica della
polizia contro gli operai di Melfi. "La polizia ha fatto un atto di
servilismo nei confronti della Fiat ed e' stata filo-diretta dall'azienda-
ha ribadito Rinaldini - qui è successo un fatto vergognoso picchiando
lavoratori che protestavano pacificamente le loro ragioni".
FIAT: IN CORSO
SCIOPERI A SOSTEGNO DEI BLOCCHI DI MELFI http://www.kataweb.it/
E' in corso dalle 9 di questa mattina a Torino lo sciopero di 2 ore
proclamato dalla Fiom a Mirafiori, dove sono rientrati stamani, dopo due
settimane di cassa integrazione, i circa 800 addetti delle linee della
Thesis, Libra e dalla Alfa 166. "I lavoratori rispondono con lo
sciopero, e non con lettere fantasma che a Mirafiori sono sconosciute e
non rappresentano gli operai torinesi - afferma il segretario della Fiom
di Torino, Giorgio Airaudo - ai gravi fatti che la Fiat sta generando a
Melfi, dove non dialoga con i lavoratori e favorisce l'intervento della
forza pubblica. Si fermino le cariche della polizia e si apra la
trattativa", aggiunge l'esponente sindacale. Anche nelle altre
fabbriche dell'indotto torinese sono in corso dichiarazioni di sciopero da
parte della Fiom "contro le cariche della polizia e a sostegno della
lotta degli operai di Melfi". In alcune fabbriche piemontesi ci sono
state fermate oggi, secondo quanto rende noto la Fiom, a sostegno della
lotta dei lavoratori di Melfi. Alla Powertrain di Verrone (Biella) c'è
stata un'ora di sciopero con un corteo interno, così come alla Teksid di
Crescentino (Vercelli), alla Microtecnica di Torino, alla ex Magneti
Marelli di Venaria, alla Elbi di Collegno, alla Mac di Chivasso, alla
Pininfarina di Grugliasco, alla Seima di Grugliasco, alla Fergat di
Cascine Vica e alla Mhale Valvole di Volvera. All'Iveco, dov'era in corso
un'assemblea unitaria già prevista per commemorare il 25 aprile con il
presidente di Emergency, Teresa Sarti, "c'è stato un forte applauso
dei lavoratori - sottolinea la Fiom - in segno di solidarietà agli operai
di Melfi". Alla fine dell'assemblea, che si è espressa per il ritiro
delle truppe italiane dall'Iraq, le Rsu dell'Iveco hanno condannato, in un
documento unitario, "l'intervento delle forze dell'ordine contro gli
operai e chiesto che si apra un confronto con i lavoratori".
NEW
HOLLAND: PRESIDI E CORTEI http://ilmessaggero.caltanet.it
I metalmeccanici jesini faranno oggi un presidio davanti alla sede
della Rai di Ancona, in piazza della Repubblica. Questa la modalità con
cui gli operai delle aziende metalmeccaniche della Vallesina, in
particolare della Case New Holland, aderiranno allo sciopero nazionale di
quattro ore indetto dalla Fiom-Cgil in solidarietà con gli operai dello
stabilimento Fiat di Melfi, che stanno lottando affinché vengano
riconosciuti loro i diritti ad un orario di lavoro meno sfibrante ed un
congruo aumento di stipendio.
FIAT SATA DI
MELFI: NESSUNO ENTRA AL POMERIGGIO http://www.kataweb.it
Nessun lavoratore si è presentato per il turno pomeridiano nello
stabilimento della Fiat a Melfi e in quelli dell'indotto. La situazione
sul posto è piuttosto tranquilla.
30
aprile 2004
MELFI: TOLTI I
BLOCCHI MA LO SCIOPERO CONTINUA (Il Sole 24 Ore Radiocor)
Pchi presenti questa mattina per il primo turno, nello stabilimento
Fiat di Melfi. Agli ingressi presidi dei lavoratori, ma nessun blocco. Gli
autobus con gli operai sono arrivati quasi vuoti, e sono stati lasciati
entrare. I delegati delle rsu, dopo aver deciso di far proseguire lo
sciopero, rimuovendo i blocchi, per il primo turno di oggi, dalle 7 alle
14, attendono l'evolversi della trattativa tra sindacati e azienda per
decidere se continuare con lo sciopero anche per il secondo turno di
lavoro.
03
maggio 2004
FIAT DI MELFI:
SCIOPERO DI 8 ORE http://www.kataweb.it/
L'assemblea dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Melfi e delle
aziende dell'indotto ha proclamato oggi un altro sciopero di 8 ore
nell'ambito della vertenza che blocca gli impianti ormai da 15 giorni.
Anche stamani ai presidi vi sono alcune centinaia di lavoratori che, pur
rallentandolo hanno consentito il passaggio di coloro che intendevano
recarsi a lavorare. Una nuova assemblea è in programma per le 14 e
potrebbe proclamare altre 8 ore di sciopero. Continuerà fino alle 22 lo
sciopero attualmente in corso allo stabilimento Fiat di Melfi e nelle
aziende dell'indotto. Lo ha deciso l'assemblea dei lavoratori. Alle 22 una
nuova assemblea deciderà l'eventuale prosecuzione dello sciopero che
comunque sembrerebbe scontata. Oggi polizia e carabinieri hanno fatto un
cordone nella strada principale di accesso al sito industriale, per
evitare contatti tra i manifestanti, che sono ai bordi della carreggiata,
e autobus ed automobili con i lavoratori che, invece, intendono recarsi in
fabbrica. La situazione, dal punto di vista dell'ordine pubblico, è
tranquilla.
09
maggio 2004
MELFI: SOSPESA
LA TRATTATIVA NELL'NDOTTO FIAT http://www.kataweb.it/
E' stata sospesa, in attesa dell'esito della trattativa tra Fiat e
sindacati a Roma, quella tra il consorzio Acm (al quale aderiscono 23
aziende della componentistica auto che hanno stabilimenti a Melfi in
provincia di Potenza, e impiegano circa 3.000 lavoratori) e le Rsu. La
decisione dell'Acm è stata contestata dal coordinamento delle Rsu (Fiom,
Failms, Slai Cobas, Ugl e Alternativa Sindacale) che l'ha definita
"irresponsabile". "Questo atteggiamento - hanno detto
alcuni delegati del coordinamento - avrà una pronta risposta dai
lavoratori già con il turno di domani sera alle 22 con l'intensificazione
delle azioni di lotta". La trattativa tra Acm e Rsu riguarda le
prospettive occupazionali (nell'area ci sono alcune aziende in crisi),
l'organizzazione del lavoro (gli orari, in particolare) e il salario.
All'avvio della trattativa, giovedì scorso, Acm si era impegnata a
garantire l'applicazione ai lavoratori delle stesse condizioni salariali
concordate tra Fiat e Rsu.
FIAT MELFI:
ALTERNATIVA SINDACALE DICE "NO ALLE BRICIOLE"
http://www.kataweb.it/
Secondo i cinque delegati della Rsu della Sata e Alternativa sindacale,
che hanno proclamato altre otto ore di sciopero dalle ore 22 di oggi,
"Era possibile ottenere molto di più ma l'agognata unità con i
sindacati padronali e i compromessi dell'Ulivo con il grande capitale
l'hanno impedito". I cinque delegati hanno annunciato che "non
firmeremo per le briciole". Secondo i contrari all'intesa (definita
"una vera resa quasi senza condizioni"), "E' stato un
errore togliere i blocchi: il presidio dei cancelli e l'allontanamento dal
tavolo di Cisl, Uil e Fismic ci avrebbe fatto vincere. E' grave che altri
hanno trattato per gli operai in lotta. Siamo disponibili all'accordo -
hanno concluso - solo a condizione della piena parificazione e della fine
della fabbrica-caserma, con la moratoria dei provvedimenti repressivi e il
rientro dei delegati licenziati".
10
maggio 2004
L'ACCORDO A
MELFI: PRIMI GIUDIZI http://ilmessaggero.caltanet.it/
"E’ stata una lotta giusta e finalmente abbiamo ottenuto
qualcosa". "E’ solo uno zuccherino, la Fiom ha ceduto".
In questi due giudizi c’è il clima che si respirava ieri mattina alla
prima assemblea delle tute amaranto di Melfi, subito dopo la firma
dell’intesa e al termine di tre settimane di scioperi e manifestazioni.
I delegati e i sindacalisti della Fiom, appena tornati da Roma, cercano di
illustrrare ai lavoratori i vantaggi dell’accordo raggiunto con
l’azienda. Quando annunciano di aver strappato 105 euro di aumento lordo
al mese parte un applauso, ma ci saranno battimani anche per chi giudica
il compromesso una sconfitta. Fra i lavoratori, anche se davanti allo
stabilimento non ce ne sono più di qualche centinaio (su 5mila), non
tutti infatti sono convinti di aver vinto. "E’ un pugno di
mosche", dice un operaio. A contestare l’accordo sono soprattutto i
delegati della Failms. "Non siamo soddisfatti - insistono - noi
volevamo la parificazione, invece bisogna aspettare il 2006". A
prevalere a Melfi dunque sembra piuttosto la soddisfazione per aver
costretto la Fiat a trattare con uno sciopero in corso e poi a cedere
sulla paga notturna, che verrà parificata a quella degli altri
stabilimenti del gruppo. L’accordo siglato ieri mattina all’alba, che
a regime nel luglio 2006, riconosce circa 105 euro lordi al mese di
aumento, e consente di eliminare la dopppia battuta, cioè dodici notti
consecutive di lavoro notturno, in settimana verrà sottoposto al voto dei
lavoratori. Già da ieri sera intanto gli operai sono rientrati nello
stabilimento. Per arrivare all’accordo ci sono volute tre giornate di
confronto. Dopo due giorni di faccia a faccia infruttuoso a Melfi fra le
Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) e l’azienda, la Fiat ha chiesto
di spostare il tavolo a Roma, coinvolgendo anche i vertici nazionali dei
sindacati metalmeccanici. In tutto in busta paga, secondo i calcoli dei
sindacati, arriveranno 105 euro lordi al mese in più per un operaio di
terzo livello. Di questi 60 derivano dall’aumento delle maggiorazioni
sul turno notturno, che vengono parificate a quelle degli altri
stabilimenti del grupppo, come chiesto dai lavoratori, e 45 dal premio di
competitività. La metà circa dell’incremento arriverà a luglio di
quest’anno, il resto entro il luglio 2006. L’accordo è stato trovato
poi sui turni - la doppia battuta verrà eliminata da luglio - e sui
provvedimenti disciplinari degli ultimi 12 mesi, che la Fiat ha accettato
di riesaminare. La valanga di sanzioni comminate dalle direzione era stato
uno dei detonatori della rivolta a Melfi. Infine le ritenute per le tre
settimane di sciopero, per non decurtare troppo gli stipendi, verranno
diluite in due mesi.
18
maggio
FIAT MELFI:
GLI OPERAI APPROVANO http://www.ilmanifesto.it/
I lavoratori di Melfi hanno detto sì all'accordo siglato il 9 maggio
tra sindacati e Fiat. Il referendum si è chiuso ieri pomeriggio alle 15,
e subito è cominciato lo spoglio delle schede. Il risultato in Sata è
del 77,4% di sì (3.283 voti) e del 22,6% di no (965), un plebiscito anche
per le aziende terziarizzate (78,9% sì, 21,1% no). Hanno votato
complessivamente 4.831 persone su 5.642 aventi diritto: la partecipazione
è stata dell'85,6%. Ma più dell'esito, è importante il fatto che si sia
arrivati al voto: dopo dieci anni di paura e intimidazioni, ventuno giorni
di presidi (e qualche ora di manganellate), a decidere sono stati gli
stessi operai. Uno dei punti qualificanti della piattaforma, infatti,
difeso a spada tratta dalla Fiom, era proprio la democrazia: a trattare
devono essere le Rsu, e qualsiasi intesa, prima della firma finale, deve
essere validata dal voto dei lavoratori. Tornando ai "prati
verdi" della Basilicata, nei prossimi giorni sono chiamati a votare
la pre-intesa i 3.200 lavoratori delle aziende dell'indotto, sui quali
pesa un incerto futuro occupazionale. Ecco, in breve, l'intesa raggiunta.
Quanto ai salari, le maggiorazioni notturne e serali verranno gradualmente
parificate a quelle degli altri stabilimenti: il notturno passerà dal 45%
al 60,5% entro luglio 2006, il serale dal 25% al 27,5% entro luglio 2005.
Nei due anni spariranno dal calcolo dell'indice di assenteismo le assenze
per assistere i portatori di handicap, quelle per i congedi parentali, i
permessi sindacali retribuiti per le Rsu, i permessi per donazione di
sangue e per la dialisi. Ogni anno a luglio verranno corrisposti 240 euro
derivanti dall'accantonamento mensile di 20 euro, parte variabile del
premio di competitività. Da questo luglio sarà eliminata la doppia
battuta, ossia la ripetizione per due settimane consecutive dello stesso
turno. Il nuovo schema degli orari prevede una settimana con sei giorni
lavorativi e una con quattro (e due di riposo consecutivi). Da gennaio
2005 l'orario giornaliero passerà da 7 ore e 15 minuti a 7 ore e 30, con
mezz'ora di refezione a fine turno. I 15 minuti in più saranno accorpati:
in pratica saranno sette giorni non lavorativi in più. La commissione
"conciliazione e prevenzione" esaminerà i provvedimenti
disciplinari (sospensione dal lavoro e dalla retribuzione) emessi negli
ultimi 12 mesi e non impugnati. Verrà rivisto anche il numero verde per
la comunicazione della malattia: fino a oggi ha funzionato male, è spesso
occupato o non registra le telefonate, originando molti provvedimenti
disciplinari.
FIAT-FMA DI
PRATOLA PELIGNA http://ilmattino.caltanet.it/
Dopo l'accordo per la Stata di Melfi nel gruppo Fiat è stata raggiunta
un'intesa anche per la Fma di Pratola Serra, in provincia di Avellino
(Fiat Gm Powertrain) su turni, premio aziendale e relazioni sindacali.L'impianto
occupa circa 3.000 addetti. La bozza di accordo prevede la parificazione
per lo stabilimento dei trattamenti economici dei turnisti a quelli
vigenti negli altri impianti del gruppo e l'incremento del salario
riferito al premio aziendale. Viene inoltre confermato l'investimento di
400 milioni di euro in tecnologie entro il 2007, già previsto dal piano
industriale, con il mantenimento dell'attuale organizzazione e orario di
lavoro. Nella prossima settimana sono fissate le assemblee dei lavoratori
per chiedere il mandato a concludere l'accordo.
16
luglio
FIAT:
CENTINAIA IN MOBILITA' http://www.ilmanifesto.it/
I prossimi sei mesi saranno cruciali per capire il destino della Fiat e
non solo quello di Mirafiori: a dicembre giunge al termine l'alleanza con
General Motors e si tratterà di capire a che costo. I sindacati non
incontrano la Fiat dal 5 dicembre del 2002. Per questo il 29 luglio
potrebbe segnare una svolta. Ma non in una logica
"campanilistica", cioè per porre sul tavolo la questione dello
stabilimento torinese di Mirafiori, quanto piuttosto per imprimere
un'accelerazione alla vertenza Fiat nel suo complesso. A Mirafiori ogni
mese ci sono tra i 2500 e i 2800 lavoratori in cassa integrazione. A
Cassino in 18 mesi l'azienda ha aperto tre procedure di mobilità. Sono
stati tagliati 850 posti di lavoro e i lavoratori sono in cassa
integrazione per due settimane al mese.
03
agosto 2004
POWERTRAIN DI
TERMOLI http://www.ilmanifesto.it/
Preoccupazione per il futuro dello stabilimento Powertrain (Fiat-Gm) di
Termoli, che produce cambi e motori per i modelli Fiat Auto. Nelle
settimane scorse l'azienda aveva comunicato l'assunzione di 50 unità per
quattro mesi, mentre sabato scorso la direzione ha comunicato che a causa
della contrazione dei volumi produttivi, i contratti a tempo determinato
saranno ridotti a soli 30 giorni. Da anni la Powertrain non crea
occupazione stabile, rimpiazzando i lavoratori pensionati con contratti
interinali.
1
settembre 2004
FIAT: CIG
http://www.ilmanifesto.it
Per i lavoratori degli stabilimenti Fiat di Mirafiori, Cassino e
Termini Imerese è stata confermata la cassa integrazione alla Fiat Auto.
A Cassino saranno tremilacinquecento i dipendenti che rimarranno a casa
per due settimane, dal 27 settembre al 9 ottobre. Una decisione dettata,
secondo l'azienda, da una parte dalla necessità di ristrutturare lo
stabilimento in vista dell'arrivo della New Large, la nuova croma che
entrerà in produzione la prossima primavera. Dall'altra parte però
l'azienda sottolinea l'andamento debole del mercato della Stilo che viene
prodotta proprio a Cassino. A Mirafiori si fermeranno forzatamente per due
settimane cinquecentoquaranta lavoratori delle carrozzerie e
duecentocinquanta delle presse. Una nuova tornata di cassa dunque per lo
stabilimento torinese che da inizio anno ha visto diverse linee fermarsi a
più riprese. Dopo le ferie la Fiat aveva già lasciato a casa per una
ulteriore settimana i millequattrocento dipendenti delle linee Thesis,
Lybra e 166, oltre a quelli di Cassino. In cassa integrazione saranno
anche i lavoratori di Termini Imerese. Lo stabilimento siciliano si fermerà
completamente per una intera settimana.
23
settembre
FIAT: ANCORA
CASSA INTEGRAZIONE http://ilmattino.caltanet.it/
La crisi continua in casa Fiat. Due settimane di cassa integrazione per
lo stabilimento di Termini Imerese. Gli impianti si fermeranno il 18
ottobre. Il rientro il 2 novembre. Le due settimane di cig si aggiungono a
quella già prevista per il prossimo 27 settembre. All'Alfa Arese è stata
annunciata la cassa integrazione per altri 319 lavoratori. E anche Fiat
Powertrain ha comunicato ai sindacati che nello stabilimento di Termoli ci
sono 300 lavoratori che hanno le condizioni per la messa in mobilità. La
direzione della Powertrain, joint-venture fra Fiat e Gm per la produzione
di motori e cambi, ha già annunciato ai sindacati l’avvio dei
licenziamenti, con la procedura di mobilità, di 709 dipendenti in quattro
sedi in tutta Italia. 106 esuberi fra operai e impegati riguardano la
fabbrica di Arese (Milano), 250 Mirafiori (Torino), 300 Termoli
(Campobasso) e, infine, 50 licenziamenti sono previsti a Verrone (Biella).
7
ottobre
FIAT/SATA:
CASSA INTEGRAZIONE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
La cassa integrazione interesserá 5000 lavoratori della Fiat dal 1°
al 7 novembre: questo almeno si apprende tramite la stampa, in quanto
secondo i sindacati Fiat non sta comunicando direttamente con loro.
12
ottobre 2004
FIAT ARESE:
MOBILITA'
La Fiat spiega che dal 31 dicembre scatta la mobilita' perche' finisce
la cassa integrazione e quindi i 494 lavatori di Arese rimarrebbero senza
copertura salariale. L'anno scorso alla scadenza del periodo di cassa
integrazione, il governo aveva concesso, con un provvedimento
straordinario, la proroga di un anno, cosa che potrebbe ripetersi anche
per il 2005. L'obiettivo e' di consentire ai lavoratori di ricollocarsi
nell'ambito delle iniziative varate dalla Regione Lombardia. Interviene
sulla vicenda Corrado delle Donne dello Slai Cobas: "l'azienda ha
convocato oggi alle 15.30 tutti i delegati sindacali per comunicare la
richiesta della procedura di mobilita' per i 494 lavoratori". "Anziche'
incontrare i lavoratori - ha commentato Delle Donne riferendosi al
presidente del Lingotto, che oggi con la mediazione della Questura di
Milano, aveva dato la disponibilita' ad incontrare alcuni rappresentanti
dello Slai-Cobas - Montezemolo ha deciso di licenziare i lavoratori e lo
comunica tramite i suoi dirigenti. Avra' la risposta che si merita".
E sembra proprio sfumare l'ipotesi dell'incontro annunciato questa
mattina, quando i lavoratori avevano sbarrato la via d'uscita dal
Politecnico di Milano-Bovisa per contestare il presidente del Lingotto,
costretto a percorrere alcune vie contromano con l'aiuto della polizia per
evitare il picchetto. Dalla questura si apprende che "non e' stata
comunicata alcuna disponibilita' del presidente della Fiat Luca Cordero di
Montezemolo ad incontrare i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese".
FIAT CASSINO:
700 IN CIG http://www.corriere.it/
Decisi due mesi di cassaintegrazione per 700 lavoratori della Fiat di
Cassino. Dall’8 novembre al 9 gennaio è stato stabilito il fermo
parziale della linea B dello stabilimento. Un provvedimento che interessa
3450 lavoratori che a turno osserveranno un periodo di sospensione dal
lavoro. In questo periodo sarà ridotta la produzione della Fiat Stilo. Il
blocco produttivo è stato stabilito per permettere i lavori di
ristrutturazione degli impianti, in vista della produzione della nuova
automobile che sostituirà la Croma.
(novembre
mancante)
02
dicembre 2004
FIAT: 16.000
IN CIG http://www.gazzettadelsud.it/
La Fiat fermerà per quindici giorni, dal 27 dicembre al 9 gennaio,
quasi tutta la produzione italiana di auto: rimarranno chiuse le linee di
Mirafiori, Cassino, Melfi e Termini Imerese (per quest'ultimo lo stop sarà
di tre settimane). Lavoreranno solo lo stabilimento di Pomigliano, da dove
escono i modelli Alfa Romeo e quello della Sevel Val di Sangro, dove si
fanno i veicoli commerciali. Circa sedicimila lavoratori andranno in cassa
integrazione. I segnali dal mercato sono negativi, ma non spaventano la
Borsa: i titoli del Lingotto sono stati in progresso del 2,08% a 5,699
euro. A Mirafiori andranno in cassa tutti i 5.400 addetti delle
Carrozzerie che lavorano sulle linee Alfa 166, Thesis, Lybra, Punto, Idea,
Musa e Multipla. Lo stesso provvedimento interesserà i 450 addetti delle
Presse legati alle carrozzerie di Mirafiori e alla Sata di Melfi
(rimarranno al lavoro solo 250 addetti che producono per Pomigliano). In
tutto saranno prodotte circa 8.000 vetture in meno. Ieri intanto sono
stati sentiti dalla Commissione Lavoro del Senato, i manager Fiat, Paolo
Rebaudengo e Mario Mairano: hanno parlato del piano industriale dell'ad
Demel e confermato il ridimensionamento dello stabilimento di Arese, dove
la joint-venture con Gm, Powertrain, manterrà la sola ricerca con 200
operai.
ALFA: LA
POLIZIA CARICA GI OPERAI http://www.ilmanifesto.it/
La notte tra mercoledì e giovedì dieci operai della Selca - ramo
d'azienda della Fiat Auto - picchettano i varchi d'accesso delle merci
dell'Alfa di Pomigliano d'Arco. Una notte passata a resistere, come accade
da più di due mesi, contro i licenziamenti decisi dall'azienda, a
partecipare a tavoli regolarmente disattesi dalla proprietà, soprattutto
a resistere alle intimidazioni camorristiche. Da giorni, infatti,
subiscono pesanti minacce da parte di personaggi sconosciuti, che più
volte hanno ingiunto ai dirigenti sindacali e ai lavoratori di togliere il
presidio per far passare i camion minacciando, in caso contrario, gravi
ritorsioni. Alle 3.30 ottanta uomini delle forze dell'ordine, si
presentano ai cancelli, scortando un'autobotte dei pompieri. C'è un
incendio a Castello di Cisterna, affermano, e hanno bisogno di attingere
acqua. Gli operai li lasciano passare, nessuno avrebbe rifiutato e le
forze dell'ordine lo sanno. Così, una volta entrati, finanzieri,
poliziotti e carabinieri prendono alle spalle i manifestanti e li
caricano. Una carica violenta fatta di percosse - uno dei dimostranti è
stato ricoverato con tre giorni di prognosi - e di insulti. "Ci
umiliavano - racconta uno dei lavoratori presenti ai fatti -, ci
chiamavano operai come fosse un'offesa; a una delle nostre compagne
ripetevano vattene a casa a fare la calza".
14
dicembre 2004
FIAT MELFI:
ACCORDO SU ORARIO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Con 23 voti contrari e 10 astenuti, i 4.952
lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat e i circa 700
delle aziende terziarizzate hanno approvato l’accordo per la modifica
dell’orario di lavoro a partire dal 2005, nella fabbrica in cui sarà
costruita la nuova auto della casa torinese, la "199". I dati
ufficiali della consultazione avviata fra i lavoratori al termine delle
assemblee (l’ultima si è svolta ieri sera) sono stati diffusi oggi
dalla Fiom-Cgil. La stessa Fiom ha annunciato che l’accordo sarà
firmato nelle prossime ore. L’intesa, che modifica l’articolazione dei
turni del personale, che rimarranno tre al giorno su sei giorni, prelude
all’avvio della fase che porterà alla costruzione della
"199": sono previsti investimenti per 640 milioni di euro.
gennaio
2005
IVECO:
SCIOPERO FIOM http://www.giornaledibrescia.it/
Ieri altra fermata di un’ora, dalle 14 alle 15, alle tre linee di
montaggio Iveco. Lo sciopero è stato deciso dalla Fiom in opposizione ad
aumenti della produzione. E proprio ieri, mentre si profila un incontro
con l’azienda, in agenda per il 7 gennaio, con all’ordine del giorno
la questione dei recuperi, la Fiom ha diffuso un comunicato nel quale si
delinea l’opinione del sindacato.Dopo avere esaminato la questione
relativa alla messa in libertà del periodo natalizio e le giornate
effettivamente lavorate, si scrive: "Si è passati dalla richiesta di
lavorare 22 turni in meno alla realtà di lavorarne 13 in più, senza
contare il terzo turno. Con la proposta sui recuperi della direzione
assisteremmo così ad un aumento ulteriore sia dei carri sia delle cabine
prodotte, rispetto alle richieste fatte nel mese di dicembre
dall’azienda stessa. Questo dimostra che la produzione - prosegue la
nota Fiom - in effetti non è stata persa nonostante la messa in libertà.
Ma anche se non fosse così, riteniamo che le produzioni possono essere
recuperate con l’innalzamento delle cadenze giornaliere, mantenendo
all’interno dello stabilimento i lavoratori interinali... non riteniamo
opportuno che qualcuno svolga lavoro straordinario e altri perdano il
proprio lavoro".
08
gennaio 2005
FIAT GM
http://www.ilmanifesto.it/
Lunedì gli operai torneranno al lavoro a Mirafiori con tute di diverso
colore. Torneranno in fabbrica, dopo una lunga pausa trascorsa in casa, in
cassa integrazione. Non resteranno a lungo, però, al montaggio, in
verniciatura, alle presse, alla costruzione di motori: nuova cassa
integrazione si profila a fine mese. Persino a Melfi si lavorerà meno,
certo grazie a un accordo sindacale che riduce i turni settimanali da 18 a
15 e consentirà di passare le notti delle domeniche a letto e non in
fabbrica. A Termini Imerese sono previste due settimane di cassa al mese,
a Cassino in 700 resteranno a casa per 5 mesi, alla Powertrain (la
joint-venture con Gm per motori e cambi) solo una piccola parte della
produzione richiederà 18 turni di lavoro, il resto solo 10 o 12 turni.
CONTRATTO
METALMECCANICO http://www.giornaledibrescia.it
Dopo quattro anni di politica sindacale divisa, ieri Fiom, Fim e Uilm
hanno raggiunto l’intesa unitaria per arrivare a una piattaforma
condivisa sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, una partita che a
Brescia coinvolge circa 86mila addetti. L’accordo è stato raggiunto,
dopo oltre due ore di confronto tra i segretari generali, Rinaldini,
Caprioli e Regazzi. La richiesta che i sindacati presenteranno è di 130
euro per tutti i lavoratori al quinto livello divisi in 105 euro (parametrati
o riparametrati) a tutela del potere d’acquisto e 25 per chi non ha mai
fatto contrattazione di secondo livello. Questi 25 euro dovranno essere
distribuiti entro il 2005. Anche chi fa contrattazione di secondo livello
riceverà i 25 euro che saranno riassorbiti nel prossimo quadriennio. Il
referendum sarà indetto unitariamente anche se richiesto da una sola
organizzazione sindacale. In questo caso, ci sarà bisogno della
maggioranza qualificata: ovvero l’ipotesi di accordo verrà respinta dal
voto contrario del 50% più 1 dei votanti in entrata. In più l’accordo
verrà sottoposto ad un’assemblea nazionale di 500 delegati, comprensiva
degli esecutivi delle tre organizzazioni sindacali. Questa assemblea avrà
solo potere consultivo, non vincolante e non deliberante.
febbrAIO
FIAT: CIG A
MIRAFIORI E A TERMINI http://www.gazzettadelsud.it/
Nuovo ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel 2005 per la Fiat.
Saranno otto le settimane di stop per i lavoratori di Mirafiori e cinque
mesi per quelli di Termini Imerese, a partire da marzo. A Mirafiori il
provvedimento viene motivato dalla Fiat con la necessità di aggiornare la
linea che attualmente produce la Lybra per passare alla produzione della
Punto, che continuerà anche nel 2006. I cinque mesi di cassa integrazione
di Termini Imerese, che partono a fine marzo, serviranno per allestire gli
impianti di produzione della nuova Ypsilon. Il provvedimento di Cig si
aggiunge alle due settimane di cassa già comunicate dall'azienda nelle
scorse settimane. I 1.400 lavoratori di Termini Imerese entreranno in Cig
il prossimo 21 febbraio e rientreranno al lavoro il 7 marzo. Dopo due
settimane di produzione, dunque, dovrebbe scattare la nuova cassa
integrazione.
MECCANICHE DI
MIRAFIORI: OPERAI SI INCATENANO A LINGOTTO
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
Si sono incatenati ai cancelli del Lingotto, davanti alla sede della
Fiat, per chiedere più lavoro e meno cassa integrazione: è la protesta
di dieci operai delle Meccaniche di Mirafiori, ex società paritetica con
General Motors, oggi tornata tutta in mani italiane. Intorno a loro alcune
centinaia di lavoratori che hanno partecipato al presidio organizzato da
Fim, Fiom, Uilm e Fismic torinesi. Sono scesi di nuovo in sciopero i
lavoratori di Mirafiori, prima della nuova settimana di cassa che da lunedì
bloccherà completamente la fabbrica. Una fermata di quattro ore che
precede quella di tutti i lavoratori della Fiat e dell’indotto dell’11
marzo, quando a Roma ci sarà la manifestazione nazionale: un’adesione
del 70%, con punte dell’80%, per i sindacati, mentre secondo l’azienda
ha scioperato il 26% degli operai delle carrozzerie e il 15% di quelli
delle presse. Si sono fermati anche i lavoratori di Termini Imerese, dove
lunedì scatteranno le due nuove settimane di cassa integrazione: si è
svolta un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento, alla quale
hanno partecipato anche i dipendenti di otto aziende dell’indotto della
zona. Nel pomeriggio la protesta è diventata di otto ore, anzichè di tre
come era stato per il primo turno. A Cassino ha scioperato otto ore l’Itca,
azienda dell’indotto che ha annunciato 200 esuberi, e nel pomeriggio la
Fiat ha dovuto sospendere la produzione della Stilo per il mancato arrivo
dei componenti.
26
febbraio 2005
FIAT: RIPARTE
LA LOTTA A TERMINI E A POMIGLIANO http://www.ilmanifesto.it
Mille operai riuniti nell'aula del consiglio comunale, i delegati che
incitano alla mobilitazione, i segretari territoriali di Fiom-Fim e Uilm
che riempiono i taccuini, quelli di Cgil-Cisl e Uil che richiamano i
metalmeccanici all'unità, il sindaco che manifesta solidarietà, qualche
deputato nazionale seduto ad ascoltare. Due anni fa la grande
mobilitazione di Termini Imerese riuscì a scongiurare la chiusura dello
stabilimento. Oggi, dopo la fuga di Gm, si riparte da lì. Il rischio è
la cassa integrazione, 5 mesi a partire dal 21 marzo, più la pausa
estiva. Ma a Termini la chiusura temporanea è considerata il preludio a
una nuova stagione di lotta, probabilmente più dura di quella del 2002.
Per la Fiom, "la vertenza è unica da Nord a Sud". La
manifestazione dell'11 marzo rappresenta l'inizio di un percorso di
mobilitazione. Per la Fiom la ricetta è "intervento dello Stato nel
capitale, ricapitalizzazione da parte della famiglia Agnelli con i soldi
di Ifil, Ifi e Fiat Spa, alleanze industriali con partner
internazionali". Ma con una pregiudiziale: nessuna riduzione
dell'occupazione, dell'indotto e della componentistica. Come due anni fa,
anche questa volta, accanto ai 1.400 operai di Fiat, ci sono le tute blu
dell'indotto, per i quali il futuro sembra ancora più buio. L'Iposas di
Vicari ha già annunciato la chiusura e il licenziamento di 45 operai;
Imam, Universalpa e Valdostana Palastici potrebbero seguirla a ruota. A
parte la Cig, l'unica certezza è che molte aziende dell'indotto non hanno
firmato i contratti di fornitura per la produzione dei componenti della
Lancia Ypsilon che, secondo il Lingotto sarà prodotta a Termini da
settembre, al posto della Punto restyling. A Pomigliano d'Arco, intanto,
hanno scioperato sia lo stabilimento Alfa Romeo che l'indotto, con punte
dell'87%, secondo le prime stime sindacali. Uno sciopero di otto ore
programmato da Fim, Fiom e Uilm in anticipo rispetto all'11, quando
Pomigliano sarà chiusa per una settimana di cig. Hanno partecipato, per
quattro ore, anche i lavoratori dell'Avio Spa (contro lo smantellamente
delle attività di ricerca e progettazione) e i ricercatori dell'Elasys.
11
marzo 2005
FIAT: SCIOPERO
E CORTEO A ROMA http://www.newspaper24.it
Sciopero generale degli stabilimenti italiani di Fiat Auto e delle
fabbriche dell'indotto.
FIAT: OPERAI
INDOTTO BLOCCANO STATALE http://www.kataweb.it
I quarantacinque operai della Iposas di Vicari (Palermo) dalle sette di
questa mattina stanno bloccando la statale Palermo-Agrigento all'altezza
del bivio Manganaro. La fabbrica produce componenti in ferro per lo
stabilimento Fiat di Termini Imerese. La Regione siciliana lo scorso 10
marzo, avrebbe dovuto convocare i rappresentanti sindacali dell'indotto e
della Fiat per comunicare gli esiti della precedente riunione con una
delegazione della casa automobilistica di Torino. Per gli operai peraltro
il 21 marzo si prospetta il fermo dell'attivita' e la chiusura
dell'impianto in quanto non sono state rinnovate dalla Fiat le commesse.
Per i lavoratori inoltre non scattera' dal 21 marzo la cassa integrazione
come comunicato dalla proprieta'. Gli operai ai quali non sono state
pagate le ultime spettanze hanno deciso di fermarsi una settimana prima
dello stop previsto per il 21, per denunciare l'assenza di azione anche da
parte della Regione e di occupare la Statale ad oltranza.
23
marzo 2005
FIAT:
PROTESTANO AD ARESE E TERMINI IMERESE http://www.liberazione.it
Ieri i lavoratori di Fiat Auto e Powertrain negli stabilimenti ex Alfa
di Arese hanno scioperato per due ore a fronte della decisione comunicata
dall'azienda di voler procedere "immediatamente allo smantellamento
delle costruzioni sperimentali e delle meccaniche". Durante lo
sciopero è stato effettuato anche un corte interno e un'assemblea
generale. A Brescia sono scesi in piazza i lavoratori dello Slai Cobas
dell'Alfa di Arese per chiedere chiarezza sui proprietari dell'area dello
stabilimento e un'integrazione al reddito, in attesa di una loro
ricollocazione. A Termini Imerese gli operai della Imam, azienda
dell'indotto Fiat che produce lamierati, pedaliere e marmitte per la
Punto, hanno presidiato lo stabilimento per impedire l'uscita di alcuni
macchinari caricati sui tir e che dovrebbero essere trasferiti in altre
fabbriche della società. La Imam, come le altre ditte dell'indotto Fiat,
ha fermato gli impianti dopo lo stop produttivo nello stabilimento Fiat.
FIAT TERMINI
IMERESE, OPERAI BLOCCANO RETE VIARIA http://www.kataweb.it
La protesta degli operai della Fiat di Termini Imerese e dell'indotto
ha paralizzato alle 10 tutta la rete viaria in entrata e in uscita da
Palermo. I metalmeccanici stanno attuando all'altezza dell'area
industriale di Termini blocchi sull'autostrada Palermo-Catania e sulla
statale Palermo -Messina, e anche sulla ferrovia Palermo-Messina nella
stazione di Fiumetorto. L'autostrada Palermo-Trapani, che serve anche
l'aeroporto Falcone-Borsellino e' interrotta allo svincolo di Carini, dove
hanno sede alcune imprese dell'indotto, mentre sulla statale
Palermo-Agrigento i dimostranti, anche qui dell'indotto, hanno invaso la
carreggiata al bivio Manganaro.
MELFI: INDOTTO
FIAT A RISCHIO DELOCALIZZAZIONE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
L'eco della chiusura dell'Imc, stabilimento situato nell'area
industriale di San Nicola di Melfi, alimenta le preoccupazioni tra i
lavoratori. Pur non facendo parte del recinto Acm, la vicenda della
fabbrica di cisterne diventa sintomatica di una crisi che già sta
minacciando altre realtà industriali dell'area Nord della Basilicata.
Basti pensare alle oltre venti imprese dell'indotto Fiat, che convivono
con la paura della delocalizzazione delle produzioni. Le "case
madri", infatti, tendono a spostare le commesse all'estero, dove la
manodopera è meno costosa, e per le fabbriche del settore metalmeccanico
è sempre più frequente la cassa integrazione. Problemi, che già si sono
trasformati in cassa integrazione per alcune imprese dell'indotto.
05
aprile 2005
FIAT:
IMPIEGATI IN CIG http://www.ilmanifesto.it
La cassa integrazione si abbatte anche sugli impiegati Fiat. Ieri
l'azienda ha annunciato cassa integrazione ordinaria per circa 1500
impiegati (1300 solo a Torino) a partire da maggio. La cassa cesserà a
fine luglio ed è stata motivata da Fiat Auto con il calo di produzione.
Lo stop riguarderà gli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Melfi e
Pomigliano. Termini Imerese è già fermo dal 21 marzo e riprenderà
l'attività il 30 settembre. Più in generale la cassa a Mirafiori
riguarderà le carrozzerie: da maggio a luglio, una settimana al mese,
staranno a casa i 4400 addetti delle linee di Punto, Musa, Multipla e
Idea, per due settimane i 600 di Alfa 166 e Thesis. A Cassino invece sono
previste due settimane di cassa a maggio, una a giugno e una a luglio per
2000 lavoratori delle linee Stilo e Stilo station wagon. A Melfi 4500 che
producono Ypsilon e Punto si fermeranno per una settimana a maggio, mentre
a Pomigliano si fermeranno i 2500 operai delle linee Alfa 147 e Alfa Gt
(una settimana a maggio e una a luglio), mentre per due settimane a maggio
si fermeranno i 1800 lavoratori della Alfa 156. Tra gli impiegati si
stanno preparando le assemblee informative, e intanto si chiede nuovamente
un impegno del governo.
FIAT:
SCIOPERANO GLI IMPIEGATI http://www.ilmanifesto.it
Alla fine ha prevalso la rabbia. E quando, raccontano i delegati,
qualcuno al microfono ha urlato "e adesso è arrivato il momento di
fare qualcosa. Alzatevi e usciamo", prima si è alzata una decina di
lavoratori in giacca e cravatta. Quindi gran rumore di sedie e in piedi
sono scattati tutti. I colletti bianchi assieme alle tute blu. Sono usciti
a decine dalla Porta 7 di Mirafiori, ieri mattina. Uno sciopero spontaneo,
per chiedere chiarezza alla Fiat. Alle nove agli enti centrali si era
svolta una affollatissima assemblea. La Fiat aveva annunciato cassa
integrazione ordinaria a zero ore a partire da maggio e per tre mesi. Un
annuncio ormai di routine a Mirafiori. Questa volta, oltre agli operai, in
cassa finiranno anche milletrecento impiegati. La soluzione che propongono
è la rotazione, cioè cinque giorni di lavoro e un giorno, il venerdì,
di chiusura per tutti in modo che la scure non si abbatta solo sui
milletrecento impiegati indicati da Fiat. Spontaneamente dopo l'assemblea
i lavoratori hanno chiesto di portare all'esterno della fabbrica le loro
preoccupazioni.
FIAT: CIG A
TORINO SEVEL: INTEGRATIVO http://www.ilmanifesto.it/
La Fiat ha concesso mezza giornata di permesso retribuito agli
impiegati e tecnici di Mirafiori che da lunedì andranno in cassa
integrazione. Cioè, come sottolinea la Fiom, hanno pagato gli impiegati
perchè se ne andassero. I delegati ieri hanno organizzato un presidio
davanti alla porta 7 dello stabilimento Fiat, per protestare contro il
rifiuto dell'azienda di prendere in considerazione la proposta partita dai
lavoratori, e cioè quella di effettuare la cassa integrazione a rotazione
con un giorno di chiusura, in modo da non gravare soltanto su alcuni
dipendenti. La cassa, che interessa milletrecento persone, durerà tre
mesi. Intanto, è stata raggiunta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic un'ipotesi
di accordo alla Sevel Val di Sangro: assunzione a tempo pieno di 195
addetti, a tempo determinato per 6 mesi di altri 300 lavoratori e aumento
salariale di 550 euro in due tranche.
04
maggio 2005
FIAT/TERMINI,
400 A OPERAI A RISCHIO http://www.ilcampanileonline.com
I 1.027 lavoratori delle aziende dell’indotto Fiat potrebbero essere
inseriti in un "bacino" per fruire in caso di esuberi, al temine
dei sei mesi di cassa integrazione, degli ammortizzatori sociali. E’
questa l’ipotesi prospettata ieri dal responsabile della Task force
regionale per l’occupazione. Secondo le organizzazioni sindacali, al
momento sono circa 400 i lavoratori che rischiano di perdere il loro posto
di lavoro quando a settembre finirà il lungo periodo di cassa
integrazione iniziato il 21 marzo. La proposta ha lasciato piuttosto
freddi i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm, che ritengono la strada
indicata come "una resa anticipata". Ma l’emergenza Fiat non
si ferma ai confini della Sicilia. Anche il Piemonte sta vivendo una crisi
industriale senza precedenti. A questo proposito, il segretario della Cisl
Piemonte Mario Scotti annuncia l’intenzione di aprire due tavoli per
rilanciare la concertazione tra le parti sociali sui problemi del lavoro e
dello sviluppo: uno sulla Fiat e l’altro sul rilancio della regione.
14
maggio 2005
FIAT DI MELFI:
CIG http://www.ilmanifesto.it/
La Fiat ha deciso di chiedere la cassa integrazione per circa
cinquemila lavoratori dello stabilimento di Melfi. Dalle 22 di ieri sera e
fino al turno di questa mattina dunque le linee di Punto e Lancia Y si
sono fermate. La causa è lo sciopero dei "bisarchisti", cioè
degli autotrasportatori che dal 26 aprile stanno attuando il blocco delle
consegne. La Fiat nei giorni scorsi aveva già minacciato la cassa
integrazione e ieri, dopo il nulla di fatto al tavolo delle trattative
promosso dal governo, ha mantenuto la promessa. Gli autotrasportatori
hanno le loro buone ragioni per scioperare: perchè la Fiat sta cercando
di tagliare su cose importanti come le assicurazioni. In serata è
arrivato anche l'annuncio che oltre a Melfi anche l'Iveco di Suzzara si
fermerà. Alla base della protesta le richieste degli autotrasportatori:
rispetto integrale dell'accordo nazionale di settore, la stipula dei
contratti scritti con tutti i vettori, l'adeguamento delle tariffe in
funzione del reale incremento dei costi. Su quest'ultimo punto in
particolare ieri al ministero la rottura è stata inevitabile. A fronte di
una richiesta d'aumento del 10% fatta dagli autotrasportatori, il governo
ha risposto con un'offerta del 3%.
01
giugno 2005
ALFA ARESE
http://www.ilmanifesto.it
Ieri i cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese riuniti in assemblea con
lo Slai Cobas davanti alla portineria centrale hanno fatto un corteo
interno per impedire alla ditta Ecomp di Solaro, nel milanese, lo
smantellamento del reparto motori. Anche oggi, come già avvenuto venerdì
scorso, dopo l'intervento dei lavoratori la ditta ha ordinato agli operai
che smontavano i macchinari di sospendere il lavoro di smantellamento. Nei
prossimi giorni i cassintegrati dell'Alfa vigileranno, si legge in una
nota sindacale, per impedire altri eventuali colpi di mano della Fiat.
30
giugno 2005
OPERAI
DELL'INDOTTO FIAT CARICATI A PALERMO http://www.ilmanifesto.it/
Hanno aspettato in piazza, manifestando in maniera pacifica e senza
blocchi stradali. Ma dopo quattro ore di attesa, Totò Cuffaro ha fatto
sapere che non avrebbe ricevuto la delegazione sindacale, con la quale il
giorno prima aveva concordato un incontro, a meno che i 200 operai
dell'indotto Fiat di Termini Imerese non avessero sgombrato la piazza.
Cuffaro però ha scatenato la reazione della polizia, che ha accolto a
manganellate le tute blu che cercavano di entrare per protesta nella
stazione metropolitana, a pochi passi dal palazzo del governo. Intanto
davanti alla presidenza si radunavano 10 mila precari ex lsu che da mesi
chiedono la stabilizzazione. Gli agenti hanno formato un cordone
ostacolando fisicamente i lavoratori che con le braccia alzate in segno di
distensione marciavano in strada. In piazza c'erano gli operai dell'Automotive
System di Carini, che ha annunciato la fine della produzione e il
licenziamento di 90 persone, della Imam con 21 persone in bilico, della
Iposas di Vicari con 20 dipendenti a un passo dalla mobilità, della
Valdostana Plastici e della Bienne Sud (40 licenziamenti su 81 addetti).
Gli operai hanno raggiunto in corteo la Prefettura che è riuscita a
mediare e a convincere Cuffaro a rispettare gli impegni assunti con
Fim-Fiom e Uilm.
LUGLIO
ALFA: COBAS
VINCONO IN TRIBUNALE http://ilmattino.caltanet.it/
Il sindacato Slai Cobas indice uno sciopero di mezz'ora nella Fiat Auto
di Pomigliano d'Arco, ma l'azienda mette tutti gli operai in libertà
invitandoli a lasciare il posto di lavoro e a tornare a casa. Lo Slai
Cobas, però, vince il ricorso presentato presso il giudice del lavoro di
Nola con cui era stato contestato il carattere antisindacale della
condotta della Fiat Auto di Pomigliano. L'episodio risale al 6 aprile
scorso in occasione dello sciopero indetto dal sindacato dalle 6 alle 6.30
per rivendicare "la rivalutazione dell'indennità di mancata mensa,
il ripristino dei cosiddetti automatismi della contingenza, le sospensioni
in cassa integrazione guadagni straordinaria e la computabilità del tempo
necessario a indossare gli indumenti di lavoro nell'orario
lavorativo". Il giudice del lavoro, Monica Galante, ha accolto la
domanda presentata dal sindacato di categoria considerando illegittimo il
contegno datoriale consistito nella sospensione dell'attività lavorativa
nel reparto di montaggio Alfa 147 di Pomigliano d'Arco dalle 6.30 alle
alle 14. E adesso il sindacato lavoratori autorganizzati guidato da
Antonio Tammaro chiede alla controparte la corresponsione a ogni
lavoratore della retribuzione relativa alla normale giornata lavorativa,
circa 70 euro. Una cifra che, secondo il sindacato di categoria, deve
essere moltiplicata non solo per i 150 operai che hanno aderito allo
sciopero, ma anche per quelli che non hanno aderito e che sono stati
mandati a casa dalla Fiat Auto. Al termine dello sciopero, infatti, gli
operai non sono potuti più tornare sulle proprie postazioni.
settembre
FIAT MELFI
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
I lavoratori della Fiat Sata di San Nicola di Melfi, nel corso delle
assemblee che si sono tenute nei diversi turni a partire da martedì sera
e fino al tardo pomeriggio di ieri, hanno approvato l'ipotesi di accordo
sull'organizzazione del lavoro in 17 turni presentata da sindacati ed rsu.
Il consenso dei lavoratori era quasi del tutto scontato, dal momento che
il sistema dei 17 turni è certamente meno pesante di quello a 18, che
prevede anche il lavoro notturno domenicale. Ma è il consenso della
dirigenza Sata, che i sindacati dovranno ottenere nel caso di una
eventuale riapertura della trattativa. Gli operai nelle assemblee di ieri
hanno comunque respinto la proposta della Fiat di tornare al vecchio
sistema di turnazione, che nei fatti è stato già ripristinato da
domenica scorsa (anche se vanificato dallo sciopero di otto ore). L'altra
notizia di rilievo della giornata di ieri, arriva invece dall'indotto
industriale. Dopo l'Automotive, che ha ufficializzato l'adozione di un
sistema a 17 turni, anche la Proma ha raggiunto un accordo sulla
turnazione. Ma rispetto alla prima, lo stabilimento di San Nicola di
Melfi, che dà lavoro a circa 220 dipendenti e produce strutture per
sedili si è spinto ancora più oltre: alla Proma, infatti, manterranno
addirittura il sistema dei 15 turni, che piace agli operai del polo
automobilistico della Fiat. Mentre in Sata dunque, continua il braccio di
ferro tra azienda e sindacati sull'organizzazione del lavoro, nelle
fabbriche dell'indotto industriale di San Nicola di Melfi si sta
inaugurando un trend decisamente diverso. E la strada intrapresa dai due
stabilimenti potrebbe essere seguita anche da altre fabbriche dell'area
industriale. Quel che è certo è che gli operai vogliono sapere con
certezza i loro turni, anche con due mesi d'anticipo, per organizzarsi la
vita.
FIAT MELFI: SI
TRATTA ANCORA SUL 18° TURNO http://www.ilgiornale.it/
CIG A TORINO E CASSINO
Passo avanti importante, a Melfi, nella vertenza sul 18° turno in
fabbrica. Ieri sera Fiat e sindacati avrebbero chiuso il tavolo tecnico
con una serie di accordi relativi al miglioranento delle condizioni di
lavoro che, a quanto sembra, non includerebbe il lavoro alla domenica.
Chiuso il capitolo tecnico, si apre ora l'ultima fase della trattativa, il
tavolo politico al quale, accanto alla direzione dello stabilimento
lucano, siederanno anche i responsabili delle relazioni industriali di
Fiat Auto. In questa sede Fiom, Fim e Uilm metteranno sul tavolo anche i
problemi relativi al salario e all'impiego delle donne nei turni più
pesanti. Da parte sua, la Fiat per ovviare all'abolizione del 18° turno
con la conseguente mancata realizzazione di 450 Grande Punto (quello che
inizia alle 22 della domenica), potrebbe richiedere un aumento della
produttività durante la settimana. A Melfi arriveranno lunedì 70
lavoratori provenienti dalla fabbrica di Cassino: per due mesi daranno
manforte ai colleghi della Basilicata per l'assemblaggio della Grande
Punto. E mentre a Melfi la soluzione alla vertenza sembrerebbe più
vicina, Fiat Auto ha comunicato un nuovo programma di cassa integrazione
per 3.500 addetti di Mirafiori e Cassino. A Mirafiori la linea della
Multipla si fermerà due settimane, dal 24 ottobre al 5 novembre, mentre
quella di Lancia Thesis e Alfa 166 nella settimana dal 24 al 29 ottobre.
Due settimane anche per la linea della Stilo, a Cassino, il cui stop sarà
dal 24 ottobre al 5 novembre.
04
ottobre 2005
CONTRATTO
METALMECCANICI http://www.miaeconomia.com/
Dopo lo sciopero generale del 29 settembre, tornano oggi ad incontrarsi
sindacati e imprenditori per il contratto dei lavoratori metalmeccanici.
Il contratto è scaduto da oltre nove mesi. Il negoziato che si apre oggi
non sarà certo semplice, considerando le distanze che ancora separano
imprese e sindacati. Questi ultimi chiedono un aumento, a regime, di 130
euro mensili, comprensivi di 25 euro per i lavoratori che non fanno
contrattazione collettiva. Le imprese sono invece disposte a concedere
solo 59,58 euro. Il segretario della Fiom Gianni Rinaldini, sostiene
"che siamo di fronte ad un nuovo scontro sociale, che parla anche
alla politica, perché tra la vertenza metalmeccanici e la legge
finanziaria si riaffaccia l’idea che lo sviluppo del paese si giochi sul
peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Allo stato attuale, tutto
lascia immaginare che, in assenza di novità significative, si dovranno
definire ulteriori iniziative di mobilitazione e di sciopero nelle forme
più incisive possibili sulle attività produttive".
MELFI:
SCIOPERO PER IL RIPRISTINO DEI 15 TURNI
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Acque sempre agitate nella zona industriale di Melfi. E' la volta di
Alternativa sindacale che proclama otto ore di sciopero, per chiedere il
ripristino dei 15 turni lavorativi, il contratto a tempo indeterminato per
i nuovi assunti, la riduzione dei carichi di lavoro e la fine dei
provvedimenti disciplinari. Alternativa sindacale ha proclamato otto ore
di sciopero alla Fiat e nelle aziende terziarizzate di Melfi a partire
dalle ore 22 di oggi, 20 novembre.
dicembre
METALMECCANICI:
SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A ROMA http://www.gazzettadelsud.it
Le tute blu tornano in piazza a Roma per chiedere il rinnovo del
contratto. Alla manifestazione di oggi a sostegno della vertenza dei
metalmeccanici, aperta da mesi (il contratto che interessa oltre un
milione e mezzo di lavoratori è scaduto a fine 2004), Fiom, Fim e Uilm si
aspettano la partecipazione di almeno 100.000 persone. I cortei che
attraverseranno la città saranno tre, mentre la manifestazione si
concluderà a piazza San Giovanni con i comizi dei segretari generali di
Fim e Uilm Giorgio Caprioli e Tonino Regazzi e con quello del leader della
Cgil, Guglielmo Epifani. Con lo sciopero di otto ore di oggi saranno 42 le
ore complessive di astensione dal lavoro a sostegno della vertenza, per
una rinuncia in busta paga per i lavoratori in questi mesi di circa 400
euro medi lordi (considerando una retribuzione media lorda di 1.655 euro
al mese). La trattativa con la Federmeccanica riprende martedì 6, ma
lunedì 5 è fissata una riunione degli esecutivi unitari di Fiom, Fim e
Uilm per fare il punto sul confronto. Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto un
aumento salariale medio mensile di 105 euro, ai quali aggiungere 25 euro
per quei lavoratori esclusi dalla contrattazione aziendale. La
Federmeccanica dopo aver inizialmente offerto un aumento medio di 59,58
euro si è detta disponibile a una revisione di alcune basi di calcolo
(per un aumento che si aggirerebbe sopra ai 70 euro). Ma la questione
sulla quale si giocherà il tentativo di avvicinare le posizioni sarà la
flessibilità. Gli industriali infatti hanno chiesto maggiore libertà
nell'utilizzo del pacchetto delle 64 ore plurisettimanali previste dal
contratto del 1999, adesso decise in azienda con un accordo con le Rsu. Lo
"scambio" potrebbe trovarsi nella definizione di norme che
restringono l'impatto della legge Biagi sul mercato del lavoro. Ma sulla
maggiore libertà alle aziende nella decisione degli orari di lavoro la
Fiom frena.
29
dicembre 2005
FIAT: 4 ANNI
DI CIG http://www.ilgiornale.it/
Il governo non varerà un decreto ad hoc per Fiat né ci saranno deroghe
ai requisiti per andare in pensione anticipatamente attraverso lo
strumento della mobilità lunga. Ma propone una cassa integrazione
straordinaria di due anni rinnovabile per altri due. È quanto ha
comunicato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ai vertici del
Lingotto, confermando una posizione manifestata più volte nei giorni
scorsi. La decisione di Maroni è stata resa nota ai sindacati dal
responsabile delle relazioni industriali di Fiat, Paolo Rebaudengo,
durante la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Il
rappresentante del gruppo torinese non ha escluso che a partire da gennaio
l'azienda possa avviare le procedure di mobilità e cassa integrazione per
il personale in esubero. Il ministro Maroni ha tuttavia precisato che ai
primi di gennaio ci sarà una nuova riunione con la Fiat nella quale il
governo manifesterà la propria disponibilità a finanziare strumenti per
il ricollocamento del personale.
11
gennaio 2006
METALMECCANICI:
SCIOPERI http://www.lapadania.com
Per giungere al rinnovo del contratto delle tute blu federmeccanica e
sindacati si incontreranno nuovamente oggi per continuare la trattativa.
Ieri le riunioni sono durate sei ore. Nel corso della mattinata è stato
affrontato il tema dell’apprendistato mentre invece durante il
pomeriggio c’è stata una riunione ristretta dei vertici di fiom, fim e
uilm e di federmeccanica per un esame della situazione. In merito invece
all’affermazione di federmeccanica secondo cui i margini di aumento
ormai sono ristretti oltre alla proposta già fatta di 94,5 euro con un
prolungamento della durata del contratto di 7 mesi Regazzi ha invece
affermato che "i margini dovrebbero essere larghi". Ieri mattina
sono state bloccate dai metalmeccanici le autostrade in tutto il nord con
conseguenti disagi per migliaia di automobilisti. Alcune centinaia di
lavoratori hanno bloccato un tratto della tangenziale di Bologna, in zona
fiera. Si sono concentrati davanti alla manifattura tabacchi in via
Stalingrado a Bologna e hanno composto un corteo. Di lì hanno raggiunto
la sede regionale della rai, percorrendo la tangenziale. Un’altra
manifestazione ha provocato la chiusura, in entrambe le direzioni,
dell’uscita di Reggio Emilia sull’autostrada del sole. Nel bergamasco
un gruppo di manifestanti ha attuato un presidio e la polstrada di
Treviglio ha così chiuso l’autostrada in tutt’e due i sensi di marcia
obbligando gli automobilisti diretti a Milano ad uscire a Bergamo mentre
quelli diretti a Venezia sono stati fati uscire a Capriate San Gervasio.
Anche l’autostrada Torino-Milano, all’altezza dello svincolo di
Chivasso è stata bloccata ieri mattina da circa 200 metalmeccanici che
manifestano per il contratto. In Campania lo sciopero indetto da fim, fiom
e uilm, ha portato le tute blu a manifestare sia per le strade sia davanti
alle stesse aziende. A protestare gli operai della whirpool, della fiat,
della fincantieri, dell’alenia e della magnaghi. Numerosi i blocchi
stradali che hanno interessato via Argine alla periferia nord di Napoli,
nei pressi dello stabilimento whirlpool. Bloccata anche la statale
sorrentina. In diverse fabbriche si sono tenuti incontri dinanzi gli
ingressi.
FIAT: SCIOPERO
VENERDI' PER IL CONTRATTO http://ilmessaggero.caltanet.it
Le tute blu della Fiat di nuovo in sciopero per il contratto.
Proclamato per venerdi prossimo 8 ore di sciopero nello stabilimento Fiat
di Cassino e nelle altre fabbriche metalmeccaniche del comprensorio a
sostegno del rinnovo del contratto. La protesta, indetta a livello
nazionale, si terra a livello locale venerdi nel territorio cassinate dove
sono concentrate le più grosse aziende metalmeccaniche della provincia
con circa diecimila lavoratori.
16
gennaio 2006
METALMECCANICI:
TORINO, BLOCCHI IN CITTA' E TANGENZIALI http://www.kataweb.it/
Il blocco di piazze, tangenziali e citta', da parte dei lavoratori
metalmeccanici annunciato per la giornata odierna, per il rinnovo del
contratto, e' scattato punatualmente. Blocchi sull'autostrada
Torino-Milano sono gia' in corso nei due sensi di marcia, a Chivasso, con
circa cinquecento lavoratori. A Mirafiori, un migliaio di "tute
blu" si sta diregendo verso corso Settembrini. Altri manifestanti
alla Bertone di Grugliasco, alle porte del capoluogo piemontese. E proprio
a Torino oggi e' presente per il congresso dell Cgil il segretario,
Guglielmo Epifani. La mattinata, a Torino, è stata caratterizzata da
concentramenti, oltre che sulle arterie già indicate, lungo corso
Allamanno, a Beinasco, in corso Francia, in corso Marche (dove i
lavoratori dell'Alenia sono usciti dalla fabbrica), ad Alpignano e
Avigliana. I lavoratori della Pininfarina di San Giorgio hanno bloccato la
Torino-Aosta, mentre quelli dell'Avio e della Magneti Marelli la
Torino-Pinerolo e altri sempre della Magneti Marelli la strada di Lanzo.
Blocchi stradali o forti rallentamenti hanno coinvolto anche la
Torino-Savona.
02
marzo 2006
FIAT MIRAFIORI:
68 MANAGER A PROCESSO http://www.ilmanifesto.it
Il 5 ottobre prossimo si aprirà il processo a carico di 68 ex
dirigenti e manager di Fiat Auto per i quali la procura di Torino ha
chiesto il rinvio a giudizio per lesioni personali colpose. L'inchiesta,
aperta dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, riguarda una serie
di malattie professionali, come per esempio la tendinite, denunciate da
molti lavoratori dello stabilimento torinese. Per anni è stato negato che
problemi come la tendinite o l'ernia del disco fossero una conseguenza
dello sforzo ripetuto cui erano sottoposti i lavoratori alla catena di
montaggio. Inizialmente infatti il sindacato era partito con una serie di
vertenze individuali con l'Inail che non riconosceva come conseguenze
dello sforzo da lavoro ripetuto queste malattie. Sotto accusa è il
"TMC2", cioè la turnazione che consente all'azienda di tagliare
i tempi morti. Nei fatti si tratta di una turnazione che peggiora le
condizioni di lavoro. Aumenti la velocità del movimento e di conseguenza
sei molto più soggetto a tendiniti e problemi del genere. Il TMC2 è
stato introdotto negli anni '80, con la fase di ristrutturazione delle
imprese dopo la grande prova di resistenza dei lavoratori di Mirafiori. Il
procuratore Guariniello ha raccolto valanghe di dati e testimonianze. L'Asl
ha realizzato qualcosa come seicento ore di video in linea di montaggio. I
lavoratori coinvolti nel processo sono circa 200, tutti dello stabilimento
di Mirafiori. In generale le vertenze individuali patrocinate dall'Inca
Cgil sono state, solo per il gruppo Fiat, circa 350 su 700. L'Inail ha
riconosciuto positive 226 pratiche.
FIAT: SCIOPERO
http://ilmattino.caltanet.it/
Quello di ieri è stato il primo dei quattro giorni di sciopero
proclamati dallo Slai-Cobas per protestare contro i licenziamenti di otto
appartenenti del sindacato, lavoratori della Fiat Auto di Pomigliano e di
aziende terziarizzate, accusati di essere stati i protagonisti degli
incidenti verificatisi lo scorso 14 febbraio fa nel corso dell’assemblea
con i confederali sul contratto nazionale metalmeccanico. Secondo lo Slai
Cobas, avrebbero aderito allo sciopero fra il 60 e 70 per cento delle tute
blu. Per i sindacati confederali invece, sarebbero poche decine i
lavoratori a non essersi presentati a lavoro. Certo è che il giorno di
straordinario disposto ieri dalla Fiat era molto atteso dai lavoratori per
recuperare soldi sul proprio salario. Lo Slai Cobas che dopo quello di
ieri ha proclamato, a partire dai prossimi tre sabati consecutivi,
analoghi scioperi di otto ore nello stabilimento di Pomigliano della Fiat
auto, e nelle aziende terziarizzate sembra intenzionato ad usare il pugno
di ferro contro l’azienda. Secondo il sindacato sono infatti
centosettanta i testimoni per il ricorso presentato dagli otto lavoratori
licenziati. Gli operai, hanno infatti depositato pochi giorni fa il
ricorso, chiedendo alla magistratura di attuare la procedura d’urgenza
prevista dallo statuto dei lavoratori. Nel ricorso sono stati citati 170
testimoni, 162 dei quali sono lavoratori della Fiat Auto di Pomigliano
d’Arco, e della terziarizzate, tutti, comunque, presenti all’assemblea
convocata da Fiom, Fim e Uilm, per discutere del contratto nazionale per i
metalmeccanici. Secondo Vittorio Granillo, dirigente dello Slai Cobas, uno
degli otto licenziati, i provvedimenti dell’azienda "sono del tutto
illegittimi".
maggio 2006
FIAT: RSU
APPROVANO LA PIATTAFORMA http://www.ilmanifesto.it/
Sul volantino, distribuito ieri al presidio della Fiom davanti alla
sede dove si è svolta l'assemblea degli azionisti del Gruppo, c'è
scritto che visto che aumentano i titoli Fiat in Borsa, i lavoratori
chiedono che il loro determinante contributo al successo di questo ultimo
periodo, venga riconosciuto dall'azienda in maniera adeguata. Infatti il
contratto aziendale nel gruppo Fiat è scaduto nel 1996, cioè dieci anni
fa. Martedì la Rsu più grande d'Italia, quella di Mirafiori, ha
evidenziato come i benefici prodotti dai sacrifici dei lavoratori
finiscono esclusivamente nelle tasche degli azionisti e dei manager, dei
quadri e dei capi ai quali recentemente sono stati riconosciuti lauti
aumenti. I lavoratori Fiat chiedono che una parte dei profitti venga
distribuita anche a loro. Fim, Fiom, Uilm e Fismic stanno facendo
assemblee in tutte le fabbriche del gruppo Fiat: presentano e chiedono ai
lavoratori di approvare la piattaforma decisa nell'attivo dei delegati
nazionali la settimana scorsa. Gli aspetti più importanti di questa
piattaforma sono la rivendicazione di aumenti salariali uguali per tutti e
l'importanza del processo referendario sia in entrata che in uscita perché
a decidere, dicono unanimi i lavoratori, devono sempre essere i
lavoratori. I sindacati chiedono un 'premio' di 1300 euro a regime nelle
buste paga entro il 2008. Il segretario generale della Fiom, Gianni
Rinaldini, ha ribadito ieri che la Fiom resta contraria allo scorporo del
settore auto. Il 2006 - dice - sarà cruciale per la definizione
dell'assetto societario del gruppo, e noi rimaniamo contrari allo scorporo
del settore auto.
FIAT DI MELFI:
SCIOPERO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Ancora una domenica di sciopero, a partire dalle 22 di stasera, nello
stabilimento Fiat e nelle terziarizzate. A proclamarlo, l'organizzazione
sindacale FmlUniti Cub, di concerto con la rsu aderente. L'iniziativa è
collegata allo sciopero del 7 maggio scorso, che ha visto, secondo la Fml
Cub, una buona partecipazione di lavoratori. Lo sciopero è contro
l'obbligo di lavorare consecutivamente di notte per 12 domeniche, ma anche
contro l'intenzione di sopprimere il diritto di sciopero garantito dalla
Costituzione e contro le minacce a non scioperare fatte ai lavoratori da
capi all'interno dello stabilimento Sata. Di pressioni nei confronti degli
operai parla anche lo Slai Cobas. Martedì 9 maggio in contemporanea con
l'udienza per il reintegro dell'operaio Innocenti è stato organizzato un
presidio operaio presso il Tribunale di Melfi, ed in fabbrica uno
sciopero, promosso da Alternativa sindacale e con l'adesione dello Slai
Cobas. Una nuova grave arbitraria contestazione disciplinare è stata
inviata ad un delegato, per aver organizzato lo sciopero del 9 maggio. La
Fiat vuole colpire il diritto di sciopero, strumento di lotta
insostituibile.
13
giugno 2006
FIAT: FORSE
VERSO LA FINE DELLA CIG A MIRAFIORI http://www.ecodelchisone.it/
E' probabile che Fiat a settembre assumerà 200 nuovi dipendenti per
Mirafiori. Le vendite dei modelli della Grande Punto, che dal 26 maggio
escono dalle linee di corso Agnelli, vanno bene e dopo le ferie dalla
catena di montaggio scenderanno 260 nuove vetture al giorno. L’obiettivo
di azzerare la cassa integrazione a Mirafiori potrebbe essere raggiunto,
anche se i volumi occupazionali sono minori rispetto ad un paio di anni
fa. Il sindacato sta anche trattando in questi giorni con l’Azienda su
permessi, ferie e sabati lavorativi che dovrebbero essere compresi in un
documento unitario. Ci si sta accordando per gli straordinari da attuare
il sabato e la domenica per il turno della notte fino al 22 luglio sulla
linea della Grande Punto, della "vecchia Punto" che ha ancora
15.000 ordinativi in Europa, dell'Idea, della Multipla e della Lancia
Musa. La Fiom sarebbe favorevole allo straordinario se a settembre si
avviassero le nuove assunzioni.
19
giugno 2006
GRUPPO FIAT:
SI TRATTA PER L'INTEGRATIVO http://www.ilgiornale.it/
Giovedì prossimo, nella sede dell'Unione Industriale di Torino, si
svolgerà il terzo round della trattativa per il rinnovo del contratto
integrativo dei lavoratori del gruppo Fiat. E' un incontro che potrebbe
rivelarsi decisivo per le sorti dell'accordo che interessa circa 80mila
lavoratori degli stabilimenti Fiat Auto, Sata, Powertrain, Sevel, Iveco,
Cnh, Magneti Marelli, Teksid, Business Solutions, sparsi in tutta Italia.
L'ultimo contratto integrativo fu discusso a Torino nel 1996, esattamente
10 anni fa e, allora, sedeva a capo della delegazione della Fiom-Cgil,
l'attuale ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Quell'intesa stabilì norme
e aggiornamenti economici validi fino a tutto il 2000. Ma, in seguito, è
stato impossibile discutere una nuova piattaforma a causa della profonda
crisi industriale che ha investito il gruppo torinese.
FIAT: I
DELEGATI FIOM DICONO SI ALL'ACCORDO http://www.ilmanifesto.it/
E' un giudizio positivo quello che ieri i delegati della Fiom degli
stabilimenti Fiat italiani hanno dato dell'ipotesi di accordo
sull'integrativo raggiunta sabato notte dai sindacati metalmeccanici. A
Torino si sono riuniti i delegati degli stabilimenti del centro nord,
mentre a Napoli si sono riuniti quelli del sud. Nel complesso dunque
l'ipotesi di intesa piace. Soprattutto perché il premio ottenuto dai
sindacati (1100 euro) è un buon compromesso rispetto a quanto era stato
richiesto dai metalmeccanici (1300 euro). I delegati si sono detti
soddisfatti soprattutto per il fatto che la Fiat ha recepito il disagio
espresso dai lavoratori che, di fronte ai risultati positivi degli ultimi
mesi, chiedevano venisse riconosciuto loro una parte del merito per questi
risultati. Entro il 10 luglio l'intesa sull'integrativo, che in Fiat non
c'era da dieci anni, sarà sottoposta a referendum nelle fabbriche ed è
la prima volta che accade nel gruppo torinese. Anche gli altri sindacati
si sono riuniti per valutare l'ipotesi di intesa. Nel merito l'ipotesi di
accordo (che riguarderà circa ottantamila dipendenti del gruppo in tutta
Italia) prevede un premio di 1100 euro fino al 2008 di cui 500 pagati a
luglio. Questi vanno ad aggiungersi al saldo (circa 300 euro) del vecchio
premio. Ma c'è un altro risultato importante ottenuto dai sindacati
metalmeccanici e chiesto espressamente dai lavoratori nelle tante
assemblee: il premio, cioè, sarà uguale per tutti. Gli altri punti
importanti dell'ipotesi di accordo riguardano il tentativo di rispondere
alla precarizzazione anche interna all'azienda e la sanità integrativa.
Sul primo punto i sindacati sono riusciti ad ottenere da Fiat la promessa
che le nuove assunzioni saranno con contratti di apprendistato. Ma sugli
attuali lavoratori precari l'accordo è anche più interessante: la Fiat
infatti si impegna a confermare il 95% dei lavoratori precari. Sulla sanità
integrativa il sindacato ha chiesto e ottenuto di prevederla per tutti a
partire dal 2009.
FIAT MIRAFIORI:
NON AGLI STRAORDINARI http://www.ecodelchisone.it/
Le tute blu di Mirafiori hanno bocciato i sabati lavorativi
straordinari in seguito alla richiesta di modelli della Grande Punto che
da fine maggio è prodotta anche a Mirafiori in un numero di esemplari
sempre crescente fino a raggiungere le 260 unità al giorno alla ripresa
di settembre. I "no" sono stati 793 e i "Sì" 433
espressi nel corso di un referendum indetto negli stabilimenti di corso
Agnelli. I quattro grandi sindacati Cgil-Cisl-Uil e Fismic si erano
dichiarati d'accordo in linea di massima con la proposta della Fiat. Si
trattava di tre sabati lavorativi consecutivi, compreso il 24 giugno che a
Torino è festivo per la ricorrenza del patrono S. Giovanni. In cambio del
sabato lavorativo i sindacati avevano ottenuto dalla Fiat la promessa di
riaprire a settembre il capitolo delle nuove assunzioni a Mirafiori.
04
luglio 2006
ALFA AVIO: SIT
IN http://ilmattino.caltanet.it/
L’Avio di Pomigliano ha perso la commessa Alitalia. Ora l’incubo
dello smantellamento industriale e dei licenziamenti è cosa concreta nel
comparto aeronautico napoletano. Ieri i sindacati hanno reagito bloccando
l’impianto di viale Impero. All’una hanno fatto uscire gli operai
dalla fabbrica. Il traffico su viale Impero è rimasto bloccato per due
ore. Probabilmente per domani sarà organizzata davanti ai cancelli dello
stabilimento una conferenza stampa insieme con le istituzioni. L’appello
di aiuto è stato rivolto anche all’assessore regionale Andrea Cozzolino
e ai parlamentari del territorio. La stangata è giunta l’altra sera,
quando l’Alitalia ha comunicato con una lettera che non affiderà ad
AVIO la revisione dei motori JT8-D della sua flotta narrow body MD80. La
flotta MD80 di Alitalia è la seconda al mondo. A Pomigliano l’attività
di revisione dei motori JT8-D impegna oltre il 50 per cento degli addetti
alla Divisione revisioni civili. Intanto l’azienda sta valutando
l’impatto occupazionale della decisione di Alitalia e quali siano le
possibilità di compensazione al calo delle revisioni. Complessivamente
nella Divisione revisione civili, a Pomigliano d’Arco, lavorano 380
persone su un totale di 1150 dipendenti nell’area campana, fra
Pomigliano d’Arco e Acerra, dove si svolgono anche attività di
progettazione e produzione di componenti di motori aeronautici. Ieri
corteo cittadino dei lavoratori dell’Avio per rispondere al taglio delle
commesse. Centinaia di tute blu hanno percorso le principali vie del
centro. Alla fine una delegazione del consiglio di fabbrica ha occupato la
sala giunta del comune. C’è stato un lungo faccia a faccia con il
sindaco, Antonio Della Ratta, nel corso del quale un operaio dell’Avio
è scoppiato in lacrime, sfinito dalla paura di perdere il lavoro. Intanto
gli operai hanno bloccato l’invio di circa trenta motori JT8 revisionati
da destinare alla flotta MD80 della nostra compagnia di bandiera. Il 30
giugno centinaia di lavoratori dell’Avio prendono d’assalto la
stazione principale della circumvesuviana di Pomigliano, occupano i binari
e paralizzano per due ore, dalle 8.30 alle 10.30, la linea ferrata
Napoli-Baiano. Quindi il rientro dei manifestanti in fabbrica e il
ripristino della normalità. Una tregua armata. A mezzogiorno il consiglio
comunale vota un documento di "sostegno alla lotta dei lavoratori
Avio".
FIAT MELFI:
OPERAI SOTTO PROCESSO http://www.ilmanifesto.it/
Diciotto indagati per le proteste del 2004, La "primavera di
Melfi" finisce in tribunale. Il procuratore Giuliana Giuliano, del
Tribunale di Melfi, ha proceduto su quattro esposti della Fiat Sata e di
tre aziende dell'indotto, che accusano di "violenza privata" gli
operai che il 21 aprile 2004, terzo giorno di presidio, stazionavano in
assemblea permanente davanti all'ingresso degli stabilimenti. Secondo gli
esposti, gli operai avrebbero impedito l'ingresso a due pullman, dove si
trovavano una trentina di capireparto e dirigenti Fiat intenzionati a
recarsi al lavoro. Gli stessi occupanti degli autobus hanno segnalato
all'azienda 18 persone, che adesso risultano indagate e che potrebbero
essere rinviate a giudizio. I diciotto in questione sono tutti iscritti al
sindacato, molti di loro sono delegati. Tredici sono esponenti della Fiom
- tra loro il segretario generale della Basilicata Giuseppe Cillis - e gli
altri cinque di organizzazioni di base. Adesso si spera in
un'archiviazione: Per Lello Raffo "non c'è stata alcuna violenza:
eravamo in migliaia al presidio del 21 aprile e a quelli successivi; anche
il 26, quando prendemmo le botte a causa delle cariche. La procura ha
dovuto procedere, ma adesso si deve archiviare: altrimenti ci
autodenunciamo tutti".
08
settembre 2006
FIAT AVIO
http://www.ilmanifesto.it/
In dieci ieri mattina sono saliti sul tetto della direzione della Fiat
Avio minacciando di lanciarsi nel vuoto. Solo dopo l'intervento del
sindaco di Pomigliano D'Arco e in seguito ad una lunga mediazione gli
operai hanno desistito e sono scesi dal cornicione. Questo l'ultimo atto
di una crisi che va avanti dal mese di giugno, quando i dirigenti della
Carlyle group e della Finmeccanica - che tre anni fa hanno rilevato
l'azienda (rispettivamente al 70% e al 30% delle quote) - hanno annunciato
la possibile chiusura di un cospicuo comparto della fabbrica. La Fiat Avio
ha infatti perso la commessa con Alitalia per la fabricazione del motore
Jt8-200, partita andata ad una società israeliana che ha presentato
un'offerta del 40% in meno sui costi di produzione. A Pomigliano
resterebbe la revisione del motore Tv-120, un reparto che però occupa una
piccola parte di lavoratori. I tagli riguarderebbero un centinaio di
lavoratori, anche se l'azienda a luglio aveva prospettato la Cig
straordinaria. Il 6 agosto un inaspettata accelerazione, il gruppo misto
ha venduto l'intero impianto alla Cinven, un fondo di private equity
inglese. Stamattina a Roma ci sarà l'incontro tra le parti per definire
una strategia di rilancio insieme al sottosegretario all'economia Alfonso
Gianni. Le Rsu hanno già diramato un comunicato dove chiariscono
l'intenzione di non sottoscrivere "nessuna intesa di Cigo o Cigs"
e minacciano di occupare la fabbrica. Nei mesi estivi gli operai hanno
manifestato duramente contro la società Carlyle, occupando strade,
autostrade e areoporti.
29
settembre 2006
FIAT
POMIGLIANO http://www.denaro.it
Duecentottantaquattro giovani lavoratori interinali con il contratto in
scadenza oggi saranno assunti dal 2 gennaio 2007 presso lo stabilimento
Fiat di Pomigliano d’Arco. E’ il frutto dell’intesa siglata ieri
all’Unione industriali di Napoli tra management aziendale e sindacati
confederali. Dopo lo stop di tre mesi, i precari entreranno in azienda con
la formula dell’apprendistato professionalizzante. Non ci sta lo
Slai-Cobas, che denuncia 584 licenziamenti in arrivo per lo stabilimento:
a fronte di "fumose promesse" di assunzioni - afferma in una
nota il sindacato - saranno messi in mobilità trecento lavoratori anziani
e con ridotte capacità lavorative.
31
ottobre 2006
FIAT MELFI:
NON RINNOVATI 318 PRECARI http://www.ilmanifesto.it/
Trecentodiciotto lavoratori interinali dello stabilimento di Melfi, a
cui la Fiat non ha rinnovato il contratto hanno chiesto insieme ai
sindacati «un incontro urgente alla Regione Basilicata che coinvolga la
stessa Fiat per affrontare le questioni produttive e occupazionali legate
al futuro del polo dell'auto ed evitare che ulteriori ritardi di
programmazione possano peggiorare le condizioni dei lavoratori. È quanto
è scritto in un documento redatto ieri al termine di un'assemblea che si
è svolta al Centro sociale di Rionero in Vulture. Lavoratori e sindacati
ritengono che gli interinali debbano avere un contratto a tempo
indeterminato, così come previsto dall'accordo nazionale (integrativo
Fiat del 28 giugno 2006) che interessa tutti i lavoratori del gruppo in
Italia, considerato che la Sata ha di recente ottenuto contributi per 12,7
milioni di euro dalla Regione Basilicata. I sindacati chiedono inoltre
l'intervento del ministero del lavoro.
dicembre
ALFA DI ARESE:
SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Tre ore di sciopero indette per oggi dalla Fiom Cgil all'Alfa Romeo di
Arese, dove per 334 persone scade il 18 dicembre la procedura di mobilità
e, di conseguenza, scattano i licenziamenti. La protesta è stata indetta
per sollecitare la Regione a fissare la data del tavolo politico con tutti
i soggetti firmatari degli accordi relativi alla realizzazione del Polo
per la mobilità sostenibile.
07
febbraio 2007
FIAT
http://www.ilmanifesto.it/
Nonostante le tranquillizzanti dichiarazioni di Sergio Marchionne non
è ancora chiaro il ruolo che dovrà assumere lo stabilimento siciliano
nel quadro della produzione Fiat. Il segretario della Fiom, Rinaldini, ha
perciò ricordato che "la messa in produzione della nuova Bravo
rappresenta una conferma dei risultati conseguiti dal gruppo Fiat e si
inserisce in una prospettiva positiva. Permane però un inquietante
silenzio sul futuro dello stabilimento Fiat Auto di Termini Imerese. Per
questo è necessario che si apra rapidamente un tavolo di confronto con
governo, regione Sicilia e parti sociali. Una cosa deve essere chiara: non
è possibile pensare ad un naturale esaurimento dello stabilimento. Questo
percorso è stato tentato nel passato quando la Fiat andava male. Sarebbe
assurdo riproporlo adesso che la Fiat presenta risultati positivi".
FIAT: 2000 IN
MOBILITA' http://www.miaeconomia.com/
Il Governo, la Fiat e i sindacati dei metalmeccanici hanno raggiunto un
accordo sulla mobilità nel Gruppo Fiat. Il verbale di intesa recepisce le
richieste del Gruppo e dei sindacati facendo riferimento "alla misura
indicata" nell’accordo raggiunto tra Fiat e sindacati il 18
dicembre scorso che prevedeva l’uscita in mobilità lunga verso la
pensione di 2.000 lavoratori. I sindacati hanno espresso soddisfazione per
l'accordo raggiunto, che apre anche un tavolo per lo sviluppo dello
stabilimento di Termini Imerese.
FIAT: ACCORDO
A CASSINO http://www.ilmanifesto.it/
Novecentocinquanta posti di lavoro in più entro l'autunno, il ritorno
del terzo turno, la conferma che nel 2008 arriverà la nuova Delta con
ulteriori possibilità occupazionali per i giovani del Lazio meridionale.
E' questa la prospettiva che si dischiude per la Fiat Auto di Piedimonte,
a Cassino, all'indomani dell'accordo sottoscritto fra l'azienda e i
rappresentanti sindacali. L'intesa prevede una crescita produttiva fino a
un massimo di 730 Bravo montate al giorno. Il che vuol dire che nel 2007
saranno prodotte circa 120 mila vetture. Nel 2008, a pieno regime, la
produzione sarà di 170 mila Bravo annuali.
06
marzo 2007
MIRAFIORI:
SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
La decisione dell'azienda di non riconoscere più due delegati eletti
dai lavoratori nelle liste del Sincobas (e poi confluiti nei Cobas, che
non aveva però partecipato alle elezioni) ha provocato ieri due ore di
sciopero nei reparti Lastratura e Montaggio, alle Carrozzzerie. Durante le
due ore si sono tenute assemblee che hanno riconfermato la fiducia nei due
delegati cui la Fiat aveva ritirato i permessi sindacali propri della
funzione.
17
marzo 2007
FIAT AVIO:
ATTACCO ALLA FIOM http://www.ilmanifesto.it/
La Fiat Avio di Pomigliano D'Arco ha scelto di rompere ogni trattativa,
andando molto oltre con una provocazione in stile anni '50, come la stessa
Fiom ha definito il licenziamento di Antonio Santorelli segretario di
fabbrica e presidente del direttivo regionale dell'organizzazione dei
metalmeccanici. Un'azione che arriva dopo alcune settimane di trattative
sindacali per scongiurare la cassa integrazione straordinaria a 114
dipendenti, di cui 60 per 24 mesi. Due anni che per un operaio
corrispondono al licenziamento. Fim, Fiom e Uilm avevano proposto un turn
over tra i lavoratori in modo tale da fugare ogni dubbio. Ne sono seguiti
diversi tavoli di concertazione. Il braccio di ferro fra operai e azienda
è andato avanti per giorni, dal 3 al 7 marzo i lavoratori hanno
incrociato le braccia e manifestato davanti ai cancelli. Poi hanno portato
a un'ora giornaliera gli scioperi. L'Avio però non ha voluto sentire
ragioni, determinata a ridurre il personale a causa della perdita di una
commessa la scorsa estate: la costruzione del motore Jd8-200 per i Dc-10
dell'Alitalia, che è stata affidata all'israeliana Badek. Ieri i legali
dell'azienda avrebbero fatto sapere agli avvocati del sindacato che
Simeoli era stato sbattuto fuori in seguito a un alterco con un guardiano
durante gli scioperi dei giorni precedenti, dicendo che c'è stata
un'aggressione. Ieri gli operai hanno scioperato spontaneamente e
manifestato davanti alla fabbrica.
27
marzo 2007
POMIGLIANO
D'ARCO: 4 ORE DI SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Pomigliano d'Arco è costretta a riprendere la lotta contri
comportamenti antisindacali delle imprese con un sciopero generale dei
metalmeccanici che si terrà oggi nel comprensorio nel quale è molto
sviluppato il settore meccanico. Gli operai incrociano ancora una volta le
braccia per quattro ore contro gli atti di discriminazione sindacale che
il 19 marzo scorso hanno portato al licenziamento del delegato sindacale
della Fiom Antonio Santorelli. La manifestazione è anche finalizzata al e
rilancio industriale e occupazione dell'Avio (due settimane fa è già
scattata la cassa integrazione per 100 tute blu) e dell'intera area
industriale alle porte di Napoli.
04
aprile 2007
FIAT DI MELFI
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
I sindacati e la Fiat non hanno raggiunto l’accordo sul passaggio da
17 a 15 turni settimanali di lavoro nello stabilimento Sata di Melfi
(Potenza) dove si produce la Grande Punto: per questa sera sono state
organizzate le assemblee con i lavoratori. I sindacati hanno sottolineato
che l'incontro tra le parti è terminato senza la firma di un’intesa
"per la responsabilità della Fiat, in quanto le posizioni che ha
espresso fanno arretrare i diritti contrattuali dei lavoratori sugli orari
di lavoro. È necessaria – hanno aggiunto - una verifica a tutti i
livelli: noi respingiamo questo metodo della Fiat che si rifà alla
sopraffazione sui lavoratori". In particolare, secondo i
rappresentanti dei lavoratori, "la Fiat ha pensato che bastava
comunicare i cambi di orario senza contrattare sia in caso di passaggio a
15 che, per il futuro, a 18. Inoltre – è scritto nella nota – la Fiat
ha dichiarato di far rientrare solo 150 dei 318 lavoratori interinali
mandati a casa, non rispettando gli impegni già assunti per i dipendenti
dell’indotto che hanno perso il posto di lavoro".
FIAT: SCIOPERO
ALLA ERGOM E BLOCCO DEL LAVORO NEGLI ALTRI IMPIANTI
http://www.lasicilia.it/
La Ergom, azienda metalmeccanica nazionale dell'indotto Fiat, taglia al
Sud con un piano di ristrutturazione che colpisce alcune centinaia di
dipendenti dell'impianto di Napoli. Le maestranze sono entrate in sciopero
e, di conseguenza, non arrivano più componenti agli stabilimenti Fiat
destinatari. Da undici giorni sono ferme le catene di montaggio di
Pomigliano d'Arco e da sei la linea di produzione della Lancia Ypsilon a
Termini Imerese. Nella fabbrica siciliana la preoccupazione è alle
stelle. Infatti, i 1.600 dipendenti sono stati collocati in "senza
lavoro", ma della successiva formale richiesta di cassa integrazione,
propedeutica al pagamento delle retribuzioni nel periodo di fermo, i
sindacati non hanno ancora ricevuto comunicazione dall'azienda
13
aprile 2007
METALMECCANICI:
PIATTAFORMADA 147 EURO http://www.ilmanifesto.it
Un aumento salariale di 147 euro (di cui 30 per chi non ha la
contrattazione integrativa), riforma dell'inquadramento professionale e
una stretta sull'utilizzo dei contratti a termine. E' stata presentata
ieri da Fim, Fiom e Uilm la piattaforma unitaria per il rinnovo del
contratto nazionale dei metalmeccanici, in scadenza a fine giugno. Dopo
sei mesi di difficili trattative, e a otto anni dall'ultimo contratto
nazionale unitario, la quadra è stata trovata nella tarda serata di
mercoledì. Ora l'ipotesi di accordo verrà discussa dagli organismi di
Fim, Fiom e Uilm e, dopo l'assemblea nazionale dei 500 delegati, il
prossimo 17 maggio, sarà sottoposta al voto dei lavoratori. Il rinnovo
coinvolge complessivamente un milione e 600 mila lavoratori, e dovrebbe
aprirsi non prima della fine di giugno. L'aumento medio previsto è di 117
euro mensili per i lavoratori al quinto livello, che significa il
superamento della soglia dei 100 euro (se ne chiedono 101) per il terzo
livello, i lavoratori alla catena di montaggio. E a cui sono da aggiungere
30 euro per chi non fa la contrattazione integrativa (tra il 20 e il 30%
della categoria). Un addetto alle linee di montaggio non poteva d'altra
parte prendere meno di un impiegato statale, spiega Rinaldini, riferendosi
al rinnovo del contratto degli dipendenti pubblici. Ma anche sulla parte
normativa, la piattaforma prevede diverse novità. A partire dalla
ridefinizione dei profili professionali di operai e impiegati (l'ultima
normativa risale al 1973). L'accordo prevede il passaggio dalle attuali
categorie a un nuovo sistema articolato in cinque fasce, e basato sulle
"capacità trasversali" dei lavoratori, mentre concretamente
l'evoluzione professionale sarà materia della contrattazione di secondo
livello. Altro punto essenziale, il contrasto alla precarietà. L'ipotesi
di accordo prevede un tetto del 15% all'utilizzo di lavoratori a termine o
con contratti interinali. In più si stabilisce che chi ha lavorato sei
mesi (considerando gli ultimi due anni) entra in una graduatoria da cui
poi l'azienda attingerà in caso di assunzioni; viene richiesto il tempo
indeterminato, invece, per i lavoratori che hanno 3 anni di lavoro alle
spalle (negli ultimi 5 anni), anche non continuativi. Infine, sull'orario
di lavoro, Fim, Fiom e Uilm allargano la possibilità di utilizzare
l'orario plurisettimanale anche alle aziende che abbiano picchi
produttivi, ma con l'aumento delle maggiorazioni (dal 15% al 40% in più
per chi lavora di sabato), e fermo restando che il tutto potrà avvenire
solo con l'accordo delle rappresentanze sindacali (Rsu).
21
APRILE 2007
FIAT SEVEL:
1500 DA ATIPICI A INDETERMINATI http://www.ilmanifesto.it
Assunti stabilmente 1.500 giovani lavoratori alla Sevel Val di Sangro.
È uno dei punti più importanti emersi dalla verifica dell'accordo
stipulato il 13 maggio 2005 alla Sevel Val di Sangro e conclusa tra
Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Fismic, la Rsu e la direzione aziendale.
La nuova intesa, raggiunta e firmata nello stabilimento di Chieti, che
produce per il Gruppo Fiat il furgone Ducato, riguarda sia il trattamento
economico degli addetti, sia l'occupazione. E' stata concordata la
parificazione con il resto del gruppo dei trattamenti salariali e
normativi per i turni pomeridiani, notturni e festivi. Si è poi
concordata la graduale assunzione a tempo indeterminato, anche tramite
l'apprendistato professionalizzante, dei circa 1.500 giovani che oggi
lavorano in Sevel con contratti atipici (a tempo determinato e in
somministrazione). Un'intesa nel marzo scorso aveva già stabilizzato 300
giovani lavoratori.
19 maggio
FIAT: SCIOPERO
PER LE PENSIONI http://www.ilmanifesto.it/
Sono stati più di mille i lavoratori della Fiat Mirafiori usciti in
corteo ieri mattina. Dopo brevi cortei interni hanno deciso di uscire dai
loro reparti, presse e meccaniche, e si sono riversati su corso Tazzoli.
Sono stati organizzati presidi che hanno bloccato il traffico, con i
lavoratori a spiegare agli automobilisti il senso della loro protesta. I
lavoratori sono delusi: il governo Prodi ha promesso tante cose in
campagna elettorale, ma ad un anno dalla sua elezione ancora non ha fatto
nulla. E quel poco che ha fatto non piace ai lavoratori. Per esempio non
piace che la legge 30 sia ancora lì. E piace ancora meno questo balletto
sulle pensioni. Allo sciopero proclamato da Fim, Fiom, Uilm, Fismic si è
aggiunto quello proclamato dai Cobas, con lo Sdi Cobas che ha scioperato
per tre ore. Nello stabilimento torinese della Fiat l'adesione allo
scioerpo è stata mediamente del 50%, con punte del 70% in alcuni reparti.
Non si è scioperato però soltanto a Mirafiori. In Piemonte hanno
incrociato le braccia anche la IndesitMerloni di None, un'azienda con 800
dipendenti; si sono fermati dall'una alle tre con un'adesione del 90%. Le
lavoratrici hanno organizzato un presidio-manifestazione davanti ai
cancelli della fabbrica. Quattro invece sono state le ore di stop per gli
oltre 400 della Skf-Avio-Precisi, a Villar Perosa. Qui l'adesione è stata
dell'80%, mentre ad Alessandria si sono fermati i 600 metalmeccanici della
KME Italy (ex Europa Metalli) di Serravalle Scrivia.
7
giugno
FIAT: ASSOLTI
I MANAGER http://www.ilmanifesto.it/
Si è concluso ieri il processo che vedeva imputata la Fiat per le
malattie da sforzo ripetuto contratte da centinaia di operai. Tra le
quindici assoluzioni ci sono anche quelle dei tre ex AD Paolo Cantarella,
Roberto Testore e Giancarlo Boschetti. Ma il contesto in cui sono avvenute
queste assoluzioni è quello che ha visto l'azienda risarcire i lavoratori
mentre gli altri manager imputati (in tutto erano 49) hanno patteggiato la
pena. La Fiom, costituitasi parte civile, si è riservata la decisione di
chiedere il processo civile.
settembre
METALMECCANICI:
SCIOPERO PER IL CONTRATTO http://www.ilmanifesto.it/
Otto ore di sciopero da effettuarsi entro la fine del mese prossimo, di
cui almeno quattro il 26 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione
delle tute blu. E' quanto hanno deciso ieri unitariamente le segreterie di
Fim, Fiom e Uilm, dopo la fumata nera registrata nell'incontro con
Federmeccanica per il rinnovo del contratto scaduto a giugno scorso, e che
coinvolge complessivamente 1 milione e 600 mila lavoratori. Finora nessuna
quantificazione è stata fatta da Federmeccanica in merito alla parte
salariale (su cui i sindacati chiedono un aumento medio di 117 al quinto
livello, più 30 euro per chi non fa la contrattazione integrativa).
Aspettano invece, i padroni, la traduzione in legge del protocollo del 23
luglio, per decidere delle questioni del mercato del lavoro (la
piattaforma prevede una stretta sull'utilizzo dei contratti a termine). E
ripropongono, immancabile, l'attacco all'orario di lavoro, sul quale
vorrebbero avere mano libera senza i "lacci e lacciuoli" della
contrattazione. Il tutto, a moratoria contrattuale scaduta. Oltre al
pacchetto di otto ore di sciopero articolate a livello territoriale, di
cui almeno quattro saranno effettuate il 26 ottobre prossimo (giornata
nazionale di mobilitazione, con scioperi e manifestazioni territoriali o
regionali), i sindacati hanno deciso il blocco degli straordinari a
partire dall'inizio del mese, e una campagna di assemblee informative
nelle fabbriche a partire dalla metà di ottobre, una volta terminata la
consultazione dei lavoratori sul protocollo del 23 luglio.
01
novembre 2007
CHRYSLER:
LICENZIAMENTI IN ARRIVO http://www.ilmanifesto.it/
Fresca dell'accordo raggiunto con il principale sindacato del settore
Uaw, il colosso automobilistico Chrysler prepara ulteriori tagli nel
settore amministrativo - 1000 impiegati. L'ultimo round di tagli, che
completa il dimagrimento di 11 mila contratti a tempo e 2 mila a tempo
indeterminato annunciati a febbraio scorso. Il colosso automobilistico Usa
Chrysler ha annunciato un taglio di lavoratori a ore di 10 mila unità per
il 2008. L'intervento interesserà cinque impianti di assemblaggio nel
Nord America.
05
novembre 2007
FIAT:
INCIDENTE A MIRAFIORI, FERITO UN OPERAIO http://www.repubblica.it/
Un operaio esperto di manutenzione del reparto lastratura della Fiat
Mirafiori e' stato colpito da un braccio dell'impianto che stava mettendo
in funzione. L'uomo e' ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Cto
di Torino ma non sarebbe in pericolo di vita. I sindacati hanno proclamato
un'ora di sciopero. L'operaio ha riportato un trauma cranico-toracico.
01
dicembre 2007
METALMECCANICI
IN SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Ieri le tute blu di Mirafiori hanno scioperato otto ore, con presidio
davanti ai cancelli, per il rinnovo del contratto nazionale. Sono già
venti le ore di sciopero effettuate dai metalmeccanici su tutto il
territorio nazionale a sostegno della vertenza. Scioperi che costano, in
buste paga già fin troppo magre. E oggi si continua con la prima giornata
nazionale di sciopero degli straordinari. Uno sciopero di otto ore costa
tra i 50 e i 60 euro in busta paga. Questa volta però, è forte tra le
tute blu la consapevolezza che in gioco c'è la difesa dello stesso
contratto nazionale, messo sotto attacco dalla Confindustria. Gli scioperi
di ieri complessivamente hanno interessato circa 20 mila lavoratori
(secondo i dati resi noti dalla Fiom) e completavano il pacchetto di 12
ore di agitazione entro novembre. La vertenza per il rinnovo è ferma per
ora alla prima proposta formalizzata dalle imprese lo scorso 21 novembre:
100 euro di aumento, di cui 66 a livello nazionale, e 33 legati al
recupero di produttività (mentre i sindacati chiedono 117 euro medi al
quinto livello, più 30 per chi non fa la contrattazione integrativa).
Oggi è prevista la prima giornata nazionale di mobilitazione sugli
straordinari (la seconda sarà sabato 15 dicembre). Presidi e scioperi
bloccheranno gli straodinari di molte aziende nel paese. E i
metalmeccanici, per il rinnovo del contratto, si dicono pronti a
iniziative anche più pesanti.
09
dicembre 2007
THYSSEN: 4 I
MORTI http://www.ilmanifesto.it/
Di fronte all'ingresso dell'acciaieria il capannello di persone che
osserva i mazzi di fiori lasciati per tributare il personale saluto alle
vittime di queste morti assurde e orribili viene come risvegliato dal
suono di alcuni clacson. Si presenta nel modo più fragoroso una ventina
di motociclisti: quando i primi scendono dai loro bolidi cromati
depositano un mazzo sormontato dal messaggio "con rispetto, i bikers",
poi un minuto di silenzio fino all'applauso liberatorio. Il loro capo
abbraccia due lavoratori della ThyssenKrupp e raccomanda di salutare Toni,
ossia Antonio Boccuzzi, l'operaio che ha cercato disperatamente di
strappare alle fiamme Antonio Schiavone, di 36 anni, Roberto Scola, di 32,
Angelo Laurino di 43 e il 26enne Bruno Santino. Le tute dei motociclisti
sono completamente ricoperte di stemmi e motti: una ragazza sembra
accarezzare con lo sguardo quello che in effetti è particolarmente adatto
all'occasione, perché recita "meglio morire con toppe da valorosi
piuttosto che vivere ben vestiti da vigliacchi". Il primario
dell'ospedale Maria Vittoria ha lasciato intendere che per Giuseppe De
Masi non c'è più nulla da fare. Sempre critiche, al centro grandi
ustionati di Genova, le condizioni di Rosario Rodinò, il lavoratore che
si era visto cambiare il proprio turno poche ore prima del tragico
incendio. Grave anche Rocco Marzo, ricoverato alle Molinette, il più
esperto dei feriti con i suoi 54 anni, tanto che tra poche settimane
sarebbe andato in pensione. Nel frattempo è arrivato Antonio Boccuzzi,
che abbraccia tutti coloro che si avvicinano a lui, "scusate ma ho
bisogno del contatto fisico: di notte mi sveglio spesso, mia moglie mi
chiede perché e io non posso che rispondere che ho negli occhi quelle
scene drammatiche e l'inferno intorno ai miei amici" e le parole
lasciano ancora una volta spazio alle lacrime. Lucido il racconto di uno
dei lavoratori della squadra d'emergenza di turno alla ThyssenKrupp la
notte della tragedia, che preferisce restare nell'anonimato specificando
di non aver ancora reso testimonianza al procuratore Raffaele Guariniello.
"Quando ho visto svilupparsi il piccolo incendio (che purtroppo è la
regola per questo tipo di lavorazioni) sono sceso immediatamente da quella
specie di pulpito che ospita la nostra postazione, ma purtroppo i tre
estintori presenti sulla linea 5 non funzionavano: due erano scarichi e
dal terzo è uscita una piccola quantità di CO2. Il telefono d'emergenza
era fuori uso, così ho risalito le scale schiacciando i pulsanti del
comando che in automatico ha messo in movimento gli enormi bomboloni di
riserva. Ne è scaturito un gran fumo ed è stato praticamente tolto
ossigeno al fuoco". Un sistema di sicurezza aggiunto a seguito
dell'incendio che nel marzo 2002 aveva investito una parte più ampia
dello stabilimento senza fortunatamente causare feriti, ma che comunque è
entrato in funzione troppo tardi a causa del malfunzionamento degli
estintori. I sindacati, viste le richieste di lavoratori e consigli di
fabbrica, istituiranno un conto corrente per raccogliere fondi a sostegno
di chi è stato depredato dell'amore ma anche del reddito, e continuano a
chiedere che lo stabilimento non riprenda a lavorare, sollecitando una
campagna per una vera sicurezza nell'industria.
FIAT
POMIGLIANO: RIENTRANO I 94 INTERINALI http://www.denaro.it/
Rientro in azienda dei 94 lavoratori interinali (con contratti di
apprendistato o a termine di 24 mesi) dopo il periodo di fermo forzato
dovuto allo stop della Fiat di Pomigliano; Cassa integrazione ordinaria, e
contemporanea formazione, per il resto delle maestranze con un adeguamento
di fatto, dunque al Piano Marchionne. Sono i termini dell'intesa raggiunta
ieri tra sindacati e Dhl, l'azienda di movimentazione merci il cui stop ha
paralizzato, nei giorni scorsi, l'attività dello stabilimento Fiat Alfa
di Pomigliano, ora regolarmente ripartita. Arriva la schiarita, dunque,
sul sito partenopeo del Lingotto. Dopo tre giorni di braccio di ferro
arriva l'intesa tra sindacati e Dhl, azienda di movimentazione merci
fornitrice di Fiat, il cui stop si è riversato a catena sullo
stabilimento di Pomigliano del Lingotto, paralizzando la produzione per
due giorni. I sindacati chiedevano l'adozione del Piano Marchionne: in
pratica Cassa integrazione per i lavoratori per tutta la durata del fermo
di Pomigliano (dal si ferma dal 7 gennaio al 2 marzo 2008) e contemporanei
corsi di aggiornamento professionale. Anche queste rivendicazioni accolte,
ieri, dall'azienda. Di diverso avviso i Cobas. "La Dhl - riconosce
Vittorio Granillo, del coordinamento provinciale - ha preso l'impegno di
riassumere gli interinali ad inizio marzo". Granillo, però, sostiene
di avere delle "perplessità" sul futuro occupazionale di tutti
questi lavoratori. "Non siamo certi che il tutto riprenderà come
prima - dice - anzi temiamo il peggio, il che significa che per le
terziarizzate il lavoro terminerà, lasciando senza un impiego migliaia di
persone".
31
dicembre 2007
MORTO IL
SETTIMO OPERAIO FERITO ALLA THYSSEN http://www.bresciaoggi.it/
Ventiquattro giorni di agonia, ventiquattro giorni di speranza: le
possibilità che Giuseppe Demasi, 26 anni, una delle torce umane della
tragedia della ThyssenKrupp riuscisse a salvarsi erano pochissime ma
c’erano. Il giovane operaio è morto alle 13.40, diventando così la
settima e ultima vittima del rogo del 6 dicembre alla linea 5. Demasi, che
in questa lunga agonia non ha mai ripreso conoscenza perchè è sempre
stato tenuto sedato, aveva riportato ustioni su oltre il 90% del corpo.
Era già stato sottoposto a quattro interventi chirurgici (uno di
tracheotomia e tre di rimozione di cute ustionata e impianto di pelle da
donatore) e le sue condizioni erano stabili. Venerdì hanno avuto un
improvviso peggioramento per problemi respiratori.
08
gennaio 2008
METALMECCANICI:
SCIOPERO L'11 GENNAIO http://canali.libero.it/affaritaliani/
Scenderanno di nuovo in strada per protestare contro il mancato rinnovo
del contratto. A sette mesi dalla scadenza, i metalmeccanici hanno scelto
l'11 gennaio per nuove manifestazioni. Bergamo, Brescia, Brianza, Como,
Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Magenta-Legnano, Milano, Pavia Sondrio,
valcamonica, Varese: tutte le principali realtà dell'industria
metalmeccanica saranno coinvolte in presidi organizzati accanto alle
maggiori aziende della regione per favorire la partecipazione alle
manifestazioni dei lavoratori. Questo sciopero si è reso necessario per
ribadire la necessità di dare ai tanti metalmeccanici un contratto giusto
e positivo dopo 7 mesi di attesa.
11
gennaio 2008
METALMECCANICI:
SCIOPERO PER IL CONTRATTO http://miaeconomia.leonardo.it/
Migliaia di operai metalmeccanici scioperano oggi per chiedere il
rinnovo del contratto nazionale di lavoro, con il confronto tra sindacati
e imprese che continua oggi pomeriggio. Lo sciopero di otto ore è
accompagnato da manifestazioni in tutta Italia, con cortei che si sono
snodati per le vie della principali città, a volte ci sono stati anche
blocchi della circolazione stradale. I sindacati metalmeccanici chiedono
aumenti medi lordi mensili pari a 117 euro, più altri 30 per i lavoratori
che non godono della contrattazione di secondo livello. Da parte loro le
imprese offrono invece poco più di 100 euro complessivi, di cui circa 40
legati alla produttività, che sarebbe giocata non su investimenti ma su
un impegno ulteriore dei lavoratori. Inoltre le imprese vorrebbero
prolungare la durata del contratto a 30 mesi rispetto agli attuali 24.
"Lavoriamo per chiudere la trattativa per il 15 gennaio",
avverte Tonino Regazzi, segretario generale della Uilm.
12
gennaio 2008
POMIGLIANO: 10
LICENZIAMENTI http://www.ilmanifesto.it/
Chi l'avrebbe detto che nel piano Marchionne per rilanciare lo
stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco ci poteva essere anche il
licenziamento? Eppure solo dopo qualche giorno dall'inizio dei corsi di
formazione, ieri, sono arrivate una decina di lettere disciplinari per
altrettanti operai, provvedimenti che secondo la Fiom porterebbero
direttamente al licenziamento senza preavviso. Tra questi anche due
delegati dei metalmeccanici Cgil: Mario Di Costanzo, membro della
segreteria Rsu Fiom e l'esperto Aniello Niglio. I due, insieme agli altri
operai sospesi, sarebbero colpevoli di aver condotto giovedì un corteo
interno alla fabbrica con "atteggiamenti minacciosi" per
denunciare la presenza di vigilanti introdotta per sorvegliare le lezioni
dei corsi e di aver fatto qualche minuto di ritardo dopo la pausa pranzo
(a causa, pare, della chiusura della mensa al più vicino reparto di
verniciatura). Gli altri lavoratori destinatari della sospensione
cautelativa da parte del gruppo torinese sarebbero comunque iscritti o
vicini ai sindacati Fim, Uilm e Fismic. Ieri i lavoratori hanno fatto un
presidio di fronte ai cancelli della fabbrica a Pomigliano D'Arco dove si
vedranno anche lunedì mattina con i sindacati per discutere delle misure
da adottare in questo clima di tensione. I sindacati hanno annunciato
infatti che, se i licenziamenti saranno confermati, ricorreranno
immediatamente alla magistratura per comportamento antisindacale. I lavori
della Commissione mista (direzione, Rsu e organizzazioni sindacali),
previsti dall'accordo sarebbero stati boicottati dalla Fiat che di fatto
sta snaturando il ruolo del sindacato in fabbrica. La sorpresa subito dopo
le festività natalizie: l'azienda ha schierato dentro lo stabilimento e
nelle singole Ute (unità tecnologica elementare) una presenza massiccia e
illegittima di vigilanti.
METALMECCANCI:
ROTTE LE TATTATIVE http://canali.libero.it/
Per sbloccare la difficile vertenza dei metalmeccanici, scende in campo
il Governo ma la tensione non accenna a diminuire: il ministro del Lavoro
Cesare Damiano ha fatto sapere che una convocazione delle parti è
prevista per le 16 di oggi pomeriggio. E il presidente di Federmeccanica,
Massimo Calearo, ha dato la sua disponibilità a sedersi attorno al
tavolo. Ma la trattativa appare ancora in salita: a Mirafiori, si sono
verificati alcune proteste spontanee. Secondo i dati forniti dall'azienda,
lo sciopero di un'ora alle Carrozzerie ha registrato un'adesione pari al
17,1%; di due ore, invece, alle Presse ed al Reparto Costruzione Stampi
con un'adesione dei lavoratori, rispettivamente, del 12,2% e del 14,8%. E
per tutto il Paese, si sono registrate una serie di agitazioni: alla
Fincantieri di Castellammare, i lavoratori hanno dato vita ad uno sciopero
e ad un corteo, altri disagi si sono verificati sulla A14 e sulla
Milano-Varese, caselli autostradali bloccati nell'alessandrino, mentre nel
Lazio i lavoratori del Sielte hanno paralizzato la pontina. Secondo la
Fiom andrebbero organizzati subito degli scioperi per manifestare il
malessere della categoria. E anche per la Uilm e la Fim Cisl, se dovessero
partire aumenti unilaterali decisi da Federmeccanica, uno sciopero sarebbe
inevitabile.
METALMECCANICI:
C'E' L'ACCORDO http://www.laprovinciadisondrio.it/
Aumento medio di 127 euro, una tantum di 300 euro, equiparazione tra
operai e impiegati. Sono questi i punti salienti dell'accordo per il
rinnovo del contratto dei metalmeccanici che Fim, Fiom e Uilm hanno
raggiunto con Federmeccanica e Assistal. "Un buon contratto
soprattutto dal punto di vista economico, perché un aumento di 127 euro,
corrisponde a circa l'1% in più in busta paga", secondo il
segretario generale della Uilm, Antonino Regazzi, secondo cui "Il
contratto firmato è importante anche dal punto di vista normativo con
l'introduzione della parità tra operai e impiegati tanto che nel nuovo
contratto si parlerà unicamente di lavoratori". La nuova normativa
porterà miglioramenti anche nel mercato del lavoro confermando il limite
previsto dalla legge sui contratti a termine, e ponendo un tetto di 44
mesi nel caso in cui questi contratti si sommino a quelli interinali. Ma
ecco in sintesi cosa prevede l'accordo. Aspetti retributivi - Una tantum
di 300 euro comprensiva dell'indennità di vacanza contrattuale erogata da
pagare a marzo; incremento dei minimi contrattuali per una vigenza
contrattuale di 30 mesi di 127 euro medi, in tre scaglioni: 60 euro a
gennaio 2008, 37 a gennaio 2009 e i restanti 30 a settembre 2009. Elemento
perequativo raddoppiato e fissato a 260 euro. Rivalutazione delle indennità
di trasferta e di reperibilità. Parificazione tra operai e impiegati - Da
gennaio 2009 le differenze che ancora permanevano tra la disciplina degli
impiegati e degli operai sono state cancellate, estendendo di norma i
degli impiegati agli operai. La normativa degli scatti di anzianità è
stata semplificata ed è stata estesa agli operai la maturazione dei
giorni di ferie aggiuntivi in base all'anzianità aziendale, che fino ad
oggi era prevista per gli impiegati. Relazioni sindacali - È prevista
l'istituzione dell'Osservatorio nazionale che si occuperà anche di
ambiente e sicurezza del lavoro. È stata recepita la direttiva europea
sui diritti di informazione e consultazione nelle imprese con almeno 50
dipendenti. Ambiente e sicurezza sul lavoro - Le imprese dovranno
informare, di norma ogni 6 mesi, i lavoratori sulle questioni della
sicurezza e della salute, anche in relazione alle specificità aziendali.
Orario di lavoro - I sabati di straordinario «comandati» passano da 4 a
5 nelle imprese con almeno 201 dipendenti e da 5 a 6 nelle imprese di
minori dimensioni. Uno dei sette permessi annui retribuiti a fruizione
collettiva potrà essere spostato dall'azienda all'anno successivo con
fruizione individuale. Per coloro che hanno svolto, con la stessa azienda
e nella medesima mansione, periodi di lavoro sia interinale che con i
contratti a termine, è stato fissato un limite massimo di 44 mesi.
Inquadramento - L'elemento retributivo di professionalità per la parte più
specializzata degli operai di 5° livello, istituito con il contratto del
1990, sarà trasformata in un vero e proprio livello contrattuale con il
parametro retributivo del 5° super (fino ad oggi previsto solo per gli
impiegati).
febbraio 2008
TEKSID: IN 200
A RISCHIO http://www.ecodelchisone.it/
Una mazzata terribile per tutti gli occupati che da qualche anno vivono
nell'incertezza del futuro e affidavano ai negoziati per la vendita dello
stabilimento alla Avio le speranze di salvare il posto di lavoro. Le
trattative con il maggior committente dello stabilimento, fino a venerdì,
sembravano a buon punto tali da consentire la stesura definitiva, ma
durante il fine settimana è arrivata invece la rinuncia dell'Avio. Così
ai vertici dell'azienda lunedì hanno convocato le rappresentanze
sindacali per comunicare il mancato accordo e la decisione di mettere in
liquidazione l'attività. La protesta dei lavoratori non si è fatta
attendere. Presidio permanente davanti alla fabbrica e blocco del
traffico. Il blocco della strada è durato circa un paio d'ore. Questa
mattina è stata subito decisa la mobilitazione permanente dei lavoratori.
Un centinaio gli operai fuori dai cancelli con alcuni rappresentanti
sindacali. A mezze parole vengono fuori ipotesi tutte da verificare nei
mesi che verranno: dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria che
non sarebbe superiore ad un anno, la soluzione potrebbe essere la messa in
mobilità, con la perdita dei posti di lavoro. Inizieranno ora trattative
su più tavoli con l'interessamento degli enti locali superiori e
dell'Amministrazione comunale; la speranza è quella che, come per altre
realtà beinaschesi, si possa trovare, tramite il dialogo e la mediazione,
la via d'uscita che tuteli il futuro di più di 200 famiglie
27
febbraio 2008
MELFI: NO DEI
METALMECCANICI http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Con 955 no e 109 sì (sono state in totale 33 le schede bianche e
nulle), i lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat
hanno respinto l’ipotesi di accordo sul nuovo contratto nazionale dei
metalmeccanici, raggiunta il 20 gennaio scorso. Lo si è appreso dal
segretario regionale della Basilicata della Fiom- Cgil, Giuseppe Cillis.
La bassa partecipazione al voto si spiega con il fatto che la produzione
nella fabbrica di Melfi del gruppo torinese è ripresa solo ieri sera,
dopo una settimana di interruzione causata da inconvenienti scoperti sui
motori multijet prodotti in Polonia.
27
marzo 2008
MELFI: MUORE
UN OPERAIO http://www.ilmanifesto.it/
Domenico Monopoli era conduttore nel reparto verniciatura, un operaio
esperto a cui la Fiat affidava anche l'incarico di intervenire
sull'impianto quando si verificava qualche problema. Erano le 22,45 di
martedì quando la linea aerea che trasporta lamiere lungo il reparto di
verniciatura si è fermata per l'uscita dalla corsia di una
"bilancella" ed è toccato ancora una volta a lui, che aveva
appena iniziato il turno di notte, il compito di salire sopra la cabina di
verniciatura dove sono posizionati i comandi per intervenire
sull'impianto. Sul tetto c'è un passaggio "sicuro" con tanto di
mancorrenti e una superficie solida che regge il peso dell'operatore.
Chissà perché, invece, il tetto è crollato e Domenico è precipitato al
suolo da un'altezza di diversi metri. E' stato trasportato prima
all'ospedale di Melfi poi in quello di Rionero, ultima tappa del suo
sfortunato viaggio in questo mondo. E' morto ieri, aveva 43 anni. Ieri a
Melfi i lavoratori di tutti i turni hanno effettuato due ore di sciopero,
poi prolungato nel secondo turno per tutta la giornata e nella mattinata
di oggi, in attesa dell'incontro fissato in prefettura alle 14.
10
maggio 2008
FIAT
POWERTRAIN: QUARTO GIORNO DI SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/
Gli operai della Powertrain di Torino (quasi 3 mila lavoratori)
scioperano oggi per l'intera giornata lavorativa. E' il quarto giorno di
agitazione, e mobilitazione, contro la decisione della Fiat di procedere
unilateralmente al passaggio da 15 a 17 turni di lavoro (sempre a 40 ore
settimanali), a partire dal prossimo 18 maggio. Le tre assemblee che si
sono svolte con i sindacati a partire da mercoledì si sono concluse con
tre dichiarazioni di sciopero (dall'assemblea alla fine del turno). Il
passaggio a 17 turni (che implica lavorare anche al sabato) crea problemi
a molte persone, i padri separati per esempio o chi ha in carico
l'assistenza a un proprio parente. Pochi sono considerati anche i 300 euro
lordi annui di indennizzo proposti dall'azienda, poco più di 20 euro al
mese (mentre gli straordinari del sabato hanno una maggiorazione del 50%).
Contro gli scioperi, l'azienda ha minacciato ieri la richiesta di
risarcimento.
FIAT MELFI
http://www.ilmanifesto.it/
Michele Passannate potrà tornare al suo lavoro alla Sata. Lo
stabilisce un'ordinanza del giudice del tribunale di Melfi che ordina il
reintegro dell'operaio ingiustamente licenziato dalla Fiat, dopo la
comunicazione di un provvedimento giudiziario per il reato di associazione
in attività eversiva a fini terroristici. Il licenziamento, secondo
l'ordinanza, è una misura eccessiva trattandosi soltanto di
"un'indagine penale in corso per la quale non è stata emessa alcuna
misura restrittiva della libertà personale né è stato disposto alcun
rinvio a giudizio", scrive in un comunicato la Fiom della Basilicata
che ha sempre sostenuto le ragioni di Passannante, assistito dall'ufficio
legale della Fiom, e la estraneità ai fatti, sua e degli altri operai
interessati dall'indagine. La Fiat, dunque, dovrà riaprire i cancelli a
Passannante e corrispondergli le retribuzioni maturate dal licenziamento
alla reintegra. Una raccolta di firme a sostegno degli operai indagati era
stata spedita ai presidenti della Repubblica e dei due rami del
Parlamento.
luglio
FIAT MELFI: 4
GIORNI DI CIG http://www.marketpress.info/
L’annuncio di 4 giorni di cassa integrazione ordinaria da parte della
Fiat, la più importante azienda della Basilicata del Mezzogiorno, e
l’avvio di un periodo di trasferta in altri stabilimenti del gruppo per
200 operai del sito di Melfi è un segnale di grande preoccupazione per la
Cgil di Basilicata.
FIAT E
INDOTTO: TROPPA PRECARIETA' A FROSINONE http://iltempo.ilsole24ore.com/
Troppa precarietà nel settore automobilistico della provincia di
Frosinone, sia all'interno della Fiat che nelle aziende del suo indotto.
La denuncia arriva dalla Cgil dopo la rottura delle trattative tra la casa
torinese ed i sindacati in merito al reinserimento di 300 ex interinali,
che, stando ad un accordo raggiunto nei mesi scorsi, dovevano essere
riassunti direttamente dal Lingotto entro giugno con un contratto di
apprendistato di due anni. Secondo il sindacato sono stati disattesi tutti
i programmi che riguardavano la stabilizzazione dei lavoratori precari sia
all'interno della Fiat sia dell'Itca, altra azienda dell'indotto che
insiste nell'area industriale del cassinate. La Fiat auto ha assunto con
435 contratti di apprendistato e 472 interinali (questi ultimi hanno
cessato il rapporto a dicembre del 2007 e solo 150 sono rientrati a
lavoro); alla Itca i contratti interinali sono stati 35, alla Lear 60, ai
quali se ne aggiungono 12 di apprendistato. Alla Ceva In-Bound la
situazione non è molto diversa, con 85 rapporti di lavoro interinali, 25
apprendistati e 27 contratti a tempo determinato. La stessa formula del
tempo determinato è stata utilizzata in 28 casi ala Sirio, 20 alla Palmar
e 15 alla Onama.
FIAT: CIG
http://www.quotidianodelnord.it/
La Fiat di Melfi è dentro una crisi di mercato ed i lavoratori sono
quelli che saranno colpiti. Dal 28 al 31 Luglio vi saranno 4 giornate di
Cassa Integrazione Guadagni a zero ore per tutti i lavoratori. Altre
decisioni assunte per far fronte alle difficoltà della fase economica che
attraversiamo sono: 1°) Dal 7 Luglio c.a. 160 lavoratori saranno
trasferiti alla Sevel ; 2°) Dal 14 Luglio c.a 40 lavoratori saranno
trasferiti alla Maserati in Emilia -Romagna.
FIAT MELFI:
CIG PER 2 SETTIMANE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
A Melfi la produzione della Grande Punto si fermerà dal 20 ottobre al
2 novembre prossimi: finora, la cassa integrazione era fissata solo dal 20
al 27 ottobre. L'aumento della cassa integrazione sarebbe legata ai volumi
di mercato insufficienti
18
settembre2008
INNSE: OPERAI
SGOMBERATI http://www.ilmanifesto.it/
Alle cinque e mezza di ieri mattina poliziotti e carabinieri sono
passati dall'entrata secondaria della fabbrica Innse Presse, hanno fatto
uscire i due operai di guardia per la notte e hanno posto i sigilli ai
cancelli. I quarantanove operai della Innse lavorano da mesi nella loro
fabbrica gestendo da soli consegne e clienti, mentre Silvano Genta, il
proprietario, cerca in tutti i modi di chiudere per guadagnare con la
vendita dei macchinari e con la speculazione edilizia su un'area decisiva
per l'Expo del 2015. Non ha neppure retribuito lo stipendio di agosto. Si
organizza un presidio permanente, ma la fabbrica è chiusa. Nessuno crede
più che sindacati e istituzioni possano o vogliano fare qualcosa di
risolutivo.
LA FIAT
ANNUNCIA LA CIG A TERMOLI
Una settimana di Cassa integrazione guadagni è stata programmata dal
prossimo 27 ottobre al 2 novembre. La decisione è stata comunicata ai
lavoratori e i rappresentanti di alcuni sindacati, come l'Ugl e lo Slai
Cobas, hanno già espresso alcuni dubbi sulla necessità di attivare la
procedura di cassa integrazione proprio in questo momento. Solo lo scorso
11 settembre infatti la Fpt aveva comunicato ai dipendenti la necessità
di aumentare la produzione intensificando i ritmi lavorativi, chiedendo
agli operai di effettuare gli straordinari e ad alcuni di rientrare prima
del previsto dalle ferie. In azienda ci sono ancora tanti settori in cui
si fanno i 15 turni e gli straordinari "e non capiamo come sia
possibile allo stesso tempo aprire la Cig.
FIAT DI
POMIGLIANO: SENTENZA DI REINTEGRO http://www.denaro.it/
Il giudice del lavoro del Tribunale di Nola (Napoli), ha accettato il
ricorso presentato da uno dei 300 lavoratori della Fiat di Pomigliano
d'Arco, licenziati tra settembre e dicembre del 2006, sancendo il suo
reintegro in fabbrica. Lo ha reso noto Vittorio Granillo, del
coordinamento nazionale dello Slai Cobas, il quale ha sostenuto che si
tratta "di una sentenza importantissima in questo periodo di
recessione". L'operaio era stato messo in mobilita' forzata nel
dicembre del 2006, ma, cosi' come alcune decine di altri lavoratori, dei
300 licenziati, ha presentato ricorso. Il giudice gli ha dato ragione, ed
ora si attende la sentenza anche per gli altri.
10
novembre 2008
FIAT TERMOLI:
1700 IN CIG http://www.quotidianodelnord.it/
Alla Fiat di Termoli sono in CIG 1700 dipendenti dell'area motori da
questa settimana: inoltre, c’è il rischio che questo momento di crisi
possa indurre l’azienda ad esternalizzare alcune produzioni. Non sono
stati rinnovati neanche 410 contratti a termine, nonostante lo
stabilimento abbia ricevuto cospicui finanziamenti negli ultimi anni per
far fronte anche a questi problemi e procedere alla stabilizzazione del
personale.
GRUPPO FIAT:
50000 IN CIG http://iltempo.ilsole24ore.com/
Da oggi quasi 50.000 addetti del Gruppo Fiat fino al 12 gennaio saranno
in cassa integrazione. Una fermata, che coinvolge praticamente tutti gli
stabilimenti italiani del Gruppo torinese. Domani a Torino e' previsto
l'incontro, programmato da tempo, tra azienda e sindacati per discutere
dell'integrativo. E' un incontro che avviene a fabbriche chiuse e questo
non e' un segnale positivo, secondo i sindacati. Ma, secondo Airaudo della
FIom, "il vero epicentro della crisi e' l'indotto dell'auto, che a
Torino per il 40-50% lavora per Fiat ma per il restante 50% per Peugeot,
Renault, Bmw". E l'indotto e' concentrato in gran parte nella
provincia di Torino, per un totale di 75.000 addetti di aziende che, negli
ultimi tre mesi, hanno registrato un calo del fatturato del 50%.
FIAT: NO
ALL'INTEGRATIVO E 5000 PRECARI A CASA http://www.ilgiornaledivicenza.it/
Non ci sono soldi per il contratto integrativo e la tredicesima sarà
penalizzata dalla cassa integrazione ordinaria. Non basta: sono più di
5.000 i giovani, con contratto a termine o interinale, che resteranno a
casa entro la fine dell’anno. È un bilancio amaro quello
dell’incontro tra Fiat e Sindacati, nel giorno in cui il gruppo registra
un calo del 23,8% delle immatricolazioni in Europa, ma consolida la sua
quota portandola all’8,3%. L’azienda ha annunciato nuove settimane di
cassa integrazione che da gennaio coinvolgerà anche gli impiegati delle
strutture centrali. A Mirafiori, Cassino e Termini Imerese si rientrerà
il 18 gennaio anzichè il 12 e ci sarà un’altra settimana di fermo dal
2 all’8 febbraio (a Termini una in più dal 26 gennaio all’8
febbraio). La Sevel non lavorerà il 12 e 13 gennaio e poi dal 26 gennaio
all’8 febbraio. A Pomigliano l’attività sarà ferma ininterrottamente
fino all’8 febbraio. I soldi, nonostante la crisi, ci sono per gli
azionisti, mentre per gli operai c’è sola la cassa integrazione. Ai
sindacati, che nella piattaforma chiedono un aumento del premio di
risultato di 2.200 euro in quattro anni, la Fiat ha spiegato che si sta
chiudendo un anno difficile e che il 2009 si presenta anche più in
salita.
gennaioo 2009
FIAT
http://www.ilmanifesto.it/
Un volantinaggio dei delegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano si
è svolto ieri in alcuni centri commerciali della provincia, per portare
all'attenzione pubblica la situazione degli operai, in cassa integrazione
fino all'8 febbraio: tra condoni di fine anno e ratei bancari, alcuni
operai si sono ritrovati in busta paga solo due euro. Un attivo con i
segretari nazionali dei sindacati è stato annunciato per il prossimo 20
gennaio. C'è il timore, tra lavoratori e sindacati, che lo stabilimento
venga pesantemente ridimensionato.
SATA DI MELFI:
CIG http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
La Fiat ha comunicato ai sindacati che lo stabilimento Sata di Melfi
(Potenza) si fermerà dal 2 al 6 marzo per una nuova settimana di cassa
integrazione. Certamente sta pesando l’andamento al ribasso degli ordini
registrato in questo primo scorcio del 2009. E le stesse parole di
Marchionne nel vertice di ieri sera con i sindacati non lasciavano
presagire nulla di buono.
16
febbraio 2009
FIAT DI
PIEDIMONTE S. GERMANO http://iltempo.ilsole24ore.com/
Dopo due settimane di cassa integrazione tornano quest'oggi a varcare i
cancelli i dipendenti dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano.
Torneranno a lavorare per un periodo limitato, visto che tra quindici
giorni esatti inizierà un altro periodo di cassa integrazione di altre
due settimane. Il ritorno al lavoro coincide anche con due fatti nuovi.
L'accordo ormai raggiunto e solo da formalizzare ufficialmente tra Inps e
banche locali, in forza del quale ai dipendenti in cassa integrazione verrà
garantito il pagamento dello stipendio alla fine di ogni mese. Senza
l'accordo con le banche, che anticiperanno gli emolumenti che dovrà
corrispondere l'Inps, i lavoratori Fiat e delle fabbriche dell'indotto, in
tutto oltre undicimila nuclei familiari, avrebbero dovuto attendere un
periodo di oltre quattro mesi per ricevere le indennità previste. L'altra
novità è rappresentata dall'acquisto del ramo d'azienda da parte di Fiat
Group Automobiles degli stabilimenti Itca, tra cui quello di Villa S.
Lucia. In pratica un sospiro di sollievo per i 336 lavoratori della
fabbrica dell'indotto, che nel giro di pochi anni ha dimezzato il numero
di dipendenti impiegati in tutte le sedi nazionali dell'azienda. Il
passaggio di proprietà si perfezionerà il prossimo primo marzo. Intanto
continuano a soffiare venti di crisi anche per lo storico stabilimento
cassinate della Skf, il primo sorto nel dopoguerra in città. Per i 370
lavoratori si prospettano periodi di cassa integrazione alternata almeno
fino all'inizio dell'estate. Periodi di cassa integrazione che si vanno ad
aggiungere a quelli già attuati a partire dallo scorso primo settembre.
Da tale data e fino al 31 dicembre scorso quasi tutti i dipendenti della
Skf sono stati collocati in cassa integrazione per un periodo di quaranta
giorni. Un trend destinato a peggiorare, visto che nei giorni scorsi i
dirigenti della fabbrica svedese che produce cuscinetti a sfera per
autovetture Fiat, hanno comunicato ufficialmente che nel periodo compreso
tra il primo febbraio e il primo maggio 2009 i giorni di cassa
integrazione saranno 65. Di fatto un dramma per i nuclei familiari
monoreddito, alle prese mensilmente con buste paga sensibilmente ridotte
rispetto a quelle dei periodi di normale lavoro. Ma secondo alcune
organizzazioni sindacali i periodi di cassa integrazione non termineranno
nel mese di maggio. Prima dell'inizio delle ferie estive altre settimane
di cassa integrazione potrebbero scattare non solo per i lavoratori della
Skf, ma anche per tutti i dipendenti della Fiat e delle fabbriche del suo
indotto.
FIAT
POMIGLIANO: UNA INCHIESTA FRANCESE http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/
Davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano, nei giorni
della protesta, c’era anche Philippe Ridet, inviato speciale di «Le
Monde», il prestigioso quotidiano francese che, ieri, ha raccontato la
crisi italiana vista dalla parte degli operai in bilico. Il reportage è
lungo e accurato e si conclude con una domanda agghiacciante: se non ci
sarà più la fabbrica cosa resterà? Il lavoro nero? La Camorra?
L’inviato francese porta ad esempio del dramma di Pomigliano, un operaio
che, da settembre, ha trascorso diciannove settimane in cassa
integrazione. Lo stipendio di 1.200 euro s’è ridotto a 760 euro al mese
e Francesco, l’operaio intervistato, spiega che l’unica soluzione sono
i prestiti dei genitori: "Qui i poveri aiutano i poveri".
L’immagine dell’Italia che viene fuori dall’articolo è drammatica,
a partire dal titolo che parla di una nazione che scopre un calo record
dietro la "crisi divertente" (la drôle de crise). Ce n’è per
la politica "questa volta - scrive Le Monde - il signor Berlusconi ha
dovuto ammettere la sua preoccupazione"; ce n’è anche per i media
che, secondo il quotidiano francese non raccontano la crisi ma si limitano
a dare voce a chi commenta, dai leader sindacali ai politici. Le Monde
racconta anche il dato in crescita della Ferrari, parla dei buoni affari
dei cantieri degli yacht di lusso, poi lascia la parola nuovamente
all’operaio della Fiat di Pomigliano che racconta la sua disperazione:
"A noi cosa resta? Dobbiamo cercare lavoro in nero? Metterci nelle
mani della camorra?".
POMIGLIANO:
SCIOPERANO I METALMECCANICI http://www.rainews24.rai.it
Le Segreterie Provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic hanno proclamato
per domani lo sciopero generale di 4 ore, dalle 9 alle 13, per tutte le
aziende metalmeccaniche del territorio di Pomigliano d'Arco. Si terra'
anche una grande manifestazione promossa dal Comune di Pomigliano, dai
sindacati di categoria e dalle Rsu di Fiat Auto e delle aziende collegate
che partira' alle ore 9,30 dal piazzale antistante la Circumvesuviana per
raggiungere, in corteo, Piazza Primavera. Alla manifestazione hanno gia'
aderito, tra gli altri, Cgil, Cisl e Uil, il Vescovo di Nola e vi
parteciperanno delegazioni di RSU da tutta la provincia di Napoli.
"Lo stabilimento Fiat Auto di Pomigliano - si legge in una nota della
Fiom - si presenta come il piu' colpito dalla crisi tra tutti quelli del
Gruppo: dal mese di settembre ad oggi sono gia' 19 le settimane di cassa
integrazione effettuate, ed altre ancora ne verranno nel corso dei
prossimi mesi". "Si tratta - continua la Fiom - di 5.000
lavoratori, a cui vanno aggiunti i circa 10.000 dell'indotto, che stanno
subendo la situazione in modo insostenibile e a cui, ad oggi, viene negato
anche di conoscere quale prospettiva industriale si determinera' per
Pomigliano. A fronte di cio' occorre continuare nella mobilitazione dei
lavoratori ed allargarla".
marzo
FIAT MELFI, LA
FIOM: RIASSUMERE I PRECARI LICENZIATI http://www.marketpress.info
Si è tenuta il 12 marzo la riunione dei delegati Fiom Cgil della Fiat
Sata di Melfi e dell’indotto. La riunione – si legge in un comunicato
stampa - è servita a fare il punto sulle problematiche che la crisi
finanziaria sta producendo sul settore industriale e in particolare sul
settore auto, dal punto di vista occupazionale e produttivo nel sito di
Melfi. La Fiom Cgil considera "negativamente l’atteggiamento
unilaterale della Direzione Aziendale e chiede alla Fiat: il mantenimento
dell’attuale modello organizzativo che può al suo interno assicurare le
produzioni richieste attraverso il bilanciamento delle produzioni su tutte
e 2 le linee di produzione ripristinando anche le "pause a
scorrimento" e ovviamente attraverso la riassunzione dei lavoratori
interinali (350) licenziati in Fiat e anche nell’indotto negli ultimi
tempi sui quali vi era l’impegno alla riassunzione al momento della
ripresa produttiva; aprire il confronto richiesto dal sindacato, che deve
coinvolgere il governo Nazionale e Regionale per la definizione di un
progetto industriale chiaro per il futuro, quando finiranno gli incentivi.
20
marzo 2009
FIAT; BLOCCO
DELLA PRODUZIONE LAVORATORI A CASA http://www.ilmanifesto.it
Un beep sul telefonino ed è arrivato l'sms per comunicare, alle Rsu
dell'Alfa di Pomigliano, la messa in libertà degli operai per la
sospensione del modello 159. Contemporaneamente tra i reparti i capi
dicevano alle tute blu di fermare tutto e andare a casa. Increduli i
rappresentanti sindacali della fabbrica hanno guardato il cellulare. Ieri
era un giorno normale di produzione, la cassa integrazione ritenuta
necessaria dall'azienda, per superare la crisi dello stabilimento,
comincerà non prima di lunedì e sarà prolungata fino al 20 aprile. Ma
la dirigenza ci ha riprovato e ha sospeso le linee, formalmente perché
mancavano i cavi provenienti dalla Cabloelettra di Benevento. Ma i cavi
erano disponibili. L'azienda beneventana che ha delocalizzato la
produzione in Tunisia e mandato i dipendenti italiani in cassa, ha infatti
firmato una deroga con i lavoratori che da ieri erano al loro posto e
pronti a portare a termine le commesse dell'Alfa. Le Rsu appena ricevuto
il messaggio telefonico hanno bloccato i compagni, a cui è stato chiesto
di non uscire dalla fabbrica. E dopo alcuni accertamenti le linee hanno
ripreso a funzionare al secondo turno. Era già successo mercoledì, a
seguito dello sciopero e del corteo a Napoli dei lavoratori di Pomigliano,
che la direzione interrompesse le attività. L'azienda aveva comunicato il
blocco della produzione perché mancavano i motori forniti da Pratola
Serra ma anche in questo caso da Avellino hanno negato di aver mai dato
problemi per le forniture. Ci si domanda se la Fiat non stia giocando
sporco per rallentare la produzione, in un momento di crisi in cui non è
chiaro quale sarà il futuro di Pomigliano. Lunedì gli operai di
Pomigliano saranno a Piazza Plebiscito davanti alla prefettura, mentre i
compagni di Pratola Serra saranno in-sit in davanti al palazzo del governo
di Avellino, per chiedere ai prefetti di interessarsi all'apertura di un
confronto con i vertici del Lingotto.
08
aprile 2009
FIAT:
IMPIEGATI IN CIG http://www.ilmanifesto.it/
Questa volta il conto più salato della premiata casa Fiat è stato
presentato ai colletti bianchi: a quasi mille impiegati - 973 - sono state
annunciate 13 settimane di cassa integrazione, dal 4 maggio al 2 agosto. I
marcapitati potranno rimettere piede in fabbrica solo a settembre, dopo le
ferie. Le conseguenze economiche sono pesantissime per l'abbattimento del
reddito, ma gli impiegati rischiano molto di più. Secondo la Fiom una
sospensione così lunga, in un momento in cui grazie agli incentivi che
hanno rianimato la domanda si è ridotta la cassa integrazione per gli
operai, potrebbe nascondere l'intenzione del Lingotto di procedere alla
dichiarazione di esuberi. In poche parole, i 973 colletti bianchi
potrebbero diventare i soci della prima lista di proscrizione. La metà
lavora agli Enti centrali di Mirafiori, il cuore strategico del Lingotto,
gli altri sono alla Iveco e alla Powertrain. Per altri 1.069 colletti
bianchi sono state invece annunciate "soltanto" 6 settimane di
Cig.
FIAT
POMIGLIANO: CIG http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Nuova cassa integrazione per gli operai della Fiat di Pomigliano, che
rientreranno in fabbrica, soltanto il 25 maggio. L'azienda, inoltre, ha
comunicato ai rappresentanti sindacali che gli operai torneranno in cassa
dal 30 maggio, e la produzione riprendera' dal 15 al 19 giugno. La
comunicazione varia la programmazione gia' comunicata nei giorni scorsi
alle Rsu: il rientro, infatti, era previsto per il 18 maggio, e invece e'
slittato di una settimana.
14
maggio 2009
FIAT TERMINI
IMERESE http://www.ilgiornale.it/
Anche i sindacati italiani cominciano a mettere il bastone tra le ruote
all'operazione Fiat-Opel. Ieri, dopo aver incontrato a Francoforte i
colleghi tedeschi, i rappresentanti di Fiom Cgil e Fim Cisl (alla riunione
non ha invece partecipato la Uilm), hanno espresso forti preoccupazioni
sul futuro delle fabbriche Fiat in Italia. Le informazioni ricevute in
Germania sono allarmanti e vanno verificate. A rischio di chiusura sarebbe
Termini Imerese (Palermo), mentre per Pomigliano d'Arco (Napoli) si
prospetterebbe un ridimensionamento. Verrebbe poi meno la cooperazione con
Pininfarina nel cui impianto di San Giorgio Canavese (Torino) nascono le
Alfa Romeo Spider e Brera. Molto caldo è anche il fronte sindacale
tedesco. Si teme che un piano industriale di risanamento che prevede tagli
fino a 18mila posti possa realizzarsi. Non è un problema di Italia o di
Germania, è una questione perlomeno europea, ma anche globale. Mentre la
battaglia di Fiat su Opel infiamma anche la componente sindacale italiana
(sabato a Torino si svolger una manifestazione nazionale), gli incentivi
alle rottamazioni hanno ripreso a spingere il mercato, visto che a
Mirafiori gli operai sono stati chiamati a fare sei sabati di lavoro
straordinario al primo turno. Sono gli addetti alle linee di Fiat Punto e
Idea, e di Lancia Musa.
19
maggio 2009
FIAT DI MELFI:
80 TRASFERIMENTI http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Ai dipendenti interinali della Sata di Melfi non è stato rinnovato il
contratto e intanto si annuncia l'arrivo nello stabilimento lucano di
altri ottanta lavoratori dalla fabbrica di Pomigliano D'Arco. La notizia
ha creato non pochi malumori tra le maestranze lucane. Gli operai campani
della Fiat saranno trasferiti da domani nella fabbrica di Melfi dove è in
aumento la produzione della Grande Punto, ma la decisione dell'azienda
genera tensione fra i dipendenti interinali, ai quali il contratto non è
rinnovato o è prorogato per pochi giorni. La notizia del trasferimento
degli ottanta operai è stata annunciata ieri dalla Fiat alla Rsu.
Analoghe decisioni sono state prese da aziende dell'indotto Fiat di Melfi,
ma in una di tali aziende quindici lavoratori interinali proprio ieri non
hanno avuto rinnovato il loro contratto. A questo punto sono prevedibili
proteste dei lavoratori interinali. "Non contro i lavoratori che
vengono da altre fabbriche - ha spiegato la Fiom - perchè la solidarietà
è al primo posto della nostra azione, ma per protestare contro l'azienda,
che sposta a Melfi operai che sono oggettivamente degli altri precari,
creando così disagi e tensione fra i lavoratori".
28
maggio 2009
FIAT SATA:
SOSPESO LO SCIOPERO http://notizie.virgilio.it/notizie/
Appresa la comunicazione che il vertice con azienda e sindacati si terrà
a Melfi, i lavoratori dello stabilimento Fiat Sata di Melfi, in provincia
di Potenza, hanno interrotto lo sciopero. Dopo due giorni di "senza
lavoro", la produzione della Grande Punto riprenderà questa sera con
il turo delle ore 22.00. La protesta era incominciata spontaneamente lunedì
sera nell'azienda dell'indotto Plastic component per il licenziamento di
una cinquantina di operai e per l'ipotesi della Fiat di sostituire 25
interinali con operai dello stabilimento di Pomigliano d'Arco (Napoli).
Allo sciopero della Plastic Component (e al conseguente blocco della linea
della Fiat per mancanza dei componenti in plastica) si era poi aggiunto,
dal secondo turno di oggi, lo sciopero alla Magneti Marelli, anche in
questo caso per 32 contratti in scadenza.
12 agosto
INNSE: ACCORDO
http://www3.varesenews.it
Dopo otto giorni di protesta, gli operai della Innse hanno trovato
l'accordo. Sono scesi dalla Gru dopo che, intorno alla mezzanotte è
giunta loro la notizia che l'azienda meccanica di via Ribattino diventa
del gruppo Camozzi. Si chiude così una trattativa durata 14 mesi, tra
operai che presidiavano la fabbrica impedendo di fatto che venissero
portati via i macchinari e culminando negli ultimi giorni in quella
protesta spettacolare sul carroponte, rifiutandosi di scendere. L'accordo
oltre all'acquisto dell'azienda per 4 milioni di euro, prevede anche la
riassunzione di 49 operai, oltre all'ampliamento dell'area per la
movimentazione delle merci.
18
agosto 2009
CNH FIAT
http://www.quotidianodelnord.it/
Nessuna forzatura da parte della FIAT su CNH. La Regione sollecita,
insieme ai sindacati, un incontro con il ministro Scajola. L'assessore
alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna Duccio Campagnoli
ha inoltrato oggi a CNH FIAT, a Unindustria Bologna e ai ministeri la
richiesta di incontro, formalizzata unitariamente dalle organizzazioni
sindacali FIM FIOM UILM nazionali, a fronte della procedura comunicata da
CNH alla Regione, per l'utilizzo della cassa integrazione per 12 mesi e
per tutti i lavoratori per "cessazione di attività dello
stabilimento di Imola" a partire dal prossimo 28 agosto. I sindacati
"anche ai fini di tale procedura" (che la CNH aveva indirizzato
alla Regione) "ribadiscono che si tenga preventivamente ed
innanzitutto l'incontro con il ministro Scajola". Campagnoli ricorda
che tale richiesta è stata presentata anche dal presidente della Regione
Errani. "Delle prospettive per Imola si deve discutere per serietà e
correttezza al tavolo di tutto il Gruppo, e non pretendere di liquidare
Imola con una pratica burocratica, - prosegue ancora l'assessore
Campagnoli - Il ministro ha anche parlato bene, ma finora non è accaduto
nulla. Invece, poiché nella stessa motivazione della richiesta di CNH c'è
scritto che le decisioni su Imola sono conseguenza di una riorganizzazione
dell'intero Gruppo, bisogna discutere del Piano di gruppo della
distribuzione produttiva e occupazionale di CNH, e degli impegni diretti
di FIAT per il sito produttivo imolese, così come ci si attende per tutti
i siti FIAT in Italia. La Regione quindi ora, assieme ai sindacati, chiede
a FIAT ed ai ministri Scajola e Sacconi che le procedure ed il confronto
si svolgano in modo adeguato e corretto".
FIAT MELFI:
CASSA INTEGRAZIONE http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Gli operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat saranno
collocati in cassa integrazione per una settimana, dal 23 al 27 novembre:
lo si è appreso stamani a Potenza dal segretario della Basilicata della
Fiom-Cgil, Giuseppe Cillis. Il sindacalista ha precisato che le
organizzazioni dei lavoratori attendono un incontro ufficiale con
l’azienda per conoscere i motivi della cassa integrazione.
03
novembre 2009
ALFA ROMEO
http://www3.varesenews.it/
Negli anni scorsi erano stati stanziati dal Pirellone 60 milioni di euro
per rilanciare il lavoro nell'area dell'Alfa ma di questi soldi ne sono
stati usati solo 4. I lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese hanno appena
terminato la manifestazione per evitare la chiusura della loro fabbrica.
Hanno occupato per oltre un'ora l'autostrada A8 per dire no al
trasferimento a Torino dei 232 lavoratori superstiti al centro stile della
fabbrica milanese. I lavoratori di Arese (gli ultimi ormai a parte quelli
dei call center) sanno di essere con l'acqua alla gola e attuano tutte le
forme di protesta. I lavoratori temono che l'area diventi un nuovo
territorio di conquista per centri commerciali e negozi e quindi chiedono
che l'area resti ad uso esclusivamente industriale. Si tratta di
manodopera specializzata. Negli anni '70 qui c'erano ventimila lavoratori
oggi ce ne sono 230. L'azienda ha spostato due terzi della produzione
all'estero e dopo la chiusura Arese - fanno intendere i sindacati - in
Italia seguiranno altre chiusure.
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