La Zf Sachs Italia, fabbrica di forcelle e ammortizzatori, lascia
lo stabilimento di Villar Perosa, troppo dispendioso dopo la chiusura
della coinquilina Stabilus. La decisione era nell'aria da mesi, ora è
certezza.
La dirigenza mantiene ancora il massimo riserbo sulla nuova sede, che
comunque è stata scelta in una rosa di offerte nel raggio di 20-30
chilometri. Salvaguardati, quindi, i 120 lavoratori che temevano il
trasloco a Villanova d'Asti, a Padova o addirittura in Germania, dove
ha sede la multinazionale.
eco del chisone 2.2.2011
news
crisi
NewCocot- Perosa Argentina
Il consiglio di
amministrazione della NewCocot il 10 gennaio ha messo in
liquidazione la filatura di cotone di Perosa (190 addetti) e altri
stabilimenti del gruppo. Nominato un curatore che verificherà i conti e
deciderà se assumere la gestione dell'azienda. Il comunicato ufficiale
Newcocot non è ancora stato emesso.
Nell'assemblea del 18 marzo ALP/Cub propone una
giornata di sciopero che viene votata e approvata da tutti per Martedi 22
in occasione dell'incontro in Regione.
Oltre 130 operaie e operai hanno partecipato al
presidio in Via Alfieri mentre si svolgeva l'incontro dove si è deciso:
1. di riproporre ad ALBINI -che non è interessato ad acquistare lo
stabilimento - di continuare a dare il lavoro a Perosa ; 2. fare
intervenire un Fondo per coprire i finanziamenti sull'immobile e
investimenti.
Albini si è riservato di dare una risposta ma le
probabilità sembrano molto scarse.
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New co.cot:
incontro brevissimo il 29 marzo a Milano, col liquidatore, di
Rsu,CGIL,CISL,UIL,AlpCub> Rinviato al 20
aprile
> Assemblea il 30 a
Perosa, presenti i sindaci di Perosa e Pomaretto :
La direzione subito non cede poi dopo una nova minaccia di sciopero
della Corcos di Luserna chiama le Rsu e firma un impegno a mantenere la
quattordicesima.
33°puntata: riflessioni e bilancio delle lotte dei lavoratori
nell'anno 2009/2010: approfondimento con Maurizio Donati docente di
economia presso l'Università di Teramo (contesto economico) e
Vittorio Rieser militante dei "Quaderni Rossi" (contesto
soggettivo dell'attuale movimento operaio).
BREVE STORIA
DELLASOCIETAANNOVATI (al
2011)febbraio
Lo Società Annovati, di
proprietà dell'ononima famiglia, nasce nel 1870 a Pinerolo come azienda
produttrice di mobili, ma subisce nei primi anni di vita un rapido sviluppo,
differenziando ed industrializzando lala
propria produzione, e già nel 1934 è tra i primi stabilimenti italiani a
produrre pannelli compensati di dimensioni industriali.
Negli agli anni sessanta si
trasferisce presso l'attuale sito di Frossasco ed inizia la produzione del
pannello truciolare, ottenuto da sfridi e scarti di legno, commercializzato
tutt'oggi.
Contemporaneamente presso lo
stabilimento di Luserna sono perfezionate tecniche e processi chimici di sintesi
che conducono alla realizzazione di carte decorative e collanti, elementi
necessari per ottenere il pannello nobilitato, cioè il prodotto finito con la
carta decorativa applicata sulla sua superficie.
Agli inizi degli anni novanta
viene attuato un ingente investimento per l'acquisto di una linea di pressatura
in continuo chiamata Contiroll che ancora oggi è all'avanguardia per la
produzione di pannelli truciolari.
Questo investimento ed altre
vicissitudini interne portano però la Società al commissiariamento con cui la
famiglia Annovati esce di scena definitivamente.
Dal 1994 al 1998 si susseguono
due commissari Dott. Robotti e Dott. Taiani, che, con il DirettoreGenerale Dott. Iorio,riescono
a guidare la Società in modo magistrale risanandone i bilanci e risollevandone
le sorti.
Nel1998 il pacchetto azionario viene acquistato da tre Società:
il ravennate Gruppo Trombini al 40%, l'austriaco Gruppo Egger al 40% e la
cartiera milanese Confalonieri al 20%.
La Società verrà gestita sotto
la guida dell'Amministratore Delegato Gabriele Manfredi fino all'anno 2000.
Nel 2000 a seguito del
commissariamento della cartiera Confalonieri l'intera quota azionaria viene
rilevata dal Gruppo Trombini ed i due stabilimenti di Frossasco e Luserna
entrano a far parte insieme a Rafal (Ravenna) e Falco (Pomposa)del Gruppo Trombini SpA.
Dall'anno 2000 all'anno 2002 il
Gruppo viene diretto dal Presidente del CDA Dott. Andrea Trombini, mentre dal
2003 viene nominato Amministratore Delegato il Dott. Giovanni Gioli attualmente
alla guida della Società.
SITUAZIONE ATTUALEFebbraio 2011
In questo ultimo periodo il
Gruppo versa in una situazione finanziaria non buona, anche a causa della crisi
economica globale e della grossa contrazione che il mercato del pannello
truciolare e del mobile ha subito negli ultimi anni.
A causa della scarsità di
ordini la Direzione ha stabilito il fermo dello stabilimento di Frossasco con
ricorso alla cassa integrazione per entrambi i reparti produttivi, mentre il
settore impiegatizio amministrativo verrà gestito probabilmente su turnazione a
seconda dell'esigenza.
Rimane operativo solo il reparto
raccolta e smistamento legname che attualmente viene utilizzato dallo
stabilimento Falco di Pomposa (con maggiori difficoltà di reperimento della
suddetta materia prima a causa della sua posizione geografica).
Ci si augura che la Direzione
mantenga le promesse e, in caso di prolungata sofferenza dei mercati e mancanza
di ordini, ci sia un'effettiva ed omogenea distribuzione del lavoro sui tre
stabilimenti, senza penalizzarne alcuno.
Moretta in pochi anni perde 430 posti di lavoro
Dopo il fallimento della Neograf
MORETTA - La Neograf è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Saluzzo. Duecento dipendenti saranno in cassa integrazione per un anno e
poi perderanno il posto di lavoro. Indotti dalla vicenda dell’Inse di
Milano, alcuni lavoratori hanno lanciato l’idea di collocare una tenda
sul tetto dello stabilimento.
Questo fallimento è l’ultimo che ha colpito Moretta, che in pochi
anni con Locatelli, Milanesio ed ora Neograf ha perso circa 430-450 posti
di lavoro. Per un paese di 4.200 abitanti è una cifra enorme. Moretta ha
una disoccupazione altissima. Ad ottobre scadrà la cassa straordinaria
per i lavoratori Milanesio e la mobilità per molti ex-operai Locatelli:
molte persone si troveranno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali.
Si prospetta un autunno molto difficile. (Eco del Chisone)
1 ottobre. Oggi rientrano in fabbrica i 430 operai della Indesit di
Brembate Sopra, dopo una settimana di cassa integrazione. Già ieri nonostante
la fabbrica chiusa, stazionava fuori dai cancelli un TIR con targa polacca,
pronto per l’odierno carico di lavatrici. Il 7 e 8 ottobre sono fissati gli
incontri fra le parti al ministero del Lavoro. Gli operai più attenti sono
allarmati perché il confronto prefissato in due giorni consecutivi, puzza di
volata finale. Questi operai hanno ben ragione di essere preoccupati per le
posizioni della Fim – Cisl (maggioritaria in fabbrica), posizioni venute
chiaramente allo scoperto da quando proprio il rappresentante della Fim –
Cisl, in un assemblea di fabbrica a fine luglio ha dichiarato “da oggi il
presidio è facoltativo”, sabotando in tal modo la partecipazione operaia
alla lotta e il presidio stesso. La Fim – Cisl ha continuato a sabotare la
resistenza degli operai, dicendo al presidio che 150 operai potrebbero essere
accompagnati alla pensione ecc. ecc. Ha praticamente propagandato la chiusura
della fabbrica con gli ammortizzatori sociali.
29/09/2010
Si è svolto ieri (28 settembre),
al ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo sulla vertenza Indesit.
Durante l'incontro l'azienda ha presentato a sindacati, esecutivo ed enti
locali una proposta di metodo di lavoro
per la ricollocazione dei dipendenti
dei siti di Brembate (Bergamo) e Refrontolo (Treviso), destinati alla chiusura
con l'accorpamento delle produzioni a Fabriano e Caserta, per un totale di
circa 500 addetti interessati. Indesit ha dunque comunicato che sarà Sernet
l'advisor che si occuperà della ricollocazione e della
reindustrializzazione dei siti ed ha chiesto che tutte le parti coinvolte
nella vertenza abbiano un ruolo attivo e collaborativo.
Accelera la procedura per la
riduzione del personale alla Indesit di None. Il 12 gennaio a Torino è
stato firmato un accordo tra l'azienda, Indesit Company, e i sindacati per
l'apertura di una nuova procedura di mobilità volontaria per 60 persone.
Come molti sapranno, in base all'accordo siglato il 7 luglio 2009, dei
circa 600 dipendenti dell'azienda in carico allo stabilimento nonese 350
sono destinati ad uscire dal ciclo produttivo.
A dicembre erano già stati in
150 ad aderire ad una procedura analoga di mobilità volontaria, di cui 89
aventi i requisiti per l'accompagnamento alla pensione e 61 senza. Vale la
pena ricordare che l'accordo di luglio sulla mobilità volontaria
prevedeva un incentivo di 23.000 euro a chi accettava subito, e poi a
scalare progressivamente di 1.500 euro al mese, fino a raggiungere un
minimo di 5.000. Per gli accompagnamenti alla pensione, l'integrazione (a
carico dell'azienda) all'indennità di mobilità che consentirebbe di
percepire il 90 per cento dello stipendio. Al dipendente che accetta il
trasferimento in altra azienda invece verrebbe riconosciuto un incentivo
di 6.000 euro.
I sindacati ora sollecitano da
parte delle istituzioni il mantenimento, per quel che competeva loro,
degli impegni presi a luglio sulla reindustrializzazione del sito di None.
Lo stabilimento produce sfere per cuscinetti e si trova
di fronte a un certo numero di «esuberi». Contrarietà di Alp
Davide Rosso
Le notizie sul fronte del lavoro e soprattutto
dell’occupazione nel Pinerolese sono sempre in evoluzione. In ordine di
tempo l’ultima «emergenza» sembra essere emersa alla Euroball di
Pinerolo. In realtà le notizie delle intenzioni della direzione di
procedere a dei ridimensionamenti circolavano già da un po’ di tempo e ne
avevamo già dato notizia qualche numero fa sul nostro giornale. Ora però
è arrivata la proposta «ufficiale» dell’azienda, che ha parlato
recentemente di 35 esuberi nello stabilimento che produce sfere per
cuscinetti a Pinerolo, di cui 15 dovrebbero andare subito in cassa
integrazione a zero ore. In un incontro tenutosi a Torino poi la direzione
dell’Euroball ha anche parlato di necessità di abbassare le maggiorazioni
attuali per le notti, per gli altri turni e del premio di risultato; inoltre
tutti i lavoratori dovranno fare i turni sui sei giorni dal lunedì al
sabato.
Richieste pesanti, quelle della direzione Euroball
che i sindacati e i lavoratori non hanno certo preso con favore. In
particolare l’Associazione lavoratori pinerolesi (Alp) ha espresso la
propria contrarietà a delle misure «che esprimono in pieno la linea
padronale sul come uscire dalla crisi: riduzione dell’occupazione,
mettendo a zero ore con un pre-licenziamento i lavoratori; riduzione dei
salari e dei diritti acquisiti; aumento della flessibilità».
Intanto pare non evolversi la situazione alla New
Cocot con le più di 180 lavoratrici in attesa di avere novità. La New
Cocot è stata tra l’altro al centro dei discorsi della manifestazione del
1° maggio in val Chisone mentre nell’incontro proprio
sull’ex-manifattura di Perosa e sulla Sachs di Villar Perosa tenutosi in
Provincia il 5 maggio le lavoratrici hanno sostenuto oltre che la cassa
integrazione in deroga anche la necessità «di sperimentare i contratti di
solidarietà»; intanto sempre Alp ha proposto di chiedere all’Acea «di
studiare un utilizzo produttivo di una parte dello stabilimento di Perosa»,
immobile giudicato dalla New Cocot troppo caro da gestire e per il quale ha
chiesto alla Regione un intervento consistente se non l’acquisto stesso
dello stabile.
Insomma, situazione completamente in divenire per la
New Cocot ma molto dipenderà anche da come la «nuova» Regione si muoverà.
(12 maggio 2010)
volantino
Euroball-alpVi invitiamo a votare NO
all'ipotesi di accordo che ridurrà brutalmente
le nostre condizioni di vita in stabilimento
Il Gruppo Oerlikon Graziano Trasmissioni
taglierà 994 posti di lavoro in tutta Italia: 22 a Garessio 217 a
Cascine Vica 62 a Cervere 154 a Sommariva Perno 69 a Luserna 135 a Bari
109 a Porretta Terme 226 a Cento (chiusura dello stabilimento da marzo
2010). La notizia e stata data ieri a Roma, presso il Ministero dello
Sviluppo Economico, durante la presentazione del piano industriale. Tra
gli aspetti più negativi del piano industriale presentato c’è la
mancanza di investimenti innovativi per recuperare le lavorazioni perse
in questo periodo di crisi. Da oggi, in tutti gli stabilimenti del
gruppo, si terranno assemblee.
confermata la chiusura, proposta
la cig + incentivi a chi lascia- - assemblee - accettata dalla maggioranza -
ultimo tavolo di
crisi a Torino il 24 aprile -dal 23 tutti in libertà
Marchionne assicurava anche gli operai Chrysler: qual'e'
stato il risultato? Licenziamenti e riduzioni di salario agli operai.
Marchionne e' un onesto padrone che fa solo gli interessi del profitto
aziendale
di Patrizia Cortellessa DANTE DE ANGELIS Solidarietà con gli operai di Melfi?
Sospeso dal lavoro per 10 giorni Un provvedimento disciplinare al
macchinista
Dieci giorni di sospensione dal lavoro e dallo stipendio per
aver espresso «solidarietà come cittadino-lavoratore,
riferendo di una esperienza personale risolta positivamente
grazie alla determinazione dei compagni di lavoro ed alla
sensibilità dell'opinione pubblica». La solidarietà è quella
espressa nei confronti di Giovanni Barozzino, Marco Pignatelli,
Antonio Lamorte, i tre operai di Melfi ingiustamente licenziati,
reintegrati dal giudice e non riammessi al posto di lavoro.
A ricevere un provvedimento disciplinare è ancora una volta
Dante De Angelis, macchinista ferroviere nonché rappresentante
per la sicurezza (licenziato già due volte, sempre
reintegrato). I ferrovieri della rivista «Ancora in Marcia!»
parlano di intimidazione, di accanimento delle Fs. Ma di quale
colpa si sarebbe macchiato Dante, questa volta? Presto detto.
Due sono le dichiarazioni «contestate» dalle Fs. La prima
riguarda questa dichiarazione: «anche le Fs, in occasione del
mio primo licenziamento nel 2006 hanno tentato di tenermi fuori
dall'azienda garantendomi lo stipendio, una scorciatoia
antidemocratica ed antisindacale \ che con i compagni di lavoro
abbiamo respinto con forza, perché finalizzata a separare
fisicamente i lavoratori tra loro e dalla realtà lavorativa e
neutralizzare la loro attività».
Divulgata, come contesta Fs, «mediante un portale di news e
informazione ad accesso generalizzato \ del tutto falsa e
destituita di ogni fondamento \ perché - continua l'azienda -
«a differenza di quanto accaduto per i lavoratori Fiat, Lei non
è stato destinatario di alcun provvedimento giudiziale di
reintegra e la scrivente società non le ha offerto alcun tipo
di remunerazione per mantenerLa fuori dall'azienda».
La risposta è altrettanto dettagliata. «Preciso che non ho
formulato - né tantomeno intendevo farlo - accuse né
denigrazioni nei confronti di chicchessia né, tantomeno, nei
confronti di Trenitalia Spa \ Risulta pacifico e notorio, oltre
che documentato da atti formali \ che codesta ditta abbia
avanzato per due volte proposte conciliative comprendenti
entrambe l'estromissione dal mio posto di lavoro come
macchinista (e delegato alla sicurezza) \ La prima consisteva
nella concessione di un trattamento economico sostitutivo del
salario, comportante l'implicita rinuncia da parte mia ad agire
immediatamente in giudizio, instaurando, invece, una trattativa
dagli esiti futuri e incerti, con specifico riguardo alla mia
posizione lavorativa finale \. La seconda (...) prevedeva
esplicitamente: "Trenitalia Spa \ per concorrere ad
individuare una soluzione \ che consenta al lavoratore comunque
di trovare una valida occupazione per il proprio mantenimento e
della di lui famiglia, si dichiara disponibile a farsi parte
attiva per ottenere l'assunzione ex novo dello stesso presso
altra società controllata del Gruppo Fs \».
Poi c'è la seconda contestazione, riferita ad una frase «erroneamente
attribuitami dal quotidiano Il Tirreno (5 ottobre 2010)
nell'articolo «Primo, non lasciateci soli, Strage, alla festa
del Pdci l'appello delle famiglie colpite», che non
corrisponde,infatti, a quanto da me effettivamente pronunciato
nel corso dell'iniziativa pubblica richiamata». Un errore di
trascrizione al quale seguiva una richiesta immediata di
rettifica. Apparsa puntualmente, con evidenza, il giorno
successivo. Contestazioni che vengono quindi respinte al
mittente da De Angelis, che chiede l'estinzione del
procedimento.
Intanto, però, c'è da registrare che lo stesso «metodo»
disciplinare viene applicato ad altri delegatisindacali. La
stessa punizione - dieci giorni di sospensione - è stata
inflitta quattro giorni fa ad un altro macchinista e Rls,
denunciano ancora i ferrovieri. Che oggi scenderanno in piazza a
fianco della Fiom, contro «l'odioso ricatto: o diritti o lavoro».
Ad abbracciare i tre operai di Melfi ci saranno anche Dante De
Angelis e tanti ferrovieri.
Gtt dovrà pagare gli scatti ai precari
Condannata anche Trenitalia: risarcimenti per
cinque milioni
ALBERTO GAINO
torino
Una sentenza della Cassazione costerà cara
tanto al Gruppo Torinese Trasporti quanto a Trenitalia. Solo a
livello locale riguarderebbe almeno 2 mila lavoratori per importi
complessivi stimabili in 5 milioni di euro. Le ricadute nazionali
sulle buste paga del personale di aziende dei trasporti ex pubbliche
e ora spa non sono sul momento nemmeno ipotizzabili.
Anche perché - assicurano i legali che hanno vinto - la decisione
della Suprema Corte sarà applicabile all’intero settore privato.
Le venti pagine di motivazione delle sezioni civili unite
rappresentano, a prescindere dai calcoli, una bomba ad orologeria
per i conti delle aziende interessate mano a mano che dipendenti (ed
ex dipendenti) ricorressero per analogia di diritti maturati e ora
riconosciuti all’autista Gtt che ha fatto da battistrada, come
caso pilota, a tutti gli ex precari.
F. N. venne assunto a settembre 1997 con un contratto di formazione
lavoro dalla durata di 24 mesi. Alla scadenza, l’autista venne
confermato a tempo indeterminato. Dieci anni dopo, assistito dagli
avvocati Valeria Grasso e Antonio Giordano, ha chiesto al tribunale
del lavoro che gli venisse riconosciuto, ai fini degli scatti di
anzianità, anche il periodo di lavoro precario. Con conseguente
ricostruzione del salario, attuale e futuro, interessi maturati
compresi: almeno 2.500 euro. Gtt ne prende atto: «Le sentenze si
applicano, ci adegueremo».
La sentenza pilota è tanto più importante perché costringerà a
rivedere gli accordi nazionali di lavoro i relativi ai contratti
collettivi in vigore. Quello del settore autoferrotranvieri esclude
esplicitamente sin dal 1995 il calcolo di quella voce pregressa
dalla busta paga. Il contratto dei ferrovieri ha stabilito
altrettanto nel 2003.
Gli avvocati dell’autista hanno fatto leva sulla normativa vigente
dal 1984. Il giudice del lavoro torinese Loretta Bianco nel 2007 ha
dato loro ragione. A quel punto lo studio legale Pacchiana, per
conto di Gtt, si rivolge direttamente alla Suprema Corte, la cui
sezione lavoro «denuncia un contrasto di giurisprudenza sulla
questione» e affida la decisione alle sezioni unite. Negli ultimi
anni le sentenze erano state di segno diverso.
Quest’ultima e più importante, depositata a fine settembre, pone
fine ad ogni controversia: il periodo di formazione lavoro deve
essere ricompreso nel calcolo dell’anzianità di servizio, non
solo ai fini del Tfr (come già avviene) ma anche rispetto alla
maturazione di «istituti meramente contrattuali», quali sono gli
scatti di anzianità. La motivazione firmata dal primo presidente
Vincenzo Carbone e dal giudice estensore Giovanni Amoroso è netta:
l’equiparazione tra periodo di formazione ed anzianità di
servizio esprime un generale canone che si sovrappone, per il suo
carattere inderogabile, anche alla contrattazione collettiva, la
quale può sì disciplinare nel modo più vario istituti
contrattuali rimessi interamente alla sua regolamentazione, come gli
scatti di anzianità, ma non potrebbe introdurre un trattamento in
senso lato discriminatorio in danno dei lavoratori che abbiano avuto
un pregresso periodo di formazione».
L’avvocato Grasso e la collega di studio Cinzia Nardelli hanno
pronti altri 200 ricorsi di lavoratori Gtt. L’avvocato Giordano un
migliaio di personale Trenitalia.
Di loro si e' a conoscenza dell'eta', del sesso, a
volte del nome di battesimo, ma la loro identità, per lo più, non
viene resa nota. È un lungo elenco quello dei dipendenti di France
Telecom che si sono uccisi dal febbraio del 2008 a oggi. E a collegare i
tanti suicidi - ormai 25 - c'è una costante: il drastico peggioramento
delle condizioni di lavoro all'interno dell'azienda. Alcuni lo hanno
anche lasciato scritto in modo inequivocabile: "Lo faccio a causa
del mio lavoro a France Telecom. È l'unica ragione. La totale
disorganizzazione dell'impresa, gestita incutendo il terrore nei
dipendenti, mi ha stravolto. Sono diventato un relitto, un naufrago. È
meglio finirla qui". Sono le ultime parole di un uomo di 52 anni,
che ha deciso di togliersi la vita nel luglio scorso, a Marsiglia.
Intervengono Fabio Cappelli, corrispondente Rai da Parigi, e
l'economista Carlo Scarpa, editorialista de La Voce.info
Su 17.649.700 lavoratori dipendenti, tolti quelli
del pubblico impiego (3.630.600), sono 14.019.200 quelli che ricoprono
un’occupazione stabile presso aziende private. E tra questi, il 50,9%,
vale a dire 7 milioni 141 mila 300, sono senza ammortizzatori sociali. A
fronte dell’altro 49,1%, ovvero 6.877.900 lavoratori che possono
accedere alla cig. Che non è condizione augurabile per nessuno. Nella
classifica dei «senza ombrello», spicca per numeri assoluti il settore
dei servizi: 2.336.400 individui, pari al 16,7% del totale. Subito dopo
viene quello del commercio (14%), con 1.968.000 lavoratori sul libro
paga di aziende con meno di 200 dipendenti. Seguono i comparti
dell’artigianato (889.500, per imprese con meno di 15 dipendenti, con
l’esclusione però dell’edilizia, ove è previsto il ricorso alla
cassa integrazione ordinaria), degli hotel e ristorazione (870.000), del
credito e assicurazioni (544.400), delle comunicazioni (338.100) e dei
trasporti, per aziende con meno di 15 dipendenti (194.800). Un dato
preoccupante, soprattutto in questi giorni di crisi, col termometro che
ha fatto segnare a dicembre un’impennata record della cassa
integrazione nei settori industriale ed edile (+110% su dicembre 2007,
con un boom del 525% di quella ordinaria).
IL 2 marzo
2009 la direzione ha
comunicato la richiesta di 90 esuberi da mettere in cig straordinaria senza
anticipo e senza rotazione - modifiche dei turni - La
direzione deve presentare il piano.
segue Accordo sulla
rotazione, cassa anticipata dalle banche: ma non la danno con la rotazione
>
SKF-OMVP- non ancora venduta la Omvp- CIG una settimana al mese -, volantino SCIOPERO alpcub SKF 17 ottobre
- pdf- La società svedese SKF, numero uno nel
mondo per la produzione di cuscinetti a sfera, ha annunciato il taglio di
2.500 posti di lavoro (198 in Italia), ovvero il 6,3 % dei dipendenti totali nel 2007. I
tagli al personale, che riguarderanno 1.200 lavoratori stabili e 1.300
temporanei, saranno effettuati in tutto il mondo e interesseranno in
particolare gli Stati Uniti, la Francia, l'Italia (dove i dipendenti sono
circa 4.500), l'Ucraina, il Brasile e l'Argentina. La società ha precisato
che il calo della domanda nel mercato dell'auto, iniziato nel terzo
trimestre, si è ulteriormente accentuato nell'ultima parte dell'anno e si
sta estendendo ad altri settori industriali. Skf prevede nel quarto
trimestre di quest'anno un calo dei volumi di vendita del 15% circa rispetto
a un anno fa e un utile operativo di 1,6-1,7 miliardi di corone svedesi, in
peggioramento del 20-25% rispetto ai 2,1 miliardi dello stesso periodo del
2007. - Bilancio a feb 09-
> PMT-BELOIT
;lettera aperta alla direzione - continua la
mobilità-rinnovo RSU: 1 rsu alpcub (55% degli operai)- richiesta cig per
130- . volantino luglio
09 -pdf
> FIAT
- vedi nella
produzione globale -L.Campetti-pdf- Crisi di vendite nel gruppo Fiat. IN
corso trattative con Crysler e Opel
> POSTEcontratto firmato a luglio
2007 - continua lo sciopero degli straordinari . Rinnovo RSU: 2 rsu alpcub (11%)
> SANITA'Il 1° gennaio 2008 è
stata costituita la nuova ASL TO 3 derivante dall'accorpamento delle ex
AA.SS.LL. 5 di Collegno e 10 di Pinerolo. Il Direttore Generale è l'Ing.
Giorgio Rabino.
> MINIERErientro
nella normalità dopo lo sciopero alla cernita in miniera - la vendita del settore
da parte della Rio Tinto èin
stallo- la IMI rileva il talco Sardegna -ottobre:nuovo amministratore delegato -
firmato ccnl miniere-novembre: assunzioni in miniera +
1 interinale ai mulini- convocato incontro prima di Natale 2009. Cassa
integrazione a rotazione per tutto lo stabilimento da metà febbraio a maggio.Notizie
di interessi cinesi sulla Rio Tinto e di IMI FABI per il talco locale.
Assunzioni in miniera- prossimi pensionamenti ai mulini.
Il colosso del settore
minerario Rio Tintoannuncia
il taglio di 14
mila posti e si appresta a vendere un certo numero di attività per
ridurre l'indebitamento, che è salito a quasi 40
miliardi di dollari.
>
Martin- inizia CIG due giornate la settimana per tutti i lavoratori
>
Sachs - l'unica azienda che ha diversificato passando alle moto - in cig 50
addetti due settimane al mese fino al 2009 - ha realizzato la nuova
verniciatura e messo a posto la cromatura. Cig straordinaria 50 addetti due
settimane al mese.
>
Stabilus unica fabbrica a posto della valle - a marzo di colpo dalla
Germania arriva l'ordine di chiudere.Chiusa a maggio.
> Euroball- chieste 6 settimane fino a
fine anno- a febbraio l'azienda chiede cig a rotazione per tutti i 311
dipendenti per calo 40% settore automotive
>CMSP- Cig e ferie perchè lavorano per SKF e Corcos
>Corcos Luserna/Pinerolo (cig una settimana al mese)-
2 ore di sciopero ad Airasca con corteo. Vedi sito RSU Corcos
http://rsucorcos.blogspot.com/
Tekel- 22 addetti-
metalmeccanico- Roletto: chiusa a giugno
Edizione del 8 luglio 2009- Roletto-
Accordo su chiusura Tekel
eco del chisone
È stato raggiunto l'accordo tra sindacati e la
società Tekel Instruments Srl di Roletto sul trattamento economico della
trentina circa di lavoratori dell'azienda messa in liquidazione il mese
scorso.Secondo quanto stabilito nel documento, sottoscritto dai
rappresentanti sindacali di Fim-Cisl Enrico Tron e Giovanni Zungrone della
Flmu-Cub, i lavoratori riceveranno dall'azienda 5.600 euro quale acconto
all'integrazione del Tfr e a transazione generale per la rinuncia ad
impugnare la risoluzione del rapporto di lavoro. Inoltre i dipendenti
verranno collocati per un anno in cassa integrazione straordinaria.
> Itt
Automotive ex Galfer ( prossima dislocazione in Cechia a Ostrava 300
operai, e in Cina 300 operai a Wuxi )- erano 800- non sono stati
rinnovati 100m contratti a termine - richiesta di cig- resterà il centro
ricerche
>Dayco - annunciata la chiusura dello stabilimento di Chivasso.
Airasca 2 settimane/mese cig
>
Fiat-Ceva (ex TNT) cassa integrazione e mobilità
>
Ag.Portaper
30 lavoratori ci saranno 2 settimane di cassa al mese e l'azienda non intende
confermare gli interinali.
>
Croce Verde di Perosa riduzione di personale
>
Coop di Pinasca - con apertura Ipercoop riduzione di personale e di orari.
> Ipercoop Pinerolo- apre
dal 27/12/08, 250 assunti.
>Oclap- Piscina- 19
feb. dopo la cig chiesta mobilità per 18 dipendenti
>
Statali- Il rinnovo
del contratto del pubblico impiego 2008-2009 - Contratto
statali, firmano Cisl e Uil. Sì anche da Ugl e Confsal.
Cgil: via a sciopero generale.. Il sindacato di
Epifani: presto l'agitazione nazionale dei dipendenti pubblici
> Scuola. E' stata raggiunta tra
i sindacati e l'Aran (Agenzia per la contrattazione del pubblico impiego)
un'intesa per il rinnovo del biennio economico 2008-2009 del contratto relativo
al personale della scuola, insegnanti e Ata (ausiliari-tecnici-amministrativi).
>
ALITALIA chiude e lascia il campo alla CAI di
Colaninno, il padrone amico di Veltroni. ''Per il momento sono state
spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione per tutti i
dipendenti'' che riguardano complessivamente circa 17 mila persone.CAI
OLTRE A LICENZIARE CREA NUOVI
PRECARI: la novità di C.A.I. non si esaurisce con i 10.000
lavoratori espulsi dal Gruppo Alitalia - Iniziano i ricorsi contro la cigs la
riassunzione a tempo indeterminato in Alitalia di tutti i lavoratori in cassa
integrazione e precari.
> Telecom. In 9.000 a casa. Telecom annuncia
licenziamenti e dismissioni. E' il primo grande gruppo industriale italiano
colpito dalla crisi.
General Motors vuole licenziare 47.000 persone, la Crysler
3000
>Sony ha annuciato che taglierà
complessivamente 16.000 posti di lavoro, incluse ottomila posizioni
contrattualizzate, nel comparto dell'elettronica e uscirà dai segmenti meno
redditizi Il colosso nipponico ha manifestato l'intenzione di ridurre di circa
il 10% il numero totale degli stabilimenti (che attualmente sono 57) entro il 31
marzo del 2010.
> USA. Finita l'occupazione della fabbrica
Republic da parte dei 300 operai. Dagli Anni Trenta non si verificava
un'occupazione di fabbrica da parte degli operai in USA.
Il colosso Usa del software Microsoft
annuncia un taglio fino a 5 mila posti di lavoro nei prossimi 18 mesi.
Panasonic annuncia il taglio di 15mila posti di lavoro a livello
complessivo e la chiusura di 27 impianti per contrastare gli effetti della
crisi. ...
Engineering:
Il primo gruppo industriale Italiano che licenzierà pur senza
chiudere sedi e facendo utili straordinari?E’
la preoccupazione dei 152 dipendenti attualmente in cassa integrazione
straordinaria dal 19 gennaio 2009.
ROMA CGIL 4 APRILE: E INTANTO IL PAESE VA A DESTRA
«Sono stato investito da una serie di 103 procedimenti, 913 giudici si
sono interessati di me, 587 visite della polizia giudiziaria e della Guardia
di finanza, 2520 udienze: credo che sia il record universale della storia, però
soltanto assoluzioni perché per fortuna è una parte dei giudici che sta con
la sinistra. La parte maggioritaria dei giudici quindi e' con la destra>>
Berlusconi
Dal Dicembre 2007 ad oggi in USA ci sono stati 4,
4 milioni di licenziamenti. A febbraio 2009 i licenziamenti soo stati
651.0000. Il tasso di disoccupazione è così salito all’8,1% contro il 7,9%
previsto dagli analisti. Per Obama si tratta di dati dati «spaventosi».
-marzo09
* Per i sette morti alla
Thyssenkrupp di Torino è in corso un processo in Corte d'Assise.
** siamo in recessione, dicono fino al 2010: dilaga la cassa integrazione
Secondo gli ultimi dati della Commissione Europea, nella seconda metà
del 2008 l'Italia è entrata in una recessione tecnica che le farà
chiudere l'anno con una crescita zero. La stagnazione durerà anche nel
2009, mentre una leggera ripresa è prevista nel 2010 con un Pil allo
0,6%.
E nel frattempo, esplodono licenziamenti e cassa integrazione, basti
pensare che a settembre quella ordinaria è cresciuta, in un anno, di
oltre il 68 per cento, sfiorando il picco dell'80 per cento tra gli
operai.
L'11,1% delle famiglie sono
povere. Si tratta di 7.542.000 persone, il 12,8% dell'intera
popolazione. Sono i primi dati del Rapporto sulla povertà relativa. E
al Sud la percentuale è quattro volte maggiore
Sono 400 mila i lavoratori precari (a termine e a
progetto) nel solo settore privato che rischiano di perdere il posto e
rimanere senza tutele alla fine dell'anno.
Sabato 29
novembre manifestazione di valle in difesa dell'occupazione e per lo
sviluppo - Partenza corteo dalla Sachs, arrivo alla sala Finestra sulle
valli di Villar e conclusioni.