Cotone a Perosa Argentina

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cronologia breve dal 1883 al 2012: cotone a Perosa  

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precedenti

L’industria cotoniera è nata in Italia a Intra nel 1808. Nel 1883 gli svizzeri Jenny e Ganzoni rilevarono l’azienda tessile di Perosa dei Bolmida e iniziarono l’attività cotoniera (400 addetti nel ‘900). Nel 1920 entra a far parte della società Abegg con il 'Cotonificio Valle di Susa di Abegg & C'. Nel 1922 esce Ganzoni.

Gli stabilimenti industriali di Perosa Argentina- Dino Ceredi- 1982 - htm

 Nel 1947 Abegg cede la ditta a Giulio Riva di Milano (Cotonificio Val di Susa Spa), il gruppo cresce e negli anni Cinquanta ha 350mila fusi di filatura, 100imla fusi di ritorcitura,4 mila telai, 3 tintorie (per un totale di 13 stabilimenti). In questo periodo sono in attività a Perosa  50mila fusi di filatura e 18mila di ritorcitura con 1200-1300operai. Subentra poi il figlio Felice Riva che porta alla rovina l’azienda, Il 20 settembre 1960 iniziò una vertenza sindacale portata avanti dalle maestranze femminili dell'azienda, vertenza che ebbe termine solo cinque mesi dopo, il 18 febbraio 1961 con la firma di un accordo che prevedeva l'aumento dei salari e l'introduzione del premio di produttività. La vertenza, iniziata in sordina, si trasformò in una dura contrapposizione a causa del rifiuto opposto a ogni trattativa da Felice Riva. Le dimostranti ricevettero l'appoggio dei metalmeccanici aderenti alla Fiom e alla Fim. 

La lotta del cvs 60-61 - htm Mottura

il 5 ottobre 1965 c’è il fallimento. IL 1 marzo 1966 passa alla ETI-Esercizi Tessili Italiani spa che porta a termine il difficile compito di ristrutturare. Restano 5 mila lavoratori in tutto il gruppo. 

 

Dal 1971 diventa Montefibre ; ancora tre anni e l'ex CVS viene messo in vendita ed acquistato poi  il 1 luglio 1976 da un gruppo di azionisti che costituiscono la Manifattura.di Perosa spa (parte della Manifattura di Legnano- fondata nel 1903)

10 maggio 1982: la direzione in un incontro sindacale chiede di poter effettuare il 6x6, il sindacato si oppone e chiede il rispetto dell’organico previsto nell’accordo dell’80 (340 persone) di fronte agli attuali 318. Giugno: La direzione intende mettere in CIG 55 persone se non si riduce l’orario di lavoro al 6x6. Giugno raggiunto un accordo si prevede l’assunzione di trenta persone e l’istituzione dei turni su sabato e domenica.

6 luglio 1983: accordo per il part time che sostituisce il 1° turno a scorrimento iniziato a marzo 1981 e il secondo turno a scorri-mento iniziato a settembre 1982.

19 febbraio 1984: incendio doloso.

27 giugno 1985: accordo per ripresa delle assunzioni e aumento di salario. 8 luglio: assunte 8 operaie qualificate provenienti dalla Filseta in CIG.

luglio 1987: incendio al magazzino cotoni per autocombu-stione.

30 agosto 1989: la direzione sperimenta per 4 settimane i gruppi di lavoro ai Rings di 4 persone invece che due. 31 agosto: accordo per la CIG per 40 persone per due mesi. 14 settembre: la direzione, ritenendo non ancora raggiunta la saturazione dei carichi di lavoro, riduce il personale dei turni - uti-lizzando anche la CIG. Lettera di dipendenti all’Eco del Chisone: “Adesso ogni ope-raia del reparto filatura deve badare a 7 o 8 rings mentre in nessu-na filatura si superano i 6 a testa”.

16 gennaio 1990: accordo sulle giornate di lavoro e di riposo programmate.

marzo 1990: sciopero, l’azienda ferma dei reparti - 13 marzo accordo, l’azienda s’impegna a rispettare le saturazioni previste a novembre 1989. Giugno-luglio: tensione per il contratto aziendale. 7-8 dicembre: sciopero per la piattaforma aziendale. 13 dicembre: accordo, aumento del premio annuo. l’assem-blea boccia col 63% l’accordo, la direzione nega di avere altri sol-di, il CDF dà le dimissioni.

25 febbraio 1991: nuova votazione, segreta, a favore 68% - assenti al voto 124

30 marzo 1992: 116 lavoratori in CIG per tre mesi, 9 aprile altri 39. E’ prevista una rotazione di 60 operai ogni 7 settimane. Maggio: la Manifattura riceve la proposta di aprire un’azienda tessile nelle Maurienne in Francia. La proposta allettante viene lasciata cadere. 25 maggio: nuovo incendio distrugge la scorta di cotone. 9 luglio: l’azienda di fronte alla crisi tessile e alla merce invenduta intende investire in macchinari, abolire la mensa e il trasporto operai congelamento di varie voci della busta paga. 18 agosto: richiesto il licenziamento collettivo di 131 lavorato-ri, il sindacato non ci sta, intervento dei politici. 25 settembre: assemblee, si vota si a trattare sulla mobilità 59.4%, no 38,4%. 9 ottobre: accordo, la linea aziendale di riduzione costi, ritirata la mobilità, tra i lavoratori si svolge un referendum 72% di SI.  

 

23 ottobre: Rifondazione Comunista attacca l’accordo e il sindacato.2 marzo 1993: 85 lavoratori ricorrono in Pretura contro l’accordo.

20 aprile 1994: inizia dal gruppo di dissidenti lo sciopero di un’ora per turno a tempo indeterminato, la direzione il 21 aprile si rivolge alle maestranze invitandole a riflettere. 17 aprile: i sindacati presentano una proposta di calendario annuo e di fronte alla chiusura della Direzione dichiarano scio-pero.

29 aprile: sospensione di 5 operaie per turno in quanto c’è lo sciopero, sospensione disciplinare di due operaie (poi, licenziate , inizia lo sciopero totale). 30 aprile: assemblea permanente in fabbrica. , 10 maggio: assemblea pubblica nel cinema di Perosa. ,11 maggio: la direzione manda tutti i 440 dipendenti a casa.

13 maggio: 70 dipendenti scrivono una lettera all’Eco contro lo sciopero. 14 maggio: incontro all’Unione Industriale. 15 maggio: manifestazione sindacale a Perosa Argentina.

17 maggio: ipotesi di accordo: di fronte al ritiro delle 83 de-nunce in Pretura sull’accordo di novembre per la riduzione di sala-rio, ritirati i due licenziamenti, calendario annuo sulle 330 giornate e 14 ore, l’azienda non paga i salari della messa in libertà ma solo i contributi. Le denunce non vengono ritirate, le due licenziate so-no ancora tali, sostituzione alla direzione dello stabilimento.

19 maggio: riprende il lavoro. Giugno: la nuova direzione come gesto di apertura e sotto richiesta delle maestranze riammette al lavoro le due licenziate.

Venerdì 8 ottobre 1993: La Pretura di Pinerolo si pronuncia in meri­to alla causa promossa da 83 lavoratori della Manifattura di Perosa che chiedevano il non riconoscimento della legittimità dell’accordo taglia­salari firmato dal Sindacato un anno prima. Il pretore di Pinerolo, Patrizia Visaggi, respinge le loro richieste di invalidare gli accordi stipulati lo scorso ottobre, a seguito di una delicata vertenza che aveva visto coinvolti 450 dipendenti della Manifattura, mettendo soprattutto in dubbio il ruolo del sindacato. Tale azione sindacale ha però dato i suoi risultati: ha portato al rien­tro di 180 lavoratori in mobilità e all’investimento di 4 miliardi da parte dell’ Azienda. «Non è stata in nessun modo carpita la buona fede dei lavoratori ­ribatte Enrico De La Forest, avvocato dell’Azienda -. Durante i periodi di agitazione sindacale che vi sono stati, il 71% dei lavoratori ha accolto la proposta sindacale».  

 

Dal 1982 a metà degli anni Novanta il partito della Rifondazione comunista segue la manifattura costantemente. (pdf)

14 luglio 1994: la direzione attacca l’assenteismo.

10 febbraio 1997: assemblea per valutare l’accordo che pre-vede un premio di assiduità, di produttività e qualità, nuova mensa. 17 marzo: ritorna la mensa aziendale. 11 dicembre: accordo al ministero del Lavoro che precede un piano di ristrutturazione, blocco del turnover, mobilità verso la pensione.

febbraio 1998: accordo dei turni del part time per un aumento dell’orario di lavoro settimane da 25 a 33,6 ore e la riduzione a 6 ore per i turni sabato-domenica. Ogni 5 settimane un sabato domenica di riposo totale. Accordo sperimentale.

Nel 2000. La mobilità è finita.

Nel 2002. Elezioni Rsu.

8-10-2003. Rinnovo premio aziendale. In novembre si è svolto un coordinamento a Milano: pro-blemi e preoccupazioni. Sostituito l’amministratore delegato.

Il gruppo Legnano presenta una grossa crisi finanziaria. Probabile riassetto. In Manifattura a Perosa i dipendenti sono 290. Il gruppo Legnano ipotizza la chiusura dello stabilimento di Cerro con 100 dipendenti. Possiede invece un cotonificio in Egitto. A dicembre 2003 due giorni di CIG.

2004. Continua la Cig in gennaio, specie per la Preparazione. Terminerà con l’inizio della CIG straordinaria.

Si lavora solo 4 giorni la settimana in alcuni reparti. Fra la CIGS a rotazione e quella a zero ore sono assenti una ottantina di dipendenti.

settembre.Saltata l'intesa tra Olcese e Manifattura di Legnano siglato a fine giugno

Fine 2004-2005: Nasce il Collettivo di Valle con le operaie della Manifattura che vede molto critica la nuova situazione. Si parla di un ridimensionamento da 250 a 120 addetti. ALP propone uno Sciopero Generale di Valle in occasione dello sciopero dei Metalmeccanici del 15 aprile, ma questa proposta viene boicottata. Primo Maggio 2005:ALP/Cub organizza una manifestazione a Perosa: occorre riaffermare la necessità di “strumenti straordinari”, formazione vera, un grande impegno per reindustrializzare la valle; sono emerse due questioni 1) Il salario sociale come forma di reddito per chi non ha il lavoro o per chi lo perde. 2) Pensione dopo 35 anni di lavoro da ripristinare (in questi anni le aziende hanno usano molto la mobilità per svecchiamento) perché non si reggono i ritmi dopo questi anni di lavoro con le condizioni attuali, e per lasciare il posto ai giovani.

13 maggio 2005: sciopero con manifestazione a Legnano (vedi foto), si riprende il lavoro unitario e nella riunione del Comitato di difesa di Valle si ribadiscono i due obbiettivi:

1) Richiesta di altri due anni di cassa che finisce a settembre

2) Iniziative sulle Banche che non intendono finanziare il Piano di rilancio.

27 maggio 2005: incontro in Prefettura con tutte le istituzioni Regionali dove vengono ribaditi gli obbiettivi al Prefetto con l’impegno di coinvolgere esponenti del Governo. 28 maggio 2005: passa il Giro d’Italia nella nostra valle. Due presidi e le operaie della Manifattura ricordano la situazione molto pesante della nostra Valle.

22 giugno- sciopero 8 ore industria- manifestazione a Torino, presidio a Pinerolo di Alp con un centinaio di lavoratori.

Incontro col ministro Maroni, segue incontro con 18 banche; se finanziano si concede altri due anni di Cig, prevista mobilità obbligatoria per chi è pensionabile. settembre 2005 - firmato accordo cig Legnano- prolungata ancora per due anni - 400 esuberi - la cisl non firma

Il gruppo Legnano comunica che vuole licenziare 600 dei 1150 dipendenti

2006- continua la cig- attivati corsi di riqualificazione- la direzione intende vendere i muri delle fabbriche

vendita della centrale elettrica - http://www.alpcub.com/legnanocentrali.doc

fine luglio- Nell'incontro di Milano si è saputo che è stata approvata la cassa integrazione fino a settembre 2006. Mobilità aperta per 60 persone, ma solo 25 hanno aderito. Sono 6 gli stabilimenti venduti, ne restano 3 tra cui Perosa. C'è stato un grande rimpasto di dirigenti. Per il futuro ci sono problemi per il rinnovo della cassa integrazione, se prevale nel Gruppo la scelta commerciale rispetto alla produzione. ( Ministero e Inps non nascondono il loro disappunto). A fine anno altra apertura di Mobilità......con il rischio che questa sia pesante per Perosa. Intanto sono aumentati i carichi di lavoro in Ritorcitura: da 9 a 12 macchine a testa. L'obbiettivo è di ridurre al massimo gli addetti con un reale rischio di evidenziare sempre meglio gli eccedenti da mettere in mobilita? Il clima in azienda è sempre più improntato alla difesa “personale” che sappiamo è la cosa peggiore che si possa fare....

Siglato al Ministero del Lavoro con il sindacati l’accordo che prevede ancora un anno di cassa integrazione speciale, dal 28 settembre 2006 sino al 27 settembre 2007, per la permettere la riorganizzazione della produzione nella parte ‘sana’ del gruppo, sono in cassa integrazione per cessata attività gli stabilimenti di Legnano 2, Montaldo, Monterosa e Solbiate.

Da una scheda cisl:

Incontro in c.montana 13/10/06:

CISL Enrico Tron /riassume la situazione. Negli ultimi incontri si è verificato che l’unico piano che va avanti è quello delle banche: infatti dopo la dismissione di Legnano2, Montaldo, Monterosa, Solbiate è stata ceduta anche Crespi- Cerro.

Si apprende che i pochi soldi raccolti , oltre a ripianare una parte dei debiti con le banche, servono per pagare l’anticipo della cassa integrazione e non vengono invece fatti investimenti.

Enrico Lanza (ALPCUB) / Di fronte al perdurare della crisi è ora di elevare il livello di confronto, chiedendo alla Regione di intervenire. Non è male se chiediamo di intervenire anche a politici del territorio . Non possiamo più contare in zona su aziende in grado di assorbire manodopera della Manifattura.

Roberto Prinzio (presidente C.Montana) / La Regione deve essere il nostro primo interlocutore, se sarà necessario arriveremo anche al Governo.

Laurenti/ La pratica di far cassa attuale con le cessioni mi pare destinata ad investire altrove. Quindi lo spezzatino delle cessioni di stabilimenti continuerà. Perosa ha un futuro? In passato si è è salvata da molte crisi. Cerchiamo quindi delle aziende interessate ad acquisire la filatura.

INcontro in comunità montana con la regione il 19.1.2007

Incontro in regione il 19.1.07la direzione conferma l’interesse per Perosa. Chiede aiuti per energia ricerca e formazione.

IN aprile una visita di cinesi fa girare la voce che vogliono comprare.

8 maggio 2007 incontro a Milano- la direzione nel piano vuole salvare solo Tinti e Perosa.

18 maggio 2007 a Milano il coordinamento rifiuta di firmare il piano aziendale.

IL 28 settembre 2007 incontro a Milano. La Cisl sintetizza così alcune dichiarazioni della direzione:

IL 5 febbraio 2008 la proprietà chiede il concordato preventivo, intanto ha dato corso alla cessione di ramo d’azienda. E’ stata scelta la New Cocot spa.

alp comunicato 24.09.08 pdf

Verbale accordo New Cocot- Manifattura di Legnano 10 marzo 2008- pdf

 

La New Cocot Spa affitta la Manifattura di Legnano Spa mediante trasferimento di ramo d'azienda,art.47 L.428/90.

La comunicazione del 1° febbraio è stata fatta ai sindacati e alle RSU di tutti gli stabilimenti. Da una prima lettura emergono le eccedenze in molti stabilimenti in particolare a Legnano. Nei prossimi giorni ci sarà l'incontro nel quale si dovrà recuperare il dato occupazionale.

 

Sono state rinnovate le Rsu della Manifattura /Votanti 158 aventi diritto 221 valide 139 Bianche 1 Nulle 18

Cisl lista 7 voti + impiegati 4 voti + operai 34 voti= 45 Alp lista 7 voti + operai 44 voti = 51

Uil lista 1 voto + impiegati 6 voti + operai 28 voti =35 Cgil lista 2 voti + operai 6 voti = 8

Rsu: 3 Uil, 2 Cisl, 1 Alp

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IL 2 marzo 2009 la direzione ha comunicato la richiesta di 90 esuberi da mettere in cig straordinaria senza anticipo e senza rotazione

Comincia una serie di incontri e prese di posizione dei sindaci di Perosa, Pomaretto, del Presidente della Comunità Montana, con la Regione e la proprietà.

Si è deciso di mettere una tenda e un presidio alle porte.

Volantino distribuito i 20 aprile a Perosa

A TUTTA LA POPOLAZIONE

Siamo le maestranze della New Cocot e vogliamo portare a conoscenza della popolazione i nostri gravi problemi lavorativi. Facciamo parte di una azienda in contratto di affitto che ci dovrebbe acquistare a giugno e già da ora ha deciso che ci sono 90 esuberi !

L'azienda vorrebbe 90 persone in cassa integrazione straordinaria senza anticipo di stipendio per un anno. Sarebbe una decisione drammatica che non coinvolge solamente i singoli individui ma il'ntera comunità come gli esercizi pubblici, scuole ecc.

Abbiamo così deciso di insediare un presidio permanente davanti all'azienda. per sensibilizzare l'opinione pubblica sui nostri problemi: abbiamo bisogno della solidarietà di tutti!

Ricordiamoci della nostra collega della Stabilus che manifesta per una valida causa nell'indifferenza della società.

""L'incontro all'unione industriale di lunedì 4-05-09 si è concluso con un' ipotesi d' accordo, con la cassaintegrazione straordinaria a partire dal 1 giugno 2009 per un anno più un anno a rotazione mensile con pagamento diretto dall 'INPS, però con la possibilità di avere tramite alcune banche che hanno stipulato un accordo, l'anticipo della C.G.S...In assemblea la maggioranza delle maestranze ha votato per la firma dell'accordo che dovrebbe essere retificato in regione il 21 c.m..
Il presidio però continua per mantenere alta l'attenzione e poichè il nostro obiettivo non è ancora stato raggiunto; fino a fine giugno non sapremo se l'azienda concluderà l'operazione dell'affitto del ramo d'azienda con l'acquisto...""

Perosa, commissariata la New Co.Cot

PEROSA - La New Co.Cot, società che gestisce la Manifattura di Perosa, è stata messa in liquidazione. La decisione sarebbe stata presa lunedì 10 dal Consiglio di amministrazione.
Lunedì in mattinata il commissario Giovanni Croce, milanese, ha sciolto le riserve: per ora la fabbrica non dovrebbe chiudere, ma l'attività sarebbe destinata a proseguire, anche grazie alle commesse che potrebbero proseguire da parte del principale committente della filatura.
Questo è quanto appreso, in modo non ufficiale, anche dal sindaco di Perosa Renzo Furlan, che ha convocato per martedì pomeriggio un Consiglio comunale informale per avvertire gli amministratori perosini. Sono 190 i dipendenti che rischiano il posto. (approfondimenti nell'edizione in edicola)
Luca Prot- eco del chisone.it 12.1.2011

aggiornamento al 30 marzo

Nell'assemblea del 18 marzo ALP/Cub propone una giornata di sciopero che viene votata e approvata da tutti per Martedi 22 in occasione dell'incontro in Regione.

Oltre 130 operaie e operai hanno partecipato al presidio in Via Alfieri mentre si svolgeva l'incontro dove si è deciso: 1. di riproporre ad ALBINI -che non è interessato ad acquistare lo stabilimento - di continuare a dare il lavoro a Perosa ; 2. fare intervenire un Fondo per coprire i finanziamenti sull'immobile e investimenti.

Albini si è riservato di dare una risposta ma le probabilità sembrano molto scarse.

foto sciopero 8 ore e manifestazione Perosa 1 aprile 2011

foto- Studio Massimo Bosco -Via Gùtermann 3 Perosa Argentina (ai Pioppi vicino Autoscuola Solferino).

 

 

 

Perosa, nessuna prospettiva per 186 dipendenti

New Co.Cot: macchine ferme

Cassa integrazione: proroga di un anno

eco 31 ago 2011

PEROSA – La notizia che lunedì 22 agosto a Roma, presso il ministero del Lavoro, è stato firmato il verbale di accordo per il prolungamento di 12 mesi della cassa integrazione straordinaria ha rasserenato gli animi dei 186 lavoratori tessili perosini.

La notizia è stata comunicata ai lavoratori nel pomeriggio di martedì 23, ma non potendo entrare nello stabilimento (in quanto chiuso dal liquidatore fallimentare), l’assemblea si è tenuta nel parco comunale "Enrico Gay", dove i sindacalisti hanno comunicato ai lavoratori il verbale d’accordo della nuova cgis, che va dal 14 luglio 2011 al 14 luglio 2012.

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occupazione comunità

1° maggio 2012 in val Chisone

La battaglia per il lavoro

Davide Rosso- riforma.it

«Un primo maggio in cui abbiamo poco da festeggiare. Un 1° maggio semmai di lotta per i diritti e per il lavoro in una realtà, quella delle Valli e della val Chisone in particolare, in cui le fabbriche chiudono e la disoccupazione cresce». Si potrebbero riassumere in questo modo gli interventi degli oratori della manifestazione del 1° maggio a Villar Perosa. La sensazione, sentendo le parole del presidente della Comunità montana Andrea Coucourde, del sindaco di Villar Perosa, Claudio Costantino e della sindacalista Rossella Ribet, era non solo di vivere in un contesto di difficoltà ma di essere su un territorio che sta pagando molto alla crisi e che ha bisogno di «lottare per salvaguardare il lavoro e poter guardare con speranza al futuro».

Risalendo la valle poi la crisi e le difficoltà dei lavoratori si materializzavano a Prerosa nella sala del Consiglio della Comunità montana occupata dalle lavoratrici della Newcocot da lunedì 30 aprile.

Un’occupazione pacifica avvenuta dopo un incontro pubblico in cui per l’ennesima volta sono state ribadite le problematiche dello stabilimento produttivo dell’azienda di filati perosina e soprattutto delle più di 180 lavoratrici in cassa e ormai da troppo tempo lasciate in sospeso rispetto al loro futuro così come in sospeso è il futuro di diverse altre realtà produttive della valle.(...)

 

riflessioni

In questi giorni sono state molte le assemblee, ultima quella di martedì pomeriggio col sindaco di Perosa, Furlan, col Vescovo Debernardi e Breuza di Alpcub. Si è parlato della grave crisi in cui versa la valle, dei problemi per chi sta peggio, dell'apatia che ancora regna diffusa.

Ho aggiunto che l'apatia non nasce dal caso è il frutto di 150 anni di lavoro industriale sotto grandi padroni venuti da fuori, paternalisti, che hanno spento la capacità di reazione e di iniziativa in molti cresciuti in questo ambiente. 

Il capitalismo vive nelle crisi e nelle guerre, oggi c'è una eccedenza di merci, di forza lavoro, di giovani, di vecchi. Il capitale finanziario non sa cosa farsene di questa eccedenza.

Tocca alla classe operaia, se è capace di riunirsi e di lottare, farsi carico del problema della propria sopravvivenza immediata con la lotta per il salario ai disoccupati e per la redistribuzione del lavoro fra tutti ad orario ridotto.

Tocca agli operai discutere e coordinarsi per imporre a sindacati spesso subalterni queste richeste e poi lottare senza tregua.

Piero Baral

 

 

Al Presidio sono arrivate la solidarietà scritta del Vescovo e dell'assemblea della Chiesa Valdese.

Il presidio è andato a volantinare alla riunione della Lega Nord a Villar Perosa. IL presidio è continuato dal lunedì' al venerdì anche questa settimana in attesa degli incontri in regione e col commissario.

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Notizie dalla riunione del 21 maggio al cinema Piemunt
- Le Mestranze tramite una lettera hanno chiesto al Curatore Fallimentare di venire a Perosa a vedere lo stabilimento
- Stamattina il Vescovo è stato convocato dal Prefetto di Torino
- Prima di organizzare nuove iniziative si sta aspettando una risposta alla lettera scritta alla Fornero che verrà consegnata domani a Roma
- E' in fase di organizzazione una manifestazione per il 2 giungo a Perosa che coinvolga l'intera vallata

 

Il presidio va avanti

 


dibattito di maggio doc

 


studi  

18/04/2011
Aris Accornero: quando c'era la classe operaia

L'universo sociale e umano delle conversazioni con gli operai e le operaie del Cotonificio Valle Susa, che Aris Accornero, oggi professore emerito di sociologia industriale, ma, cinquanta anni fa cronista sindacale ed ex operaio, raccolse tra il 1960 e il 1961,è dominato dall'ambiente di fabbrica. Operai, padroni, compagni,compagne e sciopero, sono tra le parole più ricorrenti. Anche le interviste a giovanissime operaie restituiscono, infatti, un senso di appartenenza e di consapevolezza inimmaginabile oggi, in un mondo del lavoro frantumato dal lavoro precario. Cosa vuol dire rileggerle oggi? Qual è il senso di questo recupero? Ne parliamo con Aris Accornero, autore di Quando c'era la classe operaia. Storie di vita e di lotte al Cotonificio Valle Susa.Il Mulino

audio radio 3 rai- 18 aprile 2011: (Fahreneit)trasmissioni sul lavoro

1: Aris Accornero parla delle lotte e storie di vita delle operaie del cotonificio Valle Susa del 1960-61 /11 fabbriche fra cui Perosa (spezzone audio registrato in diretta- in attesa di caricare nel sito dal podcast rai)-mp3

per scaricare http://www.alpcub.com/lottecvs60-61_accornero_18aprile2011_spezzone_radio3rai.mp3


 

archivio Unità http://archivio.unita.it/risric.php?key=cotonificio+valle+susa&ed=&ddstart=12&mmstart=02&yystart=1924&ddstop=14&mmstop=05&yystop=2008

 

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