contro la guerra

“La guerra è un massacro fra uomini che non si conoscono a vantaggio di uomini che si conoscono ma eviteranno di massacrarsi reciprocamente” (P.Valéry)


IL LIBRO (DEL GOLPE) BIANCO

Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO

Italia

15 feb 2017 — Manlio Dinucci

Mentre i riflettori mediatici erano puntati su Sanremo, dove si è esibita anche la ministra della Difesa Roberta Pinotti cantando le lodi delle missioni militari che «riportano la pace», il Consiglio dei ministri ha approvato il 10 febbraio il disegno di legge che consentirà l’implementazione del «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa» a firma della ministra Pinotti, delegando al governo «la revisione del modello operativo delle Forze armate».

Revisione, in senso «migliorativo», di quello attuato nelle guerre cui l’Italia ha partecipato dal 1991, violando la propria Costituzione. Dopo essere passato per 25 anni da un governo all’altro, con la complicità di un parlamento quasi del tutto acconsenziente o inerte che non lo mai discusso in quanto tale, ora sta per diventare legge dello Stato. Un golpe bianco, che sta passando sotto silenzio.

Alle Forze armate vengono assegnate quattro missioni, che stravolgono completamente la Costituzione. La difesa della Patria stabilita dall’Art. 52 viene riformulata, nella prima missione, quale difesa degli «interessi vitali del Paese». Da qui la seconda missione: «contributo alla difesa collettiva dell’Alleanza Atlantica e al mantenimento della stabilità nelle aree incidenti sul Mare Mediterraneo, al fine della tutela degli interessi vitali o strategici del Paese».

Il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, stabilito dall’Art. 11, viene sostituito nella terza missione dalla «gestione delle crisi al di fuori delle aree di prioritario intervento, al fine di garantire la pace e la legalità internazionale».

Il Libro Bianco demolisce in tal modo i pilastri costituzionali della Repubblica italiana, che viene riconfigurata quale potenza che si arroga il diritto di intervenire militarmente nelle aree prospicienti il Mediterraneo – Nordafrica, Medioriente, Balcani – a sostegno dei propri interessi economici e strategici, e , al di fuori di tali aree, ovunque nel mondo siano in gioco gli interessi dell’Occidente rappresentati dalla Nato sotto comando degli Stati uniti.

Funzionale a tutto questo è la Legge quadro entrata in vigore nel 2016, che istituzionalizza le missioni militari all’estero, costituendo per il loro finanziamento un fondo specifico presso il Ministero dell’economia e delle finanze.

Infine, come quarta missione, si affida alle Forze armate sul piano interno la «salvaguardia delle libere istituzioni», con «compiti specifici in casi di straordinaria necessità ed urgenza», formula vaga che si presta a misure autoritarie e a strategie eversive.

Il nuovo modello accresce fortemente i poteri del Capo di stato maggiore della difesa anche sotto il profilo tecnico-amministrativo e, allo stesso tempo, apre le porte delle Forze armate a «dirigenti provenienti dal settore privato» che potranno ricoprire gli incarichi di Segretario generale, responsabile dell’area tecnico-amministrativa della Difesa, e di Direttore nazionale degli armamenti. Incarichi chiave che permetteranno ai potenti gruppi dell’industria militare di entrare con funzioni dirigenti nelle Forze armate e di pilotarle secondo i loro interessi legati alla guerra.

L’industria militare viene definita nel Libro Bianco «pilastro del Sistema Paese» poiché «contribuisce, attraverso le esportazioni, al riequilibrio della bilancia commerciale e alla promozione di prodotti dell’industria nazionale in settori ad alta remunerazione», creando «posti di lavoro qualificati».

Non resta che riscrivere l’Art. 1 della Costituzione, precisando che la nostra è una repubblica, un tempo democratica, fondata sul lavoro dell’industria bellica.

(il manifesto, 14 febbraio 2017)

 

 
 

 
 
Serata_Kurda-a-Lazzaro.pdf volantino

 
parigi-noallaguerra.htm

 
ASSEMBLEA PUBBLICA venerdì 11 dicembre 2015 ore 21 - Teatro del Lavoro, Via
Chiappero 12, Pinerolo

Gli attentati di Parigi sono ancora freschi nella memoria. In molti tentano
di dare risposta a domande come C'è una guerra in atto? Chi sono i
terroristi? L'Islam è una minaccia? E se invece provassimo a cambiare la
domanda? Uscire dalla guerra è possibile? Non siamo ovviamente parlando di
questa o quella guerra, ma della guerra in generale, cioè di tutte le
guerre. È possibile e necessario abolire la guerra?

Questo interrogativo sembra scomparso dal linguaggio della politica e della
cultura, come se la risposta "guerra" fosse già prestampata su tutti i
problemi che sorgono e si trattasse solo di decidere di volta in volta tempi
e modi. Eppure c'è una maggioranza di persone convinte come noi del fatto
che la guerra è ingiusta e crudele, che non colpisce mai i suoi obiettivi
dichiarati ma sempre e solo popolazioni civili indifese, che risponde sempre
ad interessi economici "forti" (petrolio, armi, droga, interessi strategici)
ed è sempre un disastro per le popolazioni che la subiscono. Ma le voci che
si sentono maggiormente sono quelle che sostengono l'opposto, che siamo in
guerra e che questa guerra va combattuta e vinta. Sono voci che entrano
nella testa della gente, diffondono  informazioni parziali e ostilità.
Progettare un percorso che ci porti fuori dalla guerra vuol dire prima di
tutto far uscire la guerra dalla testa della gente, informare, ripristinare
la verità.

Abbiamo costituito a Pinerolo un gruppo di persone di diverse origini
culturali, religiose e politiche con lo scopo di ragionare e far ragionare
su questi temi. Pensiamo che sia un cammino lungo ma che non ci resti altra
scelta. Per iniziare abbiamo deciso di avviare una serie di incontri
pubblici in cui raccogliere le idee, facendoci raccontare da esperti e
testimoni come l'abolizione della guerra sia una meta possibile. Abbiamo
fissato un primo incontro per
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VENERDI 11 DICEMBRE alle ore 21 al Teatro del Lavoro, Via Chiappero 12,
Pinerolo

Ci sarà con noi Angela Dogliotti Marasso, del Centro Studi Sereno Regis di
Torino. 
Con lei discuteremo sul tema: ³È possibile uscire dalla guerra o è proprio
vero che non c'è alternativa?²

A questo link:
https://drive.google.com/file/d/0B0U5NC4SIJxoOTdqZF90TEp1MUU
trovate il testo dell'intervento introduttivo e della relazione di Angela Dogliotti
 
per informazioni, scrivere a uscire_dalla_guerra@googlegroups.com

Venerdì 26 febbraio 2016
Il gruppo "Uscire dalla guerra", di cui condividiamo completamente gli obiettivi, ha organizzato per la settimana prossima, venerdì 26 febbraio, un'assemblea pubblica. Alle 21, nella sala “Pacem in Terris” del Museo Diocesano, in via del Pino 49, Pinerolo, c'è un incontro con Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi: “La guerra non è il nostro destino”. 

Nella locandina, che ti alleghiamo, informazioni sui prossimi appuntamenti organizzati dal gruppo: l'8 aprile con Claudio Canal e Rosita Di Peri per parlare di “Guerra e (dis)informazione”, 

il 15 aprile con Giorgio Cremaschi per affrontare il nodo dei rapporti tra “Guerra e mondo del lavoro”. In preparazione un incontro sulla situazione (dimenticata) del popolo curdo.

Ecco la locandina: https://drive.google.com/file/d/0B1JuvT9LfwQoTVJLS21xMDFWVjg

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*assemblea 26 feb 2016  registrazione- Renato Sacco - dibattito-museo diocesano Pinerolo-70 presenti

*assemblea 8 aprile     l' indirizzo web della registrazione della serata  a S.Lazzaro sul Medio Oriente /Isis ecc con Claudio Canal e Rosita Di Peri- 60 presenti
http://www.alpcub.com/informazione-medio-oriente.mp3

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Sabato 27 febbraio
C'è un parallelo perfetto tra la necessità di uscire dalla guerra e quella di uscire da un'economia dominata dalla criminalità organizzata. Ed è identica la questione che si pone alle coscienze. Per questo ti segnaliamo anche questa iniziativa, che ci vede coinvolti: *sabato 27 febbraio, alle 16.30, nella sala ARCI in stradale Baudenasca 17, incontriamo Rosario Giuè, prete palermitano autore di diversi libri e da anni impegnato nello sviluppo di una pratica pastorale e di una riflessione teologica sulla lotta alla mafia. Il titolo dell'incontro: "Potere mafioso e liberazione: una sfida che ci riguarda". Organizzano CdB Viottoli, Arci, Libera, DireFareEcoSolidale, PensieriInPiazza ed Emergency. Anche di questo alleghiamo la locandina: https://drive.google.com/file/ d/0B1JuvT9LfwQocDZ2RE5OVjlkR0k

 

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*Domenica 28 febbraio

Infine, riceviamo e volentieri diffondiamo l'informazione della conferenza-dibattito “Non siamo complici: contro la guerra e le rapine delle risorse in Medioriente e Africa” domenica 28 febbraio, ore 15, presso il "Salone dei Cavalieri", viale Giolitti 7 a Pinerolo organizzato dall'assemblea torinese "Non siamo complici". 
 
 

24-25 aprile 2016

Liberazioni

Per un 25 aprile popolare e ribelle,

lontano dalla retorica isituzionale,

vicino a chi lotta oggi.

 

Anche quest'anno il 25 aprile di ALPI LIBERE estenderà tra  diverse vallate i contenuti e le prospettive che caratterizzano questo percorso in cui si intrecciano varie espressioni di resistenza e critica al modello di società che ci circonda.

Anno dopo anno, l'iniziativa Liberazioni vuole essere un appuntamento per ribadire che l'eredità della Resistenza non significa volersi rinchiudere in se stessi ma rinnovare nel contesto delle lotte di oggi la sincera essenza di ribellione che ha portato tanti giovani in montagna più di settant'anni fa. 

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Domenica 24 aprile a Villar Perosa  Parco del Bacino:

(in caso di maltempo l' iniziativa si terra' sotto l'ala coperta della Societa' Operaia )

Dalle 11 alle 19: giornata di solidarietà tra i popoli in lotta (Palestina, Chiapas, Kurdistan, Brasile, Paesi Baschi).

 Sarà presente FABIANA STEFANONI

di No Austerity e Rete Sindacale Internazionale.

http://coordinamentonoausterity.org/

*********  

DOMENICA PRIMO MAGGIO

FESTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.

SOCIETA' OPERAIA VILLAR PEROSA

INTERVENTI DAI LUOGHI DI LAVORO E DAL TERRITORIO

DI DONNE E UOMINI DELL' ALP/Cub.

Partenza corteo da S. Aniceto alle ore 10,30. Seguiranno gli interventi alla Società Operaia.

 

 ALP/Cub Associazione Lavoratori Pinerolesi
 

 www.alpcub.com/Bianca-Teatro-Angrogna-23apr2016.MP3 audio 55'
Pomaretto /organizzatoo da Chiesa Valdese e Comune
 


pinadri@tiscali.it

 

Il passaggio costituzionale del 25 aprile,

liberando l'Italia dal nazifascismo,

ci ha traghettato nel regime democratico,

senza intaccare le basi capitalistiche del sistema,

rimaste intatte.

La variazione della forma sovrastrutturale corrispondeva allo stesso sfruttamento del lavoro salariato,

solo piu' adeguato e corrispondente alla nuova spartizione mondiale della forza lavoro,

ed alle sue espressioni politiche ed ideologiche.

 

25 APRILE : LA NOSTRA LIBERAZIONE ! 

Non esiste una liberazione per tutti, sotto nessun regime politico e in nessun angolo del pianeta.

Le liberazioni sono sempre per qualcuno a scapito e contro qualcun'altro. 

La liberazione borghese è avvenuta a scapito del feudalesimo, come la liberazione proletaria dell'ottobre 1917 è avvenuta contro la guerra imperialista.

La liberazione nazionale dalla seconda guerra mondiale ha sostituito l'oppressione nazifascista con la colonizzazione americana, dopo aver utilizzando sforzi, sacrifici e sangue popolare nella lotta armata.

La liberazione dal nazifascismo è stata liberazione di un popolo nel quale la lotta di classe, come il potere e lo sfruttamento di classe si sono perpetuati, cambiando forma e colore, ma non sostanza. 

D'altra parte la resistenza partigiana, come tutte le resistenze, possono resistere appunto, a volte vittoriosamente, all'invasore straniero o all'oppressore venduto allo straniero, ma non trasformare la società profondamente.

Anche la resistenza partigiana, nata cresciuta e costituitasi in c.l.n. non ha mai avuto caratteristiche e forme d'azione di classe ( a parte posizioni tanto minoritarie quanto misconosciute e combattute allo stesso suo interno), ma ha sempre teso al suo scopo intimo e connaturato: liberare il paese dall'invasore per ricostruirlo collaborando con gli stessi padroni di sempre. 

Appunto, i padroni non erano, non sono mai stati in discussione, perchè non potevano esserlo, in quanto il programma di qualsiasi resistenza non contempla la fine dei padroni, e del loro sistema di produzione e riproduzione della vita sociale.

La resistenza al nazifascismo ha ricostruito l'Italia su basi capitalistiche, liberandola dal nazionalismo curtense e proiettandola nella concorrenza del mercato trasnazionale, cosi' come la liberazione del popolo italiano non ha coinciso con la liberazione del proletariato, che continua ad essere sfruttato.

 

La liberazione del proletariato non potrà essere il risultato di nessuna resistenza popolare,

ma di una dura lotta di classe dentro il popolo,

tra sfruttati e sfruttatori,

di cui la rivoluzione sociale sarà arbitro e testimone.

 

Pino ferroviere


spettacolo al teatro del lavoro-Pinerolo- 4 novembre 2016: , organizzato da ' uscire dalle guerre'

due premesse e poi il racconto in dieci quadri  pane-e-pace.mp3 audio (volume basso, usare le cuffie)

 

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traccia

claudio canal

  

IL PANE E LA PACE

La insurrezione armata dell’agosto 1917 a Torino

Un racconto in 10 quadri

Per Narratore, Coro parlante, Musiche, Immagini

 

Prologo

Fuoco e mitragliatrici  canto

Monte san Michele, la guerra chimica sui fronti.

Chi l’ha inventata?

Chi è Clara Immerwahr?

 1]

Gli scioperi del marzo 1917 a Torino, 9000 donne

14 agosto: I Soviet a Torino, arrivano i delegati russi

La folla alla Camera del Lavoro

La Stampa: gli spettacoli a Torino, il tango.

Ballo

2]

Manca il pane

Ci sono i biscotti, però, si dice in Consiglio Comunale

G.Gozzano: Le Golose,  al piano C. Debussy, La plus que lente

 3]

Video: Esposizione 1911, testimonianza di Giovanni Novaretti, la Fiat di corso Dante

Sũ cantuma, canto

Le prime barricate, scontri, incendio Chiesa di san Bernardino

Commento di Gramsci

Intervento dell’esercito, della Cavalleria di Pinerolo

Torino in stato d’assedio

4]

Testimonianza di G. Mangini: barricate e mitragliatrici, la donna a seno nudo che ferma i blindati

Video: piazza Tienammen e Praga

 5]

Testimonianza di Albina Caviglione: le donne che in corso Regina salgono sui blindati e sui carri armati fermandoli

Questo è il fronte interno Addio padre canto

Fronte di guerra: tribunale militare, condanna per Prendi il fucile.

Canto

 6]

Francia: les mutineries, carneficine, insubordinazioni di massa, fucilazioni di massa, primavera 1917.  Video.

La chanson de Craonne, canto

Quando la riabilitazione dei fucilati in Francia e in Italia?

 7]

Video: La Stampa censurata

Requiem per i morti dell’insurrezione di Torino, nomi e cognomi. Declamazione e canto.

 8]

Video: la rivolta dei soldati neri di Camp Logan, Stati Uniti. Stessi giorni di agosto.

Blues dei soldati afroamericani caduti in Europa

Corte marziale americana

 9]

Maria Giudice, condannata dal Tribunale Militare di Torino, prima segretaria della Camera del Lavoro.

Raccontata con foto e poesia dalla figlia Goliarda Sapienza, autrice, tra l’altro, del best seller L’arte della Gioia [2008, Einaudi]

 10]

La storia di Ferrero Pietro [e dell’anarchico spagnolo Francisco Ferrer]:

partecipa all’insurrezione del 1917, segretario della FIOM, manifesto dei Consigli Operai. Dicembre 1922: vendetta delle squadre fasciste, incendio Camera del Lavoro, esecuzione di 10 lavoratori. P.Ferrero, legato ad un camion, viene trascinato e barbaramente trucidato al monumento in corso Vittorio E.

Piero Brandimarte il gerarca che guida la strage morirà a Torino nel 1971, al suo funerale un reparto di bersaglieri gli renderà gli onori militari.

 

Epilogo

Canto di Gorizia tu sei maledetta


Guerre e lavoratori - Cremaschi 16 dic 2016 audio

Cremaschi-&-Co.-e-la-truffa-sovranista.doc