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ipotesi
accordo metalmeccanici 2008 -pdf
pagina
di liberazione sul contratto -pdf
eco
del chisone
le
ultime parole famose:
«Con la firma
di questo contratto,
che ha sempre
rivestito
una rilevanza
particolare, è finita
la stagione
della conflittualità
esasperata»- Montezemolo
il
commento di Operaicontro link
rivista n+1- UNA
SOCIETA' MUCILLAGINE
La borghesia è sempre più angosciata dalla
continua "perdita di energia" del sistema. Nel 41° Rapporto
sulla situazione sociale del Paese il presidente del Censis osserva
che "cultura", "scuola", "istituzioni",
ecc. sono ormai parole prive di significato reale. Di conseguenza sono
vuoti i tentativi di assemblare "partiti del Popolo", di
destra o di sinistra. Proposte prive di senso, dal momento che nessuno
crede più a "uno sviluppo collettivo in cui ci
stiamo tutti". A questo si aggiungono "la
violenza, la volgarità, lo sballo", una "dimensione
sempre più disadorna della cultura collettiva", una "scuola
dileggiata dai ragazzi che filmano gli insegnanti con il cellulare o
provocano incendi". La sociologia fotografa la situazione ma
non può avanzare soluzioni, perciò il suo discorso si
traduce in una predica vuota.
2005:
Una
vita senza senso
|
545:
Contratto per i meccanici.
127 Euro per chiudere una vicenda che
è durata troppo se pensiamo al dare e all'avere. Per
i terzi livelli, che alla
fine rappresentano la maggioranza dei lavoratori, vuol dire
51,75 Euro dal 1° gennaio 08, 31,91 Euro dal 1° gennaio
09, 25,88 Euro dal 1° settembre 09.
Una tantum di 267 Euro a marzo.
A fronte di questi aumenti salariali sono stati
concessi due giorni in più di lavoro, un sabato e un par.
In conclusione si prolunga il contratto di
6 mesi, si aumentano i giorni lavorati, si peggiora
la legge sui contratti a termine portandoli a 44 mesi.
Quale giudizio dunque si può dare di un Contratto
che fu un tempo, nel nostro paese, tra le scadenze più
importanti non solo sindacali ma sociali e anche politiche ?
La Fiom che è stata quella più attiva dice che si
sono limitati i danni e salvato il Contratto Nazionale per
tutti, ma il giudizio che più si addice è quello di un
lavoratore intervistato dal tg3 che conclude: si poteva
avere molto di più ma va bene così.... esprimendo il senso
di rassegnazione esistente sia nel sindacato ma anche nella
politica.
Noi siamo sempre più convinti che occorre
ripartire dalle persone, dalla loro voglia di mettersi
insieme e di riprendere il gusto di pensare e di fare
per loro e per i loro figli.
L'Assemblea di Perosa sui problemi della valle con
un buon numero di operaie ed operai è stato un buon esempio
di come si possa riprendere a pensare al futuro insieme.
Enrico
Lanza/alpcub
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la posizione della CUB:
Contratto
metalmeccanici: iniziato male finito peggio.
Sul
salario una beffa; gli stipendi reali diminuiranno perché
l’aumento del costo della vita, sarà ben più alto dei
pochi euro concessi. Più orario di lavoro, precarietà
garantita per almeno 44 mesi, 5° settimana di ferie tra 18
anni.
Una vera e propria finzione di contratto
nazionale.
Il contratto dei meccanici è
scaduto nel periodo in cui era alta e diffusa la discussione
su quella che è considerata ormai una vera e propria
emergenza salariale. I
salari dei lavoratori, hanno perso un consistente potere
d’acquisto, precipitando in fondo alla classifica dei
paesi dell’Unione europea.
Secondo il governatore della Banca d’Italia, gli
stipendi italiani sono inferiori del 30-40% rispetto a
quelli di Francia, Germania e Inghilterra. I salari hanno perso il 10% dal
2002 al 2007.
Questo l’effetto della
“politica dei redditi” introdotta con l’accordo 23
luglio ‘93 tra governo, Confindustria e sindacati, che ha
comportato aumenti contrattuali più bassi dell’inflazione
reale, ritardi nel rinnovo dei contratti; una appropriazione
da parte delle padronato della quasi totalità
dell’aumento della produttività prodotta.
Sarebbe stata necessaria
quindi una piattaforma di rinnovo che avviasse un percorso
di recupero salariale avendo a riferimento le dinamiche
delle retribuzioni in Europa e le perdite di potere di
acquisto fin qui accumulate cosi come proposta da
Flmuniti-Cub.
Fim, fiom e uilm hanno invece
presentato una piattaforma rinunciataria, al ribasso e
logicamente i risultati non potevano che essere pessimi.
Salario una vera e propria beffa:
L’aumento
effettivo è di 74 € lordi mensili sui 30 mesi,
corrispondenti a 46 €netti.
Si è allungata la durata
contrattuale da due a
due anni e mezzo e si prevedono mediamente, 60 € lordi a
gennaio 2008, 37€ lordi a gennaio 2009 e 30 € lordi a settembre 2009.
Il terzo livello, tra una
tantum e aumenti per il periodo 1° luglio 2007 – 31
dicembre 2009 prenderà ben 2.156 euro lordi, corrispondenti
a 65 euro lordi al mese che al netto di contributi e tasse
diventano 40,50 € al mese.
Tale risultato affronta
l’emergenza salariale o la peggiora ulteriormente anche
alla luce dell’aumento di prezzi e tariffe già decisi e/o
in cantiere?
I contenuti salariali
concordati tra fim fiom, uilm e federmeccanica
|
Livello
|
Totale
aumento
|
Aumento
1/1/08
|
Aumento
1/1/09
|
Aumento
1/9/09
|
|
1
|
79,38
|
37,5
|
23,12
|
18,76
|
|
2
|
92,87
|
43,88
|
27,06
|
21,93
|
|
3
|
109,54
|
51,75
|
31,91
|
25,88
|
|
4
|
115,89
|
54,75
|
33,76
|
27,38
|
|
5
|
127,00
|
60,00
|
37,00
|
30,00
|
|
5s
|
140,49
|
66,38
|
40,93
|
33,18
|
|
6
|
150,81
|
71,25
|
43,94
|
35,62
|
|
7
|
166,69
|
78,75
|
48,56
|
39,38
|
Una tantum di 300€ alla quale va sottratta
l’indennità mancanza contrattuale
Lavoro stabile? Se ne parla dopo
44 mesi lavoro precario
Precarietà 44 mesi di tempo
determinato e interinale per
avere forse il contratto a tempo indeterminato.
Aumenta l’orario di lavoro
E’ previsto l’aumento
dell’orario di lavoro di 2 giorni con
l’aggiunta di un sabato lavorativo e la riduzione
di un giorno dei permessi annui. Aumentato l’utilizzo
dell’orario plurisettimnale
Ferie parità operai impiegati ? Se ne parla tra 10-18
anni.
Il diritto ad 1 giorno di ferie in
più da subito solo per chi ha 10 anni di anzianità
lavorativa e 55 anni di età. Per gli altri lavoratori i 10
anni decorrono dal 1-1-2008. La 5° settimana maturerà tra
18 anni.
La
mensilizzazione del salario, un ulteriore risparmio per le
imprese a scapito dei nuovi assunti dal 1-1-2009
La mensilizzazione è a
discapito degli operai assunti dopo il 31 dicembre 2008 che
perderanno la retribuzione di 11 ore e 10 minuti di mancato
conguaglio annuale (circa 130 euro annui)
Inquadramento unico
E’ istituita una commissione
che se farà proprie le proposte di fim-fiom-uilm introdurrà
8 livelli con 3 fasce salariali ovvero 24 categorie dalle
quali sarà difficile salire verso l’alto.
Sicurezza nelle aziende.
Si
è trattato, per l’ennesima volta, di una finzione di
rinnovo del contratto che spiana la strada all’azione il
padronale di smantellamento del contratto nazionale.
Ma tutto questo non è inevitabile: Flmuniti-Cub
si batte
contro la
pretesa padronale di decidere con chi trattare e per un
contratto vero: salari europei, lavoro stabile, diritti,
dignità, tutela della sicurezza e della salute in azienda e
meno orario.
Molto però dipende anche dalla
volontà dei lavoratori di continuare a farsi rappresentare
da sindacati subordinati al padronato. E’ indispensabile
togliere il consenso ai non sindacati e organizzarsi con la
Flmuniti-Cub per non continuare a subire lo strapotere
padronale.
Milano
23-gennaio 2008
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Una
strana atmosfera contrattuale
Il 21 gennaio scorso sia La Repubblica che Il
Corriere della Sera riportavano in articoli simili
che il contratto dei metalmeccanici riguardava 1,5
milioni di lavoratori. Ora, ricordiamo che nel 1969,
all'epoca del celebre (o famigerato) "autunno
caldo", i metalmeccanici erano 1,2 milioni. Dopo
quasi quarant'anni di presunta de-industrializzazione
e de-proletarizzazione i salariati di una sola
categoria sono dunque cresciuti di 300.000 unità
(proprio le "tute blu", quelle che secondo
la sociologia spicciola erano praticamente estinte).
Per non dire di quanti ne sono "nati" in
altri paesi , ad esempio in Cina, cosa che ha delle
ovvie conseguenze.
Fatta questa premessa, vediamo che, se la dinamica
del contratto dei metalmeccanici non è
sostanzialmente diversa dal solito, vi sono fatti
"collaterali" che si prestano ad alcune
considerazioni "nuove". Specie per quanto
riguarda le intenzioni di una parte della borghesia. E
questo anche tenendo conto del fatto che il contratto
dei metalmeccanici fa sempre da apri-pista per gli
altri contratti (fra rimandi e ritardi, nel 2008 sono
interessati quasi contemporaneamente 6,5 milioni di
lavoratori).
La parte meno becera della borghesia italiana aveva
già dato segnali di ripensamento rispetto al
liberismo selvaggio. D'accordo, era molta scena e poca
sostanza, ma la grande industria è sempre
oggettivamente disturbata dal caos economico ed ha
convenienza nelle regole imposte dallo Stato, se non
altro per il vecchio principio: "privatizzare i
guadagni e socializzare le perdite".
Così i vari Montezemolo, Rossi e Draghi avevano già
preso netta posizione per una "politica di
sistema". Assolutamente paradigmatico un articolo
di Guido Rossi, pubblicato il 10 gennaio in prima
pagina da Repubblica e intitolato "Come
combattere il liberismo globale". Quando un Rossi
dice "combattere il" e non "difendersi
dal" è evidente che non ha intenzione di stare a
guardare. Lui e chi sta con lui.
Una conseguenza pratica di questa brezza di
capitalismo "renano" (concertazione totale
per un keynesismo moderato alla tedesca in difesa
della "propensione marginale ai consumi" dei
redditi bassi) fu la la dichiarata intenzione di
diversi capitalisti di aumentare unilateralmente i
salari come anticipo del contratto. Addirittura
alcuni, come Della Valle, vorrebbero passare ad
elargizioni unilaterali extracontrattuali, e la cosa
ha ovviamente provocato una serie di titoloni sui
giornali. Qualche capitalista ha già elargito somme
senza aspettare gli altri.
La pubblicità sui buoni padroni e i poveri operai
che non arrivano alla fine del mese è stata di certo
concertata, tanto che ogni notizia ha avuto subito una
propagazione sospetta: se parlava Montezemolo gli
faceva immediatamente eco Draghi e così via. L'asse
ideologico di questa operazione è quello che si
raggruppa infatti intorno ai soliti nomi, oltre a
quelli già detti, i vari De Benedetti, Scalfari,
Caracciolo, Benetton, Profumo, e altri defilati ma ben
presenti in questa atipica ondata di capitalismo
regolatore.
In tema, ricordiamo la favola (vera) del pastaio
marchigiano che, angustiato per le continue richieste
di aumenti nella sua piccola fabbrica, aveva provato a
vivere con un salario da operaio (famiglia di quattro
persone) "per vedere l'effetto che fa", come
diceva Jannacci. Per farla breve, la faccenda era
finita a tarallucci e vino, nel senso che il padrone
sperimentalista galileiano aveva elargito un aumento
di 130 euro a tutti i suoi operai. Titoloni sui
giornali, visita del ministro Damiano, e contorno di
articoli-inchiesta-denuncia, come quelli su Repubblica
del buon Luciano Gallino, cresciuto per un bel po' di
anni all'ombra della Fondazione Agnelli.
Sarà un caso, ma la borghesia metalmeccanica aveva
proposto un aumento medio di 120 euro scaglionati in
30 mesi, senza scioperi, prendere o lasciare. Il
contratto appena firmato ne prevede 127, sempre in 30
mesi, però con una serie impressionante di aggravanti
rispetto alla parte normativa (adesso la
schiavizzazione si chiama "flessibilità").
Quindi paradossalmente sarebbe stato meglio non
"lottare" per un contratto del genere.
Infatti 1) i due bienni, contrattuale e normativo,
sono stati allungati di altri 12 mesi; 2) i 127 euro
sono per il 5° livello che, con la diffusione della
flessibilità, diventa sempre più esiguo, mentre
s'ingrandiscono i livelli inferiori (un 3° livello
prenderà 36 euro netti da questo mese, 22 il gennaio
2009 e 29 a settembre dello stesso anno); 3) con
l'allungarsi della durata dei contratti, per semplice
ritardo nel dichiarare sciopero e intavolare
trattative, si è consolidata la prassi di dare cifre
"una tantum", in questo caso 209 euro a
marzo, cioè nemmeno l'aumento di due mensilità, per
ritardi che in certi casi sono di diversi anni.
Ma, come si diceva, il salario è la faccia
complementare della normativa. Il rapporto provvisorio
di lavoro (precariato) sale a 44 mesi per i nuovi
assunti, con una possibile proroga di 8 mesi in caso
di contratti a termine. Sono quasi 5 anni, computabili
anche in "discontinuità", per cui si può
essere precari presso lo stesso capitalista per tempi
imprecisati. I "picchi di produzione", che
prima erano riconosciuti solo alle industrie legate a
cicli stagionali come le conserviere, dolciarie, ecc.
adesso sono riconosciuti anche alle altre aziende, per
cui è possibile superare ovunque le 40 ore normali
per 8 settimane con il dimezzamento delle
maggiorazioni rispetto agli straordinari attuali del
sabato (in cambio si concede una settimana di ferie in
più ai lavoratori con 55 anni di età e almeno 18
anni di anzianità lavorativa). I turni, che prima
potevano essere 18 solo per ragioni
"contingenti" (3 giornalieri fissi per 6
giorni alla settimana), adesso possono essere
introdotti per ragioni "strutturali", cioè
sempre. Le giornate di ferie individuali vengono
vincolate al tasso di assenteismo (olte il 5% niente
ferie) e subordinate alle solite esigenze aziendali
con l'introduzione di un preavviso obbligatorio di 15
giorni.
In pratica la storica domanda sociale per la
diminuzione della giornata lavorativa va a farsi
benedire definitivamente.
Le condizioni di lavoro dei proletari cinesi si
avvicineranno nel tempo a quelle dei loro compagni
occidentali. Il processo sarà velocissimo, per il
semplice motivo che sarà veloce la cinesizzazione
delle condizioni di lavoro di questi ultimi. Comunque
bando ai piagnistei: i proletari, indipendentemente
dalla funzione degli attuali sindacati, possono avere
solo ciò che rivendicano; anche se la loro forza
tremenda potrebbe metterli in condizione di volere
tutto.
n +1,
rivista sul "movimento reale che abolisce lo
stato di cose presente".
25 gennaio 2008.
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Difesa del CCNL e
assemblee operaie per approvare l'accordo. Il patrimonio dei
metalmeccanici
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di Maurizio Zipponi, responsabile area lavoro
economia, segreteria nazionale Prc
Ho letto il testo integrale
dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto
nazionale di lavoro dei metalmeccanici siglato dai
segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm.
Il percorso democratico che i
metalmeccanici si sono dati è importante: prima
toccherà all’assemblea unitaria dei 500 delegati
esprimere un giudizio sui contenuti dell’intesa e poi
saranno le lavoratrici e i lavoratori (che dissero
Si all’80% circa alla piattaforma rivendicativa) a
decidere con il voto se approvare oppure no il testo
siglato.
E’ proprio questa prassi - imperniata
sulla partecipazione e sul diritto dei diretti interessati
di esprimere giudizi vincolanti per il sindacato -
accompagnata dalla capacità di mobilitazione il
patrimonio più prezioso che i metalmeccanici consegnano
al movimento operaio e alla sinistra politica.
Ciò che si è giocato nel corso della
trattativa, il vero “oggetto” del contendere è stata
l’esistenza o la cancellazione del contratto nazionale
di lavoro. Su questo nodo di fondo i metalmeccanici hanno
vinto. Ribadire l’esistenza di un insieme di diritti e
di parametri che valgono per tutti i lavoratori, al nord
come al sud, nelle piccole e nelle grandi imprese, per chi
è assunto a tempo indeterminato e per chi è precario,
per i giovani come per chi ha anni di lavoro alle spalle
è un risultato enorme.
Anche i contenuti nell’intesa sono
importanti.
La richiesta di aumento salariale
contenuta nella piattaforma era di 117 euro mensili lordi.
L’ipotesi di accordo ne prevede 127 a fronte di un
prolungamento di sei mesi del contratto.
Per valutare il reale incremento
salariale del lavoro operaio è necessario
considerare anche l’aumento della base di calcolo per
una serie di istituti e la perequazione sugli scatti di
anzianità. L’insieme di questi elementi porta a un
risultato superiore a 127 euro.
Contro la precarietà l’intesa pone
paletti che il protocollo su welfare e mercato del lavoro
non ha inserito: la “somma” dei periodi di lavoro a
scadenza effettuati anche con tipologie diverse (a tempo
determinato e interinale) e in modo non consecutivo per
raggiungere il limite massimo oltre al quale l’azienda
è costretta ad assumere il lavoratore a tempo
indeterminato.
Il testo prevede anche la parificazione
normativa (verso l’alto, per la prima volta dopo venti
anni) tra operai e impiegati.
Questo significa, ad esempio, che
dal 1 gennaio 2008 anche gli operai maturano un giorno di
ferie dopo dieci anni di anzianità e una settimana di
ferie dopo diciotto anni.
Detto così sembra “robetta”, in
realtà si tratta della conquista di qualcosa di inseguito
per anni: la riduzione dell’orario di lavoro (in questo
caso di 40 ore all’anno per gli operai).
L’orario di lavoro resta fissato in 40
ore settimanali: l’ipotesi di contratto nazionale dei
metalmeccanici non accoglie le norme sulla flessibilità
previste dalla legge 66.
Aumenta di otto ore all’anno il tempo
di lavoro straordinario esente da contrattazione e uno dei
sette Par (permessi annui retribuiti) potrà essere
spostato all’anno successivo, fermo restando la
possibilità del lavoratore di chiederne il pagamento o di
spostarlo nel conto ore di riposo.
I metalmeccanici hanno un’ipotesi di
contratto ed è stata sconfitta quella parte di
Confindustria che ha fatto di tutto perché non si
arrivasse ad un accordo, minacciando di procedere ad
aumenti salariali unilaterali, già da questo lunedì.
Ora la palla passa al sindacato
confederale e alla politica, a quanto riusciremo a
conquistare come sinistra nella verifica aperta con il
Governo: dalla detassazione degli aumenti previsti dai
contratti nazionali (proposta avanzata anche da un
“pericoloso estremista” come Francesco Gavazzi sul
Corriere della Sera) all’introduzione del fiscal drag,
alla detrazione fiscali per i redditi da lavoro
dipendente.
I risultati ottenuti dai metalmeccanici
sono soprattutto merito della loro determinazione e
capacità di mettere in campo lotte incisive e visibili.
Chi in queste ore, legittimamente, sta
esprimendo opinioni diverse si assume la
responsabilità di affermare che democrazia, scioperi e
mobilitazioni non hanno portato ad alcun miglioramento
delle condizioni di lavoro, con la conseguenza di
alimentare la rassegnazione, di accreditare l’idea
dell’indiscutibile potere delle imprese, di favorire
inconsapevolmente una svolta a destra nel paese.
Per quanto mi riguarda quella siglata dai
metalmeccanici è una buona ipotesi di contratto, che deve
favorire la conclusione degli altri contratti aperti e una
azione immediata del governo a favore dei redditi da
lavoro dipendente.
22 Gennaio 2008
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Dopo la firma, tutti
all'attacco contro il contratto nazionale
di S.F.
su Il Manifesto del
22/01/2008
Confindustria, Cisl e
Uil sono contro «gli arcaismi e le rigidità» del contratto
nazionale, che deve restare solo come «paracadute»
Firmato "il
contratto" parte l'offensiva sulla riforma del modello
contrattuale. Nella direzione, come spiega il ministro del Lavoro
Cesare Damiano, di una triennalizzazione della durata dei contratti
(oggi, secondo le regole del luglio '93, suddivisi in due bienni
economici e in un quadriennio normativo), e degli incentivi alla
contrattazione decentrata (che oggi riguarda circa il 10% delle
imprese), strada già aperta dal disegno di legge che ha recepito il
protocollo sul welfare.
«Abbiamo firmato l'accordo che dovevamo firmare», dice il
presidente degli industriali, Luca di Montezemolo, «un accordo
positivo solo se lo si guarda in un ottica tradizionale». «Per i
dipendenti - continua Montezemolo - credo non si possa più
continuare a ragionare con un rigido contratto nazionale che non
tiene conto delle diversità geografiche e delle differenze tra le
stesse imprese». «La chiusura della vertenza dei metalmeccanici è
di per sè un fatto positivo - dice Emma Marcegaglia, candidata alla
presidenza di Confindustria - ma non possiamo più andare avanti con
assetti contrattuali vecchi che risalgono a 35 annifa, serve un
forte legame tra contratti e produttività».
Non è sola Confindustria nell'invocare una stagione di «modernizzazione,
contro gli arcaismi di un contratto nazionale che ingessa». Cisl e
Uil sono esattamente sulla stessa lunghezza d'onda, non ne hanno mai
fatto mistero e ieri sono tornate a ribadirlo. E la
"modernizzazione" di cui si parla consiste nello
svuotamento progressivo del contratto nazionale che deve rimanere
come «un paracadute», per dirla alla Marcegaglia, o come «salvaguardia
minima», per usare le parole del presidente di Federmeccanica,
Massimo Calearo.
«Sono d'accordo con Montezemolo - sono le parole del segretario
generale Cisl, Raffaele Bonanni - Il modello di contrattazione è
arcaico». «Il contratto nazionale è stato troppo sopravvalutato,
ha una funzione importante perchè deve servire esclusivamente a
coprire i buchi determinati dall'inflazione. Questo e solo questo,
non può essere usato per altri scopi perchè altrimenti snerva».
Stessa musica in casa Uil: «Concordo con Montezemolo che il sistema
di contrattazione è arcaico, ma lui ha molte responsabilità
nell'avere determinato questa situazione e nel non avere operato a
sufficienza per cambiarlo». Fosse per Confindustria, Cisl e Uil,
insomma, il contratto nazionale sarebbe già stato messo in
soffitta.
Restano comunque da rinnovare alcuni importanti contratti (pubblico
impiego e commercio in primis). Ed era stato lo stesso ministro
Damiano, nei giorni scorsi, a calendarizzare cinque tavoli di
concertazione con le parti sociali, su pressione fiscale, modello
contrattuale e produttività, rinnovi, prezzi e tariffe e sicurezza
sul lavoro. I tavoli sarebbero dovuti partire dalla fine di gennaio,
ma con gli avvicendamenti di ieri, e una maggioranza che non c'è più
(dopo l'uscita di Mastella), nulla è certo.
Il contratto delle tute blu passerà ora al vaglio delle strutture
di Fiom, Fim e Uilm, mentre domani si riunirà l'"assemblea dei
500", a cui partecipano dirigenti nazionali e delegati dai
territori, per il via libera all'intesa. Successivamente partiranno
anche le assemblee nei luoghi di lavoro, per presentare l'intesa
raggiunta ai lavoratori, che saranno chiamati a validarla nel
referendum.
«Abbiamo
fermato l'assalto dei padroni»
di Loris Campetti e
Francesco Piccioni
su Il Manifesto
del 22/01/2008
Il segretario
Fiom Gianni Rinaldini difende l'accordo: il miglior compromesso
possibile, «volevano cancellare il contratto». Solo le
iniziative di lotta cresciute negli ultimi giorni ci hanno
permesso di riaprire il negoziato
«Il giudizio positivo
sull'accordo non può nascondere che è il prodotto di un
compromesso. Sarebbe un errore parlare di grande successo. Credo
che sia l'accordo possibile che ci consente di respingere
l'attacco contro l'istituto del contratto con una soluzione
dignitosa, soddisfacente». Il segretario generale della Fiom
Gianni Rinaldini difende l'ipotesi di accordo sottoscritto da
Fim, Fiom e Uilm con Federmeccanica e insiste su un punto: «L'accordo
sarà sottoposto al giudizio dei lavoratori, i titolari della
decisione».
Come si è sviluppata l'offensiva di Federmeccanica?
Una componente padronale puntava a far saltare il contratto per
dimostrare che i meccanici erano un ostacolo all'avvio del
tavolo confederale sui salari e, a loro dire, sul sistema
contrattuale. Basti guardare il comunicato di Confindustria
sull'accordo: sulla produttività e la competitività sostiene
che un «sindacato conservatore» avrebbe impedito
l'introduzione di importanti innovazioni. E' evidente di cosa
stanno parlando.
C'è chi sostiene che quello appena firmato è stato l'ultimo
contratto dei metalmeccanici.
Lo affermano Calearo e la Confindustria, ed è visibile in tutti
i passaggi della trattativa seguita persino nelle riunioni
ristrette, da un rappresentante di Confindustria che affiancava
il vertice di Federmeccanica, giocando un ruolo di contrasto
rispetto al raggiungimento di un accordo. Ora la più importante
associazione imprenditoriale è furiosa perché è stato
introdotto un massimale di 44 mesi sia alla proroga dei
contratti a termine che all'incrocio con quelli interinali. Non
abbiamo ottenuto molto sul mercato del lavoro, ma quel che
abbiamo strappato brucia a Confindustria. Quando hanno
presentato un «testo finale», persino alla stampa, definendolo
praticamente non trattabile, avevano messo in conto la
possibilità di far saltare il contratto. Infine, la pretesa di
legare la sospensione delle elargizioni unilaterali di danaro
alla sospensione degli scioperi andava ancor più nettamente
nella direzione della rottura. A questa strategia abbiamo
risposto in modo netto e unitario come organizzazioni sindacali,
pur partendo da posizioni diverse. Mi sento di dire che le
iniziative di lotta cresciute negli ultimi giorni sono la
ragione vera che ci ha consentito di riaprire il negoziato: se
avessero fatto saltare la trattativa si sarebbe aperta una
stagione di scontro sociale pesante.
Così avete fatto ricorso alla mediazione del ministro Damiano.
Qualcosa di simile a un lodo?
Il momento più delicato è stato quando Federmeccanica si è
presentata al ministro con la richiesta di due sabati
straordinari aggiuntivi e un giorno di permesso (par), tentando
così di dividerci. Ma nessuno di noi, mentre circolavano nelle
agenzie ipotesi di un lodo governativo sostenuto anche da
settori confederali, si è reso disponibile a farsi usare dalla
controparte e abbiamo ribadito al ministro che la nostra
disponibilità non andava oltre un sabato e un par. Sui due
sabati la Fiat si è battuta con determinazione fino all'ultimo.
Se avessimo accettato di percorrere la strada del lodo avremmo
ammesso la nostra impotenza contrattuale, e si sarebbe limitata
o annullata la consultazione democratica. E sancito anche la
sconfitta della Fiom.
Come valuti il ruolo svolto da Damiano?
Positivamente, è stato un ruolo attivo. Non ha giocato su più
tavoli, e alla fine si è affermata con coerenza la proposta dei
sindacati.
Non temi che in cambio il ministro abbia promesso ai padroni
contropartite nel tavolo confederale sui salari?
Non so se ci sono state promesse. Di voci ne circolano tante,
anche di una telefonata tra Prodi e Marchionne. Non posso
escludere che si sia ragionato su eventuali misure del governo.
Passiamo agli aspetti positivi e a quelli negativi.
La parificazione normativa tra operai e impiegati è diventata
un elemento importante: d'ora in poi tutti i metalmeccanici
avranno un'unica normativa, che per gli operai vuol dire un
giorno in più di ferie dopo 10 anni e una settimana dopo 18. C'è
un punto delicato che riguarda la perdita di 103 euro annui per
i nuovi assunti, pure compensata dalla nuova normativa sugli
scatti di livello che porta a un aumento di 25 euro nel
passaggio dal 2° al 3° e di 53 dal 3° al 4°.
Veniamo al salario.
Il 3° livello, l'operaio alla catena, prende 110 euro di
aumento parametrato su 30 mesi. Strappare 127 euro di media,
calcolati sul 5° livello, ci ha consentito per la prima volta
di ottenere, su un contratto allungato di 6 mesi, una cifra
maggiore a quella chiesta per la durata normale del contratto.
Un sabato e un giorno di permesso vogliono dire allungamento
dell'orario di lavoro.
Ovvio, anche se le pretese della controparte erano ben più
pesanti. Un sabato significa 8 ore di lavoro in più, mentre la
modifica del meccanismo della «banca ore» consente il recupero
del par, e questo potrebbe essere un vantaggio per i lavoratori
migranti.
Per la prima volta da anni si è divisa la Fiom. Cremaschi e la
Rete 28 aprile hanno votato contro, un 10% che pesa
politicamente.
E' un fatto negativo, ma rientra nella dialettica democratica
della Fiom. E' già avvenuto in altri contratti. Quei compagni
hanno espresso una valutazione sull'accordo che non condivido,
ma non ne traggo conclusioni definitive.
Ora ci sarà il referendum. Non farete come le confederazioni,
che hanno imposto a chi presentava il testo del protocollo di
sostenerlo, a prescindere dal giudizio soggettivo?
Ovviamente auspico un ampio giudizio positivo, sapendo che ci
saranno zone di sofferenza e che tra i meccanici non c'è la
tradizione al plebiscitarismo. Certo non constringeremo nessuno
a parlare o votare contro la sua volontà. Però l'informazione
dev'essere corretta, senza nascondere gli aspetti positivi né
quelli di compromesso.
ROMA-la stampa
Aumento medio di 127 euro, una tantum di 300 euro, equiparazione tra
operai e impiegati. Sono questi i punti salienti dell’accordo per
il rinnovo del contratto dei metalmeccanici che Fim, Fiom e Uilm
hanno raggiunto con Federmeccanica e Assistal. Ecco in sintesi cosa
prevede l’accordo:
ASPETTI RETRIBUTIVI Una tantum di 300 euro
comprensiva dell’indennità di vacanza contrattuale erogata da
pagare a marzo; incremento dei minimi contrattuali per una vigenza
contrattuale di 30 mesi di 127 euro % medi, in tre scaglioni: 60
euro a gennaio 2008, 37 a gennaio 2009 e i restanti 30 a settembre
2009. Elemento perequativo raddoppiato e fissato a 260 euro
Rivalutazione delle indennità di trasferta e di reperibilità.
PARIFICAZIONE TRA OPERAI E IMPIEGATI Da
gennaio 2009 le differenze che ancora permanevano tra la disciplina
degli impiegati e degli operai sono state cancellate, estendendo di
norma i degli impiegati agli operai. La normativa degli scatti di
anzianità Š stata semplificata ed è stata estesa agli operai la
maturazione dei giorni di ferie aggiuntivi in base all’anzianità
aziendale, che fino ad oggi era prevista per gli impiegati.
RELAZIONI SINDACALI È prevista
l’istituzione dell’Osservatorio nazionale che si occuperà anche
di ambiente e sicurezza del lavoro. È stata recepita la direttiva
europea sui diritti di informazione e consultazione nelle imprese
con almeno 50 dipendenti.
AMBIENTE E SICUREZZA SUL LAVORO Le imprese
dovranno informare, di norma ogni 6 mesi, i lavoratori sulle
questioni della sicurezza e della salute, anche in relazione alle
specificità aziendali.
ORARIO DI LAVORO I sabati di straordinario
’comandatì passano da 4 a 5 nelle imprese con almeno 201
dipendenti e da 5 a 6 nelle imprese di minori dimensioni. Uno dei
sette permessi annui retribuiti a fruizione collettiva potrà essere
spostato dall’azienda all’anno successivo con fruizione
individuale. Per coloro che hanno svolto, con la stessa azienda e
nella medesima mansione, periodi di lavoro sia interinale che con i
contratti a termine, è stato fissato un limite massimo di 44 mesi.
INQUADRAMENTO L’elemento retributivo di
professionalità per la parte più specializzata degli operai di 5°
livello, istituito con il contratto del 1990, sarà trasformata in
un vero e proprio livello contrattuale con il parametro retributivo
del 5° super (fino ad oggi previsto solo per gli impiegati).
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano: risultato di grande rilevanza
L'intesa prevede anche 300 euro di una tantum a marzo 2008 a compenso
del ritardo - repubblica
Metalmeccanici, raggiunto accordo
127 euro di aumento per 30 mesi
ROMA - Fumata bianca per il rinnovo del contratto dei
metalmeccanici: l'intesa è appena stata raggiunta al ministero del
Lavoro e prevede un aumento di 127 euro al mese per i prossimi 30 mesi,
260 euro per chi non fa contrattazione di secondo livello e 300 euro di
una tantum a compenso del ritardo di nove mesi dalla scadenza del
contratto. Nel pomeriggio le parti procederanno alla stesura dei testi e
alla firma conclusiva.
"Il contratto dei metalmeccanici si è concluso. E' un risultato di
grande rilevanza sia per i lavoratori, ma soprattutto per il Paese che
ha bisogno di stabilità e certezze" ha sottolineato il ministro
Cesare Damiano, evidenziando che con questo accordo migliorano le tutele
dei lavoratori e le loro retribuzioni mentre le imprese possono
accrescere la loro competitività e flessibilità.
Damiano ha spiegato che i 127 euro di aumento medio a regime saranno
divisi in tre tranche: 60 euro il primo gennaio 2008, 37 euro il primo
gennaio 2009 e 30 euro il primo settembre 2009. La rivalutazione della
retribuzione destinata ai lavoratori che non hanno un contratto
aziendale è di 260 euro e cioè 20 euro mensili per 13 mesi su base
annua. L'una tantum, ha detto ancora il ministro, sarà erogata in una
cifra unica di 300 euro a marzo 2008.
L'accordo prevede il via libera all'utilizzo di un sabato comandato in
più sia per le aziende fino a 200 dipendenti che per quelle oltre i
200. "Un compromesso" come lo ha definito ancora il ministro
che "avvantaggia ambedue le parti sociali". L'intesa, inoltre,
prevede anche l'utilizzo da parte dell'azienda di un permesso annuo
retribuito prevedendone però l'eventuale godimento da parte del
lavoratore all'anno successivo e salva la richiesta di monetizzazione
come concordato con Federmeccanica.
E' stato definito a 44 mesi il limite del lavoro a tempo determinato
mentre a proposito delle ferie - i lavoratori maturano un giorno in più
con 10 anni di anzianità e 55 anni di età - Damiano ha detto che per
la prima volta in un contratto di lavoro è stata raggiunta la parità
normativa fra operai e impiegati.
"La firma del contratto apre la strada al consolidamento delle
relazioni sindacali e della logica concertativa e rende più facile
proseguire nella strada della concertazione adottata dal governo che ci
vedrà impegnati nell'apertura di alcuni tavoli per gli sgravi fiscali
sui redditi e la competitività", ha aggiunto Damiano.
Una azione, quella portata avanti dal governo che ha comunque avuto a
mente "gli interessi dei lavoratori e al tempo stesso i problemi di
competitività e crescita posti dalle imprese perché ogni contratto
deve trovare un compromesso, un giusto equilibrio", ha proseguito
Damiano riconoscendo a sindacati e industriali "una profonda
convinzione di arrivare a una conclusione".
Il ministro ha ribadito infine come l'azione del governo sia sempre
stata attenta "a non invadere l'autonomia e la prerogativa delle
parti sociali ma soltanto rendendosi disponibili ad avvicinare ed
accompagnare le posizioni".
(
20 gennaio 2008
)
20/1/2008 (14:40) - IL TIRA E MOLLA FRA LE
PARTI
Metalmeccanici, raggiunta l'intesa
Fumata bianca: nel nuovo contratto
aumento salariale di 127 euro al mese
Damiano: risultato di grande rilevanza
ROMA
Federmeccanica e sindacati hanno raggiunto l’accordo sul rinnovo
contrattuale dei metalmeccanici. L’aumento salariale previsto,
secondo quanto si apprende, è di 127 euro al mese su 30 mesi.
L'intesa
Nei contenuti, ha spiegato in conferenza stampa il ministro del Lavoro
Cesere Damiano, «sul fronte della flessibilità si giunge ad un
risultato che consente un maggior utilizzo flessibile del lavoro,
attraverso l’uso dei sabati lavorativi. Si migliorano poi le
condizioni dei lavoratori, in particolare per i nuovi assunti, che
raggiungono per la prima volta la completa parità normativa con gli
impiegati».
Aumento in tre rate e una tantum
«Sotto il profilo salariale - ha detto il ministro - il contratto si
chiude con un risultato molto importante, nonostante le distanze
iniziali delle parti. Si tratta di un aumento medio di 127 euro a
regime, diviso in tre tranche: la prima da gennaio 2008 di 60 euro, la
seconda da gennaio 2009 di 37 euro e la terza da settembre 2009 di 30
euro. C’è poi - ha aggiunto Damiano - una rivalutazione della
retribuzione per i lavoratori senza il contratto integrativo, che verrà
portata a 20 euro mensili per 13 mensilità. E viene erogata una una
tantum a marzo 2008 di 267 euro, che sommata all’indennità di
vacanza contrattuale erogata porta il complessivo a 300 euro».
Damiano: «Il Governo ha svolto una parte importante»
Secondo il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, la chiusura del
contratto dei metalmeccanici è «un risultato di grande rilevanza per
i lavoratori, per le imprese e per il Paese, che ha bisogno di
stabilizzazione e di certezze». «Il Governo - ha aggiunto Damiano -
ha svolto una parte importante e positiva nel suo compito di
accompagnamento e mediazione».
Rinaldini (Fiom): «Ora la parola spetta ai lavoratori»
Anche l segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini giudica
positivamente l’accordo. «Il nostro giudizio - ha detto Rinaldini -
è complessivamente positivo, ma ora la parola spetta ai lavoratori,
perché andremo ai referendum, e valuteranno così questo difficile
accordo». «A questo punto era l’unico accordo possibile - ha
sottolineato il leader della Fiom - con aspetti importanti, come
l’aumento salariale significativo. Ci sono però anche aspetti di
sofferenza, ma è stata evitata l’ipotesi di far saltare il
contratto nazionale».
Federmeccanica: «Contratto difficile, ora andiamo avanti»
Più pacata la reazione di Federmeccanica. «Dopo una settimana di
brutte notizie, - ha affermato il presidente di Federmeccanica,
Massimo Calearo - guardando avanti, abbiamo chiuso il contratto, un
contratto difficile nell’interesse delle imprese e dei lavoratori».
«Non era semplice - ha aggiunto Calearo - soprattutto considerando le
posizioni da cui eravamo partiti». «C’è ancora molto da fare - ha
sottolineato il numero uno di Federmeccanica - perché le imprese
vivono di concorrenza. Quello di oggi è un atto importante e spero si
arrivi velocemente a defiscalizzare il secondo livello di
contrattazione e gli straordinari perché il momento è difficile».
Scioperi spontanei questa mattina alla Fiat di Mirafiori- la
stampaweb 15.1.08
TORINO
Circa 500 lavoratori di aziende metalmeccaniche della zona Ovest di
Torino hanno bloccato questa mattina corso Allamano, una strada di
ingresso dalla tangenziale alla città. Il corteo era partito da
alcune fabbriche della zona come la Lear e la Bitron, dove vi sono
stati scioperi contro la rottura delle trattative per il contratto
nazionale.
Scioperi spontanei questa mattina alla Fiat di Mirafiori «contro
l’ultimatum di Federmeccanica». Lo rendono noto i sindacati. Un
corteo interno con alcune centinaia di lavoratori ha interessato le
carrozzerie, mentre alle presse i lavoratori hanno presidiato la
porta. Analoghe iniziative sono in corso alle meccaniche.
«I lavoratori stanno scioperando spontaneamente- afferma Giorgio
Airaudo, segretario della Fiom torinese - contro l’ arroganza
dell’ ultimatum di Federmeccanica, contro la bugia dell’ aumento
di 120 euro che in realtà è di 96 e l’ idea che per avere aumenti
salariali che tutti reputano giusti si debba lavorare quattro giorni
in più».
Nella classifica Ocse dei trenta Paesi più industrializzati, le retribuzioni dei
lavoratori del Bel Paese scivolano dal 19esimo posto del 2004 al 23esimo posto nel
2006.
Ci superano, infatti, non solo Stati Uniti, Giappone, Germania e Francia, ma anche
Spagna, Grecia.
Tra i Paesi europei, facciamo meglio solo del Portogallo.
Nella ricerca Ocse, i salari italiani (considerati secondo le retribuzione nette) si
attestano a circa 1.350 euro al mese o 16.242 euro l’anno, tredicesima compresa.
Lasciamo perdere la media certamente più elevata della realtà in quanto l'OCSE
assieme agli operai mette gli impiegati vari.
La busta paga più pesante è quella dei coreani e dei britannici, rispettivamente
primi e secondi in classifica, rispetto ai quali un italiano guadagna circa il 42% in
meno.
Lo stacco rispetto alla retribuzioni tedesche è invece del 23,5% mentre rispetto a
quelle francesi è del 17,6%.
La classifica:
1. Corea (28.095 euro)
2. Regno Unito (28.007)
3. Svizzera (26.322)
4. Giappone (25.764)
5. Lussemburgo (24.897)
6. Olanda (23.289)
7. Australia (23.139)
8. Norvegia (22.579)
9. Germania (21.235)
10. Irlanda (21.111)
11. Austria (20.713)
12. Usa (19.999)
13. Islanda (19.932)
14. Finlandia (19.890)
15. Canada (19.770)
16. Francia (19.731)
17. Belgio (19.729)
18. Svezia (18.891)
19. Danimarca (18.735)
20. Nuova Zelanda (17.919)
21. Spagna (17.410)
22. Grecia (16.720)
23. Italia (16.242)
24. Portogallo (13.136)
25. Turchia (10.693)
26. Rep. Ceca (9.54)
o.c.
| 2008-01-15 09:16 ansa |
| METALMECCANICI:
ROTTA TRATTATIVA, GOVERNO CONVOCA LE PARTI |
|
ROMA - E' rotta la trattativa per il rinnovo del contratto dei
metalmeccanici, per la cui riapertura ci si affida ora ad una
mediazione del Governo, il quale si è già detto disponibile ad
adoperarsi per una ripresa del confronto convocando già
domattina le parti. "Le condizioni per proseguire non ci
sono", hanno detto a Federmeccanica Fiom, Fim e Uilm, dopo
una giornata convulsa in cui le aziende avevano presentato una
proposta finale, con un aumento del salario di 120 euro.
Ma per il sindacato l'offerta delle aziende è "piena di
trucchi", a partire dalla proposta economica che è
spalmata su due anni e sei mesi. Con il risultato che l'offerta
reale, dicono, si riduce a poco meno di cento euro, in pratica
quanto già proposto dalle aziende e su cui le organizzazioni
avevano già detto no.
Questo, in aggiunta alle richieste delle imprese sul mercato del
lavoro e sulla flessibilità, dicono i sindacati, rende la
proposta delle imprese inaccettabile. Per il rinnovo del
contratto Federmeccanica ha offerto al sindacato un aumento sui
minimi tabellari di 120 euro al mese a partire dal primo gennaio
2008 (il vecchio contratto è scaduto a giugno 2007) e fino al
31 dicembre 2009, cui si somma una una tantum di 250 euro, non
comprensiva dell'indennità di vacanza contrattuale già
erogata, e ad altri 230 euro annui di elemento perequativo che
si trasformerebbe peraltro in istituto retributivo strutturale.
"Il nostro è un giudizio negativo perché l'offerta
è quella vecchia, non c'é nessuna novità", dice il
leader della Fiom, Gianni Rinaldini, che già al termine della
riunione con la sua delegazione aveva annunciato che "la
trattativa è finita" e che verranno proclamati ora nuovi
scioperi. Stesso giudizio anche dalla Fim, ma non dalla Uilm,
che in un primo momento aveva proposto invece di proseguire la
trattativa con Federmeccanica, auspicando margini di
negoziabilità sulla proposta delle aziende.
Un estremo tentativo di salvare la trattativa, naufragato però
dopo l'ultima riunione delle segreterie unitarie in cui è stato
deciso unanimemente di non accettare la proposta di
Federmeccanica. La quale, a questo punto, non esclude la
possibilità di procedere unilateralmente: domani si riunirà il
direttivo dell'organizzazione e deciderà, ma già il presidente
Massimo Calearo ha detto di essere personalmente favorevole a
dare gli aumenti ai lavoratori anche in assenza di un contratto.
Lo stesso Calearo, che ha illustrato la proposta delle aziende,
aveva nel pomeriggio parlato di una "proposta finale"
e su cui "con la buona volontà delle parti c'é la
possibilità di chiudere". "Ci sono stati chiesti 117
euro e ne offriamo 120, possiamo chiuderla qui", ha detto.
Negativa la risposta del sindacato: "Ci offrono meno di
cento euro - ha detto il segretario della Fim, Giorgio Caprioli
- in cambio di richieste pesanti sulla flessibilità, con 48 ore
di straordinario esente da contrattazione e la rinuncia a due
permessi retribuiti. Per noi, dunque, la trattativa è
finita".
|
Federmeccanica presenta una
proposta «inaccettabile»
di Francesco Piccioni
su Il Manifesto del
13/01/2008
Negoziato in stallo per
il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Fiom, Fim e Uilm
respingono al mittente il documento degli industriali e ne preparano uno
unitario che verrà presentato oggi
«Proposta inaccettabile».
Quella arrivata da Federmeccanica, ieri, è stata definita con lo stesso
aggettivo da tutti e tre i sindacati protagonisti della trattativa sul
rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.
Ci si attendeva dalle imprese uno scarto, un'idea innovativa, rispetto
alla posizione fin qui tenuta; aggravata oltretutto dalla minaccia
implicita nell'aver fissato la data del 15 gennaio come limite temporale
massimo per raggiungere un accordo. Una mossa quasi obbligata, dopo la
riuscita al di là delle previsioni dello sciopero nazionale del giorno
prima. Ma non è arrivata.
L'elemento più appariscente è l'offerta salariale: 100 euro
parametrati al quinto livello e per una durata contrattuale di 24 mesi.
La stessa già presentata all'inizio, ma senza più pretendere di
legarne un terzo all'aumento della produttività. Una cifra da
aggiungere interamente ai minimi tabellari, insomma, mentre finora solo
67 euro erano destinati a questa voce uguale per tutti (a seconda del
livello di inquadramento). Uno spostamento significativo, che testimonia
quanto meno sia del buono stato di salute economica delle aziende, sia
dell'efficacia della «pressione» esercitata con lo sciopero. La
piattaforma sindacale unitaria - approvata con referendum tra i
lavoratori - chiede però 117 euro, più 30 per quei lavoratori che non
hanno la contrattazione aziendale. Mentre per costoro le imprese
propongono, come «elemento perequativo», appena cinque euro,
trasformati in elemento strutturale, ma escludendone tutti i lavoratori
che - a qualsiasi titolo - godano di altre forme di «superminimo».
L'analisi di tutti gli altri punti, però, ridimensionava di fatto anche
questo timido passo avanti verso la controparte sindacale. Sul mercato
del lavoro, sarebbe stata indicata la data limite di 48 mesi - per
trasformare un contratto pr |