Velenosa Concord, al confine con Iraq e Balcani
E' inquinato lo stagno di Walden, pieno di uranio impoverito.
Nella città di Concord, culla della cultura americana, dove
vissero Havid Henry Thoreau, Ralph Waldo Emerson, Louisa May
Alcott, Nathaniel Hawthorne, e dove furono combattute le prime
battaglie della rivoluzione americana
SANDRO PORTELLI il manifesto4/03/01
Scrive Sergio Finardi, nostro corrispondente,
dall'America: "Concord è una piccola città della contea di
Middlesex poco a ovest dell'area metropolitana di Boston".
Piccola lo è davvero, eppure Henry David Thoreau, nel 1846,
poteva scrivere: "Ho viaggiato moltissimo dentro
Concord".
Non è solo questione di trovare il cosmo nel microcosmo, come
erano così bravi a fare i trascendentalisti americani. E' che
Concord era proprio piena di cose e di gente. Nei boschi attorno
a Concord, Ralph Waldo Emerson si inebriava di aria beata e
diventava una pupilla trasparente, nulla che vede tutto,
attraversato dalle correnti cosmiche della natura, dell'anima e
dello spirito. Nel frattempo, in una vecchia canonica di
proprietà dello stesso Emerson (con un giardino curato da
Thoreau), Nathaniel Hawthorne sondava gli spettri e le
maledizioni dell'eredità puritana e gridava "No! In voce di
tuono" in storie cariche della "potenza del buio".
Ogni tanto veniva a trovarli Margaret Fuller e discutevano del
ruolo e della libertà delle donne nel tempo moderno. Poco più
in là, in una casa stretta e alta carica di libri e poco altro,
Bronson Alcott meditava radicali e sfortunate utopie comunitarie,
e allevava la famiglia nei modi che sua figlia Louisa May Alcott
avrebbe raccontato in Piccole donne. Poco fuori Concord,
accanto alle acque trasparenti e profonde dello stagno di Walden,
Thoreau avrebbe vissuto il suo esperimento di economia liberata
da bisogni inutili e da legami sociali oppressivi; e nel carcere
di Concord avrebbe trascorso la memorabile notte di detenuto per
disobbedienza civile, per aver rifiutato di pagare le tasse a un
governo che faceva la guerra.
"Dal 1958 - riferisce Finardi - Concord è sede dell'odierna
Starmet Corporation, già Nuclear Metals, inc., una delle
maggiori aziende produttrici di proiettili all'uranio
impoverito... Per 27 anni ha riempito un suo vicino bacino di
scarico per nulla preparato alla bisogna, delle scorie delle sue
lavorazioni... Il risultato è una falda acquifera che si sta
progressivamente e pesantemente inquinando" e "i tassi
di tumori accertati nell'area sono molto più alti della media,
anche se non esiste uno studio specifico che colleghi le due
cose".
"I fatti naturali - scriveva Emerson - sono simboli di fatti
spirituali". Concord era la capitale di quello che è stato
chiamato il Rinascimento americano, un fioritura che non ha
lasciato chiese o palazzi ma solo libri e idee. Per questo,
avvelenare Concord e le sue acque è peggio che avvelenare Siena
o Firenze. Ma hanno abbastanza memoria, gli americani e le loro
istituzioni, per accorgersi del male che stanno facendo non solo
alla loro natura ma anche al loro spirito?
Chissà quali corrispondenza tra fatti materiali e fatti
spirituali avrebbe estratto Emerson da queste acque avvelenate
che fanno impazzire le cellule umane. L'acqua, nella sua
trasparenza e nella sua libera circolazione ("elemento
repubblicano", la chiamava Melville) era uno dei simboli
della nuova democrazia limpida ed egualitaria, e della limpidezza
dell'anima umana su cui si reggeva il sogno trascendentalista.
Chissà se adesso i turisti letterari e patriottici che ogni anno
vanno in pellegrinaggio alla capanna di boschi di Thoreau sulle
rive dello stagno di Walden sanno che quelle simboliche acque
contengono ottantasettemila microgrammi di uranio al litro
(contro un massimo consentito di ventisette). Abbeverarsi alle
fonti della propria cultura significa rischiare di ammazzarsi (ma
per troppi visitatori comunque la gita a Concord è già
diventata l'esatto contrario dell'esperimento di Walden: un uso
consumistico della cultura in un tempio del rifiuto del consumo).
Nei suoi lunghi viaggi dentro Concord, Thoreau si era accorto che
"persino in questo paese relativamente libero",
tuttavia "la massa degli uomini vive vite di quieta
disperazione". E continuava: "quello che chiamano
rassegnazione è disperazione consolidata. Dalla città disperata
vai nella campagna disperata e ti devi consolare con l'eroismo
dei visoni e dei topi muschiati. Una disperazione stereotipata ma
inconscia si nasconde persino sotto quelli che vengono chiamati i
giochi e i divertimenti dell'umanità". Forse, con la sua
inveterata capacità di rendere simbolo ogni cosa, Emerson
avrebbe visto nel male invisibile e silenzioso che entra dentro i
corpi una figura di questa inspiegabile eppure innegabile
disperazione (l'antiutopista Hawthorne, dal canto suo, non
avrebbe problemi a riconoscere nella Starmet Corporation
l'espansione industriale del tenebroso Rappaccini,
medico-scienziato-avvelenatore di un suo gotico racconto).
In questi giorni, la "quieta disperazione" della città
di Concord si è smossa, i cittadini e le associazioni
ambientaliste hanno protestato e denunciato. Chissà se si
ricorderanno della disobbedienza civile del loro concittadino
Henry David. "Sì, l'Iraq e i Balcani sono vicini - scrive
Finardi - e forse anche i dormienti cittadini statunitensi stanno
realizzando di avere più di un lontano legame con le popolazioni
irachene, di Bosnia, Serbia e Kosovo". Più che a Concord,
questo mi fa pensare a un altro, più recente classico americano,
Cerimonia, di Lesile Marmon Silko. Anche lì, di fronte
alla miniera di uranio che deturpa e avvelena un altro luogo
sacro (Mount Taylor, la "donna velata" sacra ai Pueblo
del Nuovo Messico), il protagonista si rende conto che le
relazioni arrivano dappertutto, che la possibilità di una
distruzione globale che da quel punto si irradia abolisce davvero
la distanza fa sé e i giapponesi e fra tutti gli esseri umani
del pianeta.
Le prime battaglie della rivoluzione americana furono combattute
lì, a Concord. Nell'anniversario di quel giorno di liberazione,
Emerson celebrava quell'episodio in un verso famoso, come
"lo sparo che fu udito in tutto il mondo". In tutto il
mondo si sentono davvero i proiettili che partono da Concord
adesso - e su Concord riversano il loro carico di disperazione.
Forse, come Thoreau nei suoi viaggi, non ne sono mai veramente
usciti.