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Il fumo e l'arrosto, parte seconda
Care lettrici e lettori, qui di seguito troverete il mio
articolo di ieri sulla contestazione a Bonanni, e i
numerosissimi commenti online che sono arrivati nelle 24 ore
successive. Altri commenti, arrivati per vie diverse, sono
pubblicati sul giornale di oggi. Qui rispondiamo solo
a quelli critici - che sono la gran maggioranza.
Primo: diamo per acquisito il nostro giudizio duro
sulle politiche di Bonanni. Chi legge quotidianamente «il
manifesto» lo conosce.
Secondo: critica, polemiche, conflitto politico e
sociale sono il sale della nostra sfibrata democrazia.
Terzo: ognuno invita chi vuole alle proprie feste.
Quarto: «il manifesto» bisognerebbe leggerlo
tutti i giorni per evitare polemiche tanto pesanti quanto
improprie.
Quinto: scrivendo che lanciare quel fumogeno è stato
un gesto politicamente stupido esprimevo un giudizio sul
fumogeno, non sul diritto di contestazione. Ribadisco: ogni
azione presuppone una reazione, ed è dovere di chi si batte
contro le ingiustizie - i diktat Fiat, le complicità sindacali,
la cancellazione del contratto - interrogarsi sulle conseguenze
delle proprie azioni. Se aiutano la canea che criminalizza la
resistenza e il conflitto della Fiom contro la cancellazione
della democrazia nei luoghi di lavoro, sono azioni sbagliate.
Siamo stati facili profeti nel prevedere titoli e commenti dei
giornali e dei servizi televisivi che avrebbero accompagnato la
notizia di quel fumogeno. E a dire che quell'azione avrebbe
portato a Bonanni e alla sua politica solidarietà e consensi
fino alla santificazione. Persino il suo giubbotto annerito è
stato promosso a oggetto di culto. Avevamo anche previsto che
l'enfasi su una banale contestazione avrebbe sbianchettato le
notizie sulla Fiat e la decisione della Fiom di indire uno
sciopero contro la cancellazione del contratto e una
manifestazione nazionale dei metalmeccanici a Roma. Chiediamo ai
lettori che criticano il nostro giudizio e a chi ha scelto
quella forma di contestazione a Torino di fare un bilancio
politico della giornata di mercoledì. Non abbiamo usato termini
demenziali come «squadristi» o «provocatori», né ci
chiediamo «chi li paga» perché abbiamo un'altra cultura,
opposta a quella dominante, non solo a destra. Però non siamo
ipocriti, e nessuno ci impedirà di esprimere i nostri giudizi
politici, contestabili anch'essi naturalmente. Abbiamo scritto
che quel fumogeno ha fatto danno alla parte che i contestatori
intendono sostenere.
Ps. la rivolta operaia contro un accordo separato (piazza
Statuto) è sacrosanta. Ma non facciamo paragoni impossibili.
(Loris Campetti)
09/09/2010
- | Loris Campetti
Il fumo e l'arrosto/1
Fischi e anche un fumogeno lanciato sul palco della festa del
Pd che sfiora Raffaele Bonanni. Alcuni giovani dei centri
sociali torinesi non si sono limitati a gridare «venduto».
Hanno impedito al segretario della Cisl di parlare. Un gesto
stupido che rovescia persino il fine che forse i contestatori
si erano dati: condannare e isolare una pratica sindacale
giudicata - certo non solo dai centri sociali - subalterna al
governo, alla Confindustria e alla Fiat. Così si è
santificato «l'avversario», costruendogli intorno una
solidarietà più ampia del consenso alle sue politiche. Tutti
devono poter dire la loro liberamente, ha giustamente
commentato il segretario della Fiom Maurizio Landini. Sia
Bonanni che i lavoratori a cui è negato anche il diritto di
esprimersi sui loro contratti, e sia la Fiom espulsa dalla
contrattazione con la pratica autoritaria degli accordi
separati. Quel fumogeno è stato lanciato più che contro un
simbolo contro una persona, e questa è una logica
insopportabile. Ma rischia di ricadere sulla testa delle
vittime di politiche sbagliate. Sono già iniziate le
speculazioni contro chi è accusato di «esasperare» il
conflitto, quando chi sta facendo degenerare il clima
politico, sindacale e sociale va ricercato al governo, in
Confindustria, alla Fiat e tra i sindacati complici. Quel
fumogeno, poi, rende più difficile difendere il sacrosanto
diritto di critica e contestazione. Infine, fa tristezza che
il più grande partito d'opposizione non riesca a gestire
neanche le sue feste.
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Il giornalista di Repubblica del tempo fece le veci di Loris Campetti, e scrisse un articolo dal titolo "NON STIAMO NE' COI BULLONI NE' CON TRENTIN" (lo trovate su google).
Adesso ci facciamo le "seghe" mentali per un fumogeno che ha causato un po' di raucedine tra gli avventori della festa, e in nome di un diritto alla parola, che di fatto è un diritto di fruizione esclusiva di 20 italiani su 60milioni.
Campetti, il tuo stipendio è buono, il tuo posto di lavoro altrettanto. Questo fa si che tu ti trovi adesso in una condizione, in uno status di "rivoluzionario", poco plausibile, e molto improbabile.
Ha ragione Claudio nel suo precedente intervento e pertanto lo cito. Siete degli "ipocriti speculatori sulla pelle degli sfruttati". 10-09-2010 21:01 - Massimiliano
la politica della sinistra ha sempre dato agio alla canea dei reazionari, dobbiamo smettere di far politica? 10-09-2010 20:02 - sergio
Mario Dellacqua 10-09-2010 19:49 - mario
Avrai certo memoria di certe erte tesi sullo "sfondamento a sinistra"
oggi i moderni provano un tale piacere a d infiltrarsi nei centri
sociali... e sono quelli che urlano di piu'. Hai presente Casapound? qualche
dubbio non ti viene? a me si 10-09-2010 19:31 - mauros
Rispetto alle prese di posizioni nulla di inaspettato, non è vero che è cresciuta la solidarietà verso il servo dei padroni, dalla sua parte si sono schierati quelli che già lo erano...a fronte della enorme battaglia politica e non solo cosa volete che sia un fumogeno.
Lo sanno anche loro, ma alzano i toni per cercare di evitare l'inevitabile: una forte critica a chi si mette al fianco e sotto i padroni che stanno cercando di rendere le condizioni di lavoro ancora peggiori di quelle che già ci sono.
Ci siamo già dimenticati che ogni giorno oltre 3 operai vengono uccisi sul lavoro? cosa è un fumogeno di fronte alla morte....
Sapete cosa vuol dire lavorare nelle condizioni che ci volgiono imporre?
Sapete cosa vuol dire non arrivare con i soldi a fine mese? spesso è peggio che morire....e mi parlate di un fumogeno che ha rovinato la giacca pagata con i soldi degli operai?
Ma per favore.....
Ben gli sta..... 10-09-2010 19:20 - francesco giordano
Simone 10-09-2010 17:44 - Simone Tramonti
http://www.radiondadurto.org/agenzia/2010-09-09-14-26_red_confronto-
http://www.infoaut.org/articolo/conflitto-chiacchiere-e-sostanza 10-09-2010 17:05 - Sante
una cosa positiva il fumogeno l'ha prodotta: aver reso noto a tutti che i riformisti all'italiana senza il giubbotto di bonanni non saprebbero a quale santo rivolgersi. 10-09-2010 16:49 - Francesco Armezzani
Ribadisco che il problema secondo campetti non era tanto il fumogeno ma l'aver (addirittura) privato del diritto di parola, con fischi e anche un fumogeno, uno dei 15-20 - fateci caso, non di più - italiani che in questo paese hanno l'esclusiva del diritto di parola.
Tutti gli altri devono stare in religioso silenzio, al limite gli si dà un bel diritto di voto alle primarie giusto per scegliersi il duce, il principio è che la politica (le opinioni e le scelte) va delegata e con delega irrevocabile.
Tutto ciò è inaccettabile, squadristi non ne ho visti, ho visto invece cittadini espropriati del proprio diritto alla politica (anche del PD) contestare uno dei protagonisti dello scontro sociale di questi anni.
Ci accorgiamo o non che la politica "di classe" la fanno loro a senso unico, in forma anonima ma rigidamente ideologica ed estremista (modello 800), e che ai giovani ed ai lavoratori che provano appena ad accennare ad una risposta di classe si ritirano fuori gli spettri delle BR, della P38e, perché no, pure la strage di via rasella?
Ricordo che al defunto bettino fu riservato ben di peggio, stanato nell'albergo dove alloggiava gli furono lanciate monetine e qualcos'altro, a parte gli antidemocratici fischi, e che nessuno allora si preoccupò di santificazioni e strumentalizzazioni, anzi.
come cambiano i tempi... 10-09-2010 16:48 - francesco fanizzi
Inizio dicendo che di certo non smetterò di leggere il manifesto perchè non sono d'accordo con te su un articolo.
Ma non sono d'accordo con te.
Inizio dicendo che spesso anche io mi contrariavo molto quando, qualche anno fa, durante le lotte contro la guerra, la precarizzazione, la riforma moratti etc. etc. qualcuno faceva un'azione violente. Perchè è ovvio che i giornali e le tv di regime dedichino molto più spazio "ad un tizio che spacca una vetrina, piuttosto che ai 100000 che manifestano pacificamente".
Ma la situazione è nettamente peggiorata. Vedi con Schifani, stesso posto, un paio di giorni prima. Qualcuno lo fischia e lo contesta e tutti a dare "squadristi" ai contestatori. La realtà è che il regime a cui l'Italia è sottoposta vuole solo il consenso unico. Allora se contestazione deve essere, che sia dura (senza passare alla violenza fisica ovvio, ma non mi pare che un fumogeno sia un gran danno).
Bisogna far capire che la gente è veramente arrabbiata e che non ci sta più a subire lo spoglio dei propri diritti individuali e collettivi. Altrimenti questi continuano a fare quello che vogliono e sinceramente ci siamo tutti stufati di questa situazione.
Stufati che il PD dia continuamente ragione agli industriali e abbia abbandonato ogni politica sociale, ecologista o minimamente sensata.
Stufati che dei beceri, come i leghisti, continuino a prendere voti, facendo discorsi che hanno 1000 contraddizioni e che nessuno faccia notare costantemente queste contraddizioni (e che sono una mandria di idioti).
Stufati che tutto giri intorno a berlsuconi e alle sue mignotte (scusatemi il termine).
Stufati che i sindacati ci abbiano abbandonato da anni, lasciando i lavoratori soli a combattare contro gli industriali.
E soprattutto siamo stufi di una classe dirigente (tutta: politici, industriali, manager, giornalisti, militari, professori etc. etc.) vecchia e incompetente! Questi sono degli imbecilli, che purtroppo sono ai posti di potere, e quindi fanno danni. E bisogna cacciarli!
Adesso che mi sono sfogato un po', posso solo sperare che un'analisi politica generale migliore la faccia anche tu. Perchè un messaggio è stato lanciato, che la gente è stufa di stare a guardare 10-09-2010 16:14 - Riccardo Gatani
A tutti voi che aspettate la festa del PD per urlare e lanciare fumogeni a Bonanni o Schifani, perchè non fate la stessa cosa in strada, all'ingresso o all'uscita dai palazzi di governo dei vari Sacconi, Brunetta, Tremonti, Gelmini, Verdini, Cicchitto, Capezzone, Bondi, Berlusconi? non lo fate e non lo farete semplicemente perchè, diversamente dalle feste del PD, in quei luoghi trovereste le forze dell'ordine ed i servizi di sicurezza che vi trascinerebbero tirandovi per l'orecchio nelle patrie galere.
Quando pochi ritengono di agire in nome di molti, la prima cosa che dovrebbero dimostrare è il coraggio delle proprie azioni. Voi dimostrate solamente disperata e marginale viltà.
Demetrio Aguglia, Reggio Calabria 10-09-2010 14:59 - DEMETRIO AGUGLIA
1) Chiamparino all'epoca della vicenda pomigliano, si e' schierato con la FIAT.
2) Ichino. Il suo operato e il suo dire, e' chiaro.
3) Bersani, che sta facendo?
4) Il governo Prodi precedente lo vogliamo ricordare, quanto ha fatto (in negativo) per il lavoratore, e' demagogia forse questo, vero?
4.1)Le conseguenza delle scelte della flessibilita' di D'Alema, la pagano i trentenni-quarantenni, di oggi.
4.5) Letta chi e'? Chi lo conosce? L'avete mai visto davanti una fabbrica o in mezzo una terra, o in un call center? Parla di democrazia, poi con chi? Con Bonanni che fa accordi sui lavoratori, senza che questi possano almeno votarli gli accordi privati tra padroni e collusi.
5) Dibattitti "pubblici" di aria fritta e di spallucce ai poteri forti. Mi sa che la festa di Torino l'ha pagata la FIAT.
Cosa rappresenta il PD allora, se non gli interessi della classe borghese del momento?
P.S non censurate, altrimenti siete come Letta. 10-09-2010 14:28 - Antonio (tink+in-different)
la vera provocazione antioperaia l'hanno fatto i dirigenti che hanno invitato Bonanni senza contraddittorio. Loro sono i provocatori antioperai che ritengono di poter trarre giovamento da queste manifastazioni (il fumogeno) di natura chiaramente reattiva/infantile. In classico comportamento di tipo staliniano. Guardane quel morto/vivente di Fassino e cosa ha detto contro i grillini che contestavano un mafioso. Lo Zombi e' un esempio di provocatore di stampo stalinista. 10-09-2010 13:55 - Murmillus
Campetti...
Buon lavoro,
nicola 10-09-2010 13:29 - Nicola Cesana
Aggiungo per i soliti "pierini" che i dati della cd "svendita" sono tutti di matrice Istat od Organismi neutrali come nientedimeno la Banca d'Italia. 10-09-2010 12:53 - antonio - caserta
tante cose si possono fare per mostrare il proprio dissenso.
ma parte di queste (ammesso e non concesso che siano legittime e sostanzialmente innocue) è comunque stupida perchè fa il gioco dell'avversario.
non vedo come si possa obiettare a tale ragionamento senza cadere nell'estremismo infantile che caratterizza un pezzetto di sinistra.
saluti. 10-09-2010 12:25 - roberto cerchio
Ma come vi permettete a dire che NOI precari, cassa integrati, disoccupati, sfruttati, poveri bisogna stare zitti e far parlare i vari Bonanni che ci stanno rubando il futuro?
Cosa deve succedere di ancora più grave di quello che sta già succedendo per farvi svegliare e uscire dal vostro torpore?
Dobbiamo stare zitti e vivere il disagio di essere precari, cassa integrati, disoccupati, sfruttati, poveri, in silenzio?
Quello che ci chiedete è di stare al gioco dei Bonanni, ma fortunatamente alcuni di noi riescono a capire che se si sta zitti si perde e solo se si riesce a scendere in piazza e difendere i nostri diritti e il nostro futuro, solo se si riesce a sconfiggere questa cappa di isolamento che si è creata attorno a noi possiamo sperare in un cambiamento. 10-09-2010 12:24 - Gemma
la sinistra si svegli e torni nelle fabbriche, lasci questa marmaglia brufolosa a grillo e simili. w il comunismo e i comunisti, abbasso i buffoni malati di protagonismo, che tra 10anni vedremo coi colletti bianchi. 10-09-2010 11:48 - albino
Dirigenti Pd, ex compagni e Berlusconi hanno lo stesso identico sogno, Fare del nostro paese un giardino e per noi hanno riservato i compiti di giardinieri, belle statuine, garzoni e camerieri.
Il progetto politico del pd sembra evidente.
citazione da:
http://www.corriere.it/politica/10_settembre_10/piccolillo
Fa dunque piu' rumore un fumogeno della violenza insita nelle leggi sul lavoro difese e propagate da Bonanni, che privano (con la violenza del potere) milioni di persone ad una vita dignitosa e finanche di viverla? (niente lavoro, niente casa, niente famiglia, niente figli o, quando gia'ci sono, non e'violenza insopportabile doversi umiliare verso di essi dovendo continuamente sottoporli a rinunce a causa di una paga da fame e della precarieta'?) ah, manifesto mio, e poi ti chiedi come mai continui a perdere lettori... 10-09-2010 11:19 - edoardo
"perché non sono saliti sul palco e hanno chiesto di spiegare quali secodno loro dovrebbero essere gli interessi degli operai o dei disoccupati?"
...esattamente questo é il punto.
Non sono saliti perché non sono stati invitati...ma il PD ha invitato solamente Bonanni, prevaricando così il diritto di questi lavoratori di spiegare le loro ragioni...temendo ovviamente che l'opinione pubblica vedesse il vero confronto tra lavoratori e dirigenti sindacali. Perchè il PD non ha invitato anche la FIOM? 10-09-2010 11:07 - Valentino
Inoltre, finchè le reprimende verso i contestatori vengono da letterati come Serra (si veda l'articolo di ieri su Repubblica), non c'è da stupirsi: i letterati strepitano come galline di fronte alle ingiustizie del mondo, poi, quando dalle parole si passa ai fatti, si rifugiano sotto le gonne di mammà. Ma che un giornale come il Manifesto si focalizzi sulla specificità dell'evento - certo spiacevole- e non ne consideri il significato, cioè il montare dell'insofferenza delle classi subalterne verso una gestione della società a loro sempre più avversa, lascia perplessi.
Secondo me, le considerazioni di Campetti peccano di Aventinismo, antico male della sinistra, la cui efficacia tutti conosciamo.
Inoltre, l'analfabetismo storico lo lascerei alla destra. Parlare di di squadrismo, come ha fatto Fassino, è sciocco. Gli squadristi erano gruppi armati e organizzati, finanziati da latifondisti e industriali, che rasero al suolo camere del lavoro, e sedi del partito socialista. Cioè, gli antenati di Marchionne e Marcegaglia. I contestatori, anche a un membro del Pd dovrebbe esser chairo, appartengono alla fascia sociale che gli squadristi hanno massacrato. Forse, a Fassino farebbe bene leggere i libri di De Felice e Gentile, ammesso sappia leggere, cosa di cui dubito, dopo le sue recenti affermazioni. 10-09-2010 11:02 - bruno di prisco
La contestazione ad un "sindacalista" è etica e quella ad un personaggio, molto chiacchierato, anche se ricopre un'alta carica istituzionale è fatta da "sedicenti contestatori di Schifani erano pressoché grillini idioti"
Vorrei capire in base a quale metro viene fatta una simile valutazione... Dal Suo commento " contestatori in questione erano operai e ragazzi dei centri sociali, la ragazza che ha lanciato il fumogeno studia psicologia" E allora ? Nel MoVimento "grillino", per Sua informazione, sono presenti operai, disoccupati, studenti, impiegati, medici, docenti universitari, Crede che queste persone siano tutte idiote ? E' gente che s'impegna in prima persona nel portare avanti iniziative sul territorio senza delegare a nessuno, forse è questo che Le dà fastidio ??
Cordiali saluti e s'informi meglio ! 10-09-2010 10:57 - Acse
Esatto, con i fumogeni non si vede più un cazzo! Non si ascoltano le ragioni di chi subisce scelte proto-dittatoriali. La contestazione a Schifani e al PD che invita i peggiori personaggi è riuscita.
Si deve agire senza avere mezzi di distrazione di massa; dai quattro black block di Genova, alla statuetta del Duomo di Milano, fino al fumogeno di Torino.
Signore e signori, un minimo di strategia, siamo in guerra!
Ctrl + Alt + Mela 10-09-2010 10:26 - Pasquale
Oggi lanciamo i petardi, domani le bombe a mano e dopodomani spariamo sempre seguendo i slogan dei compagni che gridano "Berlusca bastardo Berlusca morto!!". Poi per finire bene la giornata possiamo anche diseppelire la nostra bandiera rossa con la stella a 5 punti che ha preso un pò di muffa e ha bisogno di aria fresca. E viva la contestazione democratica!! 10-09-2010 10:08 - herby49
Ma quale contestazione di "provocatori" ? La situazione è diventata insostenibile per i lavoratori italiani (per non parlare di coloro che il lavoro lo hanno perso o non lo hanno mai avuto). Quali interessi hanno difeso e stanno difendendo i sindacati ?
Industriali che hanno "munto" lo stato sfruttando incentivi, tirati fuori dalle tasche dei contribuenti, ma pronti a chiudere e trasferire all'estero attività in attivo col solo scopo di ricavare un maggiore guadagno senza che vi sia stata alcuna reazione "forte" da parte di coloro che, in teoria, dovrebbero difendere gli interessi dei lavoratori !
Ci si meraviglia degli episodi che sono accaduti a Torino ? Credo che siano solo la punta dell'iceberg,la misura è colma. Ce n'est que un debut ! 10-09-2010 09:49 - Acse
la redazione: Nessun commento è stato censurato. Nemmeno questo.
certo che i tempi non sono belli per milioni di proletari che rischiano la vita, il lavoro, fanno la fame,
ma non è giusto alzare i toni a nome loro.
Se non si muovono le masse,piovono solo le pietre e i lacrimogeni. 10-09-2010 08:57 - Piero Baral
Detto questo, la contestazione è un onore che la festa piddina non meritava: Bonanni, infatti, sul palco dell'ex festa dell'Unità ci stava proprio benissimo, col nipote del maggiordomo del berlusca a fare gli onori d casa e i suoi colleghi dirigenti ad augurarsi un governo con gli ex missini. 10-09-2010 06:23 - Ulysse
Certo la liberta' di parola e di espressione dovrebbe essere sacra, ma ancora piu; sacro la liberta' di dissenso, anche quello "colorito", quello che si sente.
Concordo con chi ha detto della pochezza e imbecillita' dei provocatori del PD che invitando un soggettaccio del genre, in un momento del genere non si accorgevano di fare, di fatto una provocazione. Una provocazione bella e buona che meritava una risposta dura.
Ormai, bisogna rendersi concto che il PD non e' un partito di sinista ma un partito contro la sinistra. Un partito che vede nel socialismo il vero nemico di classe. 10-09-2010 01:35 - Murmillus
il problema sarà quando quando finiranno i fumogeni. 10-09-2010 00:24 - Massimo
e a proposito di rappresentanza si dia una lettura all'intesa interconfederale del dicembre 1993 per capire qual è la democrazia di cui questi sindacati straparlano!! E poi il fumogeno contro chi bisogna lanciarlo? contro la Fiat? e perchè non contro soprattutto chi si è apertamente venduto e non da oggi? Grande partito di opposizione : opposizione a cosa? alle logiche di privatizzazione, allo smembramento del tessuto industriale in nome della globalizzazione? Per un partito modello americano compatibile con le regole del nuovo imperialismo, pensato per ridurre alla fame chi produce ricchezza, la capacità di gestire le feste o meno non ha ormai nessuna rilevanza! 09-09-2010 23:52 - giovanni
La faccia buona vuol tagliare la faccia cattiva.
Ma è propio così?
E' opportuno eliminare la faccia truce o forse quelli della faccia buona sono finemente violenti, la loro violenza è psicologica, mira alla provocazione, al logoramento, alla discriminazione, a sfilacciare la corda fino alla rottura propio per proporsi come unici e credibili interlocutori.
Se avessero veramente la faccia buona, se mirasserro veramente al bene dei lavoratori non opererebbero per dividerli, per separarli, per avere loro una buona fetta dell'ormai misera torta del sudore.
Quello che stà facendo qualche sigla oggi con i lavoratori non è molto lontano da quei educatori che approfittano degli educati, stanno tradendo la fiducia dei loro difesi.
All'attualità qualcuno più sensibile esteriorizza il dissenso sulla conduzione della salvaguardia dei diritti dei lavoratori, ma non dobbiamo dimenticare la modalità d'analisi sull'effettivo numero di occupati-disoccupati che nascondono il quadro dell'effettiva disoccupazione, sottoccupazione, precariato e le loro tutele. Il problema vero non è il dissenso che quando ne esce è solo per difesa ma è il futuro baratro e la crescita del pil nazionale lo stà dimostrando. Per cui i campanelli benvengano se suonano prima ed una classe dirigente attenta non imbottiglierà senz'altro il fumo di un petardo!
Quali sono le cause che hanno portato il paese a queste situazioni?
La corruzione ancora in atto?
Perchè dovrebbero pagarne le conseguenze in toto i lavoratori?
Perchè se si stà disgregando la classe operaia potrebbe essere quello il fine! 09-09-2010 23:45 - Gromyko
Sono in grado di dire qualche parola sensata che non siano slogan o parolacce per convincere la platea a mettere in minoranza Bonanni? 09-09-2010 23:29 - Gabriele
mi ha rotto le palle la vostra democrazia moscia e perdente, mi hanno stufato le vostre lezioni di etica (vedi lo scritto qui sopra), e mi avete sfinito voi ipocriti speculatori sulla pelle degli sfruttati. rispetto di più i padroni, almeno sono schierati, sono parziali, ciò che vogliono lo esprimono a viso aperto. 09-09-2010 23:20 - claudio
o vogliamo negare che in questo paese da anni ai cittadini è stato sottratto il diritto di elettorato attivo, cioè scegliere i propri rappresentanti?
ora si vuole criminalizzare anche la protesta? domani sarà magari inammissibile e criminogeno anche il solo parere contrario ai deliberata della nomenklatura, magari espresso anche al barbiere?
chi è investito di potere deve fare i conti anche con il dissenso e con le proteste, pur rumorose, senza scandali.
violenze non ne ho viste infatti, nè per schifani nè per bonanni, ed è significativo che lo stesso sdegno si sia sollevato per la "inammissibile" (così definita dal PD) contestazione al rappresentante di berlusconi: il messaggio è che in questo paese tutti devono allinearsi ai propri ducetti e chi la pensa diversamente è fuori.
vorrei che campetti cogliesse questo aspetto anzichè allinearsi inopinatamente a certe ideologie normalizzatrici 09-09-2010 22:32 - francesco fanizzi
E' un dato di fatto che il Pentolaio Matto abbia attuato una rivoluzone culturale, potendo agire indisturbato per una trentina d'anni.
E' un dato di fatto che non si possa più aspettare, ergo una transizione basata sul dialogo sia pura chimera.
Li dobbiamo cacciare, ADESSO, con ogni mezzo. 09-09-2010 21:52 - Pluto
Ma poverino?
e noi allora che grazie a loro dobbiamo lavorare 41 anni al posto di 35?
senza scala mobile, senza il postao fisso
con quello schifo del silenzio asssenso dei fondi integrativi?
della privatizzazione dellsa scuola, sanita'.
Ma fatevi furbi, e' ora di dare voce a un nuovo modello sindacale. 09-09-2010 20:40 - Salvatore
Mario 09-09-2010 19:21 - Mario
Ma stiamo scherzando?Non c'è nemmeno libertà di FISCHIARE? Condanno finchè volete il lancio di fumogeni e la violenza. Ma ricordate cosa diceva Pertini, e soprattutto a cosa è capitato a Blair la settimana scorsa (nella nota patria del marxismo, l'Inghilterra).
Libero fischio in libero Stato. 09-09-2010 18:50 - Fabio Pini
Ma ricordo a tutti che il manifesto è l'UNICO GIORNALE che è dalla parte dei lavoratori, l'unico che ha dedicato ben 10 copertine alla marchionite, che ne ha fatte diverse anche contro Bonanni.
Chi non dice questo o è in malafede oppure + banalmente non legge il manifesto e preso dalla Grillite acuta (che quanto a nocività è pari alla marchionite)spara cazzate.
Ergo i commenti sguaiati contro il manifesto sono falsi ed ingiusti.
Da Campetti mi aspetto una precisazione che però non cancella quanto di buono ha scritto sul movimento operaio.
Solidarietà alla compagna arrestata ieri a Torino.
Giovanni Rocchi- Montebelluna 09-09-2010 18:45 - giovanni
semplicemente alla domanda come giudica queste contestazioni non ha detto mi piacciono o non mi piacciono ha solo detto che non li dovevano invitare.
Se l'ha capito lei come mai quei cervelloni dei dirigenti pd non ci sono arrivati..?
bisogna che si sveglino non ci sono piu soldi la gente è disperata la prova lo è il verificarsi ormai spesso di questi avvenimenti, la rivolta sociale è alle porte e la tentazione alla svolta autoritaria è sempre piu concreta, un signore che fa pure lui il politico lo dice da mesi ma siccome non è simpatico a nessuno tutti fanno finta di niente....!!!
saluti 09-09-2010 18:35 - pepi
Troppo ex-quasi e maistati compagni sembrano trascorrere questi durissimi,perche' offuscati dalle luci degli spettacoli,politica e cultura insieme, tempi come una stentata e afasica convalescenza.Se si perdono anche i Campetti...stiamo freschi! Il problema,scusate,e' cosa possono dire ai compagni(?),ai cittadini che vanno alle feste popolari(?) due come Letta e Bonanni:repliche tv estive quando mancano i programmi importanti? Sulla mancanza del Servizio d'Ordine mi sembra ,questo si',una triste nostalgia.Al prossimo,senz'altro,al solito,interessante articolo di Loris Campetti. 09-09-2010 18:26 - giovanni tirelli
Ieri, oggi: situazioni generali e particolari assai diversi. Ma totalmente non confrontabilì? Non credo. Sono passati 33 (trentatre) anni e sei mesi, e i ruoli sono inchiodati, c’è solo uno scivolamento generazionale. E’ assurdo? No.
Perché le carte se pur rimescolate sembrano sempre le stesse. Molti, che oggi si sentono, sono, a sinistra del Pd, con quei fatti non hanno fatto i conti fino in fondo: allora stavano dall’altra parte, con lo Stato e chi lo sosteneva accanto al defunto Kossiga. Io allora non ero né con lo stato né con le BR.
Siccome molti ritengono a ragione che la storia non si ripete, allora questo dev’essere sicuramente un incubo. Svegliatemi.
Ma se per caso è la realtà, allora non c’è scampo: dopo la criminalizzazione del sacrosanto dissenso l’esperienza ci dice che s’affaccia la clandestinità, per disperazione o per necessità. Ma chi è violento? Chi impedisce agibilità e parola ai fascisti e ai nemici di classe oppure chi ha il potere di disdire contratti e vite umane con le buone maniere consentite dalla legge? La vogliamo dare una risposta, da comunisti? E’ possibile che ancora oggi ci sia qualcuno che rincorre compromessi più o meno storici e ‘ceti medi?’ In tal caso, svegliatelo, è lui che pericolosamente dorme.
Marco 09-09-2010 17:02 - marco benvenuti
IMPARINO ANCHE LORO che quando girano per strada possono beccare qualcuno che si è un po' incazzato.
manifesto vergogna 09-09-2010 16:31 - alex
Il diritto di parola è sempre sacrosanto per tutti e in tutte le circostanze? Beh, non lo so...
Io per esempio non avrei fatto parlare tanto Mussolini...
E poi chi di esclusione ferisce di esclusione perisce... 09-09-2010 15:55 - Enzo lanciano
Dal manifesto mi sarei aspettato anche un minimo di informazione su questo punto.
Erano "blak blok", dalla facile "manovrabilita' " (e allora bisogna cercare il burattinaio all'interno degli organizzatori della festa!!!) o un gruppuscolo operaista vecchio stampo, o studentelli in vena di protagonismo...
Altrimenti si', la definizione di "intervento da sezione p.c.i. destrorsa fine anni '70" e' veramente la piu' adatta!!! 09-09-2010 15:46 - djsugo
non è stata violenza, violenza è stato il referendum infame voluto dalla fiat per gli operai di pomigliano con bonanni schierato dalla parte dell'azienda, quella è violenza, violenza sindacale dala parte dello stato.
donatella castellucci 09-09-2010 15:44 - donatella castellucci
P.S. COMMENTO NON DA "MANIFESTO" E NON AGGIUNGO ALTRO PER CARITA' DI PATRIA. 09-09-2010 15:24 - peppespò
Il manifesto...? Beh sembra di leggere libero o il giornale.
Che pena..
Gente RIBELLIAMOCI........ ORA 09-09-2010 15:02 - Piero Fullone
un po' più di nettezza e un po' meno di "politically correct" farebbero proprio bene al giornale, alla sinistra e a tutti quei compagni (ebbene sì!) che ne sentono la mancanza! 09-09-2010 14:58 - ALDO ROTOLO
Aet.1 della nostra Costituzione, sarebbe utile un ripassino, ogni tanto! 09-09-2010 14:32 - Simonetta Zandiri
l'unico gesto stupido qui è condannare la contestazione!
cos'è? siamo passati dal dibattito violenza/non violenza al dibattito contestazione/non contestazione?? 09-09-2010 14:22 - sergio
1) nei sindacati di potere (CISL in particolare) la dirigenza ha da sempre usato il sindacato per i propri interessi e toranconto. Gente come Marini o D'Antoni hanno solo accumulato potere con le clientele. Se volete alcuni nomi di collusi e squallidi individui che hanno fatto cariere fuori dalla CISL ma grazie alla CISL ve li faccio. Ricordo solo molti professori universitari e anche rettori.
2) La CISL e' nata da un atto di sabotaggio CIA attauo per spaccare il sindacato e i traditori venduti non dovrebbero avere la parola tra gli operai. 09-09-2010 14:22 - Murmillus
la teoria dei soliti centri sociali "cattivi"...per non parlare della ricostruzione dei fatti tutta centrata su un fumogeno per non vedere una sala che in gran parte contestava Bonanni. Torino è uno degli epicentri della sofferenza della crisi e si trova sotto attacco dai vari Marchionne,Tremonti...con la complicità dei signori Bonanni vari e il Manifesto cosa chiede? un libero socratico dibattito fra vittime e carnefici...complimenti! Grazie Signor Campetti ! ...voglio vedere con quale faccia verrai a chiedere a noi lavoratori un sostegno per il giornale
...un lettore che ha ancora in casa il primo numero del Manifesto 09-09-2010 13:58 - spataco
REPORTAGE
I centri sociali e il lavoro perduto
così a Torino cresce la violenza
Viaggio nell'ansia della città, inquieta e intollerante. Cresciute di un terzo le famiglie bisognose di assistenza. A Mirafiori due anni con paghe decurtate del 25%. Le testimonianze di una crisi cittadina su cui i contestatori violenti trovano nuovi margini di azione
di PAOLO GRISERITORINO - Simona ha 43 anni, è imprenditrice, ha un'azienda informatica ipertecnologica e spera di sopravvivere ai tagli nelle forniture di servizi alla pubblica amministrazione. Lele di anni ne ha 34, lavora in cooperativa, anche lui nel settore della comunicazione. Simona è una signora politicamente corretta, che raccoglie firme contro la mafia e a favore dell'acqua pubblica. Lele è da sempre politicamente scorrettissimo, è uno dei cattivi dei centri sociali, sulle barricate contro la Tav e nel centro di Torino. L'esponente di un arcipelago radicato in città, ai limiti della legge e oltre anche quando l'economia tirava e la cassa integrazione era un retaggio del passato. Nell'ultima settimana Simona e Lele si sono conquistati, ognuno per la sua parte, la patente di antidemocratici e squadristi per aver tolto la parola a Schifani e Bonanni. Lei si difende attaccando: "Se c'è il sospetto che un politico sia un mafioso, perché non ho il diritto di porgli la domanda? Se tolgono la parola a me, io rivendico il diritto di zittirlo". Lui è molto più pesante: "Sai quanta gente è venuta dopo a dirmi che darebbe volentieri un calcio in culo a Bonanni?". Sono loro i due volti, assai diversi, della Torino intollerante e violenta che va in tv in questi giorni. Rappresentano posizioni estreme ma costituiscono un richiamo allettante per quel un vero e proprio iceberg dell'inquietudine che galleggia sotto la città: "Torino - sintetizza il presidente degli industriali, Gianfranco Carbonato - è preoccupata, sospesa, in attesa di conoscere il suo futuro. Speriamo che sciolga presto i suoi dilemmi".
Come si misura l'inquietudine di una città? Il pugliese Roberto Tricarico, giovane assessore alla casa, tira fuori dal cassetto i dati del servizio statistico: "In tre anni, dal 2007 al 2009 le famiglie che hanno bisogno dell'assistenza comunale sono cresciute di un terzo, da 4.500 a quasi seimila". Dietro le cifre c'è un'ansia diffusa. Il direttore generale delle Molinette, Giuseppe Galanzino, racconta che "cresce il numero degli infermieri con il quinto dello stipendio impegnato". Molti non riescono ad arrivare alla fine del mese al punto che "è stato necessario istituire un servizio di consulenza psicologica" e anche finanziaria. Perché nei luoghi di lavoro le agenzie dei prestiti si aggirano come falchetti: ai cancelli di Mirafiori i volantini dei mutui sono più numerosi di quelli dei partiti.
Storie che colpiscono in una città abituata al posto di lavoro fisso, dove l'italica arte di arrangiarsi non fa parte della tradizione locale. Suor Giuliana Galli è il simbolo delle due Torino, quella dall'alta finanza e quella dei poveri che fanno la fila al Cottolengo per un piatto di pasta. Ha 76 anni, è vicepresidente della Compagnia di San Paolo e ha trascorso l'estate a Lampedusa a occuparsi dei disperati che sbarcano dal mondo. Perché Torino è inquieta? "Perché non ha più la mamma". La Fiat di Romiti, sabauda e granitica, è un ricordo del passato. Nella Fiat di Marchionne tutto è più incerto. Suor Giuliana, che Romiti lo ha conosciuto, racconta di una nuova Torino che vive "una insicurezza non solo economica. Forse questa è la modernità. Pensavamo che ci saremmo abituati e invece non è così".
E' l'indeterminatezza di cui parla Carbonato: "La crisi non lascia scampo. Speriamo di capire in poche settimane quale sarà, ad esempio, il futuro di Mirafiori - dice il leader degli industriali - perché da quello dipendono decine di migliaia di persone. Certo non aiutano le polemiche sindacali di queste settimane. Non vedo l'unità d'azione contro la crisi che ci fu quattro anni fa". Il ricorso alla cassa integrazione è crescente: la fine degli incentivi ha depresso il mercato dell'auto. Nel 2009 Mirafiori è rimasta ferma 9 settimane, quest'anno siamo già a 13, destinate certamente ad aumentare. In due anni la grande fabbrica si è bloccata per sei mesi e gli stipendi sono stati ridotti di un quarto.
Il posto di lavoro è l'ossessione anche se per ora la rete di assistenza regge. Spiega Tricarico: "A Torino la popolazione è tornata ad aumentare non solo per l'immigrazione ma anche perché molti che erano andati a vivere fuori stanno tornando per poter usufruire dei servizi sociali". Come nel medioevo, ci si ripara dietro le mura del castello. Non sempre è sufficiente. Pierluigi Dovis, 47 anni, dirige la Caritas torinese del 2000. Spiega che "un torinese su cinque è povero o si sente economicamente insicuro". Ma più dei dati, colpisce l'aumento dell'ansia: "Nelle scorse settimane ho visitato una famiglia in difficoltà. Sono entrato nell'alloggio, ho salutato, e mi è venuta incontro una bambina allarmatissima: 'Silenzio - mi ha detto - perché papà dorme. Se si sveglia non riesce più a lavorare bene e lo licenziano'".
C'è un rapporto tra questa inquietudine e gli ultimi episodi di intolleranza? Donata Canta è sindacalista dall'83. Oggi guida la Camera del lavoro: "Non mi preoccupano solo i gravi episodi di intolleranza ma quel che potrà accadere nei prossimi mesi quando in provincia di Torino migliaia di persone usciranno dalla mobilità senza poter avere la pensione. Rischiamo di non avere una rete per loro". Non è solo un problema economico. In quello che Carbonato chiama "un delicato momento di passaggio" c'è una questione di prospettiva. Bruno Babando, maitre a' penser della destra torinese, descrive Torino come "una città che ha perduto la carta d'identità, che sa quel che era e non quel che sarà". Nostalgia? Forse. Ma morsi dalla fame anche gli ebrei nel deserto rimpiangevano le cipolle della prigionia egiziana. Tocca a Chiamparino spiegare gli ultimi avvenimenti: "Non credo ci sia un caso Torino - dice il sindaco - perché le contestazioni a Bonanni e Schifani si sarebbero potute verificare anche in altre parti d'Italia. C'è invece una città in cui lo scontro tra le posizioni riformiste e quelle radicali è storicamente più forte, dove i partiti non sono mai riusciti a rappresentare completamente quel che si muove nella società". Ed anche una città alla vigilia di un cambio di stagione: stanno per essere sostituiti il sindaco e il cardinale. Il 16 settembre l'assemblea degli azionisti darà il via allo scorporo dell'auto dalla Fiat. Pochi mesi e a Torino, nulla sarà più come prima.