CM rassegna stampa

audio  http://rbe.it/news/2012/06/11/quale-futuro-per-i-parchi-piemontesi/

 video manifestazione 26 novembre http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-8cbbd8fc-3365-4785-a7ec-950b73541553.html?idVideo=ContentItem-f6815f7a-efa4-4ee1-be61-08741204c056

http://www.comeedove.it/mediavideo.asp?filedm=http://www.youtube.com/watch?v=V2U14PcdXoA

 

Con un taglio dell’86% delle risorse destinate ai Parchi, la loro esistenza diventa realmente difficile. 4 anni fa si stanziavano 35 milioni di euro per la vita e la sopravvivenza dei Parchi Piemontesi, oggi se ne spendono tra i 4 e i 5 milioni.

A questo proposito Sinistra Ecologia e Libertà lancia l’allarme. Il dibattito pubblico e politico sull’argomento è pari a zero e il tema è scomparso dall’agenda politica. Non solo, la Regione della giunta Cota attraverso il suo Assessore William Casoni, assessore al Commercio, Fiere, Parchi e aree protette del Piemonte, sta progressivamente azzerando il budget destinato ai parchi, con l’unica conseguenza possibile, quella di farli estinguere e cancellarli dalle mappe geografiche.

Senza i fondi necessari, denuncia Sel, i parchi sono destinati a scomparire. Verranno cancellate professionalità, ricerche e posti di lavoro.

Ascolta l’intervista con la responsabile ambiente e membro del coordinamento regionale di SEL, Vanda Bonardo.

 


Val Chisone con il fiatone (ma la Valle Germanasca non sta meglio)

C'è poco da stare allegri nelle valli che salgono verso Sestriere e Prali. Alla crisi, ormai irreversibile, di un'azienda manifatturiera con la New Co.Cot si aggiunge l'incertezza sul futuro della Sachs di Villar Perosa (dove emigrerà?). Ma non solo. Se saliamo verso la Valle Germanasca c'è solo da augurarsi che la pioggia cada… lentamente, per evitare altri smottamenti e tagliare in due la valle. È già accaduto alla fine dell'inverno, ci sono stati interventi tampone ma la soluzione definitiva, richiesta da almeno trent'anni, è ancora fumosa. Certo, c'è problema di soldi ma c'è un meccanismo un po' farraginoso che ci confonde le idee. Ci sono milioni per riqualificare le borgate (ammessi ai finanziamenti europei progetti per Perrero, Salza e Massello), ma ci mancano i fondi per garantire nel tempo il raggiungimento delle stesse borgate che si vorrebbero, a ragione, riqualificare.
Ci sono contrasti stridenti per questi interventi nelle zone montane. Valli da valorizzare, ma prima occorrerebbe metterle al sicuro.
Perfino la Val Chisone, poco sopra Fenestrelle, non è in sicurezza. Da un anno delimitazioni sulla strada indicano possibili pericoli di crollo della strada n. 23. Non c'è segno tangibile di interventi risolutori. Se la strada dovesse ancora franare per un metro occorrerebbe chiuderla al traffico. Bel risultato!
E se puntiamo lo sguardo verso Pragelato assistiamo al momentaneo abbandono delle piste del salto dal trampolino che costituirono, nel 2006, un fiore all'occhiello delle Olimpiadi invernali. Onestà vuole che si dica chiaramente se occorrerà smantellare l'impianto o dargli un futuro certo. Oggi c'è la più totale incertezza anche se i 40 milioni di fondi risparmiati durante la costruzione degli impianti olimpici sono stati sbloccati una settimana fa. Ma diciamo anche francamente che in pochi anni i 20 milioni che erano stati già stanziati si sono volatilizzati e per i 40 milioni richiesti non c'è stata, finora, una risposta chiara ad un quesito molto semplice: 40 milioni per farne cosa, in base a quali progetti?
È la stessa domanda che si sono posti gli onorevoli Merlo ed Esposito appena hanno avuto conferma dello sblocco dei 40 milioni: «Adesso è necessario ripartire per elaborare un Piano capace di rilanciare i siti olimpici che sono decisivi per la promozione turistica».
Promozione turistica ma anche un cambio di mentalità nei Comuni montani, per favorire ogni piccola impresa che intende svilupparsi in valle, non puntando solo al mattone che è stato il filo conduttore, per molti anni, a Sestriere e Pragelato. Perché «è importante - scrivono Erica e Marzia di "Io mangio gofri" - che i giovani non se ne vadano ed occorre smetterla di essere egoisti e pensare solamente al proprio piccolo e sguarnito orticello».


Pier Giovanni Trossero- eco del chisone

 

 


 

debiti comunità montane e varie  pdf eco del chisone 10 dic 2010  (acrobat9)

 

1 dicembre 2010

Una delegazione di sindacalisti dei lavoratori delle Comunità Montane del Piemonte è stata ricevuta il1 dicembre  in Consiglio Regionale. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori scesi a Torino -più di cento in manifestazione (il 20% dei 500 in forza nel Piemonte) sono fortemente preoccupati per l'incertezza che permane sul futuro delle comunità montane. L’assessore ha detto che in commissione sono previsti solo 13 milioni di euro contro i 24 necessari per garantire i servizi erogati attualmente e salvaguardare i posti di lavoro.  Bastano praticamente fino a giugno del 2011 per l’ordinaria amministrazione. Ricordo che il percorso a ostacoli inizia quando il governo decide la riduzione delle C.Montane. La Regione piemonte nel 2008 decide l’accorpamento delle comunità montane. Dopo poco più di un anno lo Stato ha eliminato, con la Legge Finanziaria del 2010,  il concorso finanziario dello Stato al funzionamento delle Comunità Montane (riduzione di 33,4 milioni di euro per il 2008, di 66,8 milioni di euro per il 2009 e dell’intero 100% a decorrere dall’anno 2010). lI codice delle autonomie, recentemente approvato dal Parlamento, non prevede le Comunità montane tra gli Enti Locali. La legge demanda alle Regioni la scelta se mantenere o meno in vita questi Enti. Lo stato di incertezza in cui versano le Comunità montane fa temere per il futuro dei servizi attualmente garantiti ma anche per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Nei giuorni scorsi ci sono state riunioni di sindaci da un lato e di lavoratori dall’altro, ma alla manifestazione di Torino gli amministratori delle valli non sono scesi.

 

 

Accolto il ricorso di Cota

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del governatore del Piemonte, Roberto Cota. Si ferma dunque il riconteggio dei voti alle regionali chiesto dalla candidata del centrosinistra, Mercedes Bresso. E' quanto si apprende oggi (19 ottobre) da fonti di agenzia. Si legge nella sentenza: il Consiglio "considerato che all'esito della decisione in camera di consiglio è emersa la fondatezza dell'appello" di Cota e "l'infondatezza degli appelli incidentali proposti da Mercedes Bresso e dagli altri liti consorti, ha accolto l'istanza cautelare e per l'effetto ha sospeso integralmente l'efficacia della sentenza impugnata".

 

 

c.montane:180

Il prosciugamento totale delle risorse, scese dall' ultima Finanziaria di Prodi all' ultima di Tremonti da 180 milioni di euro a 0: zero. Le Regioni pensano che quelle rimaste siano indispensabili? Paghino loro. Con che soldi? Si arrangino: il Fondo nazionale per la montagna (dato alle singole regioni) è pari per il 2010 a 36 milioni di euro: un settimo del buco annuale della Tirrenia. Nonostante la montagna italiana produca il 16,7% del Pil nazionale (203 miliardi) e ospiti un quinto della popolazione. Vogliamo dirlo? La verità è che la montagna e i montanari, le loro asprezze, i loro silenzi, i loro boschi, i loro valori, sono fuori moda. Sempre più estranei a una società caciarona, edonista, teledipendente, discotecara, grandefratellesca.  (vedi articolo)