Il presidente della Ciov: "Preoccupazioni
ingiustificate"
Nubi sull'ospedale di Pomaretto
In molti (anche tra i medici e gli infermieri) lamentano una
condizione di incertezza - Giancarlo Griot: "Stiamo
lavorando ad una programmazione complessiva: la situazione è in
evoluzione"- leco del chisone 28/03/02
POMARETTO - Nacque nel 1828 con 9 posti letto,
con l'aiuto finanziario di varie chiese protestanti europee per
rispondere alle esigenze sanitarie delle valli. Nel '69 venne
classificato come ospedale di zona e successivamente, dopo
ampliamenti e ristrutturazioni, è stato inserito nella
programmazione sanitaria regionale.
Insieme a quelli di Torre Pellice e Torino, l'Ospedale valdese di
Pomaretto (75 posti letto e 135 persone in organico) è
amministrato dalla Ciov, presieduta da Giancarlo Griot. Svolge
attività ambulatoriale specialistica e di degenza, soprattutto a
favore dei valligiani, che hanno priorità di prenotazione se la
richiesta di visite ed esami supera i posti disponibili. E che
oggi sono i più preoccupati per il futuro di una struttura molto
amata sia per l'efficienza e la professionalità dei servizi
erogati sia per il suo indubbio radicamento sul territorio.
Un futuro che si prospetta quantomeno incerto, per non dire pieno
di nubi. Ridurre le spese di gestione: è il must del Piano
sanitario nazionale e del ministro Sirchia. Per ottemperare alle
disposizioni regionali, anche la direzione generale della Ciov
sta gradualmente ristrutturando i suoi presidi: Pomaretto ha già
perso il reparto di cardiologia (si provvede con un cardiologo
due volte a settimana), la mensa è stata chiusa (i pasti
arrivano da Torre Pellice), sono diminuite le prestazioni
sanitarie, alcuni medici e infermieri (che tra l'altro hanno già
tenuto varie assemblee per capire quali prospettive ci siano per
l'ospedale e quale sia il piano aziendale) se ne sono andati o
cercano di farlo, mentre si è in attesa che venga nominato il
nuovo primario in sostituzione del dott. Flavio Maina (sei sono
gli aspiranti e la scelta dovrebbe essere questione di giorni).
Come se non bastasse, circolano voci, insistenti e affatto
rassicuranti, di chiusura della Riabilitazione (10 posti,
utilizzati al 60-70% dai valligiani) e del suo trasferimento a
Torre, forse per potenziare il reparto destinato ai grandi obesi
(che conta oggi una decina di posti) ed avviarsi verso una
specializzazione "di nicchia", auspicata dai vertici
regionali ma non certo dalle forze locali.
Questa la vox populi. Quella di chi sosta nei corridoi
dell'ospedale e dice rassegnato "finché dura".
Una sensazione di sbaraccamento, che nessuno si augura passi in
silenzio ma che Giancarlo Griot smentisce categoricamente: "Preoccupazioni
ingiustificate", ribatte.
Un controcanto ai pessimisti di cui non possiamo che rallegrarci.
Poi spiega: "La Cardiologia era stata chiusa perché non
era sostenibile in una struttura priva di macchinari necessari
all'emergenza". E continua: "Stiamo rivedendo
l'attività complessiva sia di Torre che di Pomaretto per
mantenere in piedi entrambi gli ospedali. Stiamo lottando per
questo". Perché, ammette Griot, "i nuovi Lea
(Livelli essenziali di assistenza) ci hanno massacrato. I recenti
parametri prevedono che tutta una serie di servizi di Medicina e
Riabilitazione non siano più retribuiti dalla Regione".
E le preoccupazioni si riaffacciano.
"È una situazione in grande evoluzione, tutto può
succedere ma, almeno per ora, il reparto Grandi obesi non verrà
ampliato e la Riabilitazione a Pomaretto resta - assicura il
presidente della Ciov -: è uno dei settori principali su cui
puntiamo". Un futuro "fluido", insomma, tutto
da giocare. Griot però ribadisce: "A Pomaretto sono
previste nuove attività, come l'Hospice, che inizierà
quest'anno". Senza dimenticare che in ballo c'è sempre
l'Ospedale "di distretto" (un vero e proprio presidio
sanitario sul territorio, previsto dalla legge per le zone
montane): "È un'ipotesi su cui stiamo lavorando. Tra un
paio di mesi avremo finito la programmazione e ne sapremo di
più. Vedremo anche quali posizioni la Regione intenderà
assumere".
Riccardo Lussana
Lucia Sorbino