Ennesima sciagura nella provincia di Shanxi: una fuga di gas ha
devastato l'impianto estrattivo di Ruizhiyuan
E' polemica: "non rispettate le norme di sicurezza". E si
sarebbe cercato di nascondere la tragedia
Cina, esplosione in miniera
sono almeno 105 i morti
PECHINO - Sono almeno 105 i morti provocati dall'ennesima sciagura
mineraria in Cina, dove un'esplosione dovuta a una fuga di gas grisù ieri
ha devastato le gallerie dell'impianto estrattivo di Ruizhiyuan, nella
provincia nord-occidentale dello Shanxi: lo ha reso noto l'agenzia di
stampa 'Xinhua', secondo cui le operazioni di soccorso proseguono, ma sono
ormai ridotte praticamente a zero le speranze di ritrovare in vita
ulteriori superstiti, oltre ai quindici tratti in salvo o che sono
riusciti a raggiungere per proprio conto la superficie; ancora incerto il
totale dei minatori dispersi.
Monta nel frattempo la rabbia della popolazione locale perché, stando
agli stessi mass media ufficiali, gli amministratori della miniera non
avrebbero rispettato le norme di sicurezza, autorizzando i lavori di scavo
anche in un settore per il quale non erano muniti di regolare licenza:
proprio per tale ragione, avrebbero ritardato l'allarme per almeno cinque
ore, cercando di nascondere l'avvenuta tragedia.
Nello Shanxi c'è la maggiore concentrazione di miniere di carbone cinesi,
tra le più pericolose al mondo: lo scorso anno 4.700 minatori sono morti
in incidenti sul lavoro, in base ai dati ufficiali, mentre, secondo cifre
ufficiose, il numero delle vittime sarebbe addirittura di ventimila l'anno
come minimo.
(
7 dicembre 2007
) repubblica

Un minatore cinese appena uscito da un pozzo
di carbone a Changzhi, nella provincia dello Shanxi. Secondo i dati
ufficiali, i morti nelle miniere cinesi di carbone nei primi mesi
dell'anno sono stati 3.069, con un calo del 19% rispetto allo stesso
periodo del 2006
Perchè in Cina usano il carbone invece
che la biomassa secca o il Motore di Schietti?
Si tratta di un complotto globale, l'obiettivo è di eliminare i migliori
giovani cinesi di etnie minori, tenerli lontano dalle donne per impedirgli
di riprodursi, farli ammalare e farli andare a prostitute per farli
indebitare e portare al guinzaglio dentro nelle miniere di carbone a
morire.
Abbiamo lanciato nel 2006 durante le Olimpiadi infernali di Torino il
boicottaggio delle Olimpiadi Cinesi in solidarietà con i minatori. Ecco
uno dei testi dei volantini che stiamo distribuendo in tutto il mondo.
IN SOLIDARIETA' CON I MINATORI CINESI,
BIOMASSA SECCA PER TUTTI!
5000 MINATORI CINESI MUOIONO OGNI ANNO NELLE MINIERE DI CARBONE
5000 ESCLUSI DI ETNIE MINORI SELEZIONATI RAZZIALMENTE CONDANNATI A MORTE
5000 ESECUZIONI DI MINATORI CINESI ALL'ANNO
Boicottaggio Olimpiadi di Pechino 2008 -
Contro la Pena di Morte in Cina
[Comunicato di lancio per la campagna di boicottaggio delle Olimpiadi di
Pechino 2008 contro la Pena di Morte in Cina]
Ogni anno in Cina vengono eseguite centinaia forse migliaia di condanne a
morte.
Ma il business delle Olimpiadi non conosce ragioni di carattere etico.
Avete mai visto premiare gli ultimi?
In piena sintonia con lo spirito olimpico, in Cina vincono solo i primi
tre, gli altri vengono man mano eliminati anche fisicamente e puniti con
l’oblio.(...)
http://100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com/2007/11/solidarieta-con-i-minatori-cinesi.html
25/02/2005 12:51 http://www.asianews.it/
CINA
L'inesorabile carneficina dei minatori
cinesi (Scheda)
La crescita della domanda di carbone in Cina è inesorabile come pure
la perdita di vita umane ad essa legata. In soli due giorni tra il 14 e il
15 febbario sono morti 220 minatori in due incidenti nelle province
di Yunnan e Liaoning. Secondo stime dell'Amministrazione di Stato per
la sicurezza sul lavoro, la Cina conta l'80% delle morti in miniera nel
mondo, sebbene copra solo il 35% della produzione di carbone mondiale.
Perché lo sviluppo economico cinese continua a uccidere i minatori? E
perché questi non possono fare a meno di scendere sotto terra?
1) Crescita economica e domanda energetica. La domanda
di carbone in Cina è sempre più in crescita. Il carbone fornisce il 61%
del fabbisogno energetico della Cina, non sufficiente però a soddisfare
la sete energetica del paese. A fronte di un tasso di crescita del PIL di
poco più del 9% il consumo di energia negli ultimi due anni è aumentato
di circa il 16% e nei primi sei mesi del 2004 le importazioni petrolifere
sono aumentate quasi del 40%. Per riuscire a diversificare
significativamente le fonti di energia, servirebbero forti investimenti,
che il sistema finanziario cinese non può permettersi. La Cina produce
circa 1,7 miliardi di tonnellate di carbone all'anno. Gli economisti
prevedono che la produzione crescerà del 15% per venire incontro alla
domanda. La mancanza di fonti di energia in tutto il paese induce i
proprietari delle miniere ad incrementare la produzione, aumentando così
il rischio di incidenti.
2) Mancanza di norme di sicurezza. L'inosservanza
delle norme di sicurezza e la mancanza di sistemi di ventilazione, sono le
cause più comuni di incendi ed esplosioni. Garantire la sicurezza è
responsabilità del governo centrale e degli amministratori locali. La
Cina non ha firmato la Convenzione internazionale sulla sicurezza nelle
miniere stilata dall'International Labour Organization nel 1995.
Pechino, inoltre, non fa nulla per applicare le insufficienti
regolamentazioni già in vigore e controllarne la capillare attuazione. Al
contrario, la domanda energetica crescente ha spinto le autorità a
chiedere rifornimenti d'emergenza; molte delle piccole miniere più
inefficienti e pericolose, chiuse dal governo già nel 2000, sono state
riaperte senza essere in regola.
A livello locale, la maggior parte degli amministratori delle miniere
spesso copre gli incidenti per evitare le indagini e l'eventuale chiusura
dell'attività. Essi preferiscono investire nel corrompere le autorità
piuttosto che nell'ammodernamento delle strutture e nell'equipaggiamento
per la sicurezza. Nello Shanxi, dove a novembre sono morti 166 minatori, i
dirigenti della miniera avevano ordinato ai lavoratori di tornare
sottoterra nonostante i continui incendi minacciando licenziamenti.
Il rispetto delle norme di sicurezza non può neppure essere assicurato
dai sindacati, vietati in Cina. L'informazione interna sulle condizioni
dei minatori, inoltre, è manipolata dal governo. Ai giornalisti spesso
viene impedito di recarsi sui luoghi degli incidenti o intervistare i
familiari delle vittime.
3) Macchinari inadeguati. Le miniere in Cina si basano
in gran parte sul lavoro manuale. Le ultime statistiche industriali
mostrano che ogni milione di tonnellate di carbone estratto muoiono 4
minatori. Secondo l'agenzia cinese Xinhua, la percentuale è 100
volte superiore a quella registrata negli Usa. Un lavorate cinese però
produce in media solo una tonnellata di carbone al giorno, mentre uno
americano 40 tonnellate, grazie all'utilizzo di macchinari. In incidenti
avvenuti in miniera dal 1992 al 2002 negli Usa sono morti 434 lavoratori, in
Cina 59.543.
4) Condizioni dei minatori. Per molti il lavoro in
miniera è l'unica possibilità di vita. La maggior parte dei minatori
sono immigrati, semi analfabeti provenienti dai villaggi più poveri. Essi
sono coscienti dei rischi che comporta, ma il lavoro in miniera offre un
salario più alto di quello dei campi. Nelle miniere di Fuxin (Liaoning),
dove il 14 febbraio sono morte 213 persone, un operaio guadagna in un mese
circa 1.500 yuan (150 Euro). Per ottenere la stessa cifra un
contadino impiega sei mesi. Gli orari di lavoro sono massacranti e
nella maggior parte dei casi non vengono concesse ferie. Un minatore di
Fuxin rimasto ferito nell'incidente ha detto di aver lavorato
ininterrottamente per un anno intero perché "nel paese c'è una
grande domanda di carbone".
|