None, assemblee davanti alle due fabbriche in fallimento
Economia: Emar e Cgs non riaprono i cancelli
66 dipendenti senza lavoro - Il sindaco: «Anticipiamo la cassa integrazione»


NONE - Due fabbriche di None, la Emar e la Cgs, lunedì 28 non hanno riaperto i cancelli. Entrambe lavoravano nel settore della componentistica elettronica, entrambe sono sulla strada del fallimento. Lunedì i lavoratori hanno tenuto due assemblee davanti ai cancelli chiusi. Il futuro è più che mai incerto.

Emar. Produceva schede elettroniche per auto e per antifurti. I 16 dipendenti il 17 agosto avevano ricevuto a casa una raccomandata nella quale si comunicava che dal giorno 11 erano in cassa integrazione. Si sono riuniti davanti alla fabbrica in via Monviso 7. «La crisi era nell'aria da alcuni mesi - dice un'operaia - non ci pagavano regolarmente. Tra l'altro dobbiamo ancora percepire circa 1.500 euro a testa risalenti al 2002. E poi la liquidazione». La Emar appartiene alla nonese Rita Ciliberti. È probabile che i libri contabili siano già stati portati in Tribunale a Pinerolo per le procedure di fallimento. È scontata la cassa integrazione per un anno fino ad agosto del 2007.

Aggiunge un altro dipendente che presidia l'ingresso: «Da lunedì 4 settembre inizieremo altre forme di lotta per salvaguardare i nostri diritti». Dice il sindaco di None Maria Luisa Simeone presente all'assemblea: «Il lavoro è un problema sempre più serio. Alla Emar lavoravano prevalentemente donne, 14 su 16 addetti. Chi ha più di 50 anni andrà in mobilità per due anni. Il Comune di None anticiperà la cassa integrazione perché abbiamo adottato una delibera come ha fatto la Città di Torino. Poi il curatore fallimentare ci rimborserà».

Cgs Elettronica Srl. È la seconda fabbrica del settore che non ha riaperto i battenti dopo le ferie. Lavorava prevalentemente per la Urmet e la Italame; contava 50 dipendenti, aveva un piccolo capitale sociale di 10.920 euro, la sede legale è in via Gorizia a Beinasco, lo stabilimento in via Sestriere 90 a None. Lunedì mattina s'è svolta in strada un'assemblea dei dipendenti con Enrico Tron del sindacato Cisl di Pinerolo. Il 22 agosto scorso, ai lavoratori era giunta una raccomandata nella quale si avvertiva che le ferie erano prolungate. Dice Enrico Tron: «Il 24 agosto la Cgs ha tenuto un'assemblea ordinaria dei soci e dopo un'ora nello studio del notaio Bertani di Torino s'è svolta un'assemblea straordinaria nel corso della quale s'è deciso di liquidare la società. Quando i debiti superano l'ammontare del bilancio annuale o si ripianano o si portano i documenti in Tribunale».

La Cgs deve ancora pagare ai lavoratori alcune mensilità arretrate e la liquidazione. Aggiunge Tron: «La proprietà non s'è fatta vedere né sentire. Nei prossimi giorni chiederemo chiarimenti perché la situazione appare oggi abbastanza confusa e complicata. Ci interessa capire anche quali sono le vere intenzioni dei dirigenti».



Ezio Marchisio