comitato per la salvaguardia del Chisone e dei suoi affluenti- 2002

vedi anche altro materiale Centrali

NUOVE CENTRALI

IN VAL GERMANASCA

E VAL CHISONE

 

A COSA SERVE

<<QUESTO >>

IDROELETTRICO

LA SITUAZIONE DEL CHISONE

LA SITUAZIONE DEL GERMANASCA

CENTRALE ENEL DI PERRERO

IMPATTO AMBIENTALE CENTRALE ENEL

SITUAZIONE STORICA

CONSIDERAZIONI

CHE FARE

 

INTRODUZIONE

Per effetto della politica energetica internazionale, si scopre oggi un rinnovato interesse di piccole e grandi imprese private verso la risorsa ACQUA.

Forse non è un caso che ciò avvenga in un’epoca in cui sempre più emerge la problematica della scarsità idrica, ponendo per il futuro una prospettiva in cui detenere la gestione di tale risorsa offrirà notevoli vantaggi economici. Ma attualmente, in Italia, a giustificazione di un apporto energetico da produzione alternativa ai sistemi che determinano effetti e scorie nocive, si fa ricorso ad un ipersfruttamento di corsi d’acqua e si ripropone (dopo vent’anni di pressoché completa fruizione dell’intero potenziale) la costruzione di nuovi impianti idroelettrici.

Compaiono un po’ ovunque, specie nell’arco alpino, progetti e richieste di concessioni per la realizzazione di centrali idrolettriche, con lo sfruttamento di numerosi tratti di torrente e piccoli corsi d’acqua.

Anche nelle nostre valli non ne siamo esenti, anzi!

Solo nella Val Germanasca 4 progetti e la costruzione di una grossa centrale Enel a Perrero, attendono il via per la realizzazione.

A fianco di questo accanimento, paradossalmente, prosegue la costruzione di centrali termoelettriche ad elevata produzione energetica e non trova pari interessamento la seria sperimentazione e la proposta di produzioni di energia pulita da fonti innovative, come il fotovoltaico.

In realtà si rischia invece di instaurare una privatizzazione che sarà in futuro difficile far retrocedere. ( Le concessioni durano trenta anni).

Riteniamo che le istituzioni politiche debbano porre attenzione alle peculiarità dei corsi d’acqua, specie in luoghi come le nostre valli, dove essi hanno funzioni paesaggistiche, sociali, ambientali.

Ciò pone la responsabilità di proporre scelte politiche a difesa delle risorse primarie e di pubblico dominio, incentivando da un lato la capacità gestionale del proprio territorio e dall’altro la ricerca di fonti e metodi per produrre energia, sempre più efficienti, ma compatibili con l’ambiente.

In Val Chisone , in Val Germanasca e nel Pinerolese, è sorto un

" Comitato per la salvaguardia del Chisone e dei suoi affluenti", che ha approfondito in questi ultimi due anni tale argomento.

Il presente dossier intende proporre alcune considerazioni che il Comitato ha avuto già modo di portare all’attenzione di vari enti e di presentare in assemblee pubbliche, svolgendo un’operazione di informazione sicuramente utile a chi vuole vivere con attenzione nella propria valle.

LA SITUAZIONE DEL CHISONE

Il torrente Chisone è, attualmente, sfruttato per scopi idroelettrici a tratti alterni a partire da Pourrieres fino a Porte. A Pourrieres c’è il primo invaso artificiale che alimenta la centrale ENERGIE 1 di Fenestrelle ( ex SKF), e a Porte c’è l’ultima centrale (ENEL 2), che verrà annullata dalla nuova centrale a progetto IDROVAL 4.

Il progetto originario IDROVAL ( società di scopo composta da ENERGIE ed IDROPADANA), prevede la costruzione di 5 nuove centrali, delle quali, la IDROVAL 2 sostituisce l’ENEL 1 ("LOMBROSO" di Villaretto.

Questi nuovi impianti vengono inseriti nei tratti liberi del torrente, in modo tale che a fine progetto originario il Chisone sarebbe intubato ininterrottamente da Pragelato a Porte.

Una delle contropartite è la promessa di installazione del collettore fognario di valle, che a tratti potrebbe essere affiancato ai tubi della centrale e che impedirebbe in parte al rigagnolo di acqua residuo di diventare una fogna a cielo aperto.

Ultimamente è stato presentato un nuovo progetto che prevede l’eliminazione delle due centrali di testa: IDROVAL 1 e IDROPADANA 2, e l’allungamento dell’ultima la IDROVAL 4 fino al centro dell’abitato di Porte.

Inoltre il collettore è previsto quasi completamente sganciato dalle centrali.

Per completare il quadro dobbiamo segnalare che a S.Germano-Pramollo, sul Rio Risagliardo, sono stati presentati progetti per tre nuove centrali. Esiste pure uno studio preliminare per un’altra centralina da installare nel tratto da Sestriere Borgata fino al bivio Val Troncea. Quest’ultima prevede l’affiancamento del tubo per la fogna.

Facciamo notare una curiosità: la realizzazione del collegamento di Sestriere Borgata al collettore di valle (progettato ora fino a Pragelato) in un "masterplan" della C.Montana è prevista nel periodo 2016-2020 ossia 10-14 anni dopo l’evento Olimpico (2006)

Ultimo aspetto: nel vallone di Bourcet (Roure) è stato autorizzato il potenziamento dell’attuale centrale TOYE. Esso consiste nella sostituzione dell’attuale condotta di 350 millimetri di diametro lunga 1500 metri con un’altra di 500 millimetri di diametro lunga 740 metri, con un impatto ambientale devastante per il Vallone, uno degli ultimi ancora intatti e con danni irreversibili al Rio omonimo.

 

LA SITUAZIONE DEL GERMANASCA

Le centrali esistenti e quelle a progetto

Esistono attualmente cinque Centrali idroelettriche che utilizzano l’acqua della Valle Germanasca, che sono : Bou du Col, Ribbe, Chiotti superiori, Chiotti inferiori, Pomaretto. L’acqua deviata per la loro utilizzazione priva l’alveo della sua portata normale per una lunghezza di circa 9 km. Nei periodi di magra si assiste frequentemente ad una riduzione quasi totale del deflusso, con conseguenze che colpiscono : a) la vita biologica ed ittica dei vari corsi d’acqua; b) la capacità di autodepurazione di tutto il torrente.

In progetto c’è la costruzione di altre 5 centrali: 2 a Salza, 2 a Prali, oltre alla megacentrale dell’ENEL di fronte ai Trossieri. Quest’ultima porterebbe al parziale annullamento della CIO di Ribbe, recentemente riattivata e ad un ridimensionamento della CIO di Chiotti superiori, con lo sfruttamento di altri 15 km di torrente. In questo modo il totale di Germanasca sfruttato ammonterebbe a 24 km, una lunghezza che supera quella della Valle Germanasca, poiché in certi tratti di Massello e Perrero, si privano dell’acqua contemporaneamente due o più rii.

E’ risaputo che l’impatto negativo si aggrava quando le centrali sono a cascata ma di seguito l’una all’altra con un effetto di amplificazione delle conseguenze sull’ambiente.

CENTRALE ENEL DI PERRERO

Vogliamo soffermarci in modo particolare sulla centrale Enel di Perrero perché se tutte le centrali hanno un impatto negativo questa avrà effetti devastanti ed irreversibili.

Con le sue tre prese può prelevare 10.000 litri/secondo e rilasciare 435 litri/secondo. Preleva ad una altezza di 1.100 metri e rilascia a 730 metri, facendo diventare una fogna a cielo aperto il Germanasca ed il Rio della Balma (Faetto).

Visto il lungo iter burocratico si pensava che fosse tramontata, invece le notizie in nostro possesso affermano che la concessione potrebbe essere emanata in tempi brevi. E’ ovvio che il territorio più danneggiato è quello del Comune di Perrero.

E’ urgente una presa di posizione di questa Amministrazione per bloccare questo progetto e discuterlo in un contesto più ampio.

IMPATTO AMBIENTALE CENTRALE ENEL

L’eventuale costruzione della progettata centrale Enel di Perrero, all’inverso dei Trossieri, avrà sicuramente alcune conseguenze facilmente prevedibili.

Queste sono:

 

a. lo scavo della galleria ( del diametro di 3,5 metri per una lunghezza di 8.400 metri) dalla confluenza dei rii di Massello e Salza fino alla zona del Linsardo produrrà una massa di materiale ( uno scavato di circa 100.000 metri cubi) che dovrà essere movimentato scendendo lungo la bassa valle di Faetto, con conseguenze disastrose per la strada che era stata costruita magistralmente quando il traffico era molto meno pesante e non è in grado di sopportare l’utilizzazione necessaria per la costruzione dell’impianto.

b. la borgata di Pian Faetto in particolare in caso di perdite lungo la tubazione corre altri seri rischi. Lo stesso rischio corrono naturalmente le altre zone che si trovano sotto la galleria, non escluso il centro di Perrero anche se in misura un po’ minore.

c. prelievo dell’acqua ipotizzato, sia pure con il rilascio del deflusso minimo vitale, comprometterà la vita dei pesci, ma anche la depurazione spontanea dell’inquinamento prodotto, in particolare nel centro di Perrero. Infatti la verifica del deflusso minimo vitale è prevista subito dopo la captazione e non subito prima della reimissione dell’acqua nel suo letto naturale. Questo significa che è possibile il prosciugamento anche totale di tratti considerevoli del torrente, trasformato in fogna a cielo aperto, con grave pregiudizio anche delle poche attività legate al turismo, all’agricoltura e al godimento globale dell’ambiente in Val Germanasca.

SITUAZIONE STORICA

Vorremmo ancora fare notare un particolare che è comune a tutte le situazioni di nuovi impianti, ma per la V.Germanasca è ancora più evidente.

Storicamente la possibilità di avere a disposizione energia elettrica era una condizione per la nascita delle industrie nelle vicinanze. Infatti la valle per anni ha beneficiato di questa condizione. Va notato che quando la zona era fiorente le centrali usavano l’acqua del Germanasca fino a Perrero con "le Ribbe"a quota 800 metri.

Ora che in valle non ci sono più posti di lavoro: la TALCO è quasi scomparsa e il setificio di Perosa ha praticamento chiuso, si propongono centrali, prelievi e sfruttamento del Germanasca fino ai 1450 metri di Salza e ai 1370 metri di Prali Villa. Tutto questo con gravi ripercussioni di carattere ambientale, scarsa ricaduta economica per i comuni interessati e quasi inesistente ricaduta occupazionale, tolta la fase di cantiere. Gli unici a trarre profitto risulterebbero i "Padroni delle centrali".

 

CONSIDERAZIONI

 

Proponiamo ora alcune valutazioni, cercando di rispondere ad alcuni quesiti.

Abbiamo detto no al "Nucleare"; le richieste di "Energia" aumentano progressivamente; l’Energia Idroelettrica è pulita: perché siete contrari a queste nuove Centrali Idroelettriche?

Queste sono le nostre risposte.

E’ vero che l’Energia Idroelettrica è pulita, perché durante la produzione non si emettono inquinanti, come invece succede per le centrali Termo-Elettriche; però ogni centrale priva il torrente, nel tratto dalla "PRESA" alla "TURBINA" di una grande quantità d’acqua. In esso scorre solo più il DEFLUSSO MINIMO VITALE (D.M.V.), che è la quantità d’acqua rilasciata alla presa, prevista e obbligatoria, secondo le attuali leggi.

Inoltre dagli schemi della V.Germanasca si può notare che, attualmente, partendo da Perosa , il torrente è già sfruttato fino a Perrero; con i nuovi progetti verrebbero ad essere prosciugati : il rio della Balma (Faetto) fino a sopra i Linsardo (m.1080), il Germanasca di Salza fino in località Pontelto (1450m.) e il Germanasca di Prali fino a Prali Villa.

In tutti questi tratti per un periodo di 9-10 mesi all’anno, scorrerebbe solo più il D.M.V..

Esempio la centrale Enel-Perrero può prelevare 10.000 litri/secondo ed ha l’obbligo di rilasciarne 435 litri/secondo (complessivi delle tre prese). Secondo noi asportare dagli alvei una così grande quantità d’acqua, ininterrottamente per 9-10 mesi, per tratti così lunghi, provocherà dei danni irreversibili e trasformerà i nostri torrenti in "fogne a cielo aperto". Perché? Perché i corsi d’acqua così ridotti perdono completamente la loro capacità di "Autodepurazione". Capacità che fino ad ora aveva permesso loro di campare dignitosamente anche in carenza di impianti di Depurazione adeguati.

Inviteremo i turisti a vedere le nostre "nuove bellezze naturali"?

Un’altra curiosità: nel famoso "Master Plan" già citato il Collettore Perrero-Pomaretto è previsto nel 2011-2015. Però a noi risulta che le centrali, specialmente la più "Devastante" che è l’ENEL-PERRERO potrebbe essere autorizzata in tempi brevissimi (maggio 2002). Prima facciamo le centrali, il Germanasca diventa una fogna e 10 anni dopo forse facciamo il Collettore.

E’ ovvio il problema che si viene a creare per la fauna ittica e per i pescatori. La pesca non è il problema più importante ma essa è legata alla salute del torrente. Un torrente pescoso vuol dire che non è inquinato ed il ciclo biologico dell’acqua che contiene è equilibrato.

"Però se ci impegnamo, prima o poi riusciremo a distruggere quello che rimane di integro e tutto per una manciata di Kwh e di soldi!"

Tutto questo disastro per cosa.

Tre dati di confronto:

primo- tutte le centrali idroelettriche "ESISTENTI" ed a "PROGETTO" in V.Chisone e V.Germanasca darebbero 45 Megawatt di potenza media applicata;

secondo- La centrale termo elettrica Cumiana-Piossasco è previsto avrà una potenza di 800 Megawatt. Inoltre sono previste nella Provincia di Torino nuove installazioni Termo Elettriche pari a 3500 Megawatt.

Terzo- come si può vedere dallo schema, circa la situazione nazionale dell’Idroelettrico, questa fonte non può risolvere il problema energetico e neanche attenuarlo. E’ ormai in fase di saturazione e ulteriori installazioni, come si è visto, portano più danni che vantaggi.

Ma allora perché tutto questo accanimento a saturare i corsi d’acqua?

Per i seguenti motivi: dopo Kioto, una politica non corretta nell’incentivare le fonti rinnovabili, ha reso gli investimenti in questo settore "molto redditizi".

L’altro aspetto, fondamentale, è quanto prevedeva il decreto Bersani,

(liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica) ove dice che per immettere in rete "Energia Sporca" occorre immettere il 2% di Energia Pulita. Conseguenza: visto che l’Energia pulita, per soddisfare questa esigenza, si può solo recuperare dall’idroelettrico residuo, raschiamo il barile e saturiamo i torrenti senza farsi grossi scrupoli per i danni IRREVERSIBILI che stiamo provocando.

Si sta attuando il paradosso che questo idroelettrico, invece di contribuire alla mitigazione degli impatti ambientali, serve a giustificare il termoelettrico, che applicato nelle quantità previste produrrà effetti inquinanti veramente preoccupanti.

CHE FARE

Visto che la C.Montana e i Sindaci dei comuni interessati dalle nuove centrali partecipano formalmente, nella fase di Valutazione di impatto Ambientale, ed i loro pareri sono tenuti in grande considerazione dai funzionari, con il sostegno della popolazione devono esprimere "pareri negativi" e le motivazioni valide non mancano.

Si devo elaborare dei piani di risparmio energetico secondo le esigenze dei vari territori.

Occorre divulgare l’applicazione di sistemi come il "solare termico" ed il "fotovoltaico" tra l’altro già previsti nei piani di "sostegno" ma non conosciuti.

Tutto questo in attesa che la Regione Piemonte emani il Piano Energetico Regionale e "il Piano regolatore dei torrenti", tutti e due previsti ma non ancora redatti.

Ci dà l’impressione che prima vogliano fare i Palazzi e dopo "il Piano regolatore".

Per questo è indispensabile la MORATORIA (sospensiva) di tutte le autorizzazioni circa le nuove richieste di installazione.