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- "Nella comunità di base esiste un "gruppo giovani"
formato da una quindicina di adolescenti più o meno in crisi nel loro
rapporto con "l'Eterno". E tra le attività di questo gruppo
vi è la periodica pubblicazione di un "giornale" che si
chiama Nemo. Il nome (che in latino significa "nessuno") è
stato scelto da loro per la simpatia che nutrono verso
"Nemo" alias Carlo Polliotti, un partigiano che vive vicino
a Pinerolo, commissario politico nelle brigate "Garibaldi",
che aveva questo nome di battaglia. Dopo la liberazione lavorò nel
sindacato nella nostra zona, poi a Roma, poi a livello internazionale
a Praga. Lama, al suo ritorno in Italia, gli offrì un posto di alta
dirigenza ma lui volle lavorare vicino agli operai e fu mandato in
valle d'Aosta, a fianco dei minatori della Cogne. Nemo non volle mai
arricchirsi anche se ne ebbe le possibilità. Condusse sempre una vita
sobria mettendo davanti gli interessi dei lavoratori e dei poveri a
quelli della famiglia. Quando andò in pensione volle la pensione di
operaio, come da sempre era stato il suo stipendio. Continuò il suo
impegno per i valori della resistenza e della democrazia incontrando i
giovani, scrivendo, intervenendo sui giornali locali. A 75 anni imparò
ad usare il computer, internet e curò (in proprio) la pubblicazione e
la diffusione di un foglio di riflessioni sulla libertà, la
giustizia, i valori originari di una democrazia che sembravano
offuscati. Lo abbiamo incontrato diverse volte in questi anni e siamo
sempre stati edificati dalla sua tenacia e dalla sua coerenza, tanto
che ci siamo chiesti da dove venisse quella speranza, quella forza per
impegnarsi.
Nemo è morto la scorsa settimana. Al funerale civile c'erano alcuni
degli ultimi partigiani, vecchi, dai passi un po' incerti. Mi sono
chiesto il senso di tutte quelle lotte, per arrivare a morire in un...
governo di fascisti (per usare un termine del discorso di commiato).
Allora ho pensato alle parole di Gesù: dentro alle vittorie, dentro
alle sconfitte gioisci, piangi, lotta. Ma sappi che fai parte del
sogno di Dio per una società di giustizia e di pace, il tuo nome Lui
lo ha sognato prima che tu nascessi, e ora tocca a te realizzarne un
pezzo.... come ha fatto Nemo."
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2001-Angelo Merletti
nel
2005 sono state donate alla Camera del lavoro dagli eredi
le carte di
lavoro di Carlo Polliotti (Nemo), originario di Pinerolo,
partigiano,
sindacalista e presidente Anpi,
appunti n.21 - pdf : Nemo
'Appunti' è sorto
anni or sono, uscendo finora con scadenza mensile. Scelta non casuale di
un ultrasettantenne parecchio malandato fisicamente, rimasto convinto dei
principi e valori che sono alla base dell'antifascismo storicamente
determinato; memore, protagonista e testimone diretto di oltre sei decenni
di difficili e sofferte lotte per la libertà, la giustizia civile e
sociale nel nostro e in altri Paesi.
Giova ripetere che questa iniziativa è stata assunta
dopo ripetuti e mai giustificati rifiuti da parte delle Pubbliche
Istituzioni - comprese quelle direttamente preposte - di assumere, proprio
mentre dilagava il cosiddetto "revisionismo storico", precise
iniziative per la ricostruzione - nella verità - di una memoria storica
contemporanea sempre tenuta scientemente nascosta o falsata nei suoi
elementi fondamentali e più significativi.
Per superare tale iniquità, riversata sulle successive
generazioni, abbiamo proposto pubblicamente di dare un serio e
responsabile impulso attraverso iniziative specifiche ed, in particolare,
una sostanziale incentivazione economica e pubblicistica (come avviene, da
molti anni, in territori a noi vicini), tendente a favorire lavori di
studi e ricerca storica da parte di giovani locali, ad esempio con tesi di
laurea finalizzate alla ricostruzione di pagine importanti su un passato
meritevole di attenzione, che non dovrebbe essere destinato alla
spazzatura dell'oblio, se non peggio."
Così Nemo Polliotti, ex-partigiano, autodefinisce il
proprio foglio ciclostilato, che da ormai tre anni, fa circolare tra amici
e interessati con una scadenza pressoché mensile. Il suo è ovviamente un
punto di vista parziale sull'argomento, e "Appunti" rimane un
testo frammentario, fatto di considerazioni personali; tuttavia il lavoro
di Nemo ci è apparso straordinario per la ricchezza di spunti di
riflessione, nonché per la documentazione locale sul Pinerolese che
esibisce. Ecco perché ci è sembrato giusto ospitare, sulle pagine di
"Cultura nel Pinerolese" dedicate alla storia, degli estratti di
"Appunti" dedicati alla nostra zona.
La pagina e i suoi link sono in costruzione, e viene
attualmente aggiornata ogni due settimane. Nemo solleva questioni
importanti sulle quali forse anche altre persone vorrebbero intervenire.
Saremo felici di ospitare anche i loro interventi che possono essere
inviati alla Sailing-line di Riva (indirizzo nella Home-page
di "Cultura nel Pinerolese") oppure all'e-mail pinerolo-cultura@sail.it.
Riteniamo assai più costruttivo aprire un dibattito piuttosto che
rimuovere qualsiasi discussione sull'argomento, lasciando che nel
frattempo scompaiano del tutto i testimoni di un momento storico
drammatico, ma nel quale si sono gettate le basi per la costruzione della
democrazia in Italia.
link all'archivio
web di 'Nemo' http://www.pinerolo-cultura.sail.it/Nemo.html
Barbero Alberto
Eco del Chisone N° 27 di Giovedì, 5 luglio 2001
Un nome della Resistenza
È deceduto Nemo Polliotti
Ho appreso la notizia della morte di Nemo nel modo più
imprevedibile. Essendo convocato il "Comitato per la difesa dei
valori della Resistenza e dei principi della Costituzione" di cui
sono presidente e sapendo che Nemo era malato, ho telefonato a casa
sua per aver notizie da comunicare all'inizio dell'incontro. E Nemo
era morto da qualche ora.
Quello di Nemo (questo è il nome di battaglia di Carlo
Polliotti) è stato per lungo tempo un nome che sentivo pronunciare
con rispetto nell'ambito del partito (il Pci) cui mi ero appena
avvicinato. Ho poi conosciuto la persona alla fine degli Anni '70 quando
Nemo è rientrato a Pinerolo dopo l'attività politica e sindacale che
l'aveva portato in varie parti dell'Italia e dell'Europa.
Averlo conosciuto ed aver potuto fruire della sua
esperienza e dei suoi insegnamenti è stata una grande opportunità.
Formatosi nella Resistenza, Nemo ha fatto dei valori e dei
principi della Resistenza stessa la ragione della sua vita sempre
in modo dinamico. Rigoroso, appassionato e legato alle radici sapeva
vedere il nuovo e le prospettive che esso apre a patto che ciò non
rappresentasse un piegarsi superficiale alla moda. E nel dibattito non
dava nulla per scontato fino a sembrare, in alcuni momenti, aspro.
Ma quando approfondivi il discorso ti trovavi non solo
una persona di fondati principi e di forte etica ma anche di grande
cultura e sensibilità: proprio per questo era libero da dogmatismi e
settarismi e fortemente animato da spirito unitario anche quando era più
difficile esserlo.
Negli ultimi anni ha avuto una grande preoccupazione
culturale e politica: che il revisionismo storico cancellasse memoria e
senso della Resistenza con gravi conseguenze politico-istituzionali, molto
vicino in questo alle posizioni di don Giuseppe Dossetti.
Ed ancora una volta non si è fermato alle
parole: è diventato ricercatore, ha messo assieme documenti e
testimonianze, ha imparato ad utilizzare le nuove tecniche di scrittura
e di comunicazione per poter più facilmente diffondere il Suo messaggio,
fedele ad una concezione di politica: ideali, studio, senso di
responsabilità, azione.
Grazie, Nemo.
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