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Carlo Ferrero
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Carlo Ferrero, nato il 18 settembre 1910 in borgata Poumarat nel comune di Perrero (TO). Morto a S.Germano Chisone il 26 marzo 2001. Nel 1929 all'età di 19 anni, Ferrrero lavora ala forgia, in seguito fa il manovale nelle miniere di talco.A causa della pleurite abbandona il lavoro nelle miniere e comincia a lavorare nella fabbrica dei cuscinetti RIV di Vilar Perosa. Il lavoro in miniera ha coinvolto quasi tutta la sua famiglia: il padre e due fratelli, entrambi morti di silicosi. Carlo Ferrero era valdese. A lui si deve la scultura dei modellini in legno della collezione che porta il suo nome.
Ricerca di Carlo Ferrero sulle cause di morte dei minatori Il lavoro in miniera - Carlo Ferrero PDF]Lî travalh dë la tuno I lavori della minierahttp://www.lacantarana.it/pubblic.htm#travalh http://www.alpimedia.it/scuolalatina/antichi_mestieri.php
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L'esposizione
"Gli antichi mestieri" presso la Scuola Latina di Pomaretto L’esposizione Gli antichi mestieri presso la Scuola Latina di Pomaretto (articolo
tratto dal n° 140 - giugno 2008)- la valaddo Il
progetto <Scuola Latina> è nato con l’intenzione di tutelare e
valorizzare il patrimonio culturale locale, cercando al contempo di
coinvolgere la popolazione delle Valli in un’operazione di recupero
degli aspetti culturali più importanti del territorio. Fulcro del
progetto, l’esposizione dei modellini della Collezione Ferrero, a cui è
destinata la sala espositiva Gli antichi mestieri (al primo piano della
Scuola Latina),
intitolata a Carlo ed Enrichetta Ferrero. L’esposizione
è un’espressione della cultura materiale locale e rappresenta i
mestieri e i lavori tradizionali della val Germanasca nel primo Novecento
essa è il punto di partenza per attività e percorsi didattici
finalizzati al coinvolgimento attivo dei visitatori. La
collezione è un piccolo mondo in miniatura, costituito da 150 modellini,
scolpiti nel legno di bosso, che riproducono la vita
e il lavoro quotidiano di un tempo, così come si svolgevano in Valle. L’obiettivo
di Carlo Ferrero era quello di « salvare almeno il ricordo di un
patrimonio di cultura e fatica..che potrebbe esser dimenticato per sempre,
attraverso ..dei modellini raffiguranti i gesti delle persone che
eseguivano quei lavori». Questi
costituiscono, da un lato, la sua autobiografia e testimoniano il suo
legame con la terra e gli animali, la sua forte vicinanza
al suo mondo dall’altra raccontano il tempo, trasmettendo i diversi
sentimenti della vita quotidiana, come
la fatica, per il duro lavoro o le pene più svariate, la gioia dei
momenti di festa, l’ingegno, l’allegria,l’orgoglio. Un’attenzione
particolare è stata dedicata ai lavori ed agli ambienti della miniera (le
miniere di talco, tuttora parzialmente
attive, hanno rivestito per decenni un ruolo molto importante
nell’economia locale). Gli
altri modellini sono stati raggruppati in famiglie tematiche, poi
riproposte nell’ambientazione dell’esposizione. La
sala dell’esposizione è infatti organizzata a seconda del nucleo
tematico di appartenenza dei modellini il percorso di visita parte dall
angolo dedicato alle figure di Carlo Ferrero e della moglie Enrichetta
Rostan e prosegue con le sezioni: I
lavori dei campi (incentrato sulla coltivazione delle patate e della
segale e sulle varie fasi delle lavorazioni) I
lavori del prato (sulla fienagione e sugli attrezzi utilizzati) I
lavori del bestiame (sulla cura del bestiame ovino, bovino e suino e sui
prodotti derivati dall’allevamento) Vita
sociale (su alcuni momenti comunitari, come le veglie, i momenti
comunitari o di festa) I
lavori in miniera (su alcune fasi della lavorazione) La grande funicolare
(sulla Funicolare del Conte Brayda, costruita per il trasporto a valle del
talco) Rocca Bianca (sul giacimento di marmo dell’alta
Val Germanasca) La
borgata Lou Poumarat (un plastico riproducente il villaggio omonimo) I
lavori del legno (sulle varie fasi, dal taglio, al trasporto, alla
trasformazione) I lavori della vite e del vino (su i diversi lavori connessi) I
mestieri (sulle varie attività artigiane presenti nelle borgate) I lavori
di casa (scene di vita domestica) Il
mondo della pace (sugli animali, domestici e selvatici, visti come
creature amiche da non demonizzare) L’istruzione
(elemento essenziale nella vita delle comunità protestanti, in
particolare per quanto riguarda la figura del
colonnello C. Beckwith). A
partire dai modellini di Carlo Ferrero sono stati creati vari itinerari
didattici, che si svolgono interamente alla ScuolaLatina e si rivolgono ai
gruppi scolastici delle Scuole Primarie e Medie Inferiori. Gli itinerari,
che per ora si propongono, hanno
una durata di circa tre ore e riguardano: Il
Pane, dal seme alla tavola, sulla coltivazione della segale e la sua
trasformazione, fino alla produzione del pane Le stagioni
della vigna, sui vigneti del Ramìe e le attività che vi si svolgevano
Vivere e lavorare in montagna, per far scoprire il
mondo di Carlo Ferrero e dei suoi modellini e introdurre i ragazzi al
rapporto tra ambiente montano e uomo. Altri
tre itinerari sono organizzati in collaborazione con Scopriminiera e con
il Centro Culturale Valdese e si rivolgono alle Scuole
Primarie, Medie Inferiori e Superiori. Gli itinerari si svolgono anche al
di fuori della Scuola Latina e impegnano l’intera
giornata. Nello
specifico sono: Sottosopra, sul rapporto tra miniera e modellini, con la
visita allo &lsquoScopriminiera, alla collezione
Ferrero e al vecchio borgo di Pomaretto, per evidenziare levoluzione
subita nel tempo dal paese edella Valle (prenotazione presso Scopriminiera)
Tempo di festa, tempo di lavoro, per far scoprire le particolarità della
zona di Pomaretto, che coniugava il lavoro in miniera con la coltivazione
dei vigneti, attraverso la visita allo Scopriminiera, alla collezione
Ferrero e una breve escursione nei vigneti del Ramìe (prenotazione presso
Scopriminiera) Il
lavoro e la memoria, che propone una riflessione sulle caratteristiche
religiose, sociali e culturali delle Valli Valdesi, attraverso la visita
alla collezione Ferrero, al tempio di Pomaretto, al museo di Prali e al
centro ecumenico di Agape (prenotazione presso Barba). Inoltre,
oltre all’esposizione Gli antichi mestieri, la Scuola Latina dà vita ad
un vero centro di cultura locale,comprendente: la biblioteca del patouà,
a cui fanno riferimento diverse attività svolte nell’ambito della legge
482 la sala incontri, dedicata a incontri, conferenze, proiezioni e aperta
alla popolazione per progetti culturali comuni la sala multimediale,
per la raccolta, l’elaborazione e la consultazione di documenti,
esistenti o frutto di progetti e lavori di ricerca,
relativi alla cultura materiale, al patouà, alla cultura locale in
generale. Associazione
Culturale La Valaddo http://www.lavaladdo.it
Realizzata con Joomla A
cura dellAssociazione Amici della scuola Latina Lesposizione
permanente Gli antichi mestieri è visitabile il venerdì e la domenica
dalle ore 15:00 alle
ore 18:00 e sono possibili visite guidate per i gruppi tutti i giorni su
prenotazione. L’esposizione è aperta tutto l’anno,
con eccezione del periodo compreso tra metà dicembre e metà febbraio. Per
ulteriori informazioni e prenotazioni si può contattare: per
la sola visita a Gli antichi mestieri: www.alpimedia.it/scuolalatina scuolalatina@alpimedia.it tel.
0121-803684 (mart 9-13 e 14-18, ven 14-18) per
pacchetti integrati di un’intera giornata: scopriminiera@scopriminiera.it tel.
0121-806987 il.barba@fondazionevaldese.org tel.
0121-950203 (lun-ven 9-12:30) Associazione
Culturale La Valaddo http://www.lavaladdo.it Realizzata con Joomla |