Mercoledì 23 aprile si è svolta a Palazzo Nuovo l´assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici dei call center di Torino.
A discutere e a "cospirare" contro la precarietà e le esternalizzazioni, i bassi salari e i problemi di salute, circa una cinquantina di lavoratori e lavoratrici di varie aziende (Comdata, Telecom, Telegate, Elitel, Vodafone ecc.), insieme ad esponenti dell´ANLE (Associazione Nazionale Lavoratori esternalizzati) e della FLMU-CUB. Nell'introduzione al dibattito, un collega di Comdata ha posto enfasi sulla relazione fra redditività delle aziende e livello di sfruttamento dei lavoratori del settore, in particolare focalizzando l'attenzione sugli aspetti legati alle condizioni di salute e alla sicurezza.
Ha preso poi la parola un delegato RSU di Telegate che, oltre che raccontare
la storia delle lotte che hanno permesso la stabilizzazione di 250 lavoratori,
ha incentrato il suo intervento sull'importanza delle vertenze come strumento
importante, in caso di assenze di lotte, per far pagare un prezzo altissimo ai
padroni anche in termini economici, visto che spesso loro preferiscono pagare un
lavoratore perchè se ne stia a casa, piuttosto che riassumerlo dopo una
sentenza, e lo fanno proprio perchè gli esiti delle vertenze spesso non vengono
pubbliizzati e diffusi nelle aziende e fra i lavoratori.
Un aspetto, questo, ripreso dalle due colleghe di ANLE che hanno ricordato le 45
cause vinte contro Telecom sulle esternalizzazioni (sulle quali si sta
preparando un dossier), l'importanza dell'informazione relativa ai diritti, e
quella di cominciare ad aprire un fronte vertenziale sull'intermediazione
illecita di manodopera (caporalato) che contraddistingua la stragrande
maggioranza delle aziende in outsourcing in questo Paese.
La lavoratrice esternalizzata Wind di Sesto San Giovanni (MI), ha invece
rimandato al sito della rete colsenter.noblogs.org per informarsi sullo stato
della lotta contro l'esternalizzazione del call center di Sesto e contro i
trasferimenti di 240 lavoratori della sede di Lorenteggio (MI) a Roma, e ha
fatto appello alla partecipazione alla MayDay di Milano, ormai
"storico" appuntamentom del precariato che non si rassegna, dove sarà
presente anche un carro sulle TLC.
Sono poi intervenute due colleghe Telecom di Torino, che hanno ripreso sia la
questione della sicurezza, sia quella dell'alienazione del lavoro di "customer
care", falsamente orientatto dall'azienda alla ricerca della qualità del
servizio, ma in realtà improntato alla quantità dei contatti e ad una vera e
propria azione di vendita di nuovi prodotti e servizi aziendali. Una situazione
che spesso ci rende molto più dipendenti dalle "macchine" (PC e
telefoni), degli stessi operai manifatturieri.
Un compagno della FLMUniti-CUB di Milano si è agganciato a questo ultimo
aspetto, evidenziando come difficilmente questo può essere concepito come
"il lavoro della vita" (sebbene purtroppo sempre più spesso e per
sempre più persone questo è diventato) e quindi, accanto alla lotta per il
miglioramento delle condizioni lavorative e salariali, va affiancata la lotta
per la riappropriazione del salario attraverso le vertenze.
Il collega che, insieme ad altri, ha recentemente vinto la prima causa per
riassunzione a tempo indeterminato contro Vodafone, ha provato a tirare qualche
conclusione, ricordando alcuni punti qualificanti del blog colsenter e della
rete che si sta costituendo a Torino:
1. Il meccanismo della "cospirazione", ossia l'individuazione e la
moltiplicazione di momenti e luoghi nei quali discutere ed organizzarsi per
contrastare le aziende, visto che quest'ultime non permettono spazi di
discussione, di riunione e di organizzazione.
2. Quello della "cartografia", cioè della mappatura delle aziende di
call center presenti sul territorio, le loro caratteristiche, fatturato,
inquadramento dei lavoratori, proprietà e quant'altro, lavoro propedeutico
ALL'AZIONE DI COLLEGAMENTO fra lavoratori di differenti aziende che rimane un
obiettivo centrale.
3. Infine, quello che stiamo denominando del "cash and crash", ossia
della riappropriazione del salario e dello sputtanamento delle aziende,
obiettivo perseguito sia attraverso le vertenze legali che devono diventare
sempre più di massa, sia attraverso iniziative di massa eclatanti che mettano
in discussione l'immagine edulcorata che queste aziende millantano e che
comunichino ai lavoratori che questi squali non hanno diritto di trattarci come
fanno e che è possibile resistere con successo.
Infine è stata approvata una mozione in solidarietà con la collega Telecom di
Roma licenziata. E' stato proposto un presidio a Torino in occasione dello
sciopero che si sta organizzando a Roma, il call strike per intasare le linee
quel giorno e una cena benefit per Alessandra. Di seguito la mozione.
"Alessandra Mei, una collega Telecom di Roma, è stata brutalmente
licenziata e sbattuta per strada, dopo 16 anni di "onorato servizio",
di cui 8 passati in cuffia al 119.
Una decisione grave ed inaudita che conferma quanto Telecom sia una delle
aziende di punta nell'impostare le relazioni coi lavoratori sulla base
dell'arroganza, della prevaricazione e del terrorismo psicologico.
Da anni denunciamo le condizioni di lavoro insopportabili nelle quali, come
lavoratori e lavoratrici dei call center, viviamo:
- precarietà lavorativa, sia per i dipendenti delle imprese in outsourcing
(spesso con contratti a progetto, somministrati, a termine), sia per quelli
"in house", costantemente con la spada di Damocle delle
esternalizzazioni, delle delocalizzazioni e delle cssioni di ramo d'azienda
sulla testa, spesso anticamera di licenziamenti mascherati;
- salari che nella maggior parte dei casi sfiorano i 1.000 euro per un
full-time, e che non ci fanno arrivare neanche alla fine della terza settimana
(soprattutto se abbiamo figli a carico);
- condizioni di salute e sicurezza indecenti, perchè sottoposti a livelli di
stress che non hanno paragoni in nessuna altra categoria, come testimoniano
numerosi studi eseguiti da varie ASL e medici a livello nazionale (come quelle
di Milano, Torino, Bologna). Senza parlare dei disturbi al metacarpo (tendiniti),
alla vista, all'udito, alla colonna vertebrale...
Tutto questo non interessa minimamente ai "signori del filo" che,
proprio grazie alle condizioni di lavoro allucinanti in cui versiamo, incamerano
profitti da capogiro: senza contare le "majors" delle TLC (Vodafone,
Telecom, Wind, H3G), i ricavi del 2007 ammontano a quasi un miliardo di euro!
ORA BASTA!
In questo contesto non accettiamo di far passare in silenzio una grave
prevaricazione come quella fatta ad Alessandra, perchè da domani potrebbe
toccare a chiunque di noi, e soprattutto a chi non piega la testa, visto che
Alessandra è anche attivista sindacale dell'FLMU-CUB.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad Alessandra e ci impegneremo affinchè
venga immediatamente reintegrata, facciamo appello a tutti i lavoratori e le
lavoratrici a manifestare la propria vicinanza ad Alessandra e a denunciare
Telecom e le sue politiche repressive e autoritarie.
REINTEGRO IMMEDIATO DI ALESSANDRA!
UNITI SI VINCE!
SE VOGLIONO PROFITTI, AVRANNO CONFLITTI!
I lavoratori e le lavoratrici Comdata, Elitel, Telecom, Telegate, Vodafone
riuniti/e in assemblea
Torino 23/04/2008
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