Savoia, Borboni,brigantaggio e deportazione:

nelle carceri piemontesi del 1860 e seguito, ventimila soldati e briganti meridionali, alcune centinaia nel forte di Fenestrelle

 

 

La guerra al brigantaggio. Del Boca virgoletta la parola “brigantaggio”: perché? Perché nelle regioni interessate al fenomeno, spiega, i briganti erano “un’infima minoranza, anche se aggressiva e crudele”. Chi, dunque, nel Meridione, combatteva contro la nuova Italia sabauda? “Almeno 10mila soldati dell’esercito borbonico (…), migliaia di braccianti senza terra e paesani che rifiutavano la leva obbligatoria e gli inasprimenti fiscali” (p. 57). Il movimento eversivo era nato in Basilicata nel 1861; s’era esteso in Irpinia, Sannio, Molise, Abruzzo, Puglia, Capitanata e Terra del lavoro. Si componeva, secondo alcune stime riferite da Del Boca, di 80mila gregari divisi in circa 400 bande. I soldati impiegati dai Savoia nella repressione passarono da 15mila a 116mila nel 1863.

Queste bande erano capaci di occupare villaggi e cittadine per giorni interi, uccidendo o sequestrando i liberali; tendevano a esibire le bianche bandiere dei Borboni. In cambio, le esecuzioni dei briganti avvenivano, tendenzialmente, nella piazza principale del paese. Perché tutti potessero vedere. Spesso, non erano nemmeno precedute da regolare processo. La guerra durò circa dieci anni, fino al 1870. Non mancarono episodi di violenza assoluta e gratuita per mano sabauda, come i massacri di Pontelandolfo e Casalduni, completi di saccheggio e stupri (p. 62): nascevano per rappresaglia, costituirono un focolaio d’odio. Sembra che i morti furono alcune centinaia; le fonti dell’epoca parlano di 164 persone. Non ci fu nessun processo.

Del Boca sostiene che si trattò di una guerra civile, insabbiata nei libri di scuola: “Non un cenno alla grande alleanza politica tra le classi dominanti del Nord e i latifondisti del Sud, a tutto danno delle classi subalterne”, chiosa. Insomma: ribelli, non briganti. Così andrebbero chiamati nei libri di storia.

Sembra che abbiano perduto la vita, nei primi 5 anni di guerra al “brigantaggio”, 5212 persone; 5044 furono gli arrestati e 3597 gli arresi all’autorità (pp. 65-66); secondo altre fonti (Carlo Alianello, “La conquista del Sud”), furono, in assoluto, 9860 i fucilati, 10.604 i feriti, 13.629 gli arrestati, a fronte di “alcune migliaia di morti” tra i soldati sabaudi. I briganti avevano infatti disposizione di uccidere, scannare e massacrare i prigionieri nemici, per impressionare i loro commilitoni.

 

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