Biella, gravissimi 8 feriti del rogo-9/01/01

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Sono ancora molto gravi le condizioni di otto dei nove feriti dell'esplosione avvenuta ieri in un'impresa di lavorazione della lana grezza. Ancora sconosciuta la causa della deflagrazione.

(vedi Biella, la strage continua 25/1/01 il manifesto)  
BIELLA (TORINO) - Gravissime le condizioni di otto dei nove operai feriti ieri sera nell'esplosione avvenuta all' interno dell' azienda tessile "Pettinatura italiana" di Vigliano Biellese, a cinque chilometri da Biella. A eccezione del capo reparto Antonio Mosca, che non è in pericolo di vita, tutti i feriti, di origine biellese, presentano ustioni molto diffuse.
Quelli ricoverati alle Molinette sono Graziano Roccato, 42 anni, e Carlo Coletta, 49. Il primo ha il 70% del corpo ustionato, il secondo l' 85%. Vista la gravità delle loro condizioni, i medici ritengono comunque positivo che a 12 ore dall'incidente mantengano la funzionalità renale e quella respiratoria.
Al Cto sono ricoverati Marco Debernardi e Mario Falla. Il
primo presenta ustioni sul 30% del corpo, il secondo sul 60%.
Quest' ultimo durante la notte è stato operato dall' equipe di
Gilberto Magliacani, primario di Chirurgia plastica e
responsabile del Centro grandi ustionati. Il 30% della cute
bruciata gli è stata asportata e sostituita con una copertura
temporanea fatta con cute di maiale. All' ospedale Maria
Vittoria è ricoverato Renzo Triban, 45 anni, che ha l' 85% del
corpo ustionato. I responsabili stanno cercando un posto presso una struttura specializzata, ma al momento non ne sono state trovate di disponibili e il malato viene curato in collaborazione con il Cto. Al Martini si trova Pasquale Cara, 40 anni, con ustioni sull' 80% della cute. Nel pomeriggio partirà in elicottero per il Centro grandi ustionati di Cesena. I feriti ricoverati all'ospedale di Biella sono Donatello Coletta e Damiano Chiesa. Attualmente si trovano nel reparto di
rianimazione e le loro condizioni sono stazionarie.

Sulle cause dell'incidente, ancora misteriose, indaga da stamane una squadra speciale della polizia scientifica. Nella zona dello stabilimento dove è avvenuto lo scoppio non vi sono caldaie, e nemmeno tubazioni di gas. Gli inquirenti scartano quindi l'ipotesi di una fuga di gas. Nei reparti di carderia non si ricordano esplosioni, mentre sono frequenti gli incendi per via dello sfregamento con i macchinari di residui metallici contenuti nelle balle di lana da cardare.
Gli inquirenti stanno valutando anche l'potesi del dolo ma, secondo quanto trapelato, finora non sarebbero stati trovati elementi che la avvalorino.

Il fatto . Una fabbrica che va a fuoco. Nove operai rimangono feriti. E’ questo il bilancio dell’esplosione avvenuta ieri verso le 18. Tutto è partito dal reparto cardatura, rimasto completamente distrutto, da dove ha avuto origine la deflagrazione. Nell'azienda, gestita dalla famiglia Fracassi, lavorano 350 dipendenti, occupati nella lavorazione della lana grezza. Molti di loro non erano al lavoro per uno sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto integrativo.

Le testimonianze. ''La deflagrazione è stata molto violenta - hanno riferito alcuni testimoni - tanto da essere sentita distintamente anche a Biella, che dista circa cinque chilometri da Vigliano''. Un vigile del fuoco ha raccontato che "il pavimento è saltato in aria e l'onda d'urto ha demolito il tetto dell'edificio".

La fabbrica. La "Pettinatura Italiana'' è una storica fabbrica tessile biellese, una delle più importanti nel suo settore, che si trova lungo la superstrada Biella-Cossato. L'azienda è di proprietà dei conti Fracassi, una nobile famiglia della zona. In questi complessi industriali la lana viene lavorata a caldo, ma l'esplosione non è avvenuta nella zona delle caldaie e le cause sono per il momento misteriose. Nei reparti carderia non sono infrequenti gli incendi per il surriscaldamento di residui metallici contenute nelle balle di lana usata, ma non dovrebbero esserci rischi di esplosioni.

(9 GENNAIO 2001, ORE 21:27, ultimo aggiornamento 10 GENNAIO alle ore 13)

vedi sul sito alp/cub *