Beniamino Lami

Segretario nazionale dello Spi Cgil
Nato a Malles Venosta (Bolzano) il 4 settembre 1947, Beniamino Lamifrequenta la scuola media superiore a Milano, dove consegue il diploma di maturità. Attivo al centro ecumenico di Agape.  I suoi studi universitari proseguono a Trento, dove si iscrive allafacolta di Sociologia.
Da qui il passo verso l’attività sindacale che lo porta, siamo nel 1980, a ricoprire la carica di segretario generale della Cgil scuola di Pinerolo, inprovincia di Torino.
Successivamente, viene prima eletto segretario regionale Cgil scuola Piemonte e, in seguito, entra a far parte della segreteria provinciale torinese.
A maggio del 1998, Lami diventa segretario nazionale della Cgil Scuola,categoria sindacale che nel 2006 si unifica con lo Snur e costituisce laFederazione Lavoratori della Conoscenza ( Flc). Qui si occupa, in particolare,di temi che riguardano la previdenza e il welfare.
Nel 2010, Beniamino Lami passa dalla Flc allo Spi Cgil. Il 15 e 16 dicembre, ilComitato direttivo del Sindacato pensionati italiani, riunito a Roma, lo nomina segretario nazionale. Gli incarichi di segreteria assegnati a Lami riguardano l'Area benessere e diritti: area delle politichedi formazione sindacale – apprendimento permanente – alfabetizzazione migranti– rapporti con università della 3° età – politiche ambientali ed abitative.Rapporti con il Sunia. Mobilità e sicurezza anziani, alimentazione e rapporticon Federconsumatori – tempo libero e attività culturali per gli anziani anchein rapporto con la Fitel.

16 luglio 2015

Ci ha lasciati oggi Beniamino Lami, Segretario nazionale dello Spi-Cgil.
La sua morte ci addolora profondamente.
Per tutta la sua vita è stato dalla parte dei lavoratori e dei pensionati. Lo ricorderemo sempre con grande affetto.
Ciao Beniamino, ci mancherai.


un abbraccio a Graziella, Anna, Simone e figli

e alla compagna degli ultimi dieci anni Rosanna Agarossi

piero

il ricordo scritto da Salvatore Tripodi


Ciao Beniamino

Un grave lutto ha colpito il Sindacato pensionati italiani Cgil. Dopo una grave malattia, si è spento oggi Beniamino Lami, membro della Segreteria nazionale.

 

La Segreteria nazionale Spi Cgil partecipa con grande dolore e commozione alla scomparsa del compagno Beniamino Lami. Lo ricorda come dirigente nazionale dello Spi, il suo impegno politico e sindacale, la sua militanza, la sua appartenenza alla Cgil, il suo lavoro sempre a difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati.
Lo Spi Cgil abbraccia i suoi cari, e ricorderà sempre il compagno e l’amico.

La camera ardente è allestita per venerdì 17 luglio a partire dalle ore 10.00  a Roma presso la sede dello Spi Cgil nazionale, Via dei Frentani 4. Il saluto finale a Beniamino si terrà alle ore 13.00.

Il cordoglio della Casa editrice

Le compagne e i compagni di LiberEtà partecipano al dolore della famiglia per l’improvvisa e prematura scomparsa di Beniamino Lami, Segretario nazionale dello Spi Cgil.

Ciao Beniamino, tutti noi della casa editrice ti ricordiamo con affetto. Sono state tante le occasioni di lavoro comune. E abbiamo avuto modo di apprezzare la passione, la serietà e l’impegno con cui svolgevi il tuo lavoro sindacale e quel tuo tratto distintivo: la voglia testarda di batterti per affermare il diritto alla conoscenza.

Una vita nel sindacato

Nato a Malles Venosta (Bolzano) il 4 settembre 1947, Beniamino Lami frequenta la scuola media superiore a Milano, dove consegue il diploma di maturità. I suoi studi universitari proseguono a Trento, dove si iscrive alla facolta di Sociologia.
 Da qui il passo verso l’attività sindacale che lo porta, siamo nel 1980, a ricoprire la carica di segretario generale della Cgil scuola di Pinerolo, in provincia di Torino.
 Successivamente, viene prima eletto segretario regionale Cgil scuola Piemonte e, in seguito, entra a far parte della segreteria provinciale torinese.
 A maggio del 1998, Lami diventa segretario nazionale della Cgil Scuola, categoria sindacale che nel 2006 si unifica con lo Snur e costituisce la Federazione Lavoratori della Conoscenza ( Flc). Qui si occupa, in particolare, di temi che riguardano la previdenza e il welfare.
 Nel 2010, Beniamino Lami passa dalla Flc allo Spi Cgil. Il 15 e 16 dicembre, il Comitato direttivo del Sindacato pensionati italiani, riunito a Roma, lo nomina segretario nazionale. Gli incarichi di segreteria assegnati a Lami riguardano l’Area benessere e diritti: area delle politiche di formazione sindacale – apprendimento permanente – alfabetizzazione migranti– rapporti con università della 3° età – politiche ambientali ed abitative. Rapporti con il Sunia. Mobilità e sicurezza anziani, alimentazione e rapporti con Federconsumatori – tempo libero e attività culturali per gli anziani anche in rapporto con la Fitel.

Insieme a LiberEtà

Numerose anche le collaborazioni che Lami ha avuto con la redazione e con la Casa editrice di Liberetà. In proposito, ricordiamo la pubblicazione della guida Non ci casco contro truffe e raggiri agli anziani. Pubblicata nel 2013, la guida ha segnato uno dei maggiori successi editoriali della casa editrice LiberEtaSpa con 70mila copie stampate. Nel 2014, con il suo dipartimento ha curato la pubblicazione, insieme a LiberEtà, della guida Casa prima cosa – Risparmiare energia a casa tua conviene! In quest’ultimo periodo Lami stava lavorando ad altri tre progetti: la pubblicazione aggiornata della guida Non ci casco; la realizzazione di un convegno, nell’anno dell’EXPO a Milano, sul tema dell’alimentazione delle persone anziane e, infine una guida dedicata alle donne, per contrastare la violenza e il fenomeno del femminicidio.


http://www.radioarticolo1.it/audio/2015/07/17/24994/in-ricordo-di-beniamino-lami



 

<< Bollettino di collegamento del collettivo operaio

di Perosa Argentina>> (1972-73)

 

Il Collettivo Operaio di Perosa A. si costituisce nel 1972. E' frequentato in prevalenza da delegati e operai della Gutermann, ma vede anche la partecipazione di membri del gruppo residente di Agape e di altri operai di varie fabbriche della zona. L'obiettivo del collettivo è quello di contribuire alla costruzione dal basso di un movimento operaio organizzato. La discussione e la riflessione parte dalle condizioni materiali di lavoro degli operai della Gutermann, fabbrica tessile di Perosa gestita in modo patriarcale, per estendersi ai problemi sociali e sindacali della valle. E' un'esperienza che non si rinchiude in un ambito di paese, ma cerca collegamenti con altre realtà operaie (Chieri, Val Susa, Biellese). Il seguito ed il successo che il Collettivo riscontra all'interno della fabbrica, lo pone in conflitto con i sindacati che lo percepiscono quasi come una organizzazione alternativa in grado anche di dichiarare degli scioperi. Importante è stato il lavoro su "nocività e ambiente" della fabbrica che è stato realizzato grazie all'apporto di due medici (Paolo Ribet e Pierangelo Baschera) ela collaborazione con la CGIL di Torino. Rapporto con studenti e insegnanti ( sia della scuola Popolare che della CGIL scuola), contratti, referendum sul divorzio, condizioni di disagio sociale di un'intera vallata : da tutto questo nasce e vive una riflessione e una presa di coscienza di cui abbiamo documentazione nel "bollettino di collegamento", interamente finanziato dai membri del collettivo e dalle offerte dei lettori.

Beniamino Lami


7.11.2001 liberazione

Parla Beniamino Lami, dell'area di sinistra della Cgil scuola
"Delle tre 'i' è rimasta l'impresa"

"E'giusto chiamarla controriforma", esordisce Beniamino Lami interpellato da Liberazione per sapere l'opinione dell'area 'Lavoro società-Cambiare rotta' della Cgil scuola, di cui è coordinatore nazionale, sulla versione morattiana della riforma dei cicli. Lami, però la sinistra sindacale, a suo tempo, non era stata entusiasta della riforma dei cicli di Berlinguer. E' vero quel riordino non ci convinceva per via della divisione precoce tra chi avrebbe proseguito verso l'università e chi sarebbe stato avviato al lavoro. Qui, però, non c'è solo il blocco del riordino ma un ritorno indietro, ancora più marcato, rispetto a conquiste importanti come fu, per esempio, la scuola media unificata del '61. Si va verso un sistema duale alla tedesca quando la stessa Germania si è avviata ad un ripensamento del proprio sistema. Istituire una scuola declassata per addestrare la manovalanza non ha molto senso neppure nella prospettiva delle esigenze del mercato del lavoro che, invece, non richiede flessibilità e capacità di interpretare sè stessi in condizioni mutevoli. Così, il sistema ipotizzato sembra essere di basso profilo e destinato a formare manodopera 'usa e getta'. Delle famose 'tre i' della campagna elettorale di Berlusconi l'unica rimasta è l'impresa, visto che l'inglese viene tagliato con la finanziaria e non ci sono tracce delll'informatica. A questo quadro di taglli si aggiunge la proposta di assumere 20mila insegnanti di religione. E' uno scandaloso disegno di legge che ricorda una proposta che era circolata in alcuni settori della precedente maggioranza. Ci sembra, di fatto, che venga instaurato, ad uso esclusivo dei docenti di religione, un nuovo canale di reclutamento nella scuola pubblica. E' l'ennesimo regalo alle private, stavolta alle scuole cattoliche, che si aggiunge all'accorpamento delle fasce in cui sono suddivisi i precari e che ha consentito l'ingresso nei livelli alti delle graduatorie di chi ha prestato servizio in istituti privati. Quale sarà il riflesso di queste novità nelle agitazioni che avete indetto per il 12 novembre? Ovviamente si aggiungeranno alla piattaforma dello sciopero che abbiamo indetto contro la finanziaria. La legge di bilancio che il governo sta per varare è un attacco alla scuola pubblica e alle condizioni di lavoro del personale, in particolare dei settori più colpiti dai tagli, gli Ata e i docenti precari. La logica che lega tutto ciò alla contro riforma è la volontà di colpire la qualità della scuola pubblica e stupisce che in questa situazione, Cisl, Uil e Snals sembrano accontentarsi delle risposte del governo. Se è vero che siamo soli, tra i confederali, a scioperare, è anche vero che non siamo soli contro la finanziaria. Ci sono stati e ci saranno anche Cobas e altri sindacati con i quali in questa contingenza è stato impossibile unificare le scadenze ma, come sinistra sindacale, crediamo che in futuro sia opportuno creare un fronte comune per contrastare l'attacco complesso e a fondo che viene portato alla scuola pubblica.

Che. Ant.


Non possiamo lasciare alla Lega il pallino della modifica della legge Fornero. Dare forza di contenuti e mobilitazione alla piattaforma su previdenza e fisco

Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza. La citazione di Lorenzo il Magnifico si adatta perfettamente alla tematica previdenziale, soprattutto per quanto riguarda il futuro pensionistico delle giovani generazioni. Un futuro già fortemente compromesso dalla riforma Dini del 1995, con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo per il calcolo della pensione. Ideato per mettere in sicurezza il sistema previdenziale, costringerà i futuri pensionati a vivere con un assegno pensionistico di poco superiore al 50% dell’ultima retribuzione sempre che si sia avuta la fortuna di un percorso lavorativo stabile per almeno 40 anni. Consapevoli di questa riduzione è stata introdotta la previdenza complementare negoziale, che avrebbe potuto in qualche modo alleggerire la perdita del diverso sistema di calcolo, e per favorirne lo sviluppo, una tassazione agevolata dell’11% sui rendimenti per i fondi negoziali del settore privato.

Il calcolo della pensione con il sistema contributivo di per sé contiene un principio corretto: la mia pensione è in diretta relazione con in contributi che verso nel corso della vita lavorativa. Ma non funziona il meccanismo di rivalutazione del montante versato perché dipende in modo molto rigido dall’andamento del Pil e dall’inflazione. In un periodo di scarsa crescita e di deflazione, come l’attuale, il mio importo pensionistico è destinato a essere fortemente ridimensionato. Quasi ogni governo ha utilizzato le previdenza come una sorta di bancomat utile per sanare il disavanzo pubblico, senza mai intervenire sulle casse professionali, vedi quella dei dirigenti, che hanno riversato il loro deficit all’interno del bilancio dell’Inps. Deficit cresciuto in modo esponenziale con l’unificazione Inpdap-Inps che ha trasferito nelle casse di quest’ultimo un disavanzo enorme, la cui responsabilità dipende esclusivamente dall’evasione contributiva del datore di lavoro dei pubblici dipendenti: lo Stato.

L’ultima controriforma del sistema previdenziale, quella Monti/Fornero, ha provocato una serie di disastri di cui hanno fatto le spese in molti: dai lavoratori esodati a coloro che si sono visti spostare sempre più in l’età di pensionamento, con la necessità di rivedere i propri progetti di vita. L’innalzamento dell’età pensionabile, oltre a bloccare l’accesso al lavoro dei giovani, non consentirà loro di sapere a quale età e con quanti anni di lavoro potranno andare in pensione, a causa del continuo innalzamento dei requisiti legati all’incremento dell’aspettativa di vita. Anche i pensionati non sono stati risparmiati e si sono visti bloccare e modificare a più riprese il meccanismo di rivalutazione dell’assegno pensionistico. Nel periodo 2012-15 hanno subito una perdita media annua di circa 1.800 euro che non sarà più recuperata e continuerà ad operare per tutta la vita, anche se dal 2016 si dovesse tornare al meccanismo di rivalutazione vigente nel 2011. Una patrimoniale i governi l’hanno fatta: quella sulle pensioni in essere!

A tutto questo dobbiamo, infine, aggiungere che il meccanismo della tassazione delle pensioni è estremamente punitivo e forse non ha eguali in Europa. Il governo attuale non sembra intenzionato a porre rimedio ad una situazione che è francamente insostenibile, e fino ad ora la proposta di favorire le uscite prima dell’età di pensionamento prevista è ferma all’annuncio, mentre si è immediatamente realizzato l’incremento della tassazione delle rendite dei fondi pensione. Con l’entrata in vigore della Legge di stabilità 2015, l’imposta applicata ai rendimenti dei Fondi pensione è passata dall’11,5% al 20%. Renzi ha dichiarato che non capiva le proteste del sindacato, che da anni chiedeva una patrimoniale sulle rendite. Il risparmio a fini previdenziali non può essere equiparato a una rendita finanziaria: i lavoratori che hanno aderito ad un fondo pensione non possono essere equiparati a speculatori finanziari!

Di fronte a una situazione del genere non possiamo lasciare in mano alla Lega di Salvini il pallino della modifica della legge Fornero: è necessario riprendere e dare forza alla piattaforma su Fisco e Previdenza, magari rendendola più robusta con nuove proposte, sostenute anche da un percorso di mobilitazione. l

45 Pubblicato: Lunedì, 20 Aprile 2015 17:11

agape