Sono 1.100 i lavoratori/rici estratti dalle macerie del grande edificio (8 piani) Rana Plaza a Dacca, Era il 24 aprile. La violazione dei diritti di chi lavora non riguarda solo i paesi poveri dove il fenomeno è vasto ed endemico. Racconta fatti dell'Europa Ester Crea in "Il Bangladesh sotto casa" su Conquiste del Lavoro. Dopo quella strage si stanno muovendo alcuni grandi gruppi industriali, soprattutto europei, come Benetton, H&M, Tesco e Zara; sono pronti a firmare un protocollo per aumentare la protezione dei lavoratori bengalesi. Latitano o sono meno convinti di questa iniziativa i colossi Usa come Wal-Mart. Debole è stata la discussione su questa tragedia in Italia, anche nel sindacato; eppure chiama in causa il mercato globale della produzione, le delocalizzazioni senza regole, il dumping ed in questo caso si va ben oltre. Qualche eco lo si è avuto in occasione della celebrazione del Primo Maggio ma non ha avuto seguito, non s’incardina una strategia sindacale programmata, con iniziative internazionali che abbiano verifiche e risonanza tra i milioni di lavoratori.

Molte tragedie dl lavoro rimangono sconosciute specie nei paesi con sistemi politici autoritari e privi di libertà di stampa e di vita sindacale. Ma anche nei paesi con le libertà civili e sindacali, compresa l’Italia, molti incidenti sul lavoro non vengano alla luce per paura di perdere il lavoro specie quando questo è in nero o prestato non nella legalità ( clandestini).

La dimensione della strage di Dacca fa ritornare alla mente l’ancora più grande tragedia, il disastro ambientale di Bhopal è avvenuto il 3 dicembre del 1984 in India a causa di uno scoppio e della fuoriuscita di 40 tonnellate di isocianato di metile (MIC) dallo stabilimento della Union Carbide India Limited (UCIL), consociata della multinazionale americana Union Caribe, specializzata nella produzione di pesticidi. La nube tossica uccise in poco tempo oltre 2.250 persone e avvelenò decine di migliaia di altre con gravi lesioni agli occhi. Il governo del Madhya Pradesh confermò in seguito un totale di 3.787 morti correlati all'evento, ma stime di agenzie governative arrivano dopo alcuni anni a 15.000 vittime

In allegato tre articoli

 

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