Aurelio Bernardi

eco 15.ott2014


Lo ricordo come professore delle Magistrali di Pinerolo. Era un conservatore ma corretto, lasciava parlare gli studenti anche durante il periodo della contestazione e poi diceva le sue ragioni. Poi lo vedevo ogni tanto mentre passeggiava, con andare caratteristico, una spalla più bassa, il vestito di grisaglia e la sigaretta in bocca....

Lella


Era il mio prof - Mi ha sempre colpito, al di là delle parole - al di fuori della scuola con lui ho avuto pochi contatti - il fatto che fosse un uomo coerente, integro e disponibile al dialogo. 

Aurelia


Ha certo vissuto con amarezza la contestazione all'interno dell'Azione cattolica di Pinerolo e la dissoluzione della stessa   

Elio

www.alpcub.com/25aora/25aORA_III_n1-2-3.pdf

www.alpcub.com/25aora/25aORA_IV_n1.pdf

 

I fatti del 13 ottobre 1968 a Pinerolo e la cronaca della seduta comunale

www.alpcub.com/fatti_25aORA_II_n11-12.pdf


claudio canal

 

Ho conosciuto Aurelio Bernardi quando ero poco più che un ragazzo. Il contesto era la Gioventù Cattolica, un’associazione che raccoglieva moltissimi giovani [maschi] in tutta Italia ed era agitata da molte e contrastanti anime. Bernardi ne era un autorevole dirigente, ma non “trombone”, come invece molti altri. Discuteva affabilmente e con passione e, soprattutto, sapeva cosa erano i libri. Disposizione che avrebbe sempre mantenuto con chiunque, perfino con me, anche quando le nostre strade si sarebbe divaricate di molto. Il suo riferimento di base erano due opere di Emmanuel Mounier, il filosofo francese morto prematuramente, fondatore della rivista Esprit, ancora oggi sprizzante energia intellettuale: Rivoluzione personalistica e comunitaria e Dalla proprietà capitalistica alla proprietà umana, che già  nei titoli si adattano benissimo a definire l’orizzonte culturale e politico di Bernardi. Era, come si diceva un tempo, un “cattolico democratico” sulla linea Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, e dello storico Pietro Scoppola. Una specie che mi pare oggi in via di definitiva estinzione.

        La sua elezione a sindaco di Pinerolo nel 1965 avviene in un momento molto significativo della politica italiana quando cioè i primi governi di centro sinistra [sostanzialmente Democrazia Cristiana più Partito Socialista] avevano messo in moto riforme – da non confondersi con le attuali fandonie-  destinate a cambiare la faccia del Paese: la nazionalizzazione dell’energia elettrica nel 1962 e, l’anno dopo,  la Scuola Media Unica, che unificava i percorsi scolastici dopo le elementari. Non riuscirà invece a passare per l’opposizione delle destre democristiane, del Vaticano e quant’altri, la legge urbanistica del ministro democristiano Sullo, che probabilmente avrebbe reso meno mostruoso il territorio italiano. A livello locale la nota integrità morale del democristiano di sinistra Bernardi avrebbe fatto il paio con la verve politica dell’assessore socialista avvocato Claudio Costanzo, rendendo quell’amministrazione piuttosto  speciale e insuperata.

       Non sono in grado di dire altro sulle sue molteplici attività successive.

In qualche nostra rara occasione di incontro non era difficile stabilire uno scambio, né superficiale né banale, di idee, anche contrapposte,   come si fa quando l’amicizia ha saldato non poco le esistenze. Mi sorprendeva sempre questo suo essere un uomo di Chiesa [Cattolica] senza se e senza ma, mosso da una fede di roccia. Mi lascia in eredità questo stupore che contribuisce a rendermi la vita meno scontata.

 

Claudio


“Pinerol o, a memori a”– Vittorio Morero - Edi tri ce esperi enze- 2001-: cap.9-10- per genti l e concessione

a) Cap. 9- LA LUNGA ETÀ DEMOCRISTIANA

www.alpcub.com/pinerolo%20A%20memoria_VITTORIO_MORERO.pdf


http://www.pineroloindialogo.it/2012/pineroloindialogo10_2012/politica.htm

intervista a Aurelio Bernardi


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