Rdb
AL COORDINAMENTO NAZIONALE
ALLE STRUTTURE TERRITORIALI E AZIENDALI
RdB SANITA'
OGGETTO : LETTERA APERTA
Alla conclusione della manifestazione del 15 giugno, a seguito
delle notizie pervenute dalle aziende e dopo aver verificato lo
spirito del corteo e il senso di non partecipazione
all'iniziativa in corso,
viene da chiedersi:
COME E' POSSIBILE ?
-
- COME È POSSIBILE che un'organizzazione sedicente
antagonista e conflittuale come la nostra, di fronte ad
un rinnovo contrattuale come quello subito, con
l'insediamento di un governo caratterizzato come
liberista, con un impegno come quello profuso sulla
costruzione della nostra posizione, riesca a mettere in
piazza solo una modesta processione di penitenti di
quartiere.
-
- COME E' POSSIBILE che la stessa organizzazione riesce a
portare in piazza 500 tra generici e puericultrici su una
manifestazione di alcuni profili e non riesce a portare
gli stessi alla manifestazione nazionale contro un
contratto che non solo non ha risolto il loro problema ma
li ha derisi.
-
- COME E' POSSIBILE che gli operatori non sanitari,
penalizzati dal contratto, rispondano alle iniziative di
altre organizzazioni ma non alla nostra e mentre noi li
dipingiamo come insensibili scendono in piazza e consento
di dare dignità ad un corteo di pellegrini come quello
predisposto dalla nostra organizzazione.
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- COME E' POSSIBILE che non si riesca a mobilitare quegli
stessi operatori sanitari che il contratto sembra
premiare e che in realtà chiude in morsa mortale per il
proprio futuro senza modificare le proprie condizioni di
vita e di lavoro.
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- COME E' POSSIBILE che dove sono presenti strutture nuove
e arriva solo il nostro materiale ci sia una risposta
generosa da parte degli operatori che si riconoscono
nelle nostre analisi e laddove ci sono strutture
storicizzate ci sia l'immobilismo più bieco, quasi un
freno a liberare le energie vitali.
-
- COME E' POSSIBILE che le strutture storicizzate, così
pronte a criticare quando l'organizzazione rinvia le
iniziative e così convinte di produrre grosse
manifestazioni territoriali fino ad arrivare a proporre
di scioperare con CGIL CISL UIL, quando c'è da mostrare
l'organizzazione in piazza a livello nazionale se ne
vengano dai territori in sparuti gruppetti di penitenti
in cerca di indulgenze plenarie o visita ai negozi
cinesi.
-
- COME E' POSSIBILE che i lavoratori rispondano ai nostri
scioperi precedenti e non sentano il bisogno di riaprire
lo scontro sulla conclusione che ha avuto il contratto e
contro la quale si erano mobilitati.
-
- COME E' POSSIBILE che strutture organizzative
territoriali e aziendali, di fronte alla incapacità di
esercitare la loro funzione, non sentano la necessità di
mettersi in discussione aprire un profondo dibattito di
verifica di ruoli, figure e personaggi.
-
- COME E' POSSIBILE pensare di raggiungere l'obiettivo
della maggior rappresentatività con questa incapacità
di esprimere soggettività, capacità di iniziativa e
forte legame con i lavoratori.
Di fronte all'evidente difficoltà si fanno
strada le ipotesi più azzardate
E' POSSIBILE CHE
-
- Le nostre strutture organizzative siano inadeguate ad
assumere il ruolo di sindacato antagonista e
conflittuale, perché trasformate in cimitero di elefanti
per quadri sindacali in dismissione e incapaci di
rinnovarsi e integrarsi per spirito conservativo, in una
situazione che è, viceversa, di estrema dinamicità in
cui, contrariamente al passato, abbiamo spazi enormi per
aspirare ad essere maggioritari.
Alcuni compagni, probabilmnente, sono fermi al
periodo in cui potevamo al più galleggiare,
pensare a sopravvivere.Oggi la situazione è
diversa e la continua nascita di nuove strutture
lo testimonia.
-
- Quando le iniziative vengono attuale al di fuori del
quadro sindacale responsabile hanno possibilità di
riuscita, come è successo per quella dei generici a
Roma.
-
- Il quadro sindacale attivo neanche si sia letto il nuovo
contratto e per questo non sia in grado di spiegarne i
risvolti ai lavoratori ai quali trasmette solo apatica
rassegnazione e ineluttabilità per coprire la propria
mancanza di convincimento e di volontà politica di
aprire lo scontro.
-
- Il quadro attivo si sia chiuso in un circuito ristretto
di lavoratori e sia incapace di raggiungere tutti gli
operatori consentendosi così una gestione delle
strutture modulata sulle proprie esigenze personali e non
su quelle dei lavoratori.
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- Le nuove strutture aziendali e il rinnovamento di quelle
territoriali siano trascurate quando, in alcuni casi, non
siano decisamente avversate perché mettono in
discussione leaderships storicizzate e considerate ormai
rendita di posizione.
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- L'iniziativa politica sia praticamente assente salvo
qualche caso di necessità personali o rigurgiti di
infantilismo politico non superato, e che la gestione
organizzativa passi solo attraverso la guerra delle
risorse economiche con lo scopo di assicurarsi
finanziamenti per tradurli in autonomia organizzativa e
protagonismo personale esasperato.
-
- Si possano tollerare episodi di poca trasparenza
economica, eufemismo pietoso che nasconde anche episodi
di vera e propria appropriazione indebita delle risorse
dei lavoratori.
-
- Le strutture storicizzate releghino ormai il loro
rapporto con una parte dei lavoratori alla gestione del
quotidiano personale trasformandosi in strutture di
sindacalismo autonomo aziendale in cui la
caratterizzazione politica sta solo nella verbosità dei
quadri cosiddetti rappresentativi.
-
- La riluttanza a consentire la partecipazione del
nazionale alle iniziative locali in alcuni territori si
solo il tentativo di nascondere debolezze strutturali o
peggio alternatività politica alla direzione nazionale.
-
- Singoli quadri o settori dell'organizzazione dimostrino
freddezza nei confronto delle iniziative politiche
visibili perché hanno scelto di frenare crescita e
sviluppo della RdB per calcolo politico alternativo o
preservazione della propria autonomia locale.
-
- Le strutture storicizzate possano svolgere funzione di
tappo allo sviluppo di un movimento di lavoratori che si
manifesta frammentariamente,e questo è comprensibile, ma
sempre quando si allenta il controllo dei quadri storici.
-
- Non si senta il bisogno di mettersi in discussione e di
verificare le proprie analisi, la propria attività e la
propria funzione reale perché si sa che il livello
espresso è una scelta ragionata di un quadro che tende a
scaricare sempre le responsabilità su altri.
-
- Che la possibilità di raggiungere la maggior
rappresentatività attraverso le affiliazioni abbia un
effetto frenante dovuto al sentire l'obiettivo
praticamente raggiunto e soprattutto come un puro e
semplice atto burocratico amministrativo che consentirà
agli storicizzati di poter svolgere il proprio ruolo di
nuovi burocrati sindacali più esperti di 730 che di
attività sindacale.
Sia chiaro: queste non sono accuse.
Ora non serve lacerarsi, né cercare colpevoli ma avviare un
profondo dibattito che attraversi tutto il corpo
dell'organizzazione, in maniera profonda in modo da recuperare
capacità di spinta e spirito dei giorno migliori.
Roma 17/06/01
Nazareno Festuccia
esponente, non necessariamente a vita,
dell'Esecutivo nazionale
Carlo Torricella
Giovane, non necessariamente per sempre,
Coordinatore della Regione Marche