un albanese

cronaca
25/10/2010 - la sentenza choc

Morti bianche: "Risarcimento inferiore per la vittima albanese"

 

 

Il tribunale di Torino: «Bisogna equilibrare il pagamento danni
al valore del denaro nel Paese
dove risiedono i danneggiati»

torino

La vita di un operaio albanese vale meno, economicamente molto di meno, della vita di un operaio italiano. La sentenza "choc" è stata emessa da un giudice civile del tribunale di Torino, che richiamandosi ad una sentenza della Cassazione di dieci anni fa, ha deciso di «equilibrare il risarcimento al reale valore del denaro nell’economia del Paese ove risiedono i danneggiati».

E visto che l’Albania è un’area ad economia depressa, ai familiari dell’uomo morto sul lavoro va un risarcimento di dieci volte inferiore rispetto a quello che toccherebbe ai congiunti di un lavoratore in Italia. Il giudice inoltre avrebbe anche addebitato all’operaio deceduto il 20% di concorso di colpa nella propria morte. A ciascun genitore residente in Albania vanno appena 32mila euro.

 


Ad agricoltura ed edilizia il triste primato dei morti sul lavoro nel 2009

Secondo dati ufficiosi, i morti per infortuni sul lavoro nell’anno 2009 sono stati 573, contro i 639 del 2008, con un calo quindi del 10,3%. Questi però sono solo i morti in occasione di lavoro, perché se a questi si aggiungono quelli dei lavoratori che muoiono per le strade mentre vanno o tornano dal lavoro si giungerebbe a quota 1080. L'INAIL non li distingue per ragioni contributive: un incidente nel percorso casa-lavoro, lavoro-casa è considerato, giustamente, un infortunio sul lavoro.

Se si limita l’analisi ai morti sul luogo di lavoro, e non per strada, si riscontrano dati preoccupanti relativamente alla fascia degli agricoltori in tarda età, (dai 60 ai 90 anni) che muoiono a causa del ribaltamento dei trattori: 166 morti sui campi per questo genere di incidente. Gli agricoltori deceduti sul lavoro sarebbero dunque ben il 29,1% sul totale registrato e, quel che è peggio, sarebbero in aumento del 3,4% (furono infatti 161 nel 2008).

Subito dietro, come incidenza, gli edili, soprattutto meridionali e stranieri, anche qui al nord, che con il 28,6% (164 deceduti) sul totale registrano uno spaventoso aumento del 22% rispetto ai 128 incidenti mortali del 2008. I lavoratori stranieri morti sul totale sono stati quest’anno il 14,7%, percentuale superiore a quella della presenza straniera in Italia.

Le vittime nell'industria sono effettivamente calate, a seguito della crisi: quest’anno non superano il 10% sul totale, contro il 18,7% dell’anno scorso; meno di 70 morti sul totale, contro i 136 dello scorso anno (-49%).


Oltre 400 mila albanesi risiedono in Italia. Uno studio, realizzato grazie al progetto comunitario "Aquifalc", racconta l'integrazione di questa comunità a 18 anni dai primi arrivi

Circa 420 mila albanesi risiedono in Italia per motivi di lavoro, di studio o familiari e stanno diventando una parte importante della società italiana così come delle profonde trasformazioni che la attraversano. Ma da qualche anno gli albanesi non sono più gli 'extracomunitari' più dibattuti dai media italiani, e se da una parte non primeggiano più nella cronaca nera, dall'altra l'informazione sull'evoluzione dell'immigrazione albanese è carente.

http://it.wikipedia.org/wiki/Albania