Lavoratori/ci Airasca
Dopo il
grande successo della manifestazione di Milano del 7
novembre che ha visto sfilare per le vie del
capoluogo lombardo oltre 100.000 persone sotto le bandiere della CUB e quella
di Roma del 22 novembre per il reddito sociale
che ha visto sfilare nella stessa iniziativa i disoccupati del sud e i giovani
precari, la CUB insieme ai giovani delle realtà organizzati ai centri sociali
ai giovani precari scende nuovamente in piazza, per proseguire la battaglia
sulla propria piattaforma.
Al centro della protesta è
la richiesta di una reale politica di re-distribuzione
del reddito ai lavoratori e del reddito garantito per i
disoccupati e i precari. L’introduzione dell’euro ha fatto schizzare in alto
i prezzi, mentre i salari italiani sono sempre in basso e ben
distanti dai salari dei Paesi europei più industrializzati
e il lavoro
diventa sempre più precario e senza diritti oltre
che la difesa della sanità e della scuola pubbliche.
L’altro
punto importante è costituito dalla questione delle
pensioni, la proposta del governo è inaccettabile
perché la prosecuzione comunque
forzosa del rapporto di
lavoro, in cambio di un teorico aumento di stipendio intorno al 30%, aprirebbe
dei buchi significativi nei conti dell’Inps; la
de-contribuzione per i neo-assunti avrebbe conseguenze
ancora più devastanti le due misure metterebbero l’Inps nelle condizioni di
non poter pagare nel giro di pochi anni gli attuali trattamenti pensionistici; l’assorbimento del Tfr da parte di fondi privati
priverebbe i dipendenti di una quota di salario differito ed è una forma di
trasferimento obbligato.
Al
contrario la Cub chiede che il Tfr rimanga nella piena disponibilità
dei lavoratori e che
le pensioni siano migliorate adeguandole all’effettivo costo della vita.
Il potere di acquisto dei trattamenti previdenziali è stato infatti ridotto di
almeno un 20% negli ultimi 10 anni.
Contro la guerra
in IRAK, per il ritiro dei militari italiani, per il passaggio dei poteri agli
Irakeni, bisogna continuare la lotta, prima che
continuino i massacri ed altre migliaia di persone perdano la vita in nome del
neoloberismo e del neocolonialismo.
Per la
difesa dei diritti dei lavoratori, per il ripristino della
possibilità di scioperare come i tranvieri
di Milano hanno dimostrato contro la concertazione e le gabbie della 146
torniamo in piazza e riconquistiamo il diritto di sciopero, e di rappresentanza
dei lavoratori e dei sindacati.
COLLETTIVO ALP/CUB AIRASCA