Pensioni e TFR

Lavoratori/ci prepariamo la mobilitazione 

Decontribuzione per i neoassunti. Tutto il TFR nei fondi pensione. Incentivi per rinviare la pensione. Il sindacato di base, preannuncia la mobilitazione.Con questa riforma si colpisce a morte la previdenza pubblica in favore di quella privata.

Con la decontribuzione per le imprese dei neoassunti, il versamento obbligatorio di tutto il TFR nei fondi pensione privati, la liberalizzazione dell’età pensionabile e l’incentivazione per indurre i lavoratori a ritardare il momento della pensione  si attenta al sistema previdenziale pubblico. 

 

“L’obbligatorietà del versamento del TFR ai fondi pensione  è un vero e proprio esproprio a danno dei lavoratori. Inoltre gli elementi di incentivazione alla permanenza al lavoro introdotti penalizzano i disoccupati, i precari e chi è in cerca di lavoro”.

 

L’ ALP/ CUB inoltre è contro le misure di riduzione dei contributi pensionistici ai nuovi assunti che rischiano di dare il colpo di grazia ai già precari bilanci degli enti previdenziali pubblici.

Proponiamo invece di prevedere un Fondo pubblico presso l’INPS che assicuri ai lavoratori gli attuali criteri di utilizzo e di rivalutazione del proprio Tfr e all’Ente un impiego più redditizio delle risorse accantonate che garantirebbe la rivalutazione prevista dalla legge invece delle perdite ormai evidenti dei fondi pensione privati vedi COMETA per i metalmeccanici e propone di esentare le pensioni dalle trattenute fiscali almeno per le fasce di reddito meno elevate. In molti altri Paesi Europei le pensioni sono esentate dalle tasse potremmo farlo anche in Italia.                                                        

Secondo il nostro centro studi con l'attuale sistema di indicizzazione le pensioni hanno perso oltre il 20% del loro valore in 10 anni; per questo il nostro sindacato chiede la modifica del sistema di rivalutazione collegandolo con l'inflazione effettiva e alle variazioni del Pil”.  

 

Le nostre proposte dietro il volantino


Tutelare il potere di acquisto delle pensioni con una indicizzazione pari alla dinamica del pil e delle retribuzioni; Con l’attuale criterio di indicizzazione le pensioni diminuiscono il loro potere di acquisto dell’1,5% all’anno.

Estendere l’aumento fino ad 516 euro (un milione di lire) a tutti i pensionati e, nel contempo valorizzare la contribuzione versata;

Esentare le pensioni dalle trattenute fiscali almeno per le fasce di reddito meno elevate

Impedire che si attui la proposta del Governo di far pagare meno contributi previdenziali ai nuovi assunti perché questo oltre a non garantire un trattamento pensionistico decente agli interessati di fatto renderebbe precaria la situazione dell’Inps che difficilmente potrebbe garantire gli attuali trattamenti ai pensionati.

Rendere effettiva la separazione tra assistenza e previdenza ponendo fine ad un uso improprio dei contributi previdenziali versati dai lavoratori dipendenti.

Attuare concretamente la lotta all’elusione e all’evasione contributiva rafforzando gli organici dei ruoli ispettivi degli Enti preposti e adottando misure che consentano e/o accentuino le sinergie tra loro; Modificare l’attuale sistema di prelievo contributivo passando dalla contribuzione legata al posto di lavoro alla contribuzione rapportata al valore aggiunto realizzato dall’impresa in modo da attenuare quella che si presenta come una tassa sul lavoro distorsiva, peraltro ,di una corretta concorrenza tra imprese perché penalizza, aldilà della quantita di tecnologia introdotta, le diverse tipologie di produzione;

Attuare, finalmente ed in modo razionale, la norma che tutela i lavori usuranti, l’aspettativa di vita per questi lavoratori è, come è noto, sensibilmente inferiore a quella media;

Consentire che il tfr resti nella piena disponibilità dei lavoratori senza penalizzazione fiscale rispetto al suo utilizzo. La CUB esprime la propria totale contrarietà allo scippo del tfr che governo e cgil,cisl,uil intendono attuare con il trasferimento utomatico o con il silenzio assenso ai fondi pensione integrativi.

Mantenere nella riforma degli enti previdenziali il ruolo del Comitato di vigilanza, presente autonomamente nei singoli enti, poiché soltanto questi permettono una partecipazione delle organizzazioni sindacali nel controllo della gestione pevidenziale;

Respingere eventuali proposte di passaggio al calcolo contributivo per tutti che, aldilà di una apparente parità di trattamento, finirebbe per produrre un’intollerabile penalizzazione, soprattutto per quei lavoratori con alta anzianità contributiva che non potrebbero recuperare la decurtazione della loro pensione;

Favorire una sostanziale omogeneità di trattamento per i dipendenti pubblici ai quali è applicato il rapporto di lavoro privato solo quando fa comodo.

 

Collettivo ALP/CUB SKF AIRASCA

                                                               Cicl. V. Bignone 89 Pinerolo