Una pensione al prezzo di due

Lavoratori la truffa dei fondi pensione si aggrega alle dichiarazioni del governo che punta nel futuro delle pensioni Inps per i giovani non più garantita da norme, ma dalle concrete possibilità esistenti in quel momento in termini di finanza pubblica.

 

Si chiarisce anche a chi non voleva vederlo, il senso della delega previdenziale, che è quello di smantellare il sistema pubblico previdenziale.

 

Molti economisti, l’ex ragioniere dello stato prof. Monorchio e la stessa relazione tecnica del ministero del welfare, denunciano gli effetti nefasti della decontribuzione di 5 punti percentuali sui nuovi assunti prevista dalla delega sui conti previdenziali.

Il goffo tentativo della Confindustria di ridimensionare la portata del buco che si produrrebbe senza un corrispettivo taglio delle pensioni future viene così a decadere.

Proprio Confindustria cade nel balletto delle cifre elaborate dal loro centro studi e ciò segnala una profonda malafede che gira negli ambienti industriali.

Il buco secondo gli industriali si aggirerebbe in 0,3 – 0,6 punti percentuali del Pil per poi correggerlo a 0,7% ma che si è poi tradotto in uno 0,3 secondo le analisi del giornale il SOLE 24 ore.

Le cifre (ufficiali) del welfare erano 0,3% se si riducessero i contributi di 3 punti al 0,8% per 5 punti.

Piccolezze per Confindustria un’enormità per i conti pubblici dell’Inps in particolare.

Governo,Industriali, Enti Bilaterali “Cisl Uil” confermano la loro amorevole convivenza che porteranno alla diminuzione dei contributi compensando tale perdita con il furto del TFR ai lavoratori.

Ecco come ci presentano il conto nel dettaglio: un lavoratore che vada in pensione a 60 anni con 35 anni di contributi, avrebbe diritto, in base alle norme in vigore, ad una pensione pari al 65% dell’ultima retribuzione.

Riducendo i contributi di 5 punti e investendo il TFR nei fondi pensione, questa percentuale salirebbe al 73% nell’ipotesi che il rendimento reale del fondo sia solo del 2,5.

Pantalone invece vuole fare il conto della serva: 5 lire di una busta paga totale lorda di 100 lire versati per 35 anni ( 5 lire che pantalone rinuncerebbe, con la decontribuzione, a favore delle imprese) e capitalizzate ad un tasso reale dell’1,5% ( come avviene per le pensioni puliche), danno 231,38 lire.

Pantalone inoltre accumula 7 lire di tfr ogni anno che capitalizzate al tasso reale del1% ( il TFR rende 1,5% più i 2/3 del tasso d’inflazione) danno 294,54 lire.

Pantalone sommando le due cifre ottiene 525,92 lire cui il lavoratore rinuncerebbe con la riforma.

Se Pantalone a fronte di ciò investirebbe il TFR nei fondi pensione al tasso d’intereresse del 2,5% ipotizzato dal Governo otterrebbe un montante di 394,11 lire. Pantalone tira le somme e la differenza tra ciò cui si rinuncia 525,92 lire e quello che si guadagna è una perdita secca di 131,81 lire rispetto a prima della delega.

Pantalone ha scoperto il trucco senza essere andato ad Oxford per scoprirlo e se anche il tfr investito nei fondi da un montante di 394,11 lire superiore a quello che si perde con la decontribuzione 231,38 con la riforma il lavoratore perde anche il tfr investito nell’impresa 294,54 lire.

Governo enti bilaterali Confindustria così ci vendono una pensione al prezzo di due bell’affare.

Riducendo invece di 3 punti i contributi  la perdita è ancora di 39,26 lire. Ipotizziamo rendimenti più alti la perdita si trasformerebbe in un guadagno ( con una decontribuzione di 5 punti ed un eventuale rendimento dei fondi al 5% il risultato netto è di 137,94 lire). Sono rendimenti molto difficilmente realizzabili visto i costi di gestione delle banche depositarie rispetto ai costi dell’Inps e delle Poste, i fondi inoltre hanno reso meno che il tfr. Elevati rendimenti devo essere associati ad un’economia che tira ma ciò comporterebbe anche un più elevato guadagno delle pensioni pubbliche e del tfr  (oltre il modesto 1,5% ipotizzato).

La truffa viene mascherata con una diminuzione della contribuzione maggiore occupazione niente di più falso pantalone si troverà invece una pensione da fame ed il furto della liquidazione grazie anche alla legge 30 che ha permesso la distruzione di tutti i diritti riconosciuti ai lavoratori.

Collettivo alp/cub Airasca                                                                           cicl.prop. v. bignone 89 Pinerolo