Per le lavoratrici e i Lavoratori della SKF di Airasca

 

Siamo arrivati al mese di settembre e come vi avevamo preannunciato dall’inizio dell’anno anche la SKF di Airasca subisce il rallentamento della produttività e della crisi del mercato dell’auto.

 

Tale situazione viene liquidata dalle nostre R.S.U con un semplice comunicato.

Ad oggi avanziamo otto ore di assemblea.

I lavoratori ancora una volta non possono intervenire ed ascoltare cosa sia veramente questa annunciata crisi e come si rifletta nel nostro stabilimento.

L’azienda è contenta se alla fine dell’anno gli regaliamo le ore di assemblea.

 

L’accordo sulle ferie è stato siglato senza il consenso dei lavoratori, che si sono visti nuovamente scippati delle loro ferie individuali i P.A.R.

 

I segnali per il prossimo anno non sono incoraggianti, perdiamo lavorazioni e quelle che restano servono solo  per tamponare picchi produttivi di altri canali.

 

La lavorazione dei cuscinetti di prima generazione non viene sostituita con nuovi investimenti e nuove lavorazioni.

Assistiamo così ad una graduale diminuzione dell’occupazione in stabilimento.

Queste cose ci preoccupano e devono essere discusse in assemblea con tutti.

 

Le  ennesime mancate conferme di otto nostri compagni di lavoro, non sono per noi un dato relativo anzi sono decisamente un’inversione di tendenza.

 

Gli operai licenziati certamente  pagano il distacco sociale che oggi si vive in stabilimento, ma il sindacato di base cercherà sempre di dare voce e stare vicino a chi è colpito da una simile tragedia.

 

I padri e le madri di famiglia che oggi perdono il posto di lavoro in SKF non possono certo contare sulla solidarietà di tutti i lavoratori della SKF di Airasca ma liquidare come un fatto relativo o marginale questi licenziamenti ci sembra sbagliato e profondamente ingiusto.

 

 

COLLETTIVO ALP/CUB SKF AIRASCA

 

 

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Settembre 2005