agenda
LAVORO - SOSTEGNO AL REDDITO 2007
E’ pubblicato oggi sul Bollettino Ufficiale della Regione
Piemonte il nuovo avviso per il "Sostegno al reddito 2007",
destinato a lavoratrici e lavoratori che presentino un indicatore di
situazione economica equivalente (Isee) minore o uguale alla soglia di 13.000
euro.
La Regione ha stanziato 10 milioni e 500mila euro per questo importante
intervento, incaricando l’Agenzia Piemonte Lavoro dell’erogazione del
sussidio alle persone che, a causa delle situazioni di effettiva criticità
socio-economica locale, risultino disoccupate o a rischio di disoccupazione.
Alle risorse stanziate “ad hoc” per il 2007 va ad aggiungersi anche poco
più di 1 milione di euro proveniente dall’importo non speso del precedente
avviso, portando così a complessivi 11 milioni 539mila e 500 euro i
contributi disponibili.
L’iniziativa è stata illustrata questa mattina, presso la Sala Giunta della
Regione, dall’Assessore al Welfare e Lavoro, Teresa Angela Migliasso, e dal
direttore dell’Agenzia Piemonte Lavoro, Lucia Mollica.
“Si tratta di un impegno della Regione finanziariamente rilevante – ha
puntualizzato l’Assessore Migliasso – a fronte di un bisogno reale e
concreto di sostegno al reddito da parte di lavoratrici e lavoratori che sono
stati toccati dalla crisi industriale che ha colpito la nostra regione.
L’analisi dei dati dell’anno precedente ha indotto l’assessorato a
differenziare ulteriormente quest’anno le fasce di reddito, con
l’obiettivo di essere più efficaci nei confronti di quanti percepiscono un
reddito particolarmente basso”.
Per richiedere il contributo è necessario essere residenti o domiciliati in
Piemonte e dipendenti di imprese che producono o risiedono nella regione, che,
nel periodo dal primo gennaio 2007 al 31 dicembre 2007, rientrano in una di
queste categorie: lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria o
straordinaria, a zero ore per almeno 692 ore maturate in sei mesi dal 15
settembre 2006 al 31 dicembre 2007; lavoratori in mobilità, sia indennizzata
che non indennizzata; lavoratori in disoccupazione erogata dall’Inps
ordinaria, speciale per l’edilizia o a requisiti ridotti; lavoratori
licenziati, con un’anzianità lavorativa presso la stessa impresa di almeno
120 giorni solari; lavoratori sospesi dal lavoro dipendente nel settore
artigiano, del commercio o dei servizi, per almeno 120 giorni solari maturati
dal 15 settembre 2006 al 31 dicembre 2007; contrattisti a progetto con
contratto intercorrente con un unico committente e della durata minima di 12
mesi, sospeso senza erogazione del corrispettivo per almeno 120 giorni solari
o risolto prima della scadenza concordata tra le parti per assoggettamento
dell’azienda a procedura concorsuale o per cessazione dell’attività;
lavoratori a tempo determinato, dipendenti da aziende assoggettate a procedura
concorsuale, o che abbiano cessato l’attività con contratto risolto almeno
120 giorni solari prima della scadenza.
Il contributo che verrà assegnato è diverso a seconda del valore di ISEE
relativo al reddito 2006: il sussidio è di 4.000 euro per i lavoratori che
presentano un ISEE fino a 4.000 euro, di 3.500 euro con valore ISEE compreso
nella fascia tra 4.000,01 e 7.000 euro, di 3.000 euro con ISEE tra 7.000,01 e
10.000 euro, e infine di 2.000 euro con ISEE tra 10.000,01 e 13.000 euro. In
ogni caso il sussidio è erogato dall’Agenzia Piemonte Lavoro in un’unica
soluzione e non può essere percepito più di una volta da ciascun
richiedente.
giugno
il manifesto 24-6-07

| TASSO DI DISOCCUPAZIONE AI MINIMI DAL 1992-ansa |
| ROMA - Il tasso di disoccupazione in
Italia nel primo trimestre 2007 è sceso al 6,4%, ai minimi dal 1992,
rispetto al 7,6% dello stesso periodo del 2006. Lo comunica Istat,
sottolineando che rispetto al quarto trimestre 2006, al netto dei fattori
stagionali, il tasso di disoccupazione si è ridotto di due decimi di
punto al 6,2%. Nel primo trimestre dell'anno il numero delle persone in
cerca di occupazione è risultato pari a 1.556.000 unità, in calo
rispetto allo stesso periodo del 2006 (-17%, pari a -319.000 unità). La
riduzione del tasso di disoccupazione - sottolinea l'Istituto di
statistica - è dovuta fondamentalmente alla crescita dell'area di
inattività, in altre parole alla rinuncia a ricercare attivamente un
posto di lavoro. Nei primi tre mesi del 2007, il numero degli inattivi (15-64 anni) ha infatti registrato un significativo aumento tendenziale (+381.000 unità). Alla discesa nel nord si è contrapposta la crescita nel centro e soprattutto nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda il numero delle persone in cerca di occupazione, sempre nei primi tre mesi dell'anno, si è registrata una riduzione tendenziale sia della componente maschile (-13,5%, pari a -120.000 unità) sia, con intensità più accentuata, di quella femminile (-20,2%, pari a -199.000 unità). Il calo si è concentrato in buona parte nel Mezzogiorno, dove ha interessato sia gli uomini che le donne, ma é risultato sensibile anche nel nord per la componente femminile e nel centro sia per gli uomini che per le donne. Guardando al tasso di disoccupazione, nel primo trimestre 2007 è diminuito rispetto a un anno prima di 0,8 punti percentuali per gli uomini e di 1,9 punti percentuali per le donne, portandosi rispettivamente al 5,3% e all'8%. Nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione pari all'11,4% risulta essere ancora il triplo rispetto a quello del nord (3,8%) e circa il doppio in confronto a quello del centro (5,5%). Sempre rispetto al territorio, il calo è risultato più contenuto nel nord (-0,4 punti percentuali), dove ha riguardato esclusivamente la componente femminile e nel centro (-0,9 punti percentuali) dove ha invece interessato sia gli uomini che le donne. Nel Mezzogiorno la discesa è stata più accentuata (-2,7 punti percentuali) e ha coinvolto sia gli uomini sia in misura maggiore le donne. Infine per quanto riguarda gli inattivi il numero di quelli in età compresa tra 15 e 64 anni, nel primo trimestre 2007 è sceso moderatamente nel nord (-0,3%, pari a -16.000 unità) mentre è cresciuto in misura marcata nel centro (+5,4%, pari a -137.000 unità) e nel Mezzogiorno (+4,1%, pari a +260.000 unità). Nei primi tre mesi dell'anno il tasso di inattività si é attestato al 38,1%, 8 decimi di punto in più rispetto a un anno prima. RALLENTA CRESCITA I TRIMESTRE, +99.000 OCCUPATI Nel primo trimestre dell'anno gli occupati in Italia sono aumentati di 99.000 unità rispetto allo steso periodo del 2006. Lo rende noto l'Istat, spiegando che si tratta di un incremento dello 0,4%, in sensibile rallentamento rispetto alla crescita registrata nel 2006. Nel primo trimestre dell'anno, fa sapere l'Istat, il numero di occupati è risultato pari a 22.846.000 unità, con una crescita su base annua dello 0,4%. Dopo la "sostenuta crescita" registrata nel 2006 - spiega l'Istat - l'indebolimento della dinamica dell'occupazione riflette la sensibile riduzione del ritmo di crescita del lavoro tempo determinato nonché l'attenuazione dell'apporto fornito dalla componente straniera. In termini destagionalizzati e in confronto al quarto trimestre 2006, l'occupazione nell'insieme del territorio nazionale ha registrato una contrazione pari allo 0,3%. Rispetto al primo trimestre 2006 il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è rimasto stabile al 57,9%. La crescita su base annua dell'occupazione ha interessato sia gli uomini (+0,2%, pari a +27.000 unità) sia in misura più accentuata quella femminile (+0,8%, pari a +72.000 unità). L'occupazione straniera è cresciuta di 85.000 unità (+52.000 uomini e +33.000 donne). A livello territoriale, all'incremento del nord (+0,9%, pari a +102.000 unità) e del centro (+0,8%, pari a +37.000 unità), che in entrambe le ripartizioni ha interessato sia gli uomini sia le donne, si è contrapposta la discesa del Mezzogiorno (-0,6%, pari a -40.000 unità) dovuta unicamente alla componente maschile. Sempre nel primo trimestre 2007 le forze di lavoro hanno registrato, rispetto allo stesso periodo del 2006, una flessione dello 0,9% (-220.000 unità). Rispetto al quarto trimestre 2006, al netto dei fattori stagionali, l'offerta di lavoro si è ridotta dello 0,5%. Al moderato aumento registrato al nord (+0,5%, pari a +60.000 unità) si è contrapposto il modesto calo nelle regioni centrali (-0,2%, pari a -10.000 unità) e quello più marcato nel Mezzogiorno (-3,6%, pari a -269.000 unità). Guardando alla crescita dell'occupazione nel primo trimestre 2007, essa sintetizza l'aumento delle posizioni lavorative dipendenti salite di 147.000 unità (+0,9%), ed il calo di quelle indipendenti, diminuite di 47.000 unità (-0,8%). Il numero degli occupati a tempo pieno ha registrato un aumento tendenziale dello 0,7% (+140.000 unità) che ha interessato sia i dipendenti sia gli indipendenti. Gli occupati a tempo parziale sono diminuiti dell'1,3% (-40.000 unità). Con riguardo all'occupazione dipendente, nel primo trimestre 2007 il lavoro a tempo parziale è complessivamente cresciuto su base annua del 2,3%, pari a +52.000 unità; il lavoro a termine ha registrato un moderato aumento pari allo 0,7% (+14.000 unità). Per quanto riguarda infine il tasso di occupazione, a fronte della sostanziale stabilità di quello maschile al 69,9%, quello femminile ha registrato un lieve incremento, portandosi al 46% dal 45,8% del primo trimestre 2006. Per gli occupati stranieri il tasso si è attestato al 65,1% (-2 punti percentuali) ed è risultato pari all'81,8% per gli uomini e al 48,5% per le donne. |
La discussione e la possibile conclusione condivisa del tavolo di concertazione
su “Crescita ed Equità” deve tenere conto
della selvaggia ridistribuzione del reddito a scapito dei lavoratori
dipendenti,
della consistente riduzione del potere di acquisto dei
trattamenti pensionistici e
della devastazione nelle condizioni di vita di milioni prodotta
dal lavoro precario.
Problemi a cui l’ultima legge finanziaria non ha dato risposta alcuna, mentre
si sono trasferite ingenti risorse alle imprese con il cosiddetto cuneo fiscale.
La relazione presentata dal Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale
Cesare Damiano nell’incontro del 15 c.m. a Palazzo Chigi segnala una forte
difficoltà a farsi carico seppur in modo graduale dell’esigenza di dare
risposta in modo accettabile ai principali problemi sociali.
Nel merito:
Le risorse disponibili devono essere elevate ad almeno 10 mdi per evitare che il
risanamento dei conti pubblici sia ancora una volta sulle spalle di lavoratori e
pensionati, questo è intollerabile anche a fronte del livello di evasione/elusione
fiscale e contributiva.
Non si comprende altresì come mai non venga richiesto alla Banca d’Italia,
che ha grandi responsabilità sull’entità del debito pubblico, di farsi
carico del problema considerando le ingenti riserve di cui dispone su cui
maturano ogni anno cospicui interessi.
Pensioni:
Sui trattamenti pensionistici ribadiamo che il problema principale è quello di
garantire il mantenimento del potere di acquisto agganciando le pensioni in
essere all’inflazione e alla variazione delle retribuzioni.
La rivalutazione delle pensioni in essere deve tenere conto
anche della perdita subita negli ultimi 10 anni dai pensionati.
Per i futuri pensionati deve essere garantita la possibilità
di cessare il lavoro con 35 anni di contributi o con il requisito di 60 anni di
età.
La pensione va calcolata sulla retribuzione degli ultimi anni di lavoro per
tutti sulla base del 2% per ogni anno.
Contribuzione figurativa per i congedi parentali
Per gli Lsu/Lpu i contributi figurativi devono essere validi ai fini
pensionistici, facendo riferimento alla retribuzione prevista dai contratti
nazionali dei settori in cui sono occupati.
Rendere effettiva la separazione tra assistenza e previdenza.
Competitività:
Sono totalmente sbagliati e inaccettabili gli sgravi contributivi sul salario e
la riduzione della contribuzione sugli straordinari. Proposte datate e superate
a seguito del rilevante beneficio accordato al sistema delle imprese con la
riduzione del cuneo fiscale e perché gli sgravi contributivi sottraggono all’Inps
importanti risorse.
Sullo straordinario facciamo notare che l’incentivazione
dello stesso contrasta con l’esigenza di creare nuova occupazione.
E’ indispensabile attuare un riduzione delle aliquote fiscali sulle
retribuzioni.
Precarietà:
Cub ritiene indispensabile cancellare completamente le tipologie contrattuali
previste dal pacchetto Treu e dalla legge 30 stabilendo la centralità del
lavoro a tempo indeterminato come forma tipica del lavoro subordinato.
Lavoro a termine. I casi tassativamente previsti devono essere:
a) sostituzione lavoratori assenti per i quali è prevista la conservazione del
rapporto di lavoro;
b) oggettive e temporanee ragioni di carattere tecnico organizzativo o
produttivo che non possono essere diversamente affrontate;
Abolizione dei contratti a progetto e dei contratti interinali.
Quelli in corso devono essere trasformati in contratti di lavoro subordinato a
tempo indeterminato in capo all’azienda utilizzatrice.
Apprendistato.
In generale cosi come è congegnato l’apprendistato è un lungo periodo di
prova senza nessuna garanzia di assunzione, bisogna prevede che al termine del
periodo di apprendistato ci sia la trasformazione automatica in un contratto a
tempo indeterminato. Nel caso di interruzione anticipata del periodo di
apprendistato da parte dell’impresa la stessa dovrà motivare per iscritto.
Inoltre va eliminato l’apprendistato professionalizzante per la sua assurdità.
Le cooperative:
Si è perso quasi completamente il significato e la funzione che storicamente
hanno avuto nel nostro paese. Si sta affermando una situazione di cooperative
che non rispettano per niente gli elementi che stanno alla base della mutualità.Va
ristabilita la titolarità del giudice del lavoro per tutte le questioni che
attengono al rapporto di lavoro e per le cooperative con base sui soci
lavoratori è indispensabile una azione di verifica a tappeto per accertare la
situazione di fatto.
Disoccupazione in età matura
Esiste una precisa responsabilità delle imprese nell’espulsione dal lavoro
degli ultra 45enni a seguito di ristrutturazioni che prevedono
contemporaneamente l’assunzione di giovani queste operazioni vanno vietate
perché si è di fronte ad una pura speculazione per risparmiare sul costo del
lavoro
Per gli altri casi di disoccupazione in età matura sono
fondamentali misure di sostegno del reddito, accesso a percorsi di formazione,
riqualificazione, riconversione professionale attraverso una riqualificazione
dei servizi pubblici per l'impiego pubblico, un sistema di ammortizzatori
sociali a carattere universalistico; politiche di sostegno alle famiglie per le
lavoratrici; per la cura di minori e persone non autosufficienti”.
Indennità di disoccupazione.
Elevazione dell’indennità al 80% della retribuzione globale di fatto per un
periodo di 12 mesi.
Corresponsione a chi ha maturato un periodo di attività di 6 mesi. L’indennità
di disoccupazione può essere percepita ogni 3 anni
Lavoro autonomo. Va considerato tale l’effettivo svolgimento
di una attività imprenditoriale
Cassa Integrazione e mobilita.
Ripristinare l’indennità al 80% della retribuzione globale di fatto,
attualmente è vincolata ad un massimale che copre tra il 50% e il 60% della
retribuzione per 12 mensilità. Estensione del trattamento ai settori
attualmente esclusi indipendentemente dai livelli occupazionali.
Lavoro in nero, da sanzionare pesantemente fino ad equipararlo
alla riduzione in schiavitù.
Sostegno al reddito:
1. Reddito sociale minimo, garanzia di un reddito sociale
minimo di euro 10.000 da valere per quanti si trovano privi di attività
lavorativa o con un reddito inferiore a 8.000 euro.
2. Servizi: gratuita del trasporto urbano e di quello
extraurbano, contributo del 50% sulle utenze per fornitura di gas, acqua,
elettricità, telefonia fissa e alloggio
Per quanto non esplicitamente richiamato in queste note si rimanda ai contenuti
delle nostre del 9-5-07 aventi per oggetto rispettivamente: Sistema di tutele
del mercato di lavoro e
Previdenza.
p. la Cub
P. Giorgio Tiboni
Milano 18-06-07
Certo è vero che la realtà sociale di oggi, del mondo del
lavoro, ci offre un panorama abbastanza fosco. E’ un dato acquisito
sociologicamente che le nuove generazioni siano destinate a stare sensibilmente
peggio delle precedenti, sia in termini di accesso al mercato del lavoro, sia in
termini di future pensioni, ecc. Le povertà sono crescenti. I dati Istat 2005
dicono che in Italia quelli ufficialmente poveri sono oltre sette milioni e
mezzo, il 13% della popolazione italiana. Quelli sotto la soglia della povertà
relativa, considerando anche quelli che sono appena un po’ sopra, ma che
rischiano di precipitare al di sotto, ci dicono che quasi una persona su 4 si
trova in un deciso disagio economico. Su dieci milioni e 900.000 persone
titolari di pensione di vecchiaia, circa la metà hanno un reddito totale
inferiore alla soglia della povertà. Esempi come questi ne potremmo fare molti,
che peraltro non riguardano solo la povertà tradizionale, le sacche di
esclusione sociale, riguardano sempre di più la gente normale, i pensionati, i
ricercatori. Una parte cospicua di quelli che svolgono questa attività
guadagnano 800-1000 euro al mese. Questo per dire che c’è comunque un
processo di impoverimento complessivo in cui le proposte estremiste
obiettivamente possono avere una qualche presa. Tempo fa davanti alla Fiat sono
andati a distribuire volantini il segretario del Partito della Rifondazione
Comunista e il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, anch’egli
di Rifondazione, e come era già successo ai segretari dei tre sindacati sono
stati ricevuti in maniera non proprio affettuosa dagli operai. Sono operai che
hanno una storia di 20 anni di lavoro in Fiat, in condizioni comunque molto
dure, e guadagnano 1000 euro al mese.
Firmato dai confederali il contratto del Pubblico Impiego Duro giudizio di Cub e RdB che non firmano. Pochi soldi e contratto prolungato, che peggiora ancora di più l'accordo quadro del 6 aprile 2007. 101 Euro di aumento medio a partire da febbraio del 2007, ma c'è il rischio che tali aumenti non vengano erogati prima del 2008 in quanto i soldi verranno stanziati solo con la prossima finanziaria!! Al netto sono 65 Euro che non coprono più del 48% dell'inflazione reale. ALP/Cub invita la CUB Scuola e RdB per una Assemblea Pubblica il 26 giugno. CONTRATTO METALMECCANICI: Alla Sachs-ZF, SKF TBU e OMVP bocciata la piattaforma presentata da FIMFIOMUILM e con il rifiuto di pagare la quota contratto. Sachs-ZF: su 120 che hanno votato, 88 NO e 28 SI sulla piattaforma contrattuale. 101 No alla quota contratto e 13 SI. SKF TBU e OMVP: Sulla Piattaforma SI 23% NO il 74%, 3% bianche. Sulla quota contratto: 4% SI, 8% bianche e 84% NO. Nelle fabbriche dove ci sono proposte alternative e interventi in assemblea la grande maggioranza dei lavoratori boccia le proposte dei confederali. In questi giorni la Cub ha presentato le proprie richieste e chiede di partecipare alle trattative. Su questo e altri argomenti DIRETTIVO VENERDI' 8 giugno ORE 18 presso la sede ALP/Cub.
●
24 MAGGIO
ORE 21 - PEROSA ARGENTINA
SALA
DEL MUNICIPIO. INTERVIENE RENATO STRUMIA ECONOMISTA ED ESPERTO DI FONDI
PENSIONE.
DOPO
LA DISCUSSIONE SUL TFR FAREMO IL PUNTO SULLA SITUAZIONE DELLE FABBRICHE IN
VALLE.
●
25 MAGGIO ORE 21 LUSERNA S.
GIOVANNI SALETTA
D'ARTE.
DOPO
LA DISCUSSIONE SUL TFR FAREMO ANCHE QUALCHE RIFLESSIONE SULLA SITUAZIONE DELLA
PRO SENECTUTE E DEL S. GIUSEPPE,
DOPO L'ACCORPAMENTO E LA RECENTE TERZIARIZZAZIONE DEL PERSONALE AD UNA
COOPERATIVA.
Circolo Sociale - via del Duomo, 1 - Pinerolo
La dimensione interpersonale della coscienza
Giovanni Liotti - Soc. It. Terapia Comportamentale e
Cognitiva.
Auditorium Baralis - via Marro, 10/12 - Pinerolo
La società invisibile
Daniel Innerarity - Università di Saragozza.
Civica Galleria F. Scroppo - via R. D’Azeglio, 10 Torre
Pellice
Barbari. L’immigrazione nell’impero romano
Alessandro Barbero - Univ. Piemonte Orientale.
Piazzetta Verdi - Pinerolo
Perché “contro l’identità” ?
Francesco Remotti - Università di Torino.
Auditorium Baralis - via Marro, 10/12 - Pinerolo
Noi siamo un colloquio
Eugenio Borgna - Università di Milano.
Piazzetta Verdi - Pinerolo
Parole vive e coraggio di uscire dalle identità
Chiara Zamboni - Università di Verona.
Atrio Palazzo Vittone - p.zza V. Veneto, 8 - Pinerolo
Apertura mostra Veder toccando di Emilia
Pozzo La Ferla. Nell’ambito della mostra il 25 maggio alle ore 18
inter vento di Marco Mazzeo - Università della Calabria.
Sala Museo Diocesano - via del Pino, 49 - Pinerolo
La differenza tra i sessi
Pietro Barcellona - Università di Catania
Sala Pedemontana - piazza Terzo Alpini, 1
Pinerolo
Pietro Chiodi: una scena filosofica
video-inter viste, narrazioni, letture
a cura di Claudio Canal.
Teatro Selve di Vigone - vicolo Teatro
Concerto finale Altre/menti con musiche di B.
Bartòk
e R. Wagner eseguite da: Quartetto Maurice
e Ensemble di musica contemporanea
dell’ Ist.Civico Corelli. Direttore Claudio Morbo
Family Day
Dopo 60 anni di governi democristiani o parademocristiani
(salvo rare parentesi laiche), c'è bisogno di un bel Family Day per ricordarsi
che esiste la famiglia. Se questa fosse la finalità della sfilata di domani in
piazza San Giovanni, sarebbe quantomai lodevole, visto che siamo il paese
europeo con la più bassa natalità e quello che destina alle politiche
familiari la quota più bassa della spesa sociale: il 26,4% del Pil, 5 punti in
meno che nel resto d'Europa.
Quell'Europa che Buttiglione e Ferrara vedono infestata di massoni, mangiapreti,
satanisti, e Tremaglia anche di culattoni. I paesi che non hanno avuto la
fortuna di avere in casa la Dc, Berlusconi e il Vaticano, danno alle famiglie il
2,4% del Pil; noi l'1,1. Per aiutare i disoccupati a tirare avanti e a farsi una
famiglia, l'Europa investe il 6% della spesa sociale: noi il 2. La Spagna di
quel satanasso di Zapatero, il 12,5. In Italia i disoccupati che ricevono un
sussidio sono il 17%: in Francia il 71, in Germania l'80, in Austria l'84, in
Belgio il 92, in Olanda il 95, nel Regno Unito il 100%. Per i nostri giovani è
anche peggio: sotto 25 anni, da noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in
Francia il 43, in Belgio il 51, in Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57. Poi
c'è la casa: solo lo 0,06% della spesa sociale italiana va in politiche
abitative (la media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Quanto ai benefici
alle madri, siamo al 19° posto al mondo. Sarà un caso, ma l'Italia ristagna da
anni a crescita sottozero, mentre la Francia ha il record occidentale dei nuovi
nati, con 2 figli per donna: la media europea è 1,5, la nostra 1,3. Nascono più
figli dove esistono i Pacs e non si fanno i Family Day. Noi facciamo il Family
Day, abbiamo paura persino dei Dico, e siamo il paese con meno bambini. Un
trionfo. Marco Travaglio
Visiite des Equipes Ouvrières Protestantes à Agape – 6-8-Mai 2007
Vari incontri ad Agape sulla
valle, il dopo olimpiadi, il sindacato, la situazione politica italiana e
francese
Marted' 1° Maggio ALP/Cub, il Nino e il gruppo dei precari,
organizzano un concerto in piazza a Pinerolo, per ricordare alcuni
problemi che vive il mondo del lavoro:
*La precarietà.
*Lo scippo del TFR.
*Il futuro della PMT (ex Beloit).
>>>
730 :Inizia il servizio dal 16 Aprile fino
al 18 Maggio.
Il
Lunedì – Mercoledì – Venerdì dalle ore 15 alle ore 18,30
il
martedì dalle ore 9 alle ore 11,30.
Venerdì 27 aprile ore 21 al Centro Sociale di Via Lequio a
bbiamo invitato Tiboni , Coordinatore nazionale della Cub,
per
parlarci dello scippo del TFR e delle iniziative della CUB.
MARTEDI' 17 APRILE ORE 16,30
SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PINEROLO
Targa in memoria dei 30.000 desaparecidos in
Argentina
Incontro con la delegazione argentino-italiana.
SABATO 14 APRILE : Le cure sanitarie delle persone non autosufficienti.
Un tema che è stato presentato anche al TG 3 la Domenica di Pasqua e
presente in molte situazioni anche nel nostro territorio.
GIOVEDI' 12 APRILE: CHI HA PRESO IL POSTO DELLA CLASSE OPERAIA ?
Riflessioni del Prof. Mauro Magatti.
Aula Magna SUMI ore 21
Via C. Battisti 6 – Pinerolo
Sabato 31 marzo manifestazione NO TAV
da Trana ad Avigliana : SUSA E SANGONE
DUE VALLI UNA SOLA VOCE NO TAV
Si va in macchina. Partenza da Pinerolo ore 13,30
parcheggio Stazione Olimpica
FFSS.
La Mostra sulle lotte
sindacali in Miniera curata da Piero
sarà a PEROSA
ARGENTINA
presso la Sala Lombardini
dal 19 al 24 marzo
2007 con i seguenti orari:
Lunedì e Venerdì
ore 16- 19
Mercoledì e Giovedì ore 13 -
16
Invitiamo tutte e tutti a
vedere la mostra fotografica
UN
MURO NON BASTA
fotografie, documenti e testimonianze sul muro di separazione in Palestina.
La mostra che durerà fino a
sabato 17 marzo, è allestita presso
ISTITUTO BUNIVA via
dei Rochis AULA MAGNA
Orario da Lunedì e Venerdì
9- 12,30 13,30 – 17
Sabato 9- 12,30
Martedì e Venerdì fino alle
20,30