Ada Lonni

Ha studiato l’emigrazione italiana all’estero, le forme e i modi di inserimento degli emigranti nei paesi d’arrivo, con particolare attenzione alla Francia e alle aree di influenza francese. I suoi studi si sono poi ampliati fino ad arrivare ad includere le più recenti ondate migratorie che hanno coinvolto l’Italia. Ha concentrato la sua analisi e la sua ricerca su quella mobilità circolare che sarà uno dei caratteri dominanti del XXI secolo e che ha nel bacino del Mediterraneo una delle sue aree nevralgiche. Una mobilità che – specie quella nel Mediterraneo orientale- va di pari passo con il conflitto, con l’incontro di culture, coi processi di definizione delle identità individuali e nazionali.

http://www.dipartimentolingue.unito.it/Facolta/OS-ShowTeacherDetails.asp?FromPage=lonni/oss-programmi.asp&ProgSrchFld=&Editing=7654321187

 

Pubblicazioni - volumi

  • 2012. A. Lonni, Caffè, hammam e caravanserragli. I luoghi di incontro nella Gerusalemme tardo-ottomana, L’Harmattan Italia, Torino 2012
  • 2008. A .Lonni, Alle radici della colonizzazione. Viaggio nella Gerusalemme tardo-ottomana, Il Ponte, Bologna 2008
  • 2006. A .Lonni, Fra muri e check-points. Storie di bambini, di scuole e di spazi negati a Gerusalemme est, L’Harmattan Italia, Torino 2006
  • 2003. A .Lonni, Immigrati, Mondadori, Milano 2003
  • 2003. A .Lonni, B.L.Ra’ad, Identità in conflitto. Il dilemma di Israele e Palestina, L’Harmattan , Torino 2003
  •   2001. A .Lonni, Dal conflitto alla pace: scuola e democrazia nella terra di Abramo, Edizione dell’Orso, Alessandria 2001
  • 1998. A .Lonni, I diritti di Odisseo. Appunti sparsi in materia di immigrazione, Edizioni dell'Orso, Alessandria 1998
  • 1997. P.Corti, P.Audenino, A.Lonni, Imprenditori biellesi in Francia tra Otto e Novecento, Electa, Milano 1997
  • 1995. A .Lonni, I diritti di chi non ha diritti. Migrazioni di ieri e di oggi, Edizioni dell'Orso, Alessandria 1995
  • 1994. A .Lonni, I professionisti della salute. Monopolio professionale e nascita dell'ordine dei medici. XIX e XX secolo, Franco Angeli, Milano 1994

Ada era stata una animatrice di Salaam fin dai suoi inizi

<<Salaam Ragazzi dell’olivo – comitato Pinerolese>>

 

Iniziato nel 1988 a livello nazionale da Arci-Ragazzi e Agesci, questo progetto per l’affidamento a distanza di bambine e bambini dei Territori Palestinesi Occupati fu lanciato in risposta alle notizie ed alle immagini drammatiche della prima Intifada che rivelarono la violenza della repressione dell’esercito israeliano e la sofferenza scaricata soprattutto sui giovani e giovanissimi Palestinesi.

 

Due le ispirazioni di fondo che per anni il progetto seppe polarizzare: quella umanitaria, con l’ansia d’aiuto diretto e personale, e quella politica con le campagne d’informazione, i viaggi di conoscenza, la crescente comprensione della natura geo-strategica dell’occupazione militare israeliana sulla Palestina, il forte sostegno ideale alla lotta dei Palestinesi per dell’indipendenza nazionale e per la conquista dei pieni diritti umani e politici. L’intreccio e la ricerca di equilibrio non sempre facile tra questi due orientamenti percorrono tutta la storia di Salaam durante i dodici anni fino a fine 1999 quando (nella speranza poi delusa di essere vicini allo Stato Palestinese e ad un normale sviluppo sociale) fu deciso in accordo con i partners palestinesi di cessare l’aiuto individuale per rispondere a bisogni collettivi come le scuole dell’infanzia, le istituzioni educative, i centri sanitari, gli scambi culturali e scolastici…

In tutta Italia il progetto ebbe una diffusione rapida e inattesa: in tre anni, nel 1991, le adozioni a distanza erano 5.000 (saranno oltre 10.000 in totale, alcune durate per dieci anni e più, storie di scoperta, di affetto, di solidarietà profonda tra famiglie italiane e bambine e bambini palestinesi dei villaggi e dei campi profughi in ogni angolo della West Bank e della Striscia di Gaza). Contando la presenza di parrocchie, consigli di fabbrica, circoli scout, scuole oltre alle famiglie, si è valutato che tra le 100 e le duecentomila persone in Italia siano state coinvolte. Centinaia di affidatari ogni anno viaggiarono per incontrare i loro piccoli amici in Palestina.

 

Salaam si costituì come Associazione autonoma nel 1992, con una rete capillare e attiva di comitati locali a cominciare da Pontedera, Brescia, Milano, Roma, Napoli, Treviso, Trieste, Verona, Bologna, Imola e oltre cento altri a cascata. In Piemonte con diversa continuità agirono i gruppi di Torino, Pinerolo, Asti, Alessandria, Casale, Novara, Ivrea, Aosta.

 

A Pinerolo e nel Pinerolese fra le prime adozioni a distanza vi furono quelle collettive della Parrocchia di S.Lazzaro, del gruppo Scout Pinerolo Due, della comunità alloggio dell’Opera Valdese a Torre Pellice, dell’Associazione Pace Val Chisone, dell’Arci di Pinerolo. Quasi completamente assenti, a differenza da altre realtà italiane, Consigli di Fabbrica, sindacati, partiti e gruppi politici (con l’eccezione del circolo PRC di None). La partecipazione fu di fatto radicata più nel filone umanitario che in quello politico, pur con sfumature.

 

Appunto l’Arci dalla primavera 1990 fu il punto di riferimento pinerolese, presso il quale sorse il Comitato e gravitarono i numerosi affidamenti individuali. In totale le adozioni nel Pinerolese andarono oltre le sessanta. Va ricordato che erano piuttosto impegnative, centomila lire al mese per un minimo di due anni, oltre ad un incessante coinvolgimento e stimolo per tutti, emotivo, mediatico, organizzativo, politico.

 

Il Comitato locale di Pinerolo fu anch’esso tra i primi e più attivi, sia autonomamente che in collaborazione con Torino e con il coordinamento Piemonte-Liguria che contribuì a creare e che si riuniva ad Asti. Dal Comitato di Pinerolo furono espressi/e diversi/e componenti del Direttivo e dell’Esecutivo nazionale di Salaam e volontari impegnati per lunghi periodi a Gerusalemme nel 93, nel 95, nel 97. 

Nel giugno 1995 si svolse a Torino la terza Assemblea Nazionale di Salaam organizzata quasi interamente dal nostro comitato.

 

A partire dal 1990 le iniziative locali di mobilitazione e di informazione sulla realtà Palestinese furono molte. Tra le più significative:

-         tre campi di lavoro nelle estati 90, 91 e 92 presso l’orfanotrofio di Tulkarem ed il campo profughi di Al Fawwar, con la partecipazione pinerolese di studenti, insegnanti e del gruppo FAT della comunità cristiana di base di Corso Torino;

-         iniziative di protesta silenziose in Piazza Cavour con le Donne in Nero a inizio 1991 contro la Guerra del Golfo; incontri sulla Palestina dalla primavera 1991: alla scuola media S.Lazzaro, all’Associazione Pace di Perosa, alle scuole elementari di Borgaro T.se, all’Agesci di Borgo Madonnina, al salone del Seminario il 23/3/91 con la partecipazione dei responsabili nazionali Arciragazzi e Agesci, incontro pubblico e diapositive a None, la presentazione del libro “I bambini dell’intifada” di Marisa Musu (la notissima “Ragazza di via Orazio”…) ed Ennio Polito, che torneranno a Pinerolo più volte in occasione di incontri e mostre dedicati alla Palestina.

-         Intensa attività anche nel 1992: la mostra del fotografo palestinese Akram Safari (tornerà anch’egli più volte a Torino, lavorando tra l’altro alla produzione e realizzazione di un film su Gerusalemme, “Song on a narrow path” del marzo 2001); in agosto alla Rassegna dell’artigianato mostra, libri, informazione, volantinaggi a migliaia di visitatori.

-         1993: in maggio significativa la visita di Abdel-Rahim Mahmoud (uno dei garanti palestinesi di Salaam), a Pinerolo per un dibattito su “Palestina: terra santa per chi? Musulmani, ebrei, cristiani a confronto”

 

….Così potrebbe continuare il lungo elenco delle attività, fino alla trasformazione del progetto nel 1999. Sono disponibili volantini, resoconti, documentazione su tutti i dieci-dodici anni di Salaam Ragazzi dell’Olivo.

Dall’esperienza di Salaam sono scaturiti e vivono oggi altre imprese come il “Progetto Asili” o il programma di scambi scolastici “Pianeta Possibile”.

Una parte dell’eredità di tale esperienza è sfociata nel 2000 e 2001 nelle iniziative del “Comitato Pinerolese Contro la Guerra” e poi del “Social Forum del Pinerolese” dopo la ripresa della Intifada “Al Aqsa” e la nuova invasione armata israeliana dei Territori Palestinesi, con dibattiti, mobilitazioni e iniziative di cooperazione (la fiaccolata a Pinerolo il 17 novembre 2000, l’assemblea pubblica del Gruppo Pace Piossasco il 23 marzo 2001, il dibattito il 20 aprile 2001 con Ada Lonni, l’incontro del Liceo Porporato in ottobre 2001 con due educatrici palestinesi per l’infanzia, il sit-in in Piazza Duomo il 7 dicembre 2001, l’incontro con un “refusnik” israeliano in ottobre 2002 e altro...

Un lungo cammino di cui non si intravvede ancora il rettilineo di arrivo….Beppe Scali