Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto il 30 maggio un accordo (allegato) sulla rappresentanza sindacale e sulle modalità per dare efficacia agli accordi sottoscritti. Un accordo da anni inseguito, due anni fa sembrava fatta con la firma del protocollo del 28 giugno 2011 (allegato). La rottura sindacale alla Fiat, la fuoriuscita dalla Confindustria riniviarono l’ultimo passo. Finalmente è arrivato, un risultato importante e certamente storico. Alcuni commentatori sottolineano che con questa intesa “ non ci saranno più accordi separati” il che non è vero: questi saranno ancora possibili ma dovrà essere certificata la rappresentanza maggioritaria di chi siede al tavolo del negoziato e poi la validazione del 50% + 1 dei lavoratori interessati.

Non è stato risolto il problema dell’applicabilità di tali norme a tutti i lavoratori, ovvero alle aziende non aderenti alla Confindustria, alle aziende con maggioranze di Rsu non aderenti alle tre Confederazioni. Anche la Fiat è per ora fuori dalle regole che sono state pattuite. E’ necessaria una Legge che recepisca, senza interferire,  l’accordo raggiunto tra le parti sociali come avvenne oltre 10 anni fa per il settore pubblico: si definì l’intesa tra Confederazioni ed Agenzia Aran che successivamente fu trasformata in Legge con decreto n.165 del 2001. In tale modo l’erga omnes non è contestabile da nessuno.

Nel campo sindacale i riflettori erano puntati su cosa avrebbe detto la Fiom su questa intesa: Maurizio Landini ha espresso il suo giudizio positivo  con un’intervista al Manifesto (allegato) mentre Giorgio Cremaschi ha “sparato ad also zero” ( allegato).

Articolato il giudizio di Piergiovanni Alleva ( giuslavorista )  che scrive su Il Manifesto "L’accordo sulla rappresentanza sindacale firmato da sindacati e imprese è stato salutato come una svolta epocale e in un certo senso lo è, ma bisogna anche avere altrettanto chiari i suoi limiti: come vedremo, essi portano a concludere che c’è ancora bisogno di una legge. Innanzitutto c’è da dire che questo accordo non riguarda tutta la contrattazione, perché la territoriale e la aziendale restano regolate dagli articoli 3, 4 e 5 dell’accordo del 28 giugno 2011". ( vedi allegato)

In sintesi i principali contenuti dell’importante accordo interconfederale

Misurazione della rappresentanza

Per determinare il peso di ogni organizzazione sindacale valgono (50-50) due dati:

• le deleghe sindacali (trattenuta operata dal datore di lavoro su esplicito mandato del lavoratore) comunicate dal datore di lavoro all'INPS e certificate dall'Istituto medesimo;

• i voti raccolti da ogni singola organizzazione sindacale nell'elezione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in carica (validità 36 mesi)

Questi due dati, iscritti e voto, verranno comunicati ad un ente esterno certificatore (es: CNEL) che procederà, per ogni CCNL, a determinare il calcolo della rappresentanza di ogni organizzazione sindacale. Le RSU saranno elette con voto proporzionale ai voti ottenuti, superando così l'1/3 destinato alle Organizzazioni Sindacali firmatarie di CCNL, e vi è l'impegno a rinnovare quelle scadute nei successivi sei mesi.

Validità ed esigibilità dei CCNL

Con l'accordo si stabiliscono regole che determinano le modalità con cui rendere esigibili, per entrambe le parti contraenti, il CCNL. Trattasi, per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali nel nostro Paese, di una procedura formalizzata e condivisa da entrambe le parti.
1.- Saranno ammesse al tavolo della trattativa le Organizzazioni Sindacali “pesate” con le regole sopra descritte, che superino la soglia del 5%.

2.- Le modalità di presentazione delle piattaforme contrattuali è lasciata alla determinazione delle singole categorie, con l'auspicio di entrambe le parti affinché si determinino richieste unitarie.

3.- Un CCNL è esigibile ed efficace qualora si verifichino entrambi le seguenti due condizioni:
• sia sottoscritto da almeno il 50%+1 delle organizzazioni sindacali deputate a trattare;
•  sia validato, tramite consultazione certificata, dalla maggioranza semplice dei lavoratori e delle lavoratrici, con modalità operative definite dalle categorie

La sottoscrizione formale del CCNL che abbia seguito tale procedura diviene atto vincolante per entrambe le parti. I CCNL definiranno clausole e/o procedure di raffreddamento finalizzate a garantirne l'esigibilità e le relative inadempienze.

Per approfondire apri i sette  allegati

Allegato Dimensione
testo_dellaccordo_31-5-2013.doc 34.5 KB
accordo_rappresentanza_scheda.doc 32 KB
accordo_storico_griseri.pdf 98.11 KB
intervista_a_landini.doc 26 KB
cremaschi_spara_a_zero.doc 24.5 KB
trovata_lintesa_il_sole.pdf 312.85 KB
svolta_dai_piedi_dargilla_alleva.doc 23.5 KB